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mercoledì 31 dicembre 2025

La mia top 10: le migliori letture del 2025






10. Ava Anna Ada – Ali Millar (Sur)

Cosa succederebbe se Lanthimos dirigesse Salburn, ma in chiave saffica e apocalittica?

9. Le notti di Salem – Stephen King (Sperling Kupfer)

Il classico dell'horror che omaggia i classici dell'horror. 

8. Avete presente l'amore? – Dolly Alderton (Rizzoli)

Un irresistibile spettacolo di stand-up sul dramma di un amore che finisce. 

7. Il cielo è dei violenti – Flannery O'Connor (Minimum Fax)

La scoperta tardiva di una delle regine della narrativa americana. 

6. I ragazzi della Nickel – Colson Whitehead (Mondadori)

La tragedia del razzismo in un romanzo col respiro delle avventure d'altri tempi. 








5. Raccontami tutto – Elizabeth Strout (Fazi)

Lucy Barton e Olive Kitteridge si incontrano: il crossover che non sapevi di aspettare.

4. Il Nix – Nathan Hill (Rizzoli)

Dall'autore di Wellness, una commedia politica con l'urgenza della contestazione giovanile.

3. Il giorno dell'ape – Paul Murray (Einaudi)

Il romanzo più chiacchierato dell'anno. Quello col finale più sconvolgente. Per questo, indimenticabile.

2. Cent'anni di solitudine – Gabriel Garcia Marquez (Mondadori)

Una saga familiare lunga sette generazioni. Il libro che ci ricorda perché amiamo i libri.

1. La radice del male – Adam Rapp (NN)

Un intreccio tra rievocazione e cronaca, dove i traumi passano di padre in figlio. Quanto male. E quanto bene, eppure, verso i membri della famiglia Larkin.

martedì 30 dicembre 2025

La mia top 10: le serie TV del 2025






10. Overcompensating – Amazon Prime Video

Tutti vogliono appartenere a qualcosa. Perfino a uno stereotipo. La tesi che non ti aspetti da una comedy che più “millennial” non si può. 

9. Heated Rivalry – HBO Max

Per lo show di cui tutti parlano, dovevamo aspettare l'anno agli sgoccioli. Una romcom sexy, romantica, sportiva, con un fandom già solidissimo e due protagonisti che si apprestano a diventare le star del 2026.

8. Welcome to Derry – Now TV

Splatter e tenerissima. A tratti, è vero, è ingenua e con una CGI tutt'altro che inappuntabile. I fan di lunga data di Stephen King, eppure, aspettavano un omaggio così da tutta la vita. 

7. Intervista col vampiro – Netflix

Arriva in ritardo, ma nello stesso anno di Sinners. I vampiri? Mai stati tanto eleganti, filosofici, politici. Anche quando, come in questo caso, saltano fuori da un romanzo di cinquant'anni fa. 

6. Stranger Things 5 – Netflix

Anche se quando pubblicherò il post sarà ancora in corso d'opera, impossibile non menzionare la serie che mette d'accordo le generazioni. Lo spettacolo spettacolare che ha plasmato l'immaginario pop.








5. Dying for Sex – Disney Plus

La storia (vera) della donna che voleva vivere prima di morire. Una dramedy straziante e senza falsi pudori, con una Williams in stato di grazia. 

4. The Studio – Apple

La versione d'autore di Boris e Call My Agent

3. Dieci Capodanni – RaiPlay

Una città, due persone, dieci anni. A metà tra One Day e Prima dell'alba, ci ricorda la bellezza del realismo e la persistenza dell'amore. 

2. Adolescence – Netflix

Quando la tecnica incontra il cuore. 

1. M. Il figlio del secolo – Sky Now

Com'è potuto accadere? Come può accadere? Joe Wright dirige un atto d'accusa seducente e ributtante, che non dimentica di essere grande cinema. Con un indimenticabile Marinelli.

lunedì 29 dicembre 2025

La mia top 10: i migliori film del 2025






10. Wicked: For Good 

Aspettarlo ha scandito meglio il mio 2025. L'attesa è stata più magica del film in sé? Forse. Ma non vivevo un'esperienza cinematografica così sentita dai tempi della saga di Harry Potter.

9. Twinless

La quota indie. Una black comedy sull'incontro tra due solitudini. Perché perfino il lutto diventa qualcosa da invidiare, quando sei solo al mondo. 

8. After The Hunt – Queer

Doppio film, doppio Guadagnino. L'eleganza degli script teatrali contro i trip lisergici dei romanzi di Burroughs, Roberts contro Craig. La provocazione, e la classe, sono comunque di casa.

7. Here

Quest'anno ho salutato la casa in cui sono stato negli ultimi dieci anni. Ho perso il mio gatto, Ciro. Quando sono tornato alla base, a Natale, ho scoperto tutto più estraneo e vuoto; tutti cambiati. L'incanto di Zemeckis mi ha fatto far pace con il divenire inevitabile.

6. I peccatori – Bring Her Back 

Una grande annata per i film di genere. Ma se l'ibrido di Coogler punta già agli Oscar, domando attenzioni e giustizia per l'opera seconda dei Philippou. Sally Hawkins, spaventosa e struggente, è molto più iconica della villain di Weapons








5. L'amore che non muore – Emilia Perez

Due film pazzi, pieni di musica e pallottole volanti, francesissimi. Un cinema che è dinamismo puro, di cui godere sullo schermo più grande possibile. 

4. The Brutalist

Una morality play degna di Scorsese, Coppola, Anderson. Un grande romanzo americano. 

3. Io sono ancora qui

La tragedia dei desaperecidos in un film sulla forza delle donne. Torres nella performance dell'anno. 

2. Una battaglia dopo l'altra 

Il cinema di Paul Thomas Anderson è una cosa meravigliosa. Quando inneggia alla rivoluzione, di più.

1. Train Dreams 

Un film di uomini minuscoli e alberi immensi, filtrato attraverso lo sguardo del cinema di Malick e le voci di Williams, Steinbeck, Haruf, Strout. 

martedì 31 dicembre 2024

La mia top 10: i migliori film del 2024

10. Joker: Folie à Deux – A noleggio sulle piattaforme

Dopo il primo capitolo, vincitore del Leone d’oro a Venezia, un sequel che scontenta i fan. Per me, è il film più frainteso dell’anno. Ne riparleremo quando diventerà un cult.

9. I Saw the TV Glow – A noleggio sulle piattaforme

Etichettato a torto come horror, è un’allegoria sulla disforia di genere e un’ode alle magie del piccolo schermo. La mia immancabile quota A24.

8. Anora – Attualmente in sala

Una sex worker e il suo sogno. È tutto troppo rocambolesco, tutti parlano troppo forte, ma – complice un’ottima Madison – contiene la scena più esilarante dell’anno, insieme a quella più struggente.

7. Vermiglio – Da febbraio a noleggio e in vendita

Un piccolo grande film, di sguardi parlanti e paesaggi silenti, per la quota: orgoglio italiano. 

6. Wicked – Attualmente in sala

Inclusione, disabilità, specismo. Il tutto, in uno spettacolo spettacolare a prova di gravità.

5. Povere Creature – Disney Plus

Anno bisesto, doppio Lanthimos. Ma se Kinds of Kindness scontenta, si continua a gioire delle sue collaborazioni internazionali. Guidato da una magnifica Stone, è la versione "brat" di Barbie.

4. The Holdovers – Sky

Un professore brontolone, uno studente oppositivo. Possono due solitudini completarsi? Lasciato a bocca asciutta alla stagione dei premi, è il nuovo classico delle feste.

3. Challengers – Amazon Prime Video

Lui, lei, l’altro. Il sudore, la bellezza, i corpi. Guadagnino filma lo sport come se fosse sesso e il sesso come se fosse sport. Elettrizzante, con un'iconica colonna sonora. 

2. The Substance – Attualmente in sala

L'horror per raccontare di standard impossibili e dive sul viale del tramonto. Un canto del cigno, un grido femminista, per rinascere come Demi Moore: da uno squarcio.

1. Estranei – Disney Plus

Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi. Questa ha il merito e la colpa di avermi fatto addormentare piangendo, con Scott e Mescal che, abbracciati, si trasformano in stelle.

lunedì 30 dicembre 2024

La mia top 10: Le migliori serie TV del 2024

10. Rivals – Disney Plus

Il sesso, gli scandali, la TV. Umorismo britannico e un trio in stato di grazia. Il guilty pleasure è servito.

9. Storia della bambina perduta – Rai Play

Lila e Lenù ci dicono addio. Con loro, si chiude una delle pagine più importanti della TV italiana.

8. Qui non è Hollywood – Disney Plus

Un agghiacciante caso di cronaca diventa una miniserie di impensata empatia, ingiustamente criticata dall’opinione pubblica. I tre protagonisti offrono le migliori interpretazioni dell’anno: altro che Hollywood.

7. Dostoevskij – Sky

I Fratelli D’Innocenzo dividono anche a puntate, con una serie di asfissiante cupezza, ma con un Timi talmente tormentato da ereditare a pieno titolo il distintivo dagli sbirri di True Detective.

6. Hanno ucciso l’Uomo Ragno – Sky

La leggendaria storia degli 883 per raccontare la provincia, gli anni Novanta, l’amicizia. Un feel-good movie lungo otto ore, perfetto anche per i non fan.

5. Kaos – Netflix

Gli dei, oggi. Intrighi, sesso e potere, per una trasposizione audace come nella tradizione di Luhrmann. Non eravamo pronti a questa ventata d’originalità: l'hanno cancellata dopo una sola stagione.

4. The Bad Guy – Amazon Prime Video

La serialità italiana e la mafia: storia di una lunga relazione. Mettete tutto in discussione, però, davanti a questa commedia nera che fa tramare lo Stato e le vene dei polsi. Lo Cascio è il Conte di Montecristo che né Niney né Claflin potranno eguagliare.

3. Baby Reindeer – Netflix

Una miniserie shock per svelare il più grande dei tabù: la vulnerabilità maschile.

2. Expats – Amazon Prime Video

Siete stanchi di vedere la solita Kidman – algida, manierata, noiosamente perfetta? Ammiratela qui, in un dramma lacerante tutto al femminile, in cui smarrisce il suo bambino a Hong Kong. Ma ritrova l’immensità di cui l’avevamo scordata capace.

1. L’arte della gioia – Prossimamente su Sky

È arrivata al cinema la scorsa estate, ma è attesa sul piccolo schermo al principio dell’anno nuovo. Preparatevi a essere sedotti. Spregiudicate e machiavellica, Golino conquista Cannes e consacra il talento di Tecla Insolia: è nata una star. 

domenica 29 dicembre 2024

La mia top 10: le migliori letture del 2024

10. Le nostre mogli negli abissi – Julia Armfield (Bompiani)

Nell'anno di The Substance, un altro body horror, un'altra allegoria: un amore alla deriva in mari ignoti. 

9. Il male che non c'è – Giulia Caminito (Bompiani)

Il precariato, l'ipocondria, i trent'anni. Che paura riconoscersi, che liberazione leggerlo.

8. Day – Michael Cunningham (La Nave di Teseo)

Esiste una saga lunga un giorno? Per gli appassionati di Leavitt e Cameron, la foto di una famiglia al tempo del lockdown a cui è impossibile non affezionarsi.

7. Settembre nero – Sandro Veronesi (La Nave di Teseo)

Un romanzo di formazione semplice e complicatissimo, dolce e straziante. Proprio come ricordare la leggerezza dell'infanzia, una volta che è passata.

6. Triste Tigre – Neige Sinno (Neri Pozza)

Può una violenza aberrante trasformarsi in una lettura bellissima? Un po' saggio, un po' memoir, la scabrosa Sinno scava nel suo passato e nel petto del lettore. 

5. I giorni di Vetro – Nicoletta Verna (Einaudi)

Verna cambia genere, cambia forma, per un'epopea tragica che ricorda Elsa Morante.

4. Trilogia della città di K. – Agota Kristof (Einaudi)

Tre racconti intrecciati, due fratelli indimenticabili nella crudeltà e nell'innocenza, un grande recupero. Raramente capita di leggere un romanzo degli anni Ottanta e pensare: è un classico.

3. Intermezzo – Sally Rooney (Einaudi)

Ogni suo romanzo è un evento. La amano, la odiano. Amano odiarla. Ma Rooney è la voce di una generazione, la mia, e ogni sua storia è un colpo al cuore. Attendiamo la prossima.

2. L'arte della gioia – Goliarda Sapienza (Einaudi)

Nel centenario della nascita di Sapienza, ho conosciuto la sua Modesta. Un'eroina che si muove nei primi del Novecento, ma che veniva già dal futuro. Un'esperienza indimenticabile.

1. Wellness – Nathan Hill (Rizzoli)

L'ho letto, amato, consigliato. Se un romanzo conta seicento pagine ma vorresti fossero molte di più, se la romcom incontra l'antropologia, se Franzen conosce Rooney, allora il capolavoro è servito.

domenica 31 dicembre 2023

Le mie Top 2023: il cinema e le serie TV

10. Nimona

Una fiaba per grandi e piccini che omaggia il genere e lo rivoluziona. A metà tra il ciclo bretone e lo steampunk, non ha bisogno di forzature per risultare inclusiva, femminista, nuova.

9. Beau ha paura

Come non averne, di paura, davanti a un film così lungo, ostico, sperimentale? Impavido, Aster divide con un'esperienza cinematografica impareggiabile. Freud sarebbe andato a nozze con l'odissea di questo stralunato Phoenix in fuga dalla madre.

8. Pearl

Apparso nel circuito festivaliero l'anno passato, è arrivato in Italia esclusivamente in homevideo. L'assassina seriale di West è un personaggio di rara complessità emotiva e Mia Goth le rende giustizia in un monologo lungo dieci minuti. Il resto è un incubo in technicolor che fa ben sperare per il terzo capitolo della serie.

7. The Whale

Aronofksy torna a parlare di corpi. E insieme a lui torna Fraser, a lungo assente dalle scene. La loro collaborazione, claustrofobica e provante in un salotto già affollato di disturbi – non solo alimentari –, non è per tutti, ma regala un'interpretazione dalla potenza annichilente.

6. La chimera

Gli stranieri ce la invidiano, ma noi abbiamo avuto occhi troppo distratti per riconoscere il talento di Alice. Spirituale, tragica, immaginifica, questa volta raduna un cast internazionale e ci regala il film più vitale dell'anno, pur parlando di morte.

5. Close

Corrono per i campi fioriti e non hanno pensiero alcuno. L'adolescenza porrà fine a quegli andirivieni e getterà lo spettatore in una valle di lacrime. Dopo Girl, dal Belgio un'altra storia di repressione e identità. Perché comportarsi da uomini, quando semplicemente bambini?

4. Anatomia di una caduta

Il vincitore all'ultimo Festival di Cannes è un'analisi del rapporto uomo-donna, un giallo, una foto di nozze. Sorretto dall'interpretazione di Huller, scivola dal francese all'inglese, così come scivola la verità stessa: sdrucciolevole, non renderà libera una famiglia infelice a modo suo.

3. Babylon

Stroncato in patria, è stato un flop. Perfino io l'ho saltato in sala e l'ho recuperato tardi, in una visione domestica non all'altezza di cotanto splendore. Perdonami, Chazelle, per aver dubitato: sei memorabile tanto nei musical quanto nei baccanali.

2. C'è ancora domani

Al botteghino, una casalinga ha sorpassato Barbie e Oppenheimer. Oltre allo straordinario successo di pubblico c'è di più. Cortellesi firma un esordio lieve e impegnato, il cui finale ci lascerà per anni a bocca aperta – con buona pace di Silvestri, che canta A bocca chiusa.

1. Aftersun

L'ho visto a gennaio, ma se chiudo gli occhi sono ancora lì, fra le luci di una discoteca. E cerco invano di carpire i segreti di un padre malinconico, di una figlia precoce, di un dramma sull'elaborazione mai realmente elaborato. In sottofondo, i Queen.

5. The Good Mothers

Nell'anno in cui l'Italia si è chiusa in un silenzio scioccato davanti all'ennesimo femminicidio, non poteva mancare la coproduzione internazionale candidata ai Critics' Choice Award. Un manifesto di resistenza femminile, in cui giganteggia una Bellè all'altezza delle star hollywoodiane.

4. Lezioni di chimica

Se Barbie ha sbancato i botteghini ma non ha conquistato il vostro favore, andate a conoscere Elizabeth Zott: intraprendente e biondissima, puntava al mestiere di chimico. Le toccherà passare prima dai fornelli, in una miniserie in cui Larson segue la scia della Fantastica signora Maisel (di cui non ho visto la stagione conclusiva).

3. Tore

La chicca dell'anno arriva dalla Svezia. Agrodolce, queer e stilosissima, è la storia di un Piccolo Principe in cerca della propria autonomia. Una colonna sonora irresistibile e comprimari a cui voler bene renderanno un lungo piacere questi soli sei episodi.

2. La caduta della casa degli Usher

Succession (che, per la cronaca, non ho seguito) ma in chiave horror. L'ultimo capolavoro di Mike Flanagan è in realtà un bignami del miglior Poe. Una bambola russa di storie dentro storie, con morti da manuale e un cast in stato di grazia.

1. Beef – Lo scontro

Può una zuffa tra automobilisti trasformarsi in una faida, in un'indagine socio-culturale, in una storia d'amore? Sì, se produce A24 e il cast è il regalo più prezioso del melting-pot. Dopo i fasti di Everything Everywhere All at Once, questi asiatici indie e sfrontati conquistano anche il blog.

sabato 30 dicembre 2023

La mia Top 10: le migliori letture del 2023

10. Polveri sottili

La distanza geografica, i non detti, l'immaturità. Com'è amarsi oggi? Ce l'ha insegnato Sally Rooney. Lo ribadisce Gianluca Nativo, in un romanzo al maschile puntuale e dolente, generazionale.

9. Un amore senza fine

Finito nel novero dei classici contemporanei, il cult di Scott Spencer è tornato in libreria nella traduzione di Pincio. Qualcuno lo ama, qualcuno lo odia: ossessivo, cupissimo. Ma come dimenticare una notte di passione sezionata in sessanta pagine?

8. Tomorror Tomorrow Tomorrow

La scorsa primavera è stata la lettura più fotografata sui social. A dispetto dell'aria instagrammabile, però, quella di Gabrielle Zevin è una storia d'amicizia – e videogiochi – più forte del tempo. Non sarebbe bello ritrovarsi nuovamente e partire dal check-point?

7. La bella estate

Sarà per il fascino sospeso della mia Torino, sarà per la sorprendente freschezza dell'omonimo film di Laura Luchetti, ma questo Pavese – a ben vedere, poco più che un racconto lungo – non smette di stupire per modernità e joie de vivre. Essere giovani, donne e bisessuali, a cavallo tra le due guerre.

6. Un giorno di festa

Una mamma single, un bambino vittima della sindrome d'abbandono, un fuggitivo che li prende in ostaggio. E lentamente, con grazia e perseveranza, ne fa una famiglia. Una favola romantica che scalda al cuore, immersa nelle atmosfere sonnacchiose del Midwest di Joyce Maynard.

5. Il Gattopardo

Un'isola ostinata, una Italia impreparata al cambiamento, un'aristocrazia aggrappata con le unghie e con i denti a un mondo che non c'è più. E, forse, non c'è mai stato. Un classico senza tempo, a tratti insospettabilmente divertente, con un vecchio principe che ancora ruggisce.

4. Sul lato selvaggio

Il rapporto indissolubile fra due sorelle. Sullo sfondo, l'epidemia di oppiacei che mise in ginocchio l'America. È una tragedia dai risvolti crudeli. Ma scrive Tiffany McDaniel e ogni abuso, ogni delitto, si fa poesia.

3. Dove nascono le ombre

Lavinia Petti è una delle autrici più talentuose della sua generazione. Molti, però, non l'hanno ancora scoperto. È l'ora di conoscerla con un amarcord a tinte gialle che riempie gli occhi di lacrime, a metà tra King e Ferrante.

2. Cleopatra e Frankenstein

Il genere, sdoganato dalla solita Rooney, è il sad hot girl. Eppure quello di Coco Mellors è un esordio che non ispira tristezza. Davanti a questi dialoghi cinematografici, davanti a queste coppie umane e contraddittorie, non si può che essere felicissimi.

1. Le schegge

Bret Easton Ellis, l'icona della generazione X, torna a sedurre anche gli adolescenti di Euphoria. La sua falsa autobiografia è un tuffo negli anni Ottanta. Le tinte forti, i ritmi ossessivi e il sesso spinto garantiscono 700 pagine da leggere con le luci accese e un'eccitazione incontenibile nelle mutande.

sabato 7 gennaio 2023

11 anni e Top 5: cosa succede, a volte, ai buoni propositi

Al principio dello scorso anno sono risultato positivo al Covid. Ho passato i primi venti giorni di gennaio barricato nella mia stanza. La mia prigionia da hikikomori, però, durava da più tempo. Bloccato in un pantano, ero stato a lungo spettatore della vita altrui dal buco della serratura. In attesa del risultato del tampone molecolare, infine, avevo formulato un buon proposito: non sarei più rimasto chiuso dentro. L'ho rispettato. Sono arrivati i concorsi, i viavai, lo studio matto e disperato, le attese spasmodiche, le graduatorie: altre attese. È arrivato il contratto a tempo indeterminato e, anche se non credevo di avere né le forze né il coraggio, sono andato via. Completamente libero e completamente solo. Lontanissimo da me. A ventotto anni ho messo radici altrove, o almeno ci sto provando. Torino mi somiglia. È malinconica, ordinata; cupa qualche volta. Mi piace, Torino, perché si fa i fatti suoi. È il posto migliore per ricominciare. Anche se fa un freddo secco, che mi arrossisce la faccia alle fermate degli autobus, e non ho ancora superato quell'istinto naturale che mi spinge a ricercare il mare tra i ritagli dei palazzi porticati. Lavoro in una città a un'ora di distanza dal centro. Mi sveglio all'alba e la sera crollo presto. A scuola ho cinque classi – un centinaio di alunni circa. Dovrei sentirmi euforico, ma a volte sono stanco e basta. Però, sull'autobus del ritorno, se ho i Pinguini Tattici Nucleari in cuffia e un raro sole negli occhi, mi scopro felice come non mai. Quando stacco, mi dirigo verso un posto – un appartamento in zona Porta Nuova, con altri tre coinquilini sconosciuti fino a settembre – che chiamo già “casa”. Ho letto poco; forse guardato meno ancora. Immagino che, quest'anno, sia stato troppo impegnato a vivere. Ma, benché distrattissimo, sono tra coloro che si ricordano di onorare festività, ricorrenze e compleanni. Oggi, miei cari superstiti, il blog compie undici anni. Non posso promettere nulla: maggiore costanza soprattutto. Ho già il lavoro e la sveglia a impormi spietate tabelle di marcia. Voglio che questa resti la mia ora d'aria, il mio giardino felice. Incoltivato, forse, ma felice sempre. Come da tradizione, lascio in coda le mie top (ahimè, saranno Top 5) di romanzi, serie TV e film, ma vorrei tantissimo che mi raccontaste di voi. Un abbraccio e grazie per la compagnia.







5. Tasmania: Il mondo va a rotoli? Mi trasferisco con l'ultimo Paolo Giordano. 
4. Spatriati: E' il vincitore del Premio Strega. E racconta di due meridionali in fuga da loro stessi, nel medesimo anno in cui mi sono “spatriato” anch'io. 
3. La città dei vivi: Brividi di orrore e bellezza nell'ultimo Lagioia. Se fossimo noi le vittime del prossimo caso di cronaca nera? Se fossimo, soprattutto, i colpevoli?
2. Dove sei, mondo bello: Il mondo bello è ora e qui, tra le pagine di Sally Rooney. La voce più vera della nostra generazione.
1. Patria: La tragedia delle guerre intestine in una saga familiare indimenticabile. Non è un romanzo: è un'esperienza umana.








5. The Fabelmans: I ricordi, le famiglie (in)felici, il cinema. Spielberg non smette di regalarci magie.
4. Cha Cha Real Smooth: Avete superato i venticinque, siete tornati all'ovile, vi innamorate di persone al di fuori della vostra portata? Non siete soli. Una commedia in puro stile Sundance, scritta diretta e recitata da un giovane prodigio (classe 1997).
3. Spencer/Blonde: Gli anti-biopic dell'anno. Horror psicologici al femminile: cupi, metaforici, asfissianti. Stewart e De Armas, principesse di un castello di sogni e orrori, entrambe da Oscar.
2. Pinocchio: Questa visione mi ha scavato un buco in petto. E, da allora, ci vive dentro un grillo parlante. Guillermo Del Toro al suo meglio.
1. Everything Everywhere All at Once: Pagare le tasse? Che avventura. Un viaggio nei multiversi del cuore, folle e coloratissimo, sulle migrazioni vere e figurate di una famiglia cinese in America. Segnatevelo: ai prossimi Oscar vincerà tutto.









5. Heartstopper: L'insostenibile leggerezza di essere adolescente e innamorato. I cuoricini si scioglieranno come Polaretti in un congelatore in panne.
4. Stranger Things – Stagione 4: Troppo teen, troppo inflazionata, troppo commerciale? Sarà. Ma la serie dei Duffer Brothers non sbaglia un colpo e sforna momenti cult.
3. The Staircase/Landscapers/Pam & Tommy: Storie d'amori tossici, storie vere, storie nere. Quando la realtà supera l'immaginazione e agli attori, in stato di grazia, tocca cambiare pelle.
2. Euphoria – Stagione 2: Zendaya che scappa per non finire in rehab, Sydney Sweeney che si strugge allo specchio, Eric Dane che balla un lento in un bar gay. Nel mondo della serialità ci sarà sempre un “prima” e un “dopo” Euphoria.
1. This is us – Stagione conclusiva: L'ultimo treno di Rebecca Pearson e di una famiglia che non dimenticheremo. Grazie per questi sei anni di lacrime. Ci hanno fatto sentire più umani, e più vivi.

giovedì 30 dicembre 2021

[2021] Top 10: Le mie serie TV

10. The Great: Dall'autore di La favorita, una scoppiettante riflessione sul potere, e sulle donne al potere, storicamente accurata nonostante i toni post-moderni. Fanning e Hoult, esilaranti zar di Russia, si confermano tra i migliori attori della loro generazione. Huzzah!

9. Sex Education: Una serie che cresce, stagione dopo stagione, e la terza è la più bella tra tutte. Matura e inclusiva, elogia il sesso e condanna il sessismo. Dà voce a ogni identità, mette in mostra ogni corpo. Ti insegna a stare meglio al mondo – e con più leggerezza.

8. Master of None: Ansari torna per spiazzare e, forse, scontentare. Il terzo atto della sua serie, questa volta con al centro due donne desiderose di diventare madri, è un ritratto bergmaniano a cui mi sono abituato in fretta. Non me ne vorranno Isaac e Chastain: Naomi Ackie, straordinaria, è una padrona di casa più indimenticabile di loro.

7. Them: La piaga del razzismo raccontata come se fosse un horror. A differenza del cinema di Peele, questa nuova serie antologica non procede per metafore. Ma la storia della sopravvivenza degli Emory – afroamericani in un quartiere bianco degli anni Cinquanta – riempie di disgusto e indignazione. Stando ai tragediografi greci, la catarsi passerebbe da lì.

6. WandaVision: Una deliziosa congiunzione tra il cinecomic e l'essai. Il ritratto sovrumano del più umano dei sentimenti – l'elaborazione –, nonché un atto d'amore verso l'amore in sé e le serie televisive: sono loro, ben più dei supereroi, a salvarci dai conflitti, dall'isolamento e, qualche volta, perfino da noi stessi.

5. Maid: Dagli autori di Shameless e Promising Young Woman, un'ordinaria vicenda di coraggio sorretta da un cast straordinario in cui giganteggiano Margaret Qualley e Andie MacDowell. Madre e figlia anche nella realtà, minacciano continuamente di andare in pezzi. Ma, miracolose fino all'ultimo, non si romperanno mai.

4. Strappare lungo i bordi: Zerocalcare è la voce di una generazione vicina alla mia tanto nella pazza gioia quanto nella disperazione. Non abbiamo linee tratteggiate da seguire, né forbici per realizzare un lavoro di precisione. Strappiamo, e ci strappiamo. Siamo stracci, coriandoli. Siamo tagli. Nichilisti con brillantezza, ce lo ricordano uno spiantato artista romano e il suo armadillo.

3. Foodie Love: Il Normal People della generazione successiva, il Prima dell'alba al tempo degli algoritmi. Disponibile su RaiPlay, è un intrattenimento loquace, colto e spudoratamente sexy. Un gioiellino pieno di carnalità e di ristoranti affollati, da condividere con qualcuno che ami.

2. Anna: La serie di Niccolò Ammaniti è violenta, grottesca e imprevedibile, come i suoi bambini post-apocalittici che a volte ammazzano e altre vengono ammazzati. E, dal basso della sua statura e dall'alto della sua saggezza, fornisce strumenti impensati per trasformare l'incubo del virus in una bellissima favola del terrore.

1. It's a sin: Un gruppo di amici e l'avvento dell'Aids. L'ansia, le bugie, il negazionismo, il terrore del contatto fisico. Attuale come non mai in tempi, la serie del creatore di Years and Years è un tornado emotivo. A tratti prende a schiaffi e a tratti risolleva gli animi, con una dimensione corale degna di una sitcom irrinunciabile. 

martedì 28 dicembre 2021

[2021] Top 10: Le mie letture

10. La figlia oscura: In attesa dell'omonimo film di Maggie Gyllenhaal, una Ferrante in pillole amarissime. Misteriosa, erotica e perturbante come non mai, l'autrice della leggendaria tetralogia scandaglia il cuore femminile con la coerenza spietata di chi ha stretto amicizia coi propri demoni. Ci si può realizzare come esseri umani ed essere, al contempo, madri esemplari?

9. Latte arcobaleno: Energico, vitale e leggerissimo, il debutto di Mendez rischia di venire appesantito dalle pagine finali. Ma nemmeno allora, per fortuna, tradisce l'amore per i colori saturi, le citazioni pop, i corpi ansanti. Basso e magrolino, il protagonista avrebbe bisogno di una terapeuta o di un abbraccio. Nel frattempo canta in playback le hit del momento, lasciandosi alle spalle le tracce dell'avvenuta muta: pelle di serpente, pelle nera.

8. Le stanze buie: Ho voluto fortemente visitarle dal nuovo, queste famigerate stanze – apparse otto anni fa con Mursia Editore –, e le ho scoperte riarredate. Nonostante il mobilio mutato, ho constatato di sentirmi benaccetto come durante il primo soggiorno. La mia memoria olfattiva ricordava l'odore di cera calda e il profumo di Lucilla Flores; quella del cuore, invece, tutto il resto. 

7. La casa vicino alle nuvole: Sporco eccezionalmente di sangue, l'ultimo Nickolas Butler – immancabile nelle mie classifiche di fine anno – racconta di un'amicizia che minaccia di erodersi. Come si erodono gli animi, se mangiati dalla cupidigia; come si erodono le montagne. È una lotta contro il tempo, contro la morte, contro la Natura stessa, per erigere un sogno su misura. O forse un incubo?

6. La nostra furiosa amicizia: Formazione inquieta e pericolosissima, questo young adult a tinte crime sorprende sin dalla prima pagina: in esergo, infatti, leggiamo citazioni tratte da Hannah Arendt e RuPaul. Come si possono conciliare una filosofa tedesca e un'icona della TV americana, celebre per la sua sfida tra drag queen? Scopritelo attraverso lo stile folle e immaginifico di Rufi Thorpe. 


5. Qualcuno che ti ami in tutta la tua gloria devastata: Esordio narrativo dello sceneggiatore di BoJack Horseman, mi ha fatto ridere, piangere e spinto a sottolineare le cose più urgenti. Giunto all'ultima pagina, ho avuto la sensazione di aver esagerato con i biscotti assortiti – ogni racconto è un dolcetto pescato da una scatola di latta – o di essermi preso una sbronza triste. Mi giravano forte lo stomaco e la testa; mi girava il cuore.

4. Il valore affettivo: Nicoletta Verna obbliga a uno stato di tensione imperituro. Il suo è un esordio di vertiginosa bellezza da leggere come fosse un noir. Disturbato e disturbante, richiama per eleganza il cinema di Haneke e si pianta in testa attraverso la voce di Bianca: un personaggio unico nel suo genere, che non sfigurerebbe nella galleria di quelli interpretati da Isabelle Huppert.

3. La promessa: Fresco vincitore del Booker Prize, il romanzo sui membri della sfortunata famiglia Swart (raccontati attraverso quattro funerali in quattro decenni) ha la fluidità e l'estro di quei film girati interamente in piano sequenza. Nonostante le 300 pagine scarse, la lettura risulta densissima: un caos tragicomico con un irresistibile cast sudafricano.

2. Un giorno questo dolore ti sarà utile: Non è mai troppo tardi per rivivere i propri tormenti adolescenziali, né per auscultarsi e scoprirsi degli adorabili disagiati. A diciotto anni lo avrei considerato uno dei miei romanzi preferiti. A ventisette anni, invece, vado dicendo di essermi imbattuto a scoppio ritardato in una di quelle storie-specchio che riflettono tutte le mie contraddizioni.

1. Una vita come tante: Quando ho iniziato questa bellissima impresa lunga oltre mille pagine, avevo bisogno di un brano triste che facesse pendant con il mio stato d'animo. Cercavo la catarsi. E l'ho trovata, sì, insieme all'armonia segreta che smussa perfino gli spigoli dei pentagrammi più tristi. Hey Jude: ti devo piangere, ti devo abbracciare, ti devo elaborare. Ti devo perdonare.

giovedì 31 dicembre 2020

[2020] Top 10: Le mie letture

Quest'anno sono stato adolescente a Procida, quando minacciavano di portare il plexiglas al mare. 
Ho conosciuto il razzismo negli anni Ottanta che Netflix non mostra. 
In Ohio ho visto morire il sogno americano, assieme a una generazione di disillusi. 
A Crosby, nel Maine, sono passato a trovare un'insegnante in pensione: mi ha insegnato tantissimo. 
Ho desiderato tatuarmi un colibrì, sentendolo affine, e trasferirmi in Wisconsin in inverno. 
Ho soggiornato in un condominio israeliano, e a ogni piano ho trovato un po' di me stesso. 
Non contento dei dolori della mia famiglia, mi sono caricato di quelli degli Starling: la vista sul lago mozzava il fiato, ma i mulinelli erano in agguato. 
Ho avuto un'amica stretta, si chiamava Bea, faceva la fashion blogger. 
Sono stato un'eroina transgender, nei giorni in cui il TG raccontava la fine della storia d'amore tra Maria Paola e Ciro a Caivano. 
Sono stato adulto e bambino; maschio, femmina, a un bivio. Sono stato dappertutto e da nessuna parte. Seduto sul divano, ho letto ottanta libri – meno del solito, probabilmente: sono stati parecchi i giorni storti – e vissuto ottanta vite. Fuori c'era il Covid-19, non potevo andare da nessun'altra parte. Non avevo altra scelta, dirà qualcuno Però i miei libri li ho scelti, sì, e li sceglierò anche domani. 
Voi, invece, chi siete stati?

10. Un'amicizia, di Silvia Avallone: In un nostalgico amarcord, un'autrice al suo meglio ci conduce alla scoperta dei dissapori tra Elisa e Beatrice. Empatica, vuol bene alle sue ragazze. E noi non possiamo che fare altrettanto, in un romanzo generazionale che avrei voluto non finisse più.

9. La casa sul lago, di David James Poissant: Non esistono famiglie felici. Per fortuna. Quando ci perderemmo se non avessimo da leggere di recriminazioni e dissapori? Infelici a modo loro, gli Starling popolano un quadretto in cui mi sono immedesimato fino a perdermi.

8. Cinzia, di Leo Ortolani: Una ragazza transgender s'innamora di un etero. Si può cambiare per gli altri? Ci si può tradire? Sfacciatamente arcobaleno, questa graphic novel racconta in pillole la forma d'amore più rivoluzionaria e salvifica: quella verso sé stessi.

7. Tre piani, di Eshkol Nevo: Una storia così generosa da contenerne tre. Ognuna legata a un piano di un condominio medio-borghese; ognuna legata agli stadi dell'anima secondo Freud – Es, Io, Super io. Tu in quale alloggi? E, soprattutto, come ci vivi?

6. Uomini di poca fede, di Nickolas Butler: Pur ispirandosi a una brutta vicenda di cronaca, Butler confeziona il solito romanzo bellissimo. Sulle diverse accezioni della parola gregge, sugli struggenti gesti di opposizione della gente comunque, su momenti perfetti in cui sarebbe splendido stabilirsi vita natural durante.

5. Il colibrì, di Sandro Veronesi: Il senso della vita spiegato da un uccellino in equilibrio su un filo del telefono. Qui e lì potrebbe somiglia a una specie di via crucis, invece è un volo che mi ha rubato il fiato. Se dovessi fare un tatuaggio – il secondo –, sarebbe proprio un colibrì: il mio nuovo animale guida.

4. Olive Kitteridge, di Elizabeth Strout: Le ho scritto una lettera, l'ho rivista nella miniserie HBO, poi l'ho ritrovata in un seguito attesissimo. Un'insegnante non smette di insegnare neanche in pensione. E io, grazie a una protagonista burbera ma tenerissima, non smetto di imparare. Conoscere Olive è stata la cosa migliore che mi sia capitata quest'anno.

3. Ohio, di Stephen Markley: Uno spettacolare rompicapo emotivo su ciò che ci unisce e su ciò che ci divide. Venirne a capo è stato impegnativo. Ma a fine lettura, grazie alla visione di insieme, mi sono accorto della bellezza della vista. Affacciava sul grigio di un sobborgo rurale-industriale. Squallido, ma da immortalare

2. L'estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel: Un'autrice che suona soave anche nella tragedia. Con lei i miti crollano con grazia, la fine del sogno americano è un incantevole tramonto, l'inferno è un lungo corridoio lungo di porte infuocate. Credendo di conoscere già il buio oltre la siepe, ero impreparato all'abisso oltre i campi di colza.

1. L'isola di Arturo, di Elsa Morante: Un intramontabile romanzo di formazione sulla fine dell'estate della vita – ossia l'infanzia – e dei falsi miti. Il risveglio da un'illusione lunga una fiaba, che ci mette faccia a faccia con le promesse infrante, il piacere fugace del sesso, la fallibilità dei genitori. A giusta ragione, è il preferito di molti lettori: sarà così anche per me.