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venerdì 15 aprile 2016

Pillole di recensioni: Le Grand Diable, di Francesca Diotallevi

Titolo: Le Grand Diable
Autrice: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Prezzo: € 0,99
Sinossi: In Valle d’Aosta, alla vigilia della Prima guerra mondiale, Fiamma vive appartata in un capanno tra i boschi e la comunità di Saint Rhémy, dove tutti la considerano una sorta di strega. Tutti, tranne il giovane Raphaël Rosset, che sente crescere per quella ragazza solitaria e dai capelli rossi un’irresistibile attrazione. Yann, suo fratello, tenta in tutti i modi di proteggerlo da quello che appare, ai suoi occhi, come un vero e proprio sortilegio e di salvaguardarlo dall’ira del padre. Partiti per una battuta di caccia guidata dal padre, in quei boschi che tutti ritengono abitati da streghe, i giovani fratelli scopriranno però di non essere così diversi...

Titolo: Dentro soffia il vento
Autrice: Francesca Diotallevi
Editore: Neri Pozza
Prezzo: € 16,00
Numero di pagine: 180
Data di pubblicazione: 5 maggio 2015
Sinossi: In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile. Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino. Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi. Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato. Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia. 
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Due fratelli, distanti per indole ed età. 
Ma, in fondo, non così tanto.
Entrambi, nel bosco, bambini o poco più, inseguono il sogno del loro padre cacciatore.
Raphael - il più piccolo, il più delicato - va a caccia di conigli armato di fionda, ma passerebbe i giorni e le notti ad inventare favole a lieto fine.
Yann, il maggiore, obbediente tanto da barattare il proprio futuro per raccogliere l'eredità dei Rosset, è sulle tracce della strega bambina che ha un forte ascendente sul fratello.
Ciò che lega Raphael alla misteriossima Fiamma sarà un sortilegio o amicizia senza inganni?
Nel folto degli alberi, nella loro casupola cadente, Fiamma e sua madre saranno forse capaci di mutare gli uomini in animali, oltre a scongiurare infezioni e a scagliare malocchi?
Yann ci pensa su, complice una leggenda sentita durante una battuta di caccia: parla di un re avido e di un cervo immortale. A Saint Rhémy, in Val d'Aosta, si vive tra racconti popolari e superstizione inossidabile. In mezzo ai monti. Le alpi sono lontanissime, nel primo Novecento, e la guerra è vicina. Conosciamo così, con un racconto ed un breve post che vogliono fare da anteprima all'attesissimo Dentro soffia il vento, i personaggi e le ambientazioni del nuovo romanzo di Francesca Diotallevi che, dopo le magioni infestate e gli artisti maledetti, torna con una storia che sta a pennello nel filone del realismo magico e, “natural born Neri Pozza”, giunge finalmente dove doveva giungere. E, ci scommetto, starà bene lì. Suggerivo fosse perfetta per loro già ai tempi dell'esordio, tre anni fa. Veggente io o brava, bravissima lei?
Le Gran Diable è una lettura non indispensabile, ma utile per inganna l'attesa. Non amo i racconti, infatti, e, sebbene la curiosità mi facesse da incentivo, l'ho trovato scritto come Francesca sa, ma un po' sbrodolato. Quando, al contrario, l'autrice è capace di dire tutto in poco, e con eleganza infinita. Prolissa sì, perché i suoi romanzi sono sempre indimenticabili mattoncini, ma pulita.
Le pagine sono poche, ma io sono un lettore incontentabile.
Da una parte ne avrei volute molte di più – per fortuna, alla fine del racconto c'è un estratto che lascia ben sperare -, dall'altra le avrei consigliato di sfoltire di più una prosa che resta accurata ma che, questa volta, potrebbe suonare ridondante qui e lì.
Quando il racconto si è concluso, nelle prime pagine di Dentro soffia il vento ho riconosciuto quella Diotallevi da portare su un palmo di mano. Le Grand Diable è un'altra cosa.
Manca poco alla data clou. E Francesca Diotallevi, dalla sua, può tanto.