lunedì 5 agosto 2013

Recensione a basso costo: Hunger Games - Il canto della rivolta, di Suzanne Collins

Ciao a tutti, amici. Finalmente, ho trovato la forza e il coraggio per finire una saga che mi trascino dietro da tre anni. Ogni anno, lentamente, ho letto un volume diverso. Dopo La ragazza di fuoco (qui), recensisco dunque Il canto della rivolta. A mio parere, il migliore della trilogia distopica più famosa degli ultimi anni. Il più vero. A presto e buona giornata! Ps. Se, come me, avete amato questo romanzo, iscrivetevi alla pagina curata da Paola e Monica, qui.
Il fuoco sta bruciando. E se noi bruciamo, voi bruciate con noi.

 Titolo: Hunger Games – Il canto della rivolta
Autrice: Suzanne Collins
Editore: Mondadori “Chrysalide” - Oscar Mondadori
Numero di pagine: 421
Prezzo: € 17.00 - € 13.00 (fino al 31 Agosto, € 9,75)
Sinossi: Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata. 
 
"Adesso ci troviamo in quello stupendo periodo in cui tutti concordano che i nostri orrori non dovranno mai ripetersi. Ma di solito il pensiero collettivo ha vita breve. Siamo creature stupide e incostanti, con la memoria corta e un grandissimo talento per l'autodistruzione." 
Respirare. Ricordo vagamente come si faceva. Era facile, un tempo. Facile ed essenziale. Vitale. Mi riempio i polmoni d'ossigeno per inerzia e abitudine. Con gesti meccanici che fanno alzare ed abbassare il mio petto, mentre il ventilatore soffia via il caldo, ma non il dolore. Non i ricordi ancora roventi, da cui si solleva il fumo grigio della disfatta. Quei ricordi che ululano e sprizzano ovunque sangue vivo. Mi sono stati impiantati, proprio come gli innesti di pelle di una ghiandaia imitatrice andata in fiamme e sopravvissuta al rogo del suo nido di fiori secchi, rami, sterpaglie, affetti. Una ghiandaia che imita la vita, anche quando tutto il resto è morte, e che, sfidando le leggi della creazione, risorge dalle ceneri delle sue vecchie piume, come una fenice gloriosa. Dire che Suzanne Collins aveva un animo troppo delicato per i Giochi della Fame e un tocco troppo lieve per scavarti l'anima. Sì, ero io a dirlo in Hunger Games e a ribadirlo, anche se un po' meno convinto, in La ragazza di fuoco. Mi sembrava che quell'affermazione avesse un senso, un tempo. Quando una Collins ancora inesperta e una Katniss ancora innocente creavano una cortina di nebbia e dita tremanti davanti agli occhi di noi lettori, e davanti all'orrore dell'Arena. Per proteggere loro stesse, noi.   
Quando lo struggente Canto della rivolta ancora non mi esplodeva nelle orecchie e tra le mani. Con le sue righe intrise di potente e profonda tristezza, le sue pagine disseminate di morti senza tomba, i capitoli che sparano colpi di scena e i personaggi che urlano umanità e basta. Che probabilità avevo di trovare bello un romanzo che per i lettori più appassionati e fedeli della trilogia si era rivelato deludente? Questa domanda mi ha bloccato per un anno, insieme alla lettura di uno spoiler grosso quanto una casa e impossibile da dimenticare, anche se in 365 giorni – invano – ci ho provato. Se non l'avevano trovato bello i fan della saga, io l'avrei detestato, allora. Mi ci sono avvicinato in punta di piedi, in ritardo, con questa testarda convinzione in testa. Avevano ragione loro: Il canto della rivolta non è bello, è terribile. Terrificante, tortuoso, ostico, desolante. Dolorosamente bello, dolorosamente perfetto. Un finale buio, ma non senza un sottile filo verde speranza e, all'orizzonte, una luce del colore del miele, dell'alba, dei nuovi inizi, dei mari in fiamme. Un finale che comprende morti e nascite, giardini cresciuti su cimiteri a cielo aperto e bambini che giocano a rincorrersi tra le risate, non ad uccidersi tra le occhiate del pubblico pagante e sciami di dardi che volano per ferire a morte. I primi due romanzi sanguinavano adrenalina, azione, spettacolarità. Costituivano un cancello d'ingresso su un orrorifico Luna Park di violenza e intrattenimento hollywoodiano. Costituivano la novità con cui fare trambusto, magari scandalo. Questo è una guerra, come ne sono state combattute in passato e come ne saranno combattute in futuro. Tutto immensamente, spaventosamente vero. Senza dolcificante artificiale, senza bugie, senza finzione, senza trucchi di scena. Una distesa senza confini di ossa umane che scricchiolano sotto gli stivali, di sangue innocente e fili bruciati che un tempo erano stati capelli biondo grano, di rose rosso sangue che profumano del Presidente Snow e della corruzione di Capitol City – un memento di morte. Piovono bombe, scattano trappole, bruciano tanti innocenti mortalmente vicini alle scintille del fuoco della vendetta. 
Katniss, la Giovanna D'Arco della rivoluzione di Panem, guida i lettori in una lotta per l'indipendenza, che vuole i protagonisti della storia o morti o vincenti, e in una profonda e attuale riflessione su una politica che – da Machiavelli ad Alfieri, da Manzoni a Hugo - gronda sangue, e sulla strage di ideali che ogni dittatura costa. Lei guida i suoi compagni tra i cunicoli e le strade labirintiche di una distopia futuristica, ma sembra di seguirla nelle modalità dei conflitti d'usura della Grande Guerra, nella presa di una Bastiglia dalle assottigliate forme avveniristiche, in giorni passati a nascondersi come la piccola Anna Frank e i suoi familiari, sotto i bombardamenti di quelle guerre che si combattono ancora oggi – nell'estremo oriente, o proprio sotto casa nostra - senza un perché preciso. Una troupe di cameramen la segue ad ogni passo, truccatori e stilisti curano la sua immagine anche quando l'immagine non conta più nulla, ma, attraverso la prosa di una Collins più matura e forte, ci vengono restituiti scatti e frammenti di caos e assalti che sembrano parte di un film di Kathryn Bigelow. Di un servizio al telegiornale. Lo stile è migliore, e i personaggi sono migliori, maggiormente consci dei loro punti di rottura, dei loro sentimenti, della loro umanità segreta: Finnick, con la sua bellezza venduta al migliore offerente e la sua amata ritrovata; Gale, con le sue mille colpe; Prim, con il suo dolce coraggio e un brutto gattaccio da tenere stretto in notti da incubo; Peeta, con i suoi occhi blu che tremano di confusione, le sue mani morbide che si stringono in una prese mortale anziché schiudersi in una carezza di bentornato, con i suoi traumi di guerra. 
Poi c'è Katniss, il personaggio più difficile da caratterizzare e più difficile da amare: lei è impavida, lei è tenace, lei è egoista, lei è viva per miracolo, lei è sopravvissuta a molti di coloro a cui ha voluto davvero bene, lei ha diciassette anni. Diciassette. Ha una sofferenza cieca e una confusione, dentro, che la rendono una narratrice talora complicata da comprendere, talora impossibile da tollerare. Un'adolescente che custodisce tra i suoi palmi la salvezza di molte, troppe persone e che, pur con il fisico minuto e l'indole di un'adolescente, ha le preoccupazioni e i dilemmi dei grandi. Va immaginata come uno di quei bambini soldato che muiono tutti i giorni, con un arco tra le dita sporche di sangue secco e non di smalto, con una bomba nucleare in mano e non con un cellulare con cui scambiarsi messaggi sdolcinati. Va immaginata piccola e sporca, dentro e fuori, non bella e giunonica come la bravissima Jennifer Lawrence che, nel riuscitissimo, primo film della serie le ha dato il volto. La felicità non è nei suoi piani per il futuro. "Rimettere insieme i pezzi richiede dieci volte il tempo che serve per crollare." Sono pochissimi, rari, in questo romanzo, i momenti in cui la troviamo in pace con sé stessa e con il mondo. E' una sorella come tante, quando abbraccia forte Prim e si rintana con lei in un fortino improvvisato. E' una bambina come quelle della sua età, nell'episodio di un matrimonio celebrato sotto assedio, con tanto di torta a piani, abiti eleganti, scordinattissimi e divertiti balli. E' una ragazza innamorata, quando – emozionata fino alle lacrime – ascolta il racconto del primo incontro con i ragazzi della sua vita: Peeta, che le ha dato da mangiare quando aveva fame, e Gale, che le ha dato una casa quando non aveva più un padre.  
Lontana dalle telecamere, vicina alla fine, si scontra, allo specchio che aveva coperto con un drappo di silenzio, con i suoi difetti e le sue debolezze. E, nel suo riflesso, individua le crepe che si arrampicano indisturbate fino alla sua più intima essenza. Leggendo ad alta voce alcuni passi, ho sentito la mia voce tremare e spezzarsi insieme alla sua. Il coinvolgimento è stato naturale e totale. Spegnere le mie emozioni non è stato possibile, quando intorno a me era un esplodere di sensazioni. Odiare sguaiatamente Snow, la Coin, Plutarch – tutti crudeli, tutti odiosi, tutti squallidi – è necessario per lasciare fluire via una libbra di amarezza avvelena sangue. Non sposare ciecamente la decisione finale di Katniss – che sceglie l'unguento, non la benzina; la quiete, non il furore - è proibito. I tempi si dilatano come in un incubo senza fine indotto dai farmaci, l'amore è una scelta presa seguendo la ragione al posto del cuore, il sonno è breve e interrotto dalla paura del buio, i ricordi sono una processione funerea di spettri insonni. Ma tutto è stato giusto così. Ho letto gli ultimi capitoli con un'ansia crescente, non con la curiosità che ogni epilogo alimenta. Ho chiuso il libro in piena notte, ci ho dormito su e, al risveglio, ho fatto colazione con un boccone acre che aveva la consistenza di un pugno rivestito di carta vetrata. Una carezza che graffia, ma che ti sfiora dentro e che porti con te con tutti i suoi dolori, insieme agli occhi umidi con cui – inevitabilmente – Katniss ti dice addio. 
"… Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita, anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto siano gravi le perdite che abbiamo subito. Di una vita che può essere ancora bella. E solo una persona è in grado di darmi questo. Così, quando sussura: - Tu mi ami. Vero o falso?- io gli rispondo - Vero." 
Il mio voto: ★★★★★
Il mio consiglio musicale: Florence + The Machine – Over the love 
Immagini: trackerjubbers.tumblr. com/ Deviantart

41 commenti:

  1. ho amato moltissimo gli hungr games...in particolare il primo..non so perchè ma il secondo e il terzo mi hanno entusiasmato meno..come se fossero stati scritti per allungare il brod

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    1. Io, Vale, penso che questo sia il migliore, anche se sul secondo ho avuto un po' la tua stessa impressione!

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  2. Trilogia stupenda. Non saprei dire quale sia il mio preferito :)

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    1. Io ho dato ai primi due quattro stelline. Questo, per me, è il top :')

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  3. Sono in una valle di lacrime....evviva

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    1. Mannaggia a me che non l'ho letto prima! Io e Monica andiamo sempre d'accordo u.u Sarà orgogliosa di me, quando torna dalle vacanze!

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    2. Oltre ad essere orgogliosa sarà una valle di lacrime pure lei!!! XD
      Complimenti, recensione fantastica, ho avuto i brividi a fior di pelle per tutto il tempo.
      Mi permetto di segnalarti un piccolo refuso, all'inizio del post "Ogni hanno, lentamente, ho letto un volume diverso.", so perfettamente che è una svista, ma te la faccio notare perché l'articolo è perfetto e lo deve essere sotto tutti i punti di vista U.U

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    3. Grazie mille, Miki! "Ogni hanno" era un orrore totale, ahahahahah :D Tutto sistemato e grazie ancora per il tuo bel commento e per avermi segnalato il refuso. Dopo aver postato la recensione, sono scappato al mare e non ho fatto in tempo a rileggerla :)

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  4. Sono completamente d'accordo: in questo terzo libro ho apprezzato la Collins, e per la prima volta ho trovato una Katniss credibile, in cui traumi e ferite ancora aperte erano veri e sentiti, non informazioni date nella narrazione ma non supportate dagli eventi: la Katniss de La Ragazza di Fuoco imho è identica a quella del primi capitolo di Hunger Games e la cosa mi ha infastidita non poco.
    La progressiva ditruzione emotiva e psicologica dei vincitori, la cui vita è in pratica un trauma continuo, mi ha coinvolta più degli altri due libri messi insieme.
    Bella e terribile.

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    1. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda, Katerina! A me negli altri due non era piaciuta Katniss, anche se personaggi secondari come Peeta, ad esempio, li avevo adorati. Qui - sebbene sia più instabile e fragile del solito - ha avuto il suo riscatto. La Collins, che a me non piace, a dire la verità, ha dato il meglio di sè.

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  5. questo ultimo libro hai ragione è oscuro e crudo e a ma ha fatto molto riflettere, colpendomi a volte come un pugno allo stomaco. katniss è una pedina mossa sulla scacchiera ma non di sua volontà e il finale dolce amaro è la degna conclusione di una serie che si farà ricordare per molto tempo. la guerra non è mai giusta e la differenza tra giusto e sbagliato è molto più sottile di quanto si pensi!

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    1. Proprio così, Lara :) Io, sinceramente, mi aspettavo finisse in tragedia, avendo letto molti commenti lamentosi da parte dei fan, invece ho amato l'ultimissima pagina. Non è una favola, la vita è così... ma continua.

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  6. Finalmente qualcuno che la pensa come me! In molti si erano detti delusi da questo ultimo volume, ma io l'ho trovato meraviglioso. Violento, crudele, brutale, tremendo e terrificante, certo, ma sempre meraviglioso. E' in questo libro che si respira a pieni polmoni la rivolta, la spietatezza della guerra e l'enormità delle sue conseguenze su chi la vive. Il personaggio di Katniss, che molti detestano, per me è un esempio di come la guerra possa stravolgere le persone: Katniss ha perso ogni cosa e i suoi cambiamenti sono sotto gli occhi di tutti in questo finale. Come, del resto, è giusto che sia per una persona che a soli sedici anni ha subito più quanto chiunque possa sopportare.
    E' un libro scritto senza filtri o censure, autentico e realistico: come hai detto tu, è la vita.

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    1. Ciao Clary! Grazie per il tuo commento strabello: la pensiamo esattamente allo stesso modo ;)

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  7. E pensare che io i trascino nel kobo questa trilogia da tantissimo e ancora non la leggo nonostante io non abbia trovato una sola recensione negativa... ancora non mi chiama ^_^

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    1. Arriverà il suo momento, Debora :)

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  8. Solo due parole... Recensione bellissima! E non mi aspettavo da te niente di meno per l'incredibile finale di una trilogia che ho amato in ogni singola pagina fin dal primo volume e che mi resterà nel cuore a lungo! Mi auguro di trovare prima o poi il tempo di rileggerla dall'inizio sapendo dove il viaggio mi condurrà^^

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    1. Grazie mille, Lo :) E' stata un mezzo parto, come la lettura di questo romanzo, ma mi fa piacere che il risultato ti piaccia. Anch'io, alla luce di questo bellissimo epilogo, prima o poi, rileggerò tutti i libri!

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  9. Forse come è successo a te, arriverà il momento in cui mi deciderò a finire questa trilogia. Ho divorato e adorato i primi due capitoli ma poi mi sono lasciata condizionare anch'io dai commenti sul terzo volume... mi era rimasta un così bel ricordo della storia che non volevo rovinarlo con questo romanzo che a detta di molti è stato una delusione!
    La tua recensione mi rincuora moltissimo, dovrò rispolverarlo :P

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    1. Ehi, Sara, sì: arriverà il momento! Mi ci è voluto un anno per rispolverarlo, ma l'importante è averlo fatto ;)

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  10. Letto da pochissimo e totalmente concorde con te.
    Una recensione bellissima e poetica, sei bravissimo.

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  11. Andrò un po' controcorrente, lo so, ma, della trilogia, è stato quello che mi è piaciuto meno... Katniss, in particolare, mi ha messo un senso di frustrante nervoso addosso per tutto il volume (la amo lo stesso, e sempre la amerò *__*, ma cielo... se non le avrei tirato addosso una sedia alle volte, al posto di Peeta! XD) Ho idea che ne verrà fuori un gran bel film, però... anzi, due! ;D

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    1. Ciao Soph, ma effettivamente molti lettori la pensano come te :) A me gli altri non hanno fatto per niente impazzire, ma questo l'ho trovato ottimo. Molto realistico. Il fatto è che non succede molto: come li riempiono due film? Quanto mi danno fastidio queste trovate :/

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  12. Io non saprei dire qual'è il mio preferito della saga...ho adorato tutti e tre i libri!! Sono bellissimi...da leggere assolutamente :)
    Bellissima recensione ^^

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  13. Punto primo: scrivi meravigliosamente. Leggerti è un piacere!
    Punto secondo: concordo su tutto quello che hai detto. Non ho apprezzato giusto il trattamento riservato a Gale alla fine, ma per il resto sono assolutamente d'accordo :)

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    1. Ciao Mel, e grazie di cuore anche a te :) Ecco, su Gale concordo anch'io, anche se il risentimento di Katniss verso i suoi confronti - anche se è sbagliato, infantile, inutile - lo condivido. Dopo le tragedie vissute dalla protagonista, penso che anch'io avrei reagito allo stesso modo :)

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  14. Non avresti potuto scrivere recensione migliore, hai espresso tutto quello che ho provato io.
    E' un libro molto introspettivo e ha deluso molti, invece a me è sembrato la conclusione perfetta per la trilogia, un po' agrodolce v.v
    :3

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    1. Che nick fantastico che hai scelto :)) Sono davvero felice che la mia recensione ti sia piaciuta. Fatti da una fan della serie come te, i complimenti mi lusingano ancora di più! :)

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  15. Se non mi sbrigo a leggere questa trilogia!! rimando sempre e non so perchè, leggo recensioni sempre positive!!!

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  16. Splendida recensione, complimenti!;)

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  17. Ah quell'ultima citazione è sempre struggente da rileggere *___*
    Ho adorato anche io questo ultimo libro della trilogia e sono felice che sia piaciuto anche a te! È proprio una cosa diversa dagli altri... più cattiva, più veritiera e più crudele. Bello, bello, bello :D

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  18. Una recensione semplicemente stupenda *^*

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  19. Ma io posso piangere appena tornata dalla ferie? Hai capito il VERO senso del libro, dove per l'amore, i triangoli o chissà che altro non c'è posto.. hai capito quello che la Collins voleva trasmettere, che dove c'è guerra ci sarà sempre dolore e a farne le spese sono solo gli innocenti. Ma soprattutto hai capito Katniss per quello che è.. una ragazzina che voleva vivere la sua vita, difficile da amare (io l'ho odiata spesso..e poi amata di nuovo) e che non ha fatto la scelta + ovvia, ma quella che, come dice Gale, l'aiuterà a sopravvivere! Un grande libro per una grande storia.. la tua recensione è meravigliosa! Grazie.

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  20. bhè questa è la vostra opinione e io non penso che per l'amore non ci sia spazio perché è proprio quello che riesce a dare la forza a katniss. sapere che la sua vita è stata sconvolta dagli hunger games di certo non l'aiuta, ma sa che oltre alla guerra lei ha peeta o gale o prim o sua madre e sa che, anche nei momenti brutti come la guerra, lei puo sempre trovare forza nell'amore e nelle persone che ama. Perchè anche nella vita vera tu trovi forza nelle persone a cui vuoi bene

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  21. E' la seconda volta che rileggo questa tua recensione e per la seconda volta ho pianto. Sei riuscito a cogliere alla perfezione le emozioni, le sensazioni, le paure, le ansie, le azioni del libro. Davvero, non trovo le parole per spiegare quello che mi hai fatto provare e non posso fare altro che condividere ogni singola parola.
    A differenza di molti, Il Canto della Rivolta non è per niente deludente, anzi.. Ti spezza, ti ama, ti fa perdere, ti uccide, ti fa mancare il respiro, ti abbraccia dolcemente, ti prende per mano e ti porta a Panem, dove degli ibridi ti decapitano o dove dei bambini stanno giocando in un Prato che nonostante quello che porta sotto di sè ha il colore della speranza.
    Ho amato i personaggi, ho pianto con loro e ho sofferto come se in quelle fiamme mi ritrovassi anche io. Sentivo, come se fossi presente, le urla di disperazione, il leggero cigolio delle porte, le confessioni sussurate di notte, il rumore assordante delle esplosioni. Era tutto talmente VERO e REALE.
    Complimenti, per avermi fatto emozionare di nuovo!

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  22. Ho appena scoperto il tuo blog e lo amo alla follia *-* penso che appena avrò un'pò di tempo, potrei passare qualche ora bazzicando qui intorno >.< ... amo il tuo modo di scrivere e ancor di più il modo in cui hai reso giustizia a questo libro, tanto odiato, che a mio parere è il migliore ...non lo si può odiare, a causa delle perdite è una guerra non possono uscirne tutti vivi, voglio dire, la morte di Prim mi ha distrutta, ma non poteva andare altrimenti il cerchio che si era aperto, con il suo nome, che veniva pescato durante la mietitura necessitava di chiudersi, ed è questo, che a mio parere la sua morte simboleggia. così come la morte di Finnick e il cadere in pezzi di Katniss "Non ci sono vincitori, ma solo sopravvissuti" la Collins voleva insegnarci le conseguenze della guerra e penso ci sia riuscita alla perfezione, lasciandoci quel boccone acre, da te prima citato.

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  23. sono d'accordo ma non totalmente la scelta di Katniss è dettata non solo dalla ragione ma anche dal cuore perchè lei ama Peeta. Lo si capisce in La ragazza di fuoco e anche dalla sofferenza e le sensazioni che prova a causa di Peeta che è depistato nell'ultimo libro.

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  24. ...ho appena finito di leggere l'ultimo libro...e ho dovuto cercare qualcuno che condividesse con me quello che provo...grazie...

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  25. Recensione spettacolare davvero, i miei complimenti ! Avendo terminato questa notte la trilogia devo dire di aver trascorso l'intera mattinata in preda all'angoscia che penso susciti il finale di una saga in coloro i quali considerano la lettura come fonte inesauribile di meraviglia, stupore, rapimento.
    Per agevolare l'assimilazione e "digestione" del turbinio di eventi ed emozioni contrastanti (narrativamente parlando) delle ore passate mi sono messa a sondare le impressioni degli altri lettori imbattendomi in questa toccante ed appassionata descrizione di quello che potrebbe apparire semplice come un universo immaginario, ma che ha veramente più di quanto si possa pensare (come tu stesso fai notare) in comune con la nostra realtà. Quindi ti ringrazio vivamente per avermi permesso, con questa tua, di risollevarmi un po' dal vortice in cui la collins ha sprofondato molti di noi, credo, per qualche tempo dopo averla letta...e concedimi come ultima cosa di riportare le poche righe mie personali che ho buttato giù prima di cercare altre recensioni, nel tentativo di guarire da quel senso di malinconia (seppur "speranzosa") che "il canto della rivolta" lascia dietro di sé :) :) :)
    《Caro finale di Mockingjay...sotto certi aspetti TI ODIO, ma in fondo in fondo non avrei potuto immaginarti del tutto diverso senza che tu divenissi semplicemente banale o scontato...i sogni di gloria si affievoliscono sino ad essere annientati dalla brutale realtà della guerra, insita nella stessa natura umana: tutto ciò che la devastazione lascia dietro di sé è il dolore, che infrange anche la personalità più combattiva, non risparmiandone che brandelli dilaniati dal terrore di poter continuare a smarrire ancora qualche frammento di sé, pur dopo aver perduto quasi tutto ciò che contava, fino al vuoto assoluto e più totale...
    Eppure una scintilla di speranza ancora vive in fondo all'animo di chi resta... la scintilla di una nuova vita che cresce dentro, quello sgomento dettato dalle tante perdite subite che significa una sola cosa: tornare ad AMARE.》

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