martedì 10 aprile 2012

Novità: Real Murders. Il club dei delitti irrisolti, di Charlaine Harris


Una nuova, entusiasmante novità firmata Delos Books.
Manca ormai poco all'imminente debutto della nuova stagione del serial True Blood e, in attesa di scoprire tutte le nuove sorprese che i geniali sceneggiatori ci riserberanno, l'amata Charlaine Harris torna nelle nostre librerie con un'incantevole serie. Primo di una saga di otto romanzi, Real Murders mescola sangue, mistero, segreti e l'irresistibile ironia tipica dell'autrice americana. Un po' James Patterson e un po' Stephen King, il romanzo spicca indubbiamente per la particolarità della trama e per la presenza di un'inusuale protagonista. Dimenticate le classiche dark lady e i detective dall'animo corrotto: Roe Teagarden vi permetterà di scrivere un capitolo tutto nuovo nel panorama del giallo internazionale. Vi lascerete avvolgere dalle spire del mistero?

Titolo: Real Murders. Il club dei delitti irrisolti
Autrice: Charlaine Harris
Editore: Delos Books
Numero di pagine: 240
Prezzo: € 14, 90
Data d'uscita: Marzo 2012
Sinossi: «La Harris manovra colpevoli e innocenti in una trama che cattura il lettore, inventando una indimenticabile protagonista, abile e complessa» Publisher Weekly
Una serie di assassinii, modellati a imitazione di altrettanti omicidi celebri, si verifica nella piccola comunità di Lawrenceton. La ventottenne Aurora (Roe) Teagarden, di professione bibliotecaria, fa parte del club Real Murders, un gruppo di 12 appassionati che si riuniscono per studiare crimini famosi, sconcertanti o irrisolti.
Poco prima che la riunione mensile abbia inizio, Roe scopre il corpo massacrato di un membro del club, e si rende conto che il modo in cui la vittima è stata uccisa imita quello usato proprio nell'omicidio riguardo al quale lei avrebbe dovuto parlare quella sera... improvvisamente la sua vita di investigatore da salotto assume una macabra connotazione reale.


Charlaine Harris è nata nel 1951 a Tunica (Mississippi). Dopo essersi laureata in Lettere presso il Rhodes College di Memphis da oltre vent'anni scrive opere di genere urban fantasy e mystery e i suoi libri sono frequentemente in testa alla classifica dei bestsellet del New York Times.
È sposata e madre di tre figli.
Tra i suoi successi, ricordiamo, in particolare ciclo di Sookie Stackhouse, che la Delos Books pubblica nella collana Odissea Vampiri finora composto da dieci romanzi, dal quale è stata tratta la serie TV True Blood, trasmesse anche in Italia. Grande successo ha anche ottenuto il ciclo di Harper Connelly, una donna in possesso di poteri paranormali, pubblicato nella collana Odissea Streghe.


Anteprime, emozioni e....battiti: Beat Edizioni! Le novità di questa primavera

Ciao a tutti, amici lettori: spero che il vostro ritorno da questo breve periodo di vacanza sia stato meno traumatico del mio...dopo un'intera settimana di ozio, infatti, mi trovo a dovere studiare interi paragrafi arretrati della mia AMATA biologia! In questa mattina di sole e vento, colgo l'occasione per condividere con voi un'altra grande soddisfazione che l'avventura di blogger mi ha regalato: la collaborazione con la Beat Edizioni che ho sempre ammirato per la qualità dei titoli e la convenienza dei prezzi. Ecco, quindi, alcune delle novità che mi hanno maggiormente colpito di questa versatile e poliedrica casa editrice.

Il primo di questi tre titoli è stato scritto da un brillante autore il cui nome, per me, è diventato sinonimo di garanzia. Si tratta di David Nicholls, il cui ultimo romanzo, Un Giorno, si rivelò per me un indimenticabile tornado di emozioni e sentimenti. Il sostituto, assieme alle Domande di Brian, è il terzo libro di questo autore inglese che viene pubblicato in Italia. Uscito inizialmente con il titolo Una botta di fortuna e pubblicato dalla Sonzogno, nel Maggio di quest'anno approderà nuovamente nelle librerie italiane, regalando sorprese e sorrisi al ritmo di un irresistibile e trascinante British humour e di una storia venata di cinica amarezza.
Titolo: Il sostituto
Autore: David Nicholls
Editore: Beat Edizioni
Prezzo: € 9,00
Numero di pagine: 416
Data d'uscita: Maggio 2012
Sinossi: Stephen C. McQueen non è soltanto un giovane dal nome sfortunato (guai a essere battezzati come le celebrità!), ma è anche preda di sogni e ambizioni spropositate. Si è messo in testa di fare l'attore e, poiché non ci riesce, fa l'understudy, il sostituto, colui che viene buono per qualsiasi ruolo muto (il cadavere o il fantasma mascherato, nel romanzo) e che dev'essere pronto a sostituire il protagonista sapendo a memoria tutte le sue battute. Peccato che il protagonista sia Josh Harper, una specie di superuomo metrosexual, giovane, bello, ricco, felice e sposato con una donna meravigliosa, sexy e intelligente, della quale Stephen McQueen, naturalmente s'innamora senza scampo. Sembrerebbe che al nostro eroe non resti che macerarsi nell'invidia. Il destino, tuttavia, ha in serbo una stupefacente, inaspettata sorpresa...

Il secondo titolo, invece, è considerato un cult da molti lettori. Feroce, divertente e originale, ha ispirato , nel 1975, il thriller La Fabbrica di mogli e, nel 2004, l'omonima commedia di Frank Oz interpretata da Nicole Kidman, Glenn Close e Bette Midler. Sebbene quest'ultima trasposizione sia stata aspramente criticata da molti, personalmente, la considero imperdibile e ne conservo un ricordo assai positivo: lo scontro tra le atmosfere ridenti della cittadina di Stepford e gli sprezzanti elementi di satira che la sceneggiatura lasciava trapelare avevano reso la pellicola una cruda e raffinata allegoria sulla società moderna.
Titolo: La donna perfetta
Autore: Ira Levin
Editore: Beat Edizioni
Prezzo: € 12,90
Numero di pagine: 208
Data d'uscita: Maggio 2012
Sinossi: Primi anni Settanta, il fermento sociale è vasto, la rivoluzione sessuale è in atto e sulla scena culturale si affacciano anche le prime prese di posizione del femminismo. Per sfuggire allo stress di New York, Walter e Joanna Eberhart decidono di trasferirsi a Stepford, una tranquilla cittadina del Connecticut, dove il tasso di criminalità è pari a zero, le strade sono linde, i giardini curati e la gente sempre cordiale. Dopo le positive impressioni dei primi giorni, tuttavia per Joanna, giovane donna appassionata di fotografia e animata da idee progressiste e da sentimenti profondamente liberal, l'inserimento nella nuova comunità comincia a presentare più di una nota dissonante. Mentre il marito viene accolto come nuovo membro del Circolo degli Uomini, lei si accorge ogni giorno di più che le donne sembrano tutte incarnare alla perfezione un modello di felicità ed efficienza domestica da carosello pubblicitario: belle, curate, seno prosperoso, modi caramellosi, il loro unico ideale pare essere quello di accudire marito e figli e passare il resto del tempo a lavare, pulire, stirare, lucidare. Delle Barbie-girl senza cervello, ma obbedienti come robot, in un Barbie-mondo fatto di casette ordinate e supermercati tirati a lucido. Joanna stringe amicizia con Bobbie e Charmaine, anche loro presenti a Stepford da poco, le uniche donne sposate che paiono sottrarsi al modello imperante. Ma all'improvviso anche Charmaine, tornata da un weekend col marito, si trasforma in una perfetta donna di Stepford; e di lì a poco persino Bobbie, madre di famiglia non certo esemplare, cade vittima della stessa sorte, pure lei subito dopo un weekend col marito. Rimasta isolata, a Joanna non resta che indagare su quella strana omologazione femminile, partendo dal luogo forse più sospetto di tutti: il misterioso Circolo degli Uomini che raggruppa tutti i maschi adulti della comunità. Compreso suo marito, che le ha appena proposto un weekend fuori città...

Vi confesso una mia grande pecca. Ahimè, ho letto poco o niente della narrativa francese contemporanea! Nonostante apprezzi il garbo e l'eleganza delle commedie d'oltralpe e le agghiaccianti e gotiche atmosfere che i francesi sono in grado di conferire ai loro thriller, la mia conoscenza del panorama letterario francese si limita, probabilmente, al meraviglioso L'eleganza del riccio. Senza preconcetti o punti di riferimento, posso quindi descrivervi l'impressione assolutamente positiva che quest'ultimo titolo ha suscitato in me.
La dolorosa bellezza del titolo e della copertina....
La forza e la delicatezza di quest'inedita voce narrante...
Il brivido di una trama misteriosa e articolata...
Titolo: E il mio cuore trasparente
Autore: Véronique Ovaldé
Editore: Beat Edizioni
Prezzo: € 9,00
Numero di pagine: 200
Data d'uscita: 21 Marzo 2012
Sinossi: Lancelot, uomo mite e un po’ passivo, rimane improvvisamente vedovo. Irina, la bellissima e adorata moglie, viene misteriosamente ritrovata morta in un’auto caduta nel fiume. Da quel momento per Lancelot inizia un lutto senza pace: la scomparsa di Irina fa affiorare poco a poco una serie di segreti, che vedono coinvolti uomini dalle identità ambigue, donne dall’aspetto stravagante e gruppi di ecologisti militanti, fino al colpo di scena finale. E il mio cuore trasparente è anche una limpida rappresentazione dell’illusorietà dei sentimenti umani, messa in scena attraverso le azioni di un personaggio indimenticabile che non sa rispondere alla domanda «Riusciamo mai a conoscere le persone con cui viviamo?» In questo suo quinto romanzo Véronique Ovaldé dimostra ancora una volta un enorme talento narrativo e la potenza di una scrittura incalzante, originale e poetica.

domenica 8 aprile 2012

Recensione: Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni. E, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo, di Aaron Karo

Ciao a tutti, amici lettori! In questa domenica speciale, il vostro Mr. Ink è qui per augurarvi una felice Pasqua e per suggerirvi un bel libro con cui trascorrere questi piacevoli giorni di festa.
Il romanzo è uscito in libreria qualche giorno fa – il 4 Aprile – è ringrazio immensamente il gentile ufficio stampa della Giunti per avermelo inviato. Vi lascio con la scheda e la recensione.
Auguri a tutti! E mi raccomando, non esagerate con le uova! Un abbraccio ♥ 
 
Titolo: Mi chiamo Chuck. Ho diciassette anni e, stando a Wikipedia, soffro di un disturbo ossessivo-compulsivo.
Autore: Aaron Karo
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 12,00
Sinossi: Charles, detto Chuck, ha diciassette anni e si lava le mani continuamente, controlla anche cento volte di seguito che le piastre dei fornelli siano spente e non va mai a dormire senza aver fatto la pipì fino allo sfinimento. Ha un amico del cuore, Steve, l'unico a cui confida le sue stramberie e una sorella, Beth, bella, normale e piena di amici che lo ignora fino a negargli persino l'amicizia su Facebook. La sua giornata è costellata dalla ripetizione di gesti, regole maniacali che lui stesso si è imposto per non perdere del tutto il controllo di sé. E poi ci sono le Converse: ne possiede decine di paia di ogni colore che ha abbinato ai vari stati d'animo. Converse rosse: arrabbiato; gialle: nervoso e così di seguito. I genitori, però, sono sempre più preoccupati e, nonostante le rimostranze di Chuck, decidono di spedirlo da una psichiatra. L'arrivo di una nuova compagna di classe e il desiderio di aiutare il suo amico bullizzato convinceranno Chuck a prendere sul serio i suoi sintomi e a iniziare una terapia.
                                                                                                                        La Recensione
Tutti gli adolescenti sono speciali a modo loro e Chuck Taylor, diciassette anni e una vita sociale inesistente, lo è molto di più degli altri.
Parla, parla, parla...ma nessuno lo sente! Sfila invisibile tra i corridoi del suo liceo di periferia, studia ma senza impegno alcuno e, dietro una catasta di salviette igienizzanti e di scarpe ordinatamente impilate, non vede il benché minimo sbocco per il futuro. Non è timido: è semplicemente ignorato da tutti. Troppo sfigato per avere una ragazza, troppo poco nerd per essere preso di mira dai bulletti di turno. I suoi unici contatti avvengono con Steve, amico con un'insana passione per il porno soft, Kanha, ragazzo indiano dal linguaggio incomprensibile e dal look da rapper, e con la dottoressa M, la sua amata/odiata psicologa.
Già, sotto molti aspetti, Chuck è un ragazzo come tutti gli altri - un rapporto imbarazzante con i genitori e con il proprio corpo, un chiodo fisso per le ragazze, un mare di “loschi” segretucci seppelliti nella cronologia del proprio computer - , ma, per una volta alla settimana, il lettino dell'analista diventa la meta dei suoi pomeriggi.
Chuck soffre di un disturbo ossessivo-compulsivo. Ossessionato dalla pulizia, tormentato continuamente dal timore che la sua casa vada a fuoco nel cuore della notte, disgustato dalla scarsa pulizia di cani e bambini e offuscato dalla presenta della sua popolare e procace sorella minore, vive una vita suddivisa in compartimenti stagni e scandita dai colori delle sue amate Converse. Un colore per un'emozione.
                                    Arancione = Stanchezza.
                                                               Azzurro = Attesa.
                                                                                 Rosa = Noia.
Un giorno, al ritorno dalle vacanze, inaspettatamente, un nuovo colore fa capolino nel suo mondo asettico. Una nuova emozione. Amy e la sua delicata bellezza. Amy e il rosso sgargiante dell'amore. Chuck deve affrontare le sue debolezze. Vuole cambiare per sé stesso. Vuole cambiare per lei.
Tutti gli adolescenti sono speciali a modo loro.
Preda di emozioni amplificate, vivono in universi apparentemente distanti anni luce da quello degli adulti, collegati embrionalmente alle cuffie di un fornito I-Pod o alla chat di un Social Network che non dorme mai.
Ammetto che parlare di questo mondo, del mio mondo, non è affatto facile. Cadere in sentimentalismi e in risaputi cliché è un errore che, spesso, commettono anche gli autori più affermati. Si tende a dare contorni troppo definiti a quella giostra impazzita che è l'adolescenza, dando vita a una serie di aforismi ottimi per fare incetta di “mi piace” su Facebook, ma realistici come gli effetti speciali di un film di serie B o le tette rifatte di una qualsiasi showgirl nostrana.
Il compito dei genitori è quello di preoccuparsi, di trovare delle risposte ai nostri turbamenti.
La verità è che non ci sono risposte. Non le abbiamo e non vogliamo nemmeno cercarle.
Ci lasciamo semplicemente travolgere dagli scossoni degli ormoni in subbuglio, tormentare dai morsi delle incertezze e lasciare che tutto ci scivoli addosso. Poi, quando resistere diventa impossibile, esplodiamo in un temporale di lacrime, risate, risate e lacrime.
E' un meccanismo semplice e inspiegabile. Accade e basta.
Mi chiamo Chuck, romanzo di esordio di Aaron Karo, è proprio così. Pazzo, divertente, amaro, dissacrante e sincero. Non tenta di dire l'impossibile. Periodi brevi, battute veloci e capitoli mai più lunghi di cinque pagine esprimono l'ineffabilità di un adolescente alle prese con quell'equazione insensata che è la sua vita. E' schietto, personale, acuto e ironico; brillante e riflessivo, ma pervaso da quell'atmosfera di sano cameratismo tipica di American Pie e dei telefilm giovanili di maggiore successo. Una storia di cambiamenti e rivalse. Una storia di disagio sociale e sentimenti che, nel corso di una lettura intensa e ininterrotta, ci fa vivere per un giorno nei panni di un personaggio al di fuori degli schermi, a cui persino i più restii si affezioneranno.
La simpatica favola di un eroe comune che, forse, non è poi tanto diverso da me e te.
Leggero come un soffio e fresco come una carezza salmastra, Mi chiamo Chuck è un passatempo sano e piacevole. Un fumetto colorato e vivido animato animato dallo spirito di un meraviglioso protagonista e dalle nuvolette dei suoi pazzi pensieri.
L'ottimismo di una fiaba in una storia vera come la realtà.
Il mio voto: ★★★ +
Il consiglio musicale: Raise your glass – P!nk 

sabato 7 aprile 2012

Novità e Anteprime: La Stirpe di Agortos, di Elisabeth Gravestone + Il precario equilibrio della vita, di Giorgio Marconi

L'anteprima di questa mattina è dedicata a due interessanti romanzi del panorama italiano. Due romanzi profondamente diversi tra loro, pubblicati da due editori indipendenti, ma dalle cui sinossi emerge la profonda passione per la scrittura che accomuna i due autori. Il primo, La stirpe di Agortos, sembra avvolgere il lettore in un manto di avventura e magia. Soffermandomi sulla trama, ho respirato il fascino arcano e fiabesco proprio delle grandi leggende del passato e dei celebri romanzi di George R. Martin. L'autrice, la simpatica Alessandra Paoloni, è alla sua quarta pubblicazione e, se siete curiosi di leggere qualcosa di suo, vi consiglio di visitare il suo blog e di leggere l'incipit che ha scritto per il contest di Io sono Heathcliff, iniziativa a cui io stesso ho partecipato.
Il secondo, Il precario equilibrio della vita, è il romanzo d'esordio di Giorgio Marconi, la cui trama mi ha immediatamente colpito per sentimento e delicatezza. Il romanzo, nel 2011, è stato finalista ai premi “Le Fenici ” e “Nicola Calabria Editore ”. Vi lascio con le rispettive schede e le biografie degli autori. Spero di avere destato la vostra attenzione su questi due, originali titoli.

 Titolo: La Stirpe di Agortos (Prima generazione)
Autrice: Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni)
Editore: Edizioni REI
Genere: Fantasy
Data d'uscita: aprile 2012
Prezzo: € 16,00 (cartaceo) – € 5,00 (e-book)
Trama:
Nell'incontaminata terra dell'Egucron, Agortos, uomo di acuto ingegno e spiccata sensibilità, stringe un patto con la Dea Natura giurando che, sia lui che i suoi discendenti, si impegneranno ad approfondire la conoscenza della parte mistica e magica di quel mondo inesplorato che li circonda.
Saranno Anika e Airen, le sue figlie, le prime a dover far fronte a quella promessa. Separate da bambine, cresceranno in ambienti totalmente diversi: Airen come serva di Siderin, dispotico e spietato signore dei monti Atrùgeti, Anika nella sua casa natale a contatto con una natura misteriosa e incontaminata. Entrambe però sentiranno ben presto il richiamo di quel giuramento mantenutosi nel tempo, e nonostante le difficoltà e gli ostacoli che troveranno sul loro cammino, adempiranno al volere di Agortos preoccupandosi che le generazioni future mantengano vivo quel voto.
 
Biografia dell'autrice:
Elisabeth Gravestone (pseudonimo di Alessandra Paoloni) coltiva fin da bambina una passione quasi viscerale per la scrittura e la lettura, pubblicando fin da giovanissima poesie e racconti su riviste e giornali locali. Esordisce come scrittrice con la raccolta poetica “Brevi monologhi in una sala da ballo di fine Ottocento” con la casa editrice Il Filo, cui seguono “Un solo destino” e “Heliaca la pietra di luce” entrambi editi con la 0111 Edizioni. Attualmente collabora come scrittrice per una nota rivista femminile e per alcuni periodici indipendenti. Si ripresenta al pubblico con il nuovo romanzo “La Stirpe di Agortos”, in cui inizia un ciclo di fantasy imperniati sul rapporto mistico tra l’uomo e la natura.

Estratto dal libro:
.. strinsi un patto con la Natura pregando gli Dei che venisse accettato. Così tutta la mia vita, e quella di coloro nelle cui vene scorrerà il mio sangue, verrà consacrata alla scoperta e alla vigilanza del Potere naturale di cui il mondo è colmo. Non ci sarà uomo o donna che impedirà ai miei discendenti di seguire le mie orme, poiché verranno aiutati dal cielo e dalla terra e da tutto quello che li forma.
Io Agortos, che rinnegai mio padre e la mia famiglia per avventurarmi lungo le vie impervie del mondo, firmai quel giuramento col mio sangue.
La mia stirpe ne verrà coinvolta, riconosceranno i segni poiché essi sono stati già tracciati sulla loro via. Non temeranno di seguirli, e semmai esitassero nel farlo la Natura manderà loro dei messaggeri che li aiuteranno a ritrovare la strada.
Il destino del mondo è nelle nostre mani, s'intreccia con esso e ne dipende. Questo è il più grande mistero che l'uomo abbia mai ignorato.”
 
Titolo: Il precario equilibrio della vita
Autore: Giorgio Marconi
Editore: Montag
Numero di pagine: 112
Prezzo: € 18, 00
Trama: Giulio Matreschi, pittore, ricoverato in una casa di riposo, racconta la sua vita a Goffredo, impiegato delle poste che va a trovarlo per consegnargli una lettera giunta a destinazione con un ritardo di cinquant'anni. È la lettera di Clara, l'unica donna che il pittore abbia mai amato e che, se ricevuta nel 1939, avrebbe potuto cambiare la sua vita. Alla vicenda si intreccia la simpatia che nasce tra Goffredo e Yvonne, infermiera della casa di riposo. Le storie dei tre protagonisti si legano nella cognizione che l'Amore non è mai sprecato, ma trova il modo di esprimersi anche a distanza di decenni. Amore che riesce finalmente ad abbracciare le loro esistenze, in bilico e sempre alla ricerca di un equilibrio pur nella consapevolezza della sua inconfutabile precarietà.

Biografia dell'autore:
Giorgio Marconi è nato a Roma nel 1967. Vive e lavora a Roma. Opera nel mondo dell'informatica da 20 anni. È sposato con Alla e papà di Nicole.
Ha avuto modo di viaggiare molto, non solo con la fantasia.
Appassionato di letteratura classica e soprattutto contemporanea, amante
di noir, gialli, thriller e racconti del mistero.
Scrive, principalmente racconti, da poco più di 10 anni.
Ha già ricevuto numerosi riconoscimenti in concorsi e iniziative letterarie. 

venerdì 6 aprile 2012

Recensione: Delirium, di Lauren Oliver

{Close enough to star a war – Adele; Turning Tables}  
 
Titolo: Delirium
Autrice: Lauren Oliver
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 382
Prezzo: € 18, 00
Sinossi: Nel futuro in cui vive Lena, l'amore è una malattia, causa presunta di guerre, follia e ribellione. È per questo che gli scienziati sottopongono tutti coloro che compiono diciotto anni a un'operazione che li priva della possibilità di innamorarsi. Lena non vede l'ora di essere "curata", smettendo così di temere di ammalarsi e cominciare la vita serena che è stata decisa per lei. Ma mancano novantacinque giorni all'operazione e, mentre viene sottoposta a tutti gli esami necessari, a Lena capita l'impensabile. Si infetta: si innamora di Alex. E questo sentimento è come ritornare a vivere, in una società di automi che non conosce passione, ma nemmeno affetto e comprensione, Lena scoprirà l'importanza di scegliere chi si vuole diventare e con chi si vuole passare il resto della propria vita...
I cuori sono cose fragili. Ecco perché bisogna fare attenzione”.
Un ragazzo si getta da un ponte. Il cuore spezzato e un biglietto d'addio nella tasca dei jeans.
Un poeta dall'animo ferito dai dardi di Eros trasforma i suoi sentimenti in lacrime e versi.
Nel nome di un Dio che non ha mai conosciuto e di una religione che non gli appartiene, un terrorista lascia che le fiamme del suo fanatismo divorino una folla di indifesi.
Un elemento inscindibile lega questi tre avvenimenti fittizi apparentemente distanti tra loro. Un filo di porpora che collega la solitudine di queste tre menti in un'unica, irrisolvibile equazione. L'amore. Un amore strozzato; un amore proibito; un amore per cui uccidere e morire. E' un sentimento che agisce secondo piani imprevedibili, senza avvisare. Dolce veleno e soave delizia, tocca le corde più sensibili della nostra anima. Può farle vibrare al ritmo dei nostri cuori impazziti, ma può anche strapparle con violenza e aggrovigliarle in una massa informe e sanguinosa. Può farti volare, farti credere che sia anche possibile sfiorare il cielo con un dito e spostare una montagna con la carezza di un sospiro; ma può anche spezzarti le ali, lasciare graffi indelebili nel tuo cuore distrutto e lividi sulla tua pelle esangue. In Delirium, secondo romanzo dell'acclamata Lauren Oliver, l'amore è analizzato nella complessità delle sue forme e, grazie a un intreccio originale e di immediato impatto, viene messo in risalto il lato più oscuro ed inedito di questo ampio sentimento. Siamo in un futuro non specificato e, apparentemente, nulla di quello che immagineremmo ha modificato la facciata delle nostre città. Non ci sono macchine volanti, piogge letali di meteoriti, robot, cieli tinti da perenni aurore boreali o dittatori dal pugno di ferro.
Nell'America in cui si muovono i protagonisti, non ci sono guerre, omicidi, divorzi e religioni per le quali combattere. Gli scienziati sono riusciti a sigillare in una tomba di apatia e indifferenza i sentimenti più primitivi dell'uomo; le passioni più sfrenate che lo rendono schiavo di un idolo di cui non si conosce il nome.
Le persone, come automi senza sentimenti, si muovono in una folla priva d'anima e connotati. Vengono accoppiate dalla società; si sposano, mettono al mondo bambini, ma nei loro occhi non brillano gli astri del sentimento.

giovedì 5 aprile 2012

♫ ..♪ ..Raise your glass! .. ♪: + 18


Ciao a tutti! Ho assillato molti di voi con i miei dubbi e i miei deliri pro-diciotto e, finalmente, ieri il “grande” giorno è arrivato. Mentre scrivo, sono circondato da palloncini, cartelloni colorati, foto e regalini vari. Il mio mondo è decisamente sottosopra, ma il caos non è mai stato tanto piacevole!
Vorrei scrivere tante cose, parlandovi di una serata fatta di risate e imprevisti. Come molti di voi hanno scritto, il risveglio nella fascia della maggiore età non ha portato grossi cambiamenti o nuove consapevolezze. Nel mio secondo giorno da maggiorenne sono frastornato e confuso; no, non preoccupatevi! Non mi sono dato alla pazza gioia, ma tutti i ricordi sono evanescenti e confusi come sogni sparsi. Ricordo tutti i piedi che ho pestato durante i balli di gruppo ( perdono!! xD), le richieste musicali che il Dj non era in grado di esaudire, le risate, il luccichio delle luci. E il calore di chi mi vuole bene.
Per la prima volta, forse, mi sono reso conto di essere speciale agli occhi dei miei amici tanto quanto lo sono loro per me. Sono loro la mia festa, il mio ricordo felice.
Non so se state leggendo, ma, in particolare voi tre, siete meravigliose! Grazie di cuore. Davvero. Nonostante la nostra scuola sia accogliente come un forno crematorio, è stato il filo rosso che ha portato le nostre vite a incrociarsi.


Il blog, nei prossimi giorni, ritroverà il suo solito ritmo! Ho recensioni, anteprime e tanto altro in programma per voi. Mi serve solo una giornata per smaltire!
Con le vacanze di Pasqua, troverò tante occasioni per tornare ad aggiornare.
Un grazie va anche a voi lettori. Senza la vostra vicinanza e l'entusiasmo che dimostrate, tutto avrebbe un senso diverso. Vi abbraccio tutti.
A prestissimo!
 

lunedì 2 aprile 2012

Ritratto di signora # 7


 Salve a tutti!
E' un grande piacere per me ospitare nuovamente sul mio blog la rubrica “ Ritratto di signora”! Potete leggere l'articolo sui blog Booksland, Miki in the PinkLand e Stasera Cucino io, Franci Lettrice Sognatrice e The pauper fashionist.
La rubrica è a cadenza mensile : ogni primo lunedì del mese un blogger dedicherà un articolo a una donna da prendere come esempio nelle grandi battaglie di tutti i giorni. L'articolo di oggi è stato scritto da Clara, del blog The Pauper fashionist. Scappo a studiare: domani interrogazione di letteratura greca! Vi lascio con questo delicato articolo: buona lettura :D
 
,Quando ho cominciato a pensare a quale personalità descrivere all'interno di questa rubrica mi è subito venuta in mente l'immagine di mia nonna. No, non è una barzelletta e nemmeno un modo di dire!
Come ha detto Miki, l'intento di “Ritratto di Signora” è quello di parlare di “Donne con la “d” maiuscola, che comunichino un messaggio di serietà, di valori veri e di moralità”. Io ho pensato che non è necessario andare troppo distante per trovare questi esempi: alcuni li abbiamo già accanto a noi ogni giorno. Mia nonna non si è mai battuta per le pari opportunità, non ha mai marciato in difesa della libertà di opinione, non ha mai firmato petizioni per i diritti umani. Ma è stata una donna forte e una madre pronta a fare di tutto per i suoi figli, come tante altre madri. Mia nonna è nata nella Sicilia del fascismo, si è sposata in un abito bianco immortalato in una seria foto in bianco e nero, e ha cresciuto i suoi quattro figli. Era una donna caparbia, mia nonna, che non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno. Aveva i valori di una società tradizionalista, rimasta per certi versi ancorata al passato: la religione, la famiglia, il rispetto degli altri, il sacrificio personale in nome di chi si ama. La religione può essere più o meno condivisa, ma in quanti possiamo dire di avere oggi sotto gli occhi esempi di personalità che promuovano gli altri punti? E' forse la televisione a passarci un'immagine di serietà e onestà? Sono forse gli uomini che ammiccano ogni giorno dalle foto sui giornali? E' per questo che ora sto scrivendo di mia nonna, perchè lei, nel suo piccolo, ha fatto tutto ciò che doveva fare, credendo in ideali che ormai, purtroppo, sono spesso poco considerati. Lei e tante altre donne “normali”, per le quali non posso però parlare poichè non le conosco.
Mi ricordo le sue mani forti e instancabili che impastavano la pasta per la pizza. Tanta di quella farina che avrebbe potuto sfamare l'Africa intera, teglie e teglie imburrate per riempire la pancia di tutti i parenti. Si alzava alle cinque di mattina e incominciava a lavorare per i suoi nipoti, che tanto amavano tutto ciò che le sue mani di cuoca in borghese creavano. Quando andavo in cucina alle dieci, già stremata dal caldo di agosto e stanca come solo noi giovani di oggi possiamo essere appena svegli, la trovavo più pimpante di me, pronta a baciarmi, a parlarmi in dialetto, a ridere con complicità. Aveva una risata bellissima, profonda e calda, che si estendeva ai suoi occhi neri e faceva venire voglia di sorridere; non come quelle fredde risate di cortesia che troppo spesso esibiamo. Quando si arrabbiava, invece, diventava una piccola furia con la voce grossa. Ma durava poco: non era capace di tenere o farsi tenere “il muso”. La domenica si metteva un vestito a fiori, un po' si rossetto, prendeva la sua borsetta e andava a Messa. Era bella, non aveva bisogno di trucco: la pelle ancora giovane e scura, i capelli neri, il sorriso aperto e sincero. Non aveva paura di faticare: in autunno andava a bacchiare le olive, le portava al frantoio, il resto dell'anno lavorava nel suo negozio di Articoli da Regalo. Non si tirava mai indietro davanti alla fatica, perchè sapeva che quello che faceva rendeva felici le persone intorno a lei e contribuiva a costruire il loro futuro. La sera, quando tornavo dal mare, avrei potuto chiederle di cucinarmi un tacchino arrosto che lei senza battere ciglio si sarebbe alzata, sarebbe andata dal macellaio e avrebbe poi cominciato a prepararlo. Per me, per vedere un sorriso sul volto di una ragazzina di tredici anni. Dava senza chiedere nulla in cambio, per amore. In teoria dovremmo farlo tutti, in pratica non è così. Ma se ognuno di noi condividesse un po' della premura, dello spirito di sacrificio, della gioia di vivere che mia nonna aveva, allora potremmo definire la nostra società “civile”. E io non sarei qui a scrivere questo post.