Visualizzazione post con etichetta Jamie McGuire. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jamie McGuire. Mostra tutti i post

lunedì 1 giugno 2015

Come un quiz di Cioè: non-recensione in anteprima di A Fior Di Pelle, di Sophie Jackson

Premessa. Il romanzo non mi ha convinto, e in una recensione seria sarei stato forse troppo cattivo. Visto che è di prossima uscita e che liquidarlo così, con due parole, non mi sembrava corretto, l'ho buttata sul divertimento. Ovviamente, inutile dirlo, è un parere strettamente personale. Quindi, massimo rispetto per le colleghe blogger a cui è piaciuto. I gusti sono gusti. E i miei, anche se Giulia dell'ufficio stampa Rizzoli, che ringrazio, ci prova a propormi letture diverse, sono altri. Se la Jackson fa un genere che a te, lettore o lettrice, piace molto, magari non fidarti, questa volta, di quel che dico io. Corrispondo al profilo "a", ma tu lo capirai leggendo.
 
Titolo: A fior di pelle
Autrice: Sophie Jackson
Editore: Fabbri “Life”
Numero di pagine: 464
Prezzo: € 15,90
Data di pubblicazione: 11 Giugno 2015
Sinossi: Dopo aver assistito all’omicidio di suo padre quando era solo una bambina, Kat da anni sogna il misterioso ragazzo che l’ha salvata dal fare la stessa fine. Ora, a 24 anni, Kat insegna letteratura inglese in carcere, per onorare la memoria del padre, un sognatore prestato alla politica. In carcere, i demoni di Kat sembrano risvegliarsi, soprattutto quando incontra Wes, un detenuto problematico, pericoloso almeno quanto affascinante e carismatico. Tra loro cominciano presto a esserci scintille, soprattutto quando Wes riconosce in Kat la bambina che ha salvato tanti anni prima…

                      Come un quiz di Cioè
Per un'altra fan fiction di Twilight che diventa una trilogia di inspiegabile successo, una recensione che è fan fiction dei post del blog Pensieri Cannibali. A fior di pelle sarà in libreria dall'11 Giugno, ma in anteprima ve ne parlo io, o meglio, un'ospite a sorpresa. In una speciale non-recensione che, più che altro, è un quiz in rosa di Cioè. La parola a...
Ehi, sono in linea. Sfigato, puoi riagganciare. Galvanizzati, evapora, sfarfalla lontano dal mio palcoscenico. Ma ciao a voi, bella gente. Sapete o no chi sono? La gemella di Rinko, sciocchini: Inka. Ma che davvero pensavate che “Ink” stesse per “inchiostro”? (Nitrisce) Abbiamo lo stesso nome, ma io sono la sorella bella, e già. Non sapete che vergogna, a scuola, quando mi paragonavano a quell'impiastro. Gemelli diversi, nomi uguali. Perciò, come scusa, dicevo che nostro padre fosse un grande estimatore del porno ungherese – Inga e le schiave del piacere l'avete visto? -, e che quel “k” stesse lì perché eravamo una famiglia troppo alla moda. Marika, Erika, Jessika... nomi molto '90s. Coooomunque, dove sono stata per tutto questo tempo? Chiusa in soffitta, come in quel film pallosissimo con quel figo satellitare di Michael Fassbender e la tipa malaticcia di Alice nel paese delle meraviglie. Cioè, ma che bidet a pedali che è quella. Jane Eyre doveva essere Belèn. O al limite io, visto che adesso sono passata al castano, perché il mondo, cioè, ma, dico, ci credete?, è pieno zeppo di pregiudizi. Dovrei essere oca solo perché maggiorata, incredibilmente sexy e bionda naturale? Io valgo. Lo dice anche la pubblicità. No, non quella di “mamma ho un fastidioso prurito intimo”. L'altra. Sono a capo dell'angolo letteratura su (indovinate!) “Cioè” – l'anno scorso ho letto tipo due romanzi illustrati, un post del mio fratellino emo, i volantini dell'Eurospin con le offerte più vantaggiose: lungo curriculum, ebbene sì, in un'Italia di raccomandati - e, questo mese, vi parlerò di una novità che ho letto in anteprima grazie alla Fabbri – baci a voi, Fabbri, muà muà – e che Rinko, sfigato sì, ma con più contatti degli uffici stampa che peli sul petto, mi ha fatto generosamente leggere. In realtà, voleva il numero di telefono di Taylor Swift, che ho incontrato dall'estetista, ma, Taylor, proteggerò la tua privacy. Io applico la politica dei Cookie anche alle amicizie, cara. Cinquecento pagine che volano – ma lui dice che, se volavano, è fuori dalla finestra. Invece, Sophie Jackson, buttati pure, ché il mio cuoricino è morbido morbidoso – e quello che c'è attorno, ti assicuro, è tutta roba che mi ha concesso la Natura. Vuoi tastare? Per le lettrici più affezionate, un quizzuccio a tema. Per dirvi che A fior di pelle è davvero a misura di lettrice sognatrice. Sophie Jackson ci ascolta e ci fa sentire protagoniste di una storia fia-be-sca. Un galeotto e una maestra. Un letto che prima tremava per gli incubi, poi per tutti quei bollenti e continui zùm zùm. Non leggevo una storia così profonda e accattivante dai tempi di Black Ice: fidatevi. Per il numero ufficiale della rivista, mi dispiace, dovrete però attendere lo sventordici di Giugno, ma – visto che ci lovviamo – vi mostro uno stralcio del mio articolo. Rinko l'ha compilato per prova. Riconoscerete il suo stile a causa di quella terrificante “✓” accanto alle risposte. Quando avrebbe potuto scegliere tra un cuore, un unicorno rosa, la gif di Hilary Duff...

1) Kat, la protagonista, ancora bambina, assiste all'assassinio del padre. Uomo politico accoltellato in un vicolo di Gotham City New York. Chi la salverà?
- Batman.
- Alfonso Signorini. ✓
- Wes Carter.

2) Prigioni, maestrine hot, carcerati dai petti villosi: a cosa pensi?
- Gang Bang! Gang Bang! Gang Bang!
(ma cos'è, la canzone di Ariana Grande?)
- I carceri sono i nuovi licei, in ambito new adult.
- La più grande storia d'amore dopo Twilight e Uno splendido disastro.

3) Chi è il tuo lui ideale?
- Mr. Ink. (ma che davvero?!)
- Un ragazzaccio bello e dannato.
- Un ragazzaccio bello e dannato, con la fedina penale sporca, i tattoo e un'eredità di cinquanta milioni di dollari, ma con un cuginastro cattivissimo; nel weekend ripara macchine – tutto sexy e sudato, gnàm – e legge poesie.

4) Perché Carter è in gatta buia?
- Fan di lunga data del gioco in doccia, mi raccogli la saponetta?
- Per essere così cool ci vuole il porto d'armi, e lui ne era sprovvisto quel maledetto giorno.
- Non ha commesso quel crimine! Si è dichiarato colpevole per salvare il migliore amico!

5) Primo giorno di lavoro. Tu, maestra di letteratura in un carcere. Quale sarà il tuo outfit?
- Non mi lavo per settimane. So che il cattivo odore allontana i malviventi. Che vuoi che importi dell'outfit? ✓
- Divisa arancione, per essere sempre in tema. 'Cause Orange is the new black.
- Tailleur attillato sui punti giusti, reggiseno di pizzo, tacchi a spillo.

6) Com'è la vita in carcere?
- Come alle scuole medie. Siamo in un new adult, vuoi forse impressionare le lettrici?
- Durissima. Carter deve camminare col sedere vicino al muro e sventare violenti attentati alla sua castità posteriore. ✓
- Sono un “gangsta”. Io regno.

7) Carter e Kat – miglior coppia di sempre – cosa hanno in comune?
- I geni, perché sono segretamente fratelli.
- Il quoziente intellettivo. ✓
- Shakespeare e le motociclette.

8) Dove la notte d'amore più bollente?
- Cella di massima sicurezza. ✓
- La Camera Rossa di Christian Grey. Con Christian Grey.
- Casa della nonna.

9) Per Kat, Carter è....
- Meglio di un Cartier.
- L'anima gemella. ✓
- “Sesso puro. Anzi, meglio, sesso bollente, sesso selvaggio da fare contro il muro” (cit. pag. 196)

10) Il soprannome della protagonista è...
- Pigeon.
- Fruittella Bella. ✓
- Pitches.

11) Sophie Jacson è un'insegnante di letteratura; cosa faresti se fosse la tua prof?
- La denuncerei. Tu che scrivi coi piedi, come ti permetti a giudicare un mio saggio breve? ✓
- Vorrei fosse la mia Kat. Però, prima, meglio controllare le foto. Metti sia peggio di E.L James...
- Che idola! Ci scambieremmo tutti i romanzi di Jamie McGuire.

12) Stile.
- Da fotoromanzo.
- Sarà scritto bene, sarà scritto male, sarà scritto boh?
- L'emozione non ha voce. (Nè stile. Nè contenuto...) ✓

13) Titolo per il sequel – perché sì, ci sono altri due libri, contenti?
- A fior di palle. ✓
- Se mi arresti, ti sposo.
- La mia splendida libbra di carne.

Qual è tuo punteggio? Se, in numero maggiore, hai barrato la risposta...
a) Sei arido/a, crudele, disincantato/a. Un pezzo di ghiaccio, e di cacca. A Natale, chiedi ai tuoi in regalo un cuore funzionante, Scrooge!
b) Non era il tuo genere, ma ci hai provato. Tre stelle e il proposito che, il prossimo anno, darai un'occhiata al sequel. Nella Jackson, sotto sotto, hai visto del potenziale.
c) Il romanticismo è nel tuo DNA, come il segreto per una pelle perfetta. Non giudichi a prima vista, sei assennato/a e riflessivo/a. Il secondo romanzo, inutile dirlo, l'hai già prenotato. Incontrerai la tua Kat – o il tuo Carter – perché credi nell'amore. Tu, lettera a, morirai invece solo/a e con sette gatti cenciosi.

Fate un po' i conti voi...

martedì 6 maggio 2014

Recensione: Un disastro è per sempre, di Jamie McGuire

Buongiorno a tutti! Questa settimana mi sono dato alle recensioni e ai romanzi brevi. Oggi, riflettori puntati su un'autrice criticatissima che, lo scorso anno, aveva ambito al ruolo di mio Guilty Pleasure per eccellenza, con le sue storie facili, innocue, giovani. Quest'anno, mi sa, mi tocca trovarle un rimpiazzo. Suggerimenti? Sparate gli autori più tamarri, grazie. Vi lascio, per oggi, con il mio commento, che contiene spoiler sugli avvenimenti del primo libro. Ma li contiene anche il titolo. E anche la copertina. Quindi niente. Un abbraccio, M.
Avevi ragione. Sei stato il mio primo e ultimo bacio.

Titolo: Un disastro è per sempre
Autrice: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Prezzo: € 14,90
Numero di pagine: 127
Sinossi: Vuoi sposarmi?" Abby non ha dubbi: è Travis l'uomo che vuole accanto a sé per tutta la vita. Lui è l'unico in grado di leggerle dentro, l'unico a sapere cosa c'è nel profondo della sua anima. "Sì." La risposta di Travis viene direttamente dal suo cuore. Un cuore ferito. Un cuore che era chiuso in una corazza impenetrabile finché non è arrivata lei, Abby. Timida e silenziosa, ma la sua insicurezza nasconde in realtà un grande coraggio. Qualcosa di speciale unisce Abby e Travis. Qualcosa di intenso e indescrivibile. Ma lei sa bene che i guai non sono mai troppo lontani con un ragazzo come Travis nei paraggi. Per questo hanno davanti una sola scelta per realizzare il loro sogno: volare a Las Vegas. Quando il fatidico momento si avvicina Abby e Travis inaspettatamente sono nervosi. I loro dubbi si risvegliano all'improvviso: sono giovani e si conoscono da pochi mesi. E soprattutto, lui è il ragazzo sbagliato per eccellenza e lei una ragazza in fuga da sé stessa e da un segreto difficile da confessare. Eppure davanti all'altare, mano nella mano, occhi negli occhi, non c'è più nulla da temere.
                                                 La recensione
Il mio augurio è che litighiate per poter stabilire chi dei due è più bravo a perdonare.” Ops, I did it again. Come direbbe Britney Spears, scuotendo sedere e codine bionde in uno scenario da manga perverso. Mi avete beccato di nuovo, a nemmeno un anno di distanza, con le mani nella marmellata... e con il naso tra le pagine di un libro della McGuire. L'aggettivo nuovo è da virgolettare. Come, com'è stato possibile. Cattive compagnie, noia, solitudine da numero primo. E perché non affidarmi alle canne o al porno, come fanno i tizi normali, santo cielo? Domanda lecita, la vostra. Perché. Come ricorderete voi e gli avventori occasionali incappati nel mio blog davanti al bel voto assegnato al libro più chiacchierato dello scorso anno, gli Splendidi Disastri mi avevano divertito. Rilassanti, romantici, innocui. Possibile causa del femminicidio nel mondo – ok, la smetto di ridere -, io li avevo letti per quel che erano. Né più, né meno. Un disastro è per sempre perde l'aggettivo “splendido” e si concentra sul lato meno “splendido” del primo romanzo. Quello che aveva fatto storcere il naso a tutti, me compreso. Il matrimonio tra Pigeon e Travis: spoiler degli spoiler! Ma se avete letto il titolo di questo terzo libro, avrete sicuramente visto le fedi in bella mostra, giusto sotto il primo piano di un lui e una lei – sempre gli stessi – che ridono e fan cose da fidanzati:
abbracciarsi, scambiarsi saliva e germi, evitare di mettere nel carrello una copia di L'amore bugiardo. Troppo tardi. Per loro, di ripensare al loro grande sì; per voi, di resettarvi. Ci siete arrivati, volendo o non. Poche cose sono per sempre: il matrimonio, l'alopecia, l'alitosi, le unghie incarnite. Sull'unghie incarnite non sono sicuro. Non faccio ricerche su Google per evitare di imbattermi in immagini che potrebbero togliermi il sonno e l'appetito. Cancellate quella quarta voce, su, e sostituitela con Jamie McGuire. Jamie McGuire è per sempre. Nel senso che non finirà mai, non che sarà ricordata doverosamente dai posteri. Non finirà di scrivere le stesse storie, con gli stessi protagonisti, gli stessi avvenimenti, gli stessi toni giovanili. Ha congelato la storia che l'ha resa nota a livello internazionale e, ogni tanto, apre il frigo costosissimo e strapieno che si ritroverà e ne prende un pezzo. Scorte a vita di pizza surgelata e di surgelati Abby e Travis Maddox. Il primo romanzo raccontava il loro innamoramento, i loro tira e molla, la loro eterna promessa. Il secondo raccontava il loro stesso innamoramento, i loro stessi tira e molla, la loro stessa eterna promessa, ma da un punto di vista maschile. Avevo riascoltato a cuor leggero e molto volentieri, lo ammetto, un'altra traccia di quella sciocca canzone d'amore. Alla radio, questo mese, ne è passata un'altra. La solita, ma con un ritmo da marcia nuziale. Avete visto la valutazione finale, perché avete visto la valutazione finale. Avete tirato un sospiro di sollievo, perché avete tirato un sospiro di sollievo. Avete pensato che ho visto la luce e che sono prodigiosamente rinsavito. Eppure non è mica vero che Un disastro è per sempre l'ho detestato, ehi: fa compagnia, è scorrevole, si legge. Ha quell'entusiasmo da autore di fan fiction che fa una certa tenerezza. D'altronde, i protagonisti sono diventati così famosi da meritarsene una tutta loro, ormai. Peccato che questa sorta di fan fiction l'abbia firmata la stessa Jamie McGuire: il confine tra intrattenere i fan e “cantarsela e suonarsela” si fa labile, come quello tra il New Adult e l'onesto Harmony da ombrellone. L'autrice avrebbe potuto fare un sunto di queste 120 pagine, tagliare via un sospiro, un pianto, un ripensamento, e inserire il poco che accade in questo libro all'interno dei primi due. In comode rate mensili, magari. Del resoconto del loro matrimonio a Las Vegas, invece, ha voluto fare una novella, arrivata da noi come se fosse un romanzo a tutti gli effetti. I quindici euro del prezzo di copertina, no?, sono gli stessi pagati altre cento volte per una storia inedita, diversa, di sicuro più interessante. Il font si fa per i non vedenti, i capitoli sono brevi, spezzettati, a due voci. Ecco che quello che va negli album, nelle foto ricordo, in lista nozze, finisce in un volumetto unico. Loro non mi sono sembrati poi così carini, poi così avventati. Anche il gesto di incontrarsi all'altare, dopo qualche mese di convivenza forzata, ha trovato un perché vagamente più razionale. Quel perché è opera di Abby, che mi è sembrata manipolatrice, antipatica, melodrammatica. Ancora un volta, ancora di più. La loro fuga d'amore è una fuga dalla notte in cui un incendio arse un seminterrato e matricole innocenti. Tragedia che non mi era sembrata tragedia, raccontata senza pathos, gravità, impegno. Mi era importato di loro, non degli altri: insensibile io, vaga e frettolosa la McGuire. In Un disastro è per sempre l'incendio, d'un tratto, è diventato la seconda eruzione del Vesuvio. Lì dove poteva essere profonda, lì dove poteva raccontare i sensi di colpa di Travis e non il colore dei suoi occhi, si dà ai salti temporali e ai voli pindarici. 
Cede la patata bollente a Miss Simpatia che, in un rigo, dice qualcosa come: “Travis, povero: aveva tanti, tanti sensi di colpa” e stop. Il ragazzo bello e dannato, incubo tatuato per mamme e padri di famiglia, diventa noioso. La sua dolce metà lo tratta come un cane, lo tira per quel braccio che pare un guinzaglio. Lui si limita a guardare i soffitti degli alberghi di lusso, a sentirla sospirare al telefono, a essere un cane pazzo che insegue la sua stessa coda. Un po' ebete. Hanno il sosia di Elvis alla cerimonia, un donnone con un nome da torta come testimone di nozze, addii al celibato tranquilissimi. Lei è bellissima in abito bianco e tutta ingioiellata, lui attira gli sguardi di ogni milf con il suo smoking grigio, la camicia senza cravatta e, tocco di classe, le Converse ai piedi: apprezzo la scelta delle scarpe, davvero. Mi conoscete. Altro che trasgressivi e diseducativi. Il matrimonio, ancora prima di compiersi, li rende mansueti e assuefatti come Sandra e Raimondo. In un capitolo, una prima notte di nozze che non osa stramberie: standard - uno sotto, uno sopra. Qualche frase bellina pronunciata ogni tanto, la visione di loro un anno dopo. Se non fosse che costa troppo, per i curiosi, potrebbe essere una piacevole lettura. Perché piacevole lo è, nulla da dichiarare. Sulla McGuire, lo scorso anno, tra letture belle e letture brutte, era ricaduto il ruolo di mio personale, semplice, segreto Guilty Pleasure – segreto un corno, poi: l'ho recensita alla luce del sole e del blog, per ben due volte. Questo suo racconto non mi è dispiaciuto, ma il prezzo troppo elevato non me lo rende consigliabile senza riserve. C'è poco da leggere, quasi niente da valutare. L'ho finito, però, con il consueto sorriso – di superiorità, di spensieratezza. Senza la tentazione di sposarmi ora e subito, di picchiare la gente in strada, di farmi un tatuaggio, o – scempio, orrore, incubo! - di iscrivermi in palestra.
Il mio voto: ★★
Il mio consiglio musicale: Bruno Mars – Marry You

mercoledì 30 ottobre 2013

Recensione: Il mio disastro sei tu, di Jamie McGuire

Buongiorno a tutti, amici miei! Non sono sempre presente come un tempo, ma, statene certi, ci sono: in questo weekend – di ritorno a casa – prometto che tornerò a rompervi le scatole per bene. Oggi, vista la cancellazione della lezione di storia del cinema, ho portato a termine il romanzo che avevo il lettura e ho scritto questi pensieri per voi. Quando si parla di new adult è un dilemma continuo: la recensione sarà positiva o negativa? Io ve lo dico: è positiva, come lo è stata quella di Uno splendido disastro. Se non vi è piaciuto il primo, credo che nemmeno questo romanzo farà per voi, almeno che non abbiate uno spirito sadico e sanguinario! Altrimenti, ve lo consiglio. Soprattutto se avete bisogno di una lettura che vi coccoli un po'. Un bacione e a prestissimo, M.
Un giorno ti innamorerai, figliolo. Non accontentarti di una ragazza qualsiasi. Scegli quella che hai difficoltà a conquistare, quella per cui devi lottare e non smettere mai di combattere. Non smettere mai di combattere per ciò che vuoi.

Titolo: Il mio disastro sei tu
Autrice: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 363
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2013
Sinossi: Travis Maddox è solo un bambino quando sua madre, ormai con un filo di voce, gli lascia queste ultime parole. Parole che Travis conserva come un tesoro prezioso. Adesso Travis ha vent’anni e non conosce l’amore. Conosce le donne e sa che in molte sarebbero disposte a tutto per un suo bacio. Eppure nessuna di loro ha mai conquistato il suo cuore. Provare dei sentimenti significa diventare vulnerabili. E Travis ha scelto di essere un guerriero. Finché un giorno i suoi occhi scuri non incontrano quelli grigi di Abby Abernathy. E l’armatura di ghiaccio che si è scolpito intorno al cuore si scioglie come neve al sole. Abby è diversa da tutte le ragazze con cui è sempre uscito. Cardigan abbottonato, occhi bassi, taciturna. E soprattutto apparentemente per niente interessata a lui. Ma Travis riesce a vedere dietro il suo sorriso e la sua aria innocente quello che nessuno sembra notare. Un’ombra, un segreto che Abby non riesce a rivelare a nessuno, ma che pesa come un macigno. Solo lui può aiutarla a liberarsene, solo lui possiede le armi per proteggerla. L’ultima battaglia di Travis Maddox sta per cominciare e la posta in palio è troppo importante per potervi rinunciare. Solo combattendo insieme Abby e Travis potranno dare una casa al loro cuore sempre in fuga…
                                                    La recensione
Avevo deciso da tempo che avrei sfruttato gli avvoltoi finché non fosse comparsa una colomba. Una creatura che non divora nessuno, che vive la sua vita senza distruggerti per soddisfare i propri bisogni e i propri egoismi: coraggiosa e comunicativa, intelligente, bella e dolce, in cerca di un compagno con cui trascorrere l'intera esistenza. Irragiungibile finché non ha motivo di fidarsi di te.” Raramente mi è capitato di rileggere lo stesso libro nel corso degli anni. Mai, ancora più che raramente, mi è capitato di rileggere lo stesso libro nel corso di un anno solo. Ho una memoria piuttosto buona e tendo a tenere a mente i dettagli essenziali. L'importante. Odio ritrovarmi a leggere ancora gli stessi discorsi, detesto saper anticipare le singole scene con la puntualità di un orologio svizzero, m'innervosisce da matti l'idea di conoscere già in anticipo l'epilogo. Soprattutto quando si parla di gialli. E i due romanzi di Jamie McGuire, apparentemente legati al filone del new adult, cos'altro sono se non due gialli; due misteri in piena regola? La scorsa primavera, Uno splendido disastro si era rivelato un sorprendente caso editoriale. Di sorprendente c'era solo il successo incredibile che aveva riscosso, grazie al più contagioso dei passaparola. Tutti ne hanno parlato e tutti hanno voluto leggerlo, almeno per provare. Per criticarlo, come previsto dal prevedibile copione del recensore cinico e spietato, e, talora, anche per applaudirlo. Non ci sono spiegazioni per le tante chiacchiere e per la troppa pubblicità senza fine. 
Non ci sono vere motivazioni, a mio parere, per le tante critiche, che hanno fatto di Uno splendido disastro un romanzo di cui parlare male per forza, al pari delle Sfumature, dei romanzi di Fabio Volo e di altri libri scritti per vendere – come se la cosa fosse un crimine federale e lo scopo principale di ogni autore di best-seller fosse quello di lasciar marcire il suo manoscritto in un cassetto, nell'anonimato, anziché darlo alle stampe. A pochi mesi dell'uscita del primo, la Garzanti ha portato da noi Il mio disastro sei tu, facendo la gioia di molti lettori e l'ira di altrettanti che, da secoli, aspettano che tante serie a loro care giungano giustamente a conclusione. Io non so quanto si sentisse realmente il bisogno di questo romanzo e quando sia stata brillante l'idea dell'autrice di pubblicarlo subito, anziché aspettare qualche anno per aumentare la curiosità e l'attesa dei suoi fan. So che è stato scritto, probabilmente, per motivi puramente economici e che, anche se arricchito da un punto di vista diverso, racconta la stessa identica storia del primo volume: una storia che già conoscevo e che ancora ricordavo. Ma, in tutto ciò, non so, invece, perché Il mio disastro sei tu – così come l'altro disastro che l'ha preceduto – mi sia piaciuto così tanto. Altro mistero... La risposta plausibile è una, o almeno credo: come cantava Paul McCartney, la gente non è ancora stanca di sciocche canzoni d'amore. Non è mai stanca, e mai lo sarà. Travis e Abby sono la fonte d'ispirazione di una di quelle canzonette in rima per l'estate: una di quelle di cui ho imparato il ritornello a furia di sentirle passare alla radio e che, ogni tanto, protetto dalla fedele segretezza delle mie cuffiette, ascolto e riascolto volentieri, senza vergogna. Per ritrovare il sorriso. Per il bisogno egoistico di stare un po' meglio al mondo. Avevo letto il primo romanzo in un momento no; in uno dei tanti e onnipresenti miei momenti no. E, grazie o a causa dell'inquietante simmetria del destino, mi sono trovato tra le mani Walking Disaster in un weekend di completa, totale solitudine universitaria. Come per magia, mi sono sentito meno triste, meno solo, meno tutto. E' stato inaspettatamente rassicurante, per una volta, leggere due volte la stessa storia. Rincontrare gli stessi volti, riassistere agli stessi baci e alle stesse discussioni, prendere gli stessi pugni in faccia e farsi spaccare ancora un po' un cuore già ulcerato dalla stessa catastrofe col gardigan e gli occhi grigi, che il protagonista – un ventenne con le spalle e l'anima più ampie della media – ha ribatezzato teneramente Pigeon dal primo istante. Travis Maddox, già cuore pulsante del primo romanzo, si racconta e ci racconta la storia del suo primo e ultimo grande amore. Quello che l'ha portato ad ubriacarsi e a piangere come un bambino abbandonato, a fare a botte e a dar vita a esagerati momenti di esagerata gelosia. A riempire la sua stanza asettica di fotoricordo sparse e il suo letto di una ragazza da custodire come un tesoro prezioso, dal tramonto all'alba, dal lunedì alla domenica, per tutta la vita che verrà. Nel primo romanzo era lui a essere raccontato e, anche se visto dagli occhi della volubile e dolcemente complicata Abby, avevo colto il suo mondo a colpo d'occhio. Travis era una persona che, nella vita di tutti i giorni, non mi sarebbe mai piaciuta, ma, nel corso della lettura, inaspettata come la neve ad agosto, era giunta l'illuminazione. Perché, in verità, io l'avevo capito, nonostante tutto. E, in questo Il mio disastro sei tu, l'ho scoperto ancora più vicino a me; ancora una volta, nonostante tutto.
Le nostre voci, fondendosi, risultavano più simili del previsto e i nostri pensieri, tante volte, combaciavano, incastrandosi a formare la parte di un insostituibile tutt'uno. I pensieri sono più semplici e immediati: noi ragazzi non amiamo troppo i giri di parole. Le emozioni, tuttavia, sono più intense e viscerali: noi ragazzi – ben nascosti sotto le antenne dell'articolato cromosoma Y – possediamo strane cose, misteriose e imprevedibili, chiamate “sentimenti”; ci affezioniamo di più, e più in fretta. Amiamo anche chi ci abbraccia e ci insulta a fasi alterne, sì. Ho trovato tanta tenerezza in Travis, romantico e delicato nonostante le nocche livide e gli attacchi incontenibili di gelosia. L'autrice, nelle prime pagine, fotografa da vicino il suo dolore, in presa diretta, e descrive l'attaccamente per una famiglia tutta al maschile, l'amicizia e il cameratismo con il simpatico Shelpley, il rimpianto verso l'unica donna che non è riuscito a mantenere con sé, la ricerca di un colomba bianca in un mare di avvoltoi egoisti, famelici, spietati. Il tono è colloquiale, giocoso, spontaneo, melenso nemmeno un po'. E' proprio di una commedia romantica che è già cult, con gli occhi puntati al passato e lo sguardo rivolto altrove, verso il futuro di una vita tinta di rosa felicità. I romanzi di Jamie McGuire non saranno senza tempo, ma sono fuori tempo. Fuori dal tempo. Sembrano appartenere a una generazione fa: figli di troppe proiezioni private di Ufficiale Gentiluomo, Top Gun e Amore senza fine, di gite al cinema in compagnia di Animal House, di estenuanti letture di Love Story, di corse in moto, a fari spenti nella notte, e scene d'amore scandite dalle musiche dei Police, dei Rolling Stones, dei Berlin. Alcuni userebbero l'aggettivo “tamarro”, io preferisco “vintage”.
L'epilogo, di questo come del precedente, potrebbe risultare frettoloso, stupido ed improbabile: è perché è l'amore, ai giorni nostri, a essere considerato frettoloso, stupido e improbabile di per sé. La generazione dei nostri genitori – la stessa di cui parlavo – è la dimostrazione che non è esattamente così. Noi siamo la dimostrazione concreta di quella forma d'amore. Forse sarò credulone io, ma all'amore di Abby e Travis ci ho creduto. Anche se non incontravo una ragazza così spietata e spaccacuori dalla Sole di 500 Giorni insieme. Anche se Travis, nella vita vera, sarebbe uno di quei tipi assurdi con gli occhiali da sole anche di notte, con un bel nome del cavolo tra parentesi su Facebook e, nei nostri anni peggiori, ci avrebbe preso puntualmente in giro. La vita, però, non è bella come un romanzo e loro, così presuntuosi e orgogliosi, descritti da una prosa semplicissima e lucida, risultano bellissimi: una bellissima coppia improbabile. I ragazzi acqua e sapone in copertina, che colgono l'oggi nell'attimo appassionato e fugace di un bacio offerto alla macchina fotografica. Il mio disastro sei tu non brilla per nessun motivo in particolare. Non scandalizza gratuitamente come la duologia di Abbi Glines, non si avvale di uno stile particolarmente memorabile, non sconvolge, ma le sue quasi 400 pagine – pagine che, nelle linee generali, già conoscevo – non mi hanno dato un attimo di noia o di tregua. Il motivo non lo conosco, ma alla fine, come una persona più intelligente e grande di me ha scritto, all'amore non si chiede perché; esente da questa domanda anche l'alchimia. Il mio disastro sei tu non sarà di certo il romanzo più bello di questo 2013, ma se ci fosse una categoria speciale, dedicata alla migliore coppia, ai migliori baci, ai migliori addii, Travis e la sua Pigeon sarebbero ai primi posti. Forse, tra un mese o un anno, rivedrei i punti salentieti di questa recensione, ne modificherei il tono e il linguaggio, eliminerei una stellina dalla generosissima valutazione complessiva. Ma questo è quello che mi sono sentito di scrivere adesso. Questo è quello che sento. Non infierite... o fatelo pure! Chissene... Io sono felice. E la felicità porta fortuna. In fondo, credo che non ci sia niente di più bello che chiudere un libro con il sorriso ancora sulle labbra. Uno dei tanti lati positivi di queste silly love songs, o forse no? “Forse ero solo io. Forse eravamo solo noi due. Forse insieme costituivamo un'entità instabile, pronta a implodere o ad amalgamarsi. A ogni modo, quando l'avevo conosciuta la mia vita si era rivoluzionata e non volevo fosse altrimenti.”
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: P!nk feat. Nate Ruess – Just Give Me a Reason

domenica 18 agosto 2013

Coming This Fall #3

Buona domenica a tutti, amici! Come state, e quanti di voi sono ritornati dalle vacanze di Ferragosto? Quest'oggi un nuovo appuntamento con Coming This Fall – rubrica dedicata ai romanzi che troveremo in libreria quest'autunno – e altri, nuovi dieci titoli che entrano prepotentemente nella mia wishlist. C'est la vie... Averne alcuni sarà un'esigenza vitale. Ritornano i thriller del grandioso Wulf Dorn e le ghost story firmate da Carsten Stroud sullo sfondo dell'inquietante Niceville, la Garzanti – quanto la amo? Quanto la odio? - ci strega con alcune uscite dalle trame incantevoli e dalle copertine splendide, le italianissime Vanessa Roggeri (al suo esordio) e Valentina D'Urbano (autrice di Il rumore dei tuoi passi) prendono posto accanto a illustri colleghi stranieri, Abby e Travis – anime gemelle nel new adult più odiato e amato del 2013 – tornano a essere protagonisti di una passionale storia d'amore in Il mio disastro sei tu, la cui (bella) copertina è stata scelta su Facebook dai lettori stessi. Quali vi ispirano? Quali NON vi ispirano?! Un abbraccio e buona giornata, M.

Titolo: Il mio cuore cattivo
Autore: Wulf Dorn
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: 420
Data di pubblicazione: 31 Ottobre 2013
Sinossi: Doro spera che il trasloco porti con sé un nuovo inizio. E soprattutto la fine delle allucinazioni che la tormentano da quando è morto suo fratello. Quando non è più riuscita a distinguere la realtà dalla sua immaginazione. Ma nella nuova casa in cui ora vive con la madre sente di nuovo le voci che credeva di avere sconfitto. Finché una notte vede un ragazzo in giardino: spaventato, disperato, in fuga da una presenza demoniaca. Il ragazzo le chiede aiuto, ma poi scompare senza lasciare traccia. E qualche giorno dopo Doro ne scopre l’identità e, soprattutto, scopre che si è suicidato prima del loro incontro. Doro rifiuta di credere di essersi inventata tutto, ma la sua indagine la farà precipitare in un incubo…

Titolo: I confini del nulla - Niceville
Autore: Carsten Stroud
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 380
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2013
Sinossi: Benvenuti a Niceville, la città dove il male è nato molto prima degli uomini. Il sole inonda di luce dorata le strade e le case coloniali, filtrando tra le querce e i salici per andare a rifrangersi sulle acque turbolente del fiume Tulip. Niceville sarebbe una cittadina idilliaca… Se non fosse per le ombre, i sussurri, le sparizioni. E tutte quelle morti misteriose. Il detective della omicidi Nick Kavanaugh è un forestiero, che vive e lavora in quel piccolo centro nel profondo Sud degli Stati Uniti per amore della moglie, Kate Walker, discendente di una delle più antiche famiglie della zona. Da tempo Nick è alle prese con eventi non solo criminosi, ma anche inspiegabili. Da un lato ci sono le conseguenze imprevedibili e sanguinose di una rapina in banca finita nel sangue, con una lunga scia di ricatti, vendette e complicità. E dall’altro, c’è Rainey Teague. Che è solo un ragazzo… o forse no. Forse è abitato da un’energia oscura e implacabile. La stessa che permea ogni angolo di Niceville. Perché a Niceville nulla resta morto e sepolto a lungo. A Niceville ogni famiglia custodisce un segreto che mormora dai confini del nulla, affilando gli artigli nel buio. A Niceville nessuno può sfuggire al vuoto.

Titolo: L'amore in un giorno di pioggia
Autrice: Sarah Butler
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 350
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2013
Sinossi: Da quasi trent’anni, quando la brezza di Londra diventa più calda e petali bianchi si aprono tra i fili d’erba, Daniel cammina sulle rive del Tamigi e si siede su una panchina. Tra le mani ha un foglio di carta e una busta su cui scrive solo un nome, sempre lo stesso. Poi la imbuca, senza indirizzo. Sono gli auguri di compleanno per sua figlia. Di lei sa solo come si chiama e che è stata concepita in un giorno di pioggia con la donna che ha amato di più al mondo. Alice ha trent’anni e da sempre si sente più felice sotto un cielo stellato, circondata dall’immensità dell’orizzonte, piuttosto che al sicuro fra quattro mura. Londra le va stretta, piena dei ricordi di sua madre scomparsa troppo presto, di una famiglia a cui non sente di appartenere e di un amore perduto. Ma adesso è tornata, perché suo padre sta morendo. Alice riesce a dargli solo l’ultimo addio. Alice e Daniel sembrano non avere nulla in comune, tranne l’amore per le stelle, i colori e i mirtilli ancora aspri. Ma soprattutto l’abitudine di stilare elenchi delle dieci cose che li rendono più tristi o felici. Alice non conosce l’uomo che le si avvicina con aria confusa e impacciata al funerale del padre. Alice non sa chi è Daniel. E non sa che la sta cercando da tutta la vita. Tra le mani Daniel tiene un fiore di carta e nella testa tutte le parole e le carezze che ha conservato per Alice in tutti questi anni. E che, forse, adesso avrà il coraggio di regalarle…

Titolo: Quando eravamo foglie nel vento
Autrice: Anne Korkeakivi
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 300
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2013
Sinossi: Da sempre Clare Moorhouse ama camminare nella folla di Parigi, fra i boulevard e gli stretti vicoli del quartiere latino. Tra gli sguardi frettolosi dei passanti, passi svelti e mani che si sfiorano per sbaglio, Clare riesce a essere sé stessa completamente. Solo in mezzo a completi sconosciuti si sente al sicuro. Nessuno può riconoscerla, nessuno può scoprire il segreto che da anni custodisce nel cuore, nemmeno il vento di primavera che le scompiglia i capelli biondi. Ma oggi è un giorno speciale. Clare ha appena saputo di dover organizzare una cena importante per suo marito, un diplomatico in carriera. Forse per lui è arrivato il momento di ottenere la tanto attesa promozione ad ambasciatore. E tutto dipende dalla cena che Clare ha appena dodici ore per definire. Un compito che può svolgere solo lei, abituata a rendere ogni ricevimento impeccabile. Per lei non è mai stato un problema, eppure oggi, mentre sceglie le primule da mettere nel centrotavola o corre al Bon Marché per gli ingredienti più raffinati, un peso le tormenta l’anima. Perché il nuovo incarico per suo marito sarà in Irlanda. E Dublino è la città che nasconde il segreto dal quale Clare ha cercato di fuggire per vent'anni. Tutta la sua vita perfetta, suo marito, i suoi figli e quello che ha di più caro sono in pericolo: oggi, tra la folla che l’ha sempre fatta sentire protetta, sono riapparsi gli occhi azzurri di un uomo che Clare credeva morto. Un uomo che è l’unico al mondo a conoscere il suo passato, e che adesso potrebbe spazzare via la tela di inganni così sapientemente intessuta…

Titolo: Una luna magica a New York
Autrice: Susanne Palmieri
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 350
Data di pubblicazione: 26 Settembre 2013
Sinossi: New York. Fiocchi di neve si posano leggeri sul tetto e i due comignoli fumanti si intravedono appena. Eleanor è davanti alla vecchia casa. L’ultima volta che è stata lì da bambina la luce della luna colorava d’argento le foglie dell’acero in giardino. Eppure i ricordi di quella lontana estate sono avvolti in una fitta nebbia. L’unico particolare rimasto impresso nella sua memoria è l’intenso aroma di caffè che avvolgeva le stanze. Eleanor ha dimenticato ogni altra cosa. E sa che da allora tutto è cambiato. La madre l’ha portata via da quel luogo, dalle donne della sua famiglia e dal loro dono speciale: prevedere il futuro. Un dono che è anche una pericolosa maledizione. Ma adesso è qui che Eleanor ha deciso di trovare rifugio. Ha scoperto di essere incinta e il suo solo desiderio è fuggire. Fuggire dalle sue paure, dalla madre e dal fidanzato per proteggere il suo bambino. Un misterioso richiamo la spinge verso il suo passato. Verso il posto da cui provengono le sue radici. Eleanor sente che la nonna e le prozie possono darle il sostegno di cui ha bisogno. Perché, nonostante il passare degli anni, le anziane donne non hanno mai smesso di volerle bene. Giorno dopo giorno tra quelle mura, nel silenzio di una buia soffitta, la nebbia intorno ai ricordi di Eleanor a poco a poco si rischiara e ciò che è rimasto celato per tanto tempo aspetta solo di essere svelato. Eleanor è pronta a scoprirlo per ritrovare sé stessa. Per sapere finalmente la verità sulla storia della sua famiglia. Perché il peso dei segreti è troppo forte da sopportare ancora. 
 
Titolo: Il cuore selvatico del ginepro
Autrice: Vanessa Roggeri
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 210
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 29 Agosto 2013
Sinossi: È notte. Il cielo è nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l’orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie, e per questo è maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c’è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci più. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e la riporta a casa, e decide di chiamarla Ianetta. Non c’è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Eppure il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l’unica a non averne paura. Lei l’unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l’innocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei l’unica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: una bambina in cerca di amore, che farebbe qualsiasi cosa pur di ricevere uno sguardo e una carezza. Solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere così facilmente; la loro fibra è fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo...

Titolo: Il mio disastro sei tu
Autrice: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 320
Data di pubblicazione: 17 Ottobre 2013
Sinossi: Travis Maddox è solo un bambino quando sua madre, ormai con un filo di voce, gli lascia queste ultime parole. Parole che Travis conserva come un tesoro prezioso. Adesso Travis ha vent’anni e non conosce l’amore. Conosce le donne e sa che in molte sarebbero disposte a tutto per un suo bacio. Eppure nessuna di loro ha mai conquistato il suo cuore. Provare dei sentimenti significa diventare vulnerabili. E Travis ha scelto di essere un guerriero. Finché un giorno i suoi occhi scuri non incontrano quelli grigi di Abby Abernathy. E l’armatura di ghiaccio che si è scolpito intorno al cuore si scioglie come neve al sole. Abby è diversa da tutte le ragazze con cui è sempre uscito. Cardigan abbottonato, occhi bassi, taciturna. E soprattutto apparentemente per niente interessata a lui. Ma Travis riesce a vedere dietro il suo sorriso e la sua aria innocente quello che nessuno sembra notare. Un’ombra, un segreto che Abby non riesce a rivelare a nessuno, ma che pesa come un macigno. Solo lui può aiutarla a liberarsene, solo lui possiede le armi per proteggerla. L’ultima battaglia di Travis Maddox sta per cominciare e la posta in palio è troppo importante per potervi rinunciare. Solo combattendo insieme Abby e Travis potranno dare una casa al loro cuore sempre in fuga…

Titolo: Novemila giorni e una sola notte
Autrice: Jessica Brockmole
Editore: Nord
Numero di pagine: 350
Data di pubblicazione: 19 Settembre 2013
Sinossi: Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non è mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l’anima. Se tu solo sapessi... E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato, limitandosi a mormorare: «Il primo volume della mia vita è esaurito», mentre gli occhi le si velavano di malinconia. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l’unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa, così, improvvisamente, senza neppure una parola d’addio. Una lettera che è l’appassionata dichiarazione d’amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà infine a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell’umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all’odio di spegnerla. La guidano verso un uomo orgoglioso, che ha sempre seguito la voce del suo cuore, che non si è mai piegato al destino. Le fanno scoprire un amore unico, profondo come l’oceano che divideva Elspeth e David, devastante come la tragedia che incombeva su di loro, eterno come i novemila giorni che sarebbero passati prima del loro incontro…

Titolo: Incantesimo tra le pagine
Autrici: Jodi Picoult, Samantha Van Leer
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: 350
Data di pubblicazione: 19 Settembre 2013
Sinossi: Cosa succede se « …e vissero felici e contenti» non si rivela affatto essere tale? Delilah è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: Incantesimo fra le righe che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliver, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delilah. Cioè: le parla sul serio! E salta fuori che Oliver è ben più che un personaggio di carta: è un teenager che si sente intrappolato nella sua vita letteraria e che non sopporta l’idea che il suo destino sia segnato. Oliver è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delilah la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell’impresa di tirare fuori Oliver dal libro, un compito difficile e che i spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo. Contemporaneamente cresce l’attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt’altro che letterario… 

Titolo: Acquanera
Autrice: Valentina D'urbano
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 300
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2013
Sinossi: È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa. Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano. A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce. O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo...

sabato 2 marzo 2013

Recensione: Uno splendido disastro, di Jamie McGuire

Buon pomeriggio, amici! Pensavo di risentirvi tutti dopo il weekend, ma velocissima arriva la recensione di un romanzo fresco di stampa: Uno splendido disastro. Ringraziando di cuore la gentilissima Francesca, dell'ufficio stampa Garzanti, vi abbraccio e vi auguro una felice domenica ed una buona lettura.
Non sapevo di essere perso finché non mi hai trovato. Non sapevo quanto ero solo fino alla prima notte che ho dormito senza di te. Tu sei l'unica cosa giusta che ho fatto.

 Titolo: Uno splendido disastro
Autrice: Jamie McGuire
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 335
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 28 Febbraio 2013
Sinossi: Camicetta immacolata, coda di cavallo, gonna al ginocchio. Abby Abernathy sembra la classica ragazza perbene, timida e studiosa. Ma in realtà Abby è una ragazza in fuga. In fuga dal suo passato, dalla sua famiglia, da un padre in cui ha smesso di credere. E ora che è arrivata alla Eastern University insieme alla sua migliore amica per il primo anno di università ha tutta l'intenzione di dimenticare la sua vecchia vita e ricominciare da capo. Travis Maddox di notte guida troppo veloce sulla sua moto, ha una ragazza diversa per ogni festa e attacca briga con molta facilità. C'è una definizione per quelli come lui: Travis è il ragazzo sbagliato per eccellenza. Abby lo capisce subito appena i suoi occhi incontrano quelli castani di lui e sente uno strano nodo allo stomaco: Travis rappresenta tutto ciò da cui ha solennemente giurato di stare lontana. Eppure Abby è assolutamente determinata a non farsi affascinare. Ma quando, a causa di una scommessa fatta per gioco, i due si ritrovano a dover convivere sotto lo stesso tetto per trenta giorni, Travis dimostra un'inaspettata mistura di dolcezza e passionalità. Solo lui è in grado di leggere fino in fondo all'anima tormentata di Abby e capire cosa si nasconde dietro i suoi silenzi e le sue improvvise malinconie. Solo lui è in grado di dare una casa al cuore sempre in fuga della ragazza. Ma Abby ha troppa paura di affidargli la chiave per il suo ultimo e più profondo segreto.
                                                      La recensione 
"A volte ti guardo dormire. Hai sempre un'aria così serena. Io non ho quella tranquillità, ho questa rabbia che mi ribolle dentro, sempre... tranne quando ti guardo dormire."
Raramente leggo libri romantici. E le poche volte che lo faccio preferisco rifugiarmi in storie dalle venature fantasy o dai risvolti tragici. Queste sporadiche letture di un genere che non amo troppo costituiscono la personale libbra di carne che pago, di tanto in tanto, al mio lato sognatore e un po' masochista. Io penso che gli amori veri maturino in tempi lunghissimi, crescendo con la reciproca conoscenza, i segreti e la vita che scorre tra lancette che scandiscono anni di infinita complicità. Un libro, per quanto ben scritto e complesso, non può quasi mai riuscire a farlo. Senza indugiare su grandi gesti e dichiarazioni da commedia hollywoodiana, non può racchiudere la vita. Tutto è finzione. Adolescenti che si sposano prima del diploma liceale, frasi romantiche che sporcano con l'inchiostro di un pennarello il Colosseo o il mondo e scommesse senza esclusione di baci, non sono poi tanto più realistiche di ragazzi dai poteri magici e civiltà distopiche in cui amare è una malattia all'ultimo stadio. Però Uno splendido disastro mi ha attirato al primo sguardo, merito innegabile di una copertina particolarmente bella e di un titolo che era una musicale contraddizione. Alla fine, cambiata anche la copertina nell'edizione italiana, il mio interesse è rimasto immutato. Non c'erano più le farfalle racchiuse in un barattolo e il loro magnetico fascino, ma due giovani dal viso acqua e sapone. Lei gli ha rubato ridacchiando il berretto di lana; lui, sottraendo lo sguardo al flash, ha fissato gli occhi scuri chissà dove... Due innamorati come tanti, che si “baciano contro le porte della notte” e che condividono con gli amici di Facebook una foto imperfetta del loro amore imperfetto. Con volti e sentimenti da mettere ancora ben a fuoco. Il romanzo di Jamie McGuire è così. Pulito. Normale. Essenziale. Bello. E' la storia di un amore assoluto - le cui tappe sono rintracciabili tra reticoli di tatuaggi ancora sanguinanti e nocche sempre livide - ma paradossalmente pieno di candore e semplicità. I due protagonisti sono bellissimi ed incomprensibili; come una di quelle coppiette di cui non riusciamo a seguire gli interminabili tira e molla, ma che sopravvive inaspettatamente a tutti i pronostici che già li vedevano soli e lontani. Sono un disastro vivente, come la strana storia, nata sotto una cattiva stella, che li unisce. Una storia che sottrae tempo agli amici e allo studio; che toglie il sonno, la fame e la lucidità; che non è ben vista dagli insegnanti o dai parenti, ma che non è un esempio di bad romance. Tra Travis e la sua Pigeon non c'è nulla di insano o malato.
Travis è un gigante buono. Abby è una studentessa modello: una meravigliosa creatura nascosta sotto gli strati di lana di un cardigan accollato. Lei è in fuga da sé stessa. Lui sta benissimo così, o almeno questa è la sua stupida convinzione prima di incontrarla. Fanno notizia, scandalo. Perché sono grandi amici. Perché se le pareti della loro camera da letto potessero narrare le cronache delle loro notti insieme, non avrebbero nessuna immagine scandalosa da suggerire, se non quella dei due che si accarezzano teneramente “tra nuvole e lenzuola”. Ma piano, per la paura matta di rompersi a vicenda.  
Chi avrebbe previsto questo momento? Non la protagonista che, combattuta tra fastidio e divertimento, al primo appuntamento con il temibile Maddox, si era presentata trascinandosi dietro il suo brutto bozzolo anti-innamoramento: zero trucco, occhiali da vista, infradito, tuta e, in testa, il suggerimento della sua amica America (bionda, spumeggiante e simpaticissima) che, beffarda, le aveva consigliato di rotolarsi anche nel letame per tenere alla larga il sex symbol della Eastern! Non io, che, soprattutto per una curiosità personale, mi ero avvicinato a una storia che immaginavo, all'inizio, immorale, licenziosa, diseducativa: quella di due novelli Paolo e Francesca che, in un girone di lussuria, sceglievano di rimanere insieme anche nel fuoco della catastrofe. Se Travis e Abby fossero reali io non benedirei la loro storia, probabilmente. Penso che troppa gelosia logori l'amore e che le mani di un violento non possano altro che regalare scariche di pugni e distruzione. 
L'indole delle persone non cambia. Magari sarei anche un po' invidioso della loro apparente felicità e vivrei ai margini della loro storia, vedendo una brava ragazza – caratterialmente simile a me; perfetta per me - ricambiare le attenzioni di un cattivo partito. All'interno del romanzo avrei la parte di Parker Hayes: quello buono, carino... ma non abbastanza. Contro le previsioni, tuttavia, il romanzo mi ha stupito con un altro messaggio: amarsi significa salvarsi un po'. Ed è vero.
I periodi semplici e scorrevoli che l'autrice intreccia alla perfezione danno la voce all'adorabile Abby che, in prima persona, con tantissimi dialoghi e descrizioni veloci ma evocative, parla di sé stessa, della sua complicata famiglia e delle sue preziose amicizie, e legge l'animo e la pelle di Travis come se si trattasse di un libro aperto ed illustrato sulla sua carne tatuata. Il suo è un personaggio dinamico e spontaneo, capace di far sorridere quando è alle prese con il tacchino del Ringraziamento - nelle vesti, quindi, di una Biancaneve in mezzo ai sei omoni chiassosi ed indisciplinati della famiglia Maddox – e di far sbuffare dinanzi alla prova concreta di quanto le donne siano ma tanto, tanto, tanto volubili e complicate.
Lei racconta, ma è Travis il vero cuore del loro rapporto. Una specie di Channing Tatum, con il fisico adatto ai film d'azione e un naturale romanticismo che lo rende protagonista perfetto e credibile anche di un dramma sentimentale. Con voli a Las Vegas, casinò, corse notturne in moto, scazzottate in parcheggi deserti, giubbotti di pelle alla Top Gun e gesti galanti alla Ufficiale Gentiluomo, mi ha ricordato le malinconiche atmosfere del cinema degli anni '80, con tanto di scena cantata senza motivo apparente (I can't get no... satisfaction!) come in un divertente film con Molly Ringwald. In un momento decisamente no, Uno splendido disastro si è rivelato il romanzo non memorabile, ma giovane, avvolgente, romantico e positivo di cui avevo fortemente bisogno. Un antidepressivo dagli effetti evidenti ed immediati.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Oasis – Wonderwall (sangueblu e foschia 75, mistero svelato!! :P)