Autrice:
Francesca Diotallevi
Editore:
Neri Pozza
Prezzo:
€ 0,99
Sinossi:
In Valle d’Aosta, alla vigilia della Prima guerra mondiale, Fiamma
vive appartata in un capanno tra i boschi e la comunità di Saint
Rhémy, dove tutti la considerano una sorta di strega. Tutti, tranne
il giovane Raphaël Rosset, che sente crescere per quella ragazza
solitaria e dai capelli rossi un’irresistibile attrazione. Yann,
suo fratello, tenta in tutti i modi di proteggerlo da quello che
appare, ai suoi occhi, come un vero e proprio sortilegio e di
salvaguardarlo dall’ira del padre. Partiti per una battuta di
caccia guidata dal padre, in quei boschi che tutti ritengono abitati
da streghe, i giovani fratelli scopriranno però di non essere così
diversi...
Autrice:
Francesca Diotallevi
Editore:
Neri Pozza
Prezzo:
€ 16,00
Numero
di pagine: 180
Data
di pubblicazione: 5 maggio 2015
Sinossi:
In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo
della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo
gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali
spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle
case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche
«anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a
bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai
capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un
camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma
prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva
digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla
gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega»
che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle
ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta,
alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano
persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e
il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico
luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le
pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset
se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo
cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una
folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di
lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si
fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico
amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la
guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben
lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla
stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla
fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della
notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi
di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato
Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
____
Due
fratelli, distanti per indole ed età.
Ma, in fondo, non così tanto.
Entrambi,
nel bosco, bambini o poco più, inseguono il sogno del loro padre
cacciatore.
Raphael
- il più piccolo, il più delicato - va a caccia di conigli armato
di fionda, ma passerebbe i giorni e le notti ad inventare favole a
lieto fine.
Yann,
il maggiore, obbediente tanto da barattare il proprio futuro per
raccogliere l'eredità dei Rosset, è sulle tracce della strega
bambina che ha un forte ascendente sul fratello.
Ciò
che lega Raphael alla misteriossima Fiamma sarà un sortilegio o
amicizia senza inganni?
Nel
folto degli alberi, nella loro casupola cadente, Fiamma e sua madre
saranno forse capaci di mutare gli uomini in animali, oltre a
scongiurare infezioni e a scagliare malocchi?
Yann
ci pensa su, complice una leggenda sentita durante una battuta di
caccia: parla di un re avido e di un cervo immortale. A Saint Rhémy,
in Val d'Aosta, si vive tra racconti popolari e
superstizione inossidabile. In mezzo ai monti. Le alpi sono lontanissime, nel primo
Novecento, e la guerra è vicina. Conosciamo così, con un racconto
ed un breve post che vogliono fare da anteprima all'attesissimo
Dentro soffia il vento, i personaggi e le ambientazioni del
nuovo romanzo di Francesca Diotallevi che, dopo le magioni infestate
e gli artisti maledetti, torna con una storia che sta a pennello nel
filone del realismo magico e, “natural
born Neri Pozza”, giunge finalmente dove doveva
giungere. E, ci scommetto, starà bene lì. Suggerivo fosse perfetta
per loro già ai tempi dell'esordio, tre anni fa. Veggente io o brava, bravissima
lei?
Le
Gran Diable è una lettura non
indispensabile, ma utile per inganna l'attesa.
Non amo i racconti, infatti, e, sebbene la curiosità mi facesse da
incentivo, l'ho trovato scritto come Francesca sa, ma un po'
sbrodolato.
Quando, al contrario, l'autrice è capace di dire
tutto in poco, e con eleganza infinita. Prolissa sì, perché i suoi
romanzi sono sempre indimenticabili mattoncini, ma pulita.
Le
pagine sono poche, ma io sono un lettore incontentabile.
Da
una parte ne avrei volute molte di più – per fortuna, alla fine
del racconto c'è un estratto che lascia ben sperare -, dall'altra
le avrei consigliato di sfoltire di più una prosa che
resta accurata ma che, questa volta, potrebbe suonare ridondante qui e lì.
Quando
il racconto si è concluso, nelle prime pagine di Dentro
soffia il vento ho riconosciuto
quella Diotallevi da portare su un palmo di mano. Le Grand
Diable è un'altra cosa.
Manca
poco alla data clou. E Francesca Diotallevi, dalla sua, può tanto.