Mi ero appena rassegnato a un'esistenza noiosa quando iniziarono a succedere cose straordinarie. La prima fu traumatica. E come tutto ciò che ti cambia per sempre, spaccò la mia vita in due metà: il Prima e il Dopo.
Autore:
Ransom Riggs
Editore:
Rizzoli – Bur
Numero
di pagine: 382
Prezzo:
€ 10,00
Sinossi:
Quali
mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto
allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la
trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro,
e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia
si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano
per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui,
decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri
piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale.
Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei
bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà
stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia
e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni
notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità,
come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca
che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i
ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di
rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali,
dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei
bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco,
dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino
a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?
La recensione
Piantonamenti,
inseguimenti senza dare nell’occhio, la spia dal buco della
serratura e, infine, le piazzate sotto casa. Descrivervi come, dopo
anni e anni di ordini cancellati e tentativi vani, abbia fatto a
reperire una copia della prima edizione di La casa per bambini
speciali di Miss Peregrine suonerebbe tanto come il diario di
uno stalker seriale. Nel carrello non ci voleva stare,
quell’edizione con copertina rigida presto finita nei Remainders,
e quante illusioni, quanti scongiuri, quando Libraccio, puntualmente,
mi cancellava acquisto e buoni propositi all’ultimo minuto.
Verso marzo, poi, e ormai non ci credevo neanche più, ci sono
riuscito: Libreria Universitaria, qualche giorno di attesa, ed eccolo
lì, pagato sei euro anziché diciannove, solido, bellissimo e mio. Nel frattempo, in rete, iniziavano a circolare i primi trailer
della trasposizione di Tim Burton e, dopo gli ultimi flop
collezionati dallo stesso regista che, con Big Fish, ha
diretto quello che è forse il mio film preferito, le
invenzioni curiose e la fantasia contagiosa di Ransom Riggs
sembravano il portale ideale per ritornare alla magia perduta. Io sono
io, però, e ci sono voluti quattro mesi affinché, all’indomani
del tallonamento, Miss Peregrine passasse dalla libreria al
comò; l’ispirazione, un po’ di tempo libero in più e cieli che
conciliano – odiando l’estate, aspettavo i temporali di queste
mattine. Primo volume di una trilogia fantasy che pare giungerà a
conclusione entro l’anno, l’esordio di Ransom Riggs si è
rivelato degno del mio spietato, assiduo corteggiamento? O è valsa a
poco la smania di possesso che me l’ha fatto letteralmente
ricercare per mari e per monti? Da grandi aspettative derivano
grandi responsabilità, sì, eppure io ne sapevo pochissimo dei suoi
mondi incantati e dei terrificanti piccoli eroi ricordati dal titolo:
l’ho aspettato – e come, se l’ho aspettato – ma a
scatola chiusa. In ritardo avrei scoperto del rapporto stretto
tra Jacob e suo nonno, un anziano polacco scampato al Nazismo, e delle favole a tinte fosche che raccontava a suo nipote prima di
addormentarsi. Favole di cui quel nonno, miracolo in incognito, si
diceva essere il vero protagonista. Un misterioso meccanismo della
psiche per rielaborare gli orrori dell’Olocausto, o resoconti di
una vita parallela? Metafora o verità? Il vecchio conserva una
straordinaria lucidità, l’accento originario, lettere di un’amante
lontana non immaginereste mai quanto e una chiave che apre un
arsenale: non abbastanza per farsi prendere sul serio da un nipote
magico come lui, e non abbastanza per proteggersi dai
Vacui. Quando il nonno viene rinvenuto nei boschi, assassinato, Jacob si
accorge che incubi e prodigi sono all’ordine del giorno per persone
come loro due: speciali. Scortato dal padre, ornitologo in erba, il
sedicenne viaggia nella tempesta, fino a una sperduta isoletta
britannica: nella punta più estrema, sorge l’orfanotrofio in cui
il nonno è stato allevato prima della guerra.
O quel che ne resta.
Un rudere distrutto dai bombardamenti, di cui rimangono sinistre
fotografie color seppia e un passaggio segreto. Si accede alla Casa
per bambini speciali di Miss Peregrine viaggiando nel tempo,
esplorando un anello in cui si è prigionieri di uno stesso giorno
destinato a ripetersi in loop e affidandosi anima e corpo alle cure
della direttrice, Peregrine, che si trasforma in un falco pellegrino all’occorrenza e protegge i suoi straordinari orfani in una bolla
di sapone. Jacob arriva lì per innamorarsi di Emma, dalle cui mani
scaturiscono sfere di fuoco, e stringere amicizie con gli altri:
bambine forzute, aspiranti dottor Frankenstein, fanciulle fluttuanti,
ragazzi invisibili... Lui, che apparentemente non ha nulla che non
vada, normalissimo, ha il potere di smascherare i mostri – vogliono
rapire la tutrice e sterminarne i discepoli, mossi da un piano da
ostacolare – e il compito gravoso di proteggere i suoi pari. La
scelta è perdersi o restare. Ransom Riggs, valente narratore e
rigattiere a tempo perso, confeziona una deliziosa favola moderna,
che nei momenti buoni – soprattutto nella prima metà, dunque –
sortisce sul lettore l’effetto di una nostalgica macchina del tempo.
Fa
piacere ritrovarsi bambini d’un tratto, all’epoca in cui si
leggevano i primi King sotto le coperte, e il merito va a una una
scrittura fresca e fascinosa e, soprattutto, a inserti fotografici
che sono un prezioso elemento aggiuntivo. L’autore scopre
fotomontaggi di un’epoca passata in un baule e, tutt’intorno,
cuce una fiaba che da quei negativi prende i volti inquietanti e da
lì, in seguito, s'inventa storie dentro storie. Il risultato è dei
più suggestivi, nonostante la memorabilità non sia purtroppo di casa. E la colpa è di uno svolgimento potenzialmente
ripetitivo, che non sono certo si sia lasciato dietro forti nodi da
sciogliere, briciole di pane, o figure che facciano a gara per
conquistarci: la stessa Miss Peregrine, ad esempio - che da
attempata nonna Papera al cinema mi diventa la splendida Eva Green:
altro che lifting -, fa da guida ai suoi pupilli senza rivelare troppo di sé. Il potenziale di La casa per bambini
speciali di Miss Peregrine starà tutto qui, come ho iniziato a sospettare verso la conclusione? Burton, che sin dal trailer
sembra avere imboccato una strada molto diversa, approfitterà del
materiale di partenza per fare addirittura meglio, così com’era
stato per il pare non imperdibile romanzo di Daniel Wallace?
Nonostante mi tenga compagnia più di qualche dubbio, quello di Riggs
è però il romanzo da sfoggiare in libreria. E io, che eppure mi sono convertito piano alle gioie della biblioteca comunale e, di
tanto in tanto, leggo anche qualche ebook, mi sarei sentito a metà
senza un volume in cui l’inventiva del narratore, l’impaginazione
curatissima e le logore fotografie al suo interno giocano gomito a gomito per rievocare giardini segreti, pseudo ucronie e
giovani avventurieri che, in viaggio nel tempo, arrossiscono per le
moine della bambina speciale che, una vita prima o appena ieri, si
scambiava baci e promesse con un nonno che ha scelto la normalità e
un tempo che scorre come deve.
Il
mio voto: ★★★½
Il
mio consiglio musicale: Birdy – Wild Horses

























