lunedì 4 agosto 2014

Pillole di recensioni #4: Il secondo momento migliore (Camerini), Lividi (Emdin)


Titolo: Il secondo momento migliore
Autrice: Valentina Camerini
Editore: Feltrinelli
Numero di pagine: 275
Prezzo: € 16,00
Il mio voto: ★★½
Il mio consiglio musicale: Max Pezzali - Lo strano percorso 
La recensione: Quando mi hanno proposto di leggerlo, ho subito pensato a una storia di risate e salsedine. Una storia giusta per il periodo giusto. Dando un'occhiata, avrete notato le stringate stelline. Vi spiego il motivo: Il secondo momento migliore, pur non essendo un brutto romanzo, mi ha fatto incazzare. Nonostante la sinossi racconti una storia che già conosciamo, penso che, nel profondo, il romanzo della Camerini avesse del potenziale. A proposito, la sinossi chi l'ha pensata? Spoiler gratuiti e prime impressioni a parte, del libro noti che è scritto bene. Quello che segretamente temevo io era una bambocciata. Cosa che, nelle linee generali, lo young adult nostrano non è. Le vicende si articolano in due parti: adolescenza e età adulta. Il difetto è quello: gli anni non vengono scanditi, i protagonisti invecchiano restando giovani, le tappe vengono bruciate. Si parte al liceo, con una vita da studenti che occupa poco tempo. Troppe lamentele per un esame di maturità da preparare in fretta; ho pensato agli stati Facebook degli studenti con gli orali alle porte, e la cosa non entusiasma. Poi vengono: l'amicizia, l'amore, il viaggio all'estero, l'università, il lavoro, la convivenza, il desiderio di essere genitori. Velocissimamente. Nell'arco di capitoli zeppi di ellissi temporali, con più di qualche forzatura, in vite dagli strani percorsi. Lo stile dell'autrice convince. La Camerini scrive come parlo io e il suo protagonista è un altro me. Io ogni tanto mi sto antipatico da solo e ho trovato antipatico pure Alberto: egoista, insicuro, bisognoso di attenzioni. Alcune cose, in una seconda parte più matura della prima, fanno pensare. O non pensare. A tutti i grandi amici dimenticati per strada e reinseriti grossolanamente nel contesto, ai prof assillanti che manco in prima elementare, ai viaggi organizzati su due piedi, agli scrittori pazzi presi di peso da Colpa delle stelle, all'abuso dell'aggetivo “vibrante” (alberghi vibranti?), alla sensazione strana di trovarmi davanti a una farsa. I viaggi da ricchi, le citazioni pseudo-nerd, le birre, le canne, le feste, il divorzio di mamma e papà, la malattia che dà un briciolo di tragicità al tutto. Cose funzionali, ma che insieme, qui, danno l'impressione contraria della schiettezza. L'autrice – che scrive anche di tv, e si vede – prende Braccialetti Rossi e Bianca come il latte e, con un tascabile di Jack Frusciante in pugno, li manda all'avventura. Io, che avrei pensato a un One Day “made in Italy”, invece, continuo a mangiarmi i gomiti. Magari, con un altro romanzo, tra me e la Camerini arriverà... il secondo momento migliore.

Titolo: Lividi
Autrice: Annick Emdin
Editore: Edizioni Anordest
Numero di pagine: 240
Prezzo: € 12,90
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Baustelle - Charlie fa surf
La recensione: Lividi. Quelli che costellano l'anima di un storia marcia e bellissima che non riesci a mettere giù, fino a quando le pagine terminano e le sensazioni restano. Sensazioni forti, contrastanti, fisiche, che ti senti nello stomaco e in bocca, come quando bevi troppo, ti aggrappi alla tazza del cesso e vomiti tutto. L'esordio dell'italiana Annick Emdin fa parte di quel gruppo assai povero di libri che non vogliono parole di troppo. Puoi parlarne allo sfinimento e renderti conto di non aver detto niente. Quindi mi accontento, lo capisco, e dico poco, sperando sia abbastanza. Questo romanzo l'ho recuperato dal fondo di una pila di libri non letti e, in un periodo di letture non andate a buon fine, mi ha sbloccato. Sollevato, con una pressione ingombrante sul petto e la scossa spaventosa che segue il Libera! Libera! dei paramedici di turno. Dovete sapere, prima di iniziarlo, che fa male. E che, se non avete nervi saldi e stomaco forte, è una selva oscura che non può essere percorsa. Ha duecento pagine appena e passi insostenibili. Mettono alla prova e il solo ripensarci riempie di disgusto. Immagini che vanno e vengono e che tormenteranno per un po'. La prosa sospesa e leggerissima della Emdin vola in una New York sconosciuta e sgradevole, in cui è sempre notte. Una notte umida, perpetua, puzzolente, in cui essere adolescenti non è facile. Charlie ha un corpo pieno di graffi. Occhi di colori diversi, un passato da eroinomane, un nome noto nel mondo lurido della prostituzione maschile. Ha solo diciassette anni e mezzo. Si addormenta sulle lapidi, legge i grandi classici russi e ama con tutto il cuore Phemie, una poliziotta che ha osato cambiare il suo status quo. Ma ama anche Maurice, un cliente che è diventato il suo salvatore. Un uomo adulto, represso e misterioso, capace di percosse furiose e tenerezza, con una guerra che parla croato negli incubi e una cicatrice a forma di fiore sul petto. Potrebbe questo triste triangolo amoroso diventare una famiglia felice? Lividi è la fotografia mossa di una periferia in stato d'emergenza. Una guerra di quartiere; un'indagine nel marcio; un' immersione senza fiato in un mondo di bambini violati, genitori cattivi, club sadomaso con livelli segreti nascosti nello scheletro. La meraviglia, alla fine, sta nel domandarsi come faccia un romanzo così ad essere capace di un amore così grande. Salvifico, emozionante. Non c'è una pagina in cui, in mezzo al male, non sia pronunciato un ti amo a fiori di labbra. E' bene ricordarselo spesso, quando l'oblio è il minore dei mali in cui imbattersi. Serve a tenere a mente le cose importanti. Consigliato a chi ama i ritmi vertiginosi, le frasi secche, una narrativa che dà voce a storie di quotidiano orrore. A gente col pelo sullo stomaco. A chi è di indole paziente: perché dopo il tornado, arriverà il sole a riflettersi, vanitoso, nelle pozzanghere luride della City.

13 commenti:

  1. Ho appena scoperto di adorare le tue recensioni. La prima soprattutto mi ha fatto morire, principalmente perché almeno adesso non mi sento l'unica pazza che ogni tanto si sta antipatica da sola e che si incazza su un libro. Amazing.

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    1. Oh, ciao Bianca! Grazie mille :) Un piacere trovarti anche qui ^^

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  2. Il primo non lo conoscevo, e credo che continuerò a non conoscerlo XD

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  3. Hey, sono tornata!
    Il primo lo conoscevo, ma dato il tuo voto non so..

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  4. concordo al 100% con il primo libro ;)

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  5. Scusami se la mia domanda non centra nulla con le recensioni di oggi, ma non so proprio dove scrivertela. Premetto che ti seguo da un po' e ho letto che sei un fan della Stiefvater, anche io sono una sua fan (sopratutto della saga di Shiver) e vorrei sapere se hai delle novità in merito alla pubblicazione in Italia di Sinner, che parla della storia di Isabel e Cole, credo che in America sia già stato pubblicato. Fammi sapere, Gio'. P.S: Continua così! le tue recensioni sono davvero belle e dettagliate, alcune volte anche "intime" :)

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    1. Ciao! Figurati, se posso aiutarti, è un piacere. No, purtroppo non credo si sappia ancora nulla di Sinner. A Novembre uscirà il sequel di Raven Boys, per la Rizzoli, ma dell'altra saga non so anticiparti nulla: proverò a chiedere ;)

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  6. Ciao! Vorrei ringraziarti per questa splendida recensione! Hai davvero colto il senso del mio romanzo, e scoprire che le proprie parole sono riuscite a toccare qualcuno è sempre un'emozione indescrivibile!
    Ti ringrazio di cuore.
    Annick Emdin

    PS: Spero non ti dispiaccia, ti ho inserita nell'elenco delle recensioni più belle sul mio blog.

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  7. Risposte
    1. Ciao, Annick! Ti ringrazio tantissimo per essere passata, e per aver accettato la mia amicizia su Facebook, l'altro giorno :)

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