Quest'anno
sono stato adolescente a Procida, quando minacciavano di
portare il plexiglas al mare.
Ho conosciuto il razzismo negli anni Ottanta che Netflix non mostra.
In
Ohio ho visto morire il sogno americano, assieme a una generazione di
disillusi.
A Crosby, nel Maine, sono passato a trovare un'insegnante in pensione: mi ha insegnato
tantissimo.
Ho desiderato tatuarmi un colibrì, sentendolo affine, e trasferirmi in Wisconsin in inverno.
Ho soggiornato in un condominio
israeliano, e a ogni piano ho trovato un po' di me stesso.
Non contento dei
dolori della mia famiglia, mi sono caricato di quelli degli Starling:
la vista sul lago mozzava il fiato, ma i mulinelli erano in agguato.
Ho avuto un'amica stretta, si chiamava Bea, faceva la fashion blogger.
Sono stato
un'eroina transgender, nei giorni in cui il TG raccontava la fine della storia d'amore tra Maria Paola e Ciro a Caivano.
Sono stato
adulto e bambino; maschio, femmina, a un bivio. Sono stato
dappertutto e da nessuna parte. Seduto sul divano, ho letto ottanta
libri – meno del solito, probabilmente: sono stati parecchi i giorni
storti – e vissuto ottanta vite. Fuori c'era il Covid-19, non
potevo andare da nessun'altra parte. Non avevo altra scelta, dirà qualcuno Però i miei
libri li ho scelti, sì, e li sceglierò anche domani.
Voi, invece, chi siete stati?
10.
Un'amicizia, di Silvia Avallone: In un nostalgico amarcord,
un'autrice al suo meglio ci conduce alla scoperta dei dissapori tra
Elisa e Beatrice. Empatica, vuol bene alle sue ragazze. E noi non
possiamo che fare altrettanto, in un romanzo generazionale che avrei
voluto non finisse più.
9.
La casa sul lago, di David James Poissant: Non
esistono famiglie felici. Per fortuna. Quando ci perderemmo se non
avessimo da leggere di recriminazioni e dissapori? Infelici a modo
loro, gli Starling popolano un quadretto in cui mi sono immedesimato
fino a perdermi.
8.
Cinzia, di Leo Ortolani: Una ragazza transgender s'innamora di un
etero. Si può cambiare per gli altri? Ci si può tradire?
Sfacciatamente arcobaleno, questa graphic novel racconta in pillole
la forma d'amore più rivoluzionaria e salvifica: quella verso sé
stessi.
7.
Tre piani, di Eshkol Nevo: Una storia così generosa da contenerne
tre. Ognuna legata a un piano di un condominio medio-borghese; ognuna
legata agli stadi dell'anima secondo Freud – Es, Io, Super io. Tu
in quale alloggi? E, soprattutto, come ci vivi?
6.
Uomini di poca fede, di Nickolas Butler: Pur
ispirandosi a una brutta vicenda di cronaca, Butler confeziona il
solito romanzo bellissimo. Sulle diverse accezioni della
parola gregge,
sugli
struggenti gesti di opposizione della gente comunque, su momenti
perfetti in cui sarebbe splendido stabilirsi vita natural durante.
5.
Il colibrì, di Sandro Veronesi: Il
senso della vita spiegato da un uccellino in equilibrio su un filo
del telefono. Qui e lì potrebbe somiglia a una specie di via crucis,
invece è un volo che mi ha rubato il fiato. Se
dovessi fare un tatuaggio – il secondo –, sarebbe proprio un
colibrì: il mio nuovo animale guida.
4.
Olive Kitteridge, di Elizabeth Strout: Le ho scritto una lettera,
l'ho rivista nella miniserie HBO, poi l'ho ritrovata in un seguito
attesissimo. Un'insegnante non smette di insegnare neanche in
pensione. E io, grazie a una protagonista burbera ma tenerissima, non
smetto di imparare. Conoscere Olive è stata la cosa migliore che mi
sia capitata quest'anno.
3.
Ohio, di Stephen Markley: Uno
spettacolare rompicapo emotivo su ciò che ci unisce e su ciò che ci
divide. Venirne a capo è stato impegnativo. Ma a fine lettura,
grazie alla visione di insieme, mi sono accorto della bellezza della
vista. Affacciava sul grigio di un sobborgo rurale-industriale.
Squallido, ma da immortalare
2.
L'estate che sciolse ogni cosa, di Tiffany McDaniel: Un'autrice che
suona soave anche nella tragedia. Con lei i miti crollano con grazia,
la fine del sogno americano è un incantevole tramonto, l'inferno è
un lungo corridoio lungo di porte infuocate. Credendo di conoscere
già il buio oltre la siepe, ero impreparato all'abisso oltre
i campi di colza.
1.
L'isola di Arturo, di Elsa Morante: Un intramontabile romanzo di
formazione sulla fine dell'estate della vita – ossia l'infanzia –
e dei falsi miti. Il risveglio da un'illusione lunga una fiaba, che
ci mette faccia a faccia con le promesse infrante, il piacere fugace
del sesso, la fallibilità dei genitori. A giusta ragione, è il
preferito di molti lettori: sarà così anche per me.