sabato 3 novembre 2018

I ♥ Telefilm: Unbreakable Kimmy Schmidt | Big Mouth S02

Hanno vissuto per quindici anni in un bunker. Pensavano che la vita, fuori, fosse stata spazzata via dai venti di un'apocalisse biblica. Purtroppo per loro, si sbagliavano. Le Donne Talpa rivedono la luce del sole: liberate durante un'incursione militare di tutto rispetto, con il colpevole assicurato alla giustizia e un intero mondo da scoprire. Messa così, la storia di Kimmy potrebbe sembrare la stessa del Jack di Room: anche qui la claustrofobia, le bugie, la scoperta tardiva della libertà. Peccato che lei, più che all'adorabile Jacob Tremblay, somigli alla coinquilina trentenne di New Girl: candida, rumorosa, colorata. Devono essere state le somiglianze con un film e un sitcom da me molto amate a non farmi andare d'accordo, all'epoca, con i modi di questa Kimmy tutta pepe: sopravvissuta sopra le righe con uno sviluppo che pensavo già di conoscere e un'ironia non per tutti. Ci ho riprovato anni dopo, giacché di comedy intelligenti non si ha mai abbastanza, cercando la sua compagnia a pranzo e cena. Durante i pasti, tutti i giorni, per quattro stagioni e un po' – i restanti sette episodi, gli ultimi, andranno in onda il prossimo anno. Per un pelo mi sarei perso un gioiello del suo genere, con tempi comici pazzeschi, cameo d'eccezione – una doppia Tina Fey, la Laura Dern che non t'aspetti e, soprattutto, il predicatore truffaldino di Jon Hamm – e un cast senza un personaggio fuori posto, che spesso e volentieri, a suon di battute vincenti e stramberie nonsense, ha rischiato di farmi andare il boccone di traverso. Il merito, a detta dei più, va alla rivelazione Ellie Kemper, che cerca se stessa, il lavoro e l'amore in una Grande Mela la cui buccia luccica, sì, camuffando l'acidità e i vermi; o ancora alla spalla Tituss Burgess: appariscente coinquilino omosessuale che punta ai musical di Broadway e al cuore di un muratore italo-americano. Ovviamente, fatto a modo mio, pur riconoscendone il talento non mi sono affezionato tanto a loro quanto alle irresistibili comprimarie Jane Krakowski e Carol Kane: la prima moglie trofeo con appartamento con vista che, perso il brillante al dito, perso l'attico, si reinventa senza deporre mai le arie da bionda svampita; l'altra, affittuaria dalla fedina penale losca, rattristata per l'arrivo degli hipster in quartieri malfamati che andrebbero lasciati tali. Qualche calo, percepito però di sfuggita nella continuità del binge watching, è da segnalare giusto in una terza stagione con puntate che superano spesso la mezz'ora e passi un po' incerti. Per il resto, la verve contagiosa di Kimmy Schmidt, più che infrangibile, mi è parsa inarrestabile. Avrei voluto che le mie pause pranzo, così, fossero più lunghe; che non ci fosse il prossimo 25 gennaio come data di scadenza per questo tornado di buonumore che sfida la pioggia, la presidenza Trump e il rischio indigestione. Sarà che nel tempo speso a ridere e mangiar bene c'è sempre tanto, tutto, di guadagnato. (7,5)

Gli esami e l'adolescenza, si dice, non finiscono mai. E la pubertà? Non di certo in Big Mouth, serie animata giunta con straordinario successo alla seconda stagione e finita a sorpresa, lo scorso anno, nella fortuna decina delle mie serie del cuore – lo so, qui si parla di ben altri organi vitali, ma son dettagli. I giovani e smaliziati protagonisti, alla scoperta del proprio corpo e all'occorrenza di quello altrui, ci avevano parlato senza peli sulla lingua di masturbazione maschile e femminile, mestruazioni, omosessualità e genitori in crisi. A tredici anni, a un anno di distanza, meglio non aspettarsi grandi cambiamenti dall'oggi al domani. Né sul piano fisico, né tanto meno su quello della scrittura. Restano i soliti i protagonisti, il linguaggio colorito, le grasse risate. Questa volta si parla però di malattie veneree e contraccettivi, delle sabbie mobili della friendzone, della competizione spietata tra donne, e fa il suo ingresso un altro mostro spaventoso: la Vergogna. Quella con la lettera maiuscola, un mantello nero al seguito e un look alla Nosferatu. La stessa che semina imbarazzo fra coetanei, fa riflettere Jay sull'esistenza o meno della bisessualità, mette sotto la luce dei riflettori un'ultima arrivata con la voce di Jane The Virgin e un seno esplosivo. Si sfatano i luoghi comuni, o almeno si tenta con ritmo e ironia. Anche le ragazze si toccano, sognando a occhi aperti le generose profferte dell'attore Nathan Fillion. Anche i ragazzi cambiano: trovano il coraggio di dire grazie e scusa, in fatto di petting e batticuore. Nick, Andrew e i loro amici devono infatti capire che alla loro età ognuno vive gli stessi drammi, in preda alle stesse creature tentatrici. Come ci vedono gli altri è davvero inconciliabile rispetto a come ci vediamo noi? Se la bellezza della condivisione insegna durante una reunion scolastica alla Sausage Party che mal comune è mezzo gaudio, che si è tutti a bordo di una barca alla deriva tra i flutti della malizia, il rischio di ripetersi si è verificato senza grandi recriminatorie. Certo, alcuni meriti tocca riconoscerglieli: le stratificazioni e gli incastri del geniale quinto episodio, in cui le infezioni sono raccontate come in un horror, le cisti ovariche come in un film di fantascienza al femminile, la vasectomia in una commedia newyorkese alla Woody Allen; le figure eterogenee che popolano l'ultimo – un irrequieto demone in prova, ad esempio, o un gatto accomodante e tentatore che simboleggia la depressione, male affatto sconosciuto in giovane età –, prese in prestito da un Inside Out vietato ai minori. Sempre esilarante, sempre fresco e sincero, Big Mouth è tornato a farci ridere nonostante l'inevitabile venir meno della magia della prima volta insieme; dell'effetto sorpresa. Su Netflix. Sotto le lenzuola. (6,5)

10 commenti:

  1. Purtroppo Kimmy l'ho abbandonata da tempo e un poco di dispiace. All'inizio mi divertiva parecchio, però poi ha cominciato a stufarmi. Ma mi sa che è colpa mia. Difficilmente resisto alle serie comedy per più di un paio di stagioni. Al massimo.

    Big Mouth rischia di fare la stessa fine. Esilarante come poche altre cose l'anno scorso, simpatico e niente più quest'anno. Delusione. :(

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    1. Con Kimmy, con la scusa del finale, riprova e chiudi la parentesi.

      In quanto a Big Mouth, vedasi anche la discesa di American Pie, il rischio di averne troppo è dietro l'angolo.

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  2. Kimmy! Titus! Lilian! In due sole parole: Amore Assoluto!! *____*
    Questa serie è geniale... Un po' mi spiace che la prossima ondata di episodi sarà anche l'ultima, ma in fondo forse è meglio così: ultimamente aveva iniziato un po' a zoppicare...

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    1. Concordo. Mi mancherà, ma è giunta la sua ora.

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  3. Oh, Kimmy! Fatto bene a recuperarla, anche se il calo c'è è sempre garanzia di risate sguaiatissime. Se Lilian con il tempo un po' ha perso punti, Tituss e Jacqueline sono i miei preferiti.

    Big Mouth sì, esagera ed eccede, e senza l'effetto sorpresa piace meno, ma resta a suo modo geniale.

    p.s.: i miei pasti per i prossimi mesi saranno in compagnia di The Office (versione US), recupero che da tempo volevo fare. Sono già alla fine della s2 e rido ogni giorno fino alle lacrime.

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    1. Proverò.
      Per ora sto finendo American Vandal, sfidando il tema cacca, sì!

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  4. Mi manca l'ultima serie, di Kimmy. Con le comedy ho un rapporto altalenante, e devo aspettare il momento giusto per non abbandonarle al loro destino a tempo indefinito.
    Big Mouth, invece, è una di quelle serie di cui tutti parlano bene ma che non mi attira per niente, credo proprio che se mai la guarderò sarà perché mia sorella è riuscita ad esasperarmi dalla Danimarca XD

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    1. E se la Sorella si scomoda tanto lontano, soprattutto per la prima stagione che è geniale, non puoi fare orecchie da mercante. 😆

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  5. anch'io ho trovato la seconda di Big Mouth un pochino sottotono rispetto alla prima (più che altro mi è sembrata leggermente meno trash xD), però tutto sommato mi è piaciuta. Ho apprezzato tanto le new entry (lo spirito della vergogna, Kitty Depressione) e, come sempre, il modo in cui hanno trattato certi argomenti.

    Unbreakable Kimmy Schmidt la conosco per sentito dire, ma da come l'hai descritta sembra proprio che potrebbe piacermi! Aggiungo in lista :)

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  6. Nel finale, effettivamente, si raggiungono i momenti più belli e seri.

    Vai di Kimmy, la amerai!

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