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mercoledì 25 giugno 2014

I ♥ Telefilm: Delirium, Orphan Black, Faking It, The Vampire Diaries

Ciao a tutti, amici. Dopo qualche giorno di turbolenza, su Blogger, tutto sembra essere ritornato alla normalità, finalmente. E chi ci sperava? Oggi, nuovo appuntamento con I Love Telefilm. Vi parlo di tre serie che si sono appena concluse, già rinnovate per l'anno prossimo, e del pilot “prova” di Delirium, potenziale serial ispirato alla trilogia di Lauren Oliver, che da queste parti era piaciuta parecchio, se ricordate. I quattro commenti, vedrete, sono brevissimi e senza spoiler. Ci sentiamo presto. A giorni vi parlerò del bellissimo libro che ho in lettura, infatti. Un abbraccio, M.

Delirium
Il pilot 1x01
In realtà non lo aspettavo. Non più. Il pilot di Delirium. Qualche anno fa, adoravo la trilogia di Lauren Oliver. Poi, questo inverno, dopo la mezza delusione dell'ultimo capitolo, ho smesso. I bei momenti dei primi due volumi rivalutati, purtroppo, alla luce dei pochi avvenimenti dell'ultimo. Era da un po' che era in programma una serie TV ispirata alla saga distopica targata Piemme. Dopo Divergent e Hunger Games, come lasciarsi scappare l'occasione? Stroncata sul nascere, la serie non ha mai visto la luce. Poco male. Avevo visto qualche spezzone qui e lì e mi sembrava pessima. Non so dove, non so quando, la casa di produzione ha rilasciato l'unico episodio girato. Ho dato un'occhiata. E non l'ho trovato male: mi aspettavo decisamente peggio. Nel primo – ed unico, molto probabilmente – episodio, si fondono il tema portante di Delirium, i perché del Veleno sulle labbra, i personaggi secondari di Chaos. Alle saghe non sto tanto appresso e, personalmente, quando si parla di trasposizioni, non trovo disturbanti i cambiamenti: sono ragionevolissimi, checchè ne pensino i fandom. Con il poco tempo a disposizione, il regista ha fatto il possibile. La sceneggiatura è un minestrone di cose che non crea troppa confusione. Per essere quelli di un distopico, gli scenari sono troppo puliti. Patinati. Sfarzosi. Comuni. Come anche i dialoghi: quelli del più classico dei teen drama in circolazione. Il cast è improvvisato e un po' male assortito. Ebete il Julian di Gregg Sulkin, con i maglioni a V e le camicie che sottolineano didascalicamente il suo essere il bravo ragazzo della storia; una Hana bruna, rotonda, civettuola quella di Jeanine Mason; distaccato antagonista Billy Campell, un Alex fuori parte quello impersonato da Daren Kagasoff. Troppo cresciuto, lui. Adulto, stonato, accanto alla delicata Emma Roberts. Candida, piccola, convincente come suo solito. Ecco, lei sarebbe stata un'ottima Lena. Tutt'altro che inspiegabile, dunque, la cancellazione prematura della serie: arrangiaticcia. Una storia che parla della potenza dell'amore, senza potenza. Senza amore. Quaranta minuti della mia vita, però, avrei potuto sprecarli peggio. Ho visto primi episodi peggiori, e le serie sono ancora in circolazione: poco ma sicuro. (5,5)

Orphan Black
II Stagione
Interessantissimo Orphan Black. Uno dei ritorni sui palinsesti che più attendevo, in questo 2014 di novità, vecchie conoscenze, pilot morti sul nascere. L'anno scorso mi aveva ipnotizzato. Con un cliffhangher inserito ad arte, era finito. Avrei dovuto aspettare un anno. Eppure il tempo è passato. La seconda stagione di Orphan Black è iniziata velocemente e velocemente è finita. Le serie che mi piacciono durano troppo poco: devo fare qualcosa, devo farci il callo. Che dico a fare che mi è piaciuto? L'ho trovato originale, ben diretto, impeccabile. Al solito. Però c'è un però. La prima stagione era un'altra cosa. Lo sottolineo: secondo me. Tutti sembrano aver apprezzato di più la seconda, che nonostante le sue genialità varie non mi ha entusiasmato quanto avevano fatto quei dieci episodi introduttivi: con loro era scoppiata la scintilla. Ho seguito questa nuova stagione, con curiosità e piacere, ma senza colpo di fulmine. Mi sono divertito, alcune cose continuano a sorprendermi come fosse la prima volta, ma non ci ho trovato chissà quale voglia di cambiamento. Non dico miglioramento. Orphan Black era già perfetto così, anche se la perfezione dicono non sia di questo mondo... E della tv via cavo. Resta uguale a sé stesso, si gioca le solite carte. Alcune svolte avvincono, alcune sottotrame le segui con scarsa attenzione. Quando non c'è lei sulla scena ti spegni, e ti senti giustificato a farlo. Orphan Black è una fantascientifico varietà del sabato sera: il Tatiana Maslany Show. Quant'è bella Tatiana Maslany. E quant'è brava. Un camaleonte, una trasformista, una caratterista eccelsa. Non so dove si nascondesse prima. Sarà un esperimento di laboratorio? Impersona qualcosa come otto, dieci personaggi e lo fa utilizzando qualcosa come otto, dieci accenti diversi. E' una fuggiasca con l'accento british, una casalinga disperata, una tenera assassina russa, un'algida donna di scienza, perfino un transgender. Orphan Black è fantascienza, è noir, ma – completo – regala anche siparietti comici fortissimi. Ci pensano Felix (l'esuberante amico gay della protagonista), il goffo Donnie (marito della “disperate housewife” più fuori del pianeta), la letale e tenera Helena (capelli ossigenati, cicatrici insanabili a forma di ali, nemici ad ogni angolo, la cotta facile e il bene verso la sua sestra, Sarah, che ha tentato di ucciderla, una volta... o cinquanta). Movimentato, ironico, surreale, sexy, il serial della BBC Canada si conferma una seriale dipendenza. Notevole il season finale, con i cloni che danzano tutti insieme in una sequenza indimenticabile –  con una miracolosa Maslany quintuplicata – e una rivelazione che mette altra carne a fuoco. Parecchia. E io che mi lamentavo perché ci vedevo una certa apatia. Poca voglia di fare... (8)

Faking It
I Stagione
In una scuola americana in cui tutto è sottosopra, è la diversità ad essere premiata e non sbeffeggiata, mentre la normalità sa di noia. Karma e Amy – in questo strano panorama adolescenziale da allegra distopia – sono amiche da una vita che il mondo ignora. Carine, ma poco interessanti. Quando si baciano in pubblico e fingono di essere una coppia tutti le vogliono. La loro finta omosessualità le mette sotto la luce dei riflettori e, da anonime sedicenni, diventano le stelle del liceo. Peccato che fingano. Peccato che Amy non finga poi tanto: quel bacio sulle labbra, dato mentre tutti guardavano, l'ha turbata non poco. E inizia a pensare a Karma tutto il giorno. S'innamora della sua migliore amica e non glielo dice. Ora che Karma ha conquistato il ragazzo dei suoi sogni, ora che tutto va per il verso giusto, non vuole perderla. No. MTV sforna un'altra chicca: Faking It. Venti minuti settimanali di spasso, risate, gioventù e piccole, grandi bugie. Una sit-come per chi, come me, alle sit-com non va tanto appresso. Brioso, a metà tra il paradossale e il realistico, Faking It è una commedia brillante, con i toni pungenti e irresistibili di Easy Girl. Sembra stupido, ma non lo è. E nemmeno irrispettoso. Con allegria e intelligenza, gioca con le relazioni, il liceo, la sessualità, la confusione giovanile e punzecchia da vicino quelle star americane che dell'ambiguità sessuale hanno fatto la loro fama. Il segreto sta in uno script ben pensato, in episodi generosi di sorrisi, in una galleria di personaggi assurdi ed esilaranti. Il triangolo “lui, lei, l'altra” si anima con le facce belle dei tre protagonisti: un imbabolato Gregg Sulkin (dopo Delirium, ecco che si riparla di lui!) che fa sogni e incubi su una maliziosa cosa a tre; una inconsapevolmente sexy Katie Stevens; una Rita Volk da tenere d'occhio – bellissima, simpatica, sveglia. Difetti: gli otto episodi. Troppo pochi. Ho visto l'ultimo senza aver capito che fosse l'ultimo. Ci rifaremo con una sicura seconda serie. Speriamo soltanto che conti più puntate. Non annoia mai. (7+)

The Vampire Diaries
V Stagione
Credo di essere diventato immortale anch'io. Perché seguo The Vampire Diaries da troppi anni. Davvero. Quanti? Finirà mai? Dai primi tempi è cambiato non poco: lo tollero per quello. Vedo che c'è impegno a tirar fuori sempre storie nuove; vedo che i protagonisti sono maturati. Non vi so dire cosa sia successo nella serie precedente, o cosa sia successo – pensate un po' - all'inizio di questa. Però lo guardo. Sicuramente mi avevano diverito, quegli episodi; certamente mi avevano appassionato. Altrimenti l'avrei abbandonato senza troppe smancerie. Mystic Falls continua ad essere calamita per il soprannaturale. Un originale meccanismo – sempre soprannaturale – mi ha aiutato, inoltre, a superare la mia insofferenza verso Elena Gilbert. Io pensavo di detestare Nina Dobrev in persona, e invece no. Perché nei panni della malefica Katherine la trovo seducente e frizzante, in quelli della protagonista una gatta morta terrificante. Si mette puntualmente in pericolo, puntualmente rischia di spezzarsi l'osso del collo, puntualmente vuole provarci con i fratelli Salvatore. Sookie Stackhouse, in casa HBO, avrebbe già combattuto le rivalità tra parenti a suon di sì all'amore, non alla guerra. Probabilmente, con un'orgia in famiglia si sarebbero risolti tutti i dissapori. Steve R. McQueen, da adolescente sfigatello e timido, mi è diventato pompato come The Rock – e un The Rock emo; Kat Graham è l'inutilità in persona, resuscitata più volte di... di... non lo so; Candice Accola, adorabile. Ian Somerhalder recita e si pavoneggia. Sgrana gli occhi blu, va in giro con magliette e pantaloni attillati, aspetta di essere convocato nel sequel di Magic Mike. Il suo cavallo di battaglia: guardarsi la punta del naso. Il risultato pare che piaccia alle ladies. Meglio Paul Wesley, che trovo cresciuto di stagione in stagione. Non male il finale. Tra Sleepy Hollow e Supernatural, è ben studiato. Per le fan, troppo crudele. Non disperate: lo sapete, in The Vampire Diaries si muore un giorno e si resuscita il successivo! A manovrarne i fili, lo stesso Kevin Williamson di The Following: anche lì, tanti aspiranti Lazzaro. Stesso discorso fatto per Revenge, insomma: alti e bassi, discreti picchi e abissi, ma – ehi! - siamo in presenza di gente immortale. Hanno tempo. (6,5)

sabato 19 maggio 2012

I ♥ Telefilm: The Vampire Diaries

Per oltre un secolo ho vissuto nel segreto, nascondendomi nell'ombra, solo al mondo. Fino ad ora. Sono un vampiro e questa è la mia storia...”

Il tenebroso fascino dei vampiri ha trovato terreno fertile in molti Paesi, arrivando ad affermarsi come moda nel mondo del cinema e della letteratura. Amati e odiati, hanno il pregio di far parlare sempre e comunque di sé. C'è chi li adora e ha trovato di grande ispirazione la tetralogia della Meyer per cimentarsi con la scrittura creativa, chi, annoiato ed esasperato, cerca di capire il momento preciso in cui i pallidi amici dai canini affilati hanno affondato i loro artigli nel mondo contemporaneo.
Io, devo dire, sono alquanto neutrale nello schierarmi. Non amo particolarmente le letture di tal genere (non a caso troverete nel blog poco e niente su libri che affrontano questo tema), ma allo stesso tempo devo essere grato ad autrici come la Meyer per aver ispirato la fantasia di tante menti. Sì, anch'io, nel bene e nel male, devo loro molto!
In questa nuova puntata della rubrica dedicata alle nostre amate Serie TV, si parla proprio di vampiri. Nello specifico, di una serie - la cui terza stagione è da pochissimo giunta alla fine – che sta affascinando gli spettatori di mezzo mondo e che ha messo sotto le luci della ribalta una prolifica autrice fino a qualche anno fa del tutto sconosciuta in Italia. Sto parlando di Lisa Jane Smith e del suo The Vampire Diaries.
La trama, penso, la conosciate tutti.
Elena Gilbert, una malinconica diciassettenne, dopo l'incidente che ha spezzato le vite di entrambi i genitori, passa le giornate in compagnia del rimorso e di quel che resta della sua famiglia: Jeremy, il problematico fratello minore, e la solare zia Jenna.
Per il resto ci sono un ex tanto premuroso quanto assillante, un'amica con un magico segreto, una rivale agguerrita che nasconde un animo grande e un amore eterno che si dirama nei cuori di due misteriosi fratelli.
Prima c'è Stefan, con le sue braccia ampie, i suoi occhi scuri e il suo fare da uomo d'altri tempi. Uno sguardo, una parola, e Elena trova in lui un input per andare avanti e sollevarsi dalla tristezza.
Poi arriva Damon, suo fratello. Il fuoco che infiamma i desideri di Elena. Il pensiero proibito che le ricorda che è viva. Chi è lui? Un sanguinario demone dagli occhi di ghiaccio o un romantico sognatore dall'anima dannata? E, soprattutto, chi è Katherine, la donna che appartiene al passato dei due...e perché ha lo stesso identico viso della nostra Elena?
Questa è la trama abbozzata di una complessa serie che, nel corso degli anni, ha acquisito nuove facce e si arricchita di nuovi intensi personaggi.
Il triangolo amoroso sbandierato ai quattro venti da poster e dagli slogan promozionali non ha veramente nulla di scandaloso. Quello descritto dall'autrice, e ripreso dagli sceneggiatori, è un amore fatto di tante sfaccettature, di luci e ombre, che si concretizzano in due persone diverse. Due solitudini che si contendono un unico cuore.
Il personaggio di Elena, interpretato da Nina Dobrev, diciamo la verità, ricorda molto da vicino la Bella Swan di Kirsten Stewart, e Ian Somerhalder (Damon), tanto amato dal pubblico femminile, si limita spesso a qualche battutina sarcastica, ad increspare la fronte e sgranare i suoi occhioni azzurri.
Al contrario dei protagonisti di molte serie simili, però gli interpreti di The Vampire Diaries risultano credibili in ogni situazione. Romantici, malinconici e agguerriti, pur non avendo più il fisique du rol per interpretare dei diciassettenni, con la loro bravura riescono a trasmettere agli spettatori gli alti e bassi e l'andamento altalenante proprio di quest'età.
Semplicemente adorabile Candice Accola (Caroline), che, pur in un ruolo secondario, sfata il mito dell'oca bionda e stupida e fa del suo personaggio una vampira vitale come un fuoco d'artificio e dolce come la ragazza della porta accanto. Romantica e genuina la sua relazione con il lupo mannaro Tyler (Michael Trevino), che è in grado di emozionare e far sorridere. Che siate team “Stelena” o meno, non potete negare, inoltre, la sorprendente bravura di Paul Wesley, in grado di passare con maestria dal ruolo di folle sanguinario senza sentimenti a quello di vampiro dal cuore di poeta. 
Stesso discorso per Alaric Saltzman (Matthew Davis), maestro di storia che, accanto ai quaderni e ai test da correggere, nasconde balestre e paletti di quercia bianca. Insegnante di giorno, cacciatore di vampiri di notte, per Elena e il fragile Jeremy diventerà amico, confidente e padre.
Accanto a loro, amati protagonisti di una serie che non smette di collezionare successi ed entusiasmo, ci sono validi antagonisti. La vendicativa Katherine, doppelganger di Elena, che, nel corso degli episodi, come la protagonista di un approfondito romanzo, mostra le pieghe più oscure del suo animo, spiegando le ragioni che alimentano il suo furore e una serie di amare privazioni che spera possano essere private dalla vicinanza degli aitanti fratelli Salvatore e, in quest'ultima serie, il tormentato Klaus, uno degli Antichi, il cui sangue scorre come un veleno nelle più disparate stirpi di creature della notte.
Nel telefilm, che è basato su una serie di romanzi urban fantasy risalenti ai primi anni '90 e pubblicati in Italia dalla Newton & Compton, sono amalgamati sapientemente tutti gli elementi tipici del genere: segreti, gelosie, tematiche prettamente adolescenziali, ampi flashback, azione, amore e, ovviamente, un immancabile triangolo amoroso. Niente di originale, questo sì, ma The Vampire Diaries è la concreta dimostrazione di come un ottimo script possa cambiare radicalmente le sorti di una produzione non particolarmente brillante. Sceneggiato da Kevin Williamson, autore di Dawson's Creek e della saga cinematografica di Scream, questo telefilm costituisce una fonte di puro e sano intrattenimento.
Ben fatto e originalmente orchestrato, non stanca mai e ogni episodio si conclude sempre con un piccolo ed inaspettato colpo di scena che induce lo spettatore a vederlo ancora, ancora e... ancora! Pur partendo da premesse simili, The Vampire Diaries si allontana notevolmente dalla più fortunata saga delle Meyer e la supera con un soprannaturale balzo, brillando per sensualità, sottile violenza, dinamismo e gotiche atmosfere.
I nuovi episodi della serie, la cui quarta stagione è terminata in America lo scorso 10 Maggio, verranno trasmessi dalla The CW  a partire dal prossimo settembre.
Chi segue la serie e chi ne attende come me i futuri sviluppi? 
Cosa ne pensate?

domenica 5 febbraio 2012

Passion Bookmarks # 5

In questa nevosa domenica di Febbraio, un nuovo appuntamento con la rubrica Passion Bookmars !
Oggi , per festeggiare il nostro primo mese insieme, ben sei segnalibri per tutti i follower :)
Il tema della settimana riguarda . . . i Telefilm !




I segnalibri sono ispirati a :
  • The Vampire Diaries, tratto dalla saga di Lisa Jane Smith ( Newton & Compton).
  • Dexter , tratto dai romanzi di Jeff Lindsay ( Mondadori )
  • True Blood, ispirato ai romanzi di Charlaine Harris ( Delos Books )
  • The secret Circle, tratto da “ I diari delle streghe” di Lisa Jane Smith ( Newton & Compton).
  • Gossip Girl, basato sui romanzi di Cecily Von Ziegesar ( Rizzoli)
  • Pretty Little Liars , tratto da “ Giovani, carine & Bugiarde” di Sarah Shepard ( Newton & Compton).