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giovedì 29 dicembre 2016

[2016] Top 10: Le mie letture

La via del male: Tanto in ballo: l'incolumità, il lavoro, gli amori platonici. La "via" è lastricata di personaggi buoni e cattive intenzioni.
Palazzokimbo: Parlo di radici e penso alla Ferrante. Dico che qui c'è molta più Napoli. E c'è che per l'autrice, che di cognome fa Ventre, la scrittura è questione di pancia.
Chi manda le onde: A me le onde le ha mandate Fabio Genovesi, e ci ho camminato incontro e in mezzo senza temerle. L'impressione di affogare, superata al cavallone successivo. Le alghe impigliate nei capelli e i sorrisi tra i denti. 
La figlia sbagliata: Quattro personaggi fragili e sgradevoli che, come ospiti spettrali, infestano un salotto e i capitoli di un romanzo bellissimo, che si legge la sera, con il fresco, in cambio di un letto scomodo e una notte piena di pensieri.
Sei come sei: Come se la cavano due uomini con la monogamia, i pannolini sporchi e il pregiudizio? Come cresce una bambina con due padri? In un romanzo di formazione toccante, spigliato e con un cuore grosso così, stupisce la meravigliosa normalità della risposta.
Fangirl: Ci sono i libri belli, quelli brutti e, ancora, quelli adorabili. Questo, con un'universitaria che preferisce i romanzi alle persone, la teoria alla pratica, la lettura alla vita sociale, fa parte dell'ultima, ristretta categoria. Sarà che l'autrice, leggerissima, di nome fa arcobaleno?
La tristezza ha il sonno leggero: La tristezza avrà pure il sonno leggero, ma la mano di Lorenzo è più leggera ancora. E la felicità, ospite che mancava all'appello, ti tenta ancora nelle pieghe di una giornata, e di una vita, no.
3. La confessione di Roman Markin: Avete presente quella sensazione di imbrogliare il tempo al suo stesso gioco, allungare le giornate a dismisura e, nei pochi grammi di un romanzo, rintracciare i ventuno dell'anima umana e i quintali di sessant'anni di vita vissuta? Il gioiello di Marra è un mare senza fondo.
2. Benedizione - Canto della pianura: Haruf rimette i debiti e, nelle intime confessioni che sono i suoi discorsi indiretti liberi, assolve i suoi personaggi dal peccato dell'egoismo. C'è una bontà d'animo che non sembra eccessiva. E tu, che eppure non credi nel prossimo tuo e in Dio chi lo sa, non la condanni – reputandola magari troppa – ma gliela invidi profondamente. 
1. Indignazione: L'ultima lettura dell'anno: a sorpresa la più memorabile. Philip Roth, disincantato e mordace, affida alla pagina – e sono pagine rade ed esaltanti, le sue, zeppe di scontri e struggenti soliloqui – la formazione di un diciottenne genuino ed esasperante, che vede sempre il bicchiere mezzo vuoto e non sa godersi la quiete dei giorni pari. Uguale a me, nella sua storia di ordinaria ribellione. Presto, la recensione.

Premi di (s)consolazione
Thriller/Horror: I custodi di Slade House – Sorella - E' così che si uccide
Fantasy/Distopico: Wolf
Young adult: Brucio – Quello che non sai di me
Romanzo storico: Dentro soffia il vento

La migliore storia d'amore: Chiamami col tuo nome – Noi due e gli altri
I fazzoletti non basteranno: La luce sugli oceani – Io non sarò come voi
On the road: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito 
L'occhio vuole la sua parte: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine

Guilty Pleasure: Maestra – Unrivaled
Sta' senza pensier: Qualcosa di vero
Guarda un po' chi si rivede – i sequel più belli: Scrivere è un mestiere pericoloso
Be', dai, ci siamo visti – i sequel (o i ritorni) meno belli: Non aspettare la notte 
Tanto rumore per nulla – la sòla suprema: Adesso

lunedì 28 dicembre 2015

Book Awards 2015 - Cosa ho letto e cosa [forse] non avrei dovuto leggere

L'ultima settimana dell'anno è cominciata e, come da tradizione, possono avere inizio i famosi listoni. Da quando si chiacchiera, da queste parti, anche di cinema e telefilm, non soltanto sulle migliori letture – purtroppo per me. Il purtroppo è perché, nel fare bilanci, intervengono l'amnesia e la mia storica indecisione. Farò bene? Avrò dimenticato qualcosa, strada facendo? Sui miei libri preferiti – e quest'anno ne ho letti novantasette in tutto, compresi alcuni testi teatrali e Carol, di Patricia Highsmith, a cui prossimamente dedicherò un post per l'imminente trasposizione – non ho dubbi. Si parte, dunque, da qui: un podio ragionato e, a precederlo, sette titoli non disposti secondo un ordine rigidissimo. Alla fine del post, dopo il romanzo vincitore, qualche lettura che è rimasta fuori dalla lista e che, per meriti o demeriti, ricorderò insieme a voi. 
E la vostra Top 10, invece? 
 Amedeo, je t'aime:I dipinti di Modigliani e il romanzo di Francesca hanno gli stessi identici occhi. Occhi stretti e umidi. Senza segreti, quando si parla di Jeanne Hébuterne. L'unica creatura dallo sguardo azzurro mare, in un mondo imperscrutabile di orbite insonni.
 Suite francese: Una vinta tra tanti racconta i vincitori, con la leggerezza di chi guarda le cose dalla giusta distanza e non mette chincaglierie, a nascondere le crepe delle nostre contraddizioni e i fiori della loro indulgenza.
 Still Alice - Perdersi: Un countdown da incubo, che finisce con l'amore. E con l'Alzheimer. Se l'amore – secondo la leggenda, dalla parola latina “mors”, morte, con una particella privativa davanti – davvero è vita eterna.
 Dante e Aristotele scoprono i segreti dell'universo: La bellezza della prima edizione Loescher – che porta un romanzo sull'omosessualità tra i banchi di scuola - ci mostra che la cultura è libertà. Il posto nel deserto che solo noi, un filosofo greco e un poeta fiorentino conosciamo. Stesi nel cassone di un pick up, a contemplare quelle stelle che, secondo un altro Dante, l'amore stesso muoveva.
 Acquanera: Rimane accanto, prepotente e spietato, come una macchia sul soffitto.
L'amica geniale: Arduo dire quanto sia capolavoro davvero e quanto pensi sia capolavoro per tutti gli altri che l'hanno definito tale prima di te. Elena Ferrante, all'altezza della sua notorietà, non delude, con un album di foto seppia considerato, dai molti, già una specie di piccolo classico. Dai molti, più uno.
Ti prendo e ti porto via: Le pagine sono cinquecento in tutto, la giostra fila nella notte e, dopo l'ennesima sbandata, degli scossoni perdi il conto esatto. E no, non turba nel senso che si rivela un libro triste, e quindi resta impresso perché le cose tristi, alla gente come me e voi, piacciono un mondo. Ma turba nel senso che c'è il cielo sereno e poi grandina. Perturba.
3. Il ladro di nebbia: Quante domande, quante storie in una e, soprattutto, quanta bravura. L'arzigogolata e romantica storia infinita di Lavinia ha i toni surreali - i capelli multicolore e i "se mi lasci ti cancello" - del cinema di Gondry, i mondi fatati di papà geniali, paesi delle meraviglie e maghi di Oz in quantità. Una favola di esordio - in tutti i sensi possibili.
2. On Writing: L'esplorazione del profondo di Stephen King.
1. Stanza, letto, armadio, specchio - Room: Quanto amore possono contenere undici metri? Quanto bene e quanto male queste trecento pagine? Il miracolo raro del mondo visto per la prima volta. Come se Emma Donoghue ci avesse regalato un paio di occhi nuovi – e ogni tanto si inumidiscono – e tutta la speranza che serve. In attesa di vederlo, presto, anche al cinema.” 

I premi di (s)consolazione?
Thriller/ horror: La gemella silenziosa, di S.K. Tremayne
New adult: La nostra ultima canzone, di S.K. Falls
Young adult: Fino alla fine del mondo, di Tommy Wallach
Urban fantasy/distopico: Chaos - La fuga, di Patrick Ness
Romanzo storico: Il miniaturista, di Jessie Burton
Non solo per bambini: Il favoloso libro di Perle, di Timotée De Fombelle
Risate assicurate: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome, di Alice Basso
La migliore storia d'amore: Un amore di carta, di Jean-Paul Didierlaurent
Il romanzo più... boh: Il manifesto degli attori anonimi, di James Franco
Shock: The Bunker Diary, di Kevin Brooks
Sta' senza pensier”: Giulia 1300 e altri miracoli, di Fabio Bartolomei
Guilty Pleasure: Io, Romeo e Giulietta, di Rebecca Serle
Guarda un po' chi si rivede – i sequel belli: Albion – Ombre, di Bianca Marconero
Be', dai, ci siamo visti – i sequel meno belli: Raven Boys – Ladri di sogni, di Maggie Stiefvater
Tanto rumore per nulla - la sòla suprema: La ragazza del treno, di Paula Hawkins

lunedì 29 dicembre 2014

2014 Book Awards - Cosa ho letto e cosa (forse) non avrei dovuto leggere

Ciao a tutti, amici. Come state? Indigestione da panettoni? Ire funeste per il regalo sbagliato? Io mi mantengo in linea e calmo: più o meno. C'è la preparazione in corso del tostissimo esame di Letteratura Latina e potrei morire prima di finire tutto il programma. No, non sono calmo. Scherzavo. Chi mi segue sulla pagina Facebook comunque lo sa: non dite, dunque, che non vi avevo preparati a dovere all'invasione di post prima di Capodanno. Dopo gli ultimi appuntamenti con Mr Ciak e I love telefilm, con in mente tante e stupide idee per parlarvi dei film e dei serial del mio tortuoso 2014, oggi si torna a parlare dei libri. Precisamente, dei libri che mi sono piaciuti di più tra i novantatrè letti dal primo gennaio ad ora. Pensavo sarebbe stato difficile, pensavo mi ci sarebbe voluto più tempo, e invece no. Le letture davvero imperdibili, come sempre accade, si contano sulle dita di una mano, ma non posso dirmi deluso. Ci sono state belle scoperte, sorprese impreviste e gradittissimi ritorni. Occupati da tempo immemore, sinceramente, i primi tre (anzi, quattro: lo so ho imbrogliato!) posti di questa Top10 che, se vogliamo essere proprio pignoli, in realtà è una Top11: i titoli restanti li ho scelti ripescando dalla mia memoria i ricordi più belli, le recensioni più sentite, quelli con il numero di stelline più numerose. Non sono proprio in ordine di preferenza. Sapete che non sono bravo a dare i numeri! Qualcuno l'ho dovuto escludere, qualcuno l'ho dovuto invece inserire, in onore di quanto stupidamente felice o orribilmente triste mi abbia fatto sentire al tempo della lettura – magari mesi e mesi fa, magari solo la settimana scorsa. Alla fine del post, però, menzione speciale per quegli autori che ci sono stati, per le cover splendide e per quelle storie di genere che spiccano anche al buio. E i vostri romanzi preferiti, invece, quali sono stati? Ditemi un po', ché sapete sono curioso. Un abbraccio, M.

10. Arrivano i pagliacci: Parlava Allegra e mi è venuta in mente nonna che, quando beve un sorso di limoncello in più, inizia a straparlare e a costruire per l'aria alberi genealogici. Stasera la chiamo e glielo dico che ho pensato a lei: la prossima volta, porto con me il libro di Chiara.” 
9. Noi siamo grandi come la vita: Noi siamo infinito apprezzerebbe. Per la scrittura semplice, i passaggi delicati, i fiori nell'asfalto e la colonna sonora pazzesca, i personaggi sfocati in cerca di un loro infinito in un'età che infinita non è. I giovani e la morte. Un mistero guardato in faccia da occhi timidi.
8. Le ho mai raccontato del vento del Nord: La tecnologia li unisce, li fa chiacchierare a cuore aperto, ma quella lontananza elettronica è una barriera insormontabile. Sono parole in chat, voci timide sussurrate nella segreteria telefonica. Un Her in una dimensione possibile. 

7. La misura della felicità: La sensazione che tanti pensieri siano in rima con i tuoi spiega il tuo sentirti meglio al mondo. Non è vero che i libri ci isolano. Guarda quanta gente che c'è. Vivi e lascia vivere. Leggi e lascia leggere.
6. Città di carta: Scanzonato, toccante, pieno di vita dalla pianta dei piedi alla cima dei capelli, il romanzo è tanto tanto simile a Cercando Alaska. E siccome quello l'ho amato tanto tanto, amo tanto tanto anche questo. Non fa una piega.
5. Noi: Un bellissimo pronome personale che, a lungo andare, si fa aggettivo possessivo. Noi è tutto ciò che è nostro. 
4. La vendetta del diavolo: Un vangelo apocrifo di Giuda ballerini, figli che uccidono le madri, passioni che fanno male più dell'inferno, autori dalle voci sempre più riconoscibili. Satana diverte, emoziona e non fa paura. 
3. Shotgun Lovesongs: vuole essere cantato e basta. Richiede un giro di do, falsetti strozzati e dolenti che ti escono dalla gola come singhiozzi. Dove non arriva la voce, sopraggiunge l'emozione. Quella dice tutto. Quella compensa a una nota troppo tremula. Quella ti libera e ti imprigiona.
2. L'amore bugiardo: Uno dei libri più misogni e femministi mai scritti. Divertentissimo, acuto e diabolico, con un esemplare alternarsi del doppio punto di vista – da mettere in lista (nozze). 

Venuto al mondo è un romanzo bellissimo. Senz'altro più bello e perfetto di Splendore. E' più facile che piaccia. Gemma si scopre una protagonista con la forza incredibile delle donne. Gli uomini della Mazzantini, invece, sono tutti come Diego - il fotografo di pozzanghere. Vedono la vita scorrere tra le fessure delle loro dita, non agiscono, si nascondono. Quando gli uomini sono due, tutto è più difficile e triste ancora. Quando è un amore omosessuale quello di cui si parla, tutto è un campo minato. La prima era una storia spezzata dalla guerra. Non te la spieghi, la guerra. In Splendore poteva essere tutto più semplice. L'amore malinconico tra questi due uomini ha un inizio e ha una fine. Non ha tregue, ma avrebbe potuto averne. Sarebbe bastata una legge, legalizzare un semplice sì, un po' di coraggio (...) Libri da leggere a voce alta, libri che ti sbudellano il cuore.
PREMI DI (S)CONSOLAZIONE.
Il miglior horror: NOS4A2 – Ritorno a Christmasland
Il miglior new adult: Hopeless – Le coincidenze dell'amore
Il miglior urban fantasy/distopico/sci-fi: La quinta onda
Il romanzo più... boh: Un bravo ragazzo, Breaktime, Agnes
Risate assicurate: Geek Girl, La prima cosa bella
Leggere con gli occhi lucidi: Quella vita che ci manca, Promettimi che ci sarai, Sette minuti dopo la mezzanotte
Autori che ho stalkerato: Bianca Marconero, Donato Carrisi, Chiara Gamberale, Alessia Gazzola
Romanzi che sono piaciuti a tutti, ma a me no: Dio di illusioni, Vita dopo Vita, Io che amo solo te, L'estate dei segreti perduti
Il romanzo più brutto, quello scritto peggio, quello più inutile: Black Ice
Ti ho letto una volta, non ti leggerò mai più: Kerstin Gier, Becca Fitzpatrick
Meglio al cinema che in libreria: The Giver – Il mondo di Jonas; Colpa delle stelle
Guarda un po' chi si rivede – i sequel belli: Alice Allevi in Le ossa della principessa; Lena e Ethan in La diciottesima Luna; Jack e Danny Torrence in Doctor Sleep 
Be', dai, ci siamo visti – i sequel meno belli: Requiem, Multiversum – Utopia, Allegiant
L'abito (non) fa il monaco - le cover più belle: Noi siamo grandi come la vita, Doctor Sleep, Utopia, Shotgun Lovesongs, Lo straordinario mondo di Ava Lavender
Guilty pleasure: molto “guilty” e poco “pleasure”: Black Ice, Un disastro è per sempre, Le sintonie dell'amore 
Stai senza pensier” - un libro soft: Il profumo del pane alla lavanda 
La recensione più idiota: Black Ice, Silver
La recensione più originale: L'amore bugiardo, Noi siamo grandi come la vita

mercoledì 1 gennaio 2014

2013 Book Awards - Parte III: Il meglio e il peggio

Buona sera, amici miei, e – soprattutto – tantissimi, tantissimi auguri di buon anno! Tra immancabili buoni propositi (Imparare a suonare la chitarra, farsi venire l'accento british dei Bastille, scrivere un romanzo, prendere tutti 30 agli esami, diventare bello, muscoloso e popolare...) e pranzi disastrosi coi parenti, riesco a collegarmi un secondo per accogliere calorosamente i nuovi arrivati, abbracciare virtualmente le vecchie conoscenze di questa nostra grande famiglia e per lasciarvi, per iniziare come si deve l'anno, il meglio e il peggio del “lontano” 2013. Tanti titoli da consigliare, qualcuno che sarebbe stato meglio evitare, un mare di autori da scoprire. Ci sentiamo prestissimo. Alla prossima e buon inizio, M.
   Il meglio: GRANDI RITORNI
                                     YOUNG ADULT 
                                             THRILLER
            URBAN FANTASY & DISTOPICO
                            I MIGLIORI ESORDI

...e un po' del peggio!
Ma... ma... le cover fanno pendant?!

martedì 31 dicembre 2013

2013 Book Awards - Parte II: Best (and worst) adaptations, Best Couples, Best Cast

Ciao a tutti, amici. Si ritorna, oggi, con la seconda parte dei Book Awards 2013: pronti?
Le categorie di oggi sono tre e riguardano i migliori (e i peggiori) adattamenti, le migliori coppie, i migliori cast. Nella prima categoria, sono compresi tutti i film tratti dai romanzi che ho letto quest'anno, con le rispettive valutazioni e i rispettivi poster cinematografici: il capolavoro è Il grande Gatsby, la delusione Shadowhunters. Nella seconda, ognuna delle coppie è accompagnata da una frase che le rappresenta, tratta dal romanzo – o dai romanzi - che hanno popolato: spazio anche per la serie Beautiful Disaster, il mio “guilty pleasure” per eccellenza di questo 2013. Lo so, non infierite, ahahahah! Ultima, ma non ultima, la categoria dedicata alle migliori squadre, ai gruppi più affiatati, ai comprimari più indimenticabili: perdonate il nome improprio che ho dato a quest'ultima, ma non mi è venuto nient'altro in mente. Perciò, che best cast sia! E' arrivato il momento di salutarci e di farci gli auguri: ci sentiamo domani – probabilmente, nel tardo pomeriggio – con l'ultimo post dedicato alle premiazioni. No, non dovrò smaltire la sbronza, ma sarò a pranzo dai miei nonni! Divertitevi, questa sera: festeggiate, scrivete tanti bei propositi e state con le persone a cui volete bene. Grazie per la compagnia che ci siamo fatti anche quest'anno e tanti, tanti AUGURI a tutti! Vi adoro. Un forte abbraccio virtuale, M.
                BEST (AND WORST) ADAPTATIONS
                                           BEST COUPLES
                                        BEST CAST

lunedì 30 dicembre 2013

2013 Book Awards - Parte I: Best Songs, Best Settings, Best Covers

Buongiorno a tutti, amici! Era da un po' che pensavo alle migliori letture del mio 2013 e, scrivendo tutti i titoli che mi venivano in mente e che mi erano rimasti nel cuore, mi sono accorto che la mia Top10  stava a dir poco degenerando: i titoli, infatti, erano troppi – e devo dire che è stato un anno di letture fortunate! -, come troppe erano le categorie. Le categorie, sì: perché ci sono libri che mi sono piaciuti per un motivo, altri per un altro motivo ancora... In questi giorni, così, cercherò di dare a ogni romanzo il suo. E non ci faremo mancare niente, perché i Golden Globes ci fanno letteralmente un baffo, no? Il primo Gennaio del nuovo anno, suddivisi in diverse categorie, annuncerò i migliori titoli di 365 giorni di buone letture. Oggi e domani, invece, posterò sul blog categorie tutte nuove, ma guai a chiamarle “minori”, eh: perché parliamo delle migliori cover, delle migliori ambientazioni  e... rullo di tamburi... delle  migliori canzoni. I consigli musicali che, da ormai due anni, mi piace dare alla fine di ogni recensione, infatti, mi permettono anche di stilare una brevissima lista delle canzoni più belle che, insieme ai libri, mi hanno – e ci hanno – fatto compagnia: una lista parziale, semplicemente basata sulle canzoni più recenti e degne di nota che ho abbinato ai libri più vari - belli o brutti che siano. Nella categoria dedicata alle cover, invece, sono compresi anche i libri dall'edizione più curata: Perché ci siamo lasciati e Incantesimo tra le righe, ad esempio, con le loro meravigliose e indimenticabili illustrazioni a colori, non potevano mancare. Ditemi, come sempre, anche la vostra opinione: quali canzoni avete amato, quali cover avete preferito, in quali scenari avete adorato perdervi? Vi aspetto e vi do appuntamento a domani. Curiosi? Un abbraccio e buon pomeriggio, M.    
                              BEST SONGS


                          BEST SETTINGS

                            BEST COVERS