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giovedì 16 aprile 2020

Recensione: Gli anni incompiuti, di Francesco Falconi

| Gli anni incompiuti, di Francesco Falconi. La Corte Editore, € 17,90, pp. 269 |

Si può amare qualcuno a prescindere dall’orientamento sessuale? È la domanda che si pone Marco.  Figlio di un uomo severissimo, nato a Venezia ma trapiantato a Grosseto, ha sempre avuto un’unica costante: Aurora. Cresciuti insieme, all’inizio condividono gli andirivieni delle reciproche famiglie e, all'indomani del liceo, un appartamento a Siena. Lui studia Ingegneria, lei sogna il mondo editoriale. La sorte e il lavoro li porteranno a Roma nel boom della new economy. Cambia la storia d’Italia, cambiano loro. 
I capelli si ingrigiscono. Le persone deludono e si trasformano. L’egoismo e il non detto minacciano l’armonia. Ma quello dei due è un viaggio lungo quarant’anni, fatto di svolte epocali – si parte dalle stragi a mano armata e si finisce con l’annuncio della Brexit – e sentimenti impossibili – lui, omosessuale, sa infatti di non poter ricambiare lei fino in fondo. Cosa può far scoppiare una coppia, però, se si è anime gemelle? Comunque andrà, li legherà per sempre qualcosa di magico – il ventinove febbraio, l’eccezionale giorno in cui sono venuti al mondo – e resteranno Bastiano e l’Infanta Imperatrice della loro personale storia infinita.

Hai un cielo da donare e un universo da ricevere. Vuoi davvero rinunciare a tutto questo? Abbandonati. Tutto si può combattere nella vita, tranne questo. Perché, dentro te, c’è una rivoluzione d’amore.
Lungi dall’essere un classico romanzo sentimentale, Gli anni incompiuti è un patchwork di immagini, ricordi e momenti. La prova della maturità per il prolifico Francesco Falconi, noto finora come autore fantasy, che con professionalità e leggerezza si è messo spesso in gioco con tematiche ed editori differenti. Ingegnere prestato alla narrativa, un po’ come il protagonista, riserva alla scrittura una passione già riscontrata ai tempi di Muses e Gray. Sente le sue storie nel profondo, e si sente. Quest’ultima in particolare appare meditata a lungo, travagliata; un lavoro di introspezione che è impossibile non riconoscergli. Con una vena creativa un po’ sacrificata in nome della verosimiglianza, Gli anni incompiuti mi è parso approfondito nel contesto storico e nello scavo psicologico dei due protagonisti, entrambi al centro di un’evoluzione importante insieme alla società che li circonda. Ben contestualizzato, scorrevole e appassionante, convince più nei dialoghi che nelle parti narrative – la ricerca del lirismo e della letterarietà, a tratti, non mi ha convinto: non serviva, per me, citare William Blake e Luigi Pirandello per nobilitare ulteriormente i sentimenti della coppia – e racconta con nostalgia una generazione che non mi appartiene. Con più sicurezze economiche rispetto a oggi, ma con una minore libertà d’espressione.

Gli errori sono castelli di se e di ma. Castelli che tutti desideriamo nella nostra vita e che crediamo siano la nostra casa per sempre. Poi, un giorno, capiamo di aver costruito dei muri di vetro e delle fondamenta di carta.
Tra hit anni Ottanta, musicassette e citazioni pop, Francesco descrive gli anni di una rivoluzione sociale, politica e tecnologica. E ne fa vivere, così, una anche ai propri personaggi. A colloquio con un interlocutore misterioso, il narratore si dà a un viaggio della memoria in cui ogni luogo è un ricordo; ogni capitolo è una finestra aperta  a quattro anni di distanza dalla precedente. Marco e Aurora si scontrano con la paura di essere soli e abbandonati. Si imbarcano in relazioni fallimentari, si buttano in carriere redditizie ma stranianti. Si biasimano aspramente, si lasciano e si riprendono. E non ho potuto non pensare – tanto per la struttura narrativa a balzoni quanto per i conflitti interiori – agli indimenticabili protagonisti di Un giorno, di cui nella seconda parte Gli anni incompiuti sembra essere quasi la risposta italiana. I paragoni con uno dei miei romanzi del cuore sono difficili da reggere e non giovano. Ma non influenzeranno i lettori che ancora non hanno conosciuto in precedenza la fantasia di Francesco Falconi, né i rendez-vous di Emma e Dexter nel giorno di San Swithin. Marco e Aurora, da qualche parte, resteranno sani e salvi: preservati come i petali di una viola del pensiero tra le pagine di un vecchio libro.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Nicola Piovani - Quanto t'ho amato 

mercoledì 21 maggio 2014

Recensione: Gray, di Francesco Falconi

Ciao a tutti, amici! Come state? Io sono tornato all'università, anche se in un lunedì posticipato di due giorni, per la fine dei corsi. Manca poco e, ehi, manca poco anche alla fine del secondo libro della temibile Storia della Lingua. Qualche oretta gliel'ho sottratta, mi siete testimoni, ma non ditelo in giro. Ho lavorato, questa mattina, alla recensione dell'ultimo romanzo che ho letto: il chiacchierato Gray. Vi lascio con le mie riflessioni personali e ringrazio personalmente Francesco per aver voluto che lo leggessi. Sì, quella metà faccia nella prima foto è la mia: è vero che dovevano scegliere me per la copertina?! Imperdonabile. Avrei avuto una perfetta faccia da... cover. Già. Scherzando scherzando, vi abbandono anche oggi. M.
Siamo cuori in fiamme soffocati in un'anima nera.

Titolo: Gray
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 372
Prezzo: € 17,00
Sinossi: Dorian osserva l'Anima Nera strisciare sulla sua pelle come un tatuaggio, avvolgersi alla spalla e raggiungere la sua schiena. È il serpente oscuro che l'ha condannato a un inferno in terra: l'immortalità. Cent'anni prima, di fronte a un ritratto che esaltava la sua bellezza, Dorian ha osato desiderare di rimanere giovane e seducente per sempre: il suo desiderio è stato esaudito, ma il prezzo da pagare è un baratro infinito di estasi e perdizione. Layla è tormentata da un demone che le toglie il respiro, la ragione e la volontà. È prigioniera di un corpo che sente disarmonico e deforme. Il suo rifugio è l'arte, e quel ritratto di ragazzo che da sempre disegna con precisione maniacale, occhi di ghiaccio e corpo perfetto, pur non avendolo mai conosciuto. In una Roma incantevole e superba, Dorian e Layla stanno per incontrarsi e i loro destini si allineano come tessere del domino in attesa di essere sfiorate.
                                                 La recensione
Vissi d'arte, vissi d'amore.”  Il sogno di un'epoca lontana, di un'altra vita. La speranza di divorare il mondo con gli occhi, di metterlo a posto con le proprie mani, e di riempirlo fino all'orlo di cose belle. Un vaso di Pandora finalmente libero dai mostri della notte, una coppa di splendore. L'appello al passato remoto che una Tosca con la voce di Maria Callas intonava a Dio. Tosca, l'infelice Tosca. La chimera, il melodramma, la tragedia in tre atti. Un salto nel vuoto, in cerca dell'eternità sul fondo buio del baratro. Anche Dorian Gray visse così. D'arte, d'amore. Nelle parole ispirate di Oscar Wilde, tra i salotti di una tetra Londra vittoriana e case del piacere. E morì, così. Una cornice squarciata per privarsi dell'arte, un pugnale nel petto per condannare l'amore. La pace, alla fine, ritrovata nell'unico spiragio che c'è d'eterno: la morte. Francesco Falconi ci ha stupiti spesso con un'originalità fuori dal comune. Con uno stile duttile, malleabile come metallo. La sua immaginazione è la fucina in cui la trasformazione diviene possibile. Il ferro battuto diventa spranga, spada, lancia, oro. In Muses aveva illustrato le strategie e le insidie di un mondo complesso: le dee delle arti scendevano sulla terra, camminavano su tacchi alti o sulle suole di un paio di scarpe da ginnastiche, si sporcavano, si uccidevano, risorgevano dalle ceneri. Anche il suo Dorian lo è. Una musa. Ispirazione per uomini ossessionato dal suo viso, dal suo corpo, da pennellate che riescono a immortalare solo i lineamenti prodigiosi di chi non è mai invecchiato. Di chi non è mai morto, perché semplicemente non poteva. Gray è l'ipotetica risposta a una domanda lanciata all'aria. E se... Se, in quella stanza umida di tanto tempo fa, la creatura di Wilde non avesse conosciuto il gusto del riscatto, la soddisfazione di una definitiva disfatta, il riposo agognato? Se il seduttore, la musa, il demonio racchiusi nella sua unica persona fossero giunti alle soglie della modernità, in questa nostra era tecnologica e dissipata? Come scontare, allora, il prezzo del per sempre? L'originalità è insita nell'idea stessa. Usare un personaggio iconico, leggendario, come protagonista di una storia nuova. Un doppelganger: sì. Un doppelganer: no. L'autore non si lava le mani sulla scia di un Pilato qualsiasi. Dorian è Dorian. Una responsabilità, una certezza. Ha cambiato nomi, paesi, identità; ha incontrato le copie riflesse di Henry e Basil e, per istinto, si è avvicanto a quelle esistente sottratte al passato, in misteriose vite parallele e rinascite inspiegate. Un surrogato del padre, il primo. Un rimpiazzo del pittore che lo dipinse e lo amò di un amore insano, il secondo. Remake entrambi. Déjà vu. Il protagonista ha messo a distanza la noia, a bada il desiderio di una casa. Ha visto crescere i semi delle Avanguardie Storiche, ha conversato con Dalì, è stato gallerista in Europa e gigolò in ogni altro luogo. Roma, Firenze, Venezia, Siena, Praga: il suo corpo sempre uguale come bagaglio e unico lasciapassare, il richiamo dell'arte a influenzarne le tendenze e le infinite traiettorie. Layla Vanni è una studentessa universitaria con la stanza piena di ritratti di Dorian Gray: il suo Charming Prince. Non lo conosce, non sa se sia reale oppure no, ma è una passione intensa. Un hobby strano, un lavoro di immaginazione. Lei non si vede. Non sa descriversi, non sa disegnare il suo stesso profilo. Le sue mani abili disegnano linee comuni, il carboncino gratta il bianco della carta per formare l'ombra di un naso, la sfumatura di un labbro, una palpebra, una voglia a forma di fiore. Ombre fitte e nere. Come quella che la perseguita. 
Un mostro, per lei che si percepisce mostro. Evita di specchiarsi, odia il chiasso, adora Frida Kahlo. Osessionata, come lei, da un corpo ostile che le si è rivoltato contro. La bellezza era anche il suo demone. L'entrata di Dorian nella sua vita è trionfale. Teatrale, queer. Ballerini sui tacchi a spillo, calze a rete, costumi succinti color carne. Monaci seduttori, chiese sconsacrate, una Roma chiesa e bordello come in Sorrentino. Gaga, Madonna, Adam Lambert, la regia di un Almodovar. Mucca assassina. Eternità assassina. Vacca sacra, Nirvana, limbo. Purgatorio e inferno. Layla è la sua sfida, l'ennesima vittima. La più difficile. Divorerà a morsi la sua innocenza. Lui è una tela da riempire in cui si incontrano e si scontrano i tratti del Bel Ami di Maupassant, la spigolosità del Conte di Valmont; le Cruel Intensions – dunque – dei fratellastri incestuosi Sarah Michelle Gellar e Ryan Philippe. Ho bramato quei rari flashback come l'acqua: assolutamente intriganti, ben inseriti. Il Dorian che si muove all'interno di quei ricordi – spietato, calcolatore, egocentrico – è quello che ho preferito. E' bello, ma il fascino, secondo me, è slegato dalla perfezione di un viso, dalla solidità dei muscoli, dal bianco di denti drittissimi. Lui ha forme troppo nette e precise. Terreno, ultraterreno. Il Dorian che ho sempre immaginato io è un Peter Pan guidato da una fata nera. Un bambino col volto pulito, il fisico asciutto, la fronte spianata. Gli uomini e le donne vogliono possederlo per quell'innocenza astratta, per il suo corpo da angelo in terra. Fragile, pallido, efebico. Il protagonista di Falconi è più aitante del Ben Barnes che gli diede il viso nella libera trasposizione cinematografica del 2009, meno comune del Reeve Carney della serie rivelazione Penny Dreaful
La bellezza la vedi, la vuoi, la fai tua. Il carisma è qualcosa di più sottile, sotteso, vago, però. E' un tarlo. E' saper persuadere con la nuda parola. L'estetica di Oscar Wilde viveva dell'arte per il gusto dell'arte. E il coerente Dorian Gray dei giorni nostri vive del bello per il gusto del bello. E' un modello, un ballerino, una creatura notturna. Io, tuttavia, se rileggessi il capolavoro dell'autore ottocentesco, penserei – ora - al Dane DeHaan di Giovani Ribelli. Al Lucien Carr del movimento Beat, vale a dire; al Lucignolo del Pinocchio Allen Ginsberg. Un metro e settanta, sessanta chili, faccia nella media, occhi blu. E' tutta questione di atteggiamento: un languore inespresso, dato da una consapevolezza non palesata. Qualcosa che si muove nel profondo; dietro le palpebre, sotto la stoffa della camicia. Figlio della Pop Culture, Gray parla di redenzione. La storia di una Bestia che, in un frammento stroboscopico di infinità, guarda la sua rosa nera spogliarsi di tutti i petali. Una delle stonature che, personalmente, ho rintracciato, è legata giusto al cambiamento del protagonista: troppo concreto. A dialoghi finali che mantenevano una parvenza troppo da favola. Più che dolci, dolciastri: momenti romantici ritagliati in altri apparentemente pieni di disperazione; inscatolati nella speranza di non far danni. Poi, salvifica, una scena grandiosa a liberarmi da quella smorfia venuta per caso: un zoom puntato nella squallida stanzetta di una persona che ama morbosamente. Chi non dovrebbe, come non dovrebbe. Quell'alone fiabesco accoltellato con brutalità e coraggio, quel sentimentalismo zuccheroso – almeno per chi, come me, il caffé lo prende amaro – stordito dai pesticidi. Per protagonisti interessanti, ma insieme un po' meno, in una cornice ordinaria che aggiunge realismo alla vita di Laya e sottrae perdizione a quella di Dorian. Falconi è una specie di kamikaze. E' bravo, ma fino a che punto ne era consapevole? Ha una bella prosa – secca, personale, con una musicalità ricercata, quasi tribale. Ma una bella pagina, una penna affilata, un'idea buona servono a farti capire che ciò che fai è giusto? Che quella è la strada? Lui procede: sfrontato, sicuro, audace. Chat su Facebook comprese di faccine sorridenti, messaggi, spogliarelli. Come fare qualcosa di simile e capire che non è troppo – grottesca, adolescenziale, trash? Non lo so Francesco come lo sapeva. Ma aveva indovinato. Un esordiente non credo l'avrebbe fatto con una simile sicurezza. E parlo della pazzia dell'impresa, del folle volo, non esclusivamente della gestione di una trama, senz'altro più semplice di quella di Muses, che, in quegli sporadici momenti noir, sfodera a pieno la sua bestiale potenza. Questo Gray è una statua bianca che invece qualche segno del tempo lo conosce. Ha un neo sulla guancia, un molare scheggiato, qualche sbavatura perdonabile nel nero della prosa. Ma divertete per il suo desiderio di divertirsi e macchiarsi: è l'importante. Sguazza nel torbido. Gli schizzi di nero sono più belli. Il petrolio delle industrie nell'acqua del mare fa più vero il mondo. Elementi di distrazione, tinte forti e malate che generano un erotismo convulso da elettropop. L'ambiguità di cui è punteggiato il tutto, una coinvolgente scena di sesso descritta nel dettaglio, il sospetto cattivo dell'incesto... La volgarità, in una scrittura simile, non esiste mai. Vietato porsi il problema. La collana Chrysalide dà fiducia al Falconi pioniere e, in una trama che oscilla di tanto in tanto sul limite del classico young adult e del moderno retelling, ma senza mai cadere, lascia entrare chili di sporco, senza il bisogno di nasconderlo sotto il tappeto, subito dopo. Su un post-it giallo, all'interno del libro, ho una freccia stilizzata che collega il nome di Francesco Falconi a quello di Baz Luhrmann. Feste sensazionali, musica assordante, kitsh-non kitsh, perdizione in bicchiere, gocce di assenzio incendiario. C'è un disegno anche nella confusione. Una coreografia anche in questo seducente caos stroboscopico.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Jack White - Love is Blindness


lunedì 15 aprile 2013

Aprile - Maggio: Anteprime lontane e vicine ²

Buon inizio di settimana a tutti, amici! E che inizio!
A dirvi la verità, non so se si tratti di un incubo o di una favola: fatto sta che le prossime uscite sono tutte straordinarie. Ci sono giusto un paio di problemini: non ho una lira, ho gli esami davanti a me, voglio progettare – insieme a voi – un grosso colpo in banca. Le nostre case editrici, con l'arrivo della primavera, si stanno svegliando dal letargo invernale. Ed in grande stile! In queste seconda carrellata del mese, altri titoli imperdibili che andranno ad impinguare la nostra WL: che (fantastico) guaio! 
 Abbiamo quattro titoli firmati dalla Garzanti, uno più bello dell'altro: copertine adorabili e trame da brividi per libri che, sono sicurissimo, ci faranno versare non poche lacrime. Tre autori stranieri, un'italiana: la talentuosa Sara Rattaro di Un uso qualunque di te. Insieme a lei, ritornano anche le saghe di Francesco Falconi e Marissa Meyer: un'invasione di muse e principesse, mitologia e fantascientifica fiaba. L'instancabile James Patterson – autore di thriller, romance.... c'è qualcosa che non fa? - ci parla di quanto sia difficile avere quattordici anni in Scuola Media – Gli anni peggiori della mia vita (credimi, James: lo sono stati anche per me!). Ultimo ma non ultimo, un esordiente con un thriller raggelante e misterioso: Il Mangiateste. Già lo adoro! Allora, si fa questa rapina? Chi è dei nostri? Scherzi a parte, rifacciamoci gli occhi e ristrutturiamo le nostre liste dei desideri: cosa volete... ma anzi, cosa non volete? Facciamo prima ;)
                                                          GARZANTI
Titolo: Lo strano mondo di Alex Woods
Autore: Gavin Extence
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 380
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 24 Aprile 2013
Sinossi: Per Alex Woods la notte è un momento magico, l'unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l'universo è l'unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una lettrice di tarocchi che l'ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall'ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l'arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell'universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo...

Titolo: Per te qualsiasi cosa
Autore: Sam Angus
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 260
Data di pubblicazione: 24 Aprile 2013
Sinossi: Stanley è ancora un ragazzino, e si sente solo. Da quando il fratello è partito per la guerra, il padre non è più lo stesso. E' freddo e distante. Eppure Stanley è trovato il modo per essere di nuovo felice: prendersi cura dei suoi cani. Lui è l'unico che sa come comunicare con loro. Quando Soldier, un cucciolo dal pelo chiaro, sembra troppo fragile per sopravvivere, Stanley gli salva la vita. Qualcosa di speciale li unisce e i due diventano inseparabili. Ma il loro legame è destinato a spezzarsi: un giorno, all'improvviso, Soldier scompare. Per Stanley è una nuova ferita difficile da ricucire. Non gli rimane che una scelta: vestire la divisa dell'esercito inglese e partire per il fronte. Partire alla ricerca del fratello e cercare di riunire la sua famiglia. Grazie alla sua rara abilità nel capire i cani, viene assegnato al servizio dei cani messaggeri. Nell'orrore delle trincee del primo conflitto mondiale, la lealtà e il coraggio di questi animali salvano vite umane. Sono loro che giorno dopo giorno insegnano a Stanley a essere forte e a sopportare la violenza della guerra. Eppure lui non riesce ad affezionarsi veramente: il ricordo di Soldier fa ancora troppo male. Fino a quando non gli viene affidato Pistol che, come lui, non si fida più di nessuno. Grazie a questo cane Stanley rivive, per la prima volta, la forza dell'amicizia che lo legava a Soldier. Una sensazione che credeva di non riuscire più di provare. Pistol ha uno strano e immediato attaccamento per lui e i suoi occhi sembrano volergli dire qualcosa. Stanley deve scoprire se il suo cuore è ancora capace di ascoltare...

Titolo: Non volare via
Autore: Sara Rattaro
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 340
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2013
Sinossi: Matteo ama la pioggia. Gli piace sentirne il tocco leggero sulla pelle. Perché quello è l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri. Perché Matteo è nato sordo. Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi ce un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, esce: "Pecché vola via?". Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: "Restare uniti grazie all'amore". Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolge la vita quando meno te l'aspetti. E lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E che poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare "Papà, non volare via."

Titolo: Tra la notte e il cuore
Autore: Julie Kibler
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 364
Prezzo: € 18,60
Data di pubblicazione: 9 Maggio 2013
Sinossi: È mattina presto, e Miss Isabelle si ferma per un attimo sulla soglia di casa ad ammirare la luce dell’alba che colora di rosa i tetti della cittadina di Arlington, Texas. Come ogni lunedì sta aspettando Dorrie, la sua giovane parrucchiera, che per lei è diventata come una figlia. Da dieci anni è la sua cliente speciale, da dieci anni la sua richiesta è sempre la stessa: domare la sua vaporosa chioma in ordinati riccioli argentati. Ma non questo lunedì. Oggi Miss Isabelle sa che la sua vita fatta di piccoli riti e abitudini sta per essere rivoluzionata. Il passato è tornato a tormentarle l’anima e niente potrà più essere come prima. Con tutta la forza d’animo che riesce a raccogliere dopo novant’anni di vita, Miss Isabelle presenta la sua richiesta d’aiuto a Dorrie. Ed è una richiesta sconvolgente. Un viaggio. Un lunghissimo viaggio in macchina verso Cincinnati, dalla parte opposta degli Stati Uniti, e bisogna partire subito. Senza spiegazioni. Dorrie esita, ma le basta uno sguardo negli occhi della vecchietta per capire che non può rifiutare. Mentre l’orizzonte inghiotte l’asfalto e il rosso del tramonto si dissolve in un cielo buio senza stelle, Miss Isabelle stringe tra le mani un antico ditale d’argento e sente il proprio cuore riaccendersi, come una notte di settant’anni prima, nel 1939...
                                                           SALANI
Titolo: Scuola Media. Gli anni peggiori della mia vita
Autori: James Patterson; Chris Tebbets
Editore: Salani
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 12,00
Data di pubblicazione: 29 Aprile 2013
Sinossi: Questa è la storia davvero pazzesca di come io, Rafe Khatchadorian, ho: combattuto e sconfitto la mia diabolica insegnante d’inglese, altrimenti detta: Lady Dragon; venduto l’anima, un pezzetto per volta, a Miller il Killer, il terribile bullo della scuola;lottato con un vero orso più di una volta; entrato (o quasi) nelle grazie della ragazza più bella della scuola; fatto soffrire tutte le persone a cui tengo (non volevo, lo giuro!). 
Infine, scoprirete come ho portato inesorabilmente a termine la missione che mi ero prefisso all’inizio dell’anno: infrangere tutte le regole scolastiche, una per una! Saranno anche stati i giorni peggiori della mia vita, ma per voi, ve l’assicuro, sarà uno spasso!
                            MONDADORI
Titolo: Muses. La Decima Musa
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 492
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 14 Maggio 2013
Sinossi: Alice De Angelis ha percorso fino in fondo la strada pericolosa che l'ha portata a conoscere il suo passato. Ha scoperto l'origine del suo dono e il potere devastante delle nove Muse. 
Quella strada però l'ha fatta precipitare in un baratro: la sua vita è appesa ad un filo sottile su cui scorrono misteriose immagini di un presente che lei non può più vedere. Immobilizzata in un letto, legge negli occhi delle altre Muse violenza, passione, potere. Tutto va verso lo scontro finale. Se Alice vuole sopravvivere non può fare altro che tornare ad affrontare il passato , combattere oltre se stessa e scoprire il segreto della Decima Musa.

Titolo: Scarlet
Autore: Marissa Meyer
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 432
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: Aprile/ Maggio 2013
Sinossi: Androidi ed esseri umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna... 
Mentre Cinder tenta in ogni modo di scappare dal carcere in cui è rinchiusa, dall'altra parte del mondo Scarlet Benoit cerca disperatamente la persona a lei più cara, sua nonna, scomparsa senza lasciare traccia. Nella ricerca arriva ad aiutarla Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e insieme partono per Parigi. Qui incontrano, per caso, proprio Cinder. Con lei dovranno battere sul tempo la malvagia Regina lunare Levana, disposta a fare qualsiasi cosa per indurre il bel principe Kai a sposarla. Qualsiasi cosa: anche scatenare la guerra più distruttiva di tutti i tempi.
                               PIEMME
Titolo: Il mangiateste
Autore: Samuel Giorgi
Editore: Piemme
Numero di pagine: 392
Prezzo: € 17,50
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2013
Sinossi: Un tranquillo paesino di montagna. Tredici suicidi in meno di un anno. Un'antica superstizione che semina terrore. In un paese della Val d'Ossola, una lunga sequenza di suicidi ha gettato nel panico la comunità e ha lasciato la polizia senza risposte. Al caso si interessa Luna, giovane detective dotata di un intuito particolare; mentre cerca di fare luce sulla vicenda, si imbatte in antiche superstizioni che alcuni collegano al responsabile di quell'orrore. E qualcuno gli ha già dato un nome: il Mangiateste. Nel frattempo, a Villa Luce, la clinica che in paese ospita soggetti con problemi psichici, sembra emergere un'altra interpretazione dei fatti: questa coinvolge alcuni pazienti gravi rinchiusi in un'ala dell'istituto di cui sono a conoscenza solo in pochi. Con l'aiuto degli altri membri della squadra, rischiando di essere travolta da quest'ondata di follia suicida, Luna porterà a galla una drammatica vicenda del passato, per la quale qualcuno sta consumando poco alla volta la sua vendetta.

martedì 21 agosto 2012

Recensione: Muses, di Francesco Falconi

Titolo: Muses
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 488
Prezzo: € 17,00
Sinossi: Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l'eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l'inferno. E sta per accadere. 
 
                           La recensione
Io non sono un capolavoro. Sono solo un gran casino. Un muro imbrattato di vernice.
E' bastato un secondo, il lampo di un'occhiata veloce, per capire che Muses sarebbe stato un terremoto nel panorama dell'urban fantasy. Una scossa sismica in grado di far cadere, dai loro posti privilegiati, tomi con in copertina canini sfoderati in baci di sangue e granelli di polvere di fata. Una scossa in grado di scavare una frattura a forma di chiave di violino, nella quale, la terra che trema al ritmo di una melodia furiosa, ha scritto a lettere dorate il nome di un autore che, per affrontare la sua opera più sofferta e complessa, deve aver trovato la sua, di musa. 
Ha scavato, si è sporcato le mani e, nascosta sotto macerie di disperazione e sofferenza, seguendo quel canto di aiuto che nella sua mente ha arso intere notti insonni, ha trovato la sua protagonista, la prigioniera della sua fantasia che, dopo anni di lavoro, ha visto la luce e incontrato gli occhi dei lettori. L'ha trovata come si fa con un cucciolo affamato sepolto sotto la valanga di rifiuti di un cassonetto. In un luogo senza speranza. Sola, spaventata, sporca, aggressiva, con gli artigli sfoderati e la bocca spalancata, che, in realtà, vorrebbe soltanto chiudersi in dolci fusa. Si chiama Alice De Angelis. E, statene certi, non ha nulla in comune con le giovani donne di cui abbiamo spesso letto. Non ha peli sulla lingua, amore da offrire, un futuro radioso in cui sperare. 
La sua violenza fa male, e fanno male le sue parole e i segreti del suo cuore silenzioso. A vent'anni, è intrappolata in una tortura cinese a forma di passato. Sul suo corpo si sono moltiplicati i tatuaggi, sulla sua pelle i lividi. La sua identità è stata seppellita sotto costellazioni di piercing e il vero colore dei suo capelli è un mistero ormai dimenticato. Ma la bambina sperduta che è stata un tempo continua a vivere dietro le apparenze - in un mondo abitato da mostri che hanno il viso del tuo stesso padre, in cui la verginità si perde a quattordici anni, e l'innocenza anche prima, e in cui il primo bacio ha il sapore di una pinta di birra e di paio di canne. Non esistono favole, non esistono principesse. Non esistono lieto fine. Questo degrado, reso con una scrittura affilata che scorre tra il violento e il poetico, rende il romanzo, nella prima parte, un coacervo di ombre oscure e - emozionato e commosso - ho pensato immediatamente all'adolescenza spezzata descritta dalla compianta Chiara Palazzolo nella trilogia di Mirta/Luna: quando gli adolescenti muoiono di overdose, le relazioni durano l'arco di una notte, la pioggia schizza come proiettili di dolore e il disagio e il caos trovano il loro riflesso su un pezzo di carta.
Ha ragione, non importa se sono un Angelo Oscuro o una Musa. Un'assassina o una bambina. Una roccia indistruttibile o una foglia calpestata. Non importa se sono una santa o una puttana. Perché ognuna di loro è un pezzo di Alice.
I paesaggi delle borgate romane, cedono il passo, nella seconda parte, agli splendori londinesi. La disperazione, pianta assieme alle lacrime ai piedi di una tomba spoglia, fa germogliare una gemma verde speranza. Un nuovo inizio o l'inizio della fine?
E così, Muses si colora delle intense sfumature del fantasy. Sfumature intense e vivide, ma non tanto da offuscare, fortunatamente, lo spirito iniziale di un'opera scritta magistralmente e partita con la quarta ingranata. Giunti a questo momento, infatti, mi è sembrato che il romanzo si stesse perdendo nelle tipiche strutture del genere e che la nuova identità dell'Alice alle prese con nuove consapevolezze e abilità fosse di gran lunga meno intrigante di quella rinnegata in un baule di ricordi ancora sanguinanti.
Una scoperta impensata, un' eredità segreta, una zia lontana, un labirinto di inganni in cui perdersi. Le splendide descrizioni usate per riesumare la bellezza sfiorita di villa Evans fungono anche da avvolgente corollario per le scene di un allenamento fisico e spirituale che, anche se scritto notevolmente meglio, ha finito per riallacciare i miei pensieri alle avventure, certamente meno memorabili, delle protagoniste di Switched e Starcrossed.   
Un senso di déjà vu ha accompagnato, quindi, la lettura di queste pagine, ma la curiosità crescente di proseguire mi ha fatto da stimolo, accompagnandomi in una serie di colpi di scena e di depistaggi in cui la verità è diventata fragile e tagliente come un vetro rotto in mille pezzi. Buoni che diventano cattivi, cattivi che diventano buoni, amori estremi che si rivelano eterne promesse. I pochi personaggi maschili scompaiono nell'aura di questa prima donna. La luce dei riflettori illumina solo lei – anima, voce e rabbia in uno spettacolo di struggente intensità. Lei, un violino in spalla e un timbro in grado di piegare gli animi, è l'erede di Euterpe, Musa della musica. Alice, però, si scopre parte di una famiglia in continua espansione che, nel mondo dei Social Newtork e dei Blog letterari, conserva solo poche delle caratteristiche possedute dalle nove, eteree fanciulle che, nell'antica Grecia, dimoravano sul monte Elicona. Braccate dai Pragmatici e bramate dagli Eclettici, sono le pedine decisive in una battaglia combattuta tra sparatorie e sottili sotterfugi; in palio: il destino degli uomini. Lourdes, una Lisbeth Salander tutto pepe, è la musa della Net-Art – punto fermo nella vita della protagonista che, per la prima volta, sente il sostegno di un'amica. Patricia, invece, è la viziosa Musa dell'Arte. 
Tra paillette e note disco, entra in scena in corsetto di pizzo e perizoma, predicando l'amore libero e districandosi in feste in maschera alla Eyes Wide Shut, su uno scenario di psichedelico e lento erotismo degno dei film di Brian De Palma. Più abituata a stare sui rotocalchi che nei libri di storia greca, è a metà strada tra Lady Gaga e Madonna e in sé ha lo spirito dell'intero romanzo. Teatrale e suggestivo.
La forza spaccacuore di alcune immagini rimarrà a lungo con me.
Una stronza incazzata con la vita che, merito della magia di un musical Disney, si scioglie davanti al bacio che suggella l'agognato lieto fine. La stessa ragazza infelice che, venduta la sua dignità e il suo corpo al migliore offerente, trova tracce della sua identità negli occhi vitrei del coccodrillo Bolak – un peluche decapitato e rattoppato grossolanamente che, per me, rappresenta alla perfezione la paura e il bisogno di Alice di amare e lasciarsi amare.
Un canto tanto magico da far fiorire un giardino, spegnere il sole e rendere il più duro degli uomini un gentiluomo che ti porge una margherita delicata.
Il futuro scritto nel libro di Dolores che, a un passo dalla fine, si concretizza, smuovendoci dalla convinzione che, negli ultimi capitoli, non si trovino mai sorprese memorabili. Complessivamente, Muses prende le distanze dal genere e, ricadendo di tanto in tanto nelle stesse trame, finisce per non apportarvi nulla di nuovo. Come cantava Gianni Morandi in uno dei suoi più celebri successi, anche “questa musica leggera” ha un peso e il peso lacerante e greve delle parole di Francesco Falconi si avverte nella sua ingombrante interezza in ognuna delle “sudate” pagine che compongono il suo ultimo lavoro. Conferisce la perduta dignità al genere fantasy e ce ne mostra aspetti e situazioni che avevamo lasciato sotto il cumulo di buoni sentimenti e cliché - presenti nell'ultimo, annunciato caso editoriale. Questo, è un romanzo che ha la bellezza pura e indomabile delle cose imperfette. Scorre sinuoso e rapido, ma lascia echi che continuano a ridondare. Ha la capacità di renderti insicuro per poi sorprenderti continuamente. L'effetto che si prova ascoltando un cantante la cui voce tremante, molto probabilmente, non riuscirà a raggiungere mai le note alte di un intramontabile canzone da repertorio. Eppure ci riesce. La voce diventa più forte, i vibrati più sicuri, le gambe meno molli. E ogni acuto è preceduto da un brivido costante e da un dubbio onnipresente. Riuscirà la sua voce a volare dove osano le aquile? Ci riesce. Ancora. E ancora..
Quella voce l'ho sentita nitidamente intonare Dark Angel. Le pagine, come uno spartito, mi hanno mostrato la melodia e il cristallo della voce della leader degli Evanescence e il fuoco di quella degli Skunk Anansie si sono uniti - nel mio immaginario - fino a far risuonare il grido potente e ancestrale di Alice. Nel finale, quel grido potrebbe confondersi col nostro e sovrastare il martellare perpetuo dei bassi. E lo scandire del conto alla rovescia che ci separa dalla seconda impresa di questo Cigno Nero dall'inestimabile canto.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Skuns Anansie – Because of you

martedì 24 aprile 2012

Muses, di Francesco Falconi: Anteprima e Intervista all'autore!

Il prossimo 15 Maggio, dopo il sorprendente Multiversum, la Chrysalide - nuova, innovativa collana della Mondadori - torna nelle nostre librerie con un avvincente fantasy italiano, che mescola con maestria unica inusuali elementi mitologici e serrate atmosfere da thriller. Ambientato tra Roma e Londra, Muses è dotato di un fascino misterioso ed arcano, capace di offuscare ferocemente la luce delle prossime novità internazionali: Dreamless e Il dono delle furie. Fortemente incuriosito dalla particolarità della trama e della forza dei temi affrontati, approfittando della disponibilità dell'autore, ho intervistato per voi Francesco Falconi. Vi ricordo che, a breve, in tutte le librerie, edito dalla Piemme, ci sarà il nuovo fantasy dell'autore, scritto a quattro mani con Luca Azzolini. Si tratta di “La regina dei senzastelle”, atteso sequel della serie Evelyn Starr. 

Titolo: Muses
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 15 Maggio 2012
Sinossi: Quando scappa da Roma  diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa  notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l’eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia.
Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte.
Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro.
La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme.
Ma un dono così può scatenare l’inferno.
E sta per accadere.

1) Ciao Francesco! Benvenuto su “Mr. Ink – Diario di una dipendenza”. E' un grande piacere averti qui con noi. Presentati brevemente ai nostri lettori. Chi è Francesco Falconi? Ciao! Un saluto a tutti i lettori! Dunque, sono un appassionato di lettura e genere fantastico, scrivo da circa 6 anni, con un totale di 13 pargoli. L’ultimo s’intitola “Muses” , edito da Mondadori. Ho anche un sito, www.francescofalconi.it, dove potrete trovare i miei contatti facebook e twitter.

2) Una domanda che, per rompere il ghiaccio, rivolgo spesso ai miei “ospiti”: cosa rappresenta, per te, scrivere e quando hai capito che sarebbe diventato il tuo futuro. Guarda, ti copio-incollo una frase che lasciai per un’intervista a Panorama, e che ancora mi rispecchia:
«La scrittura non è un mestiere. Non è un hobby. Né una passione. È un’esigenza di cui non si può far a meno. Perché senza ti senti soffocare. E sai che è l’unico modo per liberare quella bestia che ti strangola. Se provi questo, allora vuol dire che hai una bella storia da raccontare.» La scrittura il mio futuro? Domanda tosta, perché non sono solito fare programmi a lungo termine. Senza dubbio è il mio presente, ed è quello che conta.


3) Consigliaci un autore, un libro o un film che hanno rivoluzionato il tuo mondo, rendendoti quello che sei adesso. Rivoluzionato è un aggettivo pericoloso, perché ci sono tanti libri e film che mi sono piaciuti. Il Labirinto del Fauno, per esempio, è un film che mi ha davvero meravigliato e che riguardo sempre con piacere. Idem per i libri: adoro Gaiman e Stroud, per esempio. Ma ultimamente anche Nicholls, Franzen e McCarthy. Devo sicuramente molto a Michael Ende: è stato lui a ispirarmi Estasia e il desiderio di scrivere una storia che fosse tutta mia.

4) L'attesa per Muses, il tuo nuovo romanzo, è alle stelle! Per ora, i dettagli sulla trama sono pochi e nebulosi. Questa cappa di mistero che lo avvolge non fa altro che renderlo ancora più affascinante. Che cosa dovrebbero aspettarsi tutti quei lettori che hanno intenzione, il 15 Maggio, di fiondarsi in libreria per acquistarlo? Tu come definiresti questa tua  nuova “creatura”? Sai, avere delle forti aspettative verso un romanzo è spesso un’arma a doppio taglio, per cui ci vado molto cauto. Muses è un libro che per me significa tutto, è la svolta nella mia produzione letteraria. Una storia difficile, cruda e davvero sentita. La protagonista Alice, così tormentata per il suo vissuto, è stata la prima ispirazione, proprio come l’arte e più in particolare la musica. Muses nasce proprio dalle domande: cosa accadrebbe se oggigiorno le Muse fossero ancora tra noi? Come riuscirebbero a ispirare gli uomini? Se questo dono fosse portato all’eccesso, cosa succederebbe?

5) Nonostante la tua giovane età, sei già autore di numerosi romanzi, che vanno dai libri per ragazzi, alle biografie e, ancora, all'urban fantasy e al fantasy classico. Cosa lega tra loro titoli apparentemente tanto diversi e, soprattutto, quando è nata l'idea di attingere – con Muses – alla mitologia greca, tornata nuovamente in auge grazie a romanzi come Starcrossed e Il dono delle furie? Il legame tra tutte queste opere sono semplicemente io come autore. Il mio percorso, la mia vita che pian piano è cambiata. Ogni romanzo rispecchia un momento della mia vita: gioia, desiderio di divertimento, depressione, spesso con cambi e salti nel vuoto. I lettori più affezionati lo sanno, anche perché non amo ripetermi. In realtà quando ho iniziato a scrivere Muses, 4 anni fa, non esisteva nessun libro sulla mitologia greca. Perdonami, non conosco né ho letto Starcrossed…La scintilla del romanzo è stata proprio la motivazione che ho spiegato nella domanda precedente. Non aspettatevi però “troppa” mitologia. A me piace reinventare situazioni e idee.

6) In molti dei tuoi precedenti romanzi, ti sei divertito a dare sfogo alla tua trascinante fantasia, creando mondi immaginari e terre misteriose. Perché hai deciso di ambientare Muses nella meravigliosa e caotica Londra? Ambiento i miei romanzi in città che conosco bene. Muses,  infatti, inizia nel cuore di Roma, per poi proseguire a Londra. Adoro queste due capitali, così misteriose e dense di storia e leggende.

7) Come ho recentemente chiesto al tuo collega Leonardo Patrignani, se il tuo ultimo romanzo diventasse un film, quali attori sceglieresti per dare vita  ai tuoi personaggi e a quale regista affideresti la regia della pellicola? In tutta onestà è una domanda che non mi sono posto… anche perché, per adesso, non voglio forzare l’immaginazione dei lettori. Il bello della lettura, a differenza di un film, è proprio la sua incompletezza: necessita della fantasia del lettore. Perché rovinare questa magia?

8) Per tutti quelli che da un po' seguono con ammirazione e attenzione il tuo lavoro, è palese un'altra tua grande passione: la musica. Quali artisti, con i loro album, hanno accompagnato la stesura di Muses e quale sarebbe la colonna sonora ideale per il romanzo? Muse, Skunk Ananise, Lady Gaga, Emilie Autumn, Madonna. E li troverete nel romanzo.
9) Svelaci il tuo segreto! Dove trovi il tempo e le idee per scrivere tanti romanzi? Cosa ti è di ispirazione? Nessun segreto. La scrittura mi completa, per cui non faccio fatica a scrivere anche di notte. Il mondo che mi circonda è la fonte di ispirazione.

10) Parlando di miti, ti va di sfatarne uno con me? Dimostraci che la competizione tra gli autori italiani non è più tanto marcata quanto un tempo! Conoscendo un po' i tuoi interessi e il sostegno reciproco tra te e molti tuoi colleghi, suggeriscici qualcuno dei libri che – in quest'ultimo periodo – hanno fatto capolino sugli scaffali della tua libreria. Senza dubbio Multiversum di Leonardo Patrignani, che ho letto con molto piacere perché sono appassionato anche di fantascienza e universi paralleli. E sono in attesa dell’ultimo libro de La Ragazza Drago di Licia Troisi :)

Dal 30 Aprile in tutte le librerie!
11) Grazie per essere stato qui con noi! Io e i lettori del blog ti facciamo un immenso in bocca al lupo per questa tua nuova, importante avventura. Se ti va, lasciaci con un regalo: una frase di Muses. Spero, alla prossima. Un saluto! «Sono sola, in questa stanza. Un confessionale freddo, asettico e privo di colori, che mi obbliga a rispondere a molte domande. Chi sono, adesso? Un granello di polline trasportato dal vento nel deserto, alla ricerca di un’oasi dove posarsi. Un’oasi che credevo di aver trovato, senza accorgermi che tutto attorno a me stava già appassendo. Mi sono abituata a odiare il mio corpo. A polverizzare la mia mente. A stuprare la mia volontà. Adesso ho paura. Perché l’istinto di sopravvivenza si è trasformato in una coscienza che non posso più ignorare. Voglio vivere, voglio salvarmi. Voglio sognare un’Alice migliore, che sovrasti ogni mia altra identità. Una voce che prima di scomparire nel silenzio ha il coraggio di farsi sentire.»