lunedì 29 aprile 2019

Recensione: Le sette morti di Evelyn Hardcastle, di Stuart Turton

| Le sette morti di Evelyn Hardcastle, di Stuart Turton. Neri Pozza, € 18, pp. 526 |

Il thriller mi piace contemporaneo. Cinematografico, scabroso e cattivo. Saltando i classici Conan Doyle e Agatha Christie, nel mio apprendistato di lettore ho bruciato le tappe fondamentali arrivando in anticipo ai fiumi di sangue e ai detective dalla coscienza macchiata. Il giallo all'inglese, tutto supposizioni e dita puntate, insomma, non mi attrae. A meno che, come in questo caso, non presenti uno splendido incentivo. Sono stati un colpo di genio e uno strappo alla regola a portarmi nella sala da ballo di Stuart Turton. Un esordiente ingegnoso e sfacciato che alza l'asticella del rischio, unendo al rigore di Assassinio sull'Orient-Express i viaggi temporali di Auguri per la tua morte e le reincarnazioni new age di Ogni giorno. Lo stile: di quelli semplici e funzionali, senza grandi fronzoli, interessati più ai fatti che ai personaggi. Ogni parola dell'autore britannico, infatti, è al servizio di una storia di rara complessità: una descrizione in eccesso, una digressione in più, rischierebbero di ostruire un meccanismo a orologeria che, purtroppo o per fortuna, bada alla sostanza e non alla forma.
Alle undici in punto, durante la festa organizzata per il suo ritorno dal collegio a Parigi, Evelyn Hardcastle si sparerà un colpo in pancia mentre la notte è squarciata dalle scintille dei fuochi artificiali. Chi l'ha spinta a tanto? Come si collega il suo destino al delitto di diciannove anni prima, quando un guardiano e un complice mai consegnato alla giustizia uccisero a sangue freddo il fratellino Thomas? Tutti hanno segreti e moventi. Tutti hanno alibi incrollabili. Tutti hanno scheletri nell'armadio, ben agghindati come si confà a una festa in maschera. I padroni di casa sono stranamente assenti. Gli invitati contano il peggio dell'aristocrazia locale: stupratori, strozzini, spacciatori di laudano, cacciatori e cacciati.
Questa girandola temporale dalle leggi da scoprire, assurde ma sorprendentemente coerenti, ci fa presto suoi grazie ai capitoli brevi e a una scrittura scorrevolissima, nonostante la narrazione ad ampio respiro a tratti possa mettere alla prova.
Le sette morti di Evelyn Hardcastle è una lettura cervellotica, claustrofobica, forse mai sperimentata finora. Una macchinazione cosmica dalla mente lucida e il cuore di ghiaccio con idee fuori dall'ordinario, molto fumo soffiato negli occhi e innumerevoli comprimari dai ruoli non indispensabili. La festa organizzata dai tenutari è una commemorazione o un castigo? Il labirinto rappresentato dalla magione in stato d'abbandono, maestosa ma sfiorita, è fisico o simbolico? Autentico luogo dell'anima, Blackheath House è una bolgia infernale che costringe un narratore a senza identità a un gioco implacabile: risvegliarsi giorno dopo giorno nel corpo di un ospite diverso, così da acciuffare l'assassino dall'alto di una fantomatica visione d'insieme.

Quanto bisogna sentirsi sperduti per lasciare che sia il diavolo a condurci a casa?

Ora nei panni di un medico, ora in quelli di un maggiordomo, a volte rampollo dedito al vizio e altre sbirro squattrinato, il protagonista fa propri i fardelli dei corpi che lo ospitano – la vecchiaia, il peso fisico, i pensieri impuri – e rischia di perdersi per sempre. Ma anche di guadagnare vantaggi, una saggezza aggiunta, per battere ad armi impari i suoi rivali. Da quando è intrappolato lì, giorni mesi o anni? Cosa lo muove, l'amore o la vendetta? Può fidarsi di sé stesso, se non conosce nemmeno il suo nome? Dalle identità degli altri prende in prestito i pregi e i difetti, l'indole, facendo che le sue più anime convivano contemporaneamente. Lo stesso misfatto, così, può essere studiato da punti di vista speculari. Per notare i dettagli compromettenti, additare il killer e cambiare lo status quo uscendo dal loop.
Otto giornate, sessanta capitoli, cinquecentoventi pagine totali. Tre uniche costanti: la presenza della sfuggente Anna, personaggio fisso che non compare né fra gli invitati né nel personale di servizio; il Medico della peste, uomo mascherato che a tempo debito farà da cicerone e consigliere; il lacchè, sociopatico infallibile che minaccia di freddare con puntualità ciascuna incarnazione.

Il futuro non è un avvenimento, amico mio, è una promessa, e non saremo noi a violarla. È questa la natura della trappola che ci tiene prigionieri.

Non servono tutti gli ospiti. Non servono tutte e otto le giornate. Non servono tutti i figuranti. Inutilmente caotico, senz'altro eccessivamente affollato, il thriller paranormale è all'altezza delle proprie ambizioni, ma cavilli, colpi di scena e complessità strutturali sono insieme un pro e un contro: nel tempo potrebbero renderlo abbastanza oscuro, infatti, da non farcelo ricordare nel dettaglio. Abile a confondere i sensi, tuttavia, risulta un'indagine assolutamente scoppiettante la cui particolarità è un'arma a doppio taglio. Se Turton la padroneggia con maestria, al contrario potrebbe far incontrare qualche ostacolo al lettore più incostante: rischieremmo di perderci, in tal caso, un finale che fa la differenza. Le sette morti di Evelyn Hardcastle è una messinscena di maschere impassibili e attori navigati, di conti da saldare e regole infrante in nome del perdono, che nell'impensabile scioglimento si arricchisce perfino di riflessioni dai toni filosofici. Sul perdono. Sull'espiazione. Su gironi danteschi in cui in fondo non vediamo l'ora di smarrirci, pur di ritrovarci.
Armatevi di tempo e pazienza da vendere. Lasciate da un lato penna e taccuino: le congetture non funzioneranno. Fra pregi e difetti, ne sarà comunque valsa la pena. Da Blackheath House, se c'è una cosa garantita, si esce cambiati. Il resto, resta enigma.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Elisa – Labyrinth

19 commenti:

  1. Mi sembra una bella sfida. Io sto leggendo Morte nelle Higlands e per me che sono un fan della Christie da quando avevo 10 anni è un bel ritorno a casa.
    Metto in lista anche questo, sono troppo curiosa.
    lea

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  2. non mi ero ancora fatta un'idea precisa su questo libro...ora una cosa la so: voglio leggerlo! :) baci!

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    1. Grazie per la fiducia, Stefania.
      Un abbraccio. 😘

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  3. E' da prima dell'uscita che lo sto adocchiando spero di leggerlo presto ;)

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  4. Wow! Speravo piacesse anche a te 😊 presto lo leggerò anch'io. Sono troppo curiosa 😉

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  5. Uh questo mi intriga assai assai *_* thriller, noir, gialli classici: roba che amo e mi piace scoprire nuovi autori e nuovi romanzi!
    Segno assolutamente!!

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  6. Oh caspita dalle tue parole sono ancora più curiosa e allo stesso tempo spaventata da questo libro! Lo tengo in WL e poi vedrò se mai finirà negli acquisti..

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    1. Non pensarci troppo, però, che gli spoiler spesso sono dietro l'angolo. Arghhh.

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  7. Impossibile resistere alle tue parole: ora voglio assolutamente leggere questo thriller!

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    1. Da amante del thriller, Turton ti tocca. 😊

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  8. Sembra notevole, però anche un po' troppo cervellotico e impegnativo. Come lettura estiva mi sa di pesantuccia. Se tu ti sei lasciato conquistare, mi sa invece che il giallo all'inglese non mi avrà nemmeno 'sta volta.

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    1. Chiamalo giallo all'inglese, se si viaggia nel tempo e la stessa protagonista muore sette volte però!

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  9. L'ho visto all'Ipercoop e mi ha incuriosita ma visto il prezzo ho preferito prenderlo in lingua originale su kindle, lì costava davvero una miseria.
    Considerato il tuo voto alto, appena finirò i libri in sospeso comincerò questo *__*

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  10. In lingua deve essere una bella sfida, quindi buona fortuna!
    Già in italiano, difficilotto.

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  11. Finito di leggere oggi pomeriggio... Concordo con la tua recensione, eccezionale. Da giovane lettrice mi sono formata con Agatha Christie, quindi non ho potuto non essere attratta subito dall'ambientazione, ma beh.. la struttura è davvero innovativa. Concordo anche con chi afferma che, purtroppo, mettendo in moto soprattuttoi lato razionale (per cercare di venire a capo del caso e stare al passo con le tessere del puzzle) ci perde un po' il lato emozionale e l'approfondimento dei personaggi. Comunque, decisamente da leggere :)

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