In
anteprima allo scorso Torino Film Festival aveva il fuoco interiore e
la bellezza statuaria di una Elle Fanning ancora inedita nelle sale.
Mary Shelley, nella romanzata e romantica biografia della regista saudita Haifaa Al-Mansour, era un'eroina d'altri tempi con il desiderio di
prendere il mondo a morsi e d'imporsi a testa alta sulla logica
maschilista della Londra vittoriana. Qualche dettaglio sfuggiva,
nella fretta di due ore di cronaca, ma a distanza di mesi ne ricordo
bene la curiosità intellettuale, l'innata grazia, i drammi; la
voglia di approfondire, anche a costo di farmi male, gli impulsi che
portarono una ragazza di diciotto anni appena a meditare sui moventi
e i punti di rottura (e sutura) di un mostro che – per umanità,
per ferocia – non ha mai smesso di rubarci notti e donarci spunti
di riflessione. Mary Wollstonecraft Godwin: chi era davvero? Non
condensata in un feuitteton, anche se di quelli assai ben fatti. Non
sottoposta alle leggi dei padri, degli editori e di quella natura
matrigna di cui, superba a giusta ragione, la scrittrice si rivelò a sorpresa superiore.
Raccolgo
le gambe e le braccia
per
farmi piccina.
Ma
non sarò mai così piccola
da
smettere di pensare.
La
racconta fra i versi e le immagini una biografia assolutamente
singolare, scritta e illustrata da Lita Judge. Un diario poetico in
bianco e nero, al carboncino, con il fascino della graphic novel e le
parole centellinate ad arte del flusso di coscienza.
Chi era, ancora, il suo anonimo mostro, al quale i più attribuiscono per errore il nome del folle creatore che lo creò per poi abbandonarlo a sé stesso?
Chi era, ancora, il suo anonimo mostro, al quale i più attribuiscono per errore il nome del folle creatore che lo creò per poi abbandonarlo a sé stesso?
Le
ragazze dovevano essere gentili
e
obbedire alle regole.
Le
ragazze dovevano essere silenziose
e
ingoiare punizioni e dolore.
Ma
lei non si nascose.
Non
si lasciò zittire.
Lottò
contro la crudeltà della natura umana.
Scrivendo.
Nacque in una casa piena di libri, con la notte tagliata in due da
una cometa dal nome di donna. Il padre, libraio spregiudicato piegato
dal pugno di ferro della seconda moglie; la madre, poetessa dai
costumi notoriamente liberali, morta dando alla luce la
secondogenita. Le dissertazioni di Coleridge a cena, e l'idea di poter diventare qualsiasi cosa volesse.
Prima dei debiti. Prima del colpo di fulmine per
Percy Bysshe Shelley: dongiovanni già sposato e affatto intenzionato
a far di lei una donna onesta, la destinerà a un'esistenza
errabonda, sulla scia di un sogno – quello della scrittura – che
prima li unisce e poi li divide. Le loro migrazioni
continue con al seguito Claire, sorellastra di Mary e compagna di letto di Percy, li condurranno dalle speranze
infrante della Francia napoleonica all'Italia vacanziera, fino alla
villa di campagna del dissoluto Lord Byron. Lì, nel bel mezzo di una
tempesta metereologica e creativa, nascerà per sfida e per sfogo un
capolavoro della narrativa gotica. Nel mezzo: la perdita di un
figlio, il disonore per i continui tradimenti coniugali e, in uno
splendido covo di angeli caduti, ecco consumarsi la rivoluzione
dell'amore.
In pieno XIX secolo, l'oppio, l'abbraccio del fiume e i dolori del parto uccidono spietatamente molte delle figure femminili che incrociano la strada di Mary. Ma le donne, fragili e sfortunatissime in epoche così malsicure, sono fatte però della stessa sostanza dell'Onnipotente: creano la vita da una spinta, da una scintilla.
In pieno XIX secolo, l'oppio, l'abbraccio del fiume e i dolori del parto uccidono spietatamente molte delle figure femminili che incrociano la strada di Mary. Ma le donne, fragili e sfortunatissime in epoche così malsicure, sono fatte però della stessa sostanza dell'Onnipotente: creano la vita da una spinta, da una scintilla.
Creare
spezza le ossa,
come
le membra di un neonato
che
spingono attraverso il corpo della madre.
E'
un cuore che batte,
come
il bambino appena nato
che
tieni in braccio.
E'
terribile,
e
bello,
come
imparare a respirare di nuovo.
Le
scintille sono quelle del fulmine, delle scosse
elettrostatiche, quando il mostro si solleva dalle pagine e dal tavolo
autoptico. Frankenstein è metafora di un altro parto, per una Mary
dal grembo e dal cuore ormai inaridito. La costola di Eva. Un alter-ego
dell'autrice stessa, dei suoi figli bastardi, che fa da giustiziere e
da cassa di risonanza. E allora può crearsi un dialogo fra loro,
creatura e creatrice, in un evocativo gioiellino di forma e contenuto
da esporre con vanto in libreria. Da sfogliare, leggere e rileggere,
per rinfrancare a qualsiasi età occhi, cuore e mente.
Oltre che per
l'indicibile cura dell'impaginazione, Lita Judge sorprende infatti
per una scrittura interessantissima, a confine, che non si accontenta
di fare da semplice didascalia. Per saperne di più dei dolori del
processo creativo, dei reali retroscena. Per scoprire un'arte a tutto
tondo che non mi appartiene, no, eppure mi chiamava da un po'. Dalle
nebbie da un tempo – due secoli, ormai – che è sembrato volare.
Dalla tomba, a sei piedi sotto terra.
Non sono un'amante delle biografie ma questa mi sembra molto interessante. Ne prendo nota :)
RispondiEliminaNemmeno io, Anna, se non al cinema, ma questa è un incanto. Googla titolo e nome dell'autrice, e vedi che illustrazioni meravigliose!
EliminaDevo assolutamente procuramelo... oltre a esser una meraviglia per gli occhi, lo sembra proprio in tutto e per tutto *o*
RispondiEliminaPassato troppo inosservato, purtroppo!
EliminaIl film con Elle Fanning mi incuriosisce, più per Elle Fanning che per altro. :)
RispondiEliminaQuesta graphic novel poetica non so se fa al caso mio, visto che non ho un gran rapporto né con le graphic novel né con la poesia, però sembra qualcosa di particolare e affascinante.
Nemmeno io, eppure è scoccata subito la scintilla.
EliminaCerto, con Elle Fanning...
Ciao Mr Ink, ho letto il tuo commento e sono subito venuta a curiosare.
RispondiEliminaMi ero persa la recensione e non sapevo nulla di questo libro che sembra originalissimo! Tra l'altro non ho mai letto la biografia di Mary Shelley e in una veste illustrata mi sembra assolutamente accattivante ^^