Tolstoj
si sbagliava: sono le famiglie felici a essere diverse, ognuna per
proprio conto. E' la felicità l'anomalia, l'eccezione, la
stravaganza, non il contrario.
Titolo:
La lettrice scomparsa
Autore:
Fabio Stassi
Editore:
Sellerio
Numero
di pagine: 273
Prezzo:
€ 14,00
Sinossi:
Nella
soffitta di un palazzo di via Merulana, a Roma, è arrivato un nuovo
inquilino. Si chiama Vincenzo Corso, detto Vince, per vent’anni è
stato prigioniero delle graduatorie della scuola secondaria
superiore, insegnamento delle materie letterarie. È nato a Nizza
dall’amore di una notte tra una cameriera italiana e uno
sconosciuto che nel corso del tempo è rimasto tale, un fantasma a
cui mandare ogni tanto una cartolina senza destinatario. Un settembre
si ritrova per strada. Nessun incarico di docenza, una relazione
sentimentale conclusa da poco, l’amarezza del fallimento che
suggerisce una fuga. Ma quando un’anziana ed energica signora gli
affitta per due mesi la soffitta di via Merulana, Vince tenta
l’ultima scommessa con se stesso: grazie all’esperienza su una
rivista femminile, dove risponde alle lettere delle lettrici che
cercano rimedi letterari per i loro disagi, aprirà uno studio di
biblioterapia. Curerà le persone attraverso la lettura di libri,
somministrando Jorge Amado a chi vuole ingrassare, Hemingway a chi
non sopporta i propri capelli, Il mare non bagna Napoli di Anna Maria
Ortese a chi ha problemi di vista. Tra gli inquilini del palazzo c’è
una signora anziana che vive al piano di sotto con il marito e un
cane. Due incontri in tutto, sul pianerottolo, mentre lei trasporta
le buste della spesa. La signora Parodi di lì a poco scomparirà nel
nulla. E i sospetti saranno tutti sul marito, taciturno e scontroso.
Eppure per Vince Corso, qualcosa non torna. Il nuovo romanzo di Fabio
Stassi si situa nell’enigmatico crocevia dove i mondi inventati
della letteratura invadono lo spazio reale della vita. È qui che i
libri, i romanzi, la poesia, finiscono di essere pagine e inchiostro
e sembrano diventare tutt’altro: medicamenti, terapie per i malanni
dell’esistenza, e persino strumenti di indagine nell’oscurità di
un delitto.
La recensione
“A
volte penso che per i libri bisognerebbe inventare una parola nuova,
signor Corso. Una parola che non esiste. E questa parola dovrebbe
essere il contrario di cimitero e indicare un luogo dove si conserva
la vita, non la morte, e non si mette a giacere niente.”
Da
quando ho scoperto le gioie della Biblioteca comunale, mi faccio
passare qualche sfizio. E, per dovere di cronaca, prendo in prestito
romanzi che altrimenti non mi tenterebbero. Quelli della rinomata
Sellerio, ad esempio, letti spesso sul Kindle e raramente in versione
cartacea: quelle copertine intercambiabili, quei libri dallo strano
formato che non so bene in qualche punto della libreria incastrare,
poco mi invogliano agli acquisti folli. Ecco perché ho scoperto
Antonio Manzini e il suo Rocco Schiavone tardi, in tivù. Ecco
perché, nonostante mi consigliassero e straconsigliassero Fabio
Stassi, ho sempre rimandato a data da destinarsi. Con in whishlist
L'ultimo ballo di Charlot, ho preferito dare la precedenza
all'ultimo arrivato, La lettrice scomparsa: presente
in molti bilanci di fine anno e apprezzato tanto quanto i precedenti.
Alla luce di un fallace sesto senso, immaginavo Stassi più
supponente e ostico. In realtà, la sua ultima fatica è una commedia
gialla che ha tutta l'aria di essere il primo capitolo di una serie
dedicata ai consigli e alle indagini dell'interessantissimo Vince
Corso.
Un protagonista abile nell'arte di arrangiarsi che, in un
condominio in cui unire casa e bottega, inciampa in un mistero da
svelare. Professore di Lettere condannato a gratuatorie interminabili
e a supplenze saltuarie, Vince si è improvvisato biblioterapeuta.
Pensa spesso a una donna che gli ha spezzato il cuore, in una Roma
mai tanto malinconica. Nato dalla relazione di una notte tra una
cameriera e un ospite, inoltra lettere vane all'albergo in cui è
stato concepito e allevato, in quel di Nizza. Eterno sognatore, crede
fermamente nella narrativa e nel potere dei libri giusti al momento
giusto. Per lavoro, consiglia letture a donne sull'orlo di una crisi
di nervi, che vanno e vengono dal suo studio improvvisato. Forse
Vince avrebbe potuto salvare anche la signora Parodi: l'anziana
inquilina del piano di sotto, scomparsa senza lasciare traccia. I
media ipotizzano che si tratti di un omicidio. Tutti, alla luce del
luogo comune, pensano che la colpa sia del marito. La
lettrice scomparsa ha un giallo
che è un piccolo ma efficace pretesto. E' un libro che parla di
libri, nelle cui riflessioni esistenziali è facilissimo ritrovarsi.
E, al pari dei romanzi della simpatica e colta Alice Basso, è un
gioco metaletterario che vive di rimandi, inchiostro e amore
incondizionato per il profumo della carta stampata.
Lettura
leggerissima e appassionante con un protagonista d'eccezione, però,
mi ha convinto con riserva. Il gioco funziona a metà. Qualche
citazione sfugge e qualcuna fa antipatia; qualcun'altra, ancora, ha
il grande pregio di farti scoprire autori che non conoscevi. La
sensazione, comunque, è che l'autore si diverta più di noi. E che
il romanzo, che ha tutta l'aria di un adorabile film parigino, appaia
a tratti artificioso e forzato. I personaggi parlano come libri
stampati, per aforismi. Le pazienti, colorate e nevrotiche, sembrano
chieste in prestito a Nanni Moretti. La ricerca della frase ad
effetto, soprattutto nel finale, ha la precedenza sulla
pianificazione di una trama un po' incerta nelle intezioni, con la
scusa di un prosieguo. Quale effetto possono avere sulla mente e
sullo spirito una lettura mirata e il tempo speso in compagnia di un
bel romanzo? Qui la Santeria sembra essere approdata nella Capitale,
proprio sull'Esquilino. E un loquace portiere sud-americano,
un'amante bibliotecaria e un migliore amico libraio, tra sedute
psicoterapeutiche e illuminanti cruciverba, faranno da spalla a un
eroe che somiglia a Depardieu, fuma sigarette introvabili e, in
periodi di ristrettezze economiche, si spaccia con risultati
sorprendenti per quello che non è. All'occorrenza, anche per
investigatore privato.
Il
mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Claude Francois - Comme d'habitude
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