mercoledì 9 marzo 2016

Recensione in anteprima: Equazione di un amore, di Simona Sparaco

Può avere un cuore una testa pensante? 
Si. Può.

Titolo: Equazione di un amore
Autrice: Simona Sparaco
Editore: Giunti
Numero di pagine: 352
Prezzo: € 18,00
Data di pubblicazione: 9 Marzo 2016
Sinossi: Singapore è una bolla luminosa a misura di gente privilegiata e Lea, che non indossa nemmeno un gioiello, ha lasciato Roma per vivere lì. Ha sposato un avvocato di successo che nel tempio finanziario del consumo ha trovato le sue soddisfazioni. Anche se a tratti è punta da una nota di malinconia, la ragione le dice che non avrebbe potuto fare scelta migliore: Vittorio è affidabile, ambizioso, accudente. È un uomo che prende le cose di petto e aggiusta quello che non va; come quando ha raccolto lei, sotto la pioggia, un pomeriggio londinese di tanti anni prima. Al cuore di Lea invece basta pochissimo per confondersi: l’immagine di un ragazzino introverso, curvo su una scrivania a darle ripetizioni di matematica. Si chiama Giacomo e Lea non ha mai smesso di pensare a lui. L’alunno più brillante, il professore più corteggiato, l’amante passionale, l’uomo codardo. Lea sa bene che deve stargli lontano, perché Giacomo può farle male: c’è un’ombra in lui, qualcosa che le sfugge, ma che lentamente lo divora. Quando una piccola casa editrice accoglie il romanzo che ha scritto, Lea è costretta a tornare a Roma, e ogni proposito crolla. Il passato con tutta la sua prepotenza li travolge ancora una volta, con maggior violenza e pericolo. Secondo i principi della fisica che Giacomo le ha insegnato, nulla può separare due particelle quantiche una volta che sono entrate in contatto. Saranno legate per sempre, anche se procedono su strade diverse, lontane e imprevedibili.
                                                 La recensione
La tua mente è un ingranaggio perfetto.” Lui sorrise.
“Tutt'altro. Alle volte mi sento come questo scarabocchio” e indicò una specie di conchiglia ai margini del foglio. “Invece sei così.” Lea aveva tolto il tappo a un UniPosca azzurro e disegnato un cerchio perfetto, senza sbavature.
Un aereo che prende quota, una ragazza che cammina avanti mentre si guarda indietro, un cielo di nuvole azzurre e rosa. Quell'aereo l'ha portata lontano, ma lei è una di quelle che afferrano le mani del vicino di posto alla minima turbolenza e che scoppiano in un applauso se l'atterraggio è perfetto. Spera di chiudere gli occhi, a bordo, e svegliarsi dall'altra parte del mondo. Quella ragazza che viaggia, un po' qui e un po' lì, si chiama Lea, va verso i quaranta e cinque anni prima, finalmente, si è fermata. Cresciuta a Roma, è scappata a Londra e, a Piccadilly Circus, studentessa di cinema sotto la pioggia, è stata raccolta da uno sconosciuto che le ha promesso fedeltà eterna, tutta la costanza possibile e Singapore. Città giardino, metropoli futurista, in cui prendersi cura di un corpo magrissimo e lasciarsi andare a Vittorio. Il cuore è altrove però, irraggiungibile: promesso, vent'anni prima, a un altro così diverso da quel partner accomodante, indaffarato, banchiere. Marito e moglie provano ad avere un erede e Lea, intanto, scrive di dittatori benevoli, italiane all'estero, scelte a confine. Nel mentre, si rivede adolescente: una bambina che non si è mai ripresa da un primo amore che, purtroppo, non si scorda mai per davvero. Le novità viaggiano più in fretta degli spermatozoi di Vittorio, che forse son pigri: la buona notizia della pubblicazione, a cura di una piccola realtà editoriale, precede il mancato arrivo del bambino desiderato. Lea vola, così, seguendo la rotta inversa: torna dove tutto è iniziato – e dove, in fondo, non ha mai avuto fine. Volevo leggere Simona Sparaco dai tempi dell'esordio, io che per la nostra narrativa ho sempre avuto un debole. Simona affrontava situazioni forti, di petto; parlava di coppie scoppiate, famiglie a pezzi, terre esotiche. Complice l'attenta promozione al suo ultimo romanzo, è da Equazione di un amore che parto. Quello che meno mi ispirava, son sincero. In quelli che lo avevano preceduto, infatti, temi nelle mie corde: in uno la tragedia di una gravidanza a rischio, nell'altro la riconciliazione con un padre zingaro e in questo, scritto al presente e al passato, l'amore senza giri di parole e senza imbrogli. L'amore al centro, sin dal titolo: prendere o lasciare? Mi avvicino alla storia di Lea, perciò, con il dubbio. La Sparaco la avevo immaginata diversa, non so neanch'io più come, ma mi colpisce: bastano poche pagine appena. Uno stile denso e poco aforistico, una conoscenza approfondita di costumi e riti, personaggi appassionati. Lea, reduce da una relazione autodistruttiva, in pace con se stessa, fa ritorno per due mesi a Roma con un manoscritto da correggere: il viaggio estenuante e gli angoli segreti della sua infanzia le portano alla mente Giacomo. Lei era una frana con i numeri e lui, di cinque anni più grande, era una frana con le persone. Tutte le strade portano a Roma, e quant'è piccolo il mondo? Perché è Giacomo, lo stesso ragazzo che l'ha fatta innamorare prima tra i banchi di scuola e poi nel suo covo bohémien, che si occuperà di fare dell'opera prima di Lea un best-seller. 
Il comunista in erba dagli ideali utopistici, il ventenne con le smanie da filosofo e la barba sfatta che sonnecchiava su un'isola greca, è passato dalla matematica alla letteratura. Coltiva il sogno di un altro. Resta colto, ipercritico, saccente, e ha in pugno una penna rossa per correggere le sviste, i refusi e, sotto sotto, parlare di loro due. Di cosa hanno combinato e di cosa, volendo, avrebbero potuto combinare. Scrivendo ai margini della parziale autobiografia di Lea quello che, tra gli anni Novanta e il nuovo millennio, il ginnasio e gli anni da matricola, si sono fatti. Tardi, allora, per dirsi l'essenziale e, magari,  “scusa”? Equazione di un amore parla di due vecchi amanti che insieme stanno da cani e soli peggio ancora. Si rivedono e sentono che la loro storia irrisolta è un arto fantasma che, quando piove, torna a pizzicare. Nonostante abbia difficoltà a rapportarmi con le equazioni tanto quanto con i romanzi sentimentali – quelli che non prevedono crossover o appigli, dico: quelli sugli amori normali, quotidiani, nudi e crudi -, il romanzo di Simona Sparaco mi è piaciuto molto e solo alla fine ho titubato. Un prefinale convincente, che in realtà pensavo e desideravo fosse il finale vero e proprio, e cinquanta pagine che avanzavano. Cosa c'è lì, Simona? Ci sono stati lo sconcerto e un pizzico di delusione: io che vedo e provvedo, io che ho il pallino del blues più struggente, per la prima volta o quasi mi sono mi sono sentito preso alla sprovvista. Colpo di scena. Un'ultima tappa in cui la magia dell'oriente non risparmia neanche il viandante, romantiche sincronie, superstizioni affascinanti, cenni alla metempsicosi. 
Discorsi che valgono anche per una expat? E per la prima volta o quasi mi sono rivisto in un lato del triangolo: quel Giacomo al vertice che è chiuso a riccio e tanto fa penare la devota Lea. Più per gli aculei e gli hobby – fa il lavoro che vorrei, è moro e spettinato, ha un mondo segreto – , in realtà, che per la gente che abbiamo fatto piangere. Ma stiamo bene per conto nostro – e non è una scusa per darsi alla pazza gioia, ma un'autentica esigenza alla solitudine, un'inclinazione alla malinconia che è più forte degli obblighi del vivere sociale – e se qualcuno ci prova, a riscaldarci, a trovare un pertugio nell'armatura, fa fatica sprecata. Lea, a un certo punto, leggendo una fiaba, racconta di una giraffa che si è innamorata del sole e, come un Icaro romantico e donna, si brucia le antenne. Simona, che le dà man forte senza tralasciare, però, l'umanità di un marito un po' noioso e i moventi di un amante ostinato, ribatte che il cuore - l'unico organo che ha bisogno di una guaina, il pericardio, perché troppo esposto – non è come la coda delle lucertole. Se squarciato per dispetto, non ricresce mica. Ho confuse reminescenze di chimica: gli esercizi per bilanciare gli elettroni, ad esempio. Come si procedeva non lo so, ma in sintassi accade qualcosa di simile con i verbi, spostandomi in un ambito in cui posso mettermi più comodo: all'esame di Linguistica Generale mi hanno chiesto, infatti, una cosa che si chiama “valenza”. Ci sono verbi che hanno bisogno di un solo argomento – i monovalenti: sarà facile intuire, dunque, cosa siano i bivalenti, i trivalenti e così via – e atomi, nelle scienze, che hanno la capacità di combinarsi con altri atomi guadagnando o perdendo elettroni. Due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, insieme, costituiscono la formula dell'acqua. L'amore, invece, è un verbo bivalente; transitivo. La calorosa Lea e lo sfuggente Giacomo, insieme, rappresentano le intricate parentesi da risolvere, in Equazione di un amore. I sentimenti, come la matematica, non sono cosa per tutti. Come i numeri sono infiniti, misteriosi, universali. Se qualcuno ti si siede accanto e te li spiega, e non ti inganna né ti rimprovera, proprio come la maestra Sparaco fa, passa d'un tratto la paura di sbagliar(si)e.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Ivano Fossati – Carte da decifrare

36 commenti:

  1. Mi fa piacere leggere che hai apprezzato. Con la Sparaco ho avuto il tuo stesso atteggiamento, "Nessuno sa di noi", ad esempio, mi ha ammiccato parecchie volte dagli scaffali ma l'ho sempre lasciato lì.
    Credo che inizierò anch'io da questa nuova pubblicazione, se capiterà, ma mai dire mai.

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    1. E io, sai?, non so nemmeno perché li ho lasciati lì. Eppure mi ispiravano, e anche più di questo. Fortunatamente, sono tutti in edizione economica: mi ci fiondo presto. ;)

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  2. Sembra che sto libro potrebbe piacermi... o sei tu che mi freghi con le tue belle recensioni???

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    1. Naaa, secondo me ti piace! Tra i posti lontani di Lea e le bettole (ma in senso buono) di Giacomo, mio fratello segreto, c'è tanto da indagare.

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  3. Anch' io non ho letto nulla di questa autrice e questo romanzo in particolare mi pareva, fra tutti, quello meno nelle mie corde. Ma ora mi hai incuriosita, mannaggia a te!

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    1. Partiamo dalla stessa situazione...
      Saremo d'accordo anche sull'esito finale? Chissà. :)

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  4. Come il solito, le tue bellissime recensioni mi convincono ancora di più ad acquistare nuovi libri! :D Della Sparaco dovrei avere anche Nessuno sa di noi, ma questo mi ispira ancora di più!

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  5. Stessa situazione di Tessa! Non ho letto nulla di suo e pensavo di iniziare da un altro libro, ma adesso ho cambiato idea :O A presto! :)

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    1. Sospetto, però, che con la Sparaco valga il motto tipicamente francese "ndò coglio coglio". Ha lo stile, ha i temi... Cosa chiedere di più? Mi ispirano un po' meno quelli usciti con la Newton.

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    2. mi sono sempre piaciuti i motti francesi xD comunque buono a sapersi, la leggerò presto :)

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  6. Nononostante il tuo parere positivo, non mi attirà un granché.

    Mi sa che aspetto facciano il film... :)

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    1. Eh, ho capito che il cinema italiano sta facendo gran passi avanti... ma adesso pure Singapore come location?
      Io mi prenoto per la parte del protagonista scazzato, magari nei flashback di gioventù. Tanto recita (e presenta) Garko. Perché io no! ;)

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  7. Bella recensione!!! Non conoscevo questa autrice...

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  8. Penso che potrebbe piaceremi. La recensione aiuta, ma anche il fatto che la protagonista porti il mio stesso nome!
    Ciao da Lea

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    1. Ahahah, l'ho subito pensato, infatti!

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  9. Come sempre scrivi recensioni davvero belle! Ho adocchiato questo libro qualche giorno fa e attendevo qualche recensione per farmene un'idea, ora sono convinta di leggerlo =)

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  10. Mi sono imbattuta ieri in un post su Facebook, in cui, Giulia Ciarapica consigliava questo libro. Nemmeno io ho mai letto nulla di suo, come tanti altri (ho visto i commenti), ho più volte letto la sinossi di "Nessuno sa di noi", ma mai comprato...forse questa è una di quelle volte in cui scopri una nuova scrittrice e poi divori tutte le sue opere?

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    1. Può darsi. Lo scorso anno, nel mio caso, il recuperone si è verificato con Ammaniti. Simona lo rimpiazzerà, nel 2016? :)

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  11. A me Nessuno sa di noi era piaciuto abbastanza, ma non so perché questo mi sa un po' di melenso. Poi magari mi sbaglio, eh...

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    1. Anche a me, ma mi sono piacevolmente ricreduto.
      Poco miele, tanto fuoco. Non nel senso che i protagonisti lo facciano come due allegri conigli, eh, ma è una storia appassionata e altrettanto appassionante, lunghissima, e scommetto che quel Giacomo - a un certo punto, assistente universitario - farebbe al caso tuo. ;)

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  12. Anch'io vorrei partire da questa sua ultima fatica, è un pò che mi tenta, ho letto recensioni positive su tutto ciò che ha scritto, adesso è proprio ora di rimediare e ho la netta sensazione che mi piacerà :-)

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  13. Io ho letto "Nessuno da di noi" e non ho un bel ricordo.Grande sofferenza per una storia che tocca corde troppi sensibili per una madre ma affrontata dalla Sparaci con un certo distacco che mi ha infastidita.Non aggiungo altro se non che il giudizio su quel romanzo ha pregiudicato ogni altro contatto con questa autrice.Chissà...

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    1. Il fatto che piaccia e non piaccia, però, mi incuriosisce anche di più. Qui, dove la storia è senz'altro meno controversa, dove gioca con il tradizionale-ma-non-troppo, sicuramente non dispiacerà a nessuno in particolare.

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  14. Scusa gli errori ma con il cellulare è facile sbagliare

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    1. Figurati, lo so bene. Mi capita sempre.

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  15. Bellissima recensione, Michele!
    L'ho finito giusto ieri, con gli occhi lucidi e con resa davanti ad un colpo di scena inaspettato, ma perfetto.
    Ma si sa, no, che il primo amore non si scorda mai. E io Nessuno sa di noi me lo porto ancora nel cuore, con tutte le emozioni che mi ha regalato avendo trafitto quella sua protezione.
    Ho amato meno Se chiudi gli occhi, perché è stato inevitabile il confronto con l'esordio, ma rimane comunque un bel libro e la prosa della Sparaco è meravigliosa.
    Io ti consiglio di andare indietro, per amplificare il piacere :) Dopo questo qui, leggi Se chiudo gli occhi, e solo alla fine leggi Nessuno sa di noi.

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    1. Ciao Silham, ti ringrazio tantissimo!
      Seguirò, allora, quest'ordine qui. A presto. ;)

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  16. Non avevo mai letto un libro della Sparaco.
    Tra l'altro cercavo un altro titolo ed è stata la commessa a suggerirmelo.
    Dal titolo sono già diffidente "equazione dinun amore" che banalità! Ma comunque l'acquisto e lo finisco in un solo giorno.
    Il che posso sicuramente dire che è un libro scorrevolissimo il classico "page turner " ma non ricordo di aver mai letto un libro cosi pieno di ovvietà, storie e personaggi banali, di un prevedibile che piû prevedibile non si puô!!!!
    Eppure le recensioni mi parevano convincenti... Romanzo intenso, pieno di colpi di scena, un romanzo che lascia senza fiato ... Ecc...
    Mai avuta delusione piu grande, sin dallenprime pagine si capisce come andra a finire, la classica storia di lui difficile introverso e lei presa dalla sindrome della crocerossina va avanti e ci ricasca tutte le sante volte ! ( che noia) i colpi di scena dove e quali sono scusate ? Sta già tutto scritto in quella formuletta. Ripeto Banale e mi ha lasciato un amaro in bocca. Sparaco bocciata dal mio bookshelf

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    1. Avevi già intuito che a un certo punto - SPOILER - la protagonista si sarebbe accasciata a terra quando tutto sembrava concluso, perchè a volte così va la vita, certi mali non avvertono, ma per fortuna ci sono culti, c'è una spiritualità, che crede negli eterni ritorni e nelle seconde opportunità? Il colpo di scena è in quelle ultime cinquanta pagine che tanto mi avevano preso in contropiede: quando si capisce che Equazione di un amore non è solo la storia di Lea. Poi, come si dice, de gustibus.

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  17. Mick posso chiederti cosa studi all'università? ☺

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    1. Certamente! Studierei Linguaggi della musica, dello spettacolo e dei media - una specie di Dams -, ma tra corsi che non si attivano e tagli al personale, ufficiosamente, posso dire che faccio Lettere Moderne. :)

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