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venerdì 10 agosto 2012

All the world is a library # 6: Sequel ²

Dopo una sfilza di recensioni ininterrotte, Mr. Ink torna con un nuovo appuntamento della rubrica All the World is a libraryun insieme di appuntamenti a cadenza casuale, cronaca dell'amore impossibile e tormentato tra me... e i libri in lingua originale!
Bugiardo fino al midollo osseo, avevo giurato che, quest'estate, avrei stretto le mani su almeno un volume sbarcato da acque straniere, ma, con Agosto che scappa via e con un solo aggiornamento di questa rubrica alle spalle, mi sono macchiato di spergiuro davanti a tutti voi! Manca, tuttavia, ancora un mese e, se la speranza è l'ultima a morire, lo è anche l'obbiettivo di cimentarmi con qualcosa di sconosciuto e più complesso.
Oggi, si torna a parlare di sequel. Quattro piccole speranze realizzabili che, visto il discreto successo che i precedenti volumi hanno ottenuto in Italia, sono certo vedremo il prima possibile tra gli scaffali delle librerie tricolore.
1) Il primo è il seguito del delizioso Red Love (la mia recensione qui) e, come il primo volume, promette mistero, amore e avventura. Sperando che possa anche donarmi un punto di vista più ampio su un genere che continua a non entusiasmarmi come vorrei, sarò lieto di rincontrare tutti i protagonisti dell'esordio di Kady Cross e di immergermi nelle atmosfere di una Londra familiare, ma ancora ignota.

The girl in the Clockwork Collar
di Kady Cross
Cosa succede quando la persona che ami diviene un'arma che minaccia di distruggerti?
Nella New York City del 1897 la vita non è mai stata tanto eccitante.. e pericolosa.
La sedicenne Finley Jayne e la sua strana banda di “disadattati” hanno viaggiato dalla nebbiosa Londra fino alle coste americane per salvare il loro amico Jasper, catturato da un branco di cacciatori di taglie. Ma Jasper è nelle grinfie di un suo subdolo conoscente che chiede indietro il pericoloso dispositivo che Jasper gli ha sottratto... in ballo, c'è la vita della ragazza che il cowboy ama.
Un suo passo falso e lo strano collare ad orologeria attorno al collo di Mei potrebbe stringersi. E serrarsi per sempre.
Dalle strade più malfamate di Manhattan fino alle eleganti abitazioni della Fifth Avenue, l'indimenticabile squadra di giovani e inseparabili eroi di Kady Cross è sulle tracce di Jasper. E stanno per scoprire quando lontani può condurli il potere dell'amicizia. Più che mai, Finley Jayne cercherà di combattere il suo lato oscuro e di far emergere quello buono grazie ai poteri soprannaturali del duca Griffin King. Intanto, Griffin è in guerra con sé stesso per la sua segreta attrazione per Finley... e rischierà la sua vita e la sua reputazione per proteggerla. Sam, più automa che uomo, vedrà il suo cuore essere messo alla prova dalla rossa e geniale Emily, le cui abilità non sono abbastanza per l'oscurità che scoprirà dilagare per le strade..
 
2) Il secondo, sempre famoso grazie alla Newton Compton, è il capitolo successivo della trilogia di Kendare Blake – inaugurata lo scorso Giugno con il carinissimo Anna Vestita di sangue (la mia recensione qui). Cosa aspettarci? Orrore, nuovi arcani, un pizzico di amore in più e, soprattutto, Anna! Sarà un piacere rincontrare la ragazza fantasma più dolce e sanguinaria di sempre!

Girl of Nightmare
di Kendare Blake
Sono passati mesi da quando il fantasma di Anna Korlov ha aperto una porta sull'Inferno nel suo seminterrato per poi scomparirvi all'interno, ma il cacciatore di fantasmi Cas Lowood non riesce a dimenticare. A dimenticarla.
I suoi amici gli rimordano che Anna ha sacrificato sé stessa affinché Cas potesse vivere – non affinché andasse in giro come uno spento zombie. Sa che hanno pienamente ragione, ma, agli occhi di Cas, nessuna ragazza in vita può competere con lo spettro di cui si è perdutamente innamorato.
Adesso lui vede Anna dappertutto: alcune volte quando dorme, altre quando è tormentato da incubi ad occhi aperti. Ma c'è qualcosa di sbagliato... non si tratta solo di sogni. Anna sembra venire torturata, lacerata in modi sempre nuovi e più sanguinosi.
Cas non sa cosa le stia succedendo all'Inferno, ma è sicuro che qualsiasi pena stia vivendo non è giusta. Anna ha salvato Cas più di una volta, ed è tempo per lui di ricambiare il favore.

3) Il terzo, invece, è il volume conclusivo della duologia young adult della strepitosa Michelle Hodikin. In Chi è Mara Dyer (qui) ci aveva tormentato con quesiti senza risposta. Siete finalmente pronti a scoprire la verità di un'adolescente un po' più speciale delle sue coetanee?
The Evolution of Mara Dyer
di Michelle Hodkin
La verità sulle pericolose e misteriose abilità di Mara Dyer continua a sconvolgere in questo terrificante sequel dell'eccitante Chi è Mara Dyer.
Una settimana dopo aver messo piede nella stazione di polizia di Miami negli ultimi capitoli del primo volume, Mara è sotto la cura di uno psichiatra per quella che sembra essere una dannosa crisi di nervi. 
Ma ciò che agli altri sembra un'allucinazione, è realtà per Mara. Qualcuno del suo passato ha scoperto il suo disturbante segreto ed è disposto a tutto pur di punirla. Ma quando nessuno crede alle sue parole, la ragazza si trova completamente sola. L'unica persona dalla sua parte è Noah Shaw, tanto bello e affascinante quando leale. Noah è l'unica persona che può salvare Mara – anche se la sua impresa può costargli la vita.



4) L'ultimo titolo, disponibile solo l'anno prossimo negli Usa, è la seconda indagine della sedicenne Rory Deveaux. Shades – il volume introduttivo – non mi aveva entusiasmato e si era conquistato due tiepide stelline (qui), ma, fiducioso, spero nella crescita di una protagonista tanto giovane e acerba e in un cambiamento di stile da parte dell'autrice: la vorrei meno ancorata al genere young e più coraggiosa. Maureen, osa!
The Madness Underneath
di Maureen Johnson
Quando la pazzia infuria nelle strade di Londra, nessuno è al sicuro... C'è un nuovo orrore a tormentare la Londra dei nostri giorni. 
Reduce dall'aver sconfitto il killer ispiratosi a Jack Lo Squartatore, Rory deve mettere alla prova le sue nuove abilità di caccia prima che si scateni l'inferno... Ma i nemici non sempre sono come li immagini e tempi folli richiedono folli soluzioni. Un esaltante teen thriller.







giovedì 5 luglio 2012

Recensione: Shades - Jack Lo Squartatore è tornato, di Maureen Johnson

"La paura non può farti del male. Quando ti assale, non darle poteri. E' un  serpente senza veleno. Ricordatelo. Saperlo può salvarti." 
Titolo: Shades – Jack Lo Squartatore è tornato...
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 392
Prezzo: € 16,00
Data di pubblicazione: 26 Giugno 2012
Sinossi: Quello in cui Rory Deveaux arriva a Londra dalla Louisiana è un giorno memorabile. Per Rory è l'inizio di una nuova vita in un collegio privato della capitale inglese. Ma molti se ne ricorderanno a causa di una serie di brutali omicidi avvenuti in tutta la città, assassinii raccapriccianti che riproducono gli efferati crìmini commessi da Jack lo Squartatore oltre un secolo prima, nell'autunno 1888. Basta poco perché la "Squartatore-mania" si diffonda, ma la polizia ha in mano solo pochi indizi e nessun testimone. Tranne uno. Rory ha intravisto sul luogo del delitto l'uomo che la polizia considera il principale sospettato. Ma è l'unica. Neppure la sua compagna di stanza, che era con lei in quel momento, ha notato l'uomo misterioso. Perché solo Rory può vederlo? E, questione assai più impellente, che cos'ha in mente di farle, costui?
                                                                        La recensione
Jack Lo Squartatore. Un nome, il sorriso gelido di una lama in una notte di luna piena, rose di sangue che fioriscono sulle mattonelle scheggiate e polverose del suggestivo quartiere di Whitechapel. Un appellativo fittizio, ma capace di raggelare a più di un secolo di distanza da quell'autunno del 1888 in cui tutto il mondo conobbe il suo nome e la sua lucida furia omicida. Lampioni che proiettano inquietanti luci rosse, il rumore di un bastone che picchietta sull'asfalto, il bagliore di un paio di occhi indecifrabili celati dalla tesa di un elegante cappello, il suono raggelante di una melodia infantile fischiata prima di strappare via fiati e grida a colpi di bisturi.
E' un'idea sfuggente; un'ombra, immortale come lo è la città che ha dato lui i natali. Basta pronunciare il suo nome per riaccendere l'isteria collettiva e un mistero che il trascorrere degli anni non è stato in grado di risolvere. Cosa succederebbe se tornasse a colpire oggi – nell'epoca di Facebook e Skype, dei telegiornali trasmessi in tempo reale, dei cellulari di ultima generazione e delle lotte instancabili all'ultimo scoop? E, soprattutto, che aspetto avrebbe l'incubo senza volto che non ha mai smesso di terrorizzare e di animare gli incubi di generazioni nuove e passate? Sarebbe un'onda rosso sangue che viaggia alla frequenza del suono. Un soffio di vento leggero seguito dall'ululare del sangue. Una presenza percepita dallo sguardo di una diciassettenne un po' speciale..
Ecco l'idea su cui si basa Shades, nuovo titolo della splendida collana Chrysalide e primo volume di una serie mistery/paranormale dell'autrice americana Maureen Johnson – cara amica di autori del calibro di Cassandra Clare, John Green e Libba Bray.
Il romanzo è un figlio nato dal fantasy oscuro di Shadowhunters e Ghost Whisperer e dal sangue copioso di una storia di un più giovanile Jeffrey Deaver - concepita, tuttavia, nello scenario fatto dalle nebbie e dalle piogge perenni dell'immortale Londra. Un'idea avvincente e originale, una commistione unica, ma il cui sviluppo, risulta – ahimè - piuttosto discutibile.
Londra e i suoi spettri potevano essere il più affascinante dei set. La bruma che avvolge perennemente gli edifici, il profilo sbilenco delle lapidi di antichi cimiteri, le torri merlettate di un edificio vittoriano e gli echi che si perdono nei corridoi di una scuola colma di inquietudine e paura - filtrati dallo sguardo di una “straniera” nella terra di Shakespeare e Re Artù - potevano assumere sfumature ancora più intense e tratti più marcati e taglienti. Non si percepisce il dolore di sentirsi fuori posto e la nudità data da un trasferimento improvviso che ci lascia senza una casa e senza punti di riferimento fissi. Non si percepisce la malinconia che la splendida copertina lascia respirare. Quel volersi annullare nei sussurri del vento e tra le fronde di un avvolgente salice.
Il collegio di Wexford poteva diventare la raffinata prigione di un torrente pulsante di inquietudini giovanili. Un luogo di candore e morbida sensualità, fatto di segreti bisbigliati nell'orecchio, candide e fruscianti camicie da notte, piedi nudi che solcano corridoi oscuri, voglia di baci più voraci del terrore che impazza all'esterno.
Il romanzo, invece, manca del fascino e del mistero che i commenti sulla copertina promettevano. E' un teen horror semplice e divertente che sarebbe potuto nascere dalla penna del Wes Craven dei tempi di Scream: si vede tanto, ma si percepisce davvero poco.
Il sangue è presente, ma non come il brivido che solo uno scandagliamento del nero della psiche umana sa dare. La protagonista è certamente diversa da quelle dei tipici romanzi young adult, ma nelle mani dell'autrice queste innovative caratteristiche diventano eccessive e, a tratti, caricaturali. Rory è sicura di sé e delle sue forme generose, volitiva, coraggiosa e, soprattutto, ironica. Fin troppo ironica. Un'ironia che la aiuta certamente a scrollarsi di d'osso l'ombra di problematicità che accompagna qualsiasi diciassettenne, ma che, a lungo andare, risulta fastidiosa e fuori luogo. Un pericolo imminente, uguale risate. Una rivelazione che la cambierà per sempre? Altre risate...
Che siano dettate dalla voglia di risultare simpatica ai lettori, un po' sopra le righe o semplicemente nervosa non ha granché importanza. Riposto in un cassettino il nostro consueto garbo, verrebbe da ribattere, dinanzi a un suo nuovo, incomprensibile attacco di ridarella, un poco signorile: “ Ma che ca...ppero ti ridi?!”.
Il romanzo acquista da lei quello spirito un po' chiassoso che lo caratterizza, dicendo goodbye al fumoso romanticismo inglese, è apparendo come una versione più innocente di un mistery della simpatica Charlaine Harris.
Rory Deveaux, infatti, con i suoi talismani colorati, una serie di familiari un po' bislacchi e l'accento sguaiato e biascicante proprio della Louisiana, è una sorta di Sookie Stackhouse alla corte della regina Elisabetta. Una "turista per caso" che nell'uggioso autunno londinese vede concretizzarsi in massa tutti i cliché che riempiono guide turistiche e i racconti pronunciati dai parenti nelle cene di famiglia: tazzine di tè bollente, hockey su prato, caserecci pub, sterminate biblioteche, fermate della metropolitana e folli copycat (?) di Jack Lo squartatore; luoghi comuni famosi almeno quanto il Big Ben e la principessa Diana.
Leggendo del collegio, invece, con prefetti, austere divise, discorsi tenuti dal preside e mense rumorose e affollate, viene in mente la Hogwarts assediata degli ultimi capitoli di Harry Potter e non la scenografia, inquietante e familiare al tempo stesso, di Saint Ange, The Orphanage o I diari della falena. Accanto a queste critiche – soggettive, lo sottolineo, e nate, probabilmente, da eccessive aspettative verso il romanzo – si schierano le ottime descrizioni della Londra urbana, un'originale e profonda caratterizzazione dei personaggi secondari, l'imprevedibilità dei vincoli e delle relazioni che si instaureranno tra i vari personaggi, una calda e frizzante storia d'amore giovanile (fatta di baci appassionati, carezze proibite nel buio di una biblioteca, e non di “Ti amo” sussurrati dopo due secondi o scritti sul bianco delle Converse!) e la riuscita e coraggiosa riesumazione di un'icona che non conosce il rischio dell'oblio o di amari fiaschi. Un Jack sagace, seducente e devastante come non mai, che, affacciatosi su un nuovo millennio, gioca a rimpiattino con le telecamere e i giornalisti alla maniera del celebre e scaltro Hannibal Lecter. Strano e meraviglioso il vedere ancora una volta che c'è umanità lì dove la vita non c'è ormai più...
Shades è un gustoso thriller estivo, che, pur giocando la carta dell'ambizione, ha i pregi e i difetti di tanti romanzi per adolescenti. Non è una volume che sconsiglio, ma che invito a leggere unicamente ai lettori dal brivido facile e poco abituati alla lettura (o alla visione) di prodotti appartenenti al genere e, cosa non da poco, agli amanti dei romanzi autoconclusivi. Il libro, infatti, si conclude con un efficace epilogo che apre le porte per il sequel, ma che risolve tutti i dubbi di questa prima indagine della giovane Rory.
Alla fine, tuttavia, a rimanere è un sapore acre e metallico, che vorrebbe ricordare quello del sangue, ma che, piuttosto, ha il gusto delle occasioni mancate.
Il mio voto: ★★ 
Il mio consiglio musicale: The Used – The Bird and the Worm