domenica 19 maggio 2013

Recensione: Non volare via, di Sara Rattaro

Buona domenica a tutti! Oggi arriva la recensione di un romanzo che, personalmente, attendevo molto. Dopo Un uso qualunque di te (qui), è il secondo che leggo della scrittrice Sara Rattaro.  
Bello, proprio come avevo previsto.  Augurandovi di trascorrere una felice giornata ed una buona lettura, vi saluto e corro a studiare!
Non riusciamo a smettere. Quando una cosa di dà gioia, ci regala piacere, dire basta è difficile. L'amore ci rende dipendenti.

Titolo: Non volare via
Autrice: Sara Rattaro
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 222
Prezzo: € 14,90
Sinossi: Matteo ama la pioggia. Gli piace sentirne il tocco leggero sulla pelle. Perché quello è l'unico momento in cui è uguale a tutti gli altri. Perché Matteo è nato sordo. Oggi è giorno di esercizi. La logopedista gli mostra un disegno con tre uccellini. Uno vola via. Quanti ne restano? La domanda è continua, insistita. Ma Matteo non risponde, la voce non esce, e nei suoi occhi profondi c'è un mondo fatto soltanto di silenzio. All'improvviso la voce, gutturale, esce: "Pecché vola via?". Un uccellino è volato via e Matteo l'ha capito prima di tutti. Prima della mamma, Sandra. Prima della sorella, Alice. È il padre a essere volato via, perché ha deciso di fuggire dalle sue responsabilità. All'inizio non era stato facile crescere il piccolo Matteo. Eppure tutti si erano fatti forza in nome di un comandamento inespresso: "Restare uniti grazie all'amore". Ma è stato proprio l'amore a travolgere Alberto, un amore perduto e sempre rimpianto. Uno di quei segreti del passato che ti sconvolge la vita quando meno te l'aspetti. E lo fa quando credi di essere al sicuro, perché sei adulto e sai che non ti può succedere. E che poi ti trascina nell'impeto di inseguire i tuoi sogni. Ma adesso Alberto ha una famiglia che ha bisogno di lui. Sandra, la donna che ha sacrificato tutto per il figlio. Alice, la figlia adolescente che sta diventando grande troppo in fretta. Ma soprattutto ha bisogno di lui Matteo, che vorrebbe gridare "Papà, non volare via."
                                       La recensione
"L'amore è un respiro che ti soffoca, un nome che non riesci a smettere di ripetere, la pioggia con il sole, un silenzio che non puoi zittire, una corsa per la vittoria, una cosa che non riconoscerai più, una pagina strappata o semplicemente qualcosa che ti dà il tormento. Ma per quando la nostra passione bruci e la nostra ragione si sia persa in un luogo oscuro, l'amore è sempre una scelta. A volte quella sbagliata."  
Sulla mia scrivania, tengo un quadernino d'appunti. Tra le pagine riempite di una scrittura fitta e incomprensibile, regna un caos che solo io riesco ad interpretare, a domare. Per gli altri rappresenta un mistero irrisolvibile, quasi come se lì dentro ci fossero scritte le farneticazioni di un pazzo o le idee sparse di un genio incompreso, come nel film A Beautiful Mind. Io sarei il Russel Crowe di turno, ma decisamente sprovvisto della mente meravigliosa del titolo. Forse voi lo sapete già. Ci scrivo impressioni, sensazioni a caldo, abbozzi di recensioni ancora senza forma. Per questo libro il discorso è diverso. In cima alla pagina, in corsivo, ho scritto soltanto il titolo: Non volare via. Per il resto, il foglio è pieno di frasi, di numeri misteriosi che in realtà indicano solo le pagine contenenti i passaggi che un giorno vorrò rileggere ancora, di rimandi a canzoni e melodie che, nel corso della lettura, mi hanno fatto compagnia. Questo romanzo lo aspettavo da mesi, ma senza ansie. Con la grande rilassatezza che riservo solo agli autori più bravi. E Sara Rattaro mi piace tanto. Mi dà pace. 
La sua scrittura risuona come una voce melliflua, familiare, calda, emozionante. Potrebbe dire di tutto, con quel tono lì. Potrebbe parlare a tutti, con le sue storie vere. Parlare di morte e violenza, depressione e infelicità, adulti e bambini. Questa volta ha deciso di parlare d'amore. Di tanti amori straordinari. Alcuni a lieto fine, altri no. Il semaforo verde scatta e ci facciamo travolgere da cascate, tsunami e valanghe di sentimenti, sapendo che qualche livido dolorante rimarrà sempre. Perché tra noi lettori e lei c'è un patto solenne. Sara è una di quelle autrici nelle cui mani, come sui piatti di una bilancia, mettiamo volentieri i nostri cuori e le nostre debolezze, sapendo che ci restituirà tutto con gli interessi. Non importa cosa racconti, ma solo che continui a raccontarlo così: come solo lei sa fare. Il suo nuovo romanzo è un fermo immagine su un ritratto di famiglia, su generazioni viste nell'incedere liquido degli anni. Una dettagliato e personale studio sociologico sui meccanismi che reggono i sorrisi consolatori di nostra madre, sui sogni inespressi di nostro padre, sui nostri dovere di figli e fratelli. Questa è la storia di Alberto, Sandra, Alice e Matteo. Quattro personaggi che inseguono famiglie e amori imperfetti, che cercano disperatamente un loro completamento, la mancata e piena perfezione. Che nascono, crescono e maturano in appena 200 pagine. Nell'arco di una frase che lascia senza parole o di un efficace flashback introdotto senza preamboli. Non tipi fissi, quindi, ma uomini e donne che sembrano condividere con il lettore veri battiti. Quasi fossero di vera carne. A parlarci è la voce di Alberto. Sua moglie, Sandra, è una donna forte, ma probabilmente si perderebbe nei ricordi e nei sogni. Si scioglierebbe, sin dalla prima frase, in una massa informe di gemiti e singhiozzi che suo figlio Matteo non potrebbe poi ascoltare. Lui vive, in un mondo occupato quasi unicamente da donne – quelle potenti, che tremano e non collassano, che non si arrendono -, una seconda nascita. E' figlio e marito di sua moglie. Porta i soldi a casa, è grande e grosso, ma ha una paura matta. Non sa toccare il figlio, non sa interpretarne i silenzi, non sa consolarlo con la stessa tenerezza di cui soltanto le donne sono naturalmente capaci. L'ha tenuto in braccio fino a quando non ha imparato a gattonare sul parquet e il piccolo Matteo l'ha portato in alto, ma senza lasciarlo volare via. Matteo: un bambino geniale e dolcissimo. Lui è forte, una roccia come la donna che l'ha portato in grembo per nove mesi. Il lettore, purtroppo, un po' meno. Soffre come un cane abbandonato nel vederlo in quella bolla bianca di silenzio e scacchi che lo rende solo e taciturno, eppure stranamente felice.
Come ha potuto la vita accanirsi su un innocente in questo modo? Le cose raccontate da Alberto non sono mai semplici, le verità sono invece sterminate. "Mi sentivo vero in una vita inesistente e falso nella vita reale." E' padre di un'adolescente con la fermezza d'animo e il coraggio che spesso manca ai genitori. Non è un marito fedifrago, ma un ragazzo cresciuto che si è innamorato per la seconda volta di un primo, sfortunato amore che non ha mai dimenticato in tanti anni di matrimonio. Camilla: bella come un tempo, una girovaga con la valigia sempre pronta e con la propensione per gli addii, l'occasione mancata, il fascino fumoso e straziante degli ultimi baci in stazione. Una donna di grande successo, ma che, per contrappasso, è sfortunata quando si parla della sua vita privata. Nel suo bagaglio a mano per Parigi non c'è stato spazio per il cuore. Imperdibili anche i ringraziamenti finali e l'intervista, contenuta nelle ultime pagine del libro, in cui l'autrice spiega la gestazione del romanzo e il suo percorso nel mondo della famiglia e della sordità infantile. Il monologo intimo di Albero scompone la vita in istanti e attimi, la prosa di Sara mette insieme i cocci. Come un giocattolo che, da piccoli, per quando malmesso e rattoppato con strati di nastro adesivo e colla continuava a funzionare, a essere uno strumento della nostra fantasia, a renderci felici. Non volare via, proprio come il precedente Un uso qualunque di te, è un ordinato flusso di coscienza, profondo e calibrato, dove un pensiero chiama l'altro, la tristezza cerca la felicità ed il peccato assoluzione. E' un'esperienza umana.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Elisa – Almeno tu nell'universo

28 commenti:

  1. Tutti parlate benissimo di questa scrittrice... devo assolutamente leggerla anche io :')

    Comunque sarei proprio curiosa di dare un'occhiata al tuo quadernino u.u

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    1. Ti verrebbe il mal di testa solo a guardarlo :P Poi è bellissimo, guarda: ha una copertina rosa con i fiorellini, ahahahahaha. Mia mamma all'inizio degli anni scolastici compra sempre quei pacchi di quaderni misti e dentro ce n'è sempre qualcuno femminile che nè io, nè mio fratello usiamo. Ho scoperto come usarli grazie al blog!

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    2. Ma LOL vi immagino a guardare le copertine e a dire schifati "io non lo prendo" XD LOL
      Però dai la carta è sempre utile in un modo o nell'altro...
      Sai che comunque l'idea di un quaderno dove annotarsi pensieri per le recensioni e magari citazioni non è tanto malvagia? Io quando mi voglio annotare una citazione me la scrivo sul cellulare... però ogni tanto mi ritrovo a pensare sprazzi di recensione (magari prima di addormentarmi) e poi me ne dimentico... buttarli giù non sarebbe male :P quasi quasi... ti rubo l'idea u.u

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    3. Ruba, ruba :P Anch'io, prima, scrivevo i numeri delle pagine che mi interessavano sulle bozze del cellulare! xD

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  2. Anch'io ho un quadernino ** però senza i fiorellini xD ma è cmq uno scarto di quelli che mio figlio non vuole usare a scuola e che io uso un po' come fai tu. Segno i passaggi più belle, le frasi che mi hanno colpito, i pensieri che mi hanno assalito durante la lettura... di tutto insomma, tranne le canzoni, mentre leggo non sento musiche di nessun tipo ;_;
    Cmq - manco a dirlo - mi hai incuriosita molto con questa recensione!

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    1. Quei quadernini nessuno li vuole: è destino, poveretti! Ti ringrazio e, visto che ci sono, ti consiglio dell'autrice "Un uso qualunque di te". E' brevissimo, ma molto forte. Ti piacerebbe! Poi, se ben ricordo, dovrebbe uscire per la Giunti un'edizione tascabile a cinque euro.

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  3. bellissima recensione, come sempre!
    Sara Rattaro è sempre una conferma, a questo punto non mi resta che leggere il suo primo libro :)

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    1. Grazie, Lù :) Sì, anch'io devo prenderlo assolutamente!

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  4. Ma io posso rapinare la Garzanti? è-è
    Bella recensione, come sempre. Sono curiosa sia per il libro sia per il tuo quadernino ;)

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    1. Grazie mille, Elena :)
      Già, la Garzanti ci renderà criminali, prima o poi. Non so se hai visto il nuovo numero del Libraio: per l'estate, sono previsti altri titoli interessantissimi!

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  5. Bellissima recensione! Non conoscevo questo libro però quello che hai scritto mi ha convinta a metterlo in WL =). "Un uso qualunque di te" l'ho visto spesso in libreria durante i miei giretti tra gli scaffali ma non so perché però non gli ho mai prestato molta attenzione, me lo consigli?

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    1. Ciao Valy! Ti ringrazio! Sì, "Un uso qualunque di te" l'ho trovato perfino un pelino più bello di questo. Il finale è di una potenza assurda :') Ti linko la mia recensione: http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2012/03/recensione-un-uso-qualunque-di-te-di.html

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    2. Letta, molto bella anche quella! Grazie per il link :) Farò sicuramente un pensierino anche su quel libro allora! =D

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  6. "Sulla sedia sbagliata" della Rattaro mi è piaciuto moltissimo.. :')
    ho paura di perdere una "conferma" leggendo questo nuovo libro.. *_*

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    1. Come ho scritto anche a Lucrezia nel commento precedente, Sulla sedia sbagliata dev'essere mio!

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  7. Bellissima recensione! Non ho mai letto niente della Rattaro ma mi incuriosisce. Un'altra lacuna da colmare ;)
    L'abitudine di prendere appunti su un quaderno mentre leggo ce l'ho anch'io. Leggendo la tua recensione e alcuni cimmenti ho scoperto con gioia di non essere così antiquata come immaginavo!

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    1. Vero, Miriam! Non siamo gli unici :)

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  8. Una recensione toccante,con delle immagini stupende!!!

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  9. Buona sera sono Sara Rattaro e non ho potuto non rispondere a questa magnifica recensione. Rispetterò con tutte le mie forze il nostro patto solenne.
    Grazie di cuore. Sono commossa
    Sara

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    1. Buona sera, Sara. E' un'emozione grande trovare questo tuo commento, e alla fine, poi, di una giornata un po' così... Grazie a te. Per tutto. Se, come spero, riuscirò a recuperare il tuo primo romanzo in tempi brevi, saprai dove trovare la mia recensione. Sono certo che saprai ancora emozionarmi, come solo tu sai fare. Alla prossima,
      Michele

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  10. non conosco questa autrice ma se a te piace allora è una garanzia ed entra di diritto nella mia WL che continua ad allungarsi e dilatarsi fino all'infinito. Agende e quaderni una marea, ho un lunario dove ci sono appunti, bozze, frasi per storie che da anni mi girano in testa ma non ho tempo o forse il coraggio di concretizzare, un'agendina blu sempre in borsa con titoli di libri, manga, film da acquistare, ho un'agenda da tavolo sulla scrivania dove navigando appunto siti, immagini, post che hanno colpito la mia attenzione e per le recensioni uso un metodo che vi farà inorridire: per le frasi più belle faccio le orecchie ai libri e per i pensieri delle recensioni li segno su post-it che poi inserisco nelle prime pagine bianche, quindi da un anno a questa parte i miei libri sono diventati cartine geografiche delle sensazioni provate leggendoli!

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    1. Io odio le orecchiette, ma di tanto in tanto le faccio anch'io per il tuo stesso motivo. Be', io la trovo una cosa davvero molto bella! Almeno personalizzi anche i libri che leggi: questa cosa dei post it la vorrei provare anch'io :) Per esempio, io, di tanto in tanto, sulla prima pagina dei libri scrivo la data di quando li ho letti.

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  11. Quando vedo una tua recensione, prima di leggerla vado in fondo a vedere il voto, se è 3 o più mi segno il libro in WL e poi finalmente la leggo! Anche sta volta nn avevo dubbi che alla fine avrei desiderato leggere questo romanzo. Non ho mai letto nulla della Rattaro, ma questo mi sembra un ottimo titolo per rompere il ghiaccio: per interrompere i viaggi in mondi immaginari con personaggi più o meno realistici, a volte ci vuole una storia di vita "vera" con protagonisti totalmente umani capaci di emozionare e commuovere!
    P.s. Di quadernini "in codice Lo" io ne ho addirittura 4 a seconda del contenuto, quindi don't worry... Siamo tutti un po' strani noi lettori ^^

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    1. Le manie di noi lettori meriterebbero un post a sè: ci sarebbe tanto di cui parlare :P

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  12. Non ho ancora letto nulla di questa autrice ma dovrò rimediare subito, questa trama e anche la tua recensione arrivano dritti al cuore!

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  13. Caro mr. Ink questo è uno di quei casi che maledico la mia latitanza da internet e dai vari blog letterari, il tuo primo fra tutti. Hai scritto una recensione bellissima che solo adesso ho letto, su di un libro meraviglioso. Bravissimo..

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