lunedì 9 gennaio 2017

Recensione: I nostri cuori chimici, di Krystal Sutherland

«Tu sei decisamente stramba, Grace Town.» «Lo so.»
«A me non importa.» «Lo so.»

Titolo: I nostri cuori chimici
Autrice: Krystal Sutherland
Editore: Rizzoli
Prezzo: € 17,00
Numero di pagine: 335
Sinossi: Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato. Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: Henry è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con il bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato e questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima la accompagnava ovunque. Ma forse il Grande Amore è più amaro di quanto i romantici credano. 
                                            La recensione
Dopo la conoscenza preliminare con lo stile di Elizabeth Strout e Philip Roth, cercavo distrazione con una storia semplice e carina – aggettivi da prima elementare, forse, ma non chiedevo altro. La prima lettura dell'anno, e di un romanzo in pubblicazione di cui potrò parlarvi solo all'indomani della data di uscita, mi aveva tutt'altro che entusiasmato. Dovevo riprendermi da una delusione che sapeva di noia, allora, a colpi di copertine coloratissime, sentimenti giovani e trame confortanti ma scontate. Alla ricerca della delicatezza, a sorpresa, mi sono imbattuto in un romanzo young adult che mi ha dato invece da penare. E che, nel profondo dei suoi moti adolescenziali, è molto meglio del previsto. Uno di quelli che non incrociavo da molto tempo, con frasi da incorniciare, gag moderne e verità universali. Mi vergogno quasi, sapete, a emozionarmi così tanto appresso a romanzi leggeri e sbarazzini. Hai l'età ancora per poco, tu, e ci caschi con tutte le scarpe? I nostri cuori chimici, però, ha fatto il bello e il cattivo tempo a suo piacimento. Quando succede, vinto lo scetticismo, sono dichiaratamente e allegramente fuori di me. L'esordio della Sutherland – andate su Instagram e vedete quant'è carina: sono cotto – racconta una specie di storia d'amore: purtroppo, a senso unico. Henry Page, diciassette anni, preserva la verginità in attesa dell'amore con la lettera maiuscola: dinoccolato e brillante, crede nel prossimo e nell'anima gemella. Ha due imbarazzanti genitori innamorati come il primo giorno; una sorella maggiore, a metà tra una scienziata e un'incensurata criminale; uno scantinato arredato di tutto punto, in cui passa i pomeriggi con gli amici Murray (australiano trapiantato nella provincia americana, che fa folli conquiste conciato come Crocodile Dundee) e Lola (storica ex che, dopo un tragico bacio con il protagonista, si è dichiarata lesbica). Henry, miope e dolce per natura, ha la sindrome del crocerossino. Apprezza le cose rotte, pensando di poterle rimettere in sesto, e l'arte kintsukoroi. Possiamo riempire le ferite di chi ci circonda con una colata di oro liquido, come fanno in Giappone coi vasi scheggiati? 
Ci prova con Grace Town, «un rebus avvolto in un mistero all'interno di un enigma». Scherzano sulla comicità di Liam Neeson; visitano una stazione abbadonata e, da una pozza, pescano un pesciolino di nome Ricky Martin; escono insieme dopo una solenne presentazione con Power Point; riempiono la chat di discussioni che spaziano dalla mancata conoscenza della saga di Harry Potter («Che razza di infanzia hai avuto? I tuoi erano forse nazisti?») alle insolite canzoni dei Pixies e degli Strokes. I nostri cuori chimici è uno di quei romanzi che parlano di me, alla mia maniera. Si può essere gelosi di un mucchio d'ossa? Si può competere con un ricordo? Tocca proteggerci dalle persone come Grace. Nel finale, ci annienteranno. Anche se non sono di quelle protagoniste femminili enigmatiche e fatali, che con un'occhiata tutto possono. Anche se qualche bacetto lo ricambiano, ma poi hanno lo sguardo basso e altrove. 
Qui e lì – nei nomi e cognomi ripetuti, nelle liste per punti, nei figuranti troppo adorabili e ipercaratterizzati per essere veri – è forte il debito verso John Green e Rainbow Rowell. L'autrice, che ha comunque spaziosi margini di miglioramento, stupisce con un umorismo nerissimo, passatempi nerd e sconfinata tenerezza. Strazia quando meno te lo aspetti. L'ultima arrivata a scuola si concia come la serial killer Aileen Wuornos, zoppica aggrappata a un bastone, porta colonia da uomo e passeggia per cimiteri desolati. Impossibile odiarla, anche se farà male al mio alter-ego. Difficile definirla irrisolta, anche se terrà a lungo i suoi misteri e i suoi dolori per sé. Henry si annulla, quasi, per parlarci di lei: alticcia, con una scarsa igiene personale, attratta dall'oblio. Non sta per morire e non è una creatura d'altri mondi: semplicemente, non potrà mai amare quel ragazzo romantico e fiducioso quanto lui farà con lei. Fa parte di quella sparuta categorie di ragazze che vedremo nude, se la fortuna ci assiste, ma non senza armature. Grace Town tratta Henry come un piacevole compagno di viaggio in attesa di farsi polvere. Il narratore è l'altro di un triangolo impossibile: non quello che vorrebbe. Colui che va amato, come in Neruda, «tra l'ombra e l'anima». Questo romanzo dice che non è vero che nessuno si salva da solo. Grace è promessa al passato, a un terzo incomodo, e fa spallucce se la chimica dei loro cuori le rivela che inviare ordini restrittivi alla felicità non cambia lo status quo. Starà meglio, un giorno. Perché la scienza dice che l'amore, così come il dolore, passa. Abbastanza, qualcosa come settant'anni dopo, per scegliere di dividere la tomba con un Henry che fa pensieri macabri e teme l'abbandono? A travolgermi, il fatto che questi Nostri cuori chimici, per il resto, battano assai normalmente. Lui ama lei. E lei non può fare altrettanto; non fino in fondo. Un terzo d'amore è sufficiente? Una parte della ragazza è infatti promessa al mal di vivere, un'altra a chi non c'è. E se hai diciassette anni e (500) giorni insieme, a occhio, è il tuo film preferito, non c'è niente di più struggente.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: The Smiths – Please, Please, Please, Let Me Get What I Want

28 commenti:

  1. Ok, sono ufficialmente triste Y-Y stavo per comprarlo ieri, all'aeroporto di Londra prima di tornare a casa... c'era il 3x2 sui romanzi per ragazzi... questo era l'unico però di cui ero sicura >.< per il resto non c'era poi tanta scelta e alla fine, dato che mi davano fretta (e dato che avevo infognato il bancomat in valigia e dovevo scroccare dagli altri XD) non ho preso niente Y-Y dopo aver letto la tua recensione direi che me ne pento amaramente! Sembra proprio pane per i miei denti :D

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    1. Penso che ti piacerebbe, Denise.
      Ha sfumature nerd - tra riferimenti a Harry Potter, ma anche a Fight Club - che lo rendono una chicca. Anche se, come dicevo, si sentono un po' troppo i modelli di riferimento. :)

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  2. Ciao Mik! Ero indecisa su questo libro e tu mi hai convinta.
    Però sai cosa? Per i bei libri non c'è proprio età... È una frase fatta, ma è una "verità universale". Quindi perché vergognarsi per le emozioni provate leggendo di due diciassettenni? Io non mi vergogno affatto e di anni, a occhio e croce, ne ho una decina in più di te... XD

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    1. Ciao Alice!
      In realtà non è assolutamente una frase fatta e sono io a essermi spiegato malissimo. Quel punto era una premessa, all'inizio. Di pancia, quando l'ho finito e ho scritto la recensione, volevo infatti dargli mezza stella in più e giustificarla così. Anche se non se la meritava del tutto. Poi sono passati i giorni, sto leggendo un grande romanzo e, anche se Henry e Grace non li dimenticherò in tempi brevi, mi sono deciso per le quattro stelle. Il punto è: puoi farti lo snob, ogni tanto, Miché, ma se ti imbatti in protagonisti che adori - anche se non è più il tuo genere - sei fritto. :)

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    2. Ahahahah! Snob? Ma va... Comunque ognuno ha il proprio modo di dare un giudizio. Io tendo a valutare un libro in rapporto al genere in cui si inserisce, e non in senso assoluto, altrimenti non mi basterebbero 100 stelle. Ecco che così un bel new adult si guadagna le sue 4 stelle quanto un romanzo di narrativa, che se confrontati tra loro invece starebbero ad anni luce di distanza. Non so se mi sono spiegata, ma oggi sono particolarmente sconnessa. XD Comunque sto andando fuori tema e tu sei troppo carino a darmi corda. Leggerò questo libro e tanto basta. :)

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    3. Ahahahah, ho capito, ho capito.
      Poi fammi sapere. :)

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  3. Una recensione profondamente giusta, per un libro che mi ha sezionato l'anima e parla anche un po' di me. Sei una bella persona, un bravo blogger, qualcuno da ammirare. Quando arriverà il momento della tua creatura ricordati di me: ho corda da vendere.

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    1. Che piacere leggerti, cara Glinda.
      E se mi regalerai un po' di corda tu, che sei tra le prime blogger che ho iniziato a seguire e commentare cinque anni fa, sarà un onore. Un bacione.

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  4. Non so se potrebbe piacermi, visto che hai fatto riferimento a Green, mi ricorda Città di Carta (che non mi ha fatta impazzire) e Cercando Alaska (che ho ancora ad 1/3).
    Mi parli poi della Rowell, riferimento a Fangirl o a E&P? Nel primo caso non so, anche se vorrei dare a questo libro un'altra possibilità, nel secondo caso direi che lo devo avere, ma ne sono comunque spaventata.
    Questo libro mi crea pensieri contrastanti, non so se potrebbe piacermi, a volte mi attira, a volte no, boh. Sono confusa, semplicemente.

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    1. Mi riferisco allo stile, Ninfa, molto in generale.
      Spiritoso, pieno di riferimenti alla cultura pop, malinconico. Su Libraccio c'è quasi sempre, se controlli. Dieci euro non sono assolutamente buttati, non ci pensare troppo. ;)

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    2. Ok, allora leggo l'anteprima, se mi convince appena posso cerco di recuperarlo.

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    3. Direi che è un'ottima idea!

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  5. Credo proprio potrebbe piacermi ed è già sul mio comodino. Sto leggendo Fangirl...e che dire? Sei sempre un libro avanti.
    ;-)
    Lea

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    1. E' o non è adorabile Fangirl, Lea? :)

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    2. Lo è. Nn vedo l' ora di tornare a casa a leggerlo!

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    3. La Rowell fa quest'effetto.
      Ti piacerà anche Henry, ci scommetto. :)

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  6. mi confermi qualcosa che immaginavo. Vedrò di procurarmelo presto, come sempre una recensione impeccabile!;)

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  7. Che dire...ho letto la tua recensione e mi sono regalata immediatamente l'ebook! Visto che, come per Denise, sembra pane anche per i miei denti...

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    1. Ti ringrazio per la fiducia, Valeria.
      Non so in ebook come sarà, ma il cartaceo ha un'impaginazione molto particolare tra l'altro. Fammi sapere, se ti va. :)

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  8. Non ho più 17 anni, ahimé, ma (500) giorni insieme è uno dei miei film preferiti!

    Quindi mi sa che questo romanzo dalle parti di John Green potrebbe proprio fare al caso mio... :)

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    1. Romanzo molto cannibale, in effetti, e ci starebbe benissimo anche un film ;)

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  9. A me è piaciuto con qualche riserva ;) stranamente non ero in vena di malinconie e questo ne è pieno zeppo! Comunque avrei giurato che ti sarebbe piaciuto!

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    1. Tu sei stata troppo natalizia, bleah.
      Riprenditiii!

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    2. Non ci posso fare niente se a Natale il Grinch che è in me sparisce!!! Ma sono già tornata sulla retta via ^^

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    3. Una maratona di Flowers in the attic o film similmente malati e subito starai meglio :)

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  10. Io ho 27 (quasi!) anni e ammetto di adorare ancora quei libri lì.
    Quelli che raccontano di amori tormentati, di principi azzurri, di storie che nella realtà non esistono nemmeno, salvo rarissime eccezioni.
    Sarà patetico, ma riescono quasi sempre ad emozionarmi.
    E questo libro mi attira particolarmente.
    Vedrò se riuscirò a trovarlo in giro!

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  11. Ma quale patetico. Hai ragione.
    Spero che I nostri cuori chimici ti piaccia (e penso proprio di sì!) ;)

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