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domenica 17 novembre 2013

Recensione: Shadows, di Jennifer L. Armentrout

Buona domenica, amici miei! Questi ultimi giorni sono stati piuttosto produttivi. Dopo aver letto e recensito l'ultimo capolavoro della Rowling, in treno ho iniziato Shadows, il breve prequel della saga Lux. Romanzo che è piaciuto a tutti, ma a me nemmeno un po', purtroppo. Sarà per il prossimo appuntamento con la Armentrout, o almeno spero: ma sì, sono fiducioso. Ringraziando la Giunti per avermi dato modo di leggerlo, vi auguro una splendida giornata. Un abbraccio.
Siamo diversi solo in superficie. Ma nell'essenza siamo uguali. Ridiamo delle stesse cose, non abbiamo la più pallida idea di cosa faremo in futuro, non ci piace guardare la tv. E ci piacciono un sacco di dolci. E i nomignoli stupidi. E i nostri cuori battono all'unisono.

Titolo: Shadows
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 176
Prezzo: € 12,00
Sinossi: L'ultima cosa che Dawson Black si sarebbe aspettato era Bethany Williams. Come forma di vita aliena sulla Terra, Dawson e il suo gemello Daemon trovano che le ragazze umane siano... un passatempo divertente. Ma innamorarsi di una di loro sarebbe folle. Pericoloso. Allettante. Irrinunciabile. Bethany viene dal Nevada, e l'ultima cosa che cerca nel West Virginia è l'amore. Ma ogni volta che i suoi occhi incontrano quelli di Dawson si scatena un'attrazione innegabile. E anche se i ragazzi sono una complicazione di cui farebbe volentieri a meno, non riesce davvero a stare lontana da lui. Attratta. Desiderata. Amata. Dawson però nasconde un segreto inconfessabile che non solo può cambiare l'esistenza di Bethany, ma rischia di mettere in pericolo la sua vita. Si può rischiare tutto per una ragazza umana? Si può sfidare un destino inesorabile come l'amore?
                                                    La recensione
Di Obsidian non ho ricordi fortissimi, vividi, ma ricordi positivi. Ricordi felici, tutto sommato. Mi piace pensare a Jennifer L. Armentrout, infatti, come all'autrice che diede realmente il via alla mia estate 2013. Era il pomeriggio del primo luglio. Sfinito e felice, ero tornato a casa dopo gli orali della maturità e, prima di salire a casa, avevo trovato questo pacchetto nella mia buca delle lettere. Un libro sottile, leggero, spensierato. Come me da quel momento in poi. L'avevo letto nel mio primo pomeriggio in spiaggia da studente e uomo libero. Il sole batteva, il mare era una fresca tavola da surf e il resto era venuto da sé, così, semplicemente. In un baleno l'avevo finito: un urban fantasy su creature che viaggiavano alla velocità della luce, letto alla velocità della luce, per rimanere sempre in tema. E con un disteso sorriso a mille watt, alimentato dalla leggerezza senza peso di un cervello senza più pensieri e dall'ironica guerra tra sessi combattuta – ad armi impari – da un lui e una lei che facevano scintille. Uno stile freschissimo e una passionale e simpatica love story avevano reso quel particolare romanzo non indimenticabile, ma piacevole e spontaneo: cosa non da poco, in un vortice di storie troppo simili in cui, spesso e volentieri, Obsidian aveva corso il rischio di essere risucchiato. Il successo editoriale era garantito. Prezzo accessibile, protagonisti popolari e belli e tutto decisamente in linea con le mode e le tendenze odierne – tra incursioni su Facebook, Twitter e, soprattutto, Blogger. Il secondo e il terzo capitolo, di cui la Giunti Y si è velocemente accaparrata i diritti negli scorsi mesi, sono già chiacchierati e non tarderanno ad arrivare e, nell'attesa, arriva in libreria questo Shadows, un prequel della storia originale, incentrato su due personaggi minori di cui, indirettamente, i lettori avevano già sentito parlare: Dawson Black e la sua ragazza, Bethany. Daemon e Kathy, la passionale coppia che li aveva preceduti, avevano una spiccata personalità e un'alchimia scoppiettante che li rendeva convincenti protagonisti di un intreccio forse troppo, troppo semplice. Loro erano il cuore, il perché della saga: l'unico, credo. Sprovvisto dell'irriverente, pazza e adorabile narratrice di sempre, Shadows perde tantissimo e, a fine lettura, ho avuto l'impressione fastidiosa che Dawson e la sua lei non meritassero un romanzo – o una novella, perché 170 pagine sono un po' poche – tutta per loro. Sono perfettini, buonisti e scialbi, nel senso culinario del termine, proprio: senza sale, senza pepe, senza un gusto deciso. Sono pesanti, melodrammatici e seriosi, se confrontati con i divertenti, autoironici e sexy protagonisti di Obsidian. 
Non sono capaci di dissimulare e mettono a nudo una struttura di base fragilissima, effimera, che – senza l'arma a doppio taglio di un umorismo brioso e sornione – è praticamente attaccabile, inerme, sprovvista delle difese necessarie per tenere a bada il cattivo e brutto recensore di turno. Le somiglianze con il più noto Twilight sono insostenibili, troppe, ostentate nemmeno tanto intelligentemente da un'autrice che, insieme ad altre colleghe arricchitesi d'un tratto, sembra non ricordare il significato di una parolina che fa più o meno rima con miraggio, coraggio... formaggio?! Dio mio, non ho idea da dove mi sia uscita, che squallore... Chiedo perdono: mi riferivo a plagio, ovvio. Lei cade, rischia di scivolare sul ghiaccio e lui la salva: ok, cose che capitano. Ma lei ha anche gli occhi nocciola, i capelli castani e lui è – ovviamente – bellissimo, tenebrosissimo e dalla segreta natura luccicante: vi ricorda qualcosa, questo? Si conoscono tra una lezione e l'altra, si dilettano con il trekking (ma perché non ci sono più gli hobby di una volta? E le mezze stagioni?), incontrano le loro reciproche famigliole allargate e, dopo un paio d'appuntamenti, è già vero amore. Un amore proibito: specificarlo è superfluo. Proibito innamorarsi, secondo i fratelli di lui; proibito sbaciucchiarsi, secondo la mamma di lei – un'ex Teen Mom rimasta incinta di Bethany prima del provvidenziale avvento di MTV. Il gemello ribelle, Daemon, compare spesso e, qui, non appare antipatico ma con stile. Appare antipatico e basta. Per fortuna c'è Dee, colei che – tra i tre fratelli Black – ha impiegato più tempo ad uscire dal ventre accogliente e presumibilmente viscido di mamma alieno: la cocca di casa. 
Spontanea, pimpante e acuta come sempre, soprattutto quando – insieme a me – rimane scioccata dalla descrizioen di come l'umana Bethany abbia scoperto il loro segreto di famiglia. A metà del racconto, i preliminari tra Dawson e Bethany vanno a finire maluccio, infatti: non vi intrattengo con quella cameratesca storia delle “basi” che non comprendo e che non ho mai compreso, ma sappiate questo: la cosa più imbarazzante che possa capitare a un sedicenne alieno non è l'eiaculazione precoce. Dawson Black, in quei delicati momenti, si accende... Boom. Come un lampione... Bang. Come un faro-umano-abusivo costruito in camera da letto. Edward, in una foresta nebbiosa, aveva rivelato a Bella, dopo un lungo e vagamente inquietante sproloquio su leoni e pecore, di essere un vampiro: leggendolo prima di aver visto Pattinson in azione, avevo pensato all'affascinante Lestat e all'eterno Dracula. Quando Dawson rivela a Bethany, con lo stesso tono sussurrato e cospiratorio, di essere un alieno, io ho pensato a Stitch. Uno Stitch con il ciuffo biondo, i pantaloni color cachi e le camicie a quadrettoni del James Van Der Beek di Dawson's Creek. Che immagine! Sarà il subconscio che gioca brutti scherzi (ogni tanto) o sarà una mini-trama che, scricchiolando rumorosamente (sempre), lascia disperdere nell'aria qualsiasi eventuale magia. Il primo, ammiccante, conosceva le regole della risata facile. Il prequel, invece, fa ridere quando e dove non dovrebbe – stanco, frettoloso, scritto tanto per... - e non rischia di venire a noia soltanto per l'esiguo numero di capitoli complessivi e per uno stile che, anche se scarno e impersonale rispetto ai fuochi d'artificio dell'altro volume, scorre; almeno quello. Sembra scritto da un'altra persona. Da una fan tutta occhi dolci, cuori, sospiri e zoom ossessivi sugli occhi belli dell'aspirante modello D&G di turno. Il lato positivo del romanzo, dal mio punto di vista, è senz'altro il finale: triste il giusto, vagamente inaspettato, sbrigativo come il resto. Un finale che, grazie ad alcuni dialoghi tra Kathy e Daemon in Obsidian, avrei già dovuto conoscere bene, ma che – per fortuna o per sfortuna, dipende dai punti di vista – non ricordavo. Voi lo sapete: le cose tragiche mi fanno un certo effetto e, quasi quasi, avrei dimenticato gli errori che costellavano tutto il resto. Ma proprio quasi, quasi, quasi. Shadows, ahimè, ha la pecca di essere eccessivamente elementare. Carino, e chi lo nega?, ma di dubbia utilità. La Meyer – onnipresente nel romanzo, onnipresente nei miei riferimenti di oggi – aveva il suo superfluo La breve seconda vita di Bree Tanner. La Armentrout ha avuto questo trascurabile Shadows, alias Il primo breve amore di Dawson Black. A ognuno il suo. La curiosità di leggere Onyx, per fortuna, non è evaporata del tutto. Ma se avessi cominciato con questo prequel, temo che il rapporto tra me e l'autrice sarebbe finito qui: inconcludente, rapido ed indolore.
Il mio voto: ★★ 

sabato 6 luglio 2013

Recensione: Obsidian, di Jennifer L. Armentrout

E se l'amore viaggiasse alla velocità della luce?

Titolo: Obsidian
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 334
Prezzo: € 12,00
Sinossi: Kathy è una blogger diciassettenne con un grande sense of humour, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia, noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa. Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell'incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma mentre subiscono un'inspiegabile aggressione, Daemon difende Kathy bloccando il tempo con un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Kathy, senza volerlo, c'è dentro fino al collo. Salvandola, l'ha marchiata con un'aura di energia riconoscibile dai nemici che li hanno aggrediti per rubare i poteri di Daemon. L'unico modo per attenuare questo pericoloso marchio è che Kathy stia più vicina possibile a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...
                                                  La recensione
Scatta una sensazione incredibilmente familiare nel leggere le prime pagine di Obsidian, esordio italiano della prolifica autrice Jennifer L. Armentrout. Un senso di riconoscimento, quasi. I motivi sono due, ed entrambi si colgono a colpo d'occhio, passando in un attimo dall'esame veloce di una copertina indubbiamente carina, ma che sa di già visto, a un incipit che, leggero e fresco, si legge in un battibaleno. Primo: Obsidian non è la novità del secolo, quindi, sebbene senza mai arrivare ad infastidire o ad annoiare il lettore, soprattutto all'inizio, un lieve ed inevitabile senso di déjà vu pervade questa ridente storia di alieni, attrazione e pericolose avventure. Secondo: Katy, la giovane protagonista, ha un hobby che fa immediatamente aguzzare la orecchie a molti “librofili” come noi. E' una book blogger. L'angolino che si è conquistata nell'infinità del web ha dato un senso alla sua vita. La stesura di appassionate recensioni, a volte, le ruba anche interi pomeriggi e sa cosa significa sentirsi colpevole nel dare una sola stellina a un romanzo ed entusiasta nell'inviare domande al suo autore preferito o nell'aspettare continuamente un nuovo pacco di libri in arrivo.
Un singolo commento di un follower sotto un suo post è tutta la sua felicità, mentre la tristezza la attanaglia quando sente di non aver suscitato l'interesse di nessun amico virtuale o di non aver centrato il bersaglio con una recensione inefficace. Lei, che ha il pallino per il giardinaggio e i paranormal romance, ha letto di vampiri, lupi, zombi perdutamente marci e perdutamente innamorati, angeli e demoni, fatine e fatini e, nel corso di una sola estate, si troverà a vivere le stesse sensazioni delle eroine letterarie che spesso ha amato, spesso odiato, spesso segretamente invidiato. In mezzo a una storia da urban fantasy. Una famiglia dimezzata a causa di un cancro crudele, una pila di libri a farle compagnia nella solitudine, una nuova, sonnolenta città, con una nuova casa e con un nuovo vicinato. A salvarla dalla noia è la conoscenza dei gemelli Black, Daemon e Dee, suoi dirimpettai. Stessi magnetici occhi verdi, stessi lineamenti nobili, stessa bellezza disarmante. “Era davvero una follia... la più grande che avessi mai fatto. Peggio che dare una sola stellina a un libro, più spaventoso che chiedere un incontro al mio autore preferito, più stupido che baciare Daemon.” Dee è una forza della natura: simpaticissima, affascinante, con una passione naturale per lo shopping e per le serate passate a guardare maratone di film dell'orrore. Un'amica perfetta. Daemon, invece, non a caso ha un nome in assonanza con quello dell'altrettanto bello ed impossibile Damon Salvatore e solo una totale assenza di T-Shirt nel suo guardaroba giustificherebbe il perché delle sue continue incursioni a petto nudo, con addominali e pettorali scolpiti in bella vista. Il solito personaggio, il solito figo della situazione. Peccato che, di solito, sia bello, tenebroso e ami parlare per enigmi o sfornando a ogni sorriso e sventolata di ciglia frasi da Baci Perugina. A essere bello è bello. A essere tenebroso è tenebroso. Ma non dice frasi romantiche e parla pochissimo, soltanto per sferrare coltellate di cinismo, stronzaggine e veleno. Nemmeno la protagonista, a dire la verità, è la timida Bella Swan di turno.
Buffa, piccola e formosa, Katie è una bambolina dalla bellezza vagamente mediterranea che farebbe a pezzi una stupida barbie in carne e ossa con le sue risposte sardoniche e i suoi gesti eleganti. La protagonista standard di uno YA, in media, sospira e si perde in passionali ti amo tra le tre e le quattr... ok, nella maggior parte dei casi. Katie non sospira, ma alza angelicamente il dito medio. Non dice ti amo, ma lancia simpatiche occhiate intimidatorie e borbotta poco convinti ti odio. Lei Daemon non lo capisce proprio. Viene da un altro pianeta. E nel senso stretto del termine, non perché gli uomini vengano da Marte e le donne da Venere, come recitano i libri sulla terapia di coppia! 
Lui e sua sorella sono alieni, ma non pensate ad ET: niente pelle molliccia, occhi enormi, testa bitorzoluta, mani palmate e alfabeti incomprensibili. Daemon decisamente non gli assomiglia. E' insopportabile. Chi mai vorrebbe prendere a sberle il tenero ET? E' di una bellezza inumana, sovraumana. Chi mai farebbe pensieri sconci sul tenero Et? Armati di stiletti d'ossidiana per combattere un oscuro nemico e di reciproco disprezzo per fare a pezzi Cupido e le sue frecce, sta nei protagonisti il segreto del successo di questa frizzante ed ironica serie per giovani adulti. Katie e Daemon si fissano intensamente. Come se stessero progettando di uccidersi a vicenda e meditassero su dove nascondere il cadavere del malcapitato perdente. O sarà passione, quella? Una cosa è certa: insieme fanno scintille. Quando sono vicini – ma proprio vicini, vicini, vicini – i loro ormoni vanno in corto circuito e con loro computer, TV, caldaie e forni a micronde. Che meravigliosa catastrofe!
Lo stile è semplice, le descrizioni sono poche e sempre accompagnate da ottimi e pepati dialoghi, la narratrice è semplicemente un mito. Malata gravemente di leggite cronica, possiede un'invidiabile autoironia e, per proteggersi da una cotta nociva per la sua sanità mentale e i lettori dal temibile “pericolo Twilight”, sforna insulti come fossero biscotti e le sue labbra, impegnate una o due volte in alcuni di quei lunghi baci per cui l'autrice sembra essere così famosa e amata, sono la sua risorsa in una guerra tra sessi che ammette saltuari sbalzi d'umore... e d'amore. L'elemento fantascientifico, sono certo, porterà magia e misteri a palate nei prossimi capitoli e, insieme ad esso, spero venga approfondito un punto che, se maggiormente ampliato, potrebbe rendere ancora più intrigante la lettura: il mondo di Blogger. In questo romanzo introduttivo, avendo diversi personaggi da introdurre e piccoli misteri da svelare, l'autrice ha fatto sì che il blog di Katie e i suoi libri fossero accennati solo di sfuggita. Immagino i sorrisi che avrei fatto, se la protagonista si fosse prodigata in esilaranti paragoni tra Daemon e gli ultraterreni gentlemen di cui spesso – con una telecamera davanti – parla, estasiata, alle sue lettrici. Obsidian, dunque, ha decisamente il suo piacevole perché e certamente proseguirò con la lettura dei romanzi che seguiranno. Con questa adorabile protagonista e con le risate che mi regala, sarò a lungo in ottima compagnia. 
La risata di Daemon m'interruppe. “Non credo sia una buona idea. Divertente sì, ma poco ragionevole. Gli umani sono creature deboli.” “E se adesso col mio debole piedino ti dessi un bel calcio in culo?” sbottai, furiosa.
Il mio voto: ★★★ +
Il mio consiglio musicale: A-ha – Take On Me