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sabato 8 marzo 2014

Recensione: Il Dominatore. Immortal, di Alma Katsu

Buon pomeriggio a tutti, amici. E tantissimi, cari auguri alle lettrici, fisse o di passaggio che siano! Un bacione a voi. Mi sarebbe piaciuto – questo otto marzo – lavorare a un post a tema, ma, come sapete, il tempo scarseggia sempre. Ogni occasione è buona, perciò, per parlarvi delle mie letture. La recensione di questo sabato è di un romanzo che attendevo molto, il sequel di Immortal (qui). Il titolo italiano non rende giustizia alla storia e potrebbe depistare i lettori, ma, nel corso della lettura, si è dimostrato piuttosto adatto, anche se riconosco il suo essere troppo ambiguo. Il Dominatore è tante cose, ma non è un romanzo erotico, proprio no. Scoprirete tutto nella mia recensione che, accanto a vaghi cenni sul precedente capitolo, come sempre, non contiene spoiler importanti. Ringraziando la gentile Longanesi per avermi dato modo di leggerlo e recensirlo e inviando un saluto virtuale all'autrice, che continuo a sentire spesso, vi abbraccio tutti e vi auguro una buona lettura. Buon weekend a voi, M.
Siamo condannati all'infelicità. Desideriamo la compagnia di qualcuno per scacciare la solitudine. Siamo imprigionati dentro questi contenitori eterni con i ricordi delle cose orribili che abbiamo fatto, gli inganni e i rimpianti, cercando un modo di andare avanti... Vivere con qualcuno potrebbe essere l'unico modo.

Titolo: Il Dominatore – Immortal
Autrice: Alma Katsu
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 338
Prezzo: € 19,90
Sinossi: Lanny è una donna bellissima, sensuale, appassionata... E ha oltre duecento anni. Lanny è un'immortale, ma la sua vita eterna le ha chiesto un sacrificio molto alto. Troppo alto. È costretta a fuggire e a nascondersi di continuo, perché l'uomo che le ha donato l'immortalità, il potente e spietato Adair, vuole tenerla avvinta a sé, anche se lei ha trovato un altro uomo, e con lui un nuovo, profondo legame che le dà forza in una quotidianità finalmente "normale" e condivisa. Adair ha più di mille anni, ma nella sua lunghissima vita non ha mai incontrato una donna come Lanny. E ora che si è liberato dalla cella in cui lei l'ha rinchiuso per più di un secolo, Adair deve scegliere: ascoltare la voce dell'odio e della vendetta, che gli impone di scovare Lanny e ucciderla dopo orribili sevizie? Oppure cedere a una voce più profonda e autentica, che non sentiva da secoli: quella dell'amore? L'eros può rendere possibile l'impossibile, ma maggiore è la sua forza, più alto il prezzo da pagare... Erotismo e suspense si mescolano in una storia di passione e perdita, tradimento e redenzione.
                                                  La recensione
Il suo odio per lei era un'ancora di salvataggio e l'avrebbe usata per rimanere a galla e andare avanti, centimetro dopo centimetro, metro dopo faticoso metro, fino a che non sarebbe riuscito a sbarcare sulla terraferma.” Due anni fa, in un periodo non diverso da questo, un nuovo romanzo usciva in libreria. Ricordo ancora che, sul web, le pubblicità paragonavano l'autrice alla più fortunata e nota Stephenie Meyer. Mossa sbagliata: Immortal era tutta un'altra storia. Una storia di viscerale passione, una storia di odio profondo. Non una storia d'amore. Era stata la copertina ad attirarmi. Mi piaceva e non mi piaceva. Era fonte di dubbi, come per me la trama stessa. Era l'epoca, quella, in cui il mio blog non aveva ancora una forma precisa e in cui io, timidissimo, conservavo ancora quella voglia matta di fare, ricercare e approfondire che, con l'età, si perde sempre un po'. Era l'epoca, quella, in cui gli urban fantasy erano tutti uguali e in cui la moda richiedeva necessariamente romanzi tutti uguali. Immortal era fra quelli, oppure no? Utilizzando Facebook come un radar, ecco sullo schermo il profilo dell'autrice. “Aggiungi agli amici”, e il gioco era fatto. Le scrissi quella sera stessa. Non sapevo quali fossero i termini più gusti da utilizzare; non sapevo che ora fosse, lì da lei. L'America era lontana, l'America era tipo dall'altra parte del mondo. E lei era un'autrice famosa. Invece, parlammo: grazie a Google Translate, sì, ma parlammo. Le inviai le domande per una breve intervista e il giorno successivo avevo le mie risposte. Il mio blog, che contava pochissimi lettori fissi, avrebbe avuto un'ospite internazionale. Alma, infatti, si era rivelata una persona gentile, disponibile, affascinante. Mi aveva parlato dei suoi precedenti lavori, dei suoi gusti, dei libri e dei film che preferiva. Mi aveva raccontato, a parole sue, con l'amore che ogni autrice riserva alla sua creatura, una storia di alchimisti, torture fisiche e psicologiche, passioni fameliche, che io immaginavo – all'inizio – essere altro. Era volata fino all'Italia, nelle settimane seguenti, per presentare il suo Immortal. Durante una sessione di autografi e foto, aveva riservato una dedica speciale a un lettore che non aveva ancora letto la sua storia, ma che – da lontano – ne aveva seguito con entusiasmo e curiosità gli sviluppi. Una copia personalizzata del romanzo mi era arrivata a casa, io ero felice. Mentirei se dicessi di averlo trovato perfetto sin dalla lettura del prologo. La mole, il peso della prosa della scrittrice, l'intreccio fitto e pericoloso mi avevano spinto a rimandare la lettura a tempi migliori: all'estate. Mi ci erano voluti i tempi giusti, vero, ma in cinque giorni l'avevo finito. Allora è iniziata l'attesa per il seguito. Immortal era stato un bellissimo romanzo, ma non una lettura semplice. Intenso, originalissimo, morboso, spesso anche indigesto. Senza pace. Pieno di spigoli, crudo, difficile da mandare giù. Velenoso. Un moderno racconto gotico, vicino all'estetica del sublime, alle paure inconsce, all'eros più estremo e malato. Alma Katsu, con il suo passato da profiler della CIA, aveva reso comprensibile l'incomprensibile, tollerabile l'atroce. I suoi personaggi non avevano punti deboli, la sua mano non vacillava mai, il suo stile era superbo, corposo ed impeccabile. 
C'è voluto tempo affinché il secondo capitolo giungesse da noi. Ha cambiato prezzo, data di pubblicazione, grafica, titolo: The Reckoning è diventato, così, Il dominatore. Prima di leggerlo, decisamente non condividevo la scelta. Trovavo pessima l'idea di abbinare a una storia così potente un titolo da romanzo erotico, quando di erotico la storia della Katsu aveva poco o nulla. Poi, a fine lettura, ho compreso meglio. Il titolo fa riferimento, infatti, al più temibile degli immortali: un uomo che ha saputo dominare genti, epoche, secoli, come un Dio corrotto e vendicativo. Adair. Da antagonista, lui diventa protagonista quasi assoluto di un intreccio che – questa volta – è una macchina perfetta. In duecento anni, tante cose cambiano. Tante cose succedono. Anche se sei seppellito nel buio, in uno sgabuzzino di una casa immensa come il più regale dei castelli. Murato vivo, con l'immortalità a farti compagnia. I mattoni dei muri attorno a te non sono abbastanza forti per spaccarti la testa; l'oscurità non è abbastanza spaventosa perché il cuore possa fermarsi da solo; l'eternità è troppo breve per pensare a una morte che, come una benedizione dall'alto o un sollievo impensato, non giungerà da sé. Sei immortale. Tu sei vecchio quanto il mondo, forte quanto il mondo. Al contrario tuo, la tua mente può viaggiare in lungo e largo. Hai tempo per pensare ai tuoi amori e ai tuoi nemici. A lei, la tua carceriera. Il mondo, fuori, cambia, ma non tu. Almeno fisicamente. Nella tua testa c'è il fuoco. Un fuoco che striscia, balla, corre, diventando ora una fiammella, ora un falò. Una lingua di luce rossa che arde di sete di vendetta e di una cosa che ha il sapore agrodolce dell'amore. Il dominatore è una storia che, di continuo, oscilla tra prigionia e libertà, eros e thanatos. Una raffinata parentesi in cui si parla di personaggi persi nel mondo, come se fossero bambini che, nella folla, strattonati dagli eventi, hanno lasciato andare per sbaglio la mano dei loro genitori. Gli immortali della Katsu sono complicati. 
Hanno il per sempre a disposizione, ma temono i misteri dell'aldilà e i demoni della solitudine. Passano da una casa all'altra, da un compagno all'altro, mossi dal terrore di svegliarsi in un letto vuoto. Vissuti una vita in gabbia, non sanno spiccare il volo. Lanny ha spalancato la porticina fragile delle loro voliere, liberandoli da una cattività obbligata, eppure – bellissimi e giovani – se ne stanno fermi sui loro trespoli, cantando il passato. Adair – il loro tiranno - li ha abbandonati. Possono camminare con le loro gambe, senza più la sua voce nella testa: avevano dimenticato il suono dei loro pensieri, avevano scordato cosa volesse dire pensare autonomamente. Ma è libertà, quella? Essere soli, sperduti, senza più una guida? Lanny – con uno sforzo inumano - ha messo fine alla vita del suo vero grande amore e, ricchissima, passa le sue giornate accanto al mortale Luke. Ha imparato ad amarlo, perché – dopo una vita di segregazione – lui le ha fatto spiccare il volo. Vivono in una casa piena di ricordi, che ha l'odore dei musei. L'odore delle case dei vecchi. E' un tempio, un mausoleo, un perpetuo memento. Ogni oggetto ha un significato, ogni souvenir è un talismano legato a un ricordo e a un'era passata. Peccato che Lanny non dimostri più di vent'anni. Ha quell'età da due secoli di troppo, ormai. Dietro l'apparenza di bambolina di ceramica, il temperamento di un'eroina tragica, all'interno di un coro di personaggi da tragedia greca destinati allo struggimento eterno fino alla fine dei tempi. Adair l'ha catturata e tenuta chiusa nella casa di Barbablù, fino a quando lei non ha combattuto la magia nera con l'astuzia. Lui, un alchimista sopravvissuto ai secoli e alle sue stesse spoglie mortali, che ha legato a sé uomini e donne. Artefice di una lussuriosa corte di dolci torture, depravati tormenti, schiavi eterni. Nel suo passato e nel suo presente ci sono l'omicidio, lo stupro, la pedofilia, le arti oscure, ma la Katsu è brava: a lui sono serviti duecento anni di solitudine per scoprirsi una persona nuova, a noi due libri appena. 
Dall'odio alla comprensione. Il lettore viene proiettato nella sua mente e i suoi pensieri proibiti sono quasi contagiosi. Densissimi come catrame. Pericolosi come le sabbie mobili. Il suo risveglio – a metà tra Dark Shadows e Intervista col vampiro – è divertente, affascinante. La caccia a Lanny può avere inizio, ma gli istinti primitivi da cui è dettata sono tra i più dispersivi e vari. Sconcertano, sono talmente credibili da far star male. L'autrice gioca abilmente con i grandi e torbidi tasselli del nostro animo e crea un ritratto umano e straordinariamente coinvolgente di protagonisti disumani. Rinnovo il mio paragone. Rinnovo il mio complimento. Alma Katsu, infatti, mi ricorda la migliore Anne Rice. Nel primo della Rice aveva le eccessive dilungaggini, la prolissità, i dettagli minuziosi e trascurabili che adoro. Qui tutto è più immediato e scorrevole. Non ci sono intoppi e la trama è un perfetto congegno di salti, rimandi, ricordi. C'è una grande umanità nella caratterizzazione di personaggi che di umano non hanno apparentemente niente. Tra tanti di loro, nessuno che sia buono, nessuno che sia virtuoso. Schiavi dei loro vizi, sarebbero – forse – i Lupi di Wall Street, di Martin Scorsese. Costituiscono una famiglia unica nel suo genere, composta da membri adoranti e intontiti come gli adepti di una setta religiosa, ma il rancoroso Adair è un capo talmente carismatico e ipnotico che le ragioni dei legami che li uniscono a lui non risultano poi misteriose, come, invece, appaiono dall'esterno. Si tratta di mera chimica, dalla cattiva esposizione al potere, dei bruttissimi scherzi del subconscio. Fanno prigionieri, sono prigionieri. S'instaurono tra loro gli effetti della Sindrome di Stoccolma. E Adair, chiuso a lungo dietro una parete di mattoni e pietre, si scopre innamorato della sua sfuggente e capricciosa nemesi. Perché così è. I sentimenti seguono impulsi atavici e ambigui comandi. Alma Katsu, in maniera molto insolita, in Il dominatore parla d'amore. E, continuamente, lo fanno i suoi personaggi, che sono vecchissimi, ma non per questo saggi. Lanny, nella Venezia ottocentesca, ha avuto come interlocutore e coreggiatore il mitico Lord Byron in persona; Adair, oggi, dialoga con un Jonathan che ha nuova forma e nuova vita: un Golem di carne e ossa, amante segreto dell'imperscrutabile Regina degli Inferi. I gesti di tenerezza si confondono con lo stupro, l'anima gemella è una nemica giurata. La passione è animalesca, totale, ingorda: Adair e Lanny sono un leone e una gazzella che s'inseguono, una Bella che fugge dalla Bestia. Un bacio è un morso, un abbraccio è una tagliola mortale di nervi e braccia. La saga della Katsu ha un gusto fortemente scultoreo e tanto deve, secondo me, al dramma in musica nostrano: stessi strazi, stesse passioni, stessa arte. Immagino i dialoghi tra i protagonisti come i duetti tra un soprano e un tenore e, così espressivi e fermi, hanno la mimica, l'universalità, l'intensità dei vecchi attori del cinema muto. Storie come questa e uno stile come questo, alla fine, sono semplicemente cose d'altri tempi.Perché da oggi io sono il tuo padrone: un padrone che non può ingannare, che non può sfidare, a cui non potrai mai sfuggire. Da oggi fino alla fine dei tempi, tu e tutto ciò che possiedi siete miei. Ora io sono la tua vita. Io sono il tuo dio.”
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Lana Del Rey – Born to Die


sabato 7 dicembre 2013

Coming This Fall #5

A Natale sono tutti più buoni. O almeno così si dice. E invece no, oggi io voglio essere un po' cattivello con voi, ma spero che mi perdonerete, in futuro. Saranno mesi, forse, che non mi concedevo una ricca e inaspettata carrellata di prossime uscite e il momento è arrivato oggi, già. Ritorna la mini rubrica nata quest'estate, Coming this fall, e ritornano, accanto a quotatissimi esordienti ed inediti, vecchie conoscenze e vecchie saghe, lette e amatissime. Di alcune novità so darvi dati precisissimi, di altre, purtroppo, per il momento, dovrete accontentarvi delle poche informazioni che ho scovato indagando sul web, come un vero detective che si rispetti. Alcuni romanzi, poi, li attendevamo tutti, altri – invece – saranno una completa e gradita sorpresa. Dalla Piemme arrivano un toccante ed intenso romanzo per adulti e adolescenti, il terzo capitolo della saga più bella e crudele della spietata Lauren Oliver e, soprattutto, a sorpresa, Il diavolo ha gli occhi blu: forse lo riconoscerete se vi vo un piccolo suggerimento... il titolo originale: Between the devil and the deep blue sea. L'hanno amato tanti colleghi e, sperando che la nostra Freeway mantenga la splendida copertina originale, lo attendo già da ora. La Mondadori, invece, ci fa conoscere il primo romanzo di una nuova serie – Chrysalis, in lingua Incarnate – e il nuovo, commovente young adult dell'autrice dell'acclamato Resta anche domani. Un'altra novità è targata, invece, Corbaccio: La ragazza che leggeva nei cuori è un fantasioso, intrigante e suggestivo romanzo ambientato negli indimenticabili anni del Grande Gatsby. La Longanesi, invece, dopo una lunga attesa, ci accontenta, regalandoci nei primi mesi del prossimo anno due romanzi che, personalmente, attendevo troppo: a Gennaio, torneranno a bussare alla mia porta Alessia Gazzola e la sua Alice Allevi, con nuovi casi, nuovi disastri e nuovi amori sbagliati – vi segnalo, tra l'altro, che L'allieva è disponibile in una nuova edizione tascabile a soli € 5,00; il mese successivo, invece, porterà un libro che, per via del titolo, vi farà sicuramente storcere il naso. No, Il dominatore non è l'ennesimo romanzo a tinte erotiche e no, non si parla di bondage: è, in realtà, il seguito del bell' Immortal di Alma Katsu, autrice che ho intervistato quando il blog aveva poche settimane di vita e romanzo talmente complesso e particolare da risultare unico nel suo genere. Titolo a parte, l'importante è sapere che il sequel arriverà, dopo slittamenti e modifiche varie. La parola a voi: quali attendete? Un abbraccio e buona giornata a tutti, M.

Titolo: Il diavolo ha gli occhi blu
Autrice: April G. Tucholke
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 264
Data di pubblicazione: Aprile 2014
Prezzo: € 16,00
Sinossi: Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente... fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti. River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso? O dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos'altro? La nonna di Violet l'aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione.

Titolo: Promettimi che ci sarai
Autrice: Carol Rifka Brunt
Editore: Piemme
Numero di pagine: 420
Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2014
Prezzo: € 17,90
Sinossi: Se sei una quattordicenne timida e goffa e hai appena perso l'unica persona in grado di capirti, ti serve un rifugio, per stare da sola con la tua fantasia e i tuoi ricordi. Ecco perché June, con un cappuccio calato in testa e stivali da Robin Hood ai piedi, non perde occasione per avventurarsi nei boschi dietro la scuola, fingendo di essere stata catapultata nel 1987 dal Medioevo, l'epoca in cui sarebbe potuta diventare un falconiere. Sarebbe bello riuscire a richiamare a sé, proprio come falchi, le persone che sono volate via. Come lo zio Finn, che era il migliore amico di June, oltre che un grande pittore, ed è stato ucciso da una malattia di cui in famiglia è proibito parlare. Un giorno June riceve un pacco misterioso; all'interno, la teiera preferita di Finn e una lettera di Toby: l'uomo che nessuno, al funerale dello zio, ha osato avvicinare. E che ora chiede proprio a lei di incontrarlo in segreto. June dovrà fare i conti con la paura e la gelosia, prima di accettare di non essere stata l'unica persona speciale nella vita dello zio, e prima di dare inizio a un'amicizia clandestina che forse potrebbe aiutare entrambi a colmare quel grande vuoto. Ancora ignari che è stato Finn a legarli con una promessa, l'uno all'insaputa dell'altra, per realizzare il suo ultimo desiderio: riunire nella stessa cornice coloro che più ha amato, il suo vero capolavoro.

Titolo: Il dominatore
Autrice: Alma Katsu
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 380
Data di pubblicazione: 27 Febbraio 2014
Prezzo: € 12,90
Sinossi: Lanny è bellissima, sensuale, appassionata... E ha oltre duecento anni. Lanny è un'immortale, ma la sua vita eterna ha un prezzo. È costretta a fuggire e a nascondersi continuamente, perché l'uomo che le ha donato l'immortalità, il potente e spietato Adair, è sulle sue tracce. Adair ha più di mille anni, ma nella sua lunghissima vita non ha mai incontrato una donna come Lanny. E ora che si è liberato dalla cella in cui lei l'ha rinchiuso per più di un secolo, Adair deve scegliere: ascoltare la voce dell'odio e della vendetta, che gli impone di scovare Lanny e ucciderla dopo orribili sevizie? Oppure cedere a una voce più profonda e autentica, che non sentiva da secoli: quella dell'amore?

Titolo: Per un giorno d'amore
Autrice: Gayle Forman
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2014
Prezzo: € 14,90
Sinossi: Sono finite le superiori e Allyson e la sua migliore amica Melanie ricevono in regalo il tanto sognato tour in Europa. A Stratford-upon-Avon il paese dove nacque Shakespeare, conoscono Willem, affascinante ragazzo olandese, che recita in una rappresentazione underground della Dodicesima notte. Allyson se innamora all'istante con la struggente intensità della giovinezza. La mattina seguente lo incontra di nuovo e parlando con lui come se lo conoscesse da sempre, Allyson gli confessa la sua delusione per non aver visto Parigi. Il giovane attore si offre di accompagnarla... per un giorno. Un giorno soltanto, ma sarà il giorno che cambierà per sempre la vita di Allyson, che dopo una notte d'amore si risveglia sola senza sapere che fine abbia fatto Willem...

Titolo: Chrysalis
Autrice: Jody Meadows
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 336
Data di pubblicazione: 4 Febbraio 2014
Prezzo: € 17,00
Sinossi: Erin è l'unica persona al mondo a non avere alle spalle decine di esistenze. Tutti gli altri abitanti di Range vivono da almeno cinquemila anni, in un sistema in cui ognuno si reincarna, tutti si conoscono da secoli e si raccontano storie e ricordi del passato per tenerlo in vita. E le anime gemelle restano fedeli per sempre le une alle altre. Al compimento dei suoi diciott'anni Erin decide di andare a Heart, la capitale, per cercare una spiegazione alla sua vita mortale... scoprirà un mondo affascinante ma pieno di pericoli, popolato da antiche leggende, creature d'ombra, oscuri segreti. Ad aiutarla ci sarà Sam, il musicista che da secoli dà voce a note meravigliose, di cui Erin ha letto nei libri e del quale è innamorata fin da piccola...

Titolo: La ragazza che leggeva nei cuori
Autrice: Teri Brown
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: 320
Data di pubblicazione: 9 Gennaio 2014
Prezzo: € 14,90
Sinossi: New York, anni Venti, i famosi Roaring Twenties: Anna ha sedici anni e fin da bambina aiuta la madre, una famosa medium, negli spettacoli. Ma, contrariamente a sua madre che è un’abile attrice, Anna ha veramente il dono di «sentire» le emozioni altrui e di predire il futuro. E in questo futuro vede sua madre in pericolo: le sue visioni si fanno sempre più intense e spaventose, al punto che Anna decide esplorare fino in fondo questa parte di sé che aveva sempre negato. Così, quando Cole, un ragazzo misterioso, si trasferisce in un appartamento vicino e introduce Anna a una società segreta che studia proprio persone come lei, Anna si trova costretta a confrontarsi con il suo passato e con le certezze della sua vita. Ma Anna è anche una sedicenne come tante altre, con i suoi istinti ribelli, i suoi capricci e la sua rabbia esplosiva. E, come tutte le ragazze della sua età, anche lei è alla ricerca dell’amore e dell’affermazione di se stessa. Riusciranno le sue abilità a districare la rete di intrighi in cui, suo malgrado, è caduta? E, soprattutto, la sua sensibilità sarà in grado di farle individuare qual è il suo vero destino? Riuscirà Anna l’illusionista, brava a liberarsi da quasi tutto, a liberarsi dei condizionamenti e a seguire il suo cuore?

Titolo: Le ossa della principessa
Autrice: Alessia Gazzola
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 350
Data di pubblicazione: 16 Gennaio 2014
Prezzo: € 17,60
Sinossi: Ambra Negri Della Valle, la collega carogna per antonomasia, la ragazza perfetta che non fa che mettere la pasticciona e simpaticissima Alice Allevi di fronte ai suoi numerosi limiti è scomparsa. Alice e Claudio Conforti (il perfido e affascinante ricercatore in medicina legale, ex di Ambra e legato ad Alice da un complicato e sfuggente rapporto) temono il peggio quando vengono chiamati dalla procura per esaminare un cadavere ritrovato in un campo. Per fortuna non si tratta di Ambra, ma di una giovane archeologa scomparsa anni prima, mentre stava per partire per una missione di scavo nei territori palestinesi. Chi l'ha uccisa e sepolta come in un rituale con accanto una coroncina di plastica?

Titolo: Requiem
Autrice: Lauren Oliver
Editore: Piemme “Freeway”
Numero di pagine: 324
Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2014
Prezzo: € 17,00
Sinossi: Lena è ormai parte integrante della resistenza contro chi vuol eliminare l'amore dalla faccia della Terra, ma non è più la stessa ragazza di un tempo. Dopo aver salvato Julian dalla morte, Lena ha trovato rifugio nelle terre selvagge, dove ha anche rincontrato Alex, il primo amore che pensava morto. Ormai, però, nemmeno le terre selvagge sono un luogo sicuro: il governo non può più negare l'esistenza degli invalidi e i regolatori sono in viaggio per abbattere i ribelli. È scoppiata una vera e propria rivoluzione. Nel frattempo, Hana vive una vita tranquilla e senza amore a Portland, fidanzata al sindaco della città. Inaspettatamente le strade delle due amiche si incroceranno ancora una volta, prima che la lotta abbia fine.

lunedì 27 agosto 2012

Recensione: Immortal, di Alma Katsu

Il nostro doveva essere l'amore di una vita.    

Titolo: Immortal
Autrice: Alma Katsu
Editore: Longanesi
Numero di pagine: 442
Sinossi: È un inverno che non dà scampo quello che avvolge nel gelo e nella neve il piccolo paese di St. Andrew, nel Maine, a pochi chilometri dal confine canadese. È notte e la foresta ghiacciata pare sussurrare nell'oscurità. Luke, giovane medico di turno al pronto soccorso, si ritrova davanti una ragazza dall'apparente età di diciannove anni e dalla bellezza eterea e struggente. È atterrita e chiusa nel silenzio, ma i suoi occhi sembrano gridare. Ha appena ucciso un uomo, abbandonandone il cadavere nel bosco. Si chiama Lanny e, con voce appena udibile, sostiene di aver ucciso quell'uomo perché era stato lui a chiederglielo. Prega Luke di aiutarla a scappare. Quando il dottore rifiuta, Lanny afferra un bisturi e si squarcia il petto nudo. Quello che succede dopo cambierà le loro vite per sempre. Luke, sconvolto, accetta di aiutarla a scappare oltre confine. E durante la fuga, lei gli rivela il proprio passato. Lanny è immortale e ha più di duecento anni. Il suo è il racconto di una donna travolta da un amore torbido, appassionato e mai ricambiato abbastanza. È il racconto di un uomo ossessionato dalla bellezza e dal bisogno oscuro di possederla, un uomo che trasforma la passione fisica in uno strumento di dominio. È il racconto del terribile prezzo da pagare in cambio della vita eterna.
                                                            La recensione
 Grazie alla gentile Longanesi, la mia copia autografata!!
Mi piace pensare che ogni libro sia in attesa del suo momento. Alcuni, tentandoci, si lasciano leggere immediatamente, nemmeno aspettando il tempo di guadagnarsi un posto tutto loro in un angolino di una libreria che sarà sempre troppo disordinata. Per altri, invece, intervengono una serie di strani eventi che ci inducono a rimandare e a rimandare. Possono passare mesi e perfino anni. La polvere si accumula e nuovi titoli arrivano a surclassarne altri. Poi, il sussurro di quei libri perduti diventa troppo forte da ignorare. Il nostro animo è più forte, la nostra volontà meno vacillante. E' giunto il momento di leggerli. Per Immortal, primo volume della trilogia firmata da Alma Katsu, è stata così. Da quando, lo scorso Febbraio, ho potuto stringerlo tra le mani, ci sono stati vari e fallimentari approcci e piccoli incidenti di percorso. Rimandi a data da destinarsi e ripensamenti.
Vedete, mi piace pensare che questo romanzo e la sua fantastica autrice siano stati il portafortuna di questo blog. Tutto è cominciato con un'intervista (qui) quando Diario di una dipendenza aveva appena qualche settimana di vita, e la gentilezza di Alma mi ha riempito di fiducia in momenti in cui ero un po' incerto del mio lavoro. Io, timidissimo e pieno di dubbi, mi sono sentito per la prima volta intraprendente e risoluto. Potente.
All'inizio, nel giudicare il romanzo, avevo il timore di imbattermi nell'ennesimo urban fantasy, in cui l'aura dark e sensuale che la sinossi prometteva era soltanto una cortina per nascondere triangoli amorosi e dilemmi adolescenziali. Sono bastate appena sessanta pagine, però, per smentirmi e indurmi ad aspettare. Con minuziose descrizioni storiche, intrighi da perderci il sonno e una disturbante violenza di fondo, non era il libro che avrei voluto trovare sul mio comodino dopo stressanti pomeriggi in compagnia di attempati filosofi e noiose versioni. Ho deciso di conservarlo per l'estate, quando il maggiore tempo libero mi avrebbe concesso un'immersione senza pause in queste onde oscure spennellate di passione e drammi. Uno stagno gelato da guadare così, senza respiro. Il fuoco gelido dell'acqua a spaccarci le ossa, secoli di eternità e lussuria a rinsaldarle. E, infine, l'amore. 
Non motore del mondo, ma benzina per l'anima e tossina per il cuore. Un amore a cui piace definirsi tale, ma che è eroina sputata in vena. Pericoloso, sbagliato, senza freni e vie d'uscita. Una dipendenza per sempre, che intreccia intrighi e sensuali corteggiamenti a un passo di danza dal cancello del giardino del bene e del male.
Quello dell'autrice è un esordio sorprendente ed esemplare, caratterizzato da una scrittura elegante e imperiosa e da una perfezione formale ottenuta grazie a una stesura durata lunghi anni e da un'ordinata concatenazione di eventi che, sebbene mai schematica e concisa, risulta congegnata con mano abile e attenta, in grado sia di mettere sulla bilancia i secoli e gli avvenimenti, sia di mescolare le carte in tavola in giochi di prestigio che promettono di svelare il futuro scritto nelle nostre stelle, di intrecciare punti di vista e voci con esotici accenti stranieri e oscure storie di stregoneria e sesso alle spalle e di cambiare tempi verbali e punti di vista con inaudita scaltrezza. 
Una forma dominata e purificata da qualsiasi eccesso e una raffinatezza che si respira in ogni momento rendono sopportabili scene raggelanti ed esplicite, altrimenti difficili da digerire, e si ha l'impressione di sporcarsi del fango della corruzione e del sangue delle torture, pur vedendo solo le ombre riflesse delle sevizie inumane di cui sono vittima la protagonista Lanny e un più giovane Adair. La penna della Katsu coglie il lento scorrere degli spruzzi di sangue sulla nuda pietra, il rumore di urla che vengono soffocate da mani brutali, l'odore della paura e lo stridere di rancore che combatte rancore. 
Pochi e dolorosi dettagli in grado di dipingere interi scenari di degrado e di nutrire le nostre paure più nascoste. La violenza viene appena accennata, ma il risultato è un boato che ti scuote nel profondo, disturbandoti a lungo e rendendo macigni diversi tratti del romanzo. Pillole amare che non vogliono e non possono essere mandate giù da una cucchiaiata di miele. In Immortal non c'è zucchero, non c'è speranza, non c'è pace. E' una corsa continua scandita da un bisogno di bellezza e di possesso che affoga nel sangue del tempo la bontà dell'uomo e tutto l'amore di questo mondo. 
E' la storia di un patto con il diavolo che consiglio a lettori maturi e con un'ampia visione del grottesco circo che è lo scrigno dei sentimenti umani. Un vaso di Pandora con tanti mostri e solo con qualche sporadico momento di meritata felicità. I media internazionali hanno paragonato la trilogia in questione alla celebre saga di Stephanie Meyer, ma, mentre scrivo, gettando un occhio a quei quattro volumi che continuano ad avere un posto d'eccezione sul mio scaffale, mi sento di dissentire a pieni polmoni. Avendo diciott'anni, non posso davvero indossare i panni del lettore più navigato, ma, da persona che a suo tempo apprezzò notevolmente Twilight, mi sento di sconsigliare Immortal a coloro che cercano una fiaba di sentimenti universali e ricca di tutti quei valori adolescenziali che continuano a rendere Edward e Bella i protagonisti di uno dei best-seller più amati. Le rispettive autrici hanno stili diversi e intenti diversi. Una ci mostra l'immortalità come un eterno sodalizio di anime e come un lieto fine perpetuo, l'altra dà vita a un lungo racconto in cui sono il furore e l'ambizione a non morire mai. Una firma una fiaba in cui il principe che sveglia Biancaneve ha i denti affilati, l'altra mostra cosa sarebbe accaduto se le protagoniste di Madame Bovary e Follia avessero avuto un'eternità di passione davanti. Niente avrebbe dato sollievo alle loro esistenze, nemmeno la morte, e sarebbero finite per essere schiave di ciò che un tempo aveva rappresentato una consolatoria felicità. Il telefono non avrebbe suonato per secoli, gli amanti sarebbero fuggiti e ritornati al ritmo delle mode che cambiano. Uccelli in gabbia in attesa delle attenzioni di un padrone che, presto, arriverà. O forse no. Immortal è una storia di pena eterna, nella quale la pelle dei protagonisti rimargina come per magia, ma in cui il cuore continua a ferire con i suoi cocci rotti. Una congerie di avvenimenti, personaggi, impulsi e bassi istinti che, delineata con perizia chirurgica, potrebbe sembrare una versione fantasy dell'Amore dei tempi del colera, vivificata dallo stile suadente e cupo di una novella Anna Rice.
Il mio voto: ★★★★ 
Il mio consiglio musicale: Madonna – Frozen