Adesso
arriva, adesso fa tutto da solo. Infatti lo invochiamo. Infatti fa
paura. Come un animale che abbiamo visto solo in foto, come
un’eclissi, una notizia. Come qualcosa che nessuno ci ha lanciato
contro eppure ci arriva addosso.
Autrice:
Chiara Gamberale
Editore:
Feltrinelli
Numero
di pagine: 215
Prezzo:
€ 16,00
Sinossi:
Esiste
un momento nella vita di ognuno di noi dopo il quale niente sarà più
come prima: quel momento è adesso. Arriva quando ci innamoriamo,
come si innamorano Lidia e Pietro. Sempre in cerca di emozioni forti
lei, introverso e prigioniero del passato lui: si incontrano.
Rinunciando a ogni certezza, si fermano, anche se affidarsi alla vita
ha già tradito entrambi, ma chissà, forse proprio per questo,
finalmente, adesso... E allora Lidia che ne farà della sua ansia di
fuga? E di Lorenzo, il suo "amoreterno", a cui la lega
ancora qualcosa di ostinato? Pietro come potrà accedere allo
stupore, se non affronterà un trauma che, anno dopo anno, si è
abituato a dimenticare? Chiara Gamberale stavolta raccoglie la
scommessa più alta: raccontare l'innamoramento dall'interno. Cercare
parole per l'attrazione, per il sesso, per la battaglia continua tra
le nostre ferite e le nostre speranze, fino a interrogarsi sul
mistero a cui tutto questo ci chiama. Grazie a una voce a tratti
sognante e a tratti chirurgica, ci troviamo a tu per tu con gli
slanci, le resistenze, gli errori di Lidia e Pietro e con i nostri,
per poi calarci in quel punto "sotto le costole, all'altezza
della pancia" dove è possibile accada quello a cui tutti
aspiriamo ma che tutti spaventa: cambiare. Mentre attorno ai due
protagonisti una giostra di personaggi tragicomici mette in scena
l'affanno di chi invece, anziché fermarsi, continua a rincorrere gli
altri per fuggire da se stesso...
La recensione
Se
la memoria mi inganna, altrettanto non fa, per fortuna, quel mio
famoso documento Word inaugurato ormai la bellezza di dieci anni fa.
Ci scrivo anno per anno, numerendoli, i romanzi letti: annoto date,
autori, stelle. Posso dirvi con esattezza, perciò, che due anni fa,
in questo stesso periodo, su una panchina – e, per la prima e
ultima volta, sul cellulare – leggevo Per dieci minuti. La
mia seconda Chiara Gamberale, a un paio di giorni di distanza dalla
prima: che devo fare, già ne sentivo la mancanza. Amata e odiata,
super pubblicizzata, a me Chiara piace e piaceva. Seduto a gambe
incrociate in un parco, baciato dal sole, la trovavo spigliata,
buffa, cinematografica. Nell'arco del 2014 avevo letto il leggibile,
o quasi; mi ero impegnato per recuperarla tutta, ma poco alla volta.
L'ho rincrociata quest'anno, complice un gradito regalo, in Le
luci nelle case degli altri, e
con una delle sue storie più particolari e fantasiose mi ha fatto
compagnia in un gelido inverno, e in un'ancora più gelida Sessione
Invernale. Di lì a poco, a febbraio, neanche a farlo apposta, eccola
di ritorno in libreria con Adesso:
copertina sgargiante, grandi vendite, un lui e una lei che
precipitano. Ma gli inglesi, con il loro “falling in love”, ci
insegnano che l'amore altro non è che una caduta nel vuoto; bendati.
Di lì a poco, a malincuore, ecco emergere i primi pareri: ora
tiepidi, ora sotto zero. Adesso,
infatti, proprio non piaceva e, se piaceva, comunque non abbastanza.
La recensione di Tessa, affidabilissima al solito, me l'ha fatto
togliere dal carrello Amazon e, alla scoperta delle gioie della
biblioteca comunale, mi sono detto che al prossimo giro esplorativo
lo avrei cercato lì. Restituisco Massimo Gramellini, chiacchiero con
la bibliotecaria, torno a casa con la Gamberale sottobraccio. Di lì
a poco, senza paraocchi, la inizio: in un soffio, leggo le prime
cento pagine. E' la solita Chiara, dico, e tiro un sospiro di
sollievo: scorre, e i suoi quarantenni nevrotici, che fanno lavori un
po' strani e s'innamorano nonostante le suddette nevrosi, mi stanno molto simpatici. Certo, i capitoli sono brevi e brevissimi e, saltando da
una situazione all'altra, all'inizio sembrano essere episodi a sé stanti. Certo, ho letto di meglio, di suo: ma di
peggio? Un'erborista maggiorata, un libraio vedovo, una psicologa che ha scordato di essere in primis una
donna e uno scienziato che ha scordato di essere in primis un uomo,
una professoressa americana e un surfista francese a caccia di seducenti turiste... Un'umanità varia, movimentata, insoddisfatta, a fare da
sfondo a quei Lidia e Pietro che, man mano, impari a distinguere
nella massa. Lui, preside di un liceo classico, ha una ex in piena
crisi mistica e una figlia - Marianna, detta Colibrì - a cui badare.
Lei, già nota a chi ha familiarità con i condomini di via Grotta
Perfetta 315, ha lasciato un marito litigioso e infantile e, dalla radio, è passata alle reti
nazionali. Dirige un programma, ora, che si chiama Tutte
le famiglie felici: cita
Tolstoj, nel titolo, ed è un reality che indaga le dinamiche e i
rapporti in famiglie felici, sì, ma sui generis.
Come quella di
Pietro, appunto, genitore single all'improvviso; e, all'improvviso,
innamorato di questa presentatrice che ha le gonne
corte, i capelli lunghi e una parlantina che strema. Adesso
parlerebbe di due persone, infatti, che si incontrano nel mezzo del cammin di
nostra vita e non più innocenti, non più sognatori, devono fare i
conti con il passato problematico e i ricordi dolorosi dell'altro.
Uso il condizionale non a caso, però. Quelle cento pagine lette
velocemente, sui luoghi di Per dieci minuti,
è di questo che raccontano. Le altre, che indagano coerentemente il loro passato e i
loro ricordi, sono pesanti e superflue. Fatte le debite
presentazioni, la Gamberale va giù di flussi di coscienza, font
imprevedibili, pagine astratte. Spazio, troppo, a pensieri che danno
il mal di testa: fiumi di parole che non hanno un argine e, a mio dire,
una motivazione che regga. Le frasi si ripetono a pagine alterne, come in loop,
e irrompono grafie mastodontiche a riempire gli spazi
bianchi. La Chiara che dico io, che scrive commedie che sembrano
piccoli film, è quelle degli spunti promettenti – le sbirciate ai
carrelli di un'attrice famosa per sognare un po', i vicini esemplari,
i progetti per metterti in gioco all'indomani di una separazione –
e dello stile colloquiale. Il suo ultimo
romanzo, invece, è cerebrale, logorroico e capriccioso. Ha scene separate, unite (ma non troppo) da un filo sottile – dai personaggi di Lidia e
Pietro, innamorati timorosi – e da riflessioni che, tra l'altro,
sono sempre le stesse. A furia di assecondarne gli sbalzi d'umore e i
voltafaccia, di quel rosso buffone che nomina spesso – ossia, il
cuore umano – un'irritante Gamberale finisce per prenderne le
difese, purtroppo, e l'andamento scostante. E per tutto il tempo manca la pallina
nella pancia, la biglia che ti rotola sotto le costole. Le farfalle
dell'ispirazione, del colpo di fulmine o, semplicemente, delle
letture meritevoli davvero. Per Adesso,
non era forse adesso il momento.
Lo sarebbe stato mai?
Il
mio voto: ★★
Il
mio consiglio musicale: Erica Mou – Adesso


























