venerdì 28 settembre 2018

Recensione: Ogni stella lo stesso desiderio, di Laura Bonalumi

| Ogni stella lo stesso desiderio, di Laura Bonalumi. Piemme Vortici, € 13, pp. 208 |

Arriva a ottobre, a lezioni inoltrate, sovvertendo gli equilibri interni di un classe – una terza liceo, per la precisione – di diciotto studenti, colti alla sprovvista da quell'inatteso più uno. 
Si chiama Guido, è l'ultimo arrivato in città e, timidissimo, non vorrebbe fare troppo rumore. Lo denunciano presto, tuttavia, le assenze frequenti di cui si spettegola tra i banchi di scuola, quando il dramma del cambiamento dei posti a sedere è ormai acqua passata; una tosse aggressiva, soprattutto, che scuote il suo corpo magro e le convinzioni di una diciassettenne acqua e sapone subito incuriosita da un coetaneo che fra i sogni nel cassetto ha quello di pubblicare una raccolta di poesie e innamorarsi. Amelia non sa ancora che leggerà appassionatamente le prime e che, a cuore aperto, lo aiuterà a spuntare il secondo punto della sua bucket list: avere una ragazza accanto, nella buona e nella cattiva sorte.

Sottolineo a matita frasi che mi piacciono, cerchio interi paragrafi che mi emozionano, incollo post-it colorati su pagine che sembrano memorabili. Mi piace pensare che i miei libri vivano. E io con loro.

Scoperta lo scorso anno con Voce di lupo, prezioso romanzo di formazione sul crescere e sul perdonarsi consigliato non soltanto a un pubblico di giovanissimi, Laura Bonalumi è tornata in libreria con un altro titolo per ragazzi: un'altra storia di adolescenti costretti a fronteggiare presto un mondo che non fa sconti, un'altra faccia del dolore. Si parla, infatti, di amore e malattia: binomio amaro, ma che su carta è spesso vincente. 
Il misterioso Guido, infatti, è malato di fibrosi cistica, e a lungo, durante la lettura, sarà ricoverato in ospedale con una flebo nel braccio e una camera asettica tutt'intorno: troppo cagionevole per stare a contatto con gli altri, costantemente in apnea. Amelia, e con lei una Laura armata di speranza e discrezione, lo raggiungono lì. Si parlerà dunque dei dispiaceri dei giovani ai giovani, con la delicatezza di sempre a rispondere all'appello. Sono le modalità, questa volta, a essere purtroppo meno originali, con le relazioni a tempo determinato di John Green, Alessandro D'Avenia e Silvia Montemurro e gli scambi telematici di Le ho mai raccontato del vento del nord. Ci si parlerà, sì, ma per via epistolare, con le e-mail di Daniel Glattauer a rimpiazzare le lettere vecchio stile. Ne nasce una corrispondenza che li fa conoscere, svelare, scoprire indispensabili l'uno per l'altra: i genitori che si preoccupano per il troppo tempo speso in chat, le migliori amiche che non a torto sindacano che il male di Guido potrebbe rovinare la giovinezza di Amelia. Sanno tanto di loro per iscritto, ma non che forma abbia precisamente il naso di cui lei tanto si vergogna; non l'altezza esatta di lui, né la sfumatura nocciola dei suoi occhi belli. Si piacerebbero faccia a faccia, in un ambiente neutrale, dopo essersi confessati l'inconfessabile con l'ausilio di una scrittura che li ha resi affini? Cosa sarebbe della spensieratezza della protagonista, che assorbita dalle problematiche di Guido, dall'inseguimento di un tempo tiranno, rischia di crescere in fretta per sostenere un amico – e molto più – nei momenti difficili?

Se solo il vento potesse regalarmi un po' del suo respiro
Lo userei per raccontare la bellezza della vita
La gioia di svegliarmi ancora vivo
Il timore di dormire per sempre.

Lui ha bisogno all'inizio di un cellulare che prenda, di norme sanitarie rigorose, di mascherina e camice sterili. Lei, che travalica il ruolo di fidanzata rischiando di diventare per forza di cose una chioccia invadente e apprensiva, così facendo rischia di non godersi il poco tempo assieme. Loro, che parlano di sentimenti forse troppo presto citando ora Shakespeare e ora Colpa delle stelle, si scrivono tantissimo e mi si svelano tardi e poco: colpa del filtro delle chat, di frasi ragionate e battute sulla tastiera, che impediscono che a raccontaceli siano i gesti grandi e piccoli; tutta la goffa spontaneità dei diciassette anni. 
Ogni stella lo stesso desiderio, per il resto, non compie passi falsi, tocca la sensibilità dei lettori senza strappare lacrime scontate e mi ha illuminato sui drammi di un male affatto raro – la fibrosi –, che ho la fortuna di non conoscere nella mia vita, se non di nome. Il suo limite isolato: quello di non raccontare nulla che non sia stato già raccontato altrove, pur facendolo bene. L'ultima Bonalumi punta a superare la paura delle vertigini, l'ennesima scarpinata impervia. Mira al cielo aperto, ma portava più in alto grazie alle montagne di un romanzo fa. Quelle che, galeotto l'imprinting del fortunato Cognetti, brillavano ben più di queste stesse stelle avverse.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: Ermal Meta feat. Elisa – Piccola Anima

14 commenti:

  1. Sembra bellino, ma con gli adolescenti malati ormai credo di aver chiuso. Sono storie che non mi attirano più.

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    1. Salvo rare eccezioni (e Laura, gentilissima, lo è), penso anche io.

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  2. a me piace molto come scrive la Bonalumi quindi questo sarà sicuramente una prossima lettura. :)

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    1. Anche a me, ma ho preferito di parecchio il precedente, nonostante il piacere di ritrovarla in libreria. 😊

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  3. Ce l'ho in WL perché mi aveva grandemente incuriosito.
    Non amo i romanzi in cui si accenna a malattie o ospedali, ne rifuggo, eppure questo romanzo, complici le tue parole, mi chiama. Lo leggerò molto presto :)

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    1. Quella di Laura è una piccola variazione sul tema che, senza furberie, potrebbe fare al caso tuo, allora!

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  4. Penso lo leggerò. È una collana che mi piace molto e l'autrice mi ha convinta con il primo romanzo.
    Lea

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    1. Dimmi presto.
      Collana bellissima, confermo, e una Bonalumi che non delude, pur non esaltandomi.

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  5. Sento anch'io l'odore di John Green e D'Avenia...
    Nonostante il tema ormai abusato, queste malattia-stories adolescenziali su di me hanno però facile presa, quindi potrebbe piacermi. :)

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    1. Direi che non sei un ipocondriaco. 😅

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  6. Ho letto un paio di pubblicazioni di questa autrice,che mi sono piaciute. Proverei anche con questo, mi piacerebbe ritrovare la sensibilità che ho apprezzato in passato :)

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    1. Costante che ritroverai senz'altro. 😉

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  8. Non so se posso inserirmi tra questi vostri dialoghi. Ricchi, belli e pieni di parole interessanti per me.
    Ringrazio tutti: per gli apprezzamenti, la fiducia, i consigli e le piccole critiche (siete stati clementi!)
    Michele, tu mi emozioni sempre. Il tuo consiglio musicale è perfetto, oltre che, stupendo. Vi abbraccio e vi seguo! 😉

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