venerdì 31 agosto 2018

Mr. Ciak: La penuria estiva? Ridiamoci su (per fortuna, è finita)

Sempre nella stessa taverna a mezz'ora di autobus dall'università, mi sono avvicinato ai giochi da tavolo. All'inizio in un angolo, ho scoperto che quella scusa per rivedersi non stonatava affatto come piano alternativo. Posso dirlo, sì, ma sottovoce: quel mondo – etichettatio come intrattenimento per nerd, né più né meno – mi piace. Probabilmente sarei finito lo stesso per recuperare Game Night, ma conoscere di persona quei meccanismi, quelle strategie, me l'ha fatto vedere con uno spirito diverso. Sarà per questo che non ha conquistato uno che appassionato lo sta diventando? Bateman e la McAdams aprono le porte di casa agli amici per una serata a tema. Una cena con delitto organizzata da un fratello al centro di loschi traffici, però, diventa una caccia al tesoro, anzi al rapito, in cui persone medie si troveranno a fare i conti con un gioco che sfugge di mano. Lo spunto del film si esaurisce presto. Game Night lascia di lato le sue pedine e, tra buoni sentimenti e stiracchiati colpi di scena, inseguimenti e sparatorie all'americana, preferisce i muscoli al ragionamento. I protagonisti avrebbero potuto essere indifferentemente membri del club del libro o rappresentanti Tupperware. Mancano loro, purtroppo, le strategie dei giocatori incalliti, i piani studiati nel dettaglio, un regolamento ferreo. Non all'altezza delle premesse, la commedia degli autori di Come ammazzare il capo è arrivata giusto in tempo per la stagione, scorrevole e ben diretta com'è – inaspettati il livello di splatter e la cura dei piani sequenza a effetto. Peccato non sia uno Sleuth in cerca di leggerezza, peccato tradisca non troppo originalmente il giallo per l'azione. Diventando, dopo Notte folle a Manhattan Crazy Night, l'ennesimo ibrido con persone qualunque, serate qualunque, piani criminosi qualunque: barando. (6,5)

Altri amici nostagici, altri giochi per adulti. Non per una notte e basta, questa volta, ma per tutto un mese: un maggio consacrato a un acchiapparello senza confini e senza regole. Ci si insegue perciò negli anni, fra le nascite, i matrimoni e i drammi personali. Una buona scusa per darsi sui nervi a vicenda, per riavvicinarsi. Forse per l'ultima volta, se l'imbattibile Jeremy Renner convola a nozze, e il matrimonio è l'occasione perfetta per metterlo con le spalle al muro? Helms, Hamm e Johnson, con al seguito un'adorabile Fisher e una Wallis in cerca di scoop, tornano a casa come i Perdenti di It. Si ride, in Prendimi!, e si finisce con un po' di affanno grazie a quel cast perennemente in moto e a una regia che non si fa mancare neppure gli uomini incappucciati del thriller. Sono ammessi i tiri mancini, i siparietti ingannevoli, colpi bassi non sempre metaforici: il gioco sporco, pur di aggrapparsi pateticamente al tempo perduto. Rischieranno di rovinare proprietà private, relazioni e ricordi. Restano gli zigomi che tirano, lo stupore per una vicenda così assurda da essere vera, il pensiero sinceramente preoccupato per quello che faranno di lì a un anno. Cosa hanno vinto, infatti? Cosa hanno perso? Per fortuna la ruota della fortuna gira, il gioco tiene giovani e in forma e, a volte, il vero trionfo sta nel dichiarare bandiera bianca in nome di un abbraccio da prendere, e poi subito da restituire. (7)

Quattro amiche dalla pelle fieramente nera cercano di riallacciare i contatti, con la scusa di un festival nella scatenata New Orleans. La scrittrice Regina Hall, legata alla star di Nick Cage per convenienza, accetta i tradimenti per mantenere la propria indipendenza; Queen Latifah, giornalista passata alla cronaca rosa, gestisce un blog di gossip che non la rispecchia; Jada Pinkett Smith, infermiera repressa, quando non accudisce i suoi pazienti bada alla sua bisognosa nidiata; Tiffany Haddish – sboccata rivelazione che per questo ruolo ha collezionato perfino qualche nomination – è un'impiegata troppo impulsiva per lasciarsi comandare. Come recuperare il tempo perso, se non scambiandosi i segreti di amanti superdodati e trucchi per il sesso orale; prendere parte a sfide di ballo sotto allucinogeni che sfociano presto in rissa; spruzzare fiotti di urina su spettatori che non sanno bene se dirsi disgustati o divertiti fino alle lacrime? Le parolacce non sono una prerogativa maschile. Non sono una prerogativa dei bianchi. Volgarissimo ma da record al botteghino, Il viaggio delle ragazze è all black e, soprattutto, retto da un cast di sole donne: binomio vincente, in questo periodo di commedie giuste nel momento sbagliato, tra razzismo che purtroppo ritorna e #metoo. L'emancipazione, infatti, sembra passare anche dalla grassa risata. E Malcolm D. Lee, cugino del ben più impegnato Spike, ti reinventa così la parità e il femminismo, lontano dagli impegni del politicamente corretto. (7)

Le Barden Bellas sono tornate. Dopo un secondo capitolo che non aveva né il piglio ironico né la colonna sonora del primo. Dopo la fine degli studi, che le ha sorprese confuse, lontane e non sempre realizzate – qualcuna fa i conti con la maternità, qualcun'altra con un lavoro sottopagato. Rimettersi in gioco allietando le truppe in un viaggio per l'Europa, con un tour fa tappa ora dalla Spagna, ora dalla Costa Azzurra. E scoprire che c'è chi gioca sporco, tra gruppi a cappella che ammettono strumenti e padri redivivi, coinvolti in situazioni di dubbia legalità. Pitch Perfect 3, uscito da noi in sordina e in ritardo, è una piacevole via di mezzo a cui non si osava chiedere nulla di più, nulla di meno. Questa volta, esplorando nuove sottotrame, la commedia musicale si tinge di sfumature criminose, e una regia da action finisce per dare spazio più alle gag comiche di una Rebel Wilson bad-ass che alle canzoni. Misto colorato di canto, umorismo grossolano e femminismo militante, non ne sentirò la mancanza ma da vecchio orfano di Glee, da spettatore che se si tratta di commedie demenziali non va affatto per il sottile, aspetto in fondo l'arrivo di un altro ibrido sul pentagramma; di un'altra scusa per tornare, tra me e me, a canticchiare. (5,5)

Un bambino da sottrarre alla custodia di un padre fanfarone e una strana coppia pronta ad accoglierlo in famiglia. Lo spunto di A Modern Family, vecchio come il mondo, è aggiornato per l'occasione al tempo delle unioni civili e di quelle famiglie monogenitoriali che fanno discutere. Scorretto per finta, è abbastanza innocuo e tenero, in verità, da non scandalizzare troppo neanche il nostro Ministro della famiglia. Tenere l'orfano o non tenerlo: cos'è giusto e cosa sbagliato? Un bravissimo Coogan e il compagno Paul Rudd, particolarmente bello con la barba da hipster, non si pongono il problema: credono di stare meglio da soli e, dopo dieci anni di convivenza, giurano che il loro amore sia ormai cosa finita. Quel bambino di cui non ricorderanno mai il nome li tiene insieme, li spinge a ripensare alle loro priorità e a mettere il prossimo al centro. La variazione sul tema di Tre scapoli e un bebè, questa volta con una coppia gay e un anonimo teppistello in cerca d'affetto per protagonisti, risulta mediamente divertente e trasmette quel po' di dolce progressismo che basta. Ma la lezione, già familiare agli americani, non rivoluzionerà di certo i nostri cinema, il nostro pensare. In una stagione in cui le commedie leggere leggere sono le bene accette, sì, ma i messaggi importanti, gli insegnamenti di civiltà, avrebbero avuto bisogno di maggiore eco per aprire gli occhi. (6)

Tre adolescenti pronte a spiccare il volo e i loro rispettivi nonché preoccupatissimi genitori. Leslie Mann, mamma single che teme la solitudine; un inedito John Cena, papà piagnucoloso di una futura campionessa di calcio; Ike Barinholtz, alias il fac-simile di Mark Walberg, che divorziando ha perso la moglie, ma non quella primogenita che tentenna all'idea dell'outing. Se in una commedia assai alla buona, lo spunto ironico ma affatto iconico è presto servito. Il ballo è alle porte, la partenza altrettanto: perchè non perdere la verginità all'unisono, si domandano così le tre amiche, inconsapevoli dei piani di sabotaggio dei parenti. Uniti per cospirare contro i capricci delle ragazze e, si spera almeno, per farci ridere. Giù le mani dalle nostre figlie, a rischio di confusione con il francese Non sposate le mie figlie!, ha difetti grandi e piccoli: Cena non possiede un po' della verve del collega The Rock e Barinholtz avrà diritto sì alla storyline più toccante, ma alla deliziosa Mann tocca riconoscere a mani basse i tempi comici migliori. Quello davvero imperdonabile, di difetto, è come spesso succede un altro: il trailer. Lo stesso che ti svela le gag più spassose, tra gare alcoliche per via rettale e tanga prelevati dal cassetto sbagliato. Lo stesso che ti ruba l'ilarità delle situazioni, in una sera prima degli esami a cui, già di tuo, chiedevi le scarse pretese di un'altra stupida commedia americana. (5,5)

22 commenti:

  1. Game Night: mi è piaciuto abbastanza, mi ha divertito come uno scemo dall'inizio alla fine. Nulla di trascendentale, ovvio, ma mi è parso un film ben fatto.

    Prendimi: sempre sullo stesso filone, l'ho trovato ancora meglio per il messaggio che fa passare e soprattutto per il modo in cui hanno romanzato la storia reale, dando ai protagonisti un obiettivo che rende la narrazione ancora più epica.

    Pitch Perfect 3: La conclusione della trama l'ho trovata degna, soprattutto alla luce del primo film. Lo svolgimento invece senza arte nè parte proprio.

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    1. Ben fatto, ma dal potenziale sprecato secondo me. Forse ne ho letto troppo bene, e ancora non me ne capacito.
      Toccante a modo suo Prendimi, che vince con l'effetto nostalgia e un esilarante Renner. Meno Pitch Perfect, che non mi mancherà, nonostante l'amore per il primo.

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  2. Ho visto solo Game Night, simpatico ma non memorabile. Anche io mi sto riappassionando ai giochi da tavolo, peccato non avere amici che condividano il sentimento...

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    1. Se un giorno sarai in zona, la porta è aperta!

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  3. Sai che "Giu' le mani dalle nostre figlie" ha fatto suonare l'allarme dell'attenzione proprio per l'associazione con "Non sposate le mie figlie", film che adoro.

    Forse è giunto il momento di rivedere una commedia americana, anche se il tuo 5.5 deve esser da monito: voglio vedere John Cena, mi devo abituare visto che vestirà i panni del mio amato Duke Nukem, ruolo per il quale ha indubbiamente il fisico giusto, ma vediamo se saprà renderne bene humor nero e grezzume :D

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    1. Potresti riapprocciarti al genere con qualcosa di meglio, decisamente, ma direi che Cena per Duke (che da piccolo adoravo anche io, che figo) è adattissimo. 😁

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  4. Non ne ho visto neanche uno, ma Prendimi! e Ideal Home mi attirano.
    Soprattutto il primo, che di voglia di ridere senza impegno in questo periodo ne ho tanta.

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  5. Questi film non li ho mai visti. Game Night mi incuriosisce 😊 lo guarderò!

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    1. Fammi sapere!
      Nel weekend rispondo alle tue domande, grazie ancora 😁

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    2. Certo! Sono curiosa di leggere le tue risposte, mi piace conoscervi meglio!😊

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    3. Mando presto (scusami, periodo di fuoco)!

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  6. Game Night per me è stato una vera sorpresa. Non ci avrei scommesso per nulla al mondo e invece mi ha coinvolto parecchio. Mi è piaciuto più di Prendimi! che, dopo un'iniziale curiosità, mi ha divertito ma senza particolare scossoni :)

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    1. Io, purtroppo, ho letto talmente tante belle cose che mi aspettavo un film pensato meglio. Invece lo spunto si perde prestissimo. Con Prendimi, invece, avranno fatto tanto le scarse aspettative e il gran cuore del finale?

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  7. Game Night per me parecchio deludente. Da Rachel McAdams mi aspettavo di più della solita cacchiatina finto ribelle e alla fine parecchio buonista a stelle e strice (anche perché lei è canadese). :(

    Prendimi! me lo devo prendere, una di queste sere di fine estate.

    Il viaggio delle ragazze come già sai l'ho trovato fantastico, una delle commedie più divertenti degli ultimi tempi!

    Giù le mani dalle nostre figlie abbastanza pietoso. Sul serio John Cena può essere considerato un attore? La parte del finto duro dal cuore tenero ha annoiato da almeno 3 decenni e lui non è certo Bruce Willis...

    Pitch Perfect 3 altrettanto penoso, ma alle Barden Bellas però non riesco a voler troppo male.
    Di questi ibridi in stile Glee io comunque ne ho basta. :)

    A Modern Family chissà, non mi ispira troppo...

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    1. Prendimi, anche se più fordiano, secondo me non ti dispiacerà.

      A Modern Family perdibile, poco moderno, ma ho trovato i due una coppia molto ben assortita.

      Intanto, a bassa voce, sempre in queste sere di fine estate ti consiglio Tonno spiaggiato (in realtà, perché vergognarsi? A sorpresa, leggevo che la critica ci ha visto del genio alla Maccio in quel mare di demenziale). 😅

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  8. Tra te e il Cannibale mi state convincendo a recuperare il viaggio delle ragazze, anche se l'estate sembra ormai finita. Prendimi -anche solo per Jon Hamm- prima o poi lo vedrò, alla ricerca di una certa leggerezza.

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    1. Le Ragazze sono becerissime, ma taaaanto, però fanno ridere, è quello è l'importante: la loro volgarità esagerata, così, non va sprecata.

      Carinissimo e ben girato Prendimi, anche se il tuo Hamm purtroppo è il più sottotono del cast.

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  9. Jason Bateman mi fa troppa simpatia, quindi il suo film lo vedrò di sicuro. Di recente ho recuperato Come Ti Ammazzo il Bodyguard (titolo orrido e locandina peggio ancora), un'action comedy con sangue a litri che mi è piaciuta e poi Sierra Burgess è una Sfigata che mi è parsa la solita storiella banalissima e improbabile.

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    1. Come ti ammazzo il bodyguard, non amando l'action, ti dirò che lì per lì mi aveva un po' annoiato...
      L'altro vedrò, a tempo perso. Al politicamente corretto della favola a lieto fine, su Netflix preferirò sempre il criticato Black humor di Insatiable.

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  10. visto solo Pitch Perfect 3 e vabbè per passare una serata ogni tanto qualcosa di così serve XD

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    1. Decisamente, ma anche nel genere c'è comunque di meglio.

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