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La cercatrice di corallo, di Vanessa Roggeri. Rizzoli, € 18,
pp. 318 |
Ci
sono autori che, romanzo dopo romanzo, diventano amici del blog. Ci
sono appuntamenti in libreria che, anno dopo anno, aspetti. Vanessa
Roggeri, conosciuta con l'apprezzatissimo esordio Il cuore selvatico del ginepro e
felicemente ritrovata l'estate successiva alla presentazione di Fiore di fulmine, è
decisamente una di questi. Cresce, cambia – editore, questa volta, passata da
Garzanti a Rizzoli, ma meta mai. Un altro viaggio alle origini, perciò,
in quella Sardegna del passato che fa un po' da terra a sé.
Tradizioni vetuste ma irrinunciabili, la legge dell'onore e del
taglione da applicare in privato, un mare splendido e crudele che
elargisce e affama. Fra la costa e l'entroterra, dopo averci
raccontato i marchi del pregiudizio e quelli della tempesta,
l'autrice cagliaritana lascia consumare le piccole e grandi tragedie
della famiglia Derosas: protagonista di una guerra civile prima per
odio, poi per amore. Nel primo dopoguerra, Fortunato e Dolores,
l'inconsolabile vedova di suo cugino, si sono giurati eterna
inimicizia. Il primo: orgoglioso coralliere legato alla terra e alle
onde, a un denaro che non compra tutto. L'altra: mamma di otto figli
e di campi infecondi, in cerca dell'aiuto economico che il parente
acquisito le nega e della giusta occasione per riscattarsi. Il
denaro, diceva l'imperatore Vespasiano, non puzza. Così Dolores,
personaggio di straordinaria tempra morale che ruba con poco la scena
agli altri, fa fruttare il guano di una miniera invasa dai
pipistrelli improvvisandosi imprenditrice di successo. Non
dimentica. Sottrae i figli alla fame, li allena alla rivalsa.
Del secondogenito, Achille, fa uno strumento di vendetta. Deve
sedurre e abbandonare Regina, la figlia illegittima dello storico
rivale. Una diciassettenne tutt'uno con il cielo e la natura, che ha
un fiuto speciale per i coralli e quasi le pinne ai piedi. L'adorata Regina,
magica vedetta sulla coralliera di Fortunato, si innamora
inevitabilmente dello straniero. Un ragazzo che legge fino a farsi
venire le febbri e l'ispirazione e che, nonostante un apprendistato
mirato all'annientamento, sa amare a sua volta.
Io
sono il mare. Il mare è in me.
Le
lettere tracciate sulla sabbia e appuntamenti fugaci su una
spiaggetta inaccessibile saranno l'alfabeto segreto di due amanti con
le stesse antipatie di Montecchi e Capuleti e, soprattutto, lo stesso cognome. Per imparare a leggere. Per imparare a nuotare.
Il rischio c'era, accentuato dalla discutibile copertina rosa confetto: per fortuna, però, Vanessa Roggeri sa come non finire alla deriva in una regata di melassa. Ben scritto, dettagliatissimo, il suo ultimo libro ha un faticoso lavoro di ricerca alle spalle e un intreccio romanzesco, shakespeariano, che tuttavia non regala svolte inattese. In un romanzo con sentimenti da dramma in musica, con ambientazioni d'altre epoche, la forza della prima parte deve purtroppo fare i conti con la prevedibilità della seconda. Troppi soliloqui enfatici tra sé e sé, dialoghi non sempre all'altezza della perfezione della ricostruzione storica, personaggi che sbucano macchinosamente ora per trattenere i novelli Romeo e Giulietta, ora per tentare di separarli.
Il rischio c'era, accentuato dalla discutibile copertina rosa confetto: per fortuna, però, Vanessa Roggeri sa come non finire alla deriva in una regata di melassa. Ben scritto, dettagliatissimo, il suo ultimo libro ha un faticoso lavoro di ricerca alle spalle e un intreccio romanzesco, shakespeariano, che tuttavia non regala svolte inattese. In un romanzo con sentimenti da dramma in musica, con ambientazioni d'altre epoche, la forza della prima parte deve purtroppo fare i conti con la prevedibilità della seconda. Troppi soliloqui enfatici tra sé e sé, dialoghi non sempre all'altezza della perfezione della ricostruzione storica, personaggi che sbucano macchinosamente ora per trattenere i novelli Romeo e Giulietta, ora per tentare di separarli.
Il
mare toglie, ti strappa anche l'anima, ma prima o poi ti ridà il
doppio.
La
loro storia è scritta nelle stelle, le contraddizioni di questa
terra sono già state belle che rievocate negli affreschi storici precedenti,
ma l'eleganza dell'autrice – riletta con la solita attenzione, ma senza trovare sorprese – rende comunque un piacere
ritrovarsi. Affacciati entrambi sulle profondità del blu. La vendetta, il
karma, avvolgono le passioni di La cercatrice di corallo in
un turbine che mira all'abisso. Ad acque che celano i tranelli di
bombe inesplose, relitti di un conflitto ancora vicino. Al miraggio
impossibile dei coralli bianchi. Nel dubbio, sapete, non getterei l'ancora qui.
Il
mio voto: ★★★
Il
mio consiglio musicale: Florence + The Machine – What The Water
Gave Me