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Qualcuno ti guarda, di Lisa Jewell. Neri Pozza, € 19,
pp. 381 |
Ci
sono quei romanzi che pretendono di essere bevuti d’un fiato, a
dispetto della mole – parliamo di oltre trecento pagine – e di un
blocco del lettore che mi ha voluto piuttosto inattivo nel mese
corrente. Il secondo romanzo che leggo di Lisa Jewell si intitola
Qualcuno di guarda, è un thriller, ma puoi tranquillamente
trovarlo sotto il nome di page turner. Grazie ai capitoli lampo e a
un cast di personaggi adorabilmente squilibrati, infatti, risulta
talmente scorrevole e intrigante da lasciarsi terminare nell’arco
di due pomeriggi in spiaggia. Voliamo in Inghilterra, a Bristol. Il
quartiere è di quelli residenziali, da serie TV, con le solite
villette a schiera perfettamente allineate e un boschetto alle
spalle. Ma in una di queste case al di sopra di ogni sospetto è
accaduto qualcosa di terribile. Ci sono una porta accostata, una
finestra rotta, una nappina rossa che galleggia in un lago di sangue
in cucina: chi è morto? Il romanzo è un nastro che si avvolge su sé
stesso e, in lunghi flashback intervallati dagli interrogatori della
polizia, procede a ritroso. Non soltanto non conosciamo il colpevole,
ma nemmeno la vittima. Comunque andrà, poco ma sicuro, ci sarà lo
zampino di Tom Fitzwilliam: un superpreside per cui tutti
impazziscono – letteralmente –, con una criniera di capelli
brizzolati, un po’ di pancetta e un sorriso senza età. Gli uomini
vorrebbero essere suoi amici. Le donne sue amanti. Sì, studentesse
comprese.
Ma
che cosa succede a un amore che credevi impossibile, una volta che è
tuo per sempre? In che cosa si trasforma? Peccato che non ci sia una
parola per dirlo, perché è una cosa che meriterebbe una
definizione. Il problema di quando ottieni ciò che volevi è che ti
resta un gran vuoto dentro e l’unico modo per colmarlo è
desiderare, fantasticare e sognare qualcos’altro. Forse c’era
proprio questo alla base dell’improvvisa e inaspettata infatuazione
di Joey per Tom Fitzwilliam. Era arrivato nell’esatto momento in
cui Joey aveva sentito il bisogno di colmare quel vuoto.
Ambito,
vagheggiato, sospirato, spiato, Tom non è il protagonista bensì
l’oggetto del desiderio. A parlarne, in cerca della sua
approvazione o dei peggiori scheletri nell’armadio, sono i
personaggi che gli orbitano attorno: Joey, neosposa impulsiva e
irresponsabile, tornata dall’ultima vacanza con la fede al dito;
Jenna, studentessa con in casa una mamma paranoica e instabile,
convinta che ci sia qualcosa di torbido tra il preside e la sua
migliore amica; infine Freddie, il figlio brillante e introverso di
Fitzwilliam, che all’ombra di un genitore troppo ingombrante, con
l’inseparabile binocolo alla mano, spia invidioso e infastidito uno
sciamare adorante di vicine, colleghe, adolescenti, ombre dal
passato. Intriso di un voyeurismo che da Hitchcock in poi mi trova
sempre e comunque affascinato, Qualcuno ti guarda ha il limite
di interessare più per le relazioni segrete tra i personaggi che per
i suoi scarsi misteri.
Così,
anche se sono convinto che mio padre sia un brav’uomo,
contemporaneamente temo che invece sia molto cattivo. In fondo
preferirei saperlo, sapere se davvero ha fatto qualcosa di brutto,
per decidere una volta per tutte che cosa pensare di lui. Perché è
tremendo avere due pareri, due sentimenti contrastanti nello stesso
tempo. Preferirei averne un solo.
Nonostante
l’aura dark della copertina, che in unione con l’editore di
pregio suggerisce un contenuto sofisticato, è un romanzo dallo stile
lieve – quasi da commedia nera – che pur parlando di pulsioni
oscure, coni d’ombra e ossessioni perverse non appare mai davvero
spaventoso. Anzi, qualche sfumatura maliziosa di troppo –
soprattutto nella resa del focoso ed enigmatico preside –, mi ha
fatto sospettare un passato da autrice rosa per la scrittrice.
Scritto senza grande impegno, il suo ritorno in libreria si affronta
senza grande impegno: nella tradizione dei romanzi da ombrellone che
confidano al lettore scelleratezze, perversioni, manie, ma con una
verve femminile – ho pensato nei toni a Piccole grandi bugiee Tanti piccoli fuochi – che genera più una divertita
curiosità che inquietudine. Senza rancore, ma da un’autrice al suo
sedicesimo romanzo, dopo lo struggente Ellie all’improvviso,
sarebbe stato lecito aspettarsi più di un semplice tappabuchi.
Il
mio voto: ★★★
Il
mio consiglio musicale: Avicii – Addicted to You

