venerdì 15 novembre 2013

Recensione: Il richiamo del cuculo, di Robert Galbraith

Ciao a tutti, amici. Dopo quasi una settimana, una nuova recensione. E, questa volta, di non proprio un romanzo qualsiasi. Attendevo "Il richiamo del cuculo" da quest'estate: l'ho comprato, l'ho letto e l'ho amato fino alla fine. J.K Rowling non imbroglia, no: cambia nome, ma non rinuncia alla sua impressionante bravura nemmeno questa volta. Da leggere e da scoprire. Le mie cinque stelline non gliele nega nessuno anche se, per dovere di cronaca, penso che "Il seggio Vacante" mi abbia lasciato un segno più indelebile. Ma sapete come sono: io adoro le cose tragiche e, fortunatamente, questo romanzo mi ha lasciato una sensazione opposta; diversissima. Buona lettura e buon pomeriggio, M.
Quando si è giovani e belli si può essere molto crudeli.

Titolo: Il richiamo del cuculo
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Numero di pagine: 550
Prezzo: € 16,90
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2013
Sinossi: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
                                                    La recensione
Chiudo gli occhi e immagino. Inizio a vedere. Una stanza buia, piena di libri polverosi che toccano quasi il soffitto; un tavolino basso su cui una tazza di té bollente getta tutt'intorno sbuffi caldi che sanno di zucchero, arancia e cannella; due occhi mai stanchi che illuminano un foglio e le infinite traiettorie della penna. L'ispirazione è arrivata con il crepuscolo fuori. Non vediamo il viso dello scrittore, solo lo schienale di una poltrona color malva - sobria, elegante, comunissima. Una vestaglia di ciniglia contro l'aspro freddo londinese, il fantasma di una pipa che non c'è: perché, nei noir, il fumo ha il suo fascino; nel quotidiano – invece – uccide. Il fumo, come la fama. Messi ad asciugare accanto ai piedi leonini della poltrona, un paio di stivali zuppi d'acqua e fango, testimoni di una gita nel parco all'avventurosa ricerca di idee. Quella sera, la Città aveva il suono di un concerto rock. Cantava di modernità, traffico intenso e luci che non si spengono mai: lo stridere dei freni a tamburo faceva da batteria, i leggeri tonfi delle auto sui dossi artificiali da grancassa, il frusciare delle foglie secche da chitarra, la foschia che si alzava piano da immancabile ghiaccio secco. Lo scrittore, seduto su una panchina con un trench antracite, aveva aspettato al gelo, in solitudine, fino a quando il freddo pungente non si era deciso ad esplodere in una piccola tempesta di neve. E fino a quando, come le vetrine di un centro commerciale nel giorno di Natale, non si erano accese le luci del lussuoso condominio affacciato sul parco. Riflettori puntati sulle cucine, i salotti e le esistenze di attori inconsapevoli, alle prese con il copione più difficile e imprevedibile: quello che la gente saggia chiama vita. Sono come pesci tropicali in un immenso, gigantesco acquario suburbano e, a loro insaputa, una persona appunta da giorni, su un taccuino, i loro peculiari corteggiamenti, le loro liti e i loro riti, i loro drammi, le loro ordinarie storie d'amore e le loro inquietanti storie di violenza domestica. 
Lo scrittore non ruba nulla, no: lui prende semplicemente in prestito, come ha fatto con altre storie e con altri nomi, una vita fa. Si volta e – colpo di scena più grande di quello contenuto nel finale di Psyco o I soliti sospetti – quel lord inglese con la sua tazzina di porcellona e il suo cappotto pesante si rivela essere una lei.
J.K Rowling, la sola e unica: mamma di Harry Potter, di tre figli e di generazioni di lettori ormai cresciuti, ma sempre affezionati a lei, come se il tempo non fosse passato. La donna che riuscirebbe a rendere avvincente anche un elenco del telefono; la sola che farebbe di un incalzante e sicuro best-seller anche la lista della sua spesa e di ammorbidente, dentifricio, pane, acqua e verdure da acquistare gli ingredienti di un accattivante mistero grande quanto il mondo. Lei è zia J: la mia adorazione per lei è l'unica cosa, forse, a non essere un mistero per nessuno. Ho cercato il suo nuovo nome e il suo nuovo romanzo tra gli scaffali; l'ho accarezzato nel breve tragitto tra il reparto libri e le casse e, ancora, nel meno breve tragitto tra la stazione e il mio appartamento; mi ci sono fatto, insieme, anche una foto ricordo. L'ho venerato come un buon cristiano, probabilmente, farebbe con una copia della Sacra Bibbia, e con una copia della Sacra Bibbia autografata. Storia vera, giuro. Tanta adorazione non è stata buttata alle ortiche: l'avevo riposta, sin dall'inizio, in ottime mani. In mani di cui mi fido ciecamente. Perché, che si chiami Robert Galbraith o Giovanni Esposito, Nicolas Sarkozy o Jane Doe, lei è sempre lei. Classe allo stato puro. Dopo il meraviglioso Il seggio vacante, in Il richiamo del cuculo fonde insieme, con la sua maestria senza uguali, la magia del racconto e l'arte dell'indagine. Torna con un intrigante pseudonimo maschile e con un giallo con la lettera maiuscola: struttura dalle linee che più classiche non si può, stile impeccabile, intreccio sinuoso, personaggi credibili ed incredibili al tempo stesso. Pieno di autentica bellezza, limpida grazia e fumoso charme anche nella tragedia, anche nella morte. Non c'è sangue, non ci sono sudate corse a perdifiato o sparatorie da gangster, non ci sono figure che rinunciano facilmente al loro aplomb – nemmeno in caso di omicidio doloso. Lula Landry - ventitrè anni vissuti da bellissimo angelo dalla pelle coloro cappuccino - finisce i suoi giorni sulla terra perdendo la sua polvere fatata e schiandosi al suolo senza più le sue ali di seta pregiata a mantenerla a una spanna dal suolo, lontana da fan asfissianti, paparazzi inopportuni, parenti serpenti, viscidi opportunisti. Cade dal cielo e, leggera come una piuma, non fa rumore: un tappetto di neve attutisce il rumore, non l'impatto. Muore sul colpo, con addosso il suo vestito nuovo. I flash, per l'ultima volta, le illuminano il viso: Lula non sorride. Un magico filo di serendipità conduce il lettore alla scena successiva, ricordando a tutti che, anche se nascosta sotto falso nome, la Rowling è ovunque. Il richiamo del cuculo ha, infatti, un fascino tutto femminile; un ritmo che sembra una danza. A condurti è una lei che potrebbe portarti anche in capo al mondo, se solo volesse. Ci sono sfilze di particolari a cui noi uomini non faremmo mai caso, e tutti prendono magicamente vita sotto i nostri occhi. Ricchezza, salotti lussuosi, palazzi antichi, strade buie, gossip che uccidono. L'autrice porta al banco degli imputati un mondo intero, oscuro per quanto sfavillante, e mette alla berlina un sistema che sempre ispirerà repulsione e fascino. Come il lettore comune, anche la Rowling lo condanna, pur essendone visibilmente e irrimediabilmente affascinata: quasi fosse una gazza ladra che, senza pensarci, si fionda sul primo luccichio avvistato. Un gioiello, forse. O forse una tagliola in cui lasciare le penne. Lula – come Marilyn, Amy, Whitney – è il simbolo della desolante solitudine del vincente. Tutti che la vogliono, nessuno che le vuole bene per davvero. 
Riempie di una sottile tristezza - anche se non ha una voce sua, non più – e, grande personaggio “in assenza”, riportata in vita dalle voci, dai racconti e dai rumors più disparati, sembra condurre le indagini camminando, sui suoi invisibili tacchi alti, accanto agli straordinari protagonisti: per vedere se le lacrime macchiate di rimmel del suo sregolato e fragile fidanzato - un riuscito e originale incrocio tra Kurt Cobain e Johnny Depp - siano reali; per sentire ancora l'adorazione nelle parole di un fratello adottivo in cerca di giustizia e di un simpatico amico stilista; per cercare le sue radici perdute. 
Tutti sono colpevoli, tutti sono innocenti. Le tante, ma impercettibili sfumature tra innocenza e colpa sono difficili da cogliere, mai come in questo caso. Io potrei riassumere l'intera trama qui, in appena due parole. Onestamente, infatti, questo intreccio che si dipana per cinquecento pagine e oltre potrebbe essere mostrato senza troppo sforzo in appena quaranta minuti di un poliziesco alla TV. Eppure, sarebbe un errore mortale ritenere questo romanzo dal titolo sfuggente un giallo come tanti. Eppure, saltando le sontuose descrizioni e i miliardi di dialoghi a piè pari, vi perdereste tutto il resto. Un resto frastagliato, dinamico, palpitante, irriverente e mordace. Favoloso. L'esperienza più bella in assoluto è stata conoscere Cormoran Strike: la sgraziata, ingombrante, incredibile e impresentabile nemesi di La signora in giallo, Sherlock Holmes, Poirot
Non ha nemmeno i tratti orientali del Detective Conan, disegnato da un abile fumettista giapponese: lui, casomai, è un bozzetto di Picasso. Soprattutto, non ha pareti piene zeppe di foto di cadaveri sanguinanti, nel suo piccolo studio che profuma disgustosamente di deodorante al lime: ci sono un sacco a pelo, un bollitore, un set di tazzine spaiate, uno zaino che – dalla zip – vomita vecchie cravatte, camicie sporche, cicche di sigaretta. Ha la sua personalità; è la sua casa improvvisata. Con il suo brutto nome e il suo brutto aspetto, Strike è uno dei personaggi più belli e completi incontrati da alcuni mesi (o anni?) a questa parte. Ogni Sherlock ha il suo Watson, poi; ogni Batman ha il suo Robin. E lei si chiama così, Robin: adorabile, gentile, trasognata e piena di risorse, sembra la protagonista di un brillante chick-lit. La Andrea Sachs di Il diavolo veste Prada con un brillante all'anulare, coraggio da vendere e un lavoro precario come segretaria che la spaventa e la esalta in egual misura. Questa strana coppia regala costantemente sorrisi, dal momento del loro imbarazzante primo incontro fino al toccante e delicato congedo: complici, professionali, rispettosi. Quasi amici, quasi. Il richiamo del cuculo ha la scorrevolezza e la leggiadria del Joyland di Stephen King, lo svolgimento perfetto di un giallo in piena regola, personaggi che impari a chiamare per nome come fossero tuoi amici, o nemici, di sempre. E' grande e funzionale in tutto, senza mezze misure. La prova "inchiodante" è contenuta alla fine, come accade per ogni mistero che si rispetti: lo chiudi e sai che è un libro da leggere, consigliare, regalare. Te lo suggerisce il sorriso vagamente ebete che ti è spuntato in faccia nel frattempo. Mentre, alla stazione, vedi il treno partire – lo stesso treno che ti ha portato per sette volte a Hogwarts e, lo scorso anno, nell'inospitale e bella Pagford – e vorresti egoisticamente che questo ambiguo e imperdibile viaggio per Londra iniziasse da capo, senza nemmeno fare tappa per casa tua. Aspetto un altro treno, aspetto un altro caso: prometto. Aspetto di conoscere un altro volto ancora di un'autrice che sempre saprebbe reggere il confronto con i nomi più grandi: questa J.K Rowling, mai così vicina all'immensa Agatha Christie, è un'esperienza da non perdere. Garantito.
Il mio voto: ★★★★★
Il mio consiglio musicale: Lady Gaga - Paparazzi (Piano Version)


44 commenti:

  1. Sono sempre più curiosa :) Voglio leggerlo *_*

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  2. LOVE! Ora sì che ho proprio voglia di leggerlo! (Non che prima non ne avessi, eh!)

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    1. Dai, che il compleanno - se non sbaglio! - è vicino :P

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    2. Sì, dai... però è sempre TROPO lontano.

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  3. Ho un buono da spendere su Amazon e sono tre giorni che metto Il Seggio Vacante e poi lo sostituisco con Il Richiamo del Cuculo e avanti così per 4 o volte al giorno.
    La tua recensione non ha spazzato via il dubbio, porca miseria!

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    1. A quanto ammonta questo buono? Ahahahahah, no, perché io "voto" per tutti e due! ;)

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    2. Mi pare 26 euro e qualcosa, ma avevo infilato nel carrello anche le edizioni TEA a 5 euro (-15%) de La Psichiatra e de La Cattedrale del Mare. Il Seggio costa un botto ç_ç

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    3. Ma del Seggio hai visto la nuova ristampa? Quella con la copertina più carina della precedente? Con lo sconto del 15% dovrebbe venire una decina d'euro. La Psichiatra non puoi perdertelo!

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  4. Io ce l'ho già :D non sono un fan di Harry Potter e dunque senza alcun pregiudizio e aspettativa, leggerò questo romanzo

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    1. Ottimo, Nico. Penso che - scrivendo sotto pseudonimo - la Rowling volesse proprio questo: nessun pregiudizio e nessun'aspettativa di troppo :)

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  5. Tre sole parole...
    MIK TI ADOROOOOOOOOOOO!!!!!
    Grazie per le recensioni meravigliose che ci regali, leggevo e mi batteva il cuore!
    Ho impresso nella mente tutti i tuoi momenti...quello dove accarezzai il libro, la foto ricordo - che ho anche ammirato su FB - la lettura! Grazie per la capacità meravigliosa che hai di inondarci di emozioni con le tue recensioni, spesso anche più di quelle che gli stessi libri sanno darci.
    *___*

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    1. Oh, grazie mille, Dani. E io adoro te e i tuoi bellissimi commenti *-*

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  6. E io che pensavo di evitarlo, continuo ad aggiungerlo e a toglierlo dall'ordine...la prossima volta lo prendo, quelle cinque stelline non fanno bene al mio portafoglio u-u

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    1. Eh eh, i brutti effetti delle cinque stelline, Elena :P

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  7. Wow, magnifica recensione.
    Il libro è già sul mio e-reader, e ho già letto molte recensioni positive e penso proprio che dovrò leggerlo presto!
    Amo i gialli, soprattutto se scritti bene e da questa recensione ho capito che deve essere davvero un libro imperdibile :3

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    1. E' il libro che fa per te, allora, cara Annie!

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  8. No, ma non si vede che sei innamorato della Rowling, neanche un po' v.v è solo una mia impressione, ne sono sicura XD
    Basta v.v entro la fine dell'anno voglio riuscire a leggere Il seggio vacante! E poi ovviamente leggerò anche questo... ce la posso fare! Insomma... glielo devo :3

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    1. Noooo, Denise! Ma cosa te lo fa pensare? Ahahahah :D
      * J.K, If you are looking for a toyboy, here I am! You can give me a story, as a gift, in every occasion: birthdays, christmas, easter... *

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  9. Ancora non ce l'ho, ma non vedo l'ora di leggerlo *-*

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  10. Ma che magnifica recensione!! A me la trama non è che mi avesse presa poi così tanto. Credo che il mio trasporto per questo titolo fosse più il sapere che la Rowling si era nascosta da un altro nome che la storia in se per se. Diciamo che ero certa che il suo stile inimitabile non mi avrebbe deluso ma dopo aver letto una recensione così credo che non aspetterà molto per essere letto!!

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    1. Be', claudina, io ti parlo sinceramente. Anche a me, ad attirare, è stato il nome della Rowling. La trama - per quanto bella - non so a che punto si sarebbe piazzata nella mia interminabile WL. Ma, anche in quel caso, se mai fosse arrivato il turno del romanzo di questo sconosciuto, Robert Galbraith, e se fossi stato del tutto all'oscuro della sua vera identità, probabilmente il mio voto sarebbe stato lo stesso. E' scritto una meraviglia.

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  11. Bellissima recensione! Il libro è già nella mia wishlist anche se confesso di aver preso Il seggio vacante e di non averlo ancora letto. Ho amato tanto la Rowling, autrice di Harry Potter e, visto il cambiamento radicale di genere, ho il timore di restare delusa. Certo il paragone con la Christie, altra autrice che adoro, è molto incoraggiante.

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    1. Non rimarrai affatto delusa, Miriam. Penso di conoscere i tuoi gusti, ormai! Ti ringrazio per i complimenti e, mi raccomando, leggi Il seggio Vacante: quasi quasi, voglio trovare il tempo per ritornare a Pagford!

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  12. Wow!! *-* ma che recensione!! Voglio assolutamente questo libro *____*
    Adoro la Rowling per Harry Potter ma non ho ancora letto il seggio vacante :(

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    1. Grazie milleeee! Sono contento di averti incuriosito. Io te li consiglio spassionatamente entrambi: non puoi perderteli.

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  13. Già pronto sul mio kobo :) Non vedo l'ora di iniziarlo, sarà una delle prossime letture. Sono davvero contenta di sentire un tuo giudizio positivo :D

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    1. Non poteva che essere positivo, Vane. Questa volta ero prevenuto, e in meglio. Magnifico :)

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  14. Bellissima recensione complimenti! Ho appena finito di leggerlo! bellissimo! non è un polizesco alla deaver o alla connelly alla castle. Direi che è più alla Agatha Christie! dove si raccontano tanti fatti e poi piano piano tutto acquista un senso e poi lei scrive divinamente! spero tanto che ne scriva altri con Cormoran e Robin! Io devo sapere cosa succedera a loro due!!!!!

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    1. Sì, michts, ha già finito di scrivere la loro seconda indagine: spero che gli editori - americani e non - non tardino a darlo alle stampe *-*

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  15. Ho comprato la versione inglese non appena è uscita e ancora non ho avuto modo di leggerlo!
    Shame on me!
    Comunque Mik, le tue recensioni sono sempre dei piccoli gioielli. E' un piacere leggerti.

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    1. Grazie mille, Mel. Wow, la versione inglese? Deve essere ancora più bella di quella in traduzione ^^

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  16. La Rowling non mamma di HP ancora non ho avuto modo di leggerla. Ho sentito critiche lievemente negative su Il seggio vacante, tu cosa ne pensi?
    Penso che, nonostante tutto, dato che ho amato follemente HP dovrò assolutamente imbattermi della Lady j (amo se le chiami così) nuova.

    Grazie per la recensione super :)

    http://parolemageccetera.blogspot.com

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    1. Grazie a te, Margherita. La recensione del Seggio la trovi sul blog: l'ho adorato. Tra i migliori libri dello scorso anno :3

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  17. L'ho terminato oggi dopo averlo divorato in tre giorni.
    Assolutamente meraviglioso.
    Son partito senza aspettative, solo con molta curiosità, visto che della Rowling, ho letto a spizzichi e bocconi qualche passo dai vari HP ma veramente poco per capire a fondo il suo stile narrativo.
    Ho adorato la scorrevolezza con cui presenta la storia, gli spunti tremendamente intelligenti che offre al lettore, da estrapolare da una storia a tratti cruda e spietata per rapportarla alla nostra realtà talvolta egualmente cruda, se non di più.
    Mi son ritrovato in molti punti della recensione!:)

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  18. Natale sta arrivando...lo leggerò :P
    bella recensione(:

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  19. Anche a me piace moltissimo la Rowling! Sono molto curiosa di leggere anche questo suo giallo.
    Si sente che ti ha colpito molto :)

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  20. non avevo mai letto la rowling ma questo libro è bellissimo. voglio recensirlo anch'io

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  21. Ho finito di leggere ieri la prima avventura di Cormoran e Robin e, dopo aver girato l’ultima pagina con la speranza che ci fosse qualche altra riga, mi sono sentita improvvisamente senza aria. Come te, ho una specie di adorazione nei confronti di zia J: di quanto le avventure di Harry mi abbiano segnato meglio non parlarne, riempirei libri; Il seggio vacante l’ho amato/odiato, si è creato un rapporto speciale che ho con pochi libri; Il richiamo del cuculo, infine, si è meritato un bel posto nella mia classifica di libri preferiti.
    Ho desiderato per mesi questo libro e finalmente in questo periodo ho avuto l’occasione di leggerlo, di immergermi - senza avere più voglia di uscirne – nel mondo di Cormoran, anima solitaria i cui pochi punti fermi sembrano essere scomparsi. Dal suo scontro con Robin, avevo capito che la loro collaborazione non si sarebbe esaurita con la fine prima della settimana prevista e poi del caso; anzi, sono proprio curiosa di assistere all’evoluzione del loro rapporto.
    La trama, all’inizio, mi sembrava scontata, devo essere sincera, ma appena iniziata questa avventura letteraria ho avuto la sensazione che la Rowling non mi avrebbe delusa.
    La tua recensione è magnifica, mi hai fatto rivivere tutto ciò che ho provato leggendo questo romanzo. Grazie mille per questa recensione :)

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  22. Ho cercato ora la tua recensione e mi rallegro, come quella bambina che non sono più da tempo, che il tuo giudizio sia quello che è, con quelle parole accorate, che ho compreso e condiviso fino in fondo. E io aspetto Cormoran, aspetto Robin, aspetto la Rowling...certa di non poter avere delusioni. Mai così vicina all'immensa Christie. Come hai scritto tu.
    Ciao da Lea

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