giovedì 20 aprile 2017

Sipario #1: Piccoli crimini coniugali, di Eric-Emmanuel Schmitt

Leggendo i botta e risposta dei protagonisti di Schmitt, ho deciso di usare la sua pièce come scusa per dare il via a una rubrica su cui fantasticavo da qualche tempo. Nasce così, senza impegno, Sipario. Mi sono laureato lo scorso dicembre con una tesi in Letteratura teatrale, infatti, e ho già sulla scrivania qualche dramma di Becket e Pinter per l'esame di Storia del teatro inglese, da preparare nella prossima sessione. Perché, mi sono detto, non unire l'utile al dilettevole e parlarne anche a voi? Perché non cominciare da qui?
Quando vedete un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, chiedetevi chi dei due sarà l'assassino.

Titolo: Piccoli crimini coniugali
Autore: Eric-Emmanuel Schmitt
Editore: E/O
Numero di pagine: 141
Prezzo: € 9,00
Sinossi: Gilles è vittima di un misterioso incidente. Ritorna a casa dall’ospedale con la moglie Lisa. Ha perduto la memoria. Lui chi è? E chi è Lisa? Com’era la loro vita di coppia? A partire da ciò che lei gli racconta, Gilles cerca di ricostruire la propria vita. Ma se Lisa mentisse? Lui è proprio così come lei lo descrive? E lei è veramente sua moglie? Attraverso il serrato dialogo e i continui colpi di scena si fa strada una verità inattesa. Il lettore si trova continuamente spiazzato. A chi bisogna credere? La vita matrimoniale è davvero questo inferno di crudeltà mentale? E quando vediamo un uomo e una donna davanti al sindaco o al prete, dobbiamo veramente chiederci quale dei due sarà l’assassino?


                          La recensione
La scenografia è quella tipica dei drammi borghesi. Un salotto. Quadri alle pareti, una poltrona all'ombra di una lampada a stelo. Sullo sfondo, una scala a chiocciola che si arrampica ai piani superiori. Scene di un matrimonio al di sopra di ogni sospetto. Scena del crimine. Fanno il loro ingresso i padroni di casa, Lisa e Gilles. Lei moglie trofeo che invecchia con eleganza, lui scrittore di gialli dall'ego smisurato. A prima vista c'è qualcosa di stonato. Una garza avvolge la testa dell'uomo: appena dimesso dall'ospedale, ha perso la memoria. Sua moglie gli fa da guida, lo stimola e lo rimbrotta con tenerezza. A una seconda occhiata ci si accorge che c'è qualcosa che non va neanche fra loro. Non così presi. Non così sinceri l'uno con l'altra. I ripiani della libreria nascondono i trofei delle notti spese in solitudine - bottiglie di liquori buttati giù d'un fiato. Nessuno fa riferimento, e non è un caso, al lavoro più famoso del giallista di casa. Si chiama Piccoli crimini coniugali. Un bestseller che parlava della naturale degenerazione dell'amore. Tra le righe, di due come loro. Insieme per noia, per forza. La scenografia, la quiete apparente, sono il capolavoro di un falsario. Le termiti nelle pareti stanno già divorando il loro porto sicuro. Eric-Emmanuel Schmitt, raffinatissimo drammaturgo francese scoperto solo qui, ha prestato i suoi protagonisti in crisi al cinema italiano. Mi sono ricordato di questo noir sentimentale con il ritorno in sala di Alex Infascelli, regista che davo per disperso. Piccoli crimini coniugali si apre presto ai giochi di ruolo, alle recriminazioni, alle carte invertite. La guerra dei sessi fa tappa in un appartamento parigino in cui il dubbio affiora dopo una manciata di battute. Nel fare un quadro della situazione, l'insicurezza cronica di Lisa sta portando acqua al proprio mulino? Gilles, in balia di una moglie bugiarda, finge l'amnesia o vaga davvero nell'incertezza? Liberali per finta, confusi e infelici, si confessano a cuore aperto omicidi mancati, nevrosi, speranze. Si sono conosciuti tre lustri prima, al matrimonio di una coppia mai arrivata alla crisi del settimo anno. Gilles le aveva vomitato sulla macchina, Lisa aveva minimizzato con una battuta diventata poi un personale tormentone. Si può tornare a quella leggerezza, con la mente in pausa? Si può rianimare un corpo morente e ricominciare daccapo? Confesso che c'è un polpettone di Sparks, Le pagine della nostra vita, che mi emoziona anche quando non voglio. La storia di quest'anziano che racconta alla moglie malata le origini della loro unione mi farà sempre un certo effetto. Non so perché, o forse sì. E' un passaggio comune, comunque, a tanti melodrammi. Uno dei due perde sé stesso, il coniuge sano lo guida pazientemente nella ricerca. In Schmitt c'è ben poca voglia di tornare allo status quo. E il viaggio della memoria di Gilles, il rewind, può proprio fare al caso dei protagonisti. Creando, con una terapia di coppia che ammette tiri mancini e scorciatoie, il marito e la moglie perfetti. Un idillio su misura, prefabbricato, che potrebbe fare pendant con i cuscini del sofà e i fiori della carta da parati. 

12 commenti:

  1. bella rubrica, mi affascina non poco leggerti immaginando di essere spettatrice di una piece teatrale *_*
    il libro lo conosco per trama ma non l'ho letto, cosa che vorrei fare, oltre che guardare il film ^_^

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    1. Ti ringrazio, Angela!
      Vi riempirò di altre chiacchiere, insomma. Magari, senza esagerare, parlerò anche un po' delle opere che ho analizzato nella mia tesi.

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    2. Con le letture che rallentano, con gli esami da preparare a breve, sicuramente attingerò da lì. ;)

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  2. Io credo di essere innamorata di Eric-Emmanuel Schmitt.

    (Commento del tutto inutile, mi rendo conto... ma ogni volta che leggo qualcosa di suo, che sia un racconto o un'opera teatrale, come questa, mi verrebbe da abbracciarlo :P)

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    1. Io lo conosco per Odette Toulemonde, adorabile, ma purtroppo ho visto soltanto la trasposizione. Ho tanto da recuperare, tutto, e sarà un piacere. ;)

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  3. io non conosco l'autore, anche se ne ho sempre letto particolarmente bene...
    questo libro mi ha portato subito alla memoria il film, appena uscito, con Castellitto, che a Brescia è andato talmente male da rimanere in sala una settimana risicata... sebbene a me ispirasse pure!

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    1. Il film non ha fatto faville, da me non è arrivato affatto, però ne leggo molto bene. Immagino che non molti facciano i salti di gioia all'idea di vedere due attori - anche se bravi come Castellitto e la Buy, sebbene non mi piacciono più di tanto - parlarsi per due ore, quello è. :)

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    2. Io li adoro entrambi! Ma manco qui è arrivato il film managgia

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  4. Io di teatro so poco poco, quindi sarà un piacere seguirti in questa nuova rubrica!

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  5. Letteratura teatrale, decisamente interessante e particolare :-)
    Ti seguo sempre con piacere, con i miei tempi lunghi ma so di essere la benvenuta qui.
    Questo libretto, solo per numero di pagine mi sembra di capire dalla tua analisi, devo recuperarlo, come Odette.
    Ci sono così tanti libri che desidero leggere, autori che voglio conoscere e giudicare, grazie a te si è aperto un nuovo punto di vista. Un abbraccio

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