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venerdì 30 marzo 2018

Recensione: Il sole a mezzanotte. Midnight Sun, di Trish Cook

| Il sole a mezzanotte. Midnight Sun, di Trish Cook. Fabbri Editore, € 18, pp. 205 |

Diciassette anni di buio. Diciassette anni dietro un vetro schermato. Diciassette anni da principessa, vittima di una tremenda maledizione – il coprifuoco di Cenerentola, l'impenetrabile torre d'avorio di Raperonzolo. La vita di Katie, maturanda, è l'esatto contrario delle favole.
Certo, ha la bella voce delle eroine Disney – potreste avere la fortuna di sentirla cantare in stazione, di notte, se passeggeri di un treno che fa le ore piccole.
Certo, il suo vicino di casa, Charlie, non sfigurerebbe nei panni del principe azzurro – le spalle da nuotatore, una borsa di studio molto poco in forse, il curriculum del ragazzo d'oro dell'esemplare provincia americana. La maledizione di Katie ha un nome che fa paura e, impossibile da spezzare con un bacio, potrebbe degenerare da un momento all'altro. Lo xeroderma pigmentoso, una rara allergia alla luce, ha fatto sì che le sue esibizioni in pubblico fossero piccole e occasionali e che Charlie, il dirimpettaio di cui è innamorata sin da bambina, ignorasse la sua esistenza al di là del vetro blindato. Conoscenze: papà, amica di sempre, qualche dottore in caso d'urgenza, il bigliettaio con cui è ormai in confidenza. Aspettative di vita, prima di andare incontro a una degenerazione neurologica: basse; vent'anni appena.

Solo il presente conta.

Il sole a mezzanotte è una storia di un'adolescente che vuole qualcosa di più. Tutto, diremmo, riprendendo alla lettera l'esordio di Nicola Yoon. Anche lì, infatti, una sindrome con pochi precedenti, una piccola fuga romantica, la vita che si fa beffe all'ultimo della paura di morire presto. Manca l'esperienza necessaria per scriverle, le canzoni, dalla finestra sul cortile. La consapevolezza di quanto duri una giornata perfetta e di quanto brucino addosso i raggi, e i sentimenti. Perciò Katie, via il cappuccio della felpa, osa innamorarsi di quel coetaneo tenuto all'oscuro mentre lei sceglie la luce. Perciò Katie, desiderosa di libertà nonostante la sua sfida ci appaia persa in partenza, rischia: le occhiate all'orologio si fanno meno preoccupate, il tempo vola se in dolce compagnia, certe notti rischiano di restare impresse come le migliori e le peggiori della sua giovane vita. Quanto può essere bello, però, il miraggio del giorno che sorge?

So di avere le notti contate e i giorni sempre più brevi. Per questo devo sfruttare al massimo ogni istante che mi resta. Devo restare aggrappata a Charlie per salvarmi.

Young Adult dal tramonto all'alba, meno brillante di Noi siamo tutto ma con più cuore sotto la copertina rigida, Il sole a mezzanotte è un film con Bella Thorne – di solito odiosa ape regina, qui con un copione che potrebbe far la differenza in una carriera in salita ma non felicissima – già arrivato nelle sale italiane. Il remake di un melodramma giapponese, leggevo, e da lì la domanda legittima, il dubbio che non ho saputo ancora fugare: è venuto prima l'uovo o la gallina; il film è nato prima del romanzo di Trish Cook, o viceversa? La lettura, lieve e godibile come non spiace affatto in questi pomeriggi di primavera, ha infatti lo stile frettoloso e senza guizzi, anche se ironico il giusto e melenso affatto, delle sceneggiature pret-à-porter. Di quelle che nel mentre non ti ispirano grandi pensieri, positivi o negativi che siano, con passaggi significativi da ricercare con il lanternino. Succede tutto subito, e ai protagonisti non ci si affeziona poi tanto. I sintomi e il progredire della malattia, accelerati, liquidati in quattro e quattr'otto, fanno apparire lo xeroderma – su carta, eppure, uno spunto vincente – rapido e indolore: un'invenzione letteraria senza il minimo fondamento di verità. La scrittura della Cook non scalda, no. Ma lo stesso non può dirsi del primo amore di Katie, che al cinema – i pareri, fra l'altro, sono positivi – piacerà, e brillerà, più forte. Scottando di febbre e d'amore cuori di vampiro, cuori di burro. 
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Ellie Goulding - Burn