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mercoledì 31 ottobre 2012

Recensione: Devilish, di Dorotea De Spirito

Ciao a tutti!! Che mi dite, come state? Durante questa mia settimana di assenza, mi siete mancati un casino! Con gli iscritti alla pagina facebook del blog, mi sono tenuto spesso in contatto, ma questa mattina colgo l'occasione per salutare tutti gli altri e per dare un caloroso benvenuto ai nuovi iscritti. In questi giorni, condividerò con voi un resoconto di questo splendido viaggio! Intanto, augurandovi un buon Halloween, vi lascio la recensione di Devilish (seguito di Angel), nella quale non troverete nessuno spoiler. Abbracciandovi tutti, vi auguro buona lettura! A presto :)
L'amore non è solo un demone. L'amore è un demone quando fa urlare e soffrire. E' un angelo quando ti aiuta e ti prende per mano. E' un bambino che gioca e cade, ride e piange. E' una piccola luce che ti salva dal buio. L'amore è una persona.

Titolo: Devilish
Autrice: Dorotea De Spirito
Editore: Mondadori Chrysalide
Numero di pagine: 300
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 9 Ottobre 2012
Sinossi: Un'estate è passata da quando Vittoria ha scoperto che Guglielmo, il ragazzo che ama, è un demone. Sfidando regole e convenzioni della città degli angeli, ha deciso di difendere questo legame proibito, senza però conoscerne il prezzo. Perché Eva, il demone che ha già cercato di riportare Guglielmo nell'Averno, ha solo atteso il momento giusto per reclamare la sua preda. Adesso la città è sconvolta da eventi misteriosi, lunghe crepe spaccano la terra tremante, l'acqua delle fonti sprigiona il suo veleno e si tinge di nero, l'immagine e le parole delle anime defunte echeggiano nel silenzio delle strade. Il patto tra l'inferno e la terra è stato infranto e solo Vittoria, l'angelo senza ali, può trovare la chiave per salvare se stessa e le persone che ama.
                                    La recensione
Se c'è una cosa che odio, è cominciare un libro e non avere modo di finirlo. Sapevo che non sarei riuscito a portarlo a termine prima della mia partenza, ma, come una pillola per la tristezza, al termine dell'amaro Colpa delle stelle l'ho scartato per scacciare un po' di malinconia. In me, curiosità e attesa in egual misura.
Sommerso da preparativi, valige che non volevano chiudersi e da un'inspiegabile ansia, sono arrivato ad un punto e l'ho riposto. Così, lasciando appesi alle loro sorti oscillanti protagonisti e amori infernali. E' passata una settimana. E l'ho trovato lì, ad aspettarmi al ritorno da Barcellona. Una copertina bronzea in contrapposizione al delicato candore di quella del primo, il nome di un'autrice che sto imparando a conoscere in cima ad un titolo fantasiosamente decorato, un segnalibro tra le pagine lasciate a metà. Quando l'ho riaperto, è stato come se non lo avessi mai lasciato nel buio della mia cameretta. Nessuna confusione, nessun malinteso, nessun bisogno di rigirare le pagine per vedere cosa fosse successo in precedenza.
Rassicurante e romantico, è stato un delicato bentornato. Un lampo di meraviglia nello scorgere personaggi ai quali non avevo più pensato, ma che con la loro grande umanità erano inconsciamente ancora in me. Lo stesso calore e gli stessi sorrisi di sollievo di cui mi aveva riempito Angel, la stessa vena giovanile e poetica, lo stesso profumo genuino. Un profumo di casa, di buono. Un profumo che, nel primo volume di questa serie, aveva addolcito gli animi perfino dei più diffidenti, ma che, a distanza di qualche anno dal romanzo che ci ha fatto conoscere l'amore tra Vittoria e Guglielmo, torna a spirare più violento e intenso. Soffia tra le rose di quella statua sotto la quale i nostri protagonisti si erano scoperti perdutamente innamorati, tra i vicoletti di Camden Street e le altre mura di Viterbo, tra la polveri di tomi censurati e i sussurri dei fantasmi. Sempre riconoscibilissimo e dotato del suo fascino originario, ma con un inedito tocco di mistero. Pungente come mai prima, vibrante non solo dei brividi di un puro amore giovanile. Dorotea ha fatto tesoro delle remore di alcuni lettori, e a quell'aura angelica e ovattata del primo ha aggiunto un tocco horror, sempre elegante e mai eccessivo. Su un cuore rosso e rotondo, abbracciato da un paio di avvolgenti ali, ha disegnato due corna aguzze e una corona di spine. 
Quelle ali prima si sono tinte di nero, poi dei ricchi colori di una creatura ancora non contemplata dai decaloghi urban fantasy. Infine, si sono spostate su uno sfondo apocalittico. Cieli neri, temporali che scacciano il sole autunnale, fontane che esplodono in cocci avvelenati, gente che muore, eserciti che si schierano. Antichi casati che si riuniscono, amicizie che si rinsaldano, coppie che scoppiano, verità che emergono sotto la carne. L'autrice ci aveva regalato un inizio pacato, senza misteri o colpi di scena. Solo tanto amore. Tutto avveniva alla luce del sole, tutto sembrava avere già un suo perché. Gli abitanti di Viterbo conoscevano già le origini di alcuni dei loro cittadini più facoltosi, i protagonisti avevano già consapevolezza dei loro poteri e dei loro limiti. Adesso, quello che avevamo dato per assodato diventa uno stuzzicante mistero. E' solo la sua mancata perfezione a rendere Vittoria una diversa? E' solo il suo animo nobile a rendere Guglielmo il più gentile dei demoni? Le risposte sono in un libro condannato all'oblio. A dividere angeli e demoni, una manciata di pagine strappate. A metà tra gli uni e gli altri, il posto che potrebbe essere occupato dei protagonisti – sospesi tra cielo e terra, amore e odio. Il tutto, mentre le acque dei fiumi ribollono, i portali dell'Agave si preparano a liberare Eva, la loro creatura più subdola, e il giorno dei morti si avvicina, con le sue leggende rubate alle chiacchiere delle bidelle e le sue temute verità. La paura di perdersi diventerà più forte del bisogno di amarsi. Il dolore di scoprire il loro destino esploderà più assordante del cratere che li porterà nelle viscere dell'inferno, al cospetto dell'enigmatico Thanatos.
I due mondi cozzeranno, esploderanno come hanno fatto in passato. Un passato che tornerà e ci trascinerà a fondo, lo so. Un giorno torneranno a riprenderselo, come hanno già tentato di fare. Un giorno che posso solo sperare sia il più lontano possibile.
Più attenta agli intrecci, più desiderosa di mostrare altri lati della sua produttiva fantasia, la giovanissima Dorotea, sempre attenta a una forma che risulti impeccabile ed immediata, confeziona un meritevole fantasy scritto tanto per i suoi lettori quanto per sé stessa. Pur giocando in casa, tra viuzze in cui sa muoversi con destrezza e posti che descrive con quell'entusiasmo contagioso proprio dei suoi verdi anni, sembra crescere ad ogni pagina. Ogni volta, sempre più donna, sempre più professionale, sempre più forte. Strizza l'occhio alle leggende che devono aver caratterizzato la sua infanzia, fa tesoro del macabro e del gusto gotico che caratterizzano i romanzi della Baraldi e della Gratton, narra velocemente di combattimenti che non fanno rimpiangere affatto la prolissità di Eclipse e introduce originali metamorfosi a metà strada tra Ovidio e la trilogia di Maggie Stiefvater, con tanto di discesa negli inferi al pari dell'Eneide. Abbracciati, fa volare i suoi personaggi tra i palazzi londinesi come se fossero i bambini troppo cresciuti di Peter Pan e incuriosisce con un'affascinante trovata nello stile di quella dolce fiaba moderna che è la serie TV Pushing Daisies. Mi piace. Sempre di più.
Nel leggere i riferimenti alla mitologia, ai poemi omerici e a Virgilio, ai filosofi che negli anni passati ho conosciuto e a quelle equazioni che non capirò mai, mi sono spesso trovato a sorridere. L'autrice è passata sugli stessi banchi di scuola che adesso mi appresto ad abbandonare anch'io; ha studiato le stesse cose, vissuto l'adolescenza con le medesime influenze. Sa tranquillizzare e dare ai giovani un messaggio bello e pieno di speranza. Con il suo talento e la forza dei suoi sogni sempre più grandi, niente è impossibile. Gli angeli l'hanno portata in alto. Ora tocca a lei volare.
Io vorrò essere lì. Testimone di un volo che, sono certo, saprà far fronte a qualsiasi colpo di vento.
Il mio voto: ★★★ +
Il mio consiglio musicale: Marco Mengoni - Dall'Inferno

martedì 9 ottobre 2012

Recensioni a basso costo: Angel, di Dorotea De Spirito

Amo il mio opposto, il mio negativo, il mio veleno e il migliore dei miei antidoti. E' sbagliato. E' impossibile, Ma è vero, è reale. Come il nostro amore. Ciao a tutti! Proprio nel giorno dell'arrivo del sequel sugli scaffali (l'anteprima qui e presto la mia recensione!), ecco la recensione di Angel – L'amore è un demone. Scappando tutto d'un fiato a scuola, vi auguro buona lettura :)

Titolo: Angel
Autrice: Dorotea De Spirito
Editore: Mondadori
Numero di pagine: 341
Prezzo: € 9,50
Sinossi: Le antiche mura di Viterbo custodiscono un segreto: una comunità di angeli che da secoli convive pacificamente con gli abitanti della città. Vittoria ha sedici anni, è un angelo, ma è diversa da tutti i suoi simili: è senza ali e per tutta la vita si è sentita un'esclusa, un'estranea persino nella propria famiglia. Questa consapevolezza l'accompagna sempre, mentre la sua esistenza scorre tranquilla giorno dopo giorno tra scuola, amici e litigi con la sorella maggiore. Ma quando arriva in città Guglielmo, un ragazzo misterioso dagli occhi magnetici, il mondo di Vittoria viene sconvolto, e lei scopre che l'amore può rivelarsi il peggiore dei demoni.
 
                                         La recensione
L'amore è un demone. L'amore desidera qualcosa di cui ha bisogno, ma che non ha ed è quindi mancanza. L'amore è un demone”, Platone.
Io e Dorotea, negli anni, ci siamo incrociati quasi senza volerlo. Senza saperlo.
Treni con mete diverse, ma con inaspettate tappe in comune. La prima volta che ho incontrato il suo nome, è stato sul web: un ricamo bianco in cima al primo piano di un ragazzo troppo bello o, forse, di una ragazza troppo brutta. Capelli sparati in tutte le direzioni, sguardo imbronciato, il sopracciglio sollevato sugli occhi neri di mascara. Titolo, Destinazione Tokio Hotel. Flash di pensieri lampo. Chihapotutomaiscriverlo, oddiomio, nonlo leggereinemmenosemiviolentasseilcervello! Tempo una settimana ed ero in libreria, a sfogliarlo di soppiatto, vergognoso e furtivo come una ragazzina davanti a Cinquanta sfumature di grigio. Sospiro malinconico. L'amore rende incredibilmente idioti. L'amore...un goffo tentativo per cercare di costruirne uno, diciamo. Era l'epoca delle medie. Tanti capricci per un motorino mai avuto, un paio di Vans sdrucite ai piedi, i Green Day nelle orecchie e la prima cotta a farmi girare gli ormoni. La ragazza, biondissima, popolare e pazza di “quei quattro angeli tedeschi”. Io, più brufoli che diottrie, amici sulle dita di una mano e convintissimo che bastassero quattro frasette balbettate a rendermi un brillante intrattenitore. E' stato cinque anni, quindici chili e un centinaio di romanzi fa. Le mie scusanti? La cattiva influenza delle troppe commedie romantiche viste con mamma, un'insana idea di romanticismo maturata con Disney Channel e un primo esperimento di aprirmi, sul mondo, una strada alternativa a suon di parole (e rigorosamente scritte!). Era nata così l'idea di scrivere una fan fiction. Di scrivere qualcosa per cui farla sorridere, di cui parlarle. Di scrivere qualcosa per lei e basta. Quella storia non è altro che un documento Word salvato in una cartella sperduta del mio portatile, e quella ragazza un volto a cui dire “ciao” tra corridoi affollati e facce indistinguibili.
All'ennesimo compleanno di diciott'anni – uno dei più importanti – ecco rispuntare quel nome da un passato ancora fresco e dalle pagine fruscianti di un volume da cui il gemello cattivo di Cupido mi aveva fatto rubare informazioni e sogni condivisi col mondo.
Una lettera di un'amica ad un'altra, in cui, tra cuoricini, fiori e svolazzanti virgolette c'erano queste frasi: Ti auguro di trovare la vera felicità. Ti auguro di non dover mai chiedere scusa per la tua gioia. Ti auguro di apprezzare ogni piccola cosa. Ti auguro di essere sempre ciò che vuoi essere. Ti auguro di riuscire a raggiungere i tuoi sogni. Acchiappali con un retino da farfalle se volano troppo in alto e non riesci a sfiorarli, ma non smettere mai di lottare per loro, di avere voglia di realizzarli. Ti auguro un giorno senza fine. Ti auguro di piangere. Per le cose brutte e quelle belle. Ti auguro di sorridere, sempre. E spero di poterti essere accanto un giorno per vederti sorridere. In un'aggraziata parentesi, il nome dell'autrice di questi piccoli attimi di commossa e gioiosa poesia. Dorotea De Spirito. Il romanzo, Angel. Qualche settimana dopo, complice l'uscita imminente dell'atteso sequel, l'ho avuto tra le mani. Mio, per qualche ora sottratta allo studio e al solletico di un sole ancora avvolgente per essere pieno ottobre. Mio, come acqua piovuta sul deserto e poi tornata al cielo. Fragile, piacevole, refrigerante e caldo al contempo. Bello, seppur non destinato al per sempre. Racconta di una secolare Viterbo suggestiva come non mai, di un legame simbiotico con l'iPod e la sua musica – “medicina e veleno dell'uomo, ma soprattutto fidata compagna di vita” -, di un angelo senza ali e di un demone senza odio nei suoi occhi di onice. Anime che si sentono fuori posto, che non dovrebbero amarsi, destinate a rincorrersi senza tregua come la luna e il suo amato sole. Guglielmo e Vittoria sono i protagonisti di questa tenera storia d'amore maledetta del cielo e protetta dalla terra. L'ennesima. 
Tutto già letto, tutto già scritto. Solita trama, solito tutto. Forse, ma anche no. Dorotea è una mia coetanea, figlia della mia generazione e sorella del mio tempo. Ama la mia Italia, i 30 Seconds to Mars e i My Chemical Romance e quell'amore creduto eterno che tutti noi abbiamo provato una volta o stiamo ancora cercando. Li studia, li ama, ne parla e continua a condividere con noi quei sogni di bambina cresciuti assieme a lei. Adesso, che ha ventun anni, ne sono ben quattro: sono rilegati, hanno le copertine lucide, il logo della Mondadori sul dorso e - tra testi di scuola, peluche e foto con gli amici – fanno compagnia sul comodino a lei e a lettori sempre più numerosi. Anafore, frasi messe in fila come i versi di una poesia, risate leggere, riflessioni spuntate tra un bacio e un ennesimo mistero, capitoli dai titoli stupendi che incuriosiscono e scrivono il ritornello di una ballata immaginaria. Angel è una lettura rilassante, lieve e giovanile. Nonostante un finale frettoloso, negativamente influenzato da uno stile florido nelle forme ma acerbo nei contenuti, l'opera seconda della giovane viterbese è, tra i tanti urban fantasy pubblicati, il più simile a Twilight, ma anche quello che, nel bene e nel male, più gli si avvicina. Con esso, ho avuto l'impressione di scoprire non solo un'autrice dalle grandi potenzialità, ma un'amica dalla bell'anima. Una persona bella, con pensieri puliti e un'immaginazione romantica, in cui i suoi personaggi, come in una scena da musical, parlano attraverso le canzoni d'amore più belle, promettendosi l'eternità con le melodie dei Pink Floyd, James Blunt e Chris Martin, all'ombra di una statua di rose rosse e marmo. Paradisi che nascono dall'inferno, sorrisi angelici in metropolitana, stelle consacrate a noi...
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Yellow - Coldplay

mercoledì 3 ottobre 2012

Grandi ritorni e una nuova collana a piccoli prezzi: anche in casa Mondadori, l'autunno è novità!

In maniera diversa, rappresentano tre nomi di spicco nel panorama letterario italiano. Si occupano di campi diversi, si rivolgono a un diverso target di lettori, riescono ad incantare chi con le immagini e chi con la parola. In comune, hanno il successo che la loro arte ha reso possibile e la passione innegabile che ha fatto delle loro passioni più grandi il loro lavoro. Ormai lanciatissimi, ad ottobre, ritornano alla loro casa madre - la Mondadori – e a in quella terra che per loro è radici ed ispirazione continua. Dorotea De Spirito: il fresco talento di una ventenne al suo quarto romanzo e delicati sogni di angeli, amori e demoni. Paolo Giordano: classe 1982, un acclamato esordio che ha ispirato un film e convinto circa venti editori stranieri, un premio Strega, un ritorno maturo, attuale e di straordinaria intensità. Paolo Barbieri: illustratore, artista.. un poeta che gioca con le immagine e le parole, un'opera ambiziosa e destinata non di certo al silenzio. Accanto a loro, una collana che si avvale di testi inediti o di teasing di romanzi di prossima pubblicazione. Tutti di qualità, tutti rigorosamente d'autore. XS Extra d'autore (qui, trame, informazioni, anteprime..). Esclusivamente in ebook, i titoli proposti dallo staff Mondadori propongono un nuovo modo di leggere: veloce, divertente, soft e a piccoli prezzi! Inaugurata lo scorso 20 Settembre, questa nuova collana interamente digitale si avvale dei nomi di Giuseppe Tornatore, Licia Troisi, Dacia Maraini e Roberto Giabobbo e di una convenienza che non si avventura oltre i € 1,99. La parola a voi: cosa ne pensate? Purtroppo, conosco questi tre autori solo di fama e questi romanzi rappresenterebbero il primo approccio con uno stile che devo imparare a conoscere pian piano. Consigli o avvertenze? :) In quanto all'ultimo punto.. conoscete la mia avversità per gli ebook. Ma ho l'impressione che, presto, cambierò idea. Tutto merito di un nuovo “marchingegno” che presto sentirete nominare spesso in rete e sul blog!

Titolo: Devilish
Autore: Dorotea De Spirito
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 304
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 9 Ottobre 2012
Sinossi: "Guglielmo. Ripeto il suo nome nella mente. Lo ripeto come se fosse un dono, un desiderio già esaudito di una stella cadente che ha dimenticato di cadere e ancora brilla nel cielo, viva e lucente." Vittoria e Guglielmo, un angelo senza ali e un demone. L’amore che non conosce confini li ha uniti una volta, ma una minaccia ora incombe sul loro destino. Un’antica leggenda preannuncia il risveglio delle anime nel giorno in cui si romperanno i confini tra il mondo degli angeli e l’Averno. Per salvare il proprio amore Vittoria si ritrova di fronte al bivio tra la vita di Guglielmo e la salvezza della propria anima.

Titolo: Il corpo umano
Autore: Paolo Giordano
Editore: Mondadori
Numero di pagine: 312
Prezzo: € 19,00
Data di pubblicazione: 12 Ottobre 2012
Sinossi: "Nel dicembre del 2010 ho intrapreso un viaggio in Afghanistan insieme ai militari italiani, con l'idea di scriverne un breve reportage. Per pura coincidenza, o per destino, ho raggiunto un avamposto ancora poco esplorato dai civili a sud del Paese, nel distretto del Gulistan, al centro di un deserto circondato da montagne. Alla fob "Ice" - questo il nome dell'avamposto - ho incontrato ragazzi della mia età. Mi sono accorto che, se è vero che ogni generazione ha la sua guerra, il conflitto in Afghanistan appartiene alla mia. Ho immaginato me stesso al posto dei soldati, in quel contesto paradossale, e al ritorno ho iniziato a scrivere "Il corpo umano". L'energia delle suggestioni che avevo ricevuto in appena dieci giorni trascorsi laggiù si è rivelata più forte di ogni paura o riluttanza e mi ha trascinato fino al termine, un anno e mezzo dopo. Il risultato è un romanzo di guerra, anzi, un romanzo sulla guerra, nelle sue molteplici incarnazioni: la guerra propriamente detta, quella dell'Afghanistan; la guerra dei rapporti intimi, affettivi e famigliari; e la guerra, invisibile e pericolosissima, contro se stessi. I molti personaggi della storia sono ognuno alle prese con il doloroso passaggio fra l'essere giovani e il ritrovarsi d'un tratto adulti, cambiati, con responsabilità che ancora non vorrebbero o non sono pronti ad assumere."

Titolo: L'Inferno di Dante
Autore: Paolo Barbieri
Editore: Mondadori “Chrysalide”
Numero di pagine: 240
Prezzo: € 22,00
Data di pubblicazione: 23 Ottobre 2012
Sinossi: II luogo letterario più immaginifico, visionario della letteratura italiana, l'Inferno della Commedia dantesca, viene rivisitato da Paolo Barbieri che con il suo stile muscolare, sensuale e unico reinterpreta i grandi personaggi che lo abitano e gli straordinari luoghi che lo scandiscono. Da Caronte a Paolo e Francesca, da Cleopatra al Conte Ugolino, dalla Porta dell'Inferno alle mura di Dite e al lago ghiacciato, giù fino a Lucifero, la matita rinascimentale e i colori infuocati di Barbieri non fanno sconti all'umanità carnale, mortale e trasfigurata dell'inferno dantesco. Una svolta nella carriera dell'illustratore.