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domenica 22 settembre 2013

Vinci "Forte come l'onda è il mio amore". Il Blogtour giunge all'ultima tappa.

Ciao a tutti, amici lettori. Oggi, come da programma, si chiude il Blogtour dedicato allo splendido Forte come l'onda è il mio amore. Dopo tre tappe interamente dedicate a Francesco Zingoni e al suo mondo di scrittore, è arrivato il momento del giveaway finale. Un fortunato tra voi avrà la possibilità di ricevere a casa una copia del romanzo. Vincere è facile. Alessia, Monica e io abbiamo voluto che ci parlaste un po' di voi. Rispondete alla domanda obbligatoria e colui (o colei) che ci stupirà maggiormente con le sue parole avrà il romanzo tutto per sé. Ringraziando le mie carissime compagne di viaggio, voi lettori e Francesco per aver dato vita a questo piccolo capolavoro e a questa interessante e sincera serie di risposte, vi saluto lasciandovi le pochissime regole da seguire. Il GA si concluderà il 2 Ottobre 2013.
    • Essere follower dei tre blog (Books Land, Il Profumo dei libri, Mr Ink)
    • Unirsi alla pagina facebook del romanzo (qui)
    • Commentare le tre tappe del blogtour
    • Lasciare il vostro indirizzo email
    • Rispondere alla domanda: Se vi capitasse di perdere la memoria, come succede al protagonista di questo libro, c'è un oggetto particolare che vi potrebbe aiutare a riacquistarla?

      sabato 21 settembre 2013

      Blogtour: Forte come l'onda è il mio amore, di Francesco Zingoni. Terza Tappa.

      Quasi un anno fa leggevo Forte come l'onda è il mio amore, un romanzo che sarebbe finito ai primissimi posti delle migliori letture del 2012, accanto agli ultimi capolavori di J.K Rowling e Stephen King. Quasi un anno fa, della storia e del suo fantastico autore, scrivevo questo: “Zingoni mi ha portato alla deriva, lontanissimo dal mondo e dalla riva. Tra un kolossal hollywoodiano, una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di Woodstock e un visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione.” Quasi un anno fa recensivo questo romanzo, pubblicato dalla Fazi Editore dopo una piccola Odissea, e, di lì a poco, avrei visto amici e colleghi blogger scrivere pensieri perfettamente in linea con i miei, con parole diverse, ma con lo stesso, identico entusiasmo. 
      Come potevo dire di no, quando Monica e Alessia mi hanno proposto di ospitare la terza tappa del blogtour ad esso dedicato? Volevo parlarne ancora e volevo che un fortunato  avesse la possibilità di vincere un copia di questo gioiello di libro – pieno di poesia, intrecci sontuosi, colpi di scena spiazzanti, acque gelide e correnti tiepide. Pieno d'amore. Giovedì, su Books Land (qui), Monica ha ospitato la prima parte dell'intervista; ieri, su Il profumo dei libri (qui), Alessia ha intrattenuto i suoi lettori con un'altra serie di domande e risposte, a cui il gentile e disponibile Francesco ha risposta nella maniera originale e completa che gli è sempre propria. Oggi, invece, a me tocca ospitare la terza tappa del tour: l'ultima prima del giveaway finale, che ospiteremo tutti e tre sui nostri blog domani, 22 Settembre. L'autore, questa volta, ci parla della colonna sonora del suo romanzo d'esordio. Quindi – è il caso di dirlo – buona lettura e buon ascolto. Anzi, buon viaggio. La parola al nostro Francesco...
      Innanzitutto, grazie per l'idea della playlist! Mi ha dato il coraggio, dopo un anno, di riaprire il mio romanzo. Poi la musica è il mio argomento di conversazione preferito, potrei andare avanti per ore. Quindi, per non dilungarmi troppo, ho deciso che sarà una playlist un po' particolare: ho scelto solo due canzoni. Delle altre, mi limito a dire che sono tutte legate a un genere particolare: la strana legge emotiva che ci fa amare per sempre la musica dell'adolescenza, mi ha fatto riempire questo libro di grunge. Erano i primi anni '90, e noi (Demian e io) eravamo appunto due (stupidi) adolescenti. 

        - 1 - "Cogli una canzone, e canta una gialla nettarina Fai un bagno, io berrò l'acqua che lascerai". La prima canzone che ho scelto è il cuore stesso del libro. Restando sull'adolescenza, il suo ritornello rappresenta l'anello che tiene saldamente unita quell'età caotica con la mia vita da adulto. C'è un verso bellissimo in quel ritornello. Qualcosa che può sembrare solo una sciocca promessa d'amore tra due ragazzini. E invece, vent'anni dopo, quel verso resta ancora la verità più grande della mia vita.
      "Se tu dovessi morire prima di me chiedi se puoi portare un amico." La canzone è "Still Remains", e loro sono gli Stone Temple Pilots.

         
      - 2 - La seconda canzone l'ho scelta perché vorrei raccontare dell'uomo che la cantava. La sua storia è poco nota, nonostante la fama raggiunta dal suo gruppo: gli Alice in Chains, una delle icone del grunge. Il suo suicidio non ha avuto lo stesso clamore di quello di Kurt Cobain. A differenza di Kurt Cobain, il suo fu un lento suicidio d'amore. Lui si chiama Layne Staley. Ha un voce unica e una sensibilità che sfiora il patologico. E quando il successo lo travolge, la sua indole autodistruttiva prende il sopravvento. Ma non è un atteggiamento costruito, non lo fa per lo spettacolo. Tra le tante donne che attraversano la sua vita ce n'è una speciale, che forse può salvarlo. Si chiama Demri Lara Parrot. L'unica che Layne ama davvero. Ma il loro sogno dura poco. Il 29 ottobre 1996, a ventisette anni, Demri muore per un'endocardite batterica. Layne non regge più. Lascia la sua carriera all'apice del successo, azzera le uscite in pubblico. Si rinchiude nel suo appartamento di Seattle, dove vegeta per quasi sei anni, incapace di reagire al dolore, estraniato da tutti e tutto. Il 19 aprile 2002 viene trovato senza vita, il corpo tumefatto. E' morto due settimane prima, un'overdose di speedball. La canzone è "Nutshell", degli Alice in Chains. Una nota sul video: è incompleto. Ho scelto proprio questo, tra i tanti disponibili su YouTube, perchè a un certo punto compare una foto di Layne e Demri che si baciano. La trovo commovente.


      - 3 - Ok, ho barato. In realtà nella playlist ci ho messo tre brani. Solo che il terzo non è una canzone, ma un poesia. Ogni volta che ammiro un paesaggio particolarmente suggestivo e selvaggio, chissà perchè, questa poesia irrimediabilmente mi risuona in testa. Ma lascio dire ogni cosa ai suoi meravigliosi versi. Fotografata direttamente dal mio libro (sperando che Dylan Thomas non si rivolti nella tomba), questa è "Distesi sulla sabbia".
      PS. Ringraziando ancora Francesco e tutti coloro che prenderanno parte a questa preziosa iniziativa, vi lascio un bannerino che ho creato per il Blogtour: se volete, siete liberissimi di esporlo sui vostri blog o sulle vostre piattaforme. Un abbraccio a tutti, e a domani, M.

      lunedì 31 dicembre 2012

      La mia TOP 10: le migliori letture del 2012!!

      Ditemi, quanti sono già pronti all'abbuffata di questa sera, a stappare una nuova bottiglia di freddo spumante allo scoccare delle prime ore del 2013 e a mettersi rigorosamente a stecchetto i primi di gennaio per ritornare, dopo giorni di cibo, sonno e letture, tra i banchi di scuola o nelle divise da lavoro? Dal mio punto di vista, è sempre un po' triste vedere un altro anno che va via, non trovate anche voi? E' strano vedere come tutto cambi e rimanga uguale allo stesso tempo, mentre mesi e giorni sono passati, senza che ce ne accorgessimo, tra le solite occupazioni, i soliti amici, le solite risate. Aprire questo blog è stato il primo proposito che ho avuto il coraggio di realizzare in questo 2012 quasi passato. L'unico, forse. Sono sopravvissuto ai miei temutissimi diciotto anni, agli esami per la patente. Ho visto il mio faccione su un cartoncino rosa tanto atteso, ho avuto modo di sentirmi fiero come non mai nel trovare tra le mie email i messaggi delle case editrici che avevo sempre seguito da lontano, ho avuto modo di conoscere voi e di leggere tanti, ma tanti bei libri. Promettenti esordi, inediti d'autore, saghe iniziate o finalmente concluse, sorprendenti conferme. In una classifica nello stile di quelle che i miei colleghi blogger hanno stilato negli ultimi giorni, la mia TOP 10 (fa tanto Top on the Pops!!). Ormai mi conoscete: io sono perennemente indeciso, quindi, escludendo i primi tre titoli che occupano “l'ambito” podio, il resto dei libri in classifica (o almeno una gran parte!) è in ordine del tutto casuale. E, invece, le vostre migliori letture dell'anno che se ne va? (:
      Nel frattempo, solo TANTI, ma TANTI AUGURI

      10) Blood Magic: Un climax continuo, senza soste o rallentamenti. Un viaggio a senso unico sulle ali della notte. Tessa Gratton ci svela il volto dimenticato dell'urban fantasy. (qui) 
      9) Delirium: E' un fiore variopinto e un pugno nello stomaco. Un farfalla che, volando libera, resta schiacciata nella morsa di un ingranaggio letale. Dolce e crudele, è un esigenza impellente per tutti coloro che pensano che chiunque abbia mai amato porti cicatrici insanabili.(qui) 
      8) La chimera di Praga: In un'unica tela, gli elementi della tradizione orientale e l'iconografia della religione cattolica (..) Portando in seno un accorato messaggio di pace e di speranza, quella di Laini Taylor è una barocca allegoria sul razzismo e la diversità. Un inno che invita ad amarsi senza riserva alcuna, scavalcando limiti e confini. (qui)

      7) Lo specchio del male: Provocatorio, osceno, arrogante, coprolalico, cinico, spietato. Un pugno nello stomaco. Il romanzo d'esordio di Davide Simon Mazzoli riscrive le regole del thriller, inaugurando un nuovo capitolo nella narrativa del brivido.. (qui)
      6) Matched: Un innovativo distopico, un romanzo di formazione, una struggente storia d'amore. L'input che ti spinge a creare qualcosa di bello e ad ambire ai limiti più impervi ed elevati dei sogni. L'esempio tangibile che 'da cenere e nulla, le parole si faranno carne e ossa'.(qui)
      5) L'età dei miracoli: L'attualità di The Help, la dolcezza di La vita segreta delle api, il tocco epico di La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, la rabbia e la sensibilità di Amabili Resti e il sentimento spaccacuore della Kathy H. dal cognome mozzato di Non Lasciarmi in un gioiello di carta che dà ai drammi, ai tradimenti e al rancore la loro cruda carnalità ed al primo bacio un'emozione in più.(qui)

      4) Cercando Alaska: L'autore si allontana coraggiosamente da un mondo di romanzi tutti uguali, osando dove ben pochi autori hanno osato. Con tono goliardico parla di amicizia, amore, droga e sesso; di un'età in cui risate e pianto si confondono, e in cui vivere è come stare perennemente in bilico sulle montagne russe (..) Emozionante, vivo e tagliente.(qui)
      3) Forte come l'onda è il mio amore: Zingoni mi ha portato alla deriva, lontanissimo dal mondo e dalla riva. Tra un kolossal hollywoodiano, una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di Woodstock e un visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione!(qui)
      2) Il seggio vacante: La scrittrice inglese avrà anche rimandato al mittente il richiamo ad Hogwarts, ma non ha perso di certo il suo magico tocco. Tutto quello che la sua penna tocca diventa oro e Il seggio vacante sembra ritornare a quell'epoca lontanissima in cui, secondo la definizione di Hegel, compito di ogni autore era quello di dar vita a una “moderna epopea borghese”.(qui)
       
      22/11/63 
      Questo romanzo è un 5 abbondante su un criterio di valutazione tipicamente “anobiiano”; un'eccellenza su una scala da 1 a 10. King firma una delle sue opere più complesse, elevandosi dal ruolo di “re del brivido” in cui è stato relegato. Questo titolo non basta più per dare un accenno della sua maestria. Non siate scettici: in questo libro c'è veramente T-U-T-T-O! Un'opera irripetibile ed innovativa in cui l'autore si autocelebra, unendo in un unico romanzo quegli elementi che hanno indotto critici e appassionati lettori a scrivere il suo nome nel firmamento della narrativa mondiale. 22/11/'63 è la summa del sapere Kinghiano. (qui)

      lunedì 10 dicembre 2012

      Recensione: Forte come l'onda è il mio amore, di Francesco Zingoni

      Ciao a tutti! Dopo oltre una settimana dalla mia ultima recensione, ritorno parlandovi di un romanzo recentemente ripubblicato per la Fazi Editore. Conosciuto precedentemente come Demian Sideheart, Forte come l'onda è il mio amore è la vittoria personale di Francesco Zingoni e il potenziale capolavoro di questo mio 2012. Una lettura corposa e appassionante che vi obbligo ad intraprendere! Ringraziando la gentilissima Giulia per avermi dato modo di leggerlo, vi auguro buona lettura :)
      Chi vive l'amore è già salpato per il viaggio più misterioso.

      Titolo: Forte come l'onda è il mio amore
      Autore: Francesco Zingoni
      Editore: Fazi
      Numero di pagine: 607
      Prezzo: € 17,50 Ebook: € 4,99
      Sinossi: "Buttato sulla sabbia, accecato dal fulgore di un paradiso perduto, le palpebre incollate dal sale. Riapro gli occhi. La mia mente è vuota: nessun ricordo, nessuna parola. Una tabula rasa. Non posso formulare un pensiero. Non so più distinguere i miei sentimenti, dare ordine alle mie percezioni. Qualcosa che non conosco ha annientato la mia vita. È un sogno a salvarmi: il viso luminoso di una donna. Impossibile per me riconoscerla, o ricordare il suo nome. Ma quel sorriso mi riscuote dall'oblio, diventa l'unica ragione per sopravvivere e fuggire. 
      A guidarmi è un libro, trascinato sulla spiaggia dalla mareggiata di un tifone. Tra le sue pagine distrutte si è salvata solo una misteriosa poesia. E sembra parlare di me. Attraverserò il mondo per sapere chi sei. Vestirò nuove identità per ritrovarti. 
      Cavalcherò un'onda paurosa per scoprire cosa nasconde il suo cono d'ombra: il nostro ultimo segreto, cancellato dall'amnesia. E alla fine sapremo solo una cosa, la più grande. Forte come quest'onda che nessuno può cavalcare fino in fondo."
                                                         La recensione 
      Questa recensione avrebbe dovuto avere un inizio, uno svolgimento e una fine. Sarebbe dovuta essere una delle tante, l'ennesima, e avrebbe dovuto seguire, come di norma, le tre coordinate temporali che, nel corso della sua carriera, ogni bravo insegnante ha fatto imparare ai suoi studenti. Ma procedere in questo modo avrebbe reso Forte come l'onda è il mio amore banale, ordinario, ovvio. Quello che il romanzo non è. Perché, come un sogno del cinema di Cristopher Nolan, non ha né inizio, né svolgimento, né fine, ma una struttura di riflessi e sovrapposizioni, ricordi violenti e delicate riflessioni, che lo rendono uno splendido ed incantevole caos. Perché, come la scia di lucciole sottratte alla notte, è un fuoco d'artificio in un barattolo. Un miracolo. E confesso di non avere di che farmene delle tante annotazioni che ho preso nel corso della lettura. Mi affido all'istinto e, invano, prego di riuscire a toccare un po' delle sponde di quegli infiniti lidi sul quale il romanzo naufraga. So che non ne sarò in grado. Ad ornarli, le onde della serendipità, della magia, dell'amore, del destino. E' stato proprio il destino, forse, a condurmi tra le braccia di questo romanzo. Ero nel luogo sbagliato e in un momento ancora più sbagliato. Tra il cinico ed il nostalgico, nella sala di un cinema affollato da sedicenni urlanti, volevo dare il mio personale addio (non infierite!) ad una saga di vampiri, cambiamenti e sentimenti che mi faceva compagnia ormai da un po'. Tra le tipiche pubblicità che precedono ogni proiezione, un trailer imprevisto mi ha lasciato con gli occhi lucidi e le parole imprigionate tra le macerie del disastro: The Impossibile, di Juan Antonio Bayona (qui). Una pellicola diretta dallo straordinario regista di The Orphanage e interpretata da due delle stelle più brillanti, per la storia altrettanto straordinaria di una famiglia che, separata da una forza più potente dell'amore che li aveva uniti, sullo sfondo del tremendo Tsunami del 26 Dicembre 2004, riuscì nell'impossibile. Ritrovarsi.
      Memore di quella sottilissima commozione che aveva prima incantato i cinema spagnoli, poi messo a tacere gli schiamazzi di qualche bambina isterica, mi sono avvicinato al romanzo pensando, erroneamente, che ne avesse ispirato la sceneggiatura. Il tema era simile, il titolo così poetico rimandava alla storia di un grande amore, la suggestiva copertina mostrava una barchetta in balia dell'oblio. Non volli soffermarmi sui particolari. Scoprire una storia del tutto nuova fu solo la prima di tante sorprese. Sorprese racchiuse in un'atlante geografico - restituitoci a cavallo di un'onda, conquistato errando lungo le sinapsi del cervello e le caverne del cuore – che contiene cartoline ed indagini, dati e statistiche, prosa e versi, musica, pensieri e parole, e sul quale si legge un nome che mi auguro possa diventare noto a livello internazionale. Quello di Francesco Zingoni.
      Come accaduto per i suoi indimenticabili protagonisti, il destino l'ha fatto viaggiare a lungo tra i mari dell'editoria italiana e, dopo averlo pubblicato con una casa editrice indipendente, il suo romanzo d'esordio è giunto, infine, in casa Fazi. Come un messaggio in bottiglia criptato, o una verità rivelata, è stato liberato tardi dalla sua cella di vetro e salsedine. Ma, vedete, l'importante è che sia arrivato. Da quando, con un nuovo titolo e una nuova veste grafica, a Novembre, è stato ristampato in larga scala, lo si è dovuto leggere, divulgare, amare. Intimidito dalla notevole mole e dal tono dispersivo dei primi capitoli, all'inizio mi ha fatto tanta paura. Era una storia “grossa” e alla portata di pochi, e di certo non alla mia. Alcuni elementi erano tirati troppo per le lunghe, ma altri mi lasciavano senza parole: naufraga con noi, dicevano. L'ineffabilità ha prevalso.  
      Zingoni mi ha portato alla deriva, lontanissimo dal mondo e dalla riva. Circondato dall'oceano più grande del mondo, mi ha fatto morire di sete e di fame, in una regata epica in cui, accanto al protagonista senza passato, ho combattuto crudeli chimere, sentito richiami più assordanti di quelli delle sirene di Ulisse, superato le insidie di Scilla e Cariddi. Insieme, abbiamo inseguito un sogno e le parole di Dylan Thomas, poeta della libertà, e dall'Oceano Pacifico siamo giunti fino a una spiaggetta a forma di clessidra nel cuore nebbioso del Galles. Dell'Oceano ho conservato il calore, il bruciore della salsedine, la bontà, gli usi e i costumi di un popolo sotto lo schiaffo dell'onda, la riconoscenza di chi si sente ogni giorno un po' miracolato. Del Galles, tra spiagge spazzate dal mare d'inverno, ispirazione per alcuni e morte per altri, le grida delle ghost story più inquietanti e gli scorci selvaggi più affascinanti di un tramonto sul mare. Meraviglioso, inoltre, che il protagonista - che si chiami Mauke Nuha, Sebastian o Demian, poco importa! - venga raccontato in terza persona per poi diventare, con la scoperta della sua identità e del suo amore eterno, protagonista della sua stessa storia. Lo conosciamo senza identità e futuro, lo scopriamo giovane e ribelle nella sua fase “rock underground e ganja”, anima errante, amico, figlio, marito, guida spirituale.
      Delirante e strafatto, bohémien, avventuriero, detective e mistico, Demian Sideheart è balsamo per l'anima delle vite che tocca. Balsamo per la nostra, di vita
      Tra un kolossal hollywoodiano, una melodia new wave, un concerto suonato negli anni ruggenti di Woodstock, Romeo + Giulietta, Al di là dei sogni e un visionario film di Terrence Malick, l'opera prima di Francesco Zingoni è un esordio che gareggia per la perfezione e, accanto all'ultimo capolavoro di King, si gioca il ruolo di migliore lettura dell'anno. L'ho terminato sabato sera e ho riflettuto a lungo su cosa scrivere, su cosa far trasparire. Ho avuto bisogno di interiorizzarlo come una preghiera o un viaggio spirituale su una surreale catena delle Himalaya affacciata a strapiombo sull'acqua e il sale. Ha cambiato la formazione del mio mondo e del mio cuore, facendomi avvertire ogni piccola pulsazione e rendendo quelle brutte e sanguinose vene che lo percorrono più calde, colorate ed intense delle luci di un albero di Natale. Dovete leggerlo. E' una spettacolare minaccia, la mia, che, credetemi, vi cambierà. Mi resta un solo rimpianto: quello di non averlo scelto come primo romanzo da leggere nell'imminente 2013. Un anno iniziato così avrebbe puntato alla perfezione e, durante il primo mese dell'anno, avrei avuto una sola lettura all'attivo, ma già un immensità di storie nell'anima. Forte come l'onda è il mio amore non è l'eclissi totale del cuore cantata, anni fa, da Bonnie Tyler. E' lo tsunami che manderà alla deriva voi e i vostri giorni su quella zattera sgangherata che diventerà la vostra casa.
      Il mio voto: ★★★★★
      Il mio consiglio musicale: Lisa – Oceano