martedì 25 agosto 2020

Recensione: Qualcuno ti guarda, di Lisa Jewell

| Qualcuno ti guarda, di Lisa Jewell. Neri Pozza, € 19, pp. 381 |

Ci sono quei romanzi che pretendono di essere bevuti d’un fiato, a dispetto della mole – parliamo di oltre trecento pagine – e di un blocco del lettore che mi ha voluto piuttosto inattivo nel mese corrente. Il secondo romanzo che leggo di Lisa Jewell si intitola Qualcuno di guarda, è un thriller, ma puoi tranquillamente trovarlo sotto il nome di page turner. Grazie ai capitoli lampo e a un cast di personaggi adorabilmente squilibrati, infatti, risulta talmente scorrevole e intrigante da lasciarsi terminare nell’arco di due pomeriggi in spiaggia. Voliamo in Inghilterra, a Bristol. Il quartiere è di quelli residenziali, da serie TV, con le solite villette a schiera perfettamente allineate e un boschetto alle spalle. Ma in una di queste case al di sopra di ogni sospetto è accaduto qualcosa di terribile. Ci sono una porta accostata, una finestra rotta, una nappina rossa che galleggia in un lago di sangue in cucina: chi è morto? Il romanzo è un nastro che si avvolge su sé stesso e, in lunghi flashback intervallati dagli interrogatori della polizia, procede a ritroso. Non soltanto non conosciamo il colpevole, ma nemmeno la vittima. Comunque andrà, poco ma sicuro, ci sarà lo zampino di Tom Fitzwilliam: un superpreside per cui tutti impazziscono – letteralmente –, con una criniera di capelli brizzolati, un po’ di pancetta e un sorriso senza età. Gli uomini vorrebbero essere suoi amici. Le donne sue amanti. Sì, studentesse comprese.

Ma che cosa succede a un amore che credevi impossibile, una volta che è tuo per sempre? In che cosa si trasforma? Peccato che non ci sia una parola per dirlo, perché è una cosa che meriterebbe una definizione. Il problema di quando ottieni ciò che volevi è che ti resta un gran vuoto dentro e l’unico modo per colmarlo è desiderare, fantasticare e sognare qualcos’altro. Forse c’era proprio questo alla base dell’improvvisa e inaspettata infatuazione di Joey per Tom Fitzwilliam. Era arrivato nell’esatto momento in cui Joey aveva sentito il bisogno di colmare quel vuoto.
Ambito, vagheggiato, sospirato, spiato, Tom non è il protagonista bensì l’oggetto del desiderio. A parlarne, in cerca della sua approvazione o dei peggiori scheletri nell’armadio, sono i personaggi che gli orbitano attorno: Joey, neosposa impulsiva e irresponsabile, tornata dall’ultima vacanza con la fede al dito; Jenna, studentessa con in casa una mamma paranoica e instabile, convinta che ci sia qualcosa di torbido tra il preside e la sua migliore amica; infine Freddie, il figlio brillante e introverso di Fitzwilliam, che all’ombra di un genitore troppo ingombrante, con l’inseparabile binocolo alla mano, spia invidioso e infastidito uno sciamare adorante di vicine, colleghe, adolescenti, ombre dal passato. Intriso di un voyeurismo che da Hitchcock in poi mi trova sempre e comunque affascinato, Qualcuno ti guarda ha il limite di interessare più per le relazioni segrete tra i personaggi che per i suoi scarsi misteri.

Così, anche se sono convinto che mio padre sia un brav’uomo, contemporaneamente temo che invece sia molto cattivo. In fondo preferirei saperlo, sapere se davvero ha fatto qualcosa di brutto, per decidere una volta per tutte che cosa pensare di lui. Perché è tremendo avere due pareri, due sentimenti contrastanti nello stesso tempo. Preferirei averne un solo.
Nonostante l’aura dark della copertina, che in unione con l’editore di pregio suggerisce un contenuto sofisticato, è un romanzo dallo stile lieve – quasi da commedia nera – che pur parlando di pulsioni oscure, coni d’ombra e ossessioni perverse non appare mai davvero spaventoso. Anzi, qualche sfumatura maliziosa di troppo – soprattutto nella resa del focoso ed enigmatico preside –, mi ha fatto sospettare un passato da autrice rosa per la scrittrice. Scritto senza grande impegno, il suo ritorno in libreria si affronta senza grande impegno: nella tradizione dei romanzi da ombrellone che confidano al lettore scelleratezze, perversioni, manie, ma con una verve femminile – ho pensato nei toni a Piccole grandi bugiee Tanti piccoli fuochi – che genera più una divertita curiosità che inquietudine. Senza rancore, ma da un’autrice al suo sedicesimo romanzo, dopo lo struggente Ellie all’improvviso, sarebbe stato lecito aspettarsi più di un semplice tappabuchi. 
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Avicii – Addicted to You

20 commenti:

  1. Ellie mi piacque e mi coinvolse molto emotivamente, quindi sono orientata verso quest'altro libro della jewell.
    mi pare di capire non sia un capolavoro :-D
    però credo che prima o poi gli darò spazio, son curiosa!

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    1. Dimenticabile, moltissimo, però piacevole!

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  2. Questo lo salto però "Ellie all'improvviso", ce l'ho in lista.
    Ho appena terminato "Vincoli", direi che l'ho divorato. Mi rimarranno scolpiti 'i moncherini' nella mente, che si agitano in modo forsennato, Dio che libro! È stato un piacevole ritorno a Holt, amo questo scrittore. Una storia struggente al momento il mio preferito dei tre che ho letto. Grazie al tuo suggerimento chiaramente!
    Ho appena iniziato. "Il tempo è un bastardo" e già so che mi piacerà un sacco..saluti!

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    1. Ciao Lory, grazie a te! Vincoli, accanto a Benedizione, è il mio preferito: una piccola saga familiare, straordinario.

      Il tempo è un bastardo è in wishlist da un po'. Io sto leggendo Mencarelli. Molto triste, però mi piace.

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    2. Io ho amato molto 'Le nostre anime di notte' ero a Riccione, in spiaggia e non riuscivo a fermare le lacrime...la gente passava e io mi sono sentita nuda. Non dimenticherò mai quel frangente. È difficilissimo fare una classifica delle preferenze perché i suoi libri mi hanno regalato momenti di malinconia, amore, verità.

      Di Mencarelli ho letto il primo: "La casa degli sguardi", un libro che porterò sempre nel cuore. L'ultimo ce l'ho qui in attesa, l'avevo iniziato tra l'altro, ma qualcosa mi dice che non mi prenderà altrettanto come il primo.

      Questo è un periodo fortunato con i libri, mi chiamano e io rispondo con gioia, perché sono ritornata alla lettura che avevo abbandonato da un po'. Libri appena letti:
      - Cambiare l'acqua ai fiori (Meraviglioso!)
      - L'atlante degli abiti smessi (Poesia, bello e scritto come piace a me!)

      Te li consiglio caldamente perché sono veramente belli!

      Abbraccione!

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    3. Grazie! Segno tutto, soprattutto Cambiare l'acqua ai fiori, che mi ispira da morire.
      Da poco mi è arrivato il precedente dell'autrice francese, edito Nord. Ti farò sapere!

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  3. Io passo. Ho invece sul comodino Tanti piccoli fuochi che mi ha suggerito Tessa.

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    1. D'altra parte tu stesso a questo hai dato solo un tre e per fortuna non ho il blocco del lettore ;-)

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    2. Ho preferito la serie TV, che poi ti consiglio, ma Celeste Ng scrive infinitamente meglio!

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  4. Anch'io rispetto a Ellie l'ho trovato più noioso e sottotono, anche se nella parte finale risale un po' la china...peccato perché lo attendevo con ansia e con maggiori aspettative...sono curioso di recuperare anche il suo primo apparso in Italia, La terza moglie, anche se temo sia meno rintracciabile...!

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    1. Ah, non sapevo della Terza moglie, uscito per Mondadori!
      A giudicare dalle recensioni, una firmata dalla mia amica Tessa, non sembra brillare...
      Che Ellie sia stato un colpo di fortuna?

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    2. Ah, vallo a sapere! 😁 bisognerebbe anche vedere gli altri svariati romanzi che ha scritto, in Italia sono arrivati solo questi quattro!

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  5. L'avevo adocchiato in libreria, e mi sembrava carino. A questo punto sono un po'indecisa ☺️☺️

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    1. Non un acquisto indispensabile. O in ebook, o in economica. :)

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  6. Nonostante tu riesca a farmi venire voglia di leggere anche i libri che non ti convincono al 100%, il fatto che sia un thriller me lo fa scattare... neanche la Agatha Christie riesce a convincermi 😅

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    1. Poi questo proprio non è indispensabile, passa oltre!

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  7. Alla faccia del blocco del lettore, hai comunque dei ritmi di lettura clamorosi. ;)

    Questo sembra proprio il romanzo da ombrellone perfetto per me, peccato che l'estate ormai sia finita...

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    1. Nella prima metà di agosto sono stato un po' sfortunato, poi per fortuna ho ripreso coi vecchi ritmi. ;)

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