mercoledì 17 giugno 2015

Pillole di recensioni: Antipodi; Sempre meglio della realtà

Titolo: Antipodi
Autore: Raffaele Napoli
Editore: CasaSirio
Numero di pagine: 230
Prezzo: € 14,00
Il mio voto: ★★★½
La recensione: Con gli esami, scelgo i libri da leggere in base al numero di pagine. Perché se leggo libri lunghi poi lascio il blog in coma, le mie recensioni latitano, non riesco a districarmi tra manuali universitari e hobby. O una cosa o l'altra. Ma io non so scegliere un paio di jeans, quindi immaginatemi alle prese con l'amletico dilemma. Quando posso uso scorciatoie segrete e argino il problema: un romanzo sulle duecento pagine e via. E' nel periodo della estiva che si annidano le stroncature. Non che un romanzo breve sia per forza fiacco, ma sì, spesso è così: mi danno l'aria dei riassunti e va a finire che non mi ci appassiono. In questo 2015, a sorpresa, Antipodi è il primo esemplare in cui mi imbatto ad unire l'utile e il dilettevole. Mi è venuto in aiuto, con le sue duecentoventi pagine e il formato dei tascabili, e mi è piaciuto parecchio: ha riempito il tempo, e gli ha dato un senso. Quando tutto quel che cercavo era una lettura d'evasione dotata di personalità. Merito di questo Raffaele Napoli, che un novellino non è. Ha una formazione da sceneggiatore e si nota. Nei dialoghi concitati, nelle scene vivide, in pagine che sanno dire il giusto. Nome di punta di una casa editrice pop e giovane – la CasaSirio – Napoli si rivela un abile intrattenitore e un narratore che dà equo spazio a personaggi quotidiani e a spunti nuovi. Cosa avranno mai in comune Marco, imprenditore dalla famiglia perfetta, e Luca, giovane di belle speranze che magari hai incontrato oggi, alla cassa del supermercato? L'amore per la stessa donna. E l'amore – “che move il sole e le altre stelle” – fino a cosa può spingerti? Dopo un incipit che cattura – un uomo nudo in un parco spagnolo, con parenti dall'altro capo della cornetta che ignorano chi sia – Antipodi, che sembrava una storia di stalker e doppie vite, si colora di fantasia. E' un intreccio alla The Twilight Zone, quindi dovete lasciarvi andare; crederci. Avrei voluto che qualcuno me lo dicesse, perciò ve lo dico, sciamani meridionali e metempsicosi non vanno d'accordo col thriller psicologico, ma la mia smorfia iniziale è durata poco. Poi ho imparato i passi. Più si prosegue, più ci si accorge infatti che migliora. Difetto: la teoria suggestiva dei sei gradi di separazione – sarà quindi un caso che mi abbia ricordato il romanzo 6 – Il numero maledetto? -, la stessa che all'inizio si fatica ad accettare, è spiegata coi toni di Wikipedia. La prossima volta, più elaborazione personale. Napoli già sa come raccontare una storia – anche le paradossali – e gestisce il doppio punto di vista meglio degli americani. Due voci che si alternano, due narratori che solo a volte sono sullo stesso piano: agli antipodi, altrimenti, come il titolo suggerisce. Fino a un finale, almeno, che arriva in fretta e che suona definitivo e giustissimo. Il Karma ha regole tutte sue, e un senso dello humor che adoro. La magia, allora, non ha scampo. What goes around comes around.

Titolo: Sempre meglio della realtà
Autore: Daniele Titta
Editore: CasaSirio
Numero di pagine: 200
Prezzo: € 13,00
La mia recensione: E pensare che quando Jessica - portavoce delle idee nuove della nuova CasaSirio – mi aveva contattato, mi aveva proposto proprio questo libro. L'altro, Antipodi, era un omaggio; una sorpresa che non mi toccava. Buffo, perché io sono intollerante sia ai racconti che alla pura fantascienza, ma la possibilità di recensire Sempre meglio della realtà mi allettava. Nonostante trovi che in racconti così brevi non ci sia spazio per lunghi ricordi, nonostante nella mia prima adolescenza abbia sperimentato i segreti del genere con i tascabili targati Urania – e in Daniele Titta c'è molto di quelli – senza riuscire a farmeli piacere. Questione di gusto personale. Io sono un lettore – e un essere umano – con i piedi per terra, particolarmente scettico verso l'ignoto. Altro motivo per cui non leggo racconti: come dovrei recensirli? Uno a uno, tutti insieme, in generale o nel dettaglio? Sempre meglio della realtà – con le sue otto trame – mi ha messo in una di quelle situazioni difficili. Posso dirvi genericamente – non saprei come altro fare, sennò – che ci sono elementi che ho trovato degni di nota, altri meno; storie belle e storie brutte. Alcune di cui avrei letto un intero romanzo – ad esempio, una distopia con gli echi del mito di Orfeo e Euridice; i segreti sanguinosi tra due fratelli e, ancora, tra una madre e suo figlio; l'amore distante tra un astronauta tornato sulla terra e un'aviatrice improvvisata -, altre di cui avrei fatto francamente a meno – il marito di una donna gravemente disabile che si trasforma lentamente in lumaca; un incomprensibile individuo che ha rapporti sessuali con il suo appartamento, come in una puntata di Io e le mie ossessioni. A volte è strano, ma bello. Altre volte è strano e basta: troppo sopra le righe per me. A fare da sfondo a tutti questi uomini e a tutte queste donne, il panorama di una sconosciuta apocalisse: la navicella di Lucifero sospesa nei cieli, la popolazione che si trasforma in mostro, la perdita di certezze. Oggettivamente, Daniele Titta scrive benissimo – tant'è vero che, a volte, senza quella prosa puntuale e incisiva, avrei abbandonato l'avventura davanti all'ennesima scena impossibile; anche meglio del collega Napoli, che invece ha il dono della sintesi di tutti gli sceneggiatori del mondo. Però fa un genere che non ci mette d'accordo, ed è giusto così. Fortunatamente ho l'altro romanzo per parlarvi con convinzione di una casa editrice che dà spazio a firme sconosciute, ma notevoli. Questo l'ho letto in un giorno, ma lo consiglierei esclusivamente agli amanti di un genere che non mi convinceva prima e, nonostante il buon Titta, non sa farlo nemmeno ora. Sempre meglio di niente. Sempre meglio della realtà. 

16 commenti:

  1. Come sai Antipodi per me è stata una piacevolissima sorpresa! Eh sì, vola! Lo leggi in frettissima, ma non ti lascia vuoto e insoddisfatto!

    Un grande in bocca al lupo a Titta, ma purtroppo nemmeno io amo i racconti.

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    1. Se ce ne sarà occasione, senz'altro vorrò leggere qualcos'altro di suo.
      Gli concedo sempre la fantascienza - perché sa raccontarla - purché non siano racconti (su amatori di appartamenti). ;)

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  2. Piacevole sorpresa anche per me "Antipodi".. questa CE promette bene! ;)

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  3. Antipodi mi intriga assai, soprattutto se l'atmosfera ricorda The Twilight Zone :D

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    1. Mi sembra il tuo genere. Una chicca, proprio!

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  4. Di Antipodi sto sentendo parlare bene un po' ovunque, mi incuriosisce parecchio! L'altro invece un po' meno, anche io non sono una grande amante dei racconti purtroppo >.<

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    1. Chissà se troveremo mai il libro che ci farà cambiare idea sui racconti.
      Già quello di James Franco, Il manifesto degli attori anonimi, nella sua follia mi aveva divertito, lo ammetto :)

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  5. Grazie Mr Ink. Grazie molte. E non per l'ovvia ragione che hai recensito bene il mio piccolo esordio letterario (o almeno non solo per quello), ma perché lo hai fatto con cognizione di causa, argomentando nel dettaglio e interpretando al meglio gli intenti del libro. E quando le intenzioni dell'autore e ciò che ne recepisce il lettore coincidono così bene accade un piccolo miracolo.
    una sola cosa non ti perdono: hai scritto che Titta scrive meglio di me. Siccome siamo amici, ora mi sfotterà a vita. :)

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    1. Ciao Raffaele, e grazie mille per la tua visita! Benvenuto.
      Puoi sempre dirgli che il libro mi è piaciuto di meno (feriscilo dove puoi), quindi un complimento a lui dovevo pure farlo, ahahah :)
      Scherzi a parte, so che entrambi avete studiato sceneggiatura, e nel tuo caso si nota di più, per i dialoghi e la velocità del tutto. Lui, nonostante le storie brevissime, riesce a dargli un guizzo del tutto personale che delle sceneggiature, mirate in particolare al nocciolo della questione, immagino da profano, ha poco.

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  6. il primo mi incuriosisce la sua parte

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  7. Io mi chiedo come fai a leggere tanto durante gli esami! Io quando andavo all'università non riuscivo a fare altro se non le cose previste dalle materie di studio. E quando tornavo a casa, la sera alle 21.00, ero morta. Altro che blog in coma. Il blog non esisteva e quella in coma ero io XDD

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    1. Ahahah, non lo so nemmeno io, Mouriomu, ma in tutto ciò riesco ad avere anche una media di un certo tipo. Magie :)

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  8. Ho letto piccola dea.Avevi ragione,è un romanzo per donne.A me è piaciuto tanto e mi ha riconciliato in parte con gli autori americani con cui ho un rapporto conflittuale.Alla prossima

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