venerdì 29 aprile 2016

Recensione in anteprima: Dentro soffia il vento, di Francesca Diotallevi

Resta con me, però. Odiami, ma resta con me. 
Disprezzami ogni giorno della tua vita, ma resta con me.

Titolo: Dentro soffia il vento
Autrice: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Prezzo: € 16,00
Numero di pagine: 219
Data di pubblicazione: 5 Maggio 2016
Sinossi: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.

                                            La recensione
"Per questo amavo i libri: rendevano le persone migliori. A volte, le salvavano."
Sono passati tre anni, ma qualcosa che rimane c'è. 
Nonostante tutto. Gli scatoloni in casa che, questa volta, ci distraggono come possono dalle voragini delle assenze. Una corrispondenza che mi aveva fatto scoprire, a sorpresa, un talento limpidissimo. Questa Neri Pozza, così ambita e così per pochi, tirata in ballo in una discussione, per caso. 
Gli scatoloni erano per il primo anno fuori, l'inizio di un'avventura coi suoi alti e bassi chiamata università, e su Facebook scrivevo ai miei amici blogger – a una in particolare, e lei sa di chi parlo: sì, dico a te – che stavo leggendo il romanzo di un'esordiente che, a ogni pagina, mi lasciava a bocca aperta. Si nasce già tanto bravi, possibile? Cercavo risposte e, nel mentre, dispensavo consigli. Le stanze buie era uscito con Mursia Editore, in sordina, ma elegante e corposo com'era, bellissimo, era un Neri Pozza nel sangue e nell'inchiostro. Lo leggevo immaginando la loro inimitabile brossura sotto le mani e auspicando per Francesca, soprattutto, un futuro presso chi traduceva Nicholls, la Harris, Tracy Chevalier. La tappa con Mondadori Electa, con l'Amedeo je t'aime che lo scorso autunno aveva seminato, in libreria, cuori spezzati e stampe di Modigliani, non ci ha distratti però dalla meta. A ottobre, vince la sezione giovani del Premio Neri Pozza, con una storia che scrive di getto e di pancia, in tempi record. Ci pensa su, scrive e riscrive, modifica: infine, trionfa. Di quella storia sentita nel profondo, tagliata e cucita, mi dicono che già in origine, però, ci fossero i clivi mozzafiato di Saint Rhémy, due fratelli diversi come il giorno e la notte e un titolo, una brezza, che disturba i falò e, da una scintilla, così, fa nascere Fiamma. Il genere, con un borgo di poche anime, gli alberi ghiacciati e antiche leggende, veniva chiaramente da sé: realismo magico. Anticipano il romanzo Le grand diable, prequel in ebook per ingannare l'attesa, e le parole di quello stesso blogger distratto di indole, ma messo in allerta, da matricola, da una penna eloquente e rara. In Dentro soffia il vento ci sono la bufera, i paeselli fiabeschi, i profumi speziati e le donne coraggiose, ma vittime del pregiudizio più vile. Gli zingari, appostati ai margini, che, ci spiega Francesca, sono uccelli che hanno barattato le ali per i piaceri della tavola e le gioie dei sentieri battuti. Ancora, ci sono tre narratori. Le signore del bosco, le streghe, che non cercano compassione ma, in inverni che non perdonano, desidererebbero una parola buona; calore umano. C'è il soffitto che perde, le ossa che scricchiolano e un amico, o è qualcosa di più, chissà, che si è rimangiato la promessa. 
Quello che non c'è, invece, è la complicità di Yann, torvo fratello maggiore, con vergogne che non ammette ad alta voce – la zoppia, la notte in cui scelse la vita al posto della morte – e sentimenti che non confessa neppure a se stesso. Perché anche Fiamma, come Yann, sente la mancanza di quel giovane che la guerra si è mangiato in un sol boccone: la piuma nel cappello, le lettere nascoste sotto il materasso e il sorriso speranzoso di chi, in fondo, sperava che ci fosse qualcosa di bello oltre le Alpi. Al di là della guerra. La terza voce, accanto a quella di un contrito superstite e di un'adolescente che pare possa trasformarsi per magia in una volpe rabbiosa, appartiene ad Agape: un giovane Don Abbondio di città, impreparato al rigore di certi climi, all'ottusità di certe teste, con un affiatato gregge di fedeli a cui badare; laggiù, in fondo al pascolo, un'isolata pecora nera – anzi, rosso fuoco – che gli insegnerà che Dio è nei dettagli. Dentro soffia il vento mi è piaciuto molto, ma i romanzi che l'hanno preceduto mi sono piaciuti moltissimo: su Francesca, il peso delle aspettative che il superlativo assoluto genera, di solito, e quello di un esordio perfetto, che è eccezionalmente metro di paragone. Appartiene, infatti, a un genere già connotato. Ma è frutto di un'autrice senza pecche, brava come sostengo da un po'. I toni sono dolcissimi, poetici, e questo realismo magico ha sfumature affascinanti come poche; che, leggendo tanto, non ce ne siano forse di nuove? 
Mi vengono in mente due romanzi amatissimi da queste parti: Acquanera, con le matriarche spettrali, le pulsioni segrete, laghi come pozzi senza fondo; Il cuore selvatico del ginepro, storia di cogas e Sardegna, sull'affetto negato e trasformazioni psicofisiche che di paranormale, in definitiva, avevano ben poco. Sanguigna la D'Urbano; aggrappata alle sue radici isolane, la Roggeri. Accanto a Ianetta e Fortuna, che giocano nei cimiteri e nelle baracche a strapiombo, donne forti o streghe presunte, lasciate tutto lo spazio possibile a Fiamma: fragile e ferina, ci insegna che l'umanità si dimentica con il disuso, ma non si rinnega mai. Dentro soffia il vento ha, all'orizzonte, i monti delle vacanze d'infanzia di Francesca. Le giornate corte, i cappotti pesanti per sfidare un vento che si è insinuato perfino negli animi e che fa battere i denti, gli animali selvatici – tutt'altro che spaventosi, per i gattari come noialtri – e i fiori e le erbe che conferirebbero inedite fragranze ai profumi dell'indimenticata Lucilla Flores. In un filone che, di per sé, ha una tradizione dai solchi profondi alle spalle e valanghe di eventi concatenati – lo definivamo, appunto, un genere suggestivo ma senza più segreti – la Diotallevi risponde per le rime, con segreti che non condivide con chi ha orecchie indiscrete. Una semplicità che premia sempre, e un talento che brilla al buio. Anche in boschi nodosi o in trame, al contrario, meno contorte di quanto sembrerebbe. Ad alta quota, sì, ma senza spine tra i rovi. Sotto zero, ma con le mani fredde – protese, magari, verso il diverso da te – e il cuore caldissimo. Cos'altro dirle? Me lo ero chiesto, qualche settimana fa, dopo la lettura di un prequel bello, ma non all'altezza delle sue capacità. Mi ripeto tutte le sente volte? I termini vengono da sé, invece, e gli aggettivi abbondano. Perché, tutte le sante volte, Francesca ci incante, anche con storie all'apparenza meno ambiziose, ma ricamate a punto croce nel ghiaccio. Quest'ultima, non si scioglierà col sole. Fiamma, sul suo palcoscenico all'ombra delle Alpi, sopravvive alla primavera delle mie grandi attese. E sposa il vento, e il suo lettore, in un sì che riecheggia, se in alta montagna.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Elisa – Luce 

29 commenti:

  1. Come ricamate sono le tue recensioni, belle emozioni mattutine. Il libro è giunto ieri nelle mie mani, non vedo l'ora di partire per questo viaggio che, ne sono certa, saprà incantare anche me :)

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    1. Ti ringrazio, Stefania.
      Lo amerai di certo.

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  2. Già volevo leggerlo, adesso mi ritrovo a contare i giorni.
    Splendida recensione, per un libro che so non mi deluderà!

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    1. Grazie, Monica, e bentrovata, eh. :-D

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    2. ahahah ogni tanto mi perdo, ma ti leggo sempre ;)

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  3. Devo dire che è bello iniziare la giornata con una recensione così, sono davanti al mio pc, sto per iniziare la mia giornata lavorativa ma prima mi immergo nella lettura ^^ Ho visto in giro questa copertina, non mi ero soffermata sulla trama, ho davvero troppi libri in attesa, lo scaffale si piega e cerco di non cedere alle tentazioni. Ma, che dire, come sempre mi dai buoni spunti e mi convinci anche se, stavolta, posso posticipare la lettura. Secondo me questo romanzo è adattissimo a una lettura invernale, quando fuori fa freddo e con il fuoco acceso ^^
    Benissimo, intanto me lo segno! Buona giornata, Mr. Ink!

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    1. Buona giornata a te, Jerry. E, per fortuna, il weekend è a un passo. Perfetta per l'inverno senz'altro, ma il cielo complottava - in questi giorni - e da me fa freddissimo. Nel capoluogo, è scesa anche un po' di neve. La profezia di Gigi D'Alessio, ad agosto, si avvererà? Brrr... (per D'Alessio, non per la neve)

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  4. Bellissima, come sempre. Intrigante questo libro, di un'autrice che voglio assolutamente conoscere, penso che prenoterò le Stanze buie, visto che lo cerco da secoli ma non lo trovo mai in libreria!

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    1. Come la stessa Francesca scriveva in un vecchio post, ha chiesto alla Mursia una ristampa. Speriamo che la risposta sia positiva, perché va letto il più possibile!

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  5. le stanze buie da quanto è nella WL non so nemmeno io , ma il prezzo e la storia. forse non congeniale alle mie corde, mi hanno spaventato! Questo libro invece mi attira, la storia, la cover, le tue parole, tutto riaccende il mio animo di lettrice sopito da tempo!!! Mi manca un bel libro che sconvolge e ti cattura, forse potrebbe essere proprio questo!

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    1. Direi di sì. E non farti ingannare dalle Stanze (il prezzo sì, è carissimo, che dire?). Pensavo non fosse nelle mie corde, infatti l'ho lasciato per un mesetto a prendere polvere sul comodino. Però, è bastato l'incipit. :)

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  6. Una recensione da brividi, mi è piaciuto molto anche l'accostamento con Ianetta. Lo leggerò sicuramente!

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  7. Ricevuto oggi, a sorpresa devo dire. Sarà anche il mio primo approccio con questa autrice che tu e Dany tanto amate! Tornerò per dirti di più ;)

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    1. Ah, una sorpresa bellissima!
      La CE, oggi, era in vena di pensierini.
      Anche a me ne è arrivato un altro, Aspettando Bojangles. Che onore, loro li vedo irraggiungibili. :-P

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    2. Arrivato anche a me! Bojangles e Diotallevi in un unico pacchetto! E anche io li vedo irraggiungibili! Al Salone del Libro, l'anno scorso, quasi chiedevo l'adozione!!!

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    3. C'è qualcosa nei loro caffè...
      Neri Pozza, dove hai lasciato l'astronave?
      Noi, nel dubbio, ti leggiamo, però.

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    4. Uhhh anche a me hanno mandato Bojangles ieri *_*

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    5. E' perché adesso c'è Giulia della Beat, diciamolo, che è un angelo! :)

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  8. Ciao Mick! Hai usato due parole che per me sono come il miele per gli orsi: streghe e Acquanera. Aggiungici una copertina strepitosa e un commento musicale che è tra le mie hit...sarà sicuramente una delle mie prossime letture. Le stanze buie me lo sono accaparrato, ma lo leggerò dopo...d'altronde il dolce va sempre a fine pasto, no?
    Baci, Stefi

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    1. Ah, fortunata, allora!
      Fammi sapere. :)

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  9. Raccontati da te questi romanzi verrebbe voglia di leggerli quasi tutti.
    Peccato che le giornate siano fatte di appena 24 ore e io a causa della scarsità di tempo, per dire, devo ancora finire di vedere la seconda stagione di Daredevil. :)

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    1. Oh, ti ringrazio, però, per il complimento, che è tra i più belli. Non ti chiedo a che punto stai di Cercando Alaska, va'. Uscirà prima il film? :-D

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  10. Finalmente ho potuto leggere questa recensione! Ho aspettato di aver scritto la mia per non essere condizionata ed ora me la sono gustata. La tua è come sempre una recensione magistrale!
    Che dire... Francesca la conosco proprio grazie a te e a quel tuo giveaway vinto qualche natale fa. Non ti ringrazierò mai abbastanza! L'ho adorata da subito ed anch'io come te ho da subito pensato a lei come ad un'autrice da Neri Pozza! E finalmente eccola, proprio in quell'Olimpo che da sempre rappresenta qualità! E Francesca non mi ha delusa, sono subito stata risucchiata dalle atmosfere di questo libro ed ho amato da subito i suoi personaggi così diversi ma in fondo così uguali! Anche a me sono venuti in mente i libri che hai citato... Che dire, le nostre autrici italiane ci sanno proprio fare!!! ;)

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  11. Non avevo dubbi :) Credo di averti già detto quanto sia d'accordo col tuo giudizio sulla scrittura di questa brava autrice, e non vedo l'ora di leggere questa sua ultima opera. E magari di riuscire a comprare una copia tutta mia de "Le stanze buie".

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  12. Ho voluto acquistare questo libro in occasione della mia prima volta al Salone del Libro, ne ho portati a casa tanti altri, ma questo era davvero l'unico a cui non avrei assolutamente rinunciato, perché Francesca è una scrittrice straordinaria!
    E ovviamente non mi ha deluso, anzi, forse esco un po' dal coro, poiché ritengo Dentro soffia il vento il suo libro più bello.
    Ho amato Le stanze buie, divorato Amedeo je t'aime, ma Dentro soffia il vento mi è proprio entrato nel cuore!
    La tua magnifica (come sempre!!!) recensione mi aveva ulteriormente invogliata all'acquisto, e rileggerla a libro terminato è stata la ciliegina sulla torta!
    Complimenti davvero e infinita ammirazione, leggerti è sempre un piacere!

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