giovedì 7 giugno 2012

All the world is a library # 4: Sequel (1)

Ciao a tutti! Dopo diverse settimane di assenza, torna la rubrica “All the world is a library”, nata per narrarvi del mio amore – tristemente non corrisposto! – per i romanzi in lingua, ma anche per  mostrarvi alcune delle uscite straniere più promettenti e per cercare un input utile a tuffarmi finalmente in “acque” internazionali. Oggi, però, si parla di sogni possibili. Di romanzi, ovvero, che – si spera entro il 2013 – avremo modo di leggere in Italia. Sto parlando, infatti, dei sequel di tre urban fantasy – letti e recensiti quest’anno – che si sono fatti apprezzare per la loro originalità e che, superando luoghi comuni e radicati cliché propri delle letture YA, hanno avuto un’ottima accoglienza sul mio blog e presso la stragrande maggioranza dei lettori.  Agli amanti degli urban fantasy il nome della simpatica Tessa Gratton non suonerà certo nuovo! Nonostante abbia finora pubblicato un solo titolo, il suo romanzo d’esordio – almeno per me – rimane la migliore lettura urban fantasy affrontata fino a questo momento (la mia recensione qui). Pur essendo perfettamente autoconclusivo, alcuni dei personaggi più amati di Blood Magic ritornano in questo nuovo volume dedicato alla magia del sangue e le loro terrificanti, e oscure avventure potranno essere gustate a partire dal 28 Agosto. Il secondo titolo è il volume conclusivo della saga di Tricia Rayburn. Dopo un adorabile inizio (la mia recensione qui) e un fiacco sequel (qui) spero che il mistero che mi ha fatto così apprezzare Sirene torni ad arricchire la lineare e sempre piacevole scrittura dell’autrice. Più azione, più paura… meno triangoli amorosi! Il terzo, invece, Days of Blood and Starlight, è l’atteso sequel dell’acclamato La chimera di Praga (la mia recensione qui). Torna Laini Taylor; tornano gli intensi personaggi da lei creati e i pittoreschi scorci che descrive; torna il suo stile inconfondibile e i suoi  innovativi intrecci. Il romanzo sarà rilasciato negli Stati Uniti a partire dal 6 Novembre. Piemme e Fazi, ci rivolgiamo a voi: mettetevi all’opera per i vostri appassionati lettori! :P


The Blood Keeper
di Tessa Gratton
I fan del Paranormal romance che hanno voglia di aria di novità troveranno quello che cercano in questa storia di orrore, fantasia e amore. Per Mab Prowd, la pratica legata alla magia del sangue è naturale come respirare. La conosce da sempre. Crescendo in un’isolata fattoria in Kansas con altri “praticanti”, il suo potere l’ha tenuta forse lontana dai ragazzi della sua età, ma le ha anche dato uno scopo – lei è connessa alla sua terra e protettrice della magia. E lei è in grado di praticarla all’aperto, con orgoglio e gioia, con la sola compagnia dei corvi. 
Mab farebbe  di tutto pur di mantenere viva questa arcana pratica e tenerla segreta. Ma una mattina, mentre è fuori a provare un complesso incantesimo, incontra Will, un ragazzo del posto che sta cercando di esorcizzare i suoi demoni personali. Lui fa esperienza del potere di Mab in una maniera che non comprende, ma è felice di avere avuto modo di incontrarla, seppur in quell’inusuale occasione. Ma i segreti delle precedenti generazioni, che erano protetti da Mab, stanno venendo al pettine. E lei e Will sono coinvolti insieme - sballottati più volte dalla forza oscura che sta cercando di liberarsi dalla terra in cui è imprigionata per reclamare il suo immenso e pericoloso potere.

Dark Water
Di Tricia Rayburn
Il mare la sta chiamando, ma la riluttante sirena farà di tutto per non rispondere …
Un anno dopo gli avvenimenti che hanno portato all’uccisione della sorella e che hanno trasformato lei in sirena, Vanessa sta disperatamente cercando di rimettere insieme la sua adolescenza e di reclamare una vita “normale”. Ma non importa quante volte al giorno nuoti, o quanta acqua salata beva, lei si sente sempre più fragile e debole. Non ha idea di come riuscire a sopravvivere da sirena a non vuole sapere tutta la verità sulla sua nuova identità. E’ troppo sconvolgente. All’ improvviso, la sua madre biologica appare nella sua tranquilla casa nel Main – lei è una delle Nenuphars, la stirpe più potente di sirene. La donna vuole disperatamente essere d’aiuto per sua figlia, dalla quale è stata separata per troppo tempo. Ma è giusto fidarsi? Adesso è tempo per Vanessa di fronteggiare la dura realtà – per sopravvivere ha bisogno di mettere in pericolo e ferire le persone che la circonda – ma è questa la vita che vuole?
Fresco e romantico, Dark Water dà voce a questioni antiche come gli abissi, e porta la Siren Trilogy a una sorprendente conclusione.

Days of Blood and Starlight
Di Laini Taylor
In questo intenso sequel dell’acclamato “La chimera di Praga”, Karou deve fare i conti con la sua vera identità e con il lungo e accidentato percorso necessario a vendicare la sua famiglia. Pienno di cuori spezzati e bellezza, misteri e segreti, nuovi personaggi e vecchie conoscenze, Days of Blood and Starlight porta la ricchezza, il colore e l’intensità del primo libro su una tela completamente nuova.

mercoledì 6 giugno 2012

Tre60: Le uscite di Giugno 2012

Appuntamento fisso  del blog – purtroppo più delle mie rubriche, che, nelle ultime settimane, non riesco a postare con costanza -  sono le uscite della Tre60. Li avevamo lasciati a fine maggio (qui) con un’adrenalinica e sexy avventura di vampiri e sangue, con una frizzante battaglia all’ombra dei fiori d’arancio in vista del fatidico “lo voglio” e con due thriller dal respiro internazionale che, mescolando ataviche profezie e agghiaccianti misteri, renderanno la calda estate che ci aspetta piena di brividi e di letteraria oscurità. Dopo nemmeno un mese, il prolifico staff di questa nuova casa editrice si è messo all’opera e  - sempre con i prezzi e con la qualità che l’hanno resa immediatamente nota e amata – ci propone tre titoli estremamente diversi tra loro, ma originali e impreziositi da copertine, sarete d’accordo con me, davvero bellissime!
Il primo, non lo nascondo, sembra non apportare nulla di nuovo al genere. Amori, denti affilati, amicizia e indissolubili legami di sangue. Dopo l’apprezzatissimo Il bacio della Sirena, però, definito fresco e brillante da moltissimi, spero in un nuovo successo di questa collana e di imbattermi, quindi, in una lettura avvincente, spensierata e capace di fare scintille!
Il secondo già lo adoro a prescindere! Non conosco l’autore – acclamato da molti e con all’attivo già diversi libri -, ma, dopo il meraviglioso e terrificante Lo specchio del male ( la mia recensione qui ), conto che la lungimiranza della Tre60 abbia dato voce a un altro talento nostrano.
Il terzo romanzo, invece, pubblicato già dalla Corbaccio e dalla Tea, è riproposto in una veste tutta nuova. Soltanto la copertina, infatti, è già in grado di trasportarci in questa storia d’amore e avventura dal sapore epico e intramontabile, nello stile del Gladiatore e delle Crociate.

Titolo: Bleeding Love
Autore: Alyxandra Harvey
Editore: Tre60
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 14 Giugno 2012
Sinossi: Il mattino del suo sedicesimo compleanno, la bella Solange si sveglierà completamente priva di forze e sensibile alla luce del sole. Sarà l’inizio della trasformazione, il processo che la porterà alla morte, per poi donarle la vita eterna: quel giorno, lei diventerà una vampira. Un evento cruciale per tutta la comunità degli immortali, perché Solange è l’unica discendente femmina della nobile casata dei Drake: secondo un’antichissima profezia, infatti, è l’eletta, colei che dominerà su tutte le creature della notte. Un destino che, però, la mette in grave pericolo. Ed è quindi per proteggerla che i suoi sette assillanti fratelli non la lasciano da sola nemmeno per un istante, rendendole la vita un inferno. Quasi più di Lady Natasha, l’attuale regina, che la vede come una minaccia al proprio potere. O di Kieran Black, il giovane cacciatore di vampiri che vuole vendicare la morte del padre sterminando l’intera famiglia Drake. Fortunatamente Solange ha un’arma segreta per affrontare quel giorno così speciale: la sua migliore amica Lucy, un’umana che conosce il suo segreto e che è disposta a tutto per aiutarla a vivere un’esistenza «normale». Persino affrontare Nicholas, il più premuroso e affascinante tra i fratelli Drake. Tanto affascinante da non potergli resistere…


Titolo: Continuum – Il soffio del male
Autore: Gianfranco Nerozzi
Editore: Tre60
Numero di pagine: 480
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 14 Giugno 2012
Sinossi: Vigilia di Natale, colline bolognesi. Nella cripta di una chiesa sconsacrata, vengono ritrovati i cadaveri di cinque uomini. Le vittime sono state crocifisse e, all’interno della loro bocca, sono state inserite alcune larve di vespa. Un macabro rituale o uno spietato regolamento di conti, dato che quegli uomini erano criminali della zona? È questa la domanda che tormenta il commissario Francesco Negronero, cui viene messa a disposizione una squadra speciale alle sue dirette dipendenze per risolvere il caso. L’unico indizio, però, è un altro terribile atto di sangue, avvenuto in Sicilia quasi trent’anni prima: il massacro di un’intera famiglia mafiosa, diventata famosa come la «Strage di San Valentino». Ma in pochi sanno che, pure in quell’occasione, il capo famiglia era stato trovato crocifisso e che, nella sua bocca, era stata rinvenuta la larva di una vespa…
Tre anni dopo, Bologna. Una giovane donna appena arrivata da Città del Messico viene fermata all’aeroporto dalla polizia. È in evidente stato confusionale e, tra le braccia, stringe un neonato. Morto. Prima di entrare in uno stato catatonico, la donna pronuncia poche parole apparentemente senza senso. Ma non per il commissario Negronero: dopo anni di indagini infruttuose e mosse azzardate che hanno compromesso la sua reputazione e la sua carriera, quello è il primo lampo di luce nelle tenebre che circondano un’organizzazione criminale potentissima, eppure invisibile. Ossessionato dalla ricerca della verità, Negronero si lancia quindi sulle tracce di un nemico inafferrabile e spietato, pronto a sacrificare tutto, anche la sua stessa vita, pur di fermarlo. Tuttavia ben presto scoprirà che quel nemico non è soltanto un criminale geniale. È il male assoluto.

Titolo: Il templare
Autore: Jan Guillou
Editore: Tre60
Numero di pagine: 416
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 7 Giugno 2012
 Sinossi: Svezia, 1150. Una notte, Sigrid, devota moglie del nobile Magnus Folkesson, ha una visione: mentre un giovane cavaliere con le insegne da crociato si staglia davanti a lei, la voce dello Spirito Santo le suggerisce di donare ai monaci cistercensi la tenuta di Varnhem. La donna è in dolce attesa del secondogenito, Arn, che nasce poco dopo. Ed è proprio lui, cadendo dalla torre del castello durante un gioco, a cambiare l’esistenza della sua famiglia. I genitori, infatti, decidono di prometterlo al Signore se questi ne salverà la vita ma, quando il piccolo si riprende miracolosamente, Sigrid e Magnus ignorano il voto fatto. Almeno fino al giorno in cui la donna non viene colpita da una misteriosa malattia che lei interpreta come un segno del Cielo. Così il ragazzino viene mandato al convento di Varnhem, dove cresce studiando le Sacre Scritture e imparando l’uso delle armi sotto la guida di fratello Guilbert, un cavaliere ritiratosi a vita monastica. Tuttavia, per il giovane Arn – generoso, intelligente e desideroso di conoscere il mondo –, il destino ha in serbo molte sorprese: la sua strada prima s’incrocerà con quella di due splendide sorelle, Cecilia e Katarina, e poi lo porterà lontano, in Terrasanta, a servire come Templare...
Bestseller in tutto il mondo, Il Templare è un romanzo dal respiro epico nel quale avventura, ricostruzione storica e vicende amorose si bilanciano alla perfezione, coinvolgendo il lettore fin dalla prima pagina.


martedì 5 giugno 2012

Recensione: Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili, di Paola Calvetti

 « Hai troppa rabbia dentro per gustare la felicità »

 
Titolo: Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili
Autrice: Paola Calvetti
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Numero di pagine: 180
Sinossi: Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del tutto inaspettato è l'inizio di questa storia, con gli sguardi di due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi giorni dal Natale, Olivia - la poco più che trentenne protagonista di questo romanzo - viene licenziata. O meglio: non viene licenziata perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il posto di lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così si rifugia in un bar tabacchi e, in attesa di riorganizzare, il suo futuro, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle pagine tralasciano: gli incontri che l'hanno segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si popola di personaggi personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, su Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace di leggere i segnali della felicità nelle scie di un aereo o nel verso di una poesia. La stessa nonna che le ha fatto un dono speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo gli istanti più belli, complici dell'inarrestabile e salvifica fantasia di Olivia. Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato, irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse l'alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua all'innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia.
Mi sono avvicinato ad Olivia una mattina di giugno in cui avevo il cuore stranamente pesante. Troppo caldo, troppe ansie, troppe parole non dette. Avevo quasi paura di scoppiare. Se avessi avuto forza ed energie necessarie, mi sarei armato di scarpette da ginnastica e di pantoloncini e avrei cominciato a correre, fuggendo da tutti e da nessuno allo stesso tempo.
Se avessi avuto abbastanza fiato nei polmoni, avrei dato sfogo a un bell'urlarlaccio liberatorio. Non dispongo di questi mezzi, purtroppo, e ho paura che, se avessi cominciato allora, non avrei troveto la forza necessaria per smettere. Correre all'infinito, urlare all'infinito. Sconsolato come un cane bisognoso d'affetto, invece, mi sono rannicchiato in poltrona e ho cominciato a leggere, sperando di sentirmi più leggero a ogni parola.
Olivia mi ha spezzato il cuore. Come il più cupo dei thriller, mi ha dato il tormento, rendendomi schiavo di un inaspettato stato di assuefazione che non avrei mai immaginato di incontrare in questa specifica lettura. Non mi ha dato scampo. Si è fatto scoprire lentamente, come una caramella scartata da un bambino che ha imparato finalmente ad aspettare. Mi ha fatto pensare. E mi ha fatto paura.
Paura di scoprire una realtà che, presto, dovrò imparare a fronteggiare a testa alta. Paura di scoprire sentimenti negati e di formulare pensieri che la mia mente rigetta come fa l'organismo con i batteri dannosi. Paura di guardarmi dentro e di scoprire tratti ignoti di me in un libricino di appena 180 pagine; finestra a forma di cuore sul dolore, le emozioni, il precariato e la crisi economica – estremamente banalizzata dai media e tenacemente ignorata dalle mie orecchie di diciottenne che si ostina a non volersi ancora svegliare dal suo colorato mondo in stop motion.
La mia tristezza e il mio risentimento si sono scontrati con quelli di Olivia e Diego. Si sono mescolati tra loro simili a fili di fumo senza corpo e odore, si sono cercati, si sono riconosciuti e parlati, si sono placati, si sono annullati come gli esponenti di un misterioso teorema matematico. Il mio cuore è stato spezzato, i suoi celati meccanismi sono stati magistralmente carpiti dalla potenza dell'inchiostro, e - alla fine - i preziosi frammenti di quel piccolo organo che governa le persone e il mondo sono stati rimessi insieme da un mastice indissolubile, fatto di polvere di stelle, granella di zucchero, sogni e struggenti ricordi.
Di Olivia ho percepito la forza, la voce cristallina, orgogliosa e solare. Nella mia immaginazione ha gli occhioni e l'amabile sorriso di Zoey Deschanel, la schiettezza di una più pacata versione di Bridget Jones e l'infantile e contagiosa voglia di perdersi della trasognata Amelie Poulain.
Olivia e il suo Diego, tuttavia, hanno tratti sfocati; appena accennati, comuni. Hanno gli occhi di mio fratello (omonimo del protagonista maschile!), il sorriso della mia compagnia di banco, il garbo dell'anonima vecchina che – al supermercato – mi ha chiesto di prenderle un pacco di spaghetti dal ripiano più alto dello scaffale, la burbera dolcezza dei miei nonni, la gentilezza del giovane cameriere che ha sopportato le angherie del suo capo senza mai perdere il buonumore. Vivono in una grande città sfiancata da “quella che è la più grande crisi economica mai vista in Occidente”. Roma, o magari Milano; Parigi, Londra o New York. Usano gli euro, hanno superiori e amici dai nomi stranieri, lasciano che l'orario sia sempre preceduto da “a.m.” e “p.m.” come gli yankee e, come gli italiani, sono messi con le spalle al muro da una valanga che continua a crescere e a far danni. Su di loro piove una neve fitta, gelida come l'indifferenza e candida come una pagina vuota che il cammino della serendipità vuole riempire. Sono personaggi da fiaba, intrappolati da un magico incantesimo in una palla di cristallo in cui finiscono per rimanere intrappolati i cuori. Sono “uno, nessuno e centomila”. Sono la folla. Il mondo. Protagonisti di un romanzo dolce e sognante, utile a trovare un raggio di sole in una realtà appannata dalla tristezza.
La voce dell'autrice è garbata, carezzevole, buffa e venata di colorata poesia. Risuona delicatamente tra le pagine, non offuscando la personalità dei suoi protagonisti e risuonando come la raffinata colonna sonora di un intramontabile cartone Disney. Gioca con le sensazioni e le parole, rende gli affettuosi consigli di una nonna la più commovente delle poesie, trova il meraviglioso tra le lapidi di un malinconico cimitero e tra i corridoi di un affollato supermercato, mette in fila i sogni e li unisce in rime e in deliziose filastrocche.
Ci dice che, se c'è solo un carboncino grigio a nostra disposizione, è sempre possibile disegnare faccine sorridenti sulla tela della vita, tracciando cuori grassocci sulle “i” e stelle filanti,coriandoli e nuvole monocromatiche ai lati di tanto efficaci parole.
Di qualsiasi materia siano fatti i sogni, questa adorabile commedia dai toni fiabeschi ne contiene un frammento: la più viva essenza. Invita a trovare l'arcobaleno che risplende nei nostri cuori, a ridere della fragile meraviglia della nostra esistenza, a godere dei piccoli momenti preziosi che rendono ogni vita straordinaria, a scrivere con colori sgargianti sogni e pazzi obbiettivi per dare loro concretezza e sostanza ....ad amare, ad amare e basta! Leggere Olivia è stato frutto del gioco della serendipità. Cercavo risate facili e pensieri di leggerezza. Invece, ho trovato l’universo intero ad aspettarmi.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Dolores O'Riordan - Ordinary Day

lunedì 4 giugno 2012

Recensione: Marilyn - Il film

Le recensioni cinematografiche, avrete notato, non sono il mio forte. Oggi, però, reduce dalla visione di questo film, voglio parlarvene. E' una veritiera biografia, un emozionante dramma, una fiaba toccante e spietata. Basato su La mia settimana con Marilyn, di Colin Clark, disponibile per la Mondadori al prezzo di € 10.00, è approdato il 1 Giugno nelle sale cinematografiche italiane. Ho recensioni e anteprime che ancora mi aspettano, quindi, se sono qui a parlarvene, credetemi, è perché merita!

Il primo amore è una dolce disperazione”.

 
Il suo viso è ovunque. La polvere degli anni non l'ha offuscato, la furia del tempo non ha disegnato sotto i suoi eterni occhi azzurri rughe e segni d'espressione. Continuiamo a vederlo occhieggiare dalla copertina di un romanzo, da una maglietta alla moda, su cartelloni pubblicitari.
Il suo sorriso è sempre candido. I suoi capelli sono gli stessi di sempre: ricci e di un biondo abbagliante, nube morbida attorno a un paio di occhi di zaffiro.
Il mondo non l'ha dimenticata. Marilyn è la stessa principessa triste che, in una notte di rimpianti e solitudine del 1962, all'età di 36 anni, si addormentò in un sonno artificiale, prodotto da barbiturici e sogni infranti. Marilyn è la bella silhouette dai capelli al vento e dalle gambe sensualmente scoperte che, in Quando la moglie è in vacanza, ipnotizzò New York, creando ingorghi di traffico irripetibili tra Lexington Avenue e la trentasettesima strada.
Conosciamo il suo nome, i suoi celebri e numerosi amanti, quello che le luci dei riflettori ci hanno mostrato sul grande schermo e quello che, invece, gli scrittori più profondi hanno capito della sua sfuggente personalità.
Il biopic sulla vita dell'attrice, dallo scorso weekend nelle principali sale cinematografiche, è un'opera ambiziosa: il ritratto di una dea immortale che – simbolo di fascino senza tempo e di triste sregolatezza – avrebbe potuto assumere i tratti di una grottesca e zuccherosa caricatura, ma che, grazie a sontuose interpretazioni e a una curata regia, è capace di mostrarci in appena 99 minuti quello che mille parole non hanno mai saputo catturare. Non servono flashback o lacrimevoli racconti di un'infanzia che non è mai stata veramente tale.
Tutto si percepisce nei gesti della protagonista, nei suoi occhi languidi, negli abbracci di cui è disperatamente bisognosa e nell'amore che non ha mai saputo dare e ricevere. La pellicola ci conduce con estrema grazia in una settimana della diva più discussa di sempre, non aggiungendo apparentemente nulla agli elementi che sono stati raccolti e messi insieme negli anni.
E' semplice e, raffinato e brillante, ha il ritmo di una commedia d'altri tempi, emozionando con delicatezza e facendo una breccia nei cuori, nonostante il tipico “self control” inglese che lambisce il tutto. Ma quella raccontata da Simon Curtis nel suo film non è solo la storia della “leggenda” Marilyn. E' la storia di una bambina priva del calore di un padre, di un pianoforte a coda leggermente scordato e di un amore che si consuma nell'arco di una fugace estate londinese. E' la storia di Norma Jean e l'educazione sentimentale del ventitreenne Colin Clark, un giovane alle prese con la più dolce tortura: un amore impossibile verso una donna che è di tutti e di nessuno al tempo stesso. Sa che armarla lo farà soffrire, sa che lei lo ridurrà a uno straccio o al compagno di un'unica notte d'amore, ma quell'attimo di cieca avventatezza giovanile sarà, per lui, il miracolo e lo sbaglio più grande in cui si imbatterà da lì in poi.
My week with Marilyn, basato sui diari di Colin Clark, è una storia di crescita e sentimenti. E' una fiaba dolce-amara che mescola brillantemente biografia e tenero romanticismo alla Moulin Rouge. Semplice, eppure tanto emozionante, ricorda i sospiri del primo amore. Gli stessi sospiri esalati dallo spettatore che, per un'ora e mezza, ha l'impressione di vederla muoversi di nuovo sullo schermo, in specchi di luci e colori e in un' “imitazione” tanto magistrale da rasentare l'umana perfezione. Inutile spendere parole sui veterani Kenneth Branagh e Judy Dench.
Ci vorrebbe un'ode, invece, per descrivere lo splendore di Michelle Williams. Lei – già eccellente in Blue Valentine e Senza apparente motivo – scompare semplicemente  in Marilyn. Non tanto la certamente notevole somiglianza, ma le sue espressioni, le piccole “o” che forma con le labbra, la sua mimica, il suo essere civetta e fragile la portano alla soglia dell'eccellenza. Brava ed incredibilmente bella, canta con voce da usignolo, seduce con lo sguardo, lascia percepire dietro i suoi occhi appannati oceani di infiniti silenzi; ammicca, gioca con la telecamera, suscita risate e rilassati sorrisi e spezza inevitabilmente il cuore. Apparendo dalle acque come un'eterea Venere, cercando consensi nello staff che la circonda con occhi sperduti e affranti, la Williams è diva ammaliante e fragile bambola di ceramica. Strega ad ogni occhiata e, nonostante l'ottimo cast di comprimari, ruba le attenzioni di tutti; la scena è sua. Non ci sono “se” e non ci sono “ma”. Punto. Grandiosa.
Addirittura riduttiva la sua vittoria ai Golden Globe come migliore attrice. L'Oscar, quest'anno, doveva essere assolutamente suo. La performance della collega Meryl Streep in The Iron Lady, probabilmente, è stata altrettanto soddisfacente, ma qual è la sorpresa? La Streep è un mostro sacro del cinema, bravissima lo è sempre e da sempre.
Michelle, invece, dai tempi di Dawson's Creek è cresciuta. La morte del suo compagno Heath Ledger l'ha segnata e tutta una serie di ruoli minori e “non” l'hanno condotta fino a questo punto, rendendola tanto fragile e perfetta. Magica e incredibilmente umana.
Accanto a lei Eddie Redmayne (I pilastri della terra). La luce della Williams brilla accecante, ma senza di lui - di cui non si è tanto parlato nelle diverse recensioni lette – non ci sarebbe film, non ci sarebbe questo affascinante e tenero squarcio di storia che mi ha tanto emozionato e intenerito. Lui rende in maniera credibile e realistica i turbamenti giovanili, i vagheggiamenti amorosi, il desiderio di amare senza riserva alcuna. Un viso pulito e fresco, un fascino giovane, un talento ancora acerbo. Una valente spalla. Una voce narrante intensa e evocativa.
                                                                                                                                     Il romanzo
Titolo: La mia settimana con Marilyn
Autore: Colin Clark
Editore: Mondadori
Numero di pagine: 160
Prezzo: € 10,00
Sinossi: Nel 1956 il ventitreenne Colin Clark, fresco di laurea oxfordiana, accettò di buon grado l'incarico di "trovarobe" sul set di "II principe e la ballerina", con Laurence Olivier e Marilyn Monroe. Si trovò così a essere testimone della confusione della bellissima diva, fresca di nozze con Arthur Miller, spesso sotto effetto di psicofarmaci, perennemente in ritardo, di contro all'ossessiva puntualità dell'iperprofessionale e molto britannico Olivier. Ma soprattutto si trovò a trascorrere un'inaspettata settimana "in fuga" con Marilyn, attraverso la campagna inglese: proprio lui, il più giovane e inesperto delle tante persone che la attorniavano sul set, si era infatti guadagnato la fiducia e l'affetto dell'attrice, diventando il suo confidente, il suo sostegno, il suo alleato. E, immancabilmente, innamorandosene un po'... Nelle pagine di questo diario, dal quale è stato tratto anche il film Marilyn interpretato da Michelle Williams, Clark ci offre un ritratto intimo ed emozionante di una delle donne più desiderate e affascinanti di sempre.

Ritratto di signora # 9

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 Ciao a tutti! Nuovo lunedì, nuova puntata di Ritratto di signora. Il toccante articolo di quest’oggi è stato scritto da Miki, del blog Miki in the Pinkland, e potete leggerlo su Stasera cucino io, Booksland, Franci lettrice sognatrice e The Pauper Fashionist. Buona lettura!


"Non pochi sono gli eventi bui e tristi che hanno segnato la storia del ‘900 ma quello di cui vorrei parlare oggi è forse il meno ricordato, il meno chiaro o affrontato. Tutto comincia il 1 Luglio 1974, giorno della morte di Juan Domingo Peron, leader politico incontrastato e presidente dell’Argentina sin dal 1946. Nonostante la successione della sua terza moglie, Isabel Peron, il potere, di fatto, è nelle mani di Lopez Rega, che instaura uno stato di polizia da cui ha inizio la fase del terrorismo, con formazione di bande e organizzazioni paramilitari al servizio del potere politico, con il fine di eseguire omicidi e sequestri degli oppositori al regime. Il 24 Marzo 1976 ha inizio ufficialmente la dittatura militare con il triumvirato Massera, Agosti e Videla, rispettivamente comandante della Marina, dell’Aeronautica e dell’Esercito. È un vero e proprio assedio. Con la scusa malcelata di voler operare una sorta di indefinita riorganizzazione nazionale, i tre instaurano il terrorismo di Stato su grande scala, abrogando i diritti costituzionali, sospendendo le attività politiche e di associazione e chiudendo e sequestrando giornali e sindacati. Per ottenere qualsiasi tipo di informazioni su veri o presunti nemici del regime viene istituzionalizzata la pratica della tortura, praticata in clandestini centri di detenzione nei quali vengono incarcerati i detenuti illegali. Il clima di terrore e paura tra la popolazione viene così accentuato dalle prime sparizioni di persone: è l'inizio del dramma dei desaparecidos ed un periodo chiamato guerra sporca. Ero piccolissima la prima volta che ho sentito queste parole e già allora, non so perché, mi sembrava qualcosa di brutto, mi inquietava. Non sto qui a raccontarvi gli orrori di questo periodo, sono sicura che non ce ne sia bisogno, ma voglio comunque riportarvi un estratto di un articolo trovato sul web: Massimo Carlotto nel suo libro "Le irregolari" descrive un viaggio nei luoghi dell'olocausto argentino. Ne emerge una Buenos Aires segnata anche topograficamente dalla tragedia: ogni sua strada, ogni sua piazza, ogni suo angolo porta con sè i segni indelebili dell'orrore. Il lettore entra insieme all'autore nel pullman della memoria guidato da un reduce della tragedia, per ripercorre insieme a loro i luoghi della vergogna da non dimenticare:  "Numero 5600 di Avenida Rivadavia... il ventinove giugno del 1978 lì dentro hanno sequestrato Jorge Alejandro Segarra" (...) "Numero 1444 di calle Andonaegui, qui viveva il ventiduenne Eugenio de Cristofaro... lo sequestrarono il 14 settembre de 1976" . Ma la tappa più terribile del Buenos Aires Horror Tour è forse quella dell'ESMA, la terribile Escuela de Mecanica de la Armada. Nei suoi locali la dittatura allestisce uno dei più terribili campi di concentramento nel quale vengono rinchiusi e torturati migliaia di desaparecidos. Si calcola che dentro la scuola morirono circa 5.000 persone. Per due anni, ogni mercoledì, dalla base militare dell'ESMA, aerei carichi di desaparecidos si levano in volo diretti verso l'oceano; migliaia di persone torturate e narcotizzate vengono lanciate in mare ancora vive. La verità sta lentamente emergendo anche grazie alle confessioni di Adolfo Scilingo, ex capitano della marina militare argentina che ha svolto servizio proprio all'ESMA. Ecco le terribili parole che rivela al giornalista Horacio Verbitsky: "Era qualcosa che doveva essere fatto. Non so cosa senta un boia quando deve uccidere... A nessuno piaceva farlo ma era gradevole... Era qualcosa di supremo che si faceva per il paese. Un atto supremo". Questa breve testimonianza evidenzia il clima di follia e di terrore che regnava in quegli anni in Argentina. Cosa c’entra tutto questo con Ritratto di Signora? Per la prima volta, il 30 Aprile 1977, 14 donne, 14 madri, scendono nella Plaza de Mayo di Buenos Aires a chiedere dei loro figli, a chiedere chiarezza, giustizia. La polizia le chiama pazze e tenta di allontanarle dalla piazza intimando loro di camminare.
 Da allora, ogni giovedì pomeriggio, queste donne con il capo coperto da un fazzoletto bianco che non è altro che il primo pannolino dei loro figli, diventato nel tempo un emblema, camminano in Piazza de Mayo, davanti la Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino, stringendo tra le mani le foto dei figli scomparsi.
Si tratta di:
De Vincenti, uccisa dalla dura repressione militare
Berta Braverman
Haydée García Buelas
María Adela Gard de Antokoletz
Julia Gard
María Mercedes Gard
Le 4 sorelle Cándida Gard                                                
Delicia Córdoba De Mopardo
Pepa Noia
Mirta Baravalle
Kety Neuhaus
Raquel Arcushin
Sara De Caimi
Nonostante le manganellate, le minacce, le violenze, queste donne, con una grande dignità e forza d’animo, continuarono la loro marcia pacifica. Forti di una forza che solo l’amore di una madre può dare. Quella forza che non ha paura di niente tantomeno della morte. A chi chiede di accettare la morte senza spiegazioni, le donne cominciano a chiedere "la ricomparsa in vita". A chi propone di ricercare le tombe, esse rispondono: "Nessuna tomba può contenere un rivoluzionario". Leader del movimento diventa Hebe de Bonafini che così commenta:  "Non vogliamo la lista dei morti, vogliamo i nomi degli assassini. Non vogliamo l'oblìo, perché vogliamo che ciò che è avvenuto non si ripeta mai più. Non dimenticheremo, non perdoneremo. A noi non interessa che i desaparecidos siano ricordati e le madri stimate. Vogliamo che i nostri figli siano imitati. " Sono circa 30.000 le persone scomparse durante la guerra sporca e non si tratta solo di donne o uomini adulti, si parla anche di bambini, di ragazzine che hanno conosciuto ogni sorta di violenza, persone per le quali ancora oggi non c’è stata giustizia, che è l’unica cosa che chiedono le Mamme di Piazza de Mayo. A gennaio del 2005 è stato riesumato ed identificato il corpo di Leonie Duquet, una suora di nazionalità francese che supportava il movimento della madri di Plaza de Mayo, scatenando le ire della comunità internazionale contro il regime dittatoriale, nell'agosto dello stesso anno un test del DNA ha permesso di identificare con certezza la salma della Duquet.
I resti di Azucena Villaflor e di altre due fondatrici dell'associazione sono stati riesumati e le sue ceneri sono state sepolte da Madres de Plaza de Mayo-Linea Fundadora ai piedi della Piramide di Maggio nella Plaza de Mayo l'8 dicembre 2005. Documenti segreti del governo degli Stati Uniti, declassificati nel 2002, provano che il governo statunitense era a conoscenza già dal 1978 che i cadaveri di Azucena Villaflor, Esther Ballestrino, María Ponce e sorella Léonie Duquet erano stati ritrovati nelle spiagge bonaerensi. Questa informazione fu mantenuta segreta e non fu mai comunicata al governo democratico argentino. I militari hanno ammesso l'arresto e la scomparsa di circa 9.000 persone ma le madri di Plaza de Mayo affermano che questa stima è di gran lunga inferiore al vero numero, che raggiungerebbe le 30.000 persone scomparse. Dopo la caduta del regime militare, una commissione parlamentare nazionale argentina ha ricostruito la sparizione di circa 11.000 persone. L'organizzazione delle Madri di Plaza de Mayo è ben determinata nel ricostruire la storia segreta di queste sparizioni ed ha perduto tre delle sue fondatrici, arrestate o scomparse a loro volta. Ci sono tantissimi film che trattano l’argomento ma uno che mi ha toccato profondamente è IMAGINING ARGENTINA di Christopher Hampton, che vanta un cast straordinario tra cui spiccano i nomi di Antonio Banderas ed Emma Thompson. Eccovi il trailer:

sabato 2 giugno 2012

Recensione: La profezia del lupo - L'eredità dell'Ombra, di Marilù Monda

Cari amici, oggi, la recensione dell'ultima pubblicazione della Piemme Freeway: La profezia del lupo – L'eredità dell'ombra. Ringraziando la gentilissima Giulia dell'ufficio stampa per avermelo inviato, vi lascio con le mie impressioni e vi auguro buona lettura :)

Titolo: La profezia del lupo – L'eredità dell'Ombra
Autrice: Marilù Monda
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 380
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 29 Maggio 2012
Sinossi: Il Clan dell'ombra ha conquistato il mondo, seminando caos e distruzione. La salvezza è nascosta fra le righe di una profezia, che allude a quattro Prescelti che non potrebbero essere più diversi. Faloan, l'irruente principe del regno dell'acqua. Aidan, la malinconica principessa del regno del fuoco. Derry, un semplice contadino del regno della Terra. E Kyla, una pastorella ribelle del regno dell'aria. I quattro ragazzi hanno una sola certezza: trovare la Creatura dagli Occhi Verdi, un misterioso guerriero che li accompagnerà nella loro impresa...
 I poteri sono davvero ambiti e crudeli. Solo chi non li ha può desiderarli. Chi li possiede darebbe qualsiasi cosa pur di disfarsene.
Sin dalle prime anteprime, La profezia del lupo, nuovo titolo della Piemme Freeway, ha fatto parlare di sé, nel bene e - soprattutto - nel male.
Si è parlato tanto della copertina (giudicata dai molti brutta e di scarsa qualità), della trama poco articolata, dello stile acerbo dell'autrice e del fatto che, da un momento all'altro, il nome della fino ad allora sconosciuta Marilù Monda fosse sbandierato ai quattro venti come sinonimo di certo successo da alcuni degli autori più affermati del panorama internazionale, apparendo dal nulla, su blog e testate giornalistiche, come per intervento di un generoso deus ex machina.
Il mio essere spesso cinico e disincantato, all'inizio, non ha giocato a favore del romanzo.
Nonostante la copertina mi avesse attirato immediatamente, ricordandomi lo stile utilizzato da Paolo Barbieri nel realizzare la cover di Dark Eden, e l'originale font mi chiamasse dalla libreria con voce misteriosa e carica di promesse, temevo che, come molte delle recensioni lette a riguardo lasciavano trapelare, potesse rivelarsi un deludente esordio, giunto alla pubblicazione - come facilmente si potrebbe supporre - sopratutto a causa degli innumerevoli zero presenti sul conto in banca di papà Monda, proprietario di mezza New York e amico intimo di attori e star del jet set americano.
Al giorno d'oggi, non si fa altro che parlare di favoritismi, quindi è comprensibile e giustificata l'iniziale ritrosia nutrita verso l'autrice.
Un nome importante, però, può aprire tante porte, ma spesso può risultare gravoso e capace di alimentare pettegolezzi e battutacce piene di amaro sarcasmo, portando alla nascita di pregiudizi ancora più dannosi del tanto dilagante nepotismo.
A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina: è vero! Ma, a mio parere, non è questo il caso.
La storia intessuta dalla Monda è semplice e non a caso non spenderò tante parole per descriverla. I personaggi appaiono come protagonisti perfetti di una fiaba d'altri tempi.
Faloan. Un comandante che del comando ha paura.
Aidan. Una sposa che tradisce restando pura.
Derry. Un cuore solitario che non sa restare solo.
Kyla. Un paio di ali private del volo.
Ribelli, coraggiosi, innamorati e pieni di valori positivi, si muovono con animo fermo e cuore impavido tra i boschi di uno stranamente spettrale Regno Unito, combattendo per la salvezza della loro gente e per preservare il mondo dal cruento attacco delle Ombre.
Versatile e capace di osare, però, la giovane autrice sporca di sangue e toni foschi la storia, che, come una vecchia e preziosa pergamena, è macchiata di chiazze torbide e sbavate; sangue, barbarie e cruente descrizioni.
Unisce il romanticismo e l'eleganza della fiaba alle tinte gotiche del mistero e della magia.
La violenza delle battaglie, il brutale realismo di manipoli di corvi e avvoltoi che fanno scempio dei cadaveri insepolti, la triste pena comminata ai vinti e la crudeltà dei potenti sono rese con una scrittura fluida e avvolgente al tempo stesso, capace di raggelare, ma anche di regalare sorrisi con un'epica storia d'amicizia e avventura che, mescolando cristianesimo e mitologia pagana, diviene cronaca di una travolgente battaglia tra due idoli opposti: il bene e il male. La luce e le ombre.
Certamente non è l'originalità il punto forte del romanzo e nemmeno lo stile, per quanto dettagliato, è esente da difetti: fanno sorridere, ad esempio, le numerose ripetizioni e il tono quasi formulare, che, a tratti, ricorda i poemi epici e la mitologia greca.
Tuttavia è proprio questa spontaneità ad avermi subito conquistato. Ispirandosi alla crudeltà delle fiabe dei fratelli Grimm e alla scrittura esemplare di Edgar Allan Poe - le cui opere rimangano ancora oggi allegorie originali e intricate sulla condizione umana – la scrittrice segna il ritorno agli albori dell'avventura e la rinascita di un fantasy puro e non contaminato dalle odierne mode. Lo stesso fantasy che autori come Tolkien, Lewis e la Rowling hanno reso grande.
La Monda li prende a modello e tenta di far proprie quelle modalità e quegli elementi capaci di non invecchiare mai e di suscitare eterno interesse nei cuori dei lettori. Non ci riesce pienamente, ma la sua impresa, tanto audace quanto quella che dovranno portare a termine i quattro Prescelti nel corso della saga, prendendo qua e là elementi di Stardust, I pirati dei Caraibi e Scontro tra titani, è piena dello stesso entusiasmo che l'ha indotta a scrivere e a mettersi in gioco. Un entusiasmo contagioso e vitale che, pur portandola a perdersi in descrizioni eccessive e in un intreccio troppo lineare, ricordandomi quella solerzia e quell'amore che caratterizza moltissimi autori di fan-fiction, è riuscito a conquistare anche me, un “profano” che aveva sempre guardato a elfi, cavalli fatati e arcane profezie con annoiata indifferenza.
Il mio voto: ★★★★ -
Il mio consiglio musicale: Breath of life – Florence + the Machine 7 Days to the Wolves - Nightwish 
(Vincitrice del contest Una canzone per La Profezia del Lupo)

venerdì 1 giugno 2012

Vampiri, divinità e incontri segreti: scoprite l'estate in casa Giunti!

Buon pomeriggio! Come state?
Ringrazio tanto chi, qualche giorno fa, mi è stato vicino in un momento “no”. Sopratutto chi mi legge dagli albori sa che ogni tanto mi lascio prendere dallo sconforto e dalla malinconia e che, quindi, da appassionato blogger e vitale lettore, mi trasformo in una sorta di versione adolescenziale di Leopardi :P
Nei prossimi giorni posterò i nuovi episodi delle rubriche All the world is a library e Passion Bookmars, recensirò La profezia del lupo (carinissimo!) e, cinema permettendo, spero di vedere e di discutere con voi di Marilyn, il nuovo biopic sulla celebre stella americana che, agli scorsi Golden Globe, ha fatto incetta di premi. Intanto oggi, sperando di riuscire a finire l'avvincente fantasy della Piemme, vi mostro alcune anteprime della Giunti, di cui avrò certamente modo di parlarvi in seguito.
Si tratta di due attesi sequel e di un romantico ed appassionante romanzo della collana “A”, che in breve tempo – grazie alla sua trama fitta e sognante e all'ottimo prezzo – è salito ai vertici delle classifiche dei “più venduti”.
Non vi sarà sfuggito, certo, l'uscita di Dreamless, il sequel del fantasy/ mitologico Starcrossed: ricordo di non aver amato il primo, ma, nella recensione che scrissi su Anobii, chiudevo con ottimismo, sperando che questo secondo volume fosse più lineare e ben scritto del precedente. In super anteprima, invece, vi annuncio che tra quasi un mese – il 27 Giugno - , a soli sei mesi di distanza dal primo tomo, uscirà Vampire Moon! Se non avete letto il primo ( la mia recensione qui), vi consiglio di correre in libreria. Le tragicomiche avventure di Samantha e i toni da commedia horror di JR Rain potrebbero rivelarsi piacevolissimi soprattutto sotto l'ombrellone ;)

Titolo: Vampire moon. A.A.A. Vampiri offresi
Autore: J.R Rain
Editore: Giunti “A”
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 15,00  9,90!
Data di pubblicazione: 27 Giugno 2012
Sinossi: C'è sempre troppa luce per Samantha Moon, la detective con gli occhiali scuri che, da quando è stata trasformata in una creatura della notte, ha dovuto dire addio al suo ruolo di moglie e madre. Ora vive in una desolata stanza d'albergo con le veneziane rigorosamente abbassate e, mentre lotta con tutti i mezzi per incastrare l'insopportabile ex marito e riavere i figli con sé, dà la caccia a un pericoloso criminale e protegge una donna indifesa. Ma la posta in gioco si fa sempre più alta, il lavoro si mescola alle vicende private e Sam rischia di mettere in pericolo anche la tenera (si fa per dire) storia d'amore con Kingsley, il suo misterioso - e spaventoso! - cavaliere. E, inoltre, chi si nasconde dietro al fedele amico elettronico che conosce i suoi segreti più inconfessabili? E perché all'improvviso lui insiste tanto per vederla?

Titolo: Dreamless. Nell'aldilà ogni notte è per sempre
Autore: Josephine Angelini
Editore: Giunti “Y”
Numero di pagine: 416
Prezzo: € 16, 50
Data di pubblicazione: 6 Giugno 2012
Sinossi: Helen è diventata la Discendente, la prescelta dagli dei. Ogni notte si addormenta nel suo letto e raggiunge l'aldilà dove affronta prove indicibili per trovare le Furie, liberarle dalla loro ira e rompere così il ciclo di faide tra le Case. Ogni mattina si risveglia, stanchissima e provata, costretta a cominciare una nuova giornata di allenamenti. È sempre più spossata e sofferente oltre che sola, dato che Lucas ora la tiene lontana. Helen è triste e profondamente sfiduciata, quando durante una delle sue discese agli inferi si imbatte in Orione, un semi-dio bello come il sole, capace di far tremare la terra e il suo cuore. Di notte si incontrano nell'Ade e di giorno si scambiano messaggi al cellulare. Lucas impazzisce di gelosia e in lui si scatenano poteri sconosciuti: adesso è in grado di controllare totalmente la luce e di rendersi invisibile. Divisa fra l'attrazione per il nuovo pretendente e l'amore impossibile per il cugino, Helen si ritroverà a sfidare i suoi limiti per il bene dell'umanità intera.
Titolo: Il giardino degli incontri segreti
Autore: Lucinda Riley
Editore: Giunti “A”
Numero di pagine: 624
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 2 Maggio 2012
Sinossi: Da bambina, Julia trascorreva molte ore felici nella incantevole tenuta di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più rare ed esotiche di orchidee. Quando per un terribile colpo del destino la sua vita viene sconvolta, Julia – ormai un’affascinante e affermata pianista – torna istintivamente nei luoghi della sua infanzia. Spera con tutto il cuore che Wharton Park la aiuti a capire che direzione prendere, co­me è avvenuto in passato. Da poco, però, la tenuta è stata rilevata dal carismatico e ribelle Kit Crawford che, durante i lavori di ristrutturazione, ha trovato in villa un diario risalente al 1940, forse appartenuto proprio al nonno di Julia. E, mentre con l’avanzare dell’inverno l’attrazione tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia sente la necessità di scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce, un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è destinato a cambiare per sempre anche il futuro di Julia.Un’appassionante storia d’amore dove pas­sato e presente si intrecciano senza sosta.
Un racconto epico e commovente che rapisce fino alla fine.