mercoledì 29 aprile 2026

Le migliori novità in streaming: Beef S02 | DTF ST. Louis | Il signore delle mosche | Love Story

Loro, Isaac e Mulligan, sono i manager di un golf club acquisito da una matriarca che sguazza nel torbido: in crisi, riversano l'amore che resta sul bassotto. Gli altri, Melton e Spaeny, lavorano come factotum nello stesso club: giovani, belli, innamorati, sgomitano per la promozione e per l'assistenza sanitaria. Come nella stagione precedente, tutto parte da una lite furibonda. E, ancora una volta, i toni vengono portati all'eccesso quando i conflitti personali si specchiano nei conflitto di classe. Un po' come nell'ultimo Guadagnino, i boomer sfidano la Gen Z: chi ne uscirà – se non vincente – almeno più pulito? Cinica, arguta, urlatissima, Beef può contare su un cast di stelle – anche se è quella del buffo e struggente Melton, a sorpresa, a brillare più forte – e su una certezza incrollabile: nessuno batte i coreani, quando si tratta di rivalsa. Ancora più divertente della prima stagione, ma appesantita dalle tinte inutilmente crime del finale a Seul, la serie antologica chiarisce ciò che Materialists non aveva avuto il coraggio di confessare. Il capitalismo è il grande nemico dell'amore romantico. I soldi ci cambieranno tutti: cambieranno tutto. Amarsi, però, significa accettare il peggio del nostro partner: no? (7,5)

Nessuno è normale se visto da vicino. È la frase che ricorre più spesso in DTF St. Louis: una delle serie più strane, sfuggenti, belle di quest'anno. È una commedia nera? È un thriller erotico? È tutto e il contrario di tutto? Voyeuristica, goffa, volutamente cringe, racconta il risveglio di un trio di cinquantenni dell'estrema periferia. Lui, Bateman, è un meteorologo insoddisfatto. L'altro, un Harbour da Emmy, è un interprete della lingua dei segni che patisce la disfunzione erettile e i chili di troppo. Tra loro, c'è Cardellini: la moglie del secondo. C'entrano un'app d'incontri e un appuntamento in cui scappa il morto. Scritta e diretta da Steven Conrad, con un cast in stato di grazia, la serie ruota intorno a un triangolo in cui non mancano né i feticismi né le tenerezze, mentre indaga il detective Jenkins: chi ama chi, soprattutto quando c'è di mezzo un'assicurazione sulla vita? Specchio nero della generazione dei boomer, la serie affronta il supremo dei tabù: quello della vulnerabilità maschile. E alla fine sarà impossibile non portarsi nel cuore il protagonista (trovato morto già nel pilot), con il suo bisogno di essere visto, compreso, desiderato. Anche a costo di accettare un match con un perfetto sconosciuto. E di spingersi in una piscina dismessa, in una notte buia e tempestose. (8)

È la nuova serie TV del pluripremiato autore di Adolescence. E tutti, a quest'ora, dovrebbero parlarne. Perché Jack Thorne torna a raccontare l'inferno privato dei nostri nostri bambini, fragili e feroci. Questa volta, la riflessione parte dal classico senza tempo di William Golding: Il signore delle mosche. Ambientata su un'isola tropicale, in un microcosmo senza regole né adulti, la miniserie Sky – presto anche su Netflix, dove otterrà maggiore visibilità – analizza le spaventose dinamiche di potere che prendono piede tra i superstiti di un disastro aereo. Sono maschi. Hanno tutti undici anni. Tutto è un gioco: perfino farsi la guerra. Introspettivo, sanguinoso, angosciante, l'adattamento è un delirio di onnipotenza dal fascino tribale, in cui gli stridori delle colonna sonora e la fotografia acida gettano in un incubo che lascia scioccati e stupefatti. Attuale come non mai a settantadue anni dal romanzo, questa visione nera e pessimista ti lascia con un dubbio. I giovani sono speranza, vero? Sono futuro? Ma quale futuro? (7,5)

Lui, John, è il figlio del compianto Presidente Kennedy: scapolo d'oro in procinto di lanciare una nuova rivista. Lei, Carolyn, è la promettente pupilla di Calvin Klein: c'è il suo intuito dietro l'ascesa di Kate Moss. Sono glamour, ricchi, innamorati. Cosa potrebbe andare storto? Ryan Murphy produce una nuova serie antologica dedicata alle storie d'amore più famose e sospirate – ci sono già supposizioni su quale sarà la prossima. Questa, destinata com'è noto alla tragedia, ci trasporta nella magia degli anni Novanta e nell'inferno della sovraesposizione mediatica. I paparazzi, già complici della morte di Lady D, uccideranno anche la relazione tra i protagonisti? C'è qualche lungaggine di troppo. A tratti, aria patinatissima: da soap opera. Il cast, eppure, è di quelli delle grandi occasioni (Watts è una Jackie straordinaria, Gummer la degna figlia di mamma Meryl) e, nell'intendo di far rivivere il mito e la maledizione della famiglia Kennedy, Love Story segna la nascita di due nuove star: Paul Anthony Kelly (ex modello, esordiente) e Sarah Pidgeon (perfetta nei manierismi, nelle pose, e con un naso che è già iconico). (7)

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