Oggi,
voglio parlarvi di due romanzi che, apparentemente, in comune hanno
poco o niente. Sono pubblicati da editori diversi, riflettono come
specchi il riflesso di due società separate da chilometri e
tradizioni, parlano di vita e di emozioni con stili e sensibilità
distanti tra loro. E' bastato un solo sguardo, però, per far
conquistare ad entrambi un angolino speciale nel mio cuore. Mi
trasmettono gioia, ottimismo. Luce. Fanno dell'uso della parola il
più forte dei poteri, mostrandoci il fascino e la poesia in un mondo
privo di scintille. Malinconici come un album dei ricordi trovato
casualmente e delicati e potenti come le genuine opere di un tempo,
sembrano mostrarci l'esistenza di un lieto fine che pulsa nel nostro
stesso quotidiano. Alla loro base non ci sono idee geniali e
complessi intrecci, ma mi richiamano come la voce fresca e
melodiosa di un incantevole angelo. Semplici, ma col grande potere di far star bene,
rappresentano la lettura perfetta per ritornare ad affacciarsi, con un sorriso sulle labbra, su un mondo
frenetico e senza più magia. Sto parlando di Olivia, di Paola
Calvetti, e di La Grammatica dell'amore, di Rocìo Carmona. Vi
lascio con le schede e le informazioni inviatemi dalle rispettive
case editrici, che ringrazio fortemente.
Un
romanzo per chi ama i libri e ciò che trasmettono, per chi crede
nella potenza di una pagina e nei sentimenti che questa sprigiona.
Titolo:
La grammatica dell'amore
Autrice:
Rocìo Carmona
Numero
di pagine: 304
Prezzo:
€ 14,00
Editore:
Fanucci
Data
di pubblicazione: 24 Maggio 2012
Sinossi:
È attraverso la lettura di sette grandi capolavori della
letteratura mondiale che la giovane Irene riuscirà a scrivere la
propria personalissima grammatica dell’amore. Saranno le parole di
Tolstoj, Austen, Marquez e Murakami, fra gli altri, ad accompagnarla
in questa esperienza vitale e memorabile. Irene ha appena
conosciuto l’amore ma non è andata come sperava. Dopo il divorzio
dei suoi è stata spedita a studiare in Inghilterra, ma invece di
rimettersi in sesto, la ragazza ha sofferto la sua prima grande
delusione. Quello che dovrebbe essere il sentimento più nobile al
mondo, per lei è solo un miraggio, qualcosa di distante e
incomprensibile. Ed è grazie al suo professore di inglese che
intraprenderà un viaggio fondamentale, percorrendo chilometri e
chilometri di parole che ridaranno il giusto peso a ciò che sente,
ridisegnando per lei un cammino da vivere con l’intensità di un
attimo perfetto e insostituibile. Perché, come le insegna il suo
professore, la letteratura è vita e amore. E sarà un vero colpo di
fulmine ciò che la trascinerà pagina dopo pagina.
Titolo:
Olivia. Ovvero la lista dei sogni possibili
Autrice:
Paola Calvetti
Numero
di pagine: 300
Prezzo:
€ 17,00
Editore:
Mondadori
Data
di pubblicazione: 17 Maggio 2012
Sinossi:
Inaspettati. Così sono tutti i doni degni di questo nome. E del
tutto inaspettato è l’inizio di questa storia, con gli sguardi di
due bambini che si sfiorano da lontano. Qualche anno dopo, a pochi
giorni dal Natale, Olivia – la poco più che trentenne protagonista
di questo romanzo – viene licenziata. O meglio: non viene
licenziata perché non è mai stata assunta; semplicemente perde il
posto di lavoro precario e si ritrova più precaria e fragile di
prima. Così, con la sola compagnia dello scatolone che ha dovuto
portare via dall’ufficio, di una buona dose di malinconia e degli
stratagemmi che la nonna le ha insegnato per affrontare le
difficoltà, Olivia si avvia per le strade della sua città. Trovato
riparo in un bar tabacchi, scorre il suo curriculum pensando a tutto
ciò che quelle pagine tralasciano: gli incontri che l’hanno
segnata, gli amori veri e quelli che credeva lo fossero, le persone
che non ha fatto in tempo ad abbracciare. E le passioni, i sogni, i
fallimenti, la forza dei desideri. In quel bar tabacchi, che con il
passare delle ore si popola di personaggi buffi, matti, generosi e
pedanti, su Olivia veglia la nonna mai scomparsa davvero dalla sua
vita, capace di leggere i segnali segreti della felicità nelle scie
di un aereo o nel verso di una poesia. La stessa nonna che le ha
fatto un dono speciale: una Polaroid con la quale strappare al tempo
gli istanti più belli, complici dell’inarrestabile e salvifica
fantasia di Olivia. Tra le mura ospitali di quel provvisorio rifugio,
lungo una giornata iniziata nel peggiore dei modi, Olivia riflette
che le cose migliori succedono sempre quando ci si rinuncia... Nelle
stesse ore, come in un film a montaggio alternato, irrompono tra le
righe i passi di Diego. Anche per lui è un giorno speciale, forse
l’alba di un nuovo inizio, che saprà offrire una tregua
all’innominabile ferita che ha segnato la sua infanzia. Olivia e
Diego non sanno di essersi sfiorati per tutta la vita, ma fra loro
vibrano le onde invisibili della serendipità, quella
sensazione di euforia che si prova quando si scopre una cosa mentre
se ne sta cercando un’altra. E se è vero che il destino segue
regole invisibili, in quelle ore forse il loro, di destino, si sta
organizzando in una bizzarra successione di eventi.
*_____* Meraviglioso! E' praticamente un cortometraggio!
Voi
cosa ne pensate? Non li trovate entrambi semplicemente adorabili?
Oggi
colgo l'occasione per tornare a parlare delle nuove, attese uscite
della TimeCrime, la casa editrice che, con i suoi ottimi prezzi e
l'originalità dei titoli proposti, si è procurata un posto d'onore
nelle librerie di tutti gli amanti del thriller e di una lettura
fatta di grande qualità, ma a prezzi limitati. Come negli scorsi
appuntamenti, lo staff della TimeCrime ci propone interessanti ed
inediti titoli, ma, insigne anche per correttezza, ha tenuto ad
evidenziare una leggera variazione dei convenienti prezzi di lancio. I tre volumi, firmati da eccellenze del panorama internazionale,
costeranno non più € 7.90, ma € 10.00. Un aumento di appena due
euro che, sono certo, non frenerà affatto i folli acquisti degli
appassionati.
Vi
lascio con le schede e le novità, anticipandovi che prestissimo
potrete leggere la mia recensione di “L'ultimo vangelo”, di
Barbara Goldstein. E voi? Cosa ne pensate? ;)
L’ultima
profezia è la prova di come si possa scrivere un thriller su un
argomento di grande attualità senza mandare in fumo le cellule
cerebrali del lettore. Ne sarete conquistati.” Irvine
Welsh
Titolo:
L'ultima Profezia
Autrice:
Liz Jensen
Numero
di pagine: 434
Prezzo:
€ 10,00
Editore:
TimeCrime
Data
di pubblicazione: 24 Maggio
Sinossi:
Durante un’impietosa estate di caldo biblico e tempeste, la maggior
preoccupazione di Gabrielle Fox è quella di ricostruire la propria
carriera di psicologa dopo un terribile incidente d’auto. Ma quando
le viene assegnato il caso di Bethany Krall, un’adolescente
psicopatica che ha ucciso la madre e vive rinchiusa in un manicomio
criminale, Gabrielle inizia a pensare di aver compiuto un tragico
errore. E ha ragione: la sua giovane paziente non è una semplice
assassina. Nelle sue allucinazioni c’è qualcosa di inquietante, di
orribilmente reale: Bethany può vedere, molto prima che accadano,
catastrofi che si stanno per abbattere sul pianeta, piccole
apocalissi che andranno a comporsi, nel tempo, in un misterioso
disegno finale dal quale nessun tentativo di fuga, nessun possibile
esodo sembrerà poterci salvare. Eppure, quando Gabrielle se ne
rende conto, nessuno le crede. Ci sono profezie troppo spaventose
perché le si possa prendere anche solo in considerazione, e l’unica
cosa che le resta da fare è portare via con sé Bethany, in una
disperata corsa contro il tempo...
“Uno
dei romanzi più riusciti dell’anno.” The
Philadelphia Inquirer
Titolo:
Tre giorni per morire
Autrice:
Karin Slaughter
Numero
di pagine: 470
Prezzo:
€ 10,00
Editore:
24 Maggio
Data
di pubblicazione:
Sinossi:
Una finestra in frantumi. Un’impronta di sangue. Ed è solo
l’inizio... Un atroce crimine ha colpito al cuore la periferia più
ricca di Atlanta. Rientrando nella sua villetta nel verde di Ansley
Park, Abigail Campano trova ad accoglierla vetri rotti, tracce di
sangue e il corpo martoriato di una ragazza. Inizialmente, pensa che
quelle membra straziate siano della figlia Emma: disperata, la donna
si avventa su quello che ritiene essere l’aggressore. Poi,
lentamente, la verità inizia a farsi strada: non è di Emma quel
corpo riverso sul pavimento; non è il suo assassino quel ragazzo che
Abigail ha appena ucciso, a mani nude. Le indagini vengono affidate
alla polizia di Atlanta, ma torbidi giochi di potere e un errore di
valutazione da parte delle autorità rendono inevitabile l’intervento
di Will Trent, agente speciale del Georgia Bureau of Investigation.
Perché c’è qualcosa in quei vetri rotti, in quelle tracce di
sangue, nello sguardo spento di Abigail che solo Will Trent saprà
leggere: ma dovrà fare in fretta, costretto a una corsa contro il
tempo per evitare che altre vite vengano spezzate in nome di un
segreto che nessuno sembra voler svelare.
“Hewson
propone ai suoi lettori degli affascinanti viaggi in Italia con
delitto. Itinerari che contengono suspense, ambientazioni mozzafiato,
un pizzico di gastronomia e investigazioni rigorosamente made in
Italy.” Luca
Crovi, Il Giornale
Titolo:
Il settimo sacramento
Autrice:
David Hewson
Numero
di pagine: 536
Prezzo:
€ 10,00
Editore:
TimeCrime
Data
di pubblicazione: 24 Maggio
Sinossi:
Roma. Durante un’estate torrida un bambino di sette anni, Alessio
Bramante, figlio di un celebre professore di archeologia, scompare
misteriosamente nelle catacombe che tagliano le viscere della città.
L’uomo indagato per il supposto omicidio del bambino viene
inspiegabilmente lasciato alla mercé della furia del padre di
Alessio, che lo uccide senza esitazione: il solo ad andare in
carcere, per un amaro scherzo del destino, sarà dunque Giorgio
Bramante. Quattordici anni dopo qualcuno aggredisce Leo Falcone,
collega dell’ispettore Nic Costa, che all’epoca aveva lavorato al
caso senza riuscire a risolverlo. Bramante, nel frattempo, viene
rilasciato, mentre in prossimità di Castel Sant’Angelo,
all’interno di un museo dedicato alle anime del Purgatorio, viene
rinvenuta una maglietta appartenuta al piccolo Alessio. Sulla stoffa,
incredibilmente, vi sono tracce fresche di sangue. Ben presto, Costa
e i suoi collaboratori si trovano a dover risolvere un atroce mistero
legato all’antico culto di Mitra, e a una vendetta che sembra non
essersi ancora pienamente consumata...
Cari
amici, oggi, la recensione di un romanzo che, da questo mese, sarà
disponibile in tutte le librerie. Pubblicato precedentemente con il
titoloUna botta di fortuna,Il sostitutoè
il secondo romanzo che leggo dell'acclamatoDavid Nicholls.
Riproposto
in edizione economica dalla Beat – che ringrazio fortemente per
avermi inviato una copia del libro – Il sostituto
si arricchisce di un titolo molto più carino e di una copertina che
riprende con successo il modello delle altre che impreziosivano le
precedenti pubblicazioni dell'autore. Buona lettura ;)
Titolo:
Il sostituto
Autore:
David Nicholls
Editore:
Beat
Numero
di pagine: 347
Prezzo:
€ 9,00
Sinossi:
Stephen C. McQueen non è soltanto un giovane dal nome sfortunato
(guai a essere battezzati come le celebrità!), ma è anche preda di
sogni e ambizioni spropositate. Si è messo in testa di fare l'attore
e, poiché non ci riesce, fa l'understudy, il sostituto, colui che
viene buono per qualsiasi ruolo muto (il cadavere o il fantasma
mascherato, nel romanzo) e che dev'essere pronto a sostituire il
protagonista sapendo a memoria tutte le sue battute. Peccato che il
protagonista sia Josh Harper, una specie di superuomo metrosexual,
giovane, bello, ricco, felice e sposato con una donna meravigliosa,
sexy e intelligente, della quale Stephen McQueen, naturalmente
s'innamora senza scampo. Sembrerebbe che al nostro eroe non resti che
macerarsi nell'invidia. Il destino, tuttavia, ha in serbo una
stupefacente, inaspettata sorpresa...
La
recensione
Stephen
C. McQueen, un cuore grande e un metaforico cassetto zeppo di sogni
irrealizzati, non si è ancora arreso al destino che una qualche
beffarda divinità gli ha ironicamente attribuito.
Il
suo futuro gli è da sempre parso scritto nel suo stesso nome, ma,
superati i trenta, convive con l'amarezza di una carriera
insoddisfacente e con un doloroso divorzio alle spalle. E' un uomo
ottimista e solare per natura, ma gli sporadici incontri con la
figlioletta Sophie e un successo che tarda a decollare l'hanno reso
l'ombra di sé stesso. Quasi giunta alla soglia della mezza età, una
persona coscienziosa e matura dovrebbe aver abbandonato mete
infruttuose e invidie da adolescenti, ma il caro Steve passa ogni
singolo giorno dell'anno a sperare in una colossale “botta di
fortuna” che rivoluzioni la sua monotona carriera e ad augurare al
celebre e bello Josh Harper una frattura scomposta al menisco o una
nottata passata a gettare sudore ed energie sulla tazza del water.
Steve
è un attore, ma, per non incappare in silenzi imbarazzanti o in
risposte che sfatano il mito di una vita all'insegna del lusso e
della trasgressione, meglio non chiedere nulla dei ruoli che ha
ricoperto sul piccolo e sul grande schermo!
Il
simpatico protagonista delineato dall'acuta penna di David Nicholls
avete forse potuto notarlo sul tavolo autoptico di un telefilm
poliziesco, in un vicolo malfamato di una pellicola sul sordido mondo
della prostituzione maschile, tra le comparse di uno sceneggiato in
costume o tra le quinte di una costosa produzione teatrale. Se siete
patiti dei cartoni per bambini in stile “Dora l'Esploratrice” -
con castori canterini, scoiattoli e altri simpatici animaletti pelosi
– non avete potuto non apprezzare le sue notevoli doti canore e il
fascino dato da un paio di baffoni posticci mentre, rivolgendosi a un
pubblico immaginario, dal piccolo schermo, impartisce ai più piccoli
geniali lezioni sulla matematica e sull'importanza della salubrità
dell'aria. Questa sua piccola parentesi nel mondo dei film per
l'infanzia - cult in qualche sperduto paese dell'Europa dell'est - è
nascosta con grande vergogna in un ripiano del suo disordinato
armadio, alla stregua di un film per adulti o di una qualche foto
vietata ai minori. Nel periodo delle riprese ha mentito a lungo alla
sua ex moglie e alle domande invadenti della dolce Sophie,
imbarazzato ma sempre orgoglioso di alimentare il sogno che l'ha
accompagnato dall'infanzia. Pur circondato da un mondo cinico e
spietato, Steve continua a nutrire la romantica visione di far del
bene attraverso la sua arte: di suscitare sorrisi, di far commuovere,
di fornire agli spettatori qualche ora di meritata evasione. Questo
suo essere poetico e sentimentale è il suo grande pregio, ma anche
la grande fregatura che gli impedisce di scrivere un nuovo capitolo
nel libro intonso che è la sua deludente vita. Ad incombere su di
lui c'è l'ombra incredibilmente attraente del nuovo pupillo del
cinema inglese: Josh Harper. Biondo e muscoloso, suscita consensi da
parte di entrambi i sessi e i suoi kolossal internazionali e i
preziosi modellini a lui ispirati cedono spesso il passo a spettacoli
teatrali più indipendenti ed impegnati.
In
un tipico autunno londinese, scandito da pioggia e umidità, i teatri
sono pieni per il suo ultimo successo, una sontuosa ricostruzione
storica dall'eloquente titolo di “Malvagio, folle e pernicioso a
conoscersi”!
Stephen
C. McQueen è un nome impercettibile sul patinato manifesto che
sbandiera ai quattro venti l'ultimo successo di Harper. Conosce tutte
le sue battute a memoria, in camerino ha una riproduzione esatta dei
suoi costumi di scena. E' il suo understudy. Il suo sostituto.
Prima
di quello che per me rimarrà il suo capolavoro e dopo Le domande
di Brian, David Nicholls diede alla luce, nel relativamente
vicino 2005, Il sostituto, un'irresistibile commedia che al
fascino delle pellicole d'altri tempi unisce elementi di irriverente
realismo.
A
quasi due anni dalla lettura del magnifico Un giorno ( la mia recensione qui ), lo stile
unico e frizzante dell'acclamato autore inglese è tornato a scandire
qualcuno dei miei pomeriggi, con il suo adorabile british humour e il raffinato mix di romanticismo e dissacrante cinismo che le sue
realistiche storie regalano ad ogni lettore.
L'emozionante
amicizia di Emma e Dex aveva fatto del mio cuore un rottame di
plastica; la storia tutta nuova dell'antieroico Steve, invece, mi ha
illuminato l'anima e scaldato il cuore con il brio del suo umorismo –
un po' da canaglia, un po' da folle idealista – e con il bagliore
dei fasci dei riflettori. Si ci diverte, si ci identifica con lo
sfortunato protagonista, si spera nel veder realizzate le sue grandi
speranze. Divertenti gag, eleganti descrizioni psicologiche,
romantici momenti da film e brillanti dialoghi cedono il passo
all'amarezza e alla corruzione morale dilaganti in un mondo
affascinante come la migliore fiaba e tagliente come un coltello
intriso di veleno.
Si
ride, ma le parole dell'autore, seppure innocenti, sono talmente
forti da far crollare specchi e fitte schiere di illusioni. Le risate
che suscita sono sincere, vere, ma diventano un'utopica arma per
estirpare le radici oscure che avvelenano un mondo d'arte e
sacrificio. Nicholls, questa volta, gioca la carta della critica
sociale e dell'anticonformismo, ma racchiude il tutto in una
colorata “confezione regalo” che rende il libro sì commerciale, ma anche
incredibilmente onesto.
L'eccentrica
Nora, moglie infelice del bel Josh e nuova scintilla nella vita di
Steve, è una donna in carne e ossa. Fuma troppe sigarette, alza un
po' troppo il gomito, convive con rimpianti e sogni tramontati: ha
bisogno di essere salvata, ma il suo personale principe indossa una
calzamaglia di Lycra e vive in un minuscolo monolocale privo del
frigorifero e dei riscaldamenti centralizzati.
Josh
– egocentrico, talentuoso, incredibilmente attento alla moda – è
il tipo di antagonista in cui tutti noi ci imbattiamo, ma al quale
possiamo imputare solamente un'eccessiva benevolenza da parte di
Madre Natura. Lo odiamo a prescindere. Lo detestiamo per tutto quello
che ha e che noi non avremo mai: simpatia, addominali scolpiti, denti
bianchissimi, capelli naturalmente luminosi, manipoli di ammiratrici e una donna
perfetta come compagna di vita. Non è cattivo, ma probabilmente è
il genere di persona che ci infastidisce perché riteniamo del tutto
veritiere le qualità che gli altri gli attribuiscono.
C'è
tanto dell'autobiografia dell'autore nel romanzo, ma la
forza del personaggio di Steve sta nel fatto che tutti coloro che si
sentono infelici figli di un dio minore e perenni sfigati troveranno
nella forza d'animo del protagonista l'ispirazione per continuare a
sperare, la voglia di trovare un solido appiglio e di fare della loro
vita il più suggestivo e meraviglioso degli spettacoli.
Come
ogni romanzo "intermediario", Il sostituto, tuttavia,
ha insieme il pregio e il difetto di essere testimone concreto della
fase di transizione, cambiamento e maturazione vissuta in quegli anni
dall'autore, scisso tra l'euforia della gioventù e la delusione nata
dall'avere acquisito nuove consapevolezze.
Una
lettura molto carina e poi non così tanto spensierata, dunque, che,
ai cliché delle commedie di maggiore lustro, unisce la tristezza del
moderno vivere.
Un
incontro fra un vivace musical di Broadway, Harry ti presento
Sally e l'italiano Generazione mille euro.
Il
mio voto: ★★★ 1/2
Il
mio consiglio musicale: Take my breath away - Berlin
E'tempo di anteprime, è tempo d'estate, è tempo di tornare nuovamente
a parlare delle prossime novità della “neonata” Tre60!
Che
dire, non poteva che essere il camaleonte il segno distintivo di
questo nuovo successo dell'editoria italiana: thriller, romanzi
d'amore, commedie cariche di brio e umorismo, originali urban
fantasy, horror al cardiopalma e frenetiche storie di avventure.
Una
vasta gamma di emozioni e sentimenti, in cambio di una spesa alla
portata di tutti: € 9.90 per volumi curati minuziosamente, con
originali e resistenti sovracopertine e traduzioni prive di qualsiasi
refuso linguistico...è ancora possibile sognare tra le pagine di un
libro e la Tre60 – accanto alla Newton & Compton, ma anche alla
Fazi o alla Piemme – apporta il suo prezioso contributo nella lotta
contro la crisi e nella preservazione della più costruttive
passioni: la lettura.
Maggio
sta correndo via velocemente, e, come ogni mese, i nuovi titoli del
camaleontico editore tornano a fare capolino tra gli scaffali. Vi
lascio le schede e le rispettive copertine! Fatemi sapere cosa ne
pensate!
Titolo:
I due matrimoni
Autore:
Chrissie Manby
Editore:
Tre60
Numero
di pagine: 380
Prezzo:
€ 9,90
Data
di pubblicazione: 17 Maggio
Sinossi:
Una data, un nome, un destino. Nata il giorno delle nozze tra il
principe Carlo e l’amatissima principessa del Galles, Diana è
cresciuta in un mondo dorato, coccolata e viziata dai genitori,
sempre pronti a esaudire ogni suo desiderio. E ora che è stata
fissata la data del matrimonio con il suo Ben, lei ha un unico
pensiero in testa: organizzare un evento indimenticabile, grandioso,
stupefacente. In una parola, «regale».
Alla
soglia dei quarant’anni, Kate non ha mai pensato di sposarsi:
troppi impegni lavorativi, troppe cose da fare e, soprattutto, nessun
uomo che le abbia davvero fatto palpitare il cuore. Ma adesso è
diverso. Prima di tutto, nella sua vita è entrato Ian, una persona
generosa e affidabile, che sa metterla sempre a suo agio e che la
capisce. Poi c’è la terribile malattia della madre, cui ormai
rimangono pochi mesi di vita. E, forse, è proprio per farle un
ultimo regalo che Kate accetta la proposta di matrimonio di Ian.
L’importante, però, è che la cerimonia sia sobria e per pochi
intimi. In una parola, «semplice».
Diana
e Kate, due donne agli antipodi che s’incontrano per caso davanti a
un vaporoso abito da sposa, un trionfo di tulle e organza, col
corpetto impreziosito da rose ricamate a mano. Il vestito ideale per
Diana, troppo appariscente per Kate. Ma il fato, si sa, è
capriccioso. Quell’abito principesco, infatti, sembra sia stato
disegnato apposta per Kate: uno sgarbo intollerabile per
l’ipercompetitiva Diana, che entra così in fibrillazione. Ed è
solo l’inizio, perché l’organizzazione dei due matrimoni ha in
serbo molte altre sorprese…
Titolo:
Ladra di sangue
Autore:
Cherie Prest
Editore:
Tre60
Numero
di pagine: 352
Prezzo:
€ 9,90
Data
di pubblicazione: 24 Maggio
Sinossi:
A Raylene Pendle non piace essere una vampira e, soprattutto, lei non
vuole avere niente a che fare con i suoi simili. Ecco perché i suoi
clienti sono esclusivamente esseri umani, sebbene si tratti sempre di
personaggi poco limpidi. Raylene, infatti, è una ladra
professionista: su commissione, ruba opere d’arte d’inestimabile
valore e rarissimi gioielli antichi. Il giorno in cui viene contatta
da Ian Scott, un vampiro, Raylene è quindi molto diffidente. E i
suoi dubbi si moltiplicano quando Ian le racconta di essere stato la
cavia di un progetto segreto finanziato dal governo per scoprire
l’origine dei poteri dei vampiri e sfruttarli in ambito militare.
Purtroppo gli esperimenti a cui è stato sottoposto lo hanno reso
cieco e ora, grazie all’aiuto di Raylene, lui si vuole vendicare,
recuperando alcuni documenti che proverebbero i crimini commessi dal
responsabile del progetto, il maggiore Bruner. Non appena accetta
l’incarico, però, la vampira entra nel mirino di spietati agenti
speciali, disposti a tutto pur di fermarla. E anche il dottor Keene,
il medico che ha preso in cura Ian dopo la fuga dal laboratorio
dell’esercito, sembra nascondere troppi segreti: capire di chi si
può fidare non è semplice, ma per Raylene potrebbe rivelarsi
l’unico modo per restare in vita…
Titolo:
L'artista della morte
Autore:
Alejandro Aris
Editore:
Tre60
Numero
di pagine: 360
Prezzo:
€ 9,90
Data
di pubblicazione: 24 Maggio
Sinossi:
Washington, 1968. Dopo aver trascorso più di due anni nell'inferno
del Vietnam, il dottor Kenneth Philbin è abituato ad affrontare le
atroci sofferenze dei feriti e a confrontarsi quotidianamente con
l'orrore della morte. Tuttavia neanche lui può rimanere indifferente
davanti a uno spettacolo cosi macabro e inquietante: un uomo seminudo
crocifisso ai pali di sostegno di un molo. Poco sopra la testa della
vittima, è stato inchiodato un foglietto con scritto "Salvador",
mentre sull'acqua sottostante c'è una piccola imbarcazione. Sebbene
Kenneth, in qualità di chirurgo del pronto soccorso, sia stato
convocato dalla polizia solo per certificare la causa della morte, è
lui il primo a capire che la scena del crimine è l'esatta
riproduzione dì un celebre quadro di Salvador Dalì, il "Cristo
di san Giovanni della Croce". E, nel giro di pochi giorni,
arrivano due terribili conferme: la polizia infatti trova un cadavere
disposto in modo da raffigurare l'"Uomo vitruviano" di
Leonardo, e un altro che richiama la "Lezione di anatomia del
dottor Tulp" di Rembrandt. Ma è la maestria con cui i corpi
sono stati sezionati a mettere in allarme Kenneth: l'omicida non è
ossessionato soltanto dalle opere d'arte, ma anche dal corpo umano,
ed è chiaro che ha una profonda conoscenza dell'anatomia e una
straordinaria abilità chirurgica. Forse l'assassino è molto più
vicino di quanto Kenneth possa immaginare, ed è proprio a lui che ha
lanciato la sfida...
Titolo:
Profezia Finale
Autore:
Chuck Kuzneski
Editore:
Tre60
Numero
di pagine: 416
Prezzo:
€ 9,90
Data
di pubblicazione: 31 Maggio
Sinossi:
Francia, 17 giugno 1566. Pochi giorni prima di morire, un uomo
scrive una lettera, la chiude in un cofanetto di legno e, in una
postilla al suo testamento, dispone di svelarne il contenuto soltanto
molti secoli più tardi…
Stati
Uniti, oggi. Dopo aver ricevuto una lettera in codice –
un’enigmatica quartina composta in varie lingue antiche –, una
giovane insegnante inizia a sospettare di essere pedinata e, intuendo
di essere in pericolo, decide di chiedere aiuto al milionario
Jonathon Payne e al suo collega David Jones, ex soldati delle forze
speciali diventati consulenti del governo americano. Per incontrarli,
si reca quindi a una serata di beneficenza organizzata all’università
di Pittsburgh ma, proprio mentre sta per mostrare loro una copia
della lettera, la donna viene assassinata da un cecchino, che a sua
volta muore poco dopo. Decisi a fare luce su quell’omicidio e sul
significato della misteriosa quartina, Jones e Payne vengono così
coinvolti in un’avventura che li porterà prima a casa della
vittima dove scopriranno che lei aveva mentito sulla sua identità, poi nel caveaux di una banca svizzera e, infine, in un antico
castello in Belgio, costantemente braccati da nemici determinati a
difendere un segreto custodito da centinaia di anni, un segreto che
riguarda il nostro futuro…
Dopo
aver recensito il romanzo (qui) e aver dedicato una puntata di Passion
Bookmars (qui) ai più grandi successi del regista, condivido con voi
qualche impressione sul film Dark Shadows.
Le
recensioni cinematografiche non sono proprio il mio forte, quindi mi
limiterò a marcare le differenze con il libro e ad esprimere
nel miglior modo possibile il mio entusiasmo dilagante! Sono felice
di annunciarvi che il film è al primo posto nella classifica dei film più
visti, spodestando American Pie e The Avengers. Vi
auguro una buona lettura e vi consiglio, il prima possibile, di
correre al cinema! ;) Un saluto!
"Si
dice che il sangue sia più denso dell'acqua.
E'
quello che ci definisce, ci lega, ci maledice".
Ogni
grande aspettativa finisce inevitabilmente per alimentare amare
delusioni e grandi fiaschi.
Come
ogni fan di Tim Burton che si rispetti, ho atteso con ansia
crescente l'uscita del suo ultimo film nelle sale. Un progetto
originale, capace di cogliere appieno lo spirito del poliedrico
regista.
Visionario,
fumettoso, perennemente sopra le righe, incantevolmente oscuro.
Immediatamente,
per nulla soddisfatto dai pochi frammenti mostrati nel trailer, ho
voluto saperne di più. Hanno avuto così inizio lunghe ricerche
sull'omonima serie TV che ha ispirato la versione cinematografica di
Dark Shadows, insoddisfacenti visioni di gallerie fotografiche
e backstage che mostravano i dietro le quinte del film e attese
brucianti per leggere il romanzo di Lara Parker, che - a
partire dal 3 Maggio - la Tre60 ha distribuito in vista
dell'ultima meraviglia del regista hollywoodiano.
Proprio
qualche giorno fa, avete potuto leggere la recensione dell'omonimo
romanzo, che ho scritto dopo una settimana di intensa lettura. La
recensione di un fantasy spiazzante come una tragedia greca, cruento
come un dettagliato documentario su riti proibiti e antichi, crudele
come solo la storia di una passione eterna sa essere. Quattro stelle
meritatissime per il primo volume di una trilogia di grande
complessità e attenzione storica: descrittivo, vagamente poetico,
avvolgente e malinconico.
Ora,
reduce dalla visione dell'atteso film, condivido con voi le mie
impressioni. So che finisco sempre col fare lunghe premesse, ma anche
questa volta è doveroso!!
Ieri
sera ho avuto modo di assistere alla proiezione dell'ultimo film di
Woody Allen, To Rome with Love, e sono uscito dalla sala
praticamente sconvolto. Una sola parola: osceno! Brutto, brutto,
brutto! Una fotografia da pubblicità di pillole per i disturbi
intestinali, sceneggiatura imbarazzante, dialoghi privi di mordente,
attori nel massimo delle loro potenzialità che, come cani rabbiosi,
si contendono la telecamera per qualche secondo di notorietà
internazionale. Se l'avesse fatto un altro regista sarebbe stato
considerato alla stregua della spazzatura, ma la mano di Allen alla
regia ha fatto di questo To Rome with Love grande cinema
d'autore...bah! Andiamo avanti!
Avrete
capito che Dark Shadows si è rivelato un intrattenimento
molto, molto appagante! Subito, sin dai primi fotogrammi, è stato
come “sentirsi a casa”. Atmosfere tetre e nebbiose, linee morbide
e sinuose, orpelli barocchi, scenografie e costumi curati nel
dettaglio, dialoghi brillanti e pezzi meravigliosi a far da colonna
sonora.
Il
film e il romanzo di Lara Parker hanno solo i personaggi e la trama
di base in comune. Il resto è plasmato come creta duttile nelle mani
di quello che reputo uno dei registi più grandi del nostro tempo. Ci
sono le vicende di una famiglia dalla potenza ormai in declino, la
maledizione della sanguinaria Angelique, il ritorno di Barnabas dal
mondo delle tenebre, ma in aggiunta c'è il personaggio della dolce
Victoria; amabile insegnante del problematico David Collins, che ha un
passato misterioso alle spalle e lo stesso volto angelico di Josette
DuPres: sposa di Barnabas in un passato mai dimenticato e vittima
innocente di un amore che in torno a sé ha fatto macerie e terra bruciata.
Il
suo rapporto con Barnabas, apportati i dovuti cambiamenti, ricorda
quello di Dracula e della sua Mina.
Johnny
Depp, affiancato da
uno stuolo di agguerrite prime donne, sorprende con la sua consueta
bravura.
Michelle
Pfeifer, tenace
matriarca della famiglia Collins, affascina con un'interpretazione
algida e severa da diva del passato, ergendosi a nuova musa del
regista (?).
Eva
Green, perfida e
sexy, non dà alla sua Angelique la profondità propria del
personaggio del romando della Palmer, ma questo è probabilmente
attribuibile alla sceneggiatura irriverente firmata da Seth Grahame –
Smith (Hard Times, La leggenda del cacciatore di vampiri): la sua
interpretazione di una strega pazzerella e un po' ninfomane suscita
ilarità e luminosi sorrisi, allontanandola dai ruoli più impegnati
ricoperti negli ultimi film.
Ruolo
privo di spessore, invece, per la sempre eccellente
Helena Bonham Carter,
che permette invece di mettere in luce il fresco talento della
quindicenne Chloe
Moretz: un uragano
biondo, la cui indiscutibile bravura, dopo la sublime interpretazione
della vampira Abby in Lasciami
Entrare, le ha fatto
conquistare il ruolo da protagonista nella nuova versione
cinematografica di Carrie
– Lo sguardo di Satana.
Il resto è puro e sano divertimento! A ritmo di briose canzoni disco
- combattimenti, risate, emozioni, lupi, fantasmi, case in fiamme,
sconcertanti ritrovamenti, gravose eredità. .e chi ne ha più ne
metta! E' violento, ma mai esplicito. Malizioso, ma mai volgare.
Ammaliati da una sublime fotografia, si ci perde nel blu soffuso del
passato e si ride dinanzi ai bizzarri tentavi di Barnabas di
adattarsi al presente.
Numerose
strizzate d'occhio al simpaticissimo
La morte ti fa bella,
altre a Sucker Punch,
e tanti rimandi ai film che l'hanno reso grande. L'assidua
collaborazione con il compositore Danny Elfman, l'affiatamento con
Johnny Depp, le atmosfere fumose e evocative tipiche di Sweeney Todd,
l'ironico romanticismo di Edward Mani di Forbice, il calore e la
magia della famiglia di Charlie e la fabbrica di cioccolato.
Come ogni film di Burton, Dark Shadows è una gioia per gli occhi e la mente.
Entusiasmante dal primo fotogramma. Una nuova perla in una collezione
di gioielli di immenso valore cinematografico. Stra-consigliato!
Ciao
a tutti! Come ogni domenica, oggi una nuova puntata della rubrica
“Passion Bookmars”. Il tema di oggi? I “Dark Classics”
...E
voi? Cosa
farete questo weekend? Avevo in programma di andare al cinema a
vedere “Dark Shadows”, ma, visto che da me non lo proiettano,
ripiegherò su qualche fidata serie TV! A proposito, in settimana un
nuovo appuntamento con la rubrica I ♥Telefilm.
Vi auguro una buona giornata! Un abbraccio a tutti! ( Un augurio speciale a tutte le mamme!!)
Oggi,
in contemporanea mondiale, approderà sul grande schermo l'ultima
fatica di Tim Burton. Dopo aver dedicato ampio spazio alla sua
filmografia nell'ultimo appuntamento con Passion Bookmars, oggi, in
occasione del suo ritorno nelle sale, la recensione dell'omonimo
romanzo di Lara Parker che ha ispirato l'ultima fatica del “maestro”:
Dark Shadows.
Un
immenso ringraziamento alla cara Elena, che mi ha inviato tanto
gentilmente una copia del romanzo. Buona lettura!
Una
donna, in tutte le altre cose, è piena di paure, ma quando si
scopre tradita nell'amore, non c'è altro cuore più assetato di
sangue.
(
Medea; Euripide)
Titolo:
Dark Shadows. La maledizione di Angelique
Autrice:
Lara Parker
Editore:
Tre60
Numero
di pagine: 442
Prezzo:
€ 9, 90
Data
di pubblicazione: 3 Maggio 2012
Sinossi:
Isola della Martinica, XVIII secolo. Uno sguardo, e il destino di
Barnabas Collins è segnato. Per sempre. Il giovane ufficiale,
infatti, s'innamora all'istante di Angelique Bouchard, una ragazza
sensuale ed enigmatica dagli occhi profondi come il mare. E anche lei
ben presto si lascia ammaliare da quel raffinato rampollo di una
ricca famiglia del Maine. Così, quando poche settimane dopo il loro
incontro lui le propone di sposarlo, lei accetta con entusiasmo.
Prima di coronare il suo sogno d'amore, però, Angelique deve
attendere un anno, il tempo necessario a Barnabas per intraprendere
un lungo viaggio verso casa e ottenere la benedizione del padre. Ed è
quindi soltanto al suo ritorno che Angelique fa una scoperta
devastante: Barnabas ha smesso di amarla e ha già chiesto la mano di
un'altra donna. Umiliata per l'affronto subito e accecata dalla
gelosia, la ragazza gli giura allora una terribile vendetta: perché
lei è un'adepta dello Spirito Oscuro, una strega esperta nell'arte
della magia nera e in grado di condannare un uomo per l'eternità,
trasformandolo in un vampiro... Diventata famosa per aver
interpretato il personaggio di Angelique nella serie televisiva
originale, con questo romanzo Lara Parker ci introduce nel fantastico
mondo di "Dark shadows", che ha ispirato l'omonimo film di
Tim Burton.
A
partire dall'undici maggio, Tim Burton illuminerà l'oscurità delle
sale cinematografiche di tutto il mondo con il suo genio
squisitamente gotico e con una storia fitta ed intrigante.
Tornano
le atmosfere dark che hanno da sempre rappresentato la sua elegante
firma, i colori cangianti e piacevolmente kitsch scelti da un
assortito team di celebri scenografi, il gusto per il grottesco che
caratterizzò il cult Beetlejuice e la preziosa squadra di attori
che, da sempre, lo accompagnano nella sua inarrestabile scalata al
successo.
Intraprendere
la lettura dell'omonimo romanzo che ha ispirato la sceneggiatura di
Dark Shadows mi aveva riempito, inizialmente, di dubbi ed incertezze.
Non sapevo se aspettarmi gli intrighi familiari e i complessi
intrecci che, negli anni '70, caratterizzarono la famosa serie TV o
l'umorismo trascinante e venato di tinte black che il trailer della
pellicola lasciava immaginare.
Pur
sperando di intraprendere una lettura piacevole e ben ritmata, mi ero
psicologicamente preparato alla leggera noia di dovermi sorbire una
densa schiera di subdoli giochi familiari e a un numero interminabile
di nomi stranieri da cucire nella mia memoria per associare ruoli e
personaggi vari.
Sin
dalle prime pagine, è palese la differenza che intercorre fra le
vicende narrate nel romanzo e il libero adattamento che Burton ne ha
fatto. Dimenticate la musica disco che accompagna le immagini del
film, le tinte sgargianti che rendono caricaturale e fumettoso il New
England del passato, i capelli impomatati di Johnny Depp e
l'indiscutibile sensualità di un'inedita Eva Green.
La
villa di Collinwood non è lo scenario per bizzarre colazioni, né il
campo di battaglia per battaglie all'ultimo effetto speciale. E' un
museo polveroso e buio in cui aleggiano ricordi dolorosi che hanno la
consistenza delle pagine ingiallite di un vecchio diario e di uno
spettro evanescente. Barnabas è delineato come un uomo malinconico e
taciturno, segnato dal peso dei ricordi e dalle rughe invisibili di
una vita immortale. Convive con un passato sanguinoso e tragico e,
legato da un rapporto di riconoscenza e stima alla donna che ha
spezzato con il progresso della scienza la sua secolare maledizione,
spera che la cenere di quel che è stato non offuschi la bellezza di
un futuro all'insegna della normalità.
Poi
c'è lei, Angelique, che, come una catena che lo lega al passato, lo
costringe a tuffarsi negli oceani del tempo e tra le pagine poetiche
e antiche che custodiscono la sua personale verità. La verità di
una donna che, prima di essere strega e folle vendicatrice, era una
bambina senza infanzia e una fanciulla innamorata.
Per
Barnabas, quella donna è stata la causa di tutti i mali che hanno
infettato la sua vita. Le sue parole, sincere e di struggente
intensità, però, gli mostrano i retroscena di una storia che lui ha
vissuto da un punto di vista completamente opposto e avvincono lui e
il lettore in pagine che mescolano avventura, magia nera e grandi
passioni. Da biasimevole antagonista, lei diventa cuore pulsante
della storia. Eroina indiscussa e atipica di un romanzo che, in quasi
450 pagine, mescola gli elementi che rendono grandi e intramontabili
i classici del passato. Una magistrale caratterizzazione dei
personaggi, dettagliate ricostruzioni storico-geografiche, doppi
giochi, duelli, sortilegi d'amore, pirati, sontuosi balli in maschera
e avvincenti triangoli amorosi. I punti di vista si alternano e si
mescolano freneticamente, mostrando le mille sfumature che la verità
può assumere e portando il lettore a mettere continuamente in
discussione perfino le certezze più radicate. Cos'è giusto, cos'è
sbagliato? Può l'amarezza della gelosia portare alla netta
distruzione della persona amata?
L'amore
diventa “furor”; il desiderio di mettere insieme i frammenti di
un cuore crudelmente infranto, invece, ossessione. Omaggiando
palesemente l'inimitabile stile di Bram Stoker, l'autrice riesce ad
intrappolare mente e anima con una scrittura minuziosa e rara degna
della migliore Anne Rice, rendendo impeccabilmente la violenza e la
grettezza che caratterizzavano le colonie francesi duranti il XVII
secolo e mostrando un timido scorcio di un'America moderna prostrata
dalla vaga ombra della guerra in Vietnam.
Nonostante
gli echi tragici che risuonano tra i capitoli, ho trovato numerosi
richiami alle fiabe della mia infanzia, che mi hanno fatto pensare ad Angelique come a una sanguinaria e romantica Cenerentola che cerca il
suo lieto fine tra le braccia di un tenebroso principe azzurro. Una
Cenerentola armata di arti magiche e mele avvelenate che ha trovato,
nella figura della mite Josette, la “più bella del reame” con
cui scontrarsi.
Come
nelle fiabe – anche in quelle più oscure – il ruolo del
personaggio maschile è nettamente subordinato a quello della
complicata prima donna.
Barnabas,
oscillante tra rimpianti e speranze, ha le fattezze del poeta dannato
del Romanticismo europeo: ribelle, impulsivo, vittima delle pulsioni
più sfrenate.
Angelique
Bouchard è semplicemente vera. Ha una grande anima, preda di grandi
passioni e di grandi dilemmi. Nel caratterizzarla, Lara Parker, che
nell'omonima serie televisiva aveva impersonato la stessa Angelique,
mette fatica e brillanti idee, arrivando persino a identificarsi con
essa e ad annullarsi nel suo piano di lucida vendetta.
Pur
essendo nato sulla scia della serie Tv, si percepisce in maniera
lapalissiana che romanzo è stato frutto di costanza e
approfondimenti e non dell'infima voglia di trarre nuovi guadagni da
un successo già consolidato. Francamente, Dark Shadows non è la
lettura scorrevole e divertente che speravo di intraprendere in
questo momento, ma, nel bene o nel male, si è rivelato un'impensata
ed esaltante sorpresa!
Il
mio voto: ★★★★
Il
mio consiglio musicale:Dark Shadows Soundtrack - "Prologue" (Danny Elfman)