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Gli anni incompiuti, di Francesco Falconi. La Corte Editore, €
17,90, pp. 269 |
Si
può amare qualcuno a prescindere dall’orientamento sessuale? È la
domanda che si pone Marco. Figlio di un uomo
severissimo, nato a Venezia ma trapiantato a Grosseto, ha sempre
avuto un’unica costante: Aurora. Cresciuti insieme, all’inizio
condividono gli andirivieni delle reciproche famiglie e, all'indomani del liceo, un appartamento a Siena. Lui studia Ingegneria, lei sogna il mondo
editoriale. La sorte e il lavoro li porteranno a Roma nel boom della new economy. Cambia la storia d’Italia, cambiano loro.
I
capelli si ingrigiscono. Le persone deludono e si trasformano.
L’egoismo e il non detto minacciano l’armonia. Ma quello dei due
è un viaggio lungo quarant’anni, fatto di svolte epocali – si
parte dalle stragi a mano armata e si finisce con l’annuncio della
Brexit – e sentimenti impossibili
– lui, omosessuale, sa infatti di non poter ricambiare lei fino in
fondo. Cosa può far scoppiare una coppia, però, se si è anime gemelle? Comunque andrà, li legherà per
sempre qualcosa di magico – il ventinove febbraio, l’eccezionale
giorno in cui sono venuti al mondo – e resteranno Bastiano e l’Infanta Imperatrice della loro personale storia infinita.
Hai un
cielo da donare e un universo da ricevere. Vuoi davvero rinunciare a
tutto questo? Abbandonati. Tutto si può combattere nella vita,
tranne questo. Perché, dentro te, c’è una rivoluzione d’amore.
Lungi
dall’essere un classico romanzo sentimentale, Gli anni
incompiuti è un patchwork di immagini, ricordi e
momenti. La prova della maturità per il prolifico
Francesco Falconi, noto finora come autore fantasy, che con
professionalità e leggerezza si è messo spesso in gioco con
tematiche ed editori differenti. Ingegnere prestato alla narrativa,
un po’ come il protagonista, riserva alla scrittura una passione
già riscontrata ai tempi di Muses e Gray. Sente le sue
storie nel profondo, e si sente. Quest’ultima in particolare appare
meditata a lungo, travagliata; un lavoro di introspezione che è
impossibile non riconoscergli. Con una vena creativa
un po’ sacrificata in nome della verosimiglianza, Gli anni
incompiuti mi è parso approfondito nel contesto storico e nello
scavo psicologico dei due protagonisti, entrambi al centro di
un’evoluzione importante insieme alla società che li circonda. Ben
contestualizzato, scorrevole e appassionante, convince più nei
dialoghi che nelle parti narrative – la ricerca del
lirismo e della letterarietà, a tratti, non mi ha convinto: non
serviva, per me, citare William Blake e Luigi Pirandello per nobilitare
ulteriormente i sentimenti della coppia – e racconta con nostalgia
una generazione che non mi appartiene. Con più sicurezze economiche
rispetto a oggi, ma con una minore libertà d’espressione.
Gli errori
sono castelli di se e di ma. Castelli che tutti desideriamo nella
nostra vita e che crediamo siano la nostra casa per sempre. Poi, un
giorno, capiamo di aver costruito dei muri di vetro e delle
fondamenta di carta.
Tra
hit anni Ottanta, musicassette e citazioni pop, Francesco descrive gli anni di una rivoluzione sociale, politica e tecnologica. E ne fa
vivere, così, una anche ai propri personaggi. A colloquio con un interlocutore
misterioso, il narratore si dà a un viaggio della memoria in cui
ogni luogo è un ricordo; ogni capitolo è una finestra aperta a quattro anni di distanza dalla precedente. Marco e Aurora si scontrano con la
paura di essere soli e abbandonati. Si imbarcano in relazioni
fallimentari, si buttano in carriere redditizie ma stranianti. Si
biasimano aspramente, si lasciano e si riprendono. E non ho potuto
non pensare – tanto per la struttura narrativa a balzoni quanto per
i conflitti interiori – agli indimenticabili protagonisti di
Un giorno, di cui nella seconda parte Gli anni incompiuti
sembra essere quasi la risposta italiana. I paragoni con uno dei
miei romanzi del cuore sono difficili da reggere e non
giovano. Ma non influenzeranno i lettori che ancora non hanno
conosciuto in precedenza la fantasia di Francesco Falconi, né i
rendez-vous di Emma e Dexter nel giorno di San Swithin. Marco e
Aurora, da qualche parte, resteranno sani e salvi: preservati come i
petali di una viola del pensiero tra le pagine di un vecchio libro.
Il
mio voto: ★★★
Il
mio consiglio musicale: Nicola Piovani - Quanto t'ho amato
