lunedì 3 ottobre 2016

Recensione: Harry Potter e la maledizione dell'erede, di J.K Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

L'amore acceca. Non abbiamo voluto dare ai nostri figli quello di cui avevano bisogno, ma quello di cui avevamo bisogno noi. Siamo stati così occupati a riscrivere il nostro passato che abbiamo rovinato il loro presente.”

Titolo: Harry Potter e la maledizione dell'erede
Autori: J.K Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
Editore: Salani
Prezzo: € 19,80
Numero di pagine: 357
Sinossi: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati.
Basato su una nuova storia originale scritta da J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, una nuova opera teatrale di Jack Thorne, è la prima storia ufficiale di Harry Potter rappresentata a teatro.

                                       La recensione
Harry Potter è sinonimo di infanzia. 
I primi romanzi letti fino alla fine: i suoi. E sua, la colpa, per le lunghe file al botteghino, quando i genitori assecondavano il nostro capriccio di vedere le trasposizioni la sera stessa della prima. Quanta folla, quanto sgomitare; l'attesa, però, sempre ripagata. Sono un fan, ma non tra i più fanatici in circolazione; in libreria ho una collezione strana, a cui manca qualche tassello: libri di formati, edizioni, altezze diverse.  A questa collezione strana, poteva mancare sì l'ottavo capitolo, La maledizione dell'erede: sequel ambientato vent'anni dopo, che non mieteva consensi in rete e scontentava gli appassionati. Avrei voluto fare un'eccezione, leggerlo in ebook per curiosità, ma metti venti euro fuori programma, un giro al supermercato con la scusa della spesa e, presto, accanto a I doni della morte, ho fatto spazio allo script dello spettacolo che quest'estate, chiacchieratissimo soprattutto per la scelta di un'attrice di colore nei panni di Hermione Granger, è approdotato nei teatri londinesi. La forma, dunque, non sarà quella del romanzo fantastico, bensì del copione teatrale, con la suddivisione in atti, le battute perfettamente scandite, le didascalie a suggerirti parte delle ambientazioni; la Rowling c'è nell'idea, nel sentore di magia comunque tangibile, non nello stile. Partito con scarse aspettative ma tanto bravo a evitare gli spoiler di chi l'aveva già letto e ne era rimasto deluso, alla fine mi sono scoperto alquanto soddisfatto e tutt'altro che pentito dell'acquisto. Dalla mia, poca fiducia verso l'operazione e molta familiarità con il formato: in questi giorni, infatti, cerco idee e spunti per una tesi in Letteratura teatrale e quei giochi di ruolo, quei tempi comici, sono il pane quotidiano. La maledizione dell'erede andrebbe visto; e se acquistato, invece, andrebbe letto tenendo in considerazione meccanismi, stilemi e ritmi che non sono appartenuti ai volumi precedenti, pensati e scritti come romanzi. Tra le pagine, però, ho trovato la stessa magia, emozioni similmente intense, e potrebbe bastare quello. Lo spettacolo, con il dovuto rinnovo generazionale, vede eroi vecchi e nuovi muoversi nei luoghi che conosciamo: ad aspettare il prossimo treno, sul binario 9¾, protagonisti cresciuti e ormai genitori. Harry, quarantenne, ha tre figli: quello di mezzo, Albus, si crede il suo disonore. 
Il ragazzo non è portato per gli incantesimi, non sta in equilibrio sulle scope volanti per i tornei di Quidditch e, finito fra gli storici rivali di Serpeverde, stringe amicizia con il figlio di Draco, un altro adorabile perdente. Non manca la controparte femminile, Delphi: cugina di Cedric Diggory, l'intraprendente adolescente dalla chioma argento e blu li guida alla ricerca dell'unica GiraTempo superstite per mandare indietro le lancette e salvare il parente mai dimenticato. Chi gioca con il tempo, però, si perde: a lungo andare, si brucia. E l'effetto farfalla, inevitabile, avrà ripercussioni importanti sui grandi e sui piccoli. Nelle innumerevoli realtà in cui viaggiano, sabotare le prove del Torneo Tremaghi e salvare Cedric dal Signore Oscuro ha effetti differenti. Qual è il prezzo da pagare, per un destino modificato? Perché la cicatrice di Harry, che nell'ultima pagina dell'ultimo libro aveva smesso di pizzicare, torna a dargli il tormento, insieme a incubi in cui rivive le vessazioni dei Dursley e l'ira di Voldemort? 
La trama, essenziale e un po' macchinosa, è un pretesto per tornare ad aspettare, il primo settembre, lettere inoltrate dalla segreteria di Hogwarts. Se fosse stato scritto come un romanzo, l'effetto fanfiction avrebbe avuto forse la meglio; così, invece, il novello Harry Potter incappa nei difetti dei tempi teatrali, ma compensa con il cuore. Ci sono le allusioni, le atmosfere e i giusti tocchi magici. Si vede che chi l'ha scritto – sospetto, infatti, che l'autrice abbia messo soltanto il nome in calce – ha amato quei mondi. Si vede che chi l'ha letto, nonostante non possa considerarsi un volume complementare, ha amato un po' anche questi qui. A cornice di un delizioso intrattenimento per famiglie, divertente e, qui e lì, particolarmente toccante, che emoziona quelli che, insieme ai maghi della Rowling, hanno imparato l'amicizia, il coraggio e, soprattutto, com'è che si fa a riempire gli spazi bianchi di un testo che non nasce per le librerie – lo spettacolo, con una grande produzione alle spalle, dev'essere una vera gioia per gli occhi -, ma ci è arrivato sulla scontata onda della sua notorietà. Io non ho fatto conti alla rovescia, non l'ho compraso in lingua originale, non l'ho atteso affatto: negativamente prevenuto. L'ho letto, in un paio di sere, prendendolo così com'è: una lettura gradevolissima, più infantile di certo, a cui approcciarsi domandando – come se fosse poca cosa, poi – un buon intrattenimento; un viaggio all'indietro, nei luoghi in cui la magia ci ha conquistato la prima volta. Astenersi babbani.
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Harry Potter's Theme 

32 commenti:

  1. Oh..diffidente al massimo, li gironzolo intorno tutte le volte che vado in libreria ma ancora non mi son decisa. Conquistata già grande dalla magia dei romanzi non vorrei scoprirmi, con questo ultimo capitolo, irrimediabilmente vecchia...(periodaccio si...)

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    1. Non è una lettura indispensabile, chiariamoci, ma non è il disastro che leggevo. Va letta con un po' di cognizione aggiunta. Non è un romanzo, non è opera della Rowling, non è senza pecche. Ma sono i difetti di leggerlo, anziché guardarlo dal vivo: sai che bello deve essere! ;)

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  2. Credo di essere tra i pochi a non aver letto la saga di Harry Potter, ma prima o poi colmerò anche questa lacuna.

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    1. Ah, be', ti terrano buona compagnia.
      Io dico sempre che dovrei rileggere qualche volume, ma parole al vento... Puntualmente, mi butto sulle novità, belle o brutte che siano. :)

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  3. Sono felice di sapere che la storia vale lo sforzo di immaginare ciò che sulla carta non c'è. Sarà un modo per far lavorare ancor più l'immaginazione. Appena la mia pargola lo termina mi ci fiondo.
    Un saluto, Stefi

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    1. Un saluto a te e alla pargola. :)

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  4. Ecco il tuo parere! Ma sì, per certi versi gradevole e va preso per quello che è. Ma certe cose purtroppo non le ho digerite!

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    1. Sapevo cosa aspettarmi (e cosa no), e l'ho trovato un bel modo di spendere il weekend. :)

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  5. Anch'io appartengo a quella decina di persone che non hanno mai letto HP...sto pensando però di regalarlo a mio marito, che invece ha divorato tutta la saga. Pur trovandosi ad un altro livello rispetto agli altri (e questo già si sa in partenza), credo sia bello ritrovare i personaggi e scoprire quali emozioni hanno ancora da regalare :)

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    1. Verissimo! :)

      (però, i libri, rubali al Marito e leggili anche tu.)

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  6. Ehm, come te lo dico adesso....Io non ho mai letto le storie del maghetto. Vado a vergognarmi in solitaria?

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  7. Ho appena ordinato il libro, ammetto che ero un po' indecisa se acquistarlo o meno, visto tutti i pareri negativi che ho letto, ma alla fine non ho saputo resistere... da Potteriana accanita, doveva essere mio!
    Spero che non mi deluda, la tua recensione mi fa ben sperare :)

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    1. Spero, però, che il tuo essere potteriana accanita, appunto, non te lo faccia prendere in antipatia: come mi diceva un'amica autrice su Facebook - Innominata, fatti avanti -, "tra il fan e il nemico la distanza è breve". :)

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  8. Anch'io ho deciso di leggerlo. La tua recensione unita a quella della biblioteca di Eliza mi hanno fatta decidere definitivamente.
    E poi....ho voglia di tornare in quei luoghi.
    Ciao da Lea

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    1. Vado a leggere che dice Eliza, allora, e grazie!

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  9. Questo libro ha creato opinioni contrastanti, io preferisco non leggerlo perché per me Harry Potter finisce con I doni della morte :)

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    1. E in effetti questo è tutta un'altra cosa, ma fortuntamente non è il disastro che dicono, anzi. :)

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  10. Da buon babbano, sia di Harry Potter che del teatro, mi astengo volentieri. :)

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  11. Sono tra quelli che non ha amato il formato, nonostante abbia acquistato il libro consapevole della "pecca" (a differenza di molti, santo Voldemort...), eppure riconosco alla nuova storia una forza e un'amarezza che erano parte integrale anche della saga della Rowling: il dolore di essere "eroi" per forza, le scomode eredità, le guide (padri, madri, professori) che spesso non sono all'altezza delle aspettative, essere adolescenti perdenti senza possibilità di recupero (Ron, in questo, non è cambiato affatto). Ho apprezzato anche l'effetto nostalgia e un paio di confronti tra i vecchi personaggi, versando senza vergogna lacrime di commozione. Quindi, in definitiva neppure io mi pento dell'acquisto.

    L'unica cosa che mi ha fatto DAVVERO alzare gli occhi al cielo (tolta la scomparsa di personaggi che avrei voluto vedere un po' più approfonditi, come Teddy Lupin - neppure nominato - e i restanti figli di Hermione, Ron e Harry) è la rivelazione relativa a Delphi, degna delle peggiori fanfiction. Una terrificante caduta di stile, più che una scioccante rivelazione!

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  12. E io neanche come rivelazione l'ho presa, perché era un dettaglio intuibilissimo! Lo spirito è certamente diverto - meno cupo e, appunto, impegnativo - però Harry Potter per me non è stato solo eroi, sacrifici e colpi di scena. Venuti meno quegli elementi, che forse fanno la differenza tra i romanzi YA e quelli per tutti, il resto a piccole dosi l'ho ritrovato. Poi, come dicevo, i viaggi nel tempo e l'effetto "amarcord" mi trovano felice come una Pasqua. In tutte le salse. Se c'è HogwartS...

    Ps. Santo Voldemort sì! Devo contare fino a dieci, ogni volta, per non sbottare: c'è scritto anche "scriptbook", grande e grosso, in copertina. :)

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  13. Anch'io sono fan, ma non accanita. La saga l'ho letta soltanto qualche anno fa, dopo che ho superato la mia antipatia nei confronti di HP (colpa di mio fratello che mi fece vedere La pietra filosofale minimo un centinaio di volte). Nonostante abbia letto i vari spoiler (non ho saputo resistere XD) e le varie recensioni per lo più negative, sono lo stesso curiosa. Dalla tua recensione mi sembra di capire che il testo è esattamente quello che mi aspettavo. E scommetto che coloro che non lo hanno apprezzato sono gli stessi che sono rimasti delusi dal libro Il richiamo del cuculo xD

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    1. Ahhh, c'è gente a cui non piace Cormoran?
      Blasfemia! :)

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  14. alla fine non ho resistito ed ho letto la tua recensione. tanto più che su facebook mi avevi già anticipato qualcosa quindi ero abbastanza preparata. in ogni caso mi riservo di ri-commentare dopo aver letto questo libro non libro anche se mi spaventa l'idea che a tuo parere non sia nato dalla penna della rowling.
    Da fan affezionata posso dirti che i libri li ho tutti ma di un unica versione. mi sono rifiutata di comprare tutte le successive perché ci volevano troppi soldi ma da quella illustrata però mi sono lasciata accalappiare. e adesso arriverà anche il volume 2 illustrato ed uscirà il giorno del mio compleanno. mi sa che è destino. deve essere mio.
    un caro Saluto.

    ps
    ovviamente amo anche Cormoran!!!

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    1. Ti avverto, però, che i nomi non sono stati adattati, come previsto nelle ultime ristampe. Comunque anch'io, come te, non sono stato appresso alle nuove versioni. I libri quelli sono. :)

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  15. Io ho comprato la versione in inglese, appena uscita, ma vergognosamente ancora non l'ho letta. Un po' sono stata turbata dai tanti pareri negativi, e questo ha influito molto. Non ero pronta a ricevere una delusione. Mi fa invece molto piacere piacere leggere il tuo di parere. Sicuramente mi hai tirato un po' su il morale. Grazie, e a presto :-)

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  16. Eccomi! Come ho detto sul blog, alla fine mi è piaciuto, dopo tutto adoro le fanfiction. Il fatto che sia il copione teatrale non mi ha entusiasmato molto, perchè in certi momenti mi ha coinvolto poco emotivamente, ma si sapeva che avevano scelto quella forma. Concordo con te, vederlo a teatro sarebbe molto bello ;)

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    1. Speriamo che prima o poi, come col nostro Notre Dame de Paris, ne facciano un live televisivo o per l'homevideo...
      Chissà. :)

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  17. Io mi rifiuto v_v per me tutto ciò non esiste *cerca di continuare a convincersi che questo libro non esista realmente*
    Insomma, già avevo deciso di non leggerlo prima che venissero fuori tutti gli spoiler sulla trama... proprio per il suo essere una rappresentazione teatrale... se proprio dovessi leggere un'ottava storia collegata alla serie che mi ha accompagnata tutta l'infanzia, vorrei un libro, un libro vero.
    Poi quando ho iniziato a sentire pareri strani online mi sono spoilerata tutta la trama... e be' per me è proprio un NO. Lo trovo incoerente con tutto ciò che c'è stato prima... per cui... niente, torno nel mio angolino a fingere che non esista X°D

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  18. Finalmente riesco a leggere il tuo parere!
    Sono piuttosto d'accordo con quello che hai detto, anche se, come sai, a me non ha saputo convincere appieno.
    Ma il rivivere le emozioni, le atmosfere e la magia che gli altri romanzi mi hanno fatto provare in un testo tutto nuovo è a dir poco meraviglioso, ed è per questo che mi risulta difficile sconsigliare questo libro.
    Bisogna sicuramente prenderlo per quello che è :)
    Un saluto ;)

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