martedì 16 marzo 2021

Recensione: Latte arcobaleno, di Paul Mendez

| Latte arcobaleno, di Paul Mendez. Atlantide, € 18. pp. 412 |

In Moonlight, il film premio Oscar di Berry Jenkins, i tre stadi della giovinezza del protagonista – vissuta tra razzismo, omosessualità e degrado – venivano mostrati attraverso una metamorfosi. Nel corso della visione, infatti, si avvicendavano ben tre attori per dare carne a Chiron: un'anima fragile prigioniera di una tentacolare giungla urbana. Succede qualcosa di simile al protagonista di Latte arcobaleno, straordinaria opera prima con un personaggio parimenti tormentato. In cerca del proprio centro di gravità, anche Jesse cambia aspetto e città. Cambia voce. Cresciuto dal patrigno bianco in una comunità di Testimoni di Geova che ha instillato in lui un forte senso del peccato, ricerca le origini giamaicane della famiglia nei tomi della biblioteca, ascolta i rapper di nascosto e sogna di andare a vivere con l'amico di cui è segretamente innamorato. Trattato presto alla stregua di un paria, fugge a Londra all'età di diciannove anni: lontano dalla verità rivelata e, si spera per lui, più vicino a sé stesso. Durante la dolorosa gavetta per diventare adulto, seguirà tanto gli ormoni quanto l'ambizione. Desideroso di diventare scrittore come James Baldwin, temporeggia incerto e nel frattempo si prostituisce in cambio di ospitalità, denaro, droghe: fino a quando la conoscenza di Owen, poeta che trascorre il Natale in solitudine, non lo farà sentire la persona più perfetta e più importante dell'universo.

Avevamo lasciato il Giardino dell'Eden per la Terra di Latte e miele e avevamo trovato Sodoma e Gomorra. Invece delle colline ondulate, c'era una montagna di spazzatura.

Storia di ordinario smarrimento, il debutto di Paul Mendez incanta sin da quelle prime sessanta pagine ambientate in un altro luogo e in un altro tempo: a raccontarsi nell'incipit è un giamaicano dal linguaggio sgrammaticato, disabituato al freddo inglese e ai miasmi delle fabbriche, che in giardino coltiva una sorprendente varietà di rose. Quale è il nesso tra lui e il resto, un'epopea giovanile dai ritmi folli? L'andamento martellante della narrazione è merito ora degli stupefacenti in circolo, che pompano il cuore a mille; ora di una colonna sonora trascinante, che va dai Joy Division a Lemonade di Beyoncè. Ritratto nell'arco di un quindicennio – si parte dall'attentato alle Torri Gemelle in TV, per giungere infine alla Brexit –, Jesse scoppia di fame e di vita. Il mondo degli adulti è un banchetto dove rimpinzarsi fino ad avere la nausea. Apparentemente senza pensieri, ingolla superalcolici, pilucca carni al sangue e infilza uomini di mezza età: tutti bianchi e potenti, dal momento che il sesso è percepito inconsciamente come l'unico mezzo per sottomettere Dio e il suprematismo. Ma se si guardasse indietro, se gli chiedessero a bruciapelo come sta, il protagonista scoppierebbe amaramente in un pianto fluviale. Come far tacere la nostalgia di casa? Come metabolizzare un razzismo più sottile, lontano dagli estremismi americani, ma altrettanto sistemico? Libero come l'aria, e per questo completamente solo, Jesse brama un nuovo senso di appartenenza. Lo troverà nella cerchia queer, spavalda ma al contempo terrorizzata dalla malattia, o nella comunità degli immigrati inglesi?

Spero che Tu sia davvero lassù, così non avrò passato i miei primi diciannove anni di vita a parlare a me stesso, ma spero anche che Tu non ci sia, così non devo ritenere Te responsabile di tutto il male che sta accadendo, causato da persone che si credono giuste e sono convinte di averti dalla loro parte. Ti faccio questa preghiera in nome di Tuo Figlio e Re Regnante Cristo Gesù, il cui compleanno non permetti di festeggiare nemmeno ai tuoi seguaci più sinceri. Buon Natale. E grazie, grazie davvero tanto per lo champagne e l'erba. E per Owen. E per i Joy Division. E per le Sugarbabes. E per le Destiny's Child. Amen!

Contemporaneo e prorompente, caratterizzato da una voce davvero inconfondibile, Latte arcobaleno è un romanzo di formazione energico, vitale e leggerissimo nonostante la crudezza dei temi trattati. Inutilmente appesantito dalle ultime cinquanta pagine, necessarie soltanto a chiudere il cerchio, procede per salti temporali ed ellissi: alcuni capitoli condensano in poche pagine espedienti loschi, amanti passeggeri, ricordi frammentari; altri si prendono, invece, i tempi giusti per raccontare al meglio l'emozione di una confessione o di una cena che all'improvviso fanno credere alle canzoni d'amore. Passo dopo passo, anche il linguaggio matura (un plauso alla traduttrice, la bravissima Clara Nubile): lo stile di Mendez si innalza e si imborghesisce, in conversazioni uscite dai salotti snob di Sally Rooney, senza mai tradire però l'amore per i colori saturi, le citazioni pop sparse a piene mani, i sensi sull'attenti e i corpi ansanti. Basso, magrolino e superdotato, con due occhi da cerbiatto che sono l'invidia di tutti i clienti, l'indimenticabile Jesse – «ragazzo nero che cercava di essere un ragazzo bianco che cercava di essere nero» – avrebbe bisogno di un bravo terapeuta o di un abbraccio sincero. Nel frattempo canta in playback i tormentoni del momento e cammina lungo le strade affollate con la consapevolezza di essere l'oggetto del desiderio di coloro che prima lo disprezzano, poi spererebbero comprarlo. Alle spalle ha lasciato tracce della muta avvenuta: pelle di serpente, pelle nera. Quando perde l'equilibrio, nessuna paura. Nella coreografia della propria vita spericolata, Jesse non cade: balla.

Il mio voto: ★★★★½
Il mio consiglio musicale: Madame – Voce

12 commenti:

  1. Mamma mia Michele, ogni volta credo tu abbia dato/detto il massimo poi arriva altro, ti ho letto d'un fiato e ormai di complimenti te ne ho fatti tanti, è veramente bella questa tua recensione... prima leggevo il commento che ti ha fatto Cuomo 👏 (ho apprezzato, stupenda la sua chiusa) e sarebbe bello che anche questa tua recensione fosse letta dall'autore, ne sarebbe fiero. Alla fine è grazie alle vostre recensioni, il vostro tempo e i vostri scritti che il pubblico cerca, compra, legge.
    Questo me lo segno!

    Coincidenza anch'io sto leggendo un libro dove la religione e le idee distorte, fanatiche la fanno da padrone: "La ragazza che dormi' con Dio", sono oltre la metà delle 400 pagine e mi ha preso, scritto molto bene.

    Buona giornata Michele 👋

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    1. Grazie mille, Lory! Davvero un bellissimo esordio, questo, poi Atlantide pubblica chicche su chicche ormai. Cuomo è stato carinissimo. Ci avevo già parlato anni fa, e mi era dispiaciuto scrivere una recensione poco lusinghiera dell'ultimo romanzo: ma io sono sempre onestissimo, e sono contento che lui abbia reagito con eleganza.

      Ho presente La ragazza che dormì con Dio. Mi ispirava molto. Nutrimenti, vero? Altra piccola grande casa editrice interessante. :)

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  2. Ho eliminato commento qui sopra perchè avevo scritto "già" due volte! Sto leggendo ragazza, donna, altro che è già fuori dalla mia comfort zone...ma 4 stelle e mezza da parte tua non si possono ignorare! Ciao da LEa

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    1. Ciao Lea, e figurati! La Evaristo mi ispira moltissimo, c'è proprio una sua recensione sulla copertina di Latte arcobaleno. Fammi sapere. :)

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  3. Pensavo di aver commentato e invece nulla... chissà che ho fatto.
    Solo il titolo mi ha fatto fermare per leggere la recensione... molto particolare. Un libro leggero che tratta argomenti importanti è quello che fa per me, che nei libri cerca anche temi importanti ma non deprimenti. Me lo sono segnata e spero di leggerlo.

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    1. Grazie mille, Simi! Temi importanti, e a volte scene crudissime. Ma nonostante lo squallore diffuso e la promiscuità, Jesse è sempre candido come nessuno. Che personaggio!

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  4. Davvero una bellissima recensione. Il romanzo non lo conoscevo, ma sicuramente da prendere in considerazione 🤗🤗

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    1. Grazie, Gresi! Per ora tra le letture più belle di questo 2021!

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  5. mi incuriosisce molto questo legame tra il protagonista e l'organizzazione dei TdG, e come egli poi abbia preso la sua strada e fatto scelte che l'hanno portato ad andare contro la famiglia ma gli hanno anche permesso di trovare la propria identità.

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    1. Sì, è un tema molto sentito e affascinante. Se ti interessa, ti consiglio anche la graphic novel Blanket: parla di identità e religione in maniera esemplare. :)

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  6. Mi intriga, già a partire dalla colonna sonora. Sembra una bella bombetta!
    Adattamento cinematografico o televisivo in vista?

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    1. Purtroppo per ora non se ne sa nulla, ma ci starebbe benone!

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