venerdì 24 giugno 2016

Recensione: Io prima di te, di Jojo Moyes

Desidero essere un uomo che è stato a un concerto con una ragazza con un abito rossoSolo per qualche istante ancora.

Titolo: Io prima di te
Autrice: Jojo Moyes
Editore: Mondadori – Numeri Primi
Numero di pagine: 391
Prezzo: € 13,00
Sinossi: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre. "Io prima di te" è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.

                                                  La recensione
Qualche volta, sei praticamente l'unica ragione per cui desidero alzarmi al mattino.
Avevo questo romanzo dalla copertina color zucchero di canna da qualcosa come tre anni. Ricordo che era il mese di gennaio e che, davvero, davvero, avrei voluto fosse la prima lettura dell'anno nuovo. Poi, in ordine sparso, c'erano stati: il ritardo dei postini, con la testa ancora in vacanza; quel gran parlarne – bene e, più per partito preso che altro, male; mia mamma che me lo aveva chiesto in prestito. Che errore era stato lasciare che leggesse Io prima di te, be', prima di me. In lacrime, si era sentita in dovere di dirmi cosa fosse accaduto in quell'epilogo che tanto la aveva provata. Ho sperato invano di dimenticare la pioggia di spoiler e lacrime salate, nonostante in famiglia non ci siano casi di Alzheimer precoce – ho una memoria di ferro, soprattutto se si parla di finali che sconvolgono – e nonostante di lì a poco, neanche a farlo apposta, il bestseller della brava Jojo Moyes sarebbe tornato sulla bocca dei più per una trasposizione cinematografica in arrivo quest'autunno e un seguito tutt'altro che necessario. L'ho recuperato in ritardo, ma prima che il polverone appena abbassato si alzasse con la complicità del buio in sala e dei volti ovunque, sulle riviste, della coppia Emilia Clarke-Sam Claflin (che più perfetti proprio non si poteva). E, alzatore di occhi al cielo per eccellenza, storcitore di naso per professione, pensavo avrei fatto parte della tribù dei bastian contrari: all'orizzonte, sdilinquimenti, buoni sentimenti, lacrime facili. Avevo in mente, con lui così normativo e lei, al contrario, tutta servizievole, il maligno sottotitolo di Cinquanta sfumature di catetere. Mi dispiace: la lingua lunga, il fare scettico e un po' cinico saranno per un'altra volta. La storia, ormai, la conoscerete già: una giovane disoccupata, che fa di necessità virtù, al capezzale di un trentacinquenne di successo a cui la fortuna ha voltato le spalle. Ma non c'è buonismo e non ci sono sospiri, se si punzecchiano per tutto il tempo, una storia d'amore non è il primo dei loro pensieri – e infatti un sentimento nuovo farà comparsa giusto nelle ultime pagine – e, soprattutto, se si somiglia almeno un po' a Lou e Will. Lei, ventisei anni, è morbida, spigliata e scoppia di vitalità: abbina capi d'abbigliamento alla bell'e meglio, fa da collante a una famiglia affollatissima e non si tira indietro quand'è tempo di rimboccarsi le maniche. Ha un fidanzato vanesio, dedito al culto di sé, e il ricordo di una notte dolorosa, risalente all'estate dei suoi vent'anni, che la pietrifica lì dov'è. 
Lui, che ha visto il mondo in lungo e in largo e ha sfidato Madre Natura, vive da due anni su una sedia a rotelle: paralizzato dal collo in giù. Però parla e ragiona, Will, e, sfortunatamente per lui, ricorda nel dettaglio com'era la vita di borghese rampante, prima che rimanesse vittima del traffico londinese: si è dato sei mesi – e la spumeggiante Lou come assistente – per cambiare opinione su una scelta che gli ronza in testa da un po'. In loro, protagonisti a sorpresa di una parentesi leggerissima, buffa e toccante, il segreto di Io prima di te. Tragicomica storia su due anime (gemelle) che, se si fossero incrociate in altre circostanze, in salute, non si sarebbero mai piaciute; o, dandosi sui nervi a vicenda, di due mondi opposti e di due inconciliabili sensibilità, non si sarebbero comunque dati un'altra chance. Ricordano la popolana e il prof di My Fair Lady: perché lui, tetraplegico e con un ricco bagaglio alle spalle, insegna qualcosa a lei (la musica classica, il cinema straniero, l'avventura); e perché lei, che pianifica di arricchire le giornate di Will (con, appunto, musica, cinema e avventura), nel mentre arricchisce le sue.
Ricordano la strana coppia di Quasi amici, ancora, in un ménage domestico propenso ai qui pro quo, all'indiscreto fascino dell'umorismo nero e appena appena schiuso davanti alla prospettiva della tenerezza. Eppure, allo stesso tempo, non ricordano nessun altro, ma loro due e basta: aperti come sono a quella sconveniente ironia bandita nei serissimi mèlo di uno Sparks – buoni propositi che restano impantanati nel fango di un parcheggio, cateteri che si staccano per la riderella, tatuaggi beffardi che raffigurano una data di scadenza -, e destinati a un epilogo realistico e coraggioso, che divide. Indipendentemente dal fatto che, mio malgrado, già lo conoscessi, l'ho trovato però il capitolo meno intenso e più affrettato di un mattoncino di quattrocento pagine che, per il resto, ha tempi cinematografici, un dignitoso lavoro d'introspezione e quel delizioso piglio british che trova inaspettati compromessi tra lacrime e grasse risate. C'è tanta allegria, perciò, in Io prima di te, e non era un'ospite scontata; a mancarmi, un magone che, sulla poltroncina del cinema, risponderà prontamente all'appello. La colpa, forse, di soldi che fanno la felicità di entrambi: i gesti generosi, i viaggi, i momenti da sogno all'ombra dei tropici; i punti clou di una fantasiosa “bucket list”, a discapito di chi soffre ma non vive in un bel romanzo e che, per sorridere, qualora sia abbastanza fortunato da innamorarsi, non ha che le cure della Louisa di turno. Anche i ricchi piangono, insomma, però, per tre quarti della lettura, ancora prima di virare verso il romance, questi qui mi sono parsi irresistibili. E, finché sono stati nella dèpandance di lui, a prendersi in giro, fermi immobili, ho desiderato per loro un gran bene - senza prezzo.
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Ed Sheeran – Photograph 

24 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto. Non tanto quanto alla maggior parte dei lettori, ma abbastanza da farmi aspettare con trepidazione il film. Credo che mi aspettassi qualcosa di diverso, un tono più "triste". Infatti lo stile dell'autrice non mi ha convinto granché per il momento :/

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    1. A me, invece, il tono spigliato ha sorpreso in positivo.
      Nel finale, invece, avrei voluto più pathos.
      Dov'è il libro strappalacrime tanto sbandierato quando ne ho bisogno? :)

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  2. Lou e Will mi sono entrati sotto pelle nel cuore e nell'animo. Ho riso pianto e mi sono arrabbiata. Ma ho amato ogni parola di questo romanzo. Ci sono libri di cui non si può fare a meno. Per me Me before you è tra questi.
    Al momento ne sto leggendo il seguito che francamente poteva essere un libro diverso ma ne parlerò a tempo debito ed in altro luogo.
    Ciao Mik buon weekend

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    1. Ciao Chicca! :)
      Passerò a leggere come hai trovato il seguito - anche se a me l'ultima immagine (citandoti la Silvia di Il piacere della lettura), con gente col cuore spezzato e le tasche piene di soldi - ha infastidito, di per sé.

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  3. e stavolta le tue parole non hanno centrato il segno: sarò prevenutissimissima?

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    1. issima, issima, issima (c'è l'eco) ;)

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  4. A me questo libro non è nè piaciuto nè dispiaciuto:ho apprezzato il personaggio di Will per la sua coerenza e la sua ironia e gli espisodi tragicomici, ma ho sentito poca convinzione anche da parte dell'autrice sulla probabilità della liason. E poi il contorno troppo dorato non fa per me!
    Ciao, Stefi

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    1. Il contorno dorato è, forse, l'unica cosa a essermi dispiaciuta. La liason, secondo me, poteva anche non esserci: avrei apprezzato anche se tutto, comunque molto più che un'amicizia, si fosse mantenuto in una dimensione... platonica. :)

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  5. Letto senza spoiler molto tempo fa, l'avevo trovato, mio malgrado, tenero e commovente (a me la lacrima è scesa). Mio malgrado perchè è confezionato per far sospirare, cosa che solitamente mi urta, e anche per l'idea del bello-ricco-paralitico che pareva un po' "scontata". Eppure...

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  6. Stessa reazione di tua madre,dolore intensissimo che aveva bisogno di essere sentito, come direbbe Augustus Waters, è compreso; ci avevo sperato fino all'ultima pagina che andasse diversamente. Adesso tanta attesa per il film e poca voglia di leggere un seguito, non all' altezza per i più, del precedente.

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    1. E, ora che hai tirato in ballo Gus, come nel caso di Colpa delle stelle, scommetto apprezzerò meglio e di più la trasposizione. Già il trailer, con Ed Sheeran in sottofondo, concilia.

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  7. Quanta delicata poesia nelle tue recensioni *__* Ho avuto le tue stesse impressioni su questo libro^^

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    1. Come sempre, grazie mille, Fra :3

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  8. Cinquanta sfumature di catetere, LOL :)

    Io aspetto il film con la mitica Emilia Clarke, poi nel caso il libro...

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    1. Per il film, che è stato accolto bene (e con qualche polemica, per un tema "tabù") mi appunto un buon proposito: piangere come un vitello. ;)

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  9. Io boh, sono curiosa, ma allo stesso tempo mi tengo alla larga. So anche io il finale e, anche se non ho letto il libro mi fa incazzare quando la gente "giudica" Will per la sua scelta. Alla fine, se fosse una persona e non un personaggio, chi saremmo noi per giudicare?
    "La colpa, forse, di soldi che fanno la felicità di entrambi: i gesti generosi, i viaggi, i momenti da sogno all'ombra dei tropici; i punti clou di una fantasiosa “bucket list”, a discapito di chi soffre ma non vive in un bel romanzo e che, per sorridere, qualora sia abbastanza fortunato da innamorarsi, non ha che le cure della Louisa di turno." questa tua frase mi è piaciuta molto, purtroppo noi viviamo nella vita reale, però, io non me la sento di giudicare la scelta di lui, penso che forse farei lo stesso al suo posto, non ho un'indipendenza economica, sia chiaro, ma sono indipendente in tutto e per tutto e dovermi far fare qualsiasi cosa da un'altra persona non so se mi piacerebbe. Forse un giorno lo leggerò.

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    1. - POSSIBILI SPOILER -

      Io condivido la scelta di Will pienamente, mi trovi d'accordissimo. Purtroppo, nessuno salva nessuno.
      E, se l'amore non arriva, l'unica consolazione è avere almeno voce in capitolo, davanti una scelta così radicale. Ho apprezzato tantissimo la coerenza di Will e dell'autrice. E anche Lou che, a modo suo, ci ha provato. Splendidamente incoerenti, a tal proposito, gli americani: bacchettoni come nessuno. Porto d'armi, pena di morte... e, davanti al romanzo "rosa" di Jojo Moyes e alla relativa trasposizione, indignati. Bah! :)

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  10. Letto perché mi è stato imprestato, l'ho trovato sopravvalutato. Il tema abbastanza sfruttato, la sorella della protagonista da prendere a sberle, lei insomma, molti dubbi. Qualche bella pagina c'è e assolutamente meritava la pubblicazione, ma non questa fama.

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    1. Bisogna saperlo prendere, secondo me.
      Per essere una commedia inglese con una protagonista molto, molto sopra le righe, ha la sua profondità.

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  11. Sai che io l'ho tanto amato che non sono più riuscita a leggere nulla dell'autrice per paura di restarne delusa? Mi ha accompagnata in un momento molto triste della mia vita, ho riso e pianto, l'empatia con Lou e Will è stata immediata, lo stile della Moyes mi ha colpita. Potrei provare il seguito, tu lo leggerai? Nel caso aspetto il tuo parere visto che non sono convinta e il tuo pensiero è stato propizio per quanto riguarda il secondo volume della Basso. Ma poi già sai, l'ho trovato fantastico a differenza del primo.
    Devo leggere anch'io Maestra, che te ne pare?
    "Uno scellino per i tuoi pensieri" ;-)

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    1. Ciao Cuore!
      Di Maestra trovi la recensione, fresca fresca: lercio, eh, però mi ha divertito. Bisogna essere propensi all'eccesso.
      Sulla Moyes non so. Potrei riprovarci. :)

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    2. Anche le cose "lerce" hanno il loro fascino se le guardi dalla giusta prospettiva ;-)
      Ok leggo il tuo pensiero e valuto. Buona serata Frà

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