Ciao
a tutti, amici lettori. Oggi, come da programma, si chiude il
Blogtour dedicato allo splendido Forte come l'onda è il mio
amore. Dopo tre tappe interamente dedicate a Francesco Zingoni e
al suo mondo di scrittore, è arrivato il momento del giveaway
finale. Un fortunato tra voi avrà la possibilità di ricevere a casa
una copia del romanzo. Vincere è facile. Alessia, Monica e io
abbiamo voluto che ci parlaste un po' di voi. Rispondete alla domanda
obbligatoria e colui (o colei) che ci stupirà maggiormente con le
sue parole avrà il romanzo tutto per sé. Ringraziando
le mie carissime compagne di viaggio, voi lettori e Francesco per
aver dato vita a questo piccolo capolavoro e a questa interessante e
sincera serie di risposte, vi saluto lasciandovi le pochissime regole
da seguire. Il GA si concluderà il 2 Ottobre 2013.
Rispondere
alla domanda: Se vi capitasse di perdere la memoria, come succede
al protagonista di questo libro, c'è un oggetto particolare che vi
potrebbe aiutare a riacquistarla?
Quasi
un anno fa leggevo Forte come l'onda è il mio amore,
un romanzo che sarebbe finito ai primissimi posti delle migliori
letture del 2012, accanto agli ultimi capolavori di J.K Rowling e
Stephen King. Quasi un anno fa, della storia e del suo fantastico
autore, scrivevo questo: “Zingoni mi ha portato alla deriva,
lontanissimo dal mondo e dalla riva. Tra un kolossal hollywoodiano,
una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di
Woodstock e un visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di
Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione.”
Quasi un anno fa recensivo questo romanzo, pubblicato dalla Fazi
Editore dopo una piccola Odissea, e, di lì a poco, avrei visto amici
e colleghi blogger scrivere pensieri perfettamente in linea con i
miei, con parole diverse, ma con lo stesso, identico entusiasmo. Come
potevo dire di no, quando Monica e Alessia mi hanno proposto di
ospitare la terza tappa del blogtour ad esso dedicato? Volevo
parlarne ancora e volevo che un fortunato avesse la possibilità di vincere un
copia di questo gioiello di libro – pieno di poesia, intrecci
sontuosi, colpi di scena spiazzanti, acque gelide e correnti tiepide.
Pieno d'amore. Giovedì,
suBooks Land (qui),
Monica ha ospitato la prima parte dell'intervista; ieri, su Il
profumo dei libri (qui), Alessia
ha intrattenuto i suoi lettori con un'altra serie di domande e
risposte, a cui il gentile e disponibile Francesco ha risposta nella
maniera originale e completa che gli è sempre propria. Oggi, invece,
a me tocca ospitare la terza tappa del tour: l'ultima prima del
giveaway finale, che ospiteremo tutti e tre sui nostri blog domani, 22 Settembre. L'autore, questa volta, ci parla della colonna
sonora del suo romanzo d'esordio. Quindi – è il caso di dirlo –
buona lettura e buon ascolto. Anzi, buon viaggio. La parola al nostro
Francesco...
Innanzitutto,
grazie per l'idea della playlist! Mi ha dato il coraggio, dopo un
anno, di riaprire il mio romanzo. Poi la musica è il mio argomento
di conversazione preferito, potrei andare avanti per ore. Quindi, per
non dilungarmi troppo, ho deciso che sarà una playlist un po'
particolare: ho scelto solo due canzoni. Delle altre, mi limito a
dire che sono tutte legate a un genere particolare: la strana legge
emotiva che ci fa amare per sempre la musica dell'adolescenza, mi ha
fatto riempire questo libro di grunge. Erano i primi anni '90, e noi
(Demian e io) eravamo appunto due (stupidi) adolescenti.
-
1 -"Cogli una canzone, e canta una gialla nettarina Fai un
bagno, io berrò l'acqua che lascerai". La prima canzone che
ho scelto è il cuore stesso del libro. Restando sull'adolescenza, il
suo ritornello rappresenta l'anello che tiene saldamente unita
quell'età caotica con la mia vita da adulto. C'è un verso
bellissimo in quel ritornello. Qualcosa che può sembrare solo una
sciocca promessa d'amore tra due ragazzini. E invece, vent'anni dopo,
quel verso resta ancora la verità più grande della mia vita.
"Se
tu dovessi morire prima di me chiedi se puoi portare un amico."
La canzone è "Still Remains", e loro sono gli Stone Temple
Pilots.
- 2 - La seconda canzone l'ho scelta perché vorrei raccontare
dell'uomo che la cantava. La sua storia è poco nota, nonostante la
fama raggiunta dal suo gruppo: gli Alice in Chains, una delle icone
del grunge. Il suo suicidio non ha avuto lo stesso clamore di quello
di Kurt Cobain. A differenza di Kurt Cobain, il suo fu un lento
suicidio d'amore. Lui si chiama Layne Staley. Ha un voce unica e una
sensibilità che sfiora il patologico. E quando il successo lo
travolge, la sua indole autodistruttiva prende il sopravvento. Ma non
è un atteggiamento costruito, non lo fa per lo spettacolo. Tra le
tante donne che attraversano la sua vita ce n'è una speciale, che
forse può salvarlo. Si chiama Demri Lara Parrot. L'unica che Layne
ama davvero. Ma il loro sogno dura poco. Il 29 ottobre 1996, a
ventisette anni, Demri muore per un'endocardite batterica. Layne non
regge più. Lascia la sua carriera all'apice del successo, azzera le
uscite in pubblico. Si rinchiude nel suo appartamento di Seattle,
dove vegeta per quasi sei anni, incapace di reagire al dolore,
estraniato da tutti e tutto. Il 19 aprile 2002 viene trovato senza
vita, il corpo tumefatto. E' morto due settimane prima, un'overdose
di speedball. La canzone è "Nutshell", degli Alice in
Chains. Una nota sul video: è incompleto. Ho scelto proprio questo,
tra i tanti disponibili su YouTube, perchè a un certo punto compare
una foto di Layne e Demri che si baciano. La trovo commovente.
-
3 - Ok, ho barato. In realtà nella playlist ci ho messo tre brani.
Solo che il terzo non è una canzone, ma un poesia. Ogni volta che
ammiro un paesaggio particolarmente suggestivo e selvaggio, chissà
perchè, questa poesia irrimediabilmente mi risuona in testa. Ma
lascio dire ogni cosa ai suoi meravigliosi versi. Fotografata
direttamente dal mio libro (sperando che Dylan Thomas non si rivolti
nella tomba), questa è "Distesi sulla sabbia".
PS.Ringraziando ancora Francesco e tutti coloro che prenderanno parte a
questa preziosa iniziativa, vi lascio un bannerino che ho creato per
il Blogtour: se volete, siete liberissimi di esporlo sui vostri blog
o sulle vostre piattaforme. Un abbraccio a tutti, e a domani, M.
Ditemi,
quanti sono già pronti all'abbuffata di questa sera, a stappare una
nuova bottiglia di freddo spumante allo scoccare delle prime ore del
2013 e a mettersi rigorosamente a stecchetto i primi di gennaio per
ritornare, dopo giorni di cibo, sonno e letture, tra i banchi di
scuola o nelle divise da lavoro? Dal mio punto di vista, è sempre un
po' triste vedere un altro anno che va via, non trovate anche voi? E'
strano vedere come tutto cambi e rimanga uguale allo stesso tempo,
mentre mesi e giorni sono passati, senza che ce ne accorgessimo, tra
le solite occupazioni, i soliti amici, le solite risate. Aprire
questo blog è stato il primo proposito che ho avuto il coraggio di
realizzare in questo 2012 quasi passato. L'unico, forse. Sono
sopravvissuto ai miei temutissimi diciotto anni, agli esami per la
patente. Ho visto il mio faccione su un cartoncino rosa tanto atteso,
ho avuto modo di sentirmi fiero come non mai nel trovare tra le mie
email i messaggi delle case editrici che avevo sempre seguito da
lontano, ho avuto modo di conoscere voi e di leggere tanti, ma tanti
bei libri. Promettenti esordi, inediti d'autore, saghe iniziate o
finalmente concluse, sorprendenti conferme. In una classifica nello
stile di quelle che i miei colleghi blogger hanno stilato negli
ultimi giorni, la mia TOP 10 (fa tanto Top on the Pops!!).
Ormai mi conoscete: io sono perennemente indeciso, quindi, escludendo
i primi tre titoli che occupano “l'ambito” podio, il resto dei
libri in classifica (o almeno una gran parte!) è in ordine
del tutto casuale. E, invece, le vostre migliori letture
dell'anno che se ne va? (: Nel frattempo, solo TANTI, ma TANTI AUGURI ♥
10) Blood
Magic: “Un climax continuo, senza soste o rallentamenti. Un viaggio
a senso unico sulle ali della notte.Tessa Gratton ci svela il volto
dimenticato dell'urban fantasy.” (qui) 9) Delirium:
“E' un fiore variopinto e un pugno nello stomaco. Un farfalla che,
volando libera, resta schiacciata nella morsa di un ingranaggio
letale. Dolce e crudele, è un esigenza impellente per tutti coloro
che pensano che chiunque abbia mai amato porti cicatrici
insanabili.”(qui) 8) La
chimera di Praga: “In un'unica
tela, gli elementi della tradizione orientale e l'iconografia della
religione cattolica (..) Portando in seno un accorato messaggio di
pace e di speranza, quella di Laini Taylor è una barocca allegoria
sul razzismo e la diversità. Un inno che invita ad amarsi senza
riserva alcuna, scavalcando limiti e confini.” (qui)
7) Lo
specchio del male: “Provocatorio, osceno, arrogante, coprolalico, cinico, spietato. Un
pugno nello stomaco. Il romanzo d'esordio di Davide Simon Mazzoli
riscrive le regole del thriller, inaugurando un nuovo capitolo nella
narrativa del brivido..” (qui)
6) Matched:
“Un innovativo distopico, un
romanzo di formazione, una struggente storia d'amore. L'input che ti
spinge a creare qualcosa di bello e ad ambire ai limiti più impervi
ed elevati dei sogni. L'esempio tangibile che 'da cenere e nulla, le
parole si faranno carne e ossa'.”(qui)
5) L'età
dei miracoli: “L'attualità di The Help, la dolcezza di La
vita segreta delle api, il tocco epico di La moglie dell'uomo
che viaggiava nel tempo, la rabbia e la sensibilità di Amabili
Resti e il sentimento spaccacuore della Kathy H. dal cognome
mozzato di Non Lasciarmi in un gioiello di carta che dà ai
drammi, ai tradimenti e al rancore la loro cruda carnalità ed al
primo bacio un'emozione in più.” (qui)
4) Cercando
Alaska:“L'autore si allontana coraggiosamente da un mondo di
romanzi tutti uguali, osando dove ben pochi autori hanno osato. Con
tono goliardico parla di amicizia, amore, droga e sesso; di un'età in
cui risate e pianto si confondono, e in cui vivere è come stare
perennemente in bilico sulle montagne russe (..) Emozionante, vivo e
tagliente.”(qui)
3)Forte
come l'onda è il mio amore: “Zingoni mi ha portato alla deriva,
lontanissimo dal mondo e dalla riva. Tra un kolossal hollywoodiano,
una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di
Woodstocke un
visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di Francesco
Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione!”(qui)
2) Il
seggio vacante: “La scrittrice
inglese avrà anche rimandato al mittente il richiamo ad Hogwarts, ma
non ha perso di certo il suo magico tocco. Tutto quello
che la sua penna tocca diventa oro e Il seggio
vacantesembra ritornare a
quell'epoca lontanissima in cui, secondo la definizione di Hegel,
compito di ogni autore era quello di dar vita a una “moderna epopea
borghese”.”(qui)
22/11/63
“Questo
romanzo è un 5 abbondante su un criterio di valutazione tipicamente
“anobiiano”; un'eccellenza su una scala da 1 a 10. King firma una
delle sue opere più complesse, elevandosi dal ruolo di “re del
brivido” in cui è stato relegato. Questo titolo non basta più per
dare un accenno della sua maestria. Non siate scettici: in questo
libro c'è veramente T-U-T-T-O!Un'opera
irripetibile ed innovativa in cui l'autore si autocelebra, unendo in
un unico romanzo quegli elementi che hanno indotto critici e
appassionati lettori a scrivere il suo nome nel firmamento della
narrativa mondiale. 22/11/'63
è la summa del sapere Kinghiano”. (qui)
Ciao
a tutti! Dopo oltre una settimana dalla mia ultima recensione,
ritorno parlandovi di un romanzo recentemente ripubblicato per la
Fazi Editore. Conosciuto precedentemente come Demian Sideheart,
Forte come l'onda è il mio amore è la vittoria personale di
Francesco Zingoni e il potenziale capolavoro di questo mio
2012. Una lettura corposa e appassionante che vi obbligo ad
intraprendere! Ringraziando la gentilissima Giulia per avermi dato
modo di leggerlo, vi auguro buona lettura :)
Chi
vive l'amore è già salpato per il viaggio più misterioso.
Titolo:
Forte come l'onda è il mio amore
Autore:
Francesco Zingoni
Editore:
Fazi
Numero
di pagine: 607
Prezzo:
€ 17,50 Ebook: € 4,99
Sinossi:
"Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso
perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia
mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non
posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei
sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco
ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso
di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo
nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione
per sopravvivere e fuggire.
A guidarmi è un libro, trascinato sulla
spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte
si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me.
Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità
per ritrovarti.
Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa
nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato
dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande.
Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo."
La recensione
Questa
recensione avrebbe dovuto avere un inizio, uno svolgimento e una
fine.Sarebbe
dovuta essere una delle tante, l'ennesima, e avrebbe dovuto seguire,
come di norma, le tre coordinate temporali che, nel corso della sua
carriera, ogni bravo insegnante ha fatto imparare ai suoi studenti.
Ma procedere in questo modo avrebbe reso Forte come l'onda è il
mio amore banale, ordinario,
ovvio. Quello che il romanzo non è.Perché,
come un sogno del cinema di Cristopher Nolan, non ha né inizio, né
svolgimento, né fine, ma una struttura di riflessi e
sovrapposizioni, ricordi violenti e delicate riflessioni, che lo
rendono uno splendido ed incantevole caos. Perché, come la scia di
lucciole sottratte alla notte, è un fuoco d'artificio in un
barattolo. Un miracolo.E
confesso di non avere di che farmene delle tante annotazioni che ho
preso nel corso della lettura. Mi affido all'istinto e, invano, prego
di riuscire a toccare un po' delle sponde di quegli infiniti lidi sul
quale il romanzo naufraga. So che non ne sarò in grado. Ad ornarli,
le onde della serendipità, della magia, dell'amore, del destino.E'
stato proprio il destino, forse, a condurmi tra le braccia di questo
romanzo. Ero nel luogo sbagliato e in un momento ancora più
sbagliato. Tra il cinico ed il nostalgico, nella sala di un cinema
affollato da sedicenni urlanti, volevo dare il mio personale addio
(non infierite!) ad una saga di vampiri, cambiamenti e sentimenti che
mi faceva compagnia ormai da un po'. Tra le tipiche pubblicità che
precedono ogni proiezione, un trailer imprevisto mi ha lasciato con
gli occhi lucidi e le parole imprigionate tra le macerie del
disastro: The Impossibile, di Juan Antonio Bayona (qui). Una
pellicola diretta dallo straordinario regista di The Orphanage e
interpretata da due delle stelle più brillanti, per la storia
altrettanto straordinaria di una famiglia che, separata da una forza
più potente dell'amore che li aveva uniti, sullo sfondo del tremendo
Tsunami del 26 Dicembre 2004, riuscì nell'impossibile. Ritrovarsi.
Memore
di quella sottilissima commozione che aveva prima incantato i cinema
spagnoli, poi messo a tacere gli schiamazzi di qualche bambina
isterica, mi sono avvicinato al romanzo pensando, erroneamente, che
ne avesse ispirato la sceneggiatura. Il tema era simile, il titolo
così poetico rimandava alla storia di un grande amore, la suggestiva
copertina mostrava una barchetta in balia dell'oblio. Non volli
soffermarmi sui particolari.Scoprire
una storia del tutto nuova fu solo la prima di tante sorprese.
Sorprese racchiuse in un'atlante geografico - restituitoci a cavallo
di un'onda, conquistato errando lungo le sinapsi del cervello e le
caverne del cuore – che contiene cartoline ed indagini, dati e
statistiche, prosa e versi, musica, pensieri e parole, e sul quale si
legge un nome che mi auguro possa diventare noto a livello
internazionale. Quello di Francesco Zingoni.
Come accaduto per i suoi
indimenticabili protagonisti, il destino l'ha fatto viaggiare a lungo
tra i mari dell'editoria italiana e, dopo averlopubblicato con una casa editrice indipendente, il suo romanzo
d'esordio è giunto, infine, in casa Fazi. Come un messaggio in
bottiglia criptato, o una verità rivelata, è stato liberato tardi
dalla sua cella di vetro e salsedine. Ma, vedete, l'importante è che
sia arrivato. Da quando, con un nuovo titolo e una nuova veste
grafica, a Novembre, è stato ristampato in larga scala, lo si è
dovuto leggere, divulgare, amare.Intimidito
dalla notevole mole e dal tono dispersivo dei primi capitoli,
all'inizio mi ha fatto tanta paura. Era una storia “grossa” e
alla portata di pochi, e di certo non alla mia. Alcuni elementi erano
tirati troppo per le lunghe, ma altri mi lasciavano senza
parole: naufraga con noi, dicevano. L'ineffabilità ha
prevalso.
Zingoni
mi ha portato alla deriva, lontanissimo dal mondo e dalla riva.
Circondato dall'oceano più grande del mondo, mi ha fatto morire di
sete e di fame, in una regata epica in cui, accanto al protagonista
senza passato, ho combattuto crudeli chimere, sentito richiami più
assordanti di quelli delle sirene di Ulisse, superato le insidie di
Scilla e Cariddi.Insieme,
abbiamo inseguito un sogno e le parole di Dylan Thomas, poeta della
libertà, e dall'Oceano Pacifico siamo giunti fino a una spiaggetta a forma di
clessidra nel cuore nebbioso del Galles. Dell'Oceano ho conservato il
calore, il bruciore della salsedine, la bontà, gli usi e i costumi
di un popolo sotto lo schiaffo dell'onda, la riconoscenza di chi si
sente ogni giorno un po' miracolato. Del Galles, tra spiagge spazzate
dal mare d'inverno, ispirazione per alcuni e morte per altri, le
grida delle ghost story più inquietanti e gli scorci selvaggi più
affascinanti di un tramonto sul mare.Meraviglioso,
inoltre, che il protagonista - che si chiami Mauke Nuha, Sebastian o
Demian, poco importa! - venga raccontato in terza persona per poi
diventare, con la scoperta della sua identità e del suo amore eterno,
protagonista della sua stessa storia.Lo
conosciamo senza identità e futuro, lo scopriamo giovane e ribelle
nella sua fase “rock underground e ganja”, anima errante, amico,
figlio, marito, guida spirituale.
Delirante
e strafatto, bohémien, avventuriero, detective e mistico, Demian
Sideheart è balsamo per l'anima delle vite che tocca. Balsamo per la
nostra, di vita. Tra
un kolossal hollywoodiano, una melodia new wave, un concerto suonato
negli anni ruggenti di Woodstock, Romeo + Giulietta, Al di là dei
sogni e un visionario film di Terrence Malick,l'opera
prima di Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la
perfezione e, accanto all'ultimo capolavoro di King, si gioca il
ruolo di migliore lettura dell'anno. L'ho terminato sabato sera e ho
riflettuto a lungo su cosa scrivere, su cosa far trasparire. Ho avuto
bisogno di interiorizzarlo come una preghiera o un viaggio spirituale
su una surreale catena delle Himalaya affacciata a strapiombo
sull'acqua e il sale.Ha
cambiato la formazione del mio mondo e del mio cuore, facendomi
avvertire ogni piccola pulsazione e rendendo quelle brutte e
sanguinose vene che lo percorrono più calde, colorate ed intense
delle luci di un albero di Natale. Dovete leggerlo. E' una
spettacolare minaccia, la mia, che, credetemi, vi cambierà. Mi
resta un solo rimpianto: quello di non averlo scelto come primo
romanzo da leggere nell'imminente 2013. Un anno iniziato così
avrebbe puntato alla perfezione e, durante il primo mese dell'anno,
avrei avuto una sola lettura all'attivo, ma già un immensità di
storie nell'anima.Forte
come l'onda è il mio amore non è l'eclissi totale del cuore
cantata, anni fa, da Bonnie Tyler. E' lo tsunami che manderà alla
deriva voi e i vostri giorni su quella zattera sgangherata che
diventerà la vostra casa.