Ciao a tutti!
Dopo diverse settimane di assenza, torna la rubrica “All the world is a
library”, nata per narrarvi del mio amore – tristemente non corrisposto! – per
i romanzi in lingua, ma anche per
mostrarvi alcune delle uscite straniere più promettenti e per cercare un
input utile a tuffarmi finalmente in “acque” internazionali. Oggi, però, si
parla di sogni possibili. Di romanzi, ovvero, che – si spera entro il 2013 –
avremo modo di leggere in Italia. Sto parlando, infatti, dei sequel di tre
urban fantasy – letti e recensiti quest’anno – che si sono fatti apprezzare per
la loro originalità e che, superando luoghi comuni e radicati cliché propri
delle letture YA, hanno avuto un’ottima accoglienza sul mio blog e presso la stragrande
maggioranza dei lettori.
Agli amanti degli urban fantasy il nome della simpatica Tessa Gratton
non suonerà certo nuovo! Nonostante abbia finora pubblicato un solo titolo, il
suo romanzo d’esordio – almeno per me – rimane la migliore lettura urban
fantasy affrontata fino a questo momento (la mia recensione qui). Pur essendo
perfettamente autoconclusivo, alcuni dei personaggi più amati di Blood Magic
ritornano in questo nuovo volume dedicato alla magia del sangue e le loro
terrificanti, e oscure avventure potranno essere gustate a partire dal 28 Agosto.
Il secondo titolo è il volume conclusivo della saga di Tricia Rayburn. Dopo un adorabile
inizio (la mia recensione qui) e un fiacco sequel (qui) spero che il mistero
che mi ha fatto così apprezzare Sirene torni ad arricchire la lineare e sempre
piacevole scrittura dell’autrice. Più azione, più paura… meno triangoli
amorosi! Il terzo, invece, Days
of Blood and Starlight, è l’atteso sequel dell’acclamato La chimera di Praga
(la mia recensione qui). Torna Laini Taylor; tornano gli intensi personaggi da
lei creati e i pittoreschi scorci che descrive; torna il suo stile
inconfondibile e i suoi innovativi intrecci. Il romanzo sarà rilasciato negli
Stati Uniti a partire dal 6 Novembre. Piemme e Fazi, ci rivolgiamo a voi: mettetevi all’opera per i vostri appassionati lettori!:P
The Blood Keeper
di Tessa Gratton
I fan del
Paranormal romance che hanno voglia di aria di novità troveranno quello che
cercano in questa storia di orrore, fantasia e amore. Per Mab Prowd, la pratica
legata alla magia del sangue è naturale come respirare. La conosce da sempre.
Crescendo in un’isolata fattoria in Kansas con altri “praticanti”, il suo potere l’ha tenuta
forse lontana dai ragazzi della sua età, ma le ha anche dato uno scopo – lei è
connessa alla sua terra e protettrice della magia. E lei è in grado di
praticarla all’aperto, con orgoglio e gioia, con la sola compagnia dei corvi. Mab farebbe di tutto pur di mantenere
viva questa arcana pratica e tenerla segreta. Ma una mattina, mentre è fuori a
provare un complesso incantesimo, incontra Will, un ragazzo del posto che sta
cercando di esorcizzare i suoi demoni personali. Lui fa esperienza del
potere di Mab in una maniera che non comprende, ma è felice di avere avuto modo
di incontrarla, seppur in quell’inusuale occasione. Ma i segreti delle
precedenti generazioni, che erano protetti da Mab, stanno venendo al pettine. E
lei e Will sono coinvolti insieme - sballottati più volte dalla forza oscura
che sta cercando di liberarsi dalla terra in cui è imprigionata per reclamare
il suo immenso e pericoloso potere.
Dark Water
Di Tricia Rayburn
Il mare la sta
chiamando, ma la riluttante sirena farà di tutto per non rispondere …
Un anno dopo
gli avvenimenti che hanno portato all’uccisione della sorella e che hanno
trasformato lei in sirena, Vanessa sta disperatamente cercando di rimettere
insieme la sua adolescenza e di reclamare una vita “normale”. Ma non importa quante volte al
giorno nuoti, o quanta acqua salata beva, lei si sente sempre
più fragile e debole. Non ha idea di come riuscire a sopravvivere da sirena a
non vuole sapere tutta la verità sulla sua nuova identità. E’ troppo
sconvolgente. All’ improvviso, la sua madre biologica appare nella sua
tranquilla casa nel Main – lei è una delle Nenuphars, la stirpe più potente di
sirene. La donna vuole disperatamente essere d’aiuto per sua figlia, dalla quale è
stata separata per troppo tempo. Ma è giusto fidarsi? Adesso è tempo per Vanessa
di fronteggiare la dura realtà – per sopravvivere ha bisogno di mettere in
pericolo e ferire le persone che la circonda – ma è questa la vita che vuole?
Fresco e
romantico, Dark Water dà voce a questioni antiche come gli abissi, e porta la
Siren Trilogy a una sorprendente conclusione.
Days of Blood
and Starlight
Di Laini
Taylor
In questo
intenso sequel dell’acclamato “La chimera di Praga”, Karou deve fare i conti
con la sua vera identità e con il lungo e accidentato percorso necessario a
vendicare la sua famiglia. Pienno di cuori spezzati e bellezza, misteri e
segreti, nuovi personaggi e vecchie conoscenze, Days of Blood and Starlight
porta la ricchezza, il colore e l’intensità del primo libro su una tela
completamente nuova.
Appuntamento
fisso del blog – purtroppo più delle mie rubriche, che,
nelle ultime settimane, non riesco a postare con costanza -
sono le uscite della Tre60. Li avevamo lasciati a fine maggio (qui)
con un’adrenalinica e sexy avventura di vampiri e sangue, con una
frizzante battaglia all’ombra dei fiori d’arancio in vista del
fatidico “lo voglio” e con due thriller dal respiro
internazionale che, mescolando ataviche profezie e agghiaccianti
misteri, renderanno la calda estate che ci aspetta piena di brividi e
di letteraria oscurità. Dopo nemmeno un mese, il prolifico staff di
questa nuova casa editrice si è messo all’opera e - sempre
con i prezzi e con la qualità che l’hanno resa immediatamente nota
e amata – ci propone tre titoli estremamente diversi tra loro, ma
originali e impreziositi da copertine, sarete d’accordo con me,
davvero bellissime! Il primo, non lo nascondo, sembra non apportare nulla di nuovo al
genere. Amori, denti affilati, amicizia e indissolubili legami di
sangue. Dopo l’apprezzatissimo Il bacio della Sirena, però,
definito fresco e brillante da moltissimi, spero in un nuovo successo
di questa collana e di imbattermi, quindi, in una lettura avvincente,
spensierata e capace di fare scintille! Il
secondo già lo adoro a prescindere! Non conosco l’autore
– acclamato da molti e con all’attivo già diversi libri -, ma,
dopo il meraviglioso e terrificante Lo specchio del male ( la mia recensione qui ), conto che
la lungimiranza della Tre60 abbia dato voce a un altro talento
nostrano. Il terzo romanzo, invece, pubblicato già dalla Corbaccio e dalla Tea, è
riproposto in una veste tutta nuova. Soltanto la copertina, infatti,
è già in grado di trasportarci in questa storia d’amore e
avventura dal sapore epico e intramontabile, nello stile del
Gladiatore e delle Crociate.
Titolo:
Bleeding Love Autore:
Alyxandra Harvey Editore:
Tre60 Numero
di pagine: 288 Prezzo:
€ 9,90 Data di
pubblicazione: 14 Giugno 2012 Sinossi:
Il mattino del suo
sedicesimo compleanno, la bella Solange si sveglierà completamente
priva di forze e sensibile alla luce del sole. Sarà l’inizio della
trasformazione, il processo che la porterà alla morte, per poi
donarle la vita eterna: quel giorno, lei diventerà una vampira. Un
evento cruciale per tutta la comunità degli immortali, perché
Solange è l’unica discendente femmina della nobile casata dei
Drake: secondo un’antichissima profezia, infatti, è l’eletta,
colei che dominerà su tutte le creature della notte. Un destino che,
però, la mette in grave pericolo. Ed è quindi per proteggerla che i
suoi sette assillanti fratelli non la lasciano da sola nemmeno per un
istante, rendendole la vita un inferno. Quasi più di Lady Natasha,
l’attuale regina, che la vede come una minaccia al proprio potere.
O di Kieran Black, il giovane cacciatore di vampiri che vuole
vendicare la morte del padre sterminando l’intera famiglia Drake.
Fortunatamente Solange ha un’arma segreta per affrontare quel
giorno così speciale: la sua migliore amica Lucy, un’umana che
conosce il suo segreto e che è disposta a tutto per aiutarla a
vivere un’esistenza «normale». Persino affrontare Nicholas, il
più premuroso e affascinante tra i fratelli Drake. Tanto
affascinante da non potergli resistere…
Titolo:
Continuum – Il soffio del male Autore:
Gianfranco Nerozzi Editore:
Tre60 Numero
di pagine: 480 Prezzo:
€ 9,90 Data di
pubblicazione: 14 Giugno 2012 Sinossi:
Vigilia di Natale, colline bolognesi. Nella cripta di una
chiesa sconsacrata, vengono ritrovati i cadaveri di cinque uomini. Le
vittime sono state crocifisse e, all’interno della loro bocca, sono
state inserite alcune larve di vespa. Un macabro rituale o uno
spietato regolamento di conti, dato che quegli uomini erano criminali
della zona? È questa la domanda che tormenta il commissario
Francesco Negronero, cui viene messa a disposizione una squadra
speciale alle sue dirette dipendenze per risolvere il caso. L’unico
indizio, però, è un altro terribile atto di sangue, avvenuto in
Sicilia quasi trent’anni prima: il massacro di un’intera famiglia
mafiosa, diventata famosa come la «Strage di San Valentino». Ma in
pochi sanno che, pure in quell’occasione, il capo famiglia era
stato trovato crocifisso e che, nella sua bocca, era stata rinvenuta
la larva di una vespa… Tre
anni dopo, Bologna. Una giovane donna appena arrivata da Città
del Messico viene fermata all’aeroporto dalla polizia. È in
evidente stato confusionale e, tra le braccia, stringe un neonato.
Morto. Prima di entrare in uno stato catatonico, la donna pronuncia
poche parole apparentemente senza senso. Ma non per il commissario
Negronero: dopo anni di indagini infruttuose e mosse azzardate che
hanno compromesso la sua reputazione e la sua carriera, quello è il
primo lampo di luce nelle tenebre che circondano un’organizzazione
criminale potentissima, eppure invisibile. Ossessionato dalla ricerca
della verità, Negronero si lancia quindi sulle tracce di un nemico
inafferrabile e spietato, pronto a sacrificare tutto, anche la sua
stessa vita, pur di fermarlo. Tuttavia ben presto scoprirà che quel
nemico non è soltanto un criminale geniale. È il male assoluto.
Titolo:
Il templare Autore:
Jan Guillou Editore:
Tre60 Numero
di pagine: 416 Prezzo:
€ 9,90 Data di
pubblicazione: 7 Giugno 2012 Sinossi:
Svezia, 1150. Una notte,
Sigrid, devota moglie del nobile Magnus Folkesson, ha una visione:
mentre un giovane cavaliere con le insegne da crociato si staglia
davanti a lei, la voce dello Spirito Santo le suggerisce di donare ai
monaci cistercensi la tenuta di Varnhem. La donna è in dolce attesa
del secondogenito, Arn, che nasce poco dopo. Ed è proprio lui,
cadendo dalla torre del castello durante un gioco, a cambiare
l’esistenza della sua famiglia. I genitori, infatti, decidono di
prometterlo al Signore se questi ne salverà la vita ma, quando il
piccolo si riprende miracolosamente, Sigrid e Magnus ignorano il voto
fatto. Almeno fino al giorno in cui la donna non viene colpita da una
misteriosa malattia che lei interpreta come un segno del Cielo. Così
il ragazzino viene mandato al convento di Varnhem, dove cresce
studiando le Sacre Scritture e imparando l’uso delle armi sotto la
guida di fratello Guilbert, un cavaliere ritiratosi a vita monastica.
Tuttavia, per il giovane Arn – generoso, intelligente e desideroso
di conoscere il mondo –, il destino ha in serbo molte sorprese: la
sua strada prima s’incrocerà con quella di due splendide sorelle,
Cecilia e Katarina, e poi lo porterà lontano, in Terrasanta, a
servire come Templare...
Bestseller
in tutto il mondo, Il Templare è un romanzo dal respiro epico nel
quale avventura, ricostruzione storica e vicende amorose si
bilanciano alla perfezione, coinvolgendo il lettore fin dalla prima
pagina.
«
Hai troppa rabbia dentro per gustare la felicità »
Titolo:
Olivia, ovvero la lista dei sogni possibili
Autrice:
Paola Calvetti
Editore:
Mondadori
Prezzo:
€ 17,00
Numero
di pagine: 180
Sinossi:
Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del
tutto inaspettato è l'inizio di questa storia, con gli sguardi di
due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi
giorni dal Natale, Olivia - la poco più che trentenne protagonista
di questo romanzo - viene licenziata. O meglio: non viene licenziata
perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il posto di
lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di prima. Così
si rifugia in un bar tabacchi e, in attesa di riorganizzare, il suo
futuro, scorre il suo curriculum pensando a tutto ciò che quelle
pagine tralasciano: gli incontri che l'hanno segnata, gli amori veri
e quelli che credeva lo fossero, le persone che non ha fatto in tempo
ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i fallimenti, la forza dei
desideri. In quel bar tabacchi, che con il passare delle ore si
popola di personaggi personaggi buffi, matti, generosi e pedanti, su
Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua vita, capace
di leggere i segnali della felicità nelle scie di un aereo o nel
verso di una poesia. La stessa nonna che le ha fatto un dono
speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo gli istanti
più belli, complici dell'inarrestabile e salvifica fantasia di
Olivia. Nelle stesse ore, come in un film a montaggio alternato,
irrompono tra le righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno
speciale, forse l'alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una
tregua all'innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia.
Mi
sono avvicinato ad Olivia una mattina di giugno in cui avevo
il cuore stranamente pesante. Troppo caldo, troppe ansie, troppe
parole non dette. Avevo quasi paura di scoppiare. Se avessi avuto
forza ed energie necessarie, mi sarei armato di scarpette da
ginnastica e di pantoloncini e avrei cominciato a correre, fuggendo
da tutti e da nessuno allo stesso tempo.
Se
avessi avuto abbastanza fiato nei polmoni, avrei dato sfogo a un
bell'urlarlaccio liberatorio. Non dispongo di questi mezzi, purtroppo, e ho
paura che, se avessi cominciato allora, non avrei troveto la forza
necessaria per smettere. Correre all'infinito, urlare all'infinito. Sconsolato
come un cane bisognoso d'affetto, invece, mi sono rannicchiato in
poltrona e ho cominciato a leggere, sperando di sentirmi più leggero
a ogni parola.
Olivia
mi ha spezzato il cuore. Come il più cupo dei thriller, mi ha dato
il tormento, rendendomi schiavo di un inaspettato stato di
assuefazione che non avrei mai immaginato di incontrare in questa
specifica lettura. Non mi ha dato scampo. Si è fatto scoprire
lentamente, come una caramella scartata da un bambino che ha imparato
finalmente ad aspettare. Mi ha fatto pensare. E mi ha fatto paura.
Paura
di scoprire una realtà che, presto, dovrò imparare a fronteggiare a
testa alta. Paura di scoprire sentimenti negati e di formulare
pensieri che la mia mente rigetta come fa l'organismo con i batteri
dannosi. Paura di guardarmi dentro e di scoprire tratti ignoti di me
in un libricino di appena 180 pagine; finestra a forma di cuore sul
dolore, le emozioni, il precariato e la crisi economica –
estremamente banalizzata dai media e tenacemente ignorata dalle mie
orecchie di diciottenne che si ostina a non volersi ancora svegliare
dal suo colorato mondo in stop motion.
La
mia tristezza e il mio risentimento si sono scontrati con quelli di
Olivia e Diego. Si sono mescolati tra loro simili a fili di fumo
senza corpo e odore, si sono cercati, si sono riconosciuti e parlati,
si sono placati, si sono annullati come gli esponenti di un
misterioso teorema matematico. Il mio cuore è stato spezzato, i suoi
celati meccanismi sono stati magistralmente carpiti dalla potenza
dell'inchiostro, e - alla fine - i preziosi frammenti di quel piccolo
organo che governa le persone e il mondo sono stati rimessi insieme
da un mastice indissolubile, fatto di polvere di stelle, granella di
zucchero, sogni e struggenti ricordi.
Di
Olivia ho percepito la forza, la voce cristallina, orgogliosa e
solare. Nella mia immaginazione ha gli occhioni e l'amabile sorriso
di Zoey Deschanel, la schiettezza di una più pacata versione di
Bridget Jones e l'infantile e contagiosa voglia di perdersi della
trasognata Amelie Poulain.
Olivia
e il suo Diego, tuttavia, hanno tratti sfocati; appena accennati,
comuni. Hanno gli occhi di mio fratello (omonimo del protagonista
maschile!), il sorriso della mia compagnia di banco, il garbo
dell'anonima vecchina che – al supermercato – mi ha chiesto di
prenderle un pacco di spaghetti dal ripiano più alto dello scaffale,
la burbera dolcezza dei miei nonni, la gentilezza del giovane
cameriere che ha sopportato le angherie del suo capo senza mai
perdere il buonumore. Vivono in una grande città sfiancata da
“quella che è la più grande crisi economica mai vista in
Occidente”. Roma, o magari Milano; Parigi, Londra o New York. Usano
gli euro, hanno superiori e amici dai nomi stranieri, lasciano che
l'orario sia sempre preceduto da “a.m.” e “p.m.” come gli
yankee e, come gli italiani, sono messi con le spalle al muro da una
valanga che continua a crescere e a far danni. Su di loro piove una
neve fitta, gelida come l'indifferenza e candida come una pagina
vuota che il cammino della serendipità vuole riempire. Sono
personaggi da fiaba, intrappolati da un magico incantesimo in una
palla di cristallo in cui finiscono per rimanere intrappolati i
cuori. Sono “uno, nessuno e centomila”. Sono la folla. Il mondo.
Protagonisti di un romanzo dolce e sognante, utile a trovare un
raggio di sole in una realtà appannata dalla tristezza.
La
voce dell'autrice è garbata, carezzevole, buffa e venata di colorata
poesia. Risuona delicatamente tra le pagine, non offuscando la
personalità dei suoi protagonisti e risuonando come la raffinata
colonna sonora di un intramontabile cartone Disney. Gioca con le
sensazioni e le parole, rende gli affettuosi consigli di una nonna la
più commovente delle poesie, trova il meraviglioso tra le lapidi di
un malinconico cimitero e tra i corridoi di un affollato
supermercato, mette in fila i sogni e li unisce in rime e in
deliziose filastrocche.
Ci
dice che, se c'è solo un carboncino grigio a nostra disposizione, è
sempre possibile disegnare faccine sorridenti sulla tela della vita,
tracciando cuori grassocci sulle “i” e stelle filanti,coriandoli
e nuvole monocromatiche ai lati di tanto efficaci parole.
Di
qualsiasi materia siano fatti i sogni, questa adorabile commedia dai
toni fiabeschi ne contiene un frammento: la più viva essenza. Invita
a trovare l'arcobaleno che risplende nei nostri cuori, a ridere della
fragile meraviglia della nostra esistenza, a godere dei piccoli
momenti preziosi che rendono ogni vita straordinaria, a scrivere con
colori sgargianti sogni e pazzi obbiettivi per dare loro concretezza
e sostanza ....ad amare, ad amare e basta! Leggere Olivia è
stato frutto del gioco della serendipità. Cercavo risate facili e pensieri di
leggerezza. Invece, ho trovato l’universo intero ad aspettarmi.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Dolores O'Riordan - Ordinary Day
Le
recensioni cinematografiche, avrete notato, non sono il mio forte.
Oggi, però, reduce dalla visione di questo film, voglio parlarvene.
E' una veritiera biografia, un emozionante dramma, una fiaba toccante
e spietata. Basato su La mia settimana con Marilyn,
di Colin Clark, disponibile per la Mondadori al prezzo
di € 10.00, è approdato il 1 Giugno nelle sale
cinematografiche italiane. Ho recensioni e anteprime che ancora mi
aspettano, quindi, se sono qui a parlarvene, credetemi, è perché
merita!
“Il
primo amore è una dolce disperazione”.
Il
suo viso è ovunque. La polvere degli anni non l'ha offuscato, la
furia del tempo non ha disegnato sotto i suoi eterni occhi azzurri
rughe e segni d'espressione. Continuiamo a vederlo occhieggiare dalla
copertina di un romanzo, da una maglietta alla moda, su cartelloni
pubblicitari.
Il
suo sorriso è sempre candido. I suoi capelli sono gli stessi di
sempre: ricci e di un biondo abbagliante, nube morbida attorno a un
paio di occhi di zaffiro.
Il
mondo non l'ha dimenticata. Marilyn è la stessa principessa triste
che, in una notte di rimpianti e solitudine del 1962, all'età di 36
anni, si addormentò in un sonno artificiale, prodotto da barbiturici
e sogni infranti. Marilyn è la bella silhouette dai capelli al
vento e dalle gambe sensualmente scoperte che, in Quando la moglie
è in vacanza, ipnotizzò New York, creando ingorghi di traffico
irripetibili tra Lexington Avenue e la trentasettesima strada.
Conosciamo
il suo nome, i suoi celebri e numerosi amanti, quello che le luci dei
riflettori ci hanno mostrato sul grande schermo e quello che, invece,
gli scrittori più profondi hanno capito della sua sfuggente
personalità.
Il
biopic sulla vita dell'attrice, dallo scorso weekend nelle principali
sale cinematografiche, è un'opera ambiziosa: il ritratto di una dea
immortale che – simbolo di fascino senza tempo e di triste
sregolatezza – avrebbe potuto assumere i tratti di una grottesca e
zuccherosa caricatura, ma che, grazie a sontuose interpretazioni e a
una curata regia, è capace di mostrarci in appena 99 minuti quello
che mille parole non hanno mai saputo catturare. Non servono
flashback o lacrimevoli racconti di un'infanzia che non è mai stata
veramente tale.
Tutto
si percepisce nei gesti della protagonista, nei suoi occhi languidi,
negli abbracci di cui è disperatamente bisognosa e nell'amore che
non ha mai saputo dare e ricevere. La pellicola ci conduce con
estrema grazia in una settimana della diva più discussa di sempre,
non aggiungendo apparentemente nulla agli elementi che sono stati
raccolti e messi insieme negli anni.
E'
semplice e, raffinato e brillante, ha il ritmo di una commedia
d'altri tempi, emozionando con delicatezza e facendo una breccia nei
cuori, nonostante il tipico “self control” inglese che lambisce
il tutto. Ma quella raccontata da Simon Curtis nel suo film non è
solo la storia della “leggenda” Marilyn. E' la storia di una
bambina priva del calore di un padre, di un pianoforte a coda
leggermente scordato e di un amore che si consuma nell'arco di una
fugace estate londinese. E' la storia di Norma Jean e l'educazione
sentimentale del ventitreenne Colin Clark, un giovane alle prese con
la più dolce tortura: un amore impossibile verso una donna che è di
tutti e di nessuno al tempo stesso. Sa che armarla lo farà soffrire,
sa che lei lo ridurrà a uno straccio o al compagno di un'unica notte
d'amore, ma quell'attimo di cieca avventatezza giovanile sarà, per
lui, il miracolo e lo sbaglio più grande in cui si imbatterà da lì
in poi.
My
week with Marilyn, basato sui diari di Colin Clark, è una storia
di crescita e sentimenti. E' una fiaba dolce-amara che mescola
brillantemente biografia e tenero romanticismo alla Moulin Rouge.
Semplice, eppure tanto emozionante, ricorda i sospiri del primo
amore. Gli stessi sospiri esalati dallo spettatore che, per un'ora e
mezza, ha l'impressione di vederla muoversi di nuovo sullo schermo,
in specchi di luci e colori e in un' “imitazione” tanto
magistrale da rasentare l'umana perfezione. Inutile spendere parole
sui veterani Kenneth Branagh e Judy Dench.
Ci
vorrebbe un'ode, invece, per descrivere lo splendore di Michelle
Williams. Lei – già eccellente in Blue Valentine e Senza
apparente motivo – scompare semplicemente in Marilyn. Non tanto la
certamente notevole somiglianza, ma le sue espressioni, le piccole
“o” che forma con le labbra, la sua mimica, il suo essere civetta
e fragile la portano alla soglia dell'eccellenza. Brava ed
incredibilmente bella, canta con voce da usignolo, seduce con lo
sguardo, lascia percepire dietro i suoi occhi appannati oceani di
infiniti silenzi; ammicca, gioca con la telecamera, suscita risate e
rilassati sorrisi e spezza inevitabilmente il cuore. Apparendo dalle
acque come un'eterea Venere, cercando consensi nello staff che la
circonda con occhi sperduti e affranti, la Williams è diva ammaliante
e fragile bambola di ceramica. Strega ad ogni occhiata e, nonostante
l'ottimo cast di comprimari, ruba le attenzioni di tutti; la scena è
sua. Non ci sono “se” e non ci sono “ma”. Punto. Grandiosa.
Addirittura riduttiva la sua vittoria ai Golden Globe come migliore
attrice. L'Oscar, quest'anno, doveva essere assolutamente suo. La performance
della collega Meryl Streep in The Iron Lady, probabilmente, è
stata altrettanto soddisfacente, ma qual è la sorpresa? La Streep è
un mostro sacro del cinema, bravissima lo è sempre e da sempre.
Michelle,
invece, dai tempi di Dawson's Creek è cresciuta. La morte del
suo compagno Heath Ledger l'ha segnata e tutta una serie di ruoli
minori e “non” l'hanno condotta fino a questo punto, rendendola
tanto fragile e perfetta. Magica e incredibilmente umana.
Accanto
a lei Eddie Redmayne (I pilastri della terra). La luce della Williams
brilla accecante, ma senza di lui - di cui non si è tanto parlato
nelle diverse recensioni lette – non ci sarebbe film, non ci
sarebbe questo affascinante e tenero squarcio di storia che mi ha
tanto emozionato e intenerito. Lui rende in maniera credibile e
realistica i turbamenti giovanili, i vagheggiamenti amorosi, il
desiderio di amare senza riserva alcuna. Un viso pulito e fresco, un
fascino giovane, un talento ancora acerbo. Una valente spalla. Una
voce narrante intensa e evocativa.
Il
romanzo
Titolo:
La mia settimana con Marilyn
Autore:
Colin Clark
Editore:
Mondadori
Numero
di pagine: 160
Prezzo:
€ 10,00
Sinossi:
Nel 1956 il ventitreenne Colin Clark, fresco di laurea oxfordiana,
accettò di buon grado l'incarico di "trovarobe" sul set di
"II principe e la ballerina", con Laurence Olivier e
Marilyn Monroe. Si trovò così a essere testimone della confusione
della bellissima diva, fresca di nozze con Arthur Miller, spesso
sotto effetto di psicofarmaci, perennemente in ritardo, di contro
all'ossessiva puntualità dell'iperprofessionale e molto britannico
Olivier. Ma soprattutto si trovò a trascorrere un'inaspettata
settimana "in fuga" con Marilyn, attraverso la campagna
inglese: proprio lui, il più giovane e inesperto delle tante persone
che la attorniavano sul set, si era infatti guadagnato la fiducia e
l'affetto dell'attrice, diventando il suo confidente, il suo
sostegno, il suo alleato. E, immancabilmente, innamorandosene un
po'... Nelle pagine di questo diario, dal quale è stato tratto anche
il film Marilyn interpretato da Michelle Williams, Clark ci offre un
ritratto intimo ed emozionante di una delle donne più desiderate e
affascinanti di sempre.
Ciao a tutti! Nuovo lunedì, nuova puntata di Ritratto di
signora. Il toccante articolo di quest’oggi è stato scritto da Miki, del blog
Miki in the Pinkland, e potete leggerlo su Stasera cucino io, Booksland, Franci
lettrice sognatrice e The Pauper Fashionist. Buona lettura!
"Non
pochi sono gli eventi bui e tristi che hanno segnato la storia del ‘900 ma
quello di cui vorrei parlare oggi è forse il meno ricordato, il meno chiaro o
affrontato. Tutto comincia il 1 Luglio 1974, giorno della morte di Juan Domingo
Peron, leader politico incontrastato e presidente dell’Argentina sin dal 1946.
Nonostante la successione della sua terza moglie, Isabel Peron, il potere, di
fatto, è nelle mani di Lopez Rega, che instaura uno stato di polizia da cui ha
inizio la fase del terrorismo, con formazione di bande e organizzazioni
paramilitari al servizio del potere politico, con il fine di eseguire omicidi e
sequestri degli oppositori al regime. Il 24 Marzo 1976 ha inizio ufficialmente
la dittatura militare con il triumvirato Massera, Agosti e Videla,
rispettivamente comandante della Marina, dell’Aeronautica e dell’Esercito. È un
vero e proprio assedio. Con la scusa malcelata di voler operare una sorta di
indefinita riorganizzazione nazionale, i tre instaurano il terrorismo di Stato
su grande scala, abrogando i diritti costituzionali, sospendendo le attività
politiche e di associazione e chiudendo e sequestrando giornali e sindacati. Per
ottenere qualsiasi tipo di informazioni su veri o presunti nemici del regime
viene istituzionalizzata la pratica della tortura, praticata in clandestini
centri di detenzione nei quali vengono incarcerati i detenuti illegali. Il
clima di terrore e paura tra la popolazione viene così accentuato dalle prime
sparizioni di persone: è l'inizio del dramma dei desaparecidos ed un periodo
chiamato guerra sporca. Ero piccolissima la prima volta che ho sentito queste
parole e già allora, non so perché, mi sembrava qualcosa di brutto, mi inquietava.
Non sto qui a raccontarvi gli orrori di questo periodo, sono sicura che non ce
ne sia bisogno, ma voglio comunque riportarvi un estratto di un articolo
trovato sul web: Massimo Carlotto nel suo libro "Le irregolari"
descrive un viaggio nei luoghi dell'olocausto argentino. Ne emerge una Buenos
Aires segnata anche topograficamente dalla tragedia: ogni sua strada, ogni sua
piazza, ogni suo angolo porta con sè i segni indelebili dell'orrore. Il lettore
entra insieme all'autore nel pullman della memoria guidato da un reduce della
tragedia, per ripercorre insieme a loro i luoghi della vergogna da non
dimenticare: "Numero 5600 di
Avenida Rivadavia... il ventinove giugno del 1978 lì dentro hanno sequestrato Jorge
Alejandro Segarra" (...) "Numero 1444 di calle Andonaegui, qui viveva
il ventiduenne Eugenio de Cristofaro... lo sequestrarono il 14 settembre de
1976" . Ma la tappa più terribile del Buenos Aires Horror Tour è forse
quella dell'ESMA, la terribile Escuela de Mecanica de la Armada. Nei suoi
locali la dittatura allestisce uno dei più terribili campi di concentramento
nel quale vengono rinchiusi e torturati migliaia di desaparecidos. Si calcola
che dentro la scuola morirono circa 5.000 persone. Per due anni, ogni
mercoledì, dalla base militare dell'ESMA, aerei carichi di desaparecidos si
levano in volo diretti verso l'oceano; migliaia di persone torturate e
narcotizzate vengono lanciate in mare ancora vive. La verità sta lentamente
emergendo anche grazie alle confessioni di Adolfo Scilingo, ex capitano della
marina militare argentina che ha svolto servizio proprio all'ESMA. Ecco le
terribili parole che rivela al giornalista Horacio Verbitsky: "Era
qualcosa che doveva essere fatto. Non so cosa senta un boia quando deve
uccidere... A nessuno piaceva farlo ma era gradevole... Era qualcosa di supremo
che si faceva per il paese. Un atto supremo". Questa breve testimonianza
evidenzia il clima di follia e di terrore che regnava in quegli anni in
Argentina. Cosa c’entra tutto questo con Ritratto di Signora? Per la prima
volta, il 30 Aprile 1977, 14 donne, 14 madri, scendono nella Plaza de Mayo di
Buenos Aires a chiedere dei loro figli, a chiedere chiarezza, giustizia. La
polizia le chiama pazze e tenta di allontanarle dalla piazza intimando loro di
camminare.
Da allora,
ogni giovedì pomeriggio, queste donne con il capo coperto da un fazzoletto
bianco che non è altro che il primo pannolino dei loro figli, diventato nel
tempo un emblema, camminano in Piazza de Mayo, davanti la Casa Rosada, il
palazzo presidenziale argentino, stringendo tra le mani le foto dei figli
scomparsi.
Si tratta di:
De Vincenti,
uccisa dalla dura repressione militare
Berta
Braverman
Haydée García
Buelas
María Adela
Gard de Antokoletz
Julia Gard
María
Mercedes Gard
Le 4 sorelle
Cándida Gard
Delicia
Córdoba De Mopardo
Pepa Noia
Mirta
Baravalle
Kety Neuhaus
Raquel
Arcushin
Sara De Caimi
Nonostante le
manganellate, le minacce, le violenze, queste donne, con una grande dignità e
forza d’animo, continuarono la loro marcia pacifica. Forti di una forza che
solo l’amore di una madre può dare. Quella forza che non ha paura di niente
tantomeno della morte. A chi chiede di accettare la morte senza spiegazioni, le
donne cominciano a chiedere "la ricomparsa in vita". A chi propone di
ricercare le tombe, esse rispondono: "Nessuna tomba può contenere un
rivoluzionario". Leader del movimento diventa Hebe de Bonafini che così
commenta: "Non vogliamo la lista
dei morti, vogliamo i nomi degli assassini. Non vogliamo l'oblìo, perché
vogliamo che ciò che è avvenuto non si ripeta mai più. Non dimenticheremo, non
perdoneremo. A noi non interessa che i desaparecidos siano ricordati e le madri
stimate. Vogliamo che i nostri figli siano imitati. " Sono circa 30.000 le
persone scomparse durante la guerra sporca e non si tratta solo di donne o
uomini adulti, si parla anche di bambini, di ragazzine che hanno conosciuto
ogni sorta di violenza, persone per le quali ancora oggi non c’è stata
giustizia, che è l’unica cosa che chiedono le Mamme di Piazza de Mayo. A
gennaio del 2005 è stato riesumato ed identificato il corpo di Leonie Duquet,
una suora di nazionalità francese che supportava il movimento della madri di
Plaza de Mayo, scatenando le ire della comunità internazionale contro il regime
dittatoriale, nell'agosto dello stesso anno un test del DNA ha permesso di
identificare con certezza la salma della Duquet.
I resti di Azucena Villaflor e
di altre due fondatrici dell'associazione sono stati riesumati e le sue ceneri
sono state sepolte da Madres de Plaza de Mayo-Linea Fundadora ai piedi della
Piramide di Maggio nella Plaza de Mayo l'8 dicembre 2005. Documenti segreti del
governo degli Stati Uniti, declassificati nel 2002, provano che il governo
statunitense era a conoscenza già dal 1978 che i cadaveri di Azucena Villaflor,
Esther Ballestrino, María Ponce e sorella Léonie Duquet erano stati ritrovati
nelle spiagge bonaerensi. Questa informazione fu mantenuta segreta e non fu mai
comunicata al governo democratico argentino. I militari hanno ammesso l'arresto
e la scomparsa di circa 9.000 persone ma le madri di Plaza de Mayo affermano
che questa stima è di gran lunga inferiore al vero numero, che raggiungerebbe
le 30.000 persone scomparse. Dopo la caduta del regime militare, una
commissione parlamentare nazionale argentina ha ricostruito la sparizione di
circa 11.000 persone. L'organizzazione delle Madri di Plaza de Mayo è ben
determinata nel ricostruire la storia segreta di queste sparizioni ed ha
perduto tre delle sue fondatrici, arrestate o scomparse a loro volta. Ci sono
tantissimi film che trattano l’argomento ma uno che mi ha toccato profondamente
è IMAGINING ARGENTINA di Christopher Hampton, che vanta un cast straordinario
tra cui spiccano i nomi di Antonio Banderas ed Emma Thompson. Eccovi il
trailer:
Cari amici, oggi, la recensione dell'ultima pubblicazione
della Piemme Freeway: La profezia del lupo – L'eredità dell'ombra. Ringraziando
la gentilissima Giulia dell'ufficio stampa per avermelo inviato, vi lascio con
le mie impressioni e vi auguro buona lettura :)
Titolo: La profezia del lupo – L'eredità dell'Ombra
Autrice: Marilù Monda
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 380
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 29 Maggio 2012
Sinossi: Il Clan dell'ombra ha conquistato il mondo,
seminando caos e distruzione. La salvezza è nascosta fra le righe di una
profezia, che allude a quattro Prescelti che non potrebbero essere più diversi.
Faloan, l'irruente principe del regno dell'acqua. Aidan, la malinconica
principessa del regno del fuoco. Derry, un semplice contadino del regno della
Terra. E Kyla, una pastorella ribelle del regno dell'aria. I quattro ragazzi hanno
una sola certezza: trovare la Creatura dagli Occhi Verdi, un misterioso
guerriero che li accompagnerà nella loro impresa...
I poteri sono davvero ambiti e crudeli. Solo chi non li ha
può desiderarli. Chi li possiede darebbe qualsiasi cosa pur di disfarsene.
Sin dalle prime anteprime, La profezia del lupo, nuovo
titolo della Piemme Freeway, ha fatto parlare di sé, nel bene e - soprattutto -
nel male.
Si è parlato tanto della copertina (giudicata dai molti
brutta e di scarsa qualità), della trama poco articolata, dello stile acerbo
dell'autrice e del fatto che, da un momento all'altro, il nome della fino ad
allora sconosciuta Marilù Monda fosse sbandierato ai quattro venti come sinonimo di certo
successo da alcuni degli autori più affermati del panorama internazionale,
apparendo dal nulla, su blog e testate giornalistiche, come per intervento di
un generoso deus ex machina.
Il mio essere spesso cinico e disincantato, all'inizio, non
ha giocato a favore del romanzo.
Nonostante la copertina mi avesse attirato immediatamente,
ricordandomi lo stile utilizzato da Paolo Barbieri nel realizzare la cover di
Dark Eden, e l'originale font mi chiamasse dalla libreria con voce misteriosa e
carica di promesse, temevo che, come molte delle recensioni lette a riguardo
lasciavano trapelare, potesse rivelarsi un deludente esordio, giunto alla
pubblicazione - come facilmente si potrebbe supporre - sopratutto a causa degli
innumerevoli zero presenti sul conto in banca di papà Monda, proprietario di
mezza New York e amico intimo di attori e star del jet set americano.
Al giorno d'oggi, non si fa altro che parlare di
favoritismi, quindi è comprensibile e giustificata l'iniziale ritrosia nutrita
verso l'autrice.
Un nome importante, però, può aprire tante porte, ma spesso
può risultare gravoso e capace di alimentare pettegolezzi e battutacce piene di
amaro sarcasmo, portando alla nascita di pregiudizi ancora più dannosi del
tanto dilagante nepotismo.
A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina: è vero!
Ma, a mio parere, non è questo il caso.
La storia intessuta dalla Monda è semplice e non a caso non
spenderò tante parole per descriverla. I personaggi appaiono come protagonisti
perfetti di una fiaba d'altri tempi.
Faloan. Un comandante che del comando ha paura.
Aidan. Una sposa che tradisce restando pura.
Derry. Un cuore solitario che non sa restare solo.
Kyla. Un paio di ali private del volo.
Ribelli, coraggiosi, innamorati e pieni di valori positivi,
si muovono con animo fermo e cuore impavido tra i boschi di uno stranamente
spettrale Regno Unito, combattendo per la salvezza della loro gente e per
preservare il mondo dal cruento attacco delle Ombre.
Versatile e capace di osare, però, la giovane autrice sporca
di sangue e toni foschi la storia, che, come una vecchia e preziosa pergamena,
è macchiata di chiazze torbide e sbavate; sangue, barbarie e cruente
descrizioni.
Unisce il romanticismo e l'eleganza della fiaba alle tinte
gotiche del mistero e della magia.
La violenza delle battaglie, il brutale realismo di manipoli
di corvi e avvoltoi che fanno scempio dei cadaveri insepolti, la triste pena
comminata ai vinti e la crudeltà dei potenti sono rese con una scrittura fluida
e avvolgente al tempo stesso, capace di raggelare, ma anche di regalare sorrisi
con un'epica storia d'amicizia e avventura che, mescolando cristianesimo e
mitologia pagana, diviene cronaca di una travolgente battaglia tra due idoli
opposti: il bene e il male. La luce e le ombre.
Certamente non è l'originalità il punto forte del romanzo e
nemmeno lo stile, per quanto dettagliato, è esente da difetti: fanno sorridere,
ad esempio, le numerose ripetizioni e il tono quasi formulare, che, a tratti,
ricorda i poemi epici e la mitologia greca.
Tuttavia è proprio questa spontaneità ad avermi subito
conquistato. Ispirandosi alla crudeltà delle fiabe dei fratelli Grimm e alla
scrittura esemplare di Edgar Allan Poe - le cui opere rimangano ancora oggi
allegorie originali e intricate sulla condizione umana – la scrittrice segna il
ritorno agli albori dell'avventura e la rinascita di un fantasy puro e non
contaminato dalle odierne mode. Lo stesso fantasy che autori come Tolkien,
Lewis e la Rowling hanno reso grande.
La Monda li prende a modello e tenta di far proprie quelle
modalità e quegli elementi capaci di non invecchiare mai e di suscitare eterno
interesse nei cuori dei lettori. Non ci riesce pienamente, ma la sua impresa,
tanto audace quanto quella che dovranno portare a termine i quattro Prescelti
nel corso della saga, prendendo qua e là elementi di Stardust, I pirati dei
Caraibi e Scontro tra titani, è piena dello stesso entusiasmo che l'ha indotta
a scrivere e a mettersi in gioco. Un entusiasmo contagioso e vitale che, pur
portandola a perdersi in descrizioni eccessive e in un intreccio troppo
lineare, ricordandomi quella solerzia e quell'amore che caratterizza moltissimi
autori di fan-fiction, è riuscito a conquistare anche me, un “profano” che
aveva sempre guardato a elfi, cavalli fatati e arcane profezie con annoiata
indifferenza.
Il mio voto: ★★★★ -
Il mio
consiglio musicale: Breath of life – Florence + the Machine 7 Days to the Wolves - Nightwish (Vincitrice del contest Una canzone per La Profezia del Lupo)
Ringrazio
tanto chi, qualche giorno fa, mi è stato vicino in un momento “no”.
Sopratutto chi mi legge dagli albori sa che ogni tanto mi lascio
prendere dallo sconforto e dalla malinconia e che, quindi, da
appassionato blogger e vitale lettore, mi trasformo in una sorta di
versione adolescenziale di Leopardi :P
Nei
prossimi giorni posterò i nuovi episodi delle rubriche All the world
is a library e Passion Bookmars, recensirò La profezia del lupo
(carinissimo!) e, cinema permettendo, spero di vedere e di discutere
con voi di Marilyn, il nuovo biopic sulla celebre stella americana
che, agli scorsi Golden Globe, ha fatto incetta di premi. Intanto
oggi, sperando di riuscire a finire l'avvincente fantasy della
Piemme, vi mostro alcune anteprime della Giunti, di cui avrò
certamente modo di parlarvi in seguito.
Si
tratta di due attesi sequel e di un romantico ed appassionante
romanzo della collana “A”, che in breve tempo – grazie alla sua
trama fitta e sognante e all'ottimo prezzo – è salito ai vertici
delle classifiche dei “più venduti”.
Non
vi sarà sfuggito, certo, l'uscita di Dreamless, il sequel del
fantasy/ mitologico Starcrossed: ricordo di non aver amato il primo,
ma, nella recensione che scrissi su Anobii, chiudevo con ottimismo,
sperando che questo secondo volume fosse più lineare e ben scritto del precedente.
In super anteprima, invece, vi annuncio che tra quasi un mese – il
27 Giugno - , a soli sei mesi di distanza dal primo tomo, uscirà
Vampire Moon! Se non avete letto il primo ( la mia recensione qui), vi consiglio di correre in
libreria. Le tragicomiche avventure di Samantha e i toni da commedia
horror di JR Rain potrebbero rivelarsi piacevolissimi soprattutto sotto
l'ombrellone ;)
Titolo:
Vampire moon. A.A.A. Vampiri offresi
Autore:
J.R Rain
Editore:
Giunti “A”
Numero di
pagine: 320
Prezzo: €
15,00 9,90!
Data di
pubblicazione: 27 Giugno 2012
Sinossi:
C'è sempre troppa luce per Samantha Moon, la
detective con gli occhiali scuri che, da quando è stata trasformata
in una creatura della notte, ha dovuto dire addio al suo ruolo di
moglie e madre. Ora vive in una desolata stanza d'albergo con le
veneziane rigorosamente abbassate e, mentre lotta con tutti i mezzi
per incastrare l'insopportabile ex marito e riavere i figli con sé,
dà la caccia a un pericoloso criminale e protegge una donna
indifesa. Ma la posta in gioco si fa sempre più alta, il lavoro si
mescola alle vicende private e Sam rischia di mettere in pericolo
anche la tenera (si fa per dire) storia d'amore con Kingsley, il suo
misterioso - e spaventoso! - cavaliere. E, inoltre, chi si nasconde
dietro al fedele amico elettronico che conosce i suoi segreti più
inconfessabili? E perché all'improvviso lui insiste tanto per
vederla?
Titolo:
Dreamless. Nell'aldilà ogni notte è per sempre
Autore:
Josephine Angelini
Editore:
Giunti “Y”
Numero di
pagine: 416
Prezzo: €
16, 50
Data di
pubblicazione: 6 Giugno 2012
Sinossi:
Helen è
diventata la Discendente, la prescelta dagli dei. Ogni notte si
addormenta nel suo letto e raggiunge l'aldilà dove affronta prove
indicibili per trovare le Furie, liberarle dalla loro ira e rompere
così il ciclo di faide tra le Case. Ogni mattina si risveglia,
stanchissima e provata, costretta a cominciare una nuova giornata di
allenamenti. È sempre più spossata e sofferente oltre che sola,
dato che Lucas ora la tiene lontana. Helen è triste e profondamente
sfiduciata, quando durante una delle sue discese agli inferi si
imbatte in Orione, un semi-dio bello come il sole, capace di far
tremare la terra e il suo cuore. Di notte si incontrano nell'Ade e di
giorno si scambiano messaggi al cellulare. Lucas impazzisce di
gelosia e in lui si scatenano poteri sconosciuti: adesso è in grado
di controllare totalmente la luce e di rendersi invisibile. Divisa
fra l'attrazione per il nuovo pretendente e l'amore impossibile per
il cugino, Helen si ritroverà a sfidare i suoi limiti per il bene
dell'umanità intera.
Titolo: Il
giardino degli incontri segreti
Autore:
Lucinda Riley
Editore:
Giunti “A”
Numero di
pagine: 624
Prezzo: €
9,90
Data di
pubblicazione: 2 Maggio 2012
Sinossi:
Da
bambina, Julia trascorreva molte ore felici nella incantevole tenuta
di Wharton Park, dove suo nonno coltivava con passione le specie più
rare ed esotiche di orchidee. Quando per un terribile colpo del
destino la sua vita viene sconvolta, Julia – ormai un’affascinante
e affermata pianista – torna istintivamente nei luoghi della sua
infanzia. Spera con tutto il cuore che Wharton Park la aiuti a capire
che direzione prendere, come è avvenuto in passato. Da poco,
però, la tenuta è stata rilevata dal carismatico e ribelle Kit
Crawford che, durante i lavori di ristrutturazione, ha trovato in
villa un diario risalente al 1940, forse appartenuto proprio al nonno
di Julia. E, mentre con l’avanzare dell’inverno l’attrazione
tra Julia e Kit cresce di ora in ora, Julia sente la necessità di
scoprire quale verità si nasconda dietro quelle pagine annotate. Ed
è così che un terribile segreto sepolto per anni viene alla luce,
un segreto potente, che ha quasi distrutto Wharton Park e che è
destinato a cambiare per sempre anche il futuro di
Julia.Un’appassionante
storia d’amore dove passato e presente si intrecciano senza
sosta. Un racconto epico e commovente che rapisce fino alla
fine.