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giovedì 7 febbraio 2019

Blog Tour "Bianco Letale", di Robert Galbraith: ricapitolando i casi di Cormoran Strike


Amici, è ufficiale. Cormoran e Robin sono finalmente tornati. È passato ormai un po' da quando, durante il primo anno all'università, avevo divorato nella mia stanzetta da matricola la loro indagine introduttiva, scoprendo una Rowling divertita e perfettamente credibile nelle vesti di novella Agatha Christie: serviva forse uno pseudonimo maschile a farcene dimenticare la connaturata classe? Se tra me e la serie televisiva prodotta dalla BBC purtroppo non è scattata la scintilla e gli altri esperimenti della mamma di Harry Potter non piacciano affatto – Animali fantastici, dico a te, che con il tuo secondo capitolo ci hai regalato uno dei peggiori film dello scorso anno –, comunque resta una certezza: questa volta si intitola Bianco letale, sfiora le ottocento pagine per rendere meno doloroso l'inevitabile arrivederci e ha il pregio di fugare la nostra curiosità, si spera, attraverso un altro caso al cardiopalma. Facendo il conto alla rovescia per gustarmelo – in questo periodo preme la scrittura della tesi, e a malincuore risulta sconsigliato dedicarsi a letture tanto corpose lavorando a pieno regime: il romanzo, però, è già pronto sul mio comodino e vi ricordo il Review Party l'11–, nella mia tappa del blog tour a tema ricapitolo insieme a voi i casi precedenti. Pronti, via!

Titolo: Bianco Letale
Editore: Robert Galbraith
Numero di pagine: Salani
Prezzo: € 24,00
Numero di pagine: 784
Data di pubblicazione: 4 febbraio 2019
Sinossi: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Il richiamo del cuculo: l'angelo che non volava.
Ha avuto inizio tutto da qui. Cormoran cercava una segretaria che ne sopportasse gli odori, il disordine, i modi burberi; Robin si spingeva in un vicolo di Londra in cerca di un incarico che la distraesse da una relazione perfetta solo all'apparenza. Per la loro fortunatissima collaborazione, e per il nostro istantaneo colpo di fulmine, galeotto era stato un cadavere: quello della top model Lula Landry, detta “Cuckoo”, precipitata dal terzo piano del suo invidiabile appartamento con vista. Suicidio oppure omicidio? Se sei giovane, bella e hai il mondo dell'alta moda che ti rema contro, meglio accantonare l'idea della depressione e mettersi alla ricerca del colpevole. Sarà insospettabile.

Il baco da seta: l'editoria uccide.
Dalle passerelle alle case editrici, meno sfavillanti ma altrettanto letali, il passo è breve. Tanto era classico e teatrale l'intrigo del romanzo introduttivo, tanto scandalizza per violenza e causticità questo secondo tassello. La Rowling si sporca le mani, e a macchiarle è sangue copioso. Questa volta la vittima è Owen Quine, scrittore controverso in attesa di pubblicare Bombyx Mori: titolo quanto mai programmatico se l'ultimo manoscritto era una bomba a orologeria pronta a denunciare il peggio dell'editoria britannica. L'uomo è stato eviscerato, cosparso di acido, condannato alla medesima fine del protagonista del suo inedito. Tutti lo odiavano, tutti lo temevano. Investigare sarà meno facile, soprattutto se salterà fuori senza avvisare una ex di Cormoran a scombinare le carte in tavola: proprio quando tra lui e Robin, non più semplice segretaria bensì suo braccio destro, iniziava a esserci finalmente del tenero.

La via del male: le bugie hanno le gambe... mozze.
Robin, eterna fidanzata di Matthew, è pronta a fare il grande passo. Seduta nel solito ufficio, attende forse un mazzo di rose, forse le macchine fotografiche usa e getta da distribuire agli invitati al matrimonio. Il corriere, figura chiave nel cuore dei blogger di ogni dove, malauguratamente la sorprende con una consegna ben diversa: una gamba mozzata. Il mandante, vecchia conoscenza di Cormoran, mira a far crollare il detective privato. Se la stampa parla già del ritorno di Jack Lo Squartatore, la serie con la firma del fittizio Galbraith va facendosi sempre più pulp e irresistibile: la rosa dei loschi sospettati, a questo giro, somiglia alla formazione dei cattivissimi membri della Suicide Squad.

Calendario
3 Febbraio - Aspettando Cormoran - (Desperate Bookswife - Baba) 
4 Febbraio - Dove eravamo rimasti? (L'ennesimo Book Blog) 
5 Febbraio - Chi sono Cormoran e Robin? (La Tana di una Booklover)
6 Febbraio - Serie Noir. Perché leggere Roberth Galbraith (Un libro per amico) 
7 Febbraio - Ricapitolando i casi Di Cormoran Strike (Diario di una dipendenza)
8 Febbraio - E la Serie? Dal libro agli schermi della BBC (La tana di una booklover)
9 Febbraio - Londra e l'ambientazione per un giallo (Desperate Bookswife - Nadia)

lunedì 11 settembre 2017

Zapping: Strike, Mr. Mercedes, The Mist, Blood Drive

Cormoran Strike, l'investigatore privato dei romanzi di Robert Galbraith – alias, J.K. Rowling –, arriva in tivù. Stessa Londra uggiosa, stessa penna fiume, stesse trame un po' gialle e un po' rosa. Sulla BBC, non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare. Sette episodi da cinquanta minuti ognuno, troppi, per farci stare tutte e cinquecento le pagine del Richiamo del cuculo. Una famosa modella assassinata, e da lì la nascita della collaborazione tra Cormoran – burbero, zoppo, eroe di guerra e figlio illegittimo di una vecchia stella del rock – e Robin, segretaria a un passo dalle nozze. Tom Burke è un filino troppo belloccio, ma va bene così; Holliday Granger, vispa e leziosa, è perfetta e perfettina. Nel pilot della serie Strike, fedelissimo, riconosci a colpo d'occhio i personaggi e le situazioni. Come la miniserie del Seggio Vacante, passata non a torto in sordina, si ha però la sensazione che manchi il guizzo, il desiderio di sperimentare. Gli episodi, intanto, si accumulano. Io conosco il colpevole, conosco il movente, conosco il legame tenero ma indefinibile tra lui e lei. Proseguire, ma quando? Rivederlo, ma a mente fresca? Il piacere di seguire le indagini resta immutato, parliamoci chiaro, ma sul piccolo schermo non se ne sentiva forse il bisogno. Dell'ennesimo giallo inglese, dico, con modi signorili e ironia a sprazzi, che ora la mancanza di uno sguardo personale, ora ricordi troppo vividi, lasciano apprezzare soltanto a metà. (Nì.)


Il detective in pensione che ricordavo: appesantito, malinconico, cupo. Il sociopatico spietato e incestuoso che ricordavo: di giorno impiegato in un negozio di elettrodomestici o alla guida di un candido furgoncino dei gelati, di notte genio del male. Ricordavo le immagini di violenza dell'incipit, con tanto di zoom crudele su una mamma e la sua bambina, in fila alla fiera del lavoro – alto il livello di splatter e alta, come suggerisce l'avviso in apertura, la tentazione di fare associazioni con la strage di Nizza. Dopo il pessimo The Mist e il flop La torre nera, in attesa del ritorno di It sotto Halloween, Stephen King ammazza il tempo con la serie ispirata alla trilogia di Mr. Mercedes. Hard boiled in dieci episodi, Mr. Mercedes – sceneggiato dallo stesso David E. Kelley di Big Little Lies – ha il sangue, l'ossessione, l'umorismo. Si intravedono Jerome, valente aiutante barra giardiniere, e il personaggio di una inedita vicina di casa, che tenta un Brandan Gleeson che più perfetto non si può con le vispe proposte di un Tutto può succedere. Si subodora un adattamento finalmente a fuoco, un King non mutilato nel passaggio in TV. E, da fan, ci si commuove quasi al sol pensiero. (Sì.)

Una cittadina immaginaria della provincia americana. Gli adolescenti e gli adulti, i drammi privati dei padri e dei figli. Una prof licenziata, un'adolescente stuprata dall'atleta popolare alla fine di un festino alcolico, l'immancabile migliore amico gay, un soldato e una donna armata fino ai denti. Qualcosa cala dall'alto e li imprigiona sotto lo stesso tetto. No, non è la cupola di Under The Dome, ma ci andiamo vicino. The Mist, tratto da un racconto di un centinaio di pagine dello stesso King, passa al piccolo schermo dopo un film bellissimo - la rilettura, una delle migliori che siano mai state fatte del Re, ha un finale di una crudeltà clamorosa. Prevedibilmente, amaramente, la serie è più vicina a quella malaugurata cupola venuta dallo spazio che al film, a metà strada tra Carpenter e Romero. Gli effetti speciali sono risibili. Gli intrecci annoiano. Il cast, se non fosse per la presenza della Conroy così cara a Murphy e Lynch, sarebbe dei peggio assortiti. Partiamo male. E la situazione potrebbe peggiorare pefino. La nebbia si è appena depositata. Faccio in tempo a salvarmi? (No.)

Gli anni Novanta, ma in chiave distopica. Gli Stati Uniti sono terra bruciata e i sopravvissuti, sporchi, brutti e cattivi, sono pedine in una gara automobilista clandestina. Ovunque è l'anarchia. Il prezzo della benzina è alle stelle. Le macchine sono alimentate da sangue umano. Nel pilot del tamarissimo Blood Drive, ultima creazione di Syfy che ricalca lo stile rétro di A prova di morte e Planet Terror, i radiatori hanno i denti e il sesso ad alta velocità, in combutta con l'adrenalina, disinnesca gli ordigni. Abbondano lo splatter, i nudi maschili e femminili, la polvere. Uno sbirro (il mitico Alan Richson di Blue Mountain State) è costretto a guidare, con una sensuale e spietata compagna di viaggio per non morire. Certo, è trucido (meglio ancora il secondo episodio, con un piccolo rest stop gestito da uno chef cannibale) ma ha anche dei difetti. Divertirà su lungo tratto? Sarà tutto un correre e ammazzare, o questa distopia offrirà anche qualche spunto intelligente? Sarò ancora divertito all'ultimo episodio, d'autunno, a motori spenti? (Sì.)

giovedì 22 dicembre 2016

Recensione: La via del male, di Robert Galbraith

Il male è sempre di moda.

Titolo: La via del male
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Numero di pagine: 603
Prezzo: € 18,60
Sinossi: Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo...
                                          La recensione
Presso l'ufficio del detective privato Cormoran Strike non sono insolite le consegne. Robin, prima semplice segretaria e poi socia alla pari, è ufficialmente fidanzata con Matthew, rampollo troppo bello e noioso per essere vero. A volte arrivano lettere di mitomani da strapazzo, riposte in un cassetto e lì dimenticate. Altre, mazzi di rose rosse che stemperano i toni del giallo. Quella mattina, mentre Londra e i londinesi si preparano al matrimonio in pompa magna degli amati William e Kate, Robin attenderebbe in teoria macchine fotografiche usa e getta per gli invitati al suo, di matrimonio. Invece, scartato l'involto, la giovane donna scopre con urlo una gamba mozzata. Il suo capo, che tiene a lei molto più di quanto non dia a vedere, si precipita in soccorso con tutta la sveltezza che il suo metro e novanta e il suo arto artificiale consentono. Da qui prende avvio la terza indagine architettata da Robert Galbraith; alias J.K. Rowling. Un macabro presente e tutta l'aria di una vendetta consumata dopo anni di meditazione: fredda e al sangue. Se alle prese con l'apparente suicidio di una famosissima indossatrice o con il ributtante smembramento di un scrittore satirico l'investigatore brancolava nel buio, in La via del male Cormoran ha una pista precisa da seguire. Anzi, tre. Chi sogna il giorno in cui il detective, con un'attività ormai lanciata e un nome che fa capolino da tutti i giornali, cadrà rovinosamente? O, piuttosto, sapendolo temutissimo da sbirri e delinquenti, chi non lo sogna? Chi conosce i suoi segreti punti deboli, sotto i chili di ciccia e muscoli e quegli impermeabili lunghi fino ai piedi? 
Dopo Il baco di seta, criticatissimo romanzo intermedio che a sorpresa mi era piaciuto tanto quanto l'affascinante capostipite, mi sono dedicato alla Via del male. Più corposo dei precedenti – migliore, a detta dei più - è un thriller al cardiopalma che non delude le aspettative. Avrei voluto leggerlo con l'anno nuovo, ma è durante le feste che si ricerca la compagnia delle persone a cui vogliamo bene. Così, alla luci sfarfallanti dell'abete sintetico, mi sono goduto l'ennesima avventura di due eroi che solo chi ha pensato i magici mondi di Hogwarts e gli intrighi luciferini del Seggio Vacante poteva raccontare. La Rowling si barcamena con perfetto aplomb brittanico tra nomi e indizi interminabili, senza farci perdere mai il filo. Dà ai comprimari caratteristiche fortissime e modi esagerati per non farceli confondere. Poco raccomandabili, gli spregevoli antagonisti costituiscono una Suicide Squad che fa impallidere. Preghi, così, di non imbatterti mai in qualcuno di simile. Alla prima ombra fuori posto, in strada, cambi marciapiede e ti guardi attorno con fare circospetto. 
La stampa, quando non parla della vita sentimentale dei reali inglesi, conia scoop e soprannomi: annuncia la presenza di un novello Jack Lo Squartatore; fa sì che la fama dell'ispettore – sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato – si infanghi. La serie, partita come un omaggio al giallo all'inglese, si fa pulp. Moncherini, sordide chat per masochisti, amabili resti. Assassini senza nome che conservano cadaveri nel congelatore a pozzetto; che collezionano dita, orecchie e cimeli grotteschi; che, tra un capitolo e l'altro, ti coinvolgono nei loro tallonamenti e nei loro pensieri. Non si vive di solo splatter, però, se seicento pagine in compagnia di Robin e Strike risultano stranamente poche. Preme conoscere la risposta a un'altra domanda: ma questi due si diranno di piacersi, sì o no? Ora che Robin è in crisi matrimoniale, vulnerabile e solitaria, sembrerebbe il momento giusto per alleggerirsi finalmente il cuore. Ma Cormoran è impegnato con una bella divorziata, l'esasperante Matthew fa i salti mortali per riottenere la fiducia della promessa sposa e, appostato in un vicolo, c'è qualcuno che, guardando i capelli biondi della segretaria in carriera, elabora disegni di morte. Tanto in ballo: l'incolumità, il lavoro, gli amori platonici. Saltano arti vitali e matrimoni annunciati, in piogge acide di emoglobina e confetti. Si ingurgitano tè e kebab completi come se non ci fosse un domani. Il romanzo vive di strip club, rock duro (quello a me sconosciuto dei Blue Olyster Cult) e reputazioni sporche. 
Questa Via del male porta dritta dritta all'inferno, lastricata com'è di personaggi buoni e cattive intenzioni.
Il mio voto: ★★★★½
Il mio consiglio musicale: Blue Olyster Cult – Career of Evil


giovedì 7 luglio 2016

Recensione: Il baco da seta, di Robert Galbraith (ossia, J.K. Rowling)

Se uno cerca amicizie durevoli e cameratismo senza riserve, deve entrare nell’esercito e imparare ad uccidere. Se invece vuole una vita di alleanze temporanee con gente uguale a lui, che gioisce di ogni suo fallimento, deve scrivere romanzi.

Titolo: Il baco da seta
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Prezzo: 12,90
Numero di pagine: 555
Sinossi: Londra. L'eccentrico scrittore Owen Quine non si fa vedere da giorni. Non è la prima volta che scompare improvvisamente, ma non è mai stato via così tanto tempo e la moglie ha bisogno di ritrovarlo. Decide così di assumere l'investigatore privato Cormoran Strike per riportare a casa il marito. Ma appena Strike comincia a indagare, appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c'è molto di più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore se n'è andato portando con sé il manoscritto del suo ultimo romanzo, pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce, soprattutto di quelle che ruotano attorno al suo mestiere. Se venisse pubblicato, il libro di Quine rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler mettere a tacere lo scrittore... Ricco di colpi di scena, uno spaccato degli intrighi del mondo editoriale londinese, "Il baco da seta" è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

                                        La recensione
Nell'inverno di tre anni fa – a ricordarmelo con precisione, la mia famosa lista su Word -, avevo accolto con l'entusiasmo alle stelle e l'emozione di un bambino l'arrivo, in libreria, di Il richiamo del cuculo. Avevo fatto parecchia strada a piedi per acquistarlo e, al ritorno, mi ero fermato a mensa con un'amica, per cena: ogni tanto, tra una forchettata e l'altra, dovevo toglierlo dalla busta, rimirarlo, sfogliarlo un po'. “Tutta questa curiosità per un giallo?”, mi avevano chiesto, dando un'occhiata scettica alla copertina dal forte sapore gotico e, in cima, al nome di un autore mai incrociato prima. “E' zia J.”, avevo precisato, “è tornata, ma sotto falso nome. Si è travestita, pensa un po', da uomo; da investigatore privato”. Dopo l'addio a Harry Potter, segno indelebile per chi è stato bambino insieme a me, e un gioiello al vetriolo intitolato Il seggio vacante, l'autrice più famosa al mondo si mostrava, con un'attesa prova del nome, anche una delle più versatili. Un giallo all'inglese, un delitto perfetto, che non svelava le sue carte fortunate prima del colpo di scena finale. C'erano protagonisti che sarebbe stato un piacere grande incrociare ancora, il patinato mondo delle passerelle a far gola e, soprattutto, l'impareggiabile classe di una signora che, dietro un nome de plume, al di là di una lente d'ingrandimento, restava una sicurezza. Quello, a occhi chiusi. Dov'era finito il desiderio di ritornare in questa Londra labirintica, smarrito definitivamente l'invito a Hogwarts, al tempo dell'uscita di Il baco da seta, secondo capitolo di un brioso e cruento poliziesco british? Che ne è stato, tre anni dopo, della cieca fedeltà verso una seconda mamma? Annoiato dal suo forzato ritornare al punto di partenza (un sequel sul mago con la cicatrice a forma di saetta a teatro e, il prossimo Natale, Animali fantastici e dove trovarli) e infastidito, talora, da ruffiane cadute di stile (se la Hermione afroamericana non ci piace, a detta sua, siamo un branco di razzisti: mica fan delusi), io e la Rowling, infine, abbia conosciuto la temuta crisi di coppia: cose che capitano. Mi è sembrato saggio ritornare sui miei passi e fare ammenda, quando le librerie erano pronte ad accogliere il terzo giallo della serie: nel carrello, così, Il baco da seta e La via del male. Quanta era poca, però, la voglia di leggere quel tomo intermedio che, a detta di tutti, era il meno riuscito: potevo forse imbrogliare e saltare direttamente al terzo? 
A sorpresa, anche se parlare di sorpresa è un'esagerazione quando la prosa vola e il talento è indubbio, il secondo caso di Cormoran Strike mi ha appassionato tanto quanto il primo. E, solo leggendolo, mi sono mangiato le mani per l'attesa e reso conto, sotto sotto, che i mondi della Rowling mi mancavano da morire: che sulla bruttezza dello scorso anno abbia influito anche l'assenza di una lettura, e di un'autrice, così? Non ne sapevo nulla di top model, la prima volta, ma la scrittrice aveva fatto il miracolo e le debite presentazioni. Questa volta, con il feroce mondo dell'editoria sullo sfondo, sangue copioso e lingue sferzanti, nel mio elemento naturale, mi sono messo comodo e, intanto, ho goduto maggiormente della compagnia di Cormoran e Robin. Lui, figlio illegittimo di una rockstar e eroe di guerra, ha una gamba di legno, capelli riccioluti e chili di troppo che gravano sul moncherino dolorante: può contare sul suo fiuto bestiale, sull'indiscreta fascinazione che esercita sul gentil sesso e sugli avventori che, in ogni libro, accorrono presso il suo ufficio. Lei, segretaria a un passo dalle nozze, ha rinunciato a incarichi più prestigiosi per lavorare fianco a fianco al detective zoppo più corteggiato su piazza e seduta alla sua scrivania, intuitiva e indispensabile, proprio non ci sa stare: il fatto che sia un'autentica bellezza, poi, complica tutto. 
Ci si mettono una ex storica e un promesso sposo apprensivo, questa volta, e un efferato omicidio rituale: come dire a una moglie preoccupata dalle continue stravaganze del defunto, a una figlia adulta ma con la mente di una bambina, che il controverso scrittore Owen Quine è stato eviscerato, cosparso di acido e condannato alla medesima fine del protagonista del suo manoscritto ancora inedito? Chi poteva volergli tanto male? Arduo decidere, se nella sua carriera abbondavano più i nemici che gli amici, più i flop che i bestseller: se, soprattutto, il suo ultimo scritto – viaggio allegorico in una selva di depravazione, in cui ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale - sputava sentenze e veleni sull’editoria d’oltremanica. Cormoran e Robin, in pausa caffè, si dedicano alle lettura di quei fogli truci e scandalosi e, nel cuore caustico della satira, cercano indizi e indiziati. Sul frontespizio, un titolo: Bombyx Mori. La Rowling, mai tanto distante dai toni fiabeschi dell’amato maghetto, cattura e scandalizza con dettagli macabri, un linguaggio forte e una galleria di personaggi squallidi, lussuriosi, ma irresistibili nella loro dissolutezza. Amanti e rivali, editor e agenti letterari, vizi indicibili e strane abitudini in camera da letto: tutti hanno un capolavoro nel cassetto, un valido movente e un astio profondo verso quel teatrale provocatore, ora cadavere a brandelli, che passeggiava agghindato come un lord d’altri tempi e si concedeva passatempi sadomasochistici. E sono tanti, tantissimi, corrotti e avidi, ma hanno un’autrice che lavora sulla loro terza dimensione e, a controbilanciare, la straordinaria simpatia di una strana coppia di ispettori. Il baco da seta, splatter, asprigno e vanitoso, è un romanzo di impensata scorrevolezza, nella sua crudeltà, e mostra una Rowling che si toglie qualche sassolino dalla scarpa e, di buon grado, accetta di sporcarsi le mani. Di una materia ribollente e fragile, è il libro (al sangue) con cui accogliere l’estate: stagione per eccellenza in cui darsi a saghe letterarie, grattacapi e, dopo esami e rimandi, a mattoncini che prima guardavamo con occhi assai sospetti... Che la Brexit ci tolga tutto, allora, ma Cormoran Strike giammai. 
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Dark Dark Dark – In Your Dreams


domenica 8 giugno 2014

Coming This Fall #8

Ciao a tutti amici, come state? Il momento tanto temuto è arrivato: domani, esame. Vi scrivo per un po' del vostro famoso sostegno emotivo e per prendermi un attimo di tregua dai libri. Ho due commenti in programma per Pillole di recensioni, ma oggi non mi andava. Proprio no. Vi propongo, così, per la rubrica Coming This Fall, una carrellata succulenta di prossime uscite. In realtà, il post non era previsto. Poi ho scovato la copertina italiana del nuovo libro di Robert Galbraith (ossia, J.K Rowling) e in tutta fretta ho organizzato i titoli da mostrarvi. Ebbene sì. Il baco da seta ha un titolo italiano, una copertina, una data d'uscita: e io non vedo l'ora! Sempre parlando di gialli e storie del mistero, in uscita per la Garzanti So dove sei e Il libro delle verità nascoste, e – per la Multiplayer – l'horror paranormale 14. Un ennesimo distopico dalla Sperling, la nuova trilogia dell'autrice di Starcrossed in casa Giunti, un'altra emozionante storia firmata dall'instancabile e intensa Jodi Picoult, l'atteso ritorno dell'ottima Sara Rattaro. Nella parte finale, un piccolo spazio dedicato alle ristampe e alle edizioni economiche. Lo sapete, ma io lo ribadisco: John Green torna in libreria. Gli introvabili Città di carta e Teorema Catherine saranno decisamente miei. La Mondadori, invece, ci vizia con dei tascabili dal prezzo ottimo: tanti thriller, la saga di Percy Jackson e altri romanzi che vegetano nella mia lista dei desideri da secoli. Io scappo, e vi lascio con questi titoli sparpagliati. Spero che qualcosa vi attiri. A me attira tutto, o quasi. Tenete le dita incrociate per domani. Vi farò sapere l'esito. Un abbraccio e buona domenica, M.

Titolo: Il baco da seta
Autore: Robert Galbraith
Numero di pagine: 560
Data di pubblicazione: 9 Ottobre 2014
Casa editrice: Salani
Sinossi: Quando lo scrittore Owen Quine scompare, sua moglie assume l'investigatore privato Cormoran Strike. Sulle prime crede che suo marito se ne sia andato per qualche giorno di sua volontà, come ha già fatto in passato, e vuole che Strike lo ritrovi e lo riporti a casa. Ma con il procedere dell'indagine di Strike appare chiaro che dietro la scomparsa di Quine c'è molto più di quanto sua moglie sospetti. Lo scrittore ha appena terminato un manoscritto pieno di ritratti al vetriolo di quasi tutte le persone che conosce.Se fosse pubblicato, il libro rovinerebbe molte vite: perciò sono in tanti a voler zittire lo scrittore. E quando Quine viene ritrovato morto, brutalmente assassinato in circostanze bizzarre, Strike si trova in una corsa contro il tempo per capire il movente di un assassino spietato, diverso da tutti quelli che ha incontrato finora... Appassionante e ricco di colpi di scena, Il baco da seta è il secondo romanzo della serie che ha per protagonisti Cormoran Strike e la sua assistente, la giovane e determinata Robin Ellacott.

Titolo: Attraverso il fuoco
Autrice: Josephine Angelini
Numero di pagine: 464
Prezzo: € 16,50
Casa editrice: Giunti Y
Data di pubblicazione: Settembre 2014
Sinossi: Tristemente nota per la sanguinosa caccia alle streghe del 1692, Salem oggi è una tranquilla cittadina come tante. O almeno così sembra... Lily è una diciassettenne dai capelli rosso fuoco, tormentata da terribili crisi allergiche e accessi di febbre, che le impediscono di vivere spensieratamente. Un giorno, all'improvviso, viene risucchiata in un mondo parallelo, dominato da streghe spietate, ritrovandosi faccia a faccia con il suo perfido alter ego, Lilian. Ad aiutare Lily nella scoperta della sua vera natura sarà l'affascinante Rowan, che però non sembra fidarsi di lei, vista la forte somiglianza con la potentissima gemella. Ma quando l'attrazione fra i due diventa innegabile, a complicare le cose arriva Tristan, che la ragazza aveva baciato intensamente nel mondo reale. Riuscirà Lily a sconfiggere le forze del male visto che la sua acerrima nemica è proprio... lei stessa?

Titolo: The Young World
Autore: Chris Weitz
Numero di pagine: 256
Prezzo: € 15,90
Casa editrice: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: Agosto 2014
Sinossi: Un misterioso virus ha decimato la popolazione di tutto il mondo, risparmiando gli adolescenti. Rimasti soli in un mondo fuori dal loro controllo e che non sanno governare, i giovani sopravvissuti devono imparare a farsi strada in una realtà sempre più ostile e si organizzano in bande. New York è ormai una città fantasma e la violenza regna sovrana. A Washington square, il giovane Jeff è riuscito a ricostruirsi una vita, seppur precaria, insieme al fratello maggiore Wash e a Donna, la ragazza di cui è segretamente innamorato. Quando, raggiunti i diciotto anni, Wash viene colpito dal virus e muore, Jeff decide di avventurarsi nella città insieme ai suoi amici, alla ricerca di una soluzione per salvare l'umanità...

Titolo: So dove sei
Autrice: Claire Kendal
Numero di pagine: 380
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 18 Settembre 2014
Sinossi: Clarissa lo sa. Nulla, dopo quella notte che non ricorda, è più come prima. Quando ha accettato di uscire a cena con Rafe, un collega dell'università, l'ha fatto un po' per cortesia, un po' per svagarsi. Mai avrebbe immaginato che quelle poche ore potessero stravolgere la sua esistenza. Ma da allora qualcosa nel comportamento dell'uomo è cambiato. L'affetto si è trasformato in disperato bisogno. L'unica via d'uscita arriva dalla convocazione a far parte della giuria di un processo. Clarissa deve isolarsi dal mondo esterno, rendersi irreperibile, negarsi a ogni contatto. Ma Rafe riesce a raggiungerla anche lì. E quando il caso che sta giudicando comincia a mostrare più di una somiglianza con quanto sta vivendo in prima persona, Clarissa si rende conto che se vuole liberarsi dalla paura deve controbattere colpo su colpo. Capisce che in gioco c'è molto più della sua libertà. Fino alle estreme, imprevedibili conseguenze.

Titolo: Il libro delle verità nascoste
Autrice: Amy G. Hansen
Numero di pagine: 300
Casa editrice: Garzanti
Data di pubblicazione: Settembre 2014
Sinossi: Ruby vuole solo dimenticare. Vuole solo cancellare l'ultimo anno al college di Tarble e nascondere nel profondo quel segreto che non ha confessato a nessuno. Eppure quando crede che il peggio sia alle spalle si ritrova tra le mani il libro da cui tutto è cominciato. Il libro che custodisce le ombre del suo passato. È all'interno di una valigia. Non è sua, appartiene a Beth, una compagna di college che da pochi giorni è scomparsa. Ruby non poteva immaginare che "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf riuscisse ancora a toccare le note più recondite della sua anima. A riportarla faccia a faccia con le sue paure. Ma lei è l'unica a conoscere il fascino oscuro di quel libro. Tra le sue pagine ha visto crescere un'ossessione per le scrittrici suicide, donne fragili che si sono abbandonate al gesto più estremo. Un'ossessione che giorno dopo giorno l'ha avvicinata sempre più a Mark, il suo professore di letteratura. Eppure Ruby non può lasciare che quest'incubo si impadronisca di nuovo di lei. Proprio ora che Beth è sparita. Deve cercarla. La ragazza sa che c'è solo un luogo che racchiude tutte le risposte. L'ultimo posto in cui vorrebbe tornare: il college di Tarble. Lì dove ha imparato che ciò che conta è essere i migliori, a qualunque prezzo. Lì dove misteriosi suicidi le parlano di un destino a cui è difficile sfuggire. Lì dove, nel silenzio degli antichi e bui corridoi, ogni traccia riconduce a quel libro su cui c'è ancora molto da svelare. Perché dietro un animo fragile può celarsi...

Titolo: Intenso come un ricordo
Autrice: Jodi Picoult
Numero di pagine: 500
Editore: Corbaccio
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 10 Luglio 2014
Sinossi: Sage Singer fa la fornaia ed è una ragazza solitaria, finché non stringe amicizia con un vecchio signore, Josef Weber. Insegnante in pensione, di origine tedesca, Weber è benvoluto da tutti nella piccolo comunità in cui vive. Ma un giorno, contando sul rapporto di stima e affetto che li lega, Weber chiede a Sage un favore molto particolare: vuole che Sage lo uccida. Scioccata, confusa, la ragazza si rifiuta ma non può rifiutarsi di ascoltare la confessione dell'anziano amico. Weber è stato nelle SS ed era fra le guardie di Auschwitz. E la nonna di Sage è una sopravvissuta ai campi di sterminio... Come si può reagire quando si capisce che la persona che si ha di fronte incarna il male assoluto? È possibile cancellare un passato criminoso con un comportamento irreprensibile? Si ha il diritto di offrire perdono anche se non si è la vittima diretta di un'ingiustizia? E... qualora Sage accogliesse la richiesta di Weber, si tratterebbe di vendetta o di giustizia?

Titolo: 14
Autore: Peter Clines
Editore: Multiplayer Edizioni
Prezzo: € 17,90
Data di pubblicazione: Ottobre 2014
Sinossi: Porte chiuse con il lucchetto. Strani lampadari. Scarafaggi mutanti. C’è qualcosa di strano nel nuovo appartamento di Nate. Certo, lui ha altre cose per la testa. Odia il suo lavoro, e il suo conto in banca è in rosso. Non ha nessuna ragazza, né piani per il futuro. La sua nuova casa potrà quindi non essere perfetta, ma è comunque vivibile; l’affitto è basso, i proprietari amichevoli, e quegli strani piccoli misteri non lo infastidiscono più di tanto. Almeno, non fino a quando non incontra Mandy, la sua vicina di pianerottolo, e nota qualcosa di insolito nel suo appartamento. E nell’appartamento di Xela. E in quello di Tim. E di Veek. Perché ogni stanza in questa vecchia Los Angeles nasconde dei misteri, misteri più vecchi di cent’anni. Alcuni fanno bella mostra di sé, altri restano nascosti dietro porte ben chiuse. Ma tutti insieme potrebbero segnare la fine di Nate e dei suoi amici. O la fine di tutto…

Titolo: Niente è come te
Autrice: Sara Rattaro
Data di pubblicazione: Settembre 2014
Prezzo: € 14,90
Casa editrice: Garzanti
Sinossi: Francesco e Margherita non si vedono da dieci anni. Hanno vissuto in paesi con lingue e cultura diverse. E se Francesco non ha mai smesso di pensarla ed aspettarla, per Margherita lui è solo uno dei tanti. Ma Francesco e Margherita sono padre e figlia destinati a stare lontani per motivi inspiegabili ma concreti, e burocrazie interminabili. Finchè un giorno tutto cambia e a Francesco viene restituito il diritto di fare il padre di quella che la vita ha trasformato in un'adolescente convinta di essere sbagliata. In un dialogo sussurrato e testardo padre e figlia cercheranno di riconoscersi. Ma la vita può riservare strane prove ad una ragazzina confusa da un passato troppo complicato da aggiustare. E se l'unica cosa di cui ti fidi è il suono del tuo vecchio violino allora tutto è destinato ad essere difficile: innamorarsi, sorridere e soprattutto difendersi. Riuscirà Francesco a non perdere Margherita per la seconda volta? Riuscirà l'amore di Enrica a dimostrare che una famiglia lo si è anche senza legami di sangue?

                  John Green e la sua nuova veste grafica
Alcuni dei tascabili Mondadori
Nella collana, anche Alex e Il piacere degli uomini.

sabato 24 maggio 2014

Qui pro cover #6

Cover tutte uguali? Mamma mia, che spavento!
Bentrovati, amici, con un nuovo appuntamento di Qui Pro Cover – la rubrica, nata senza alcun intento polemico, dedicata a cover gemelle, sorelle, lontanamente imparentate. Dopo qualche settimana di assenza, ritorno con un appuntamento da paura. E prendetemi alla lettera. Le copertine di oggi, divise in quattro gruppi da due, appartenegono al genere letterario più inquietante che ci sia: il thriller. Degli otto romanzi, purtroppo, ne ho letti solo due, ma la vostra domanda la conosco. Voi non volete sapere di che parlano, voi non volete conoscere chi è l'assassino, volete sapere... perchè? E' un misterioso mistero: neanche Dan Brown può risolverlo. O scriveci un nuovo best-seller sopra. Procediamo con (dis)ordine. Spicca per ben due volte, notate, il nome del re del thriller tedesco: Wulf Dorn. Nel caso della scelta della cover per la ristampa del Superstite, affiancata dalla somigliante copertina del thriller del nostro Massimo Lugli, aveva... le mani legate. L'avete capita?! Oggi mi sono calato troppo nella parte. Voglio essere agghiacciante, in mezzo a questi loschi figuri. Testa dura, Wuuulf – a cuccia! Meno dura, invece, quella della modella di Non tornerai mai più, che ce l'ha in frantumi: tipo uovo sodo. Posso dirvi che il libro di Koppel è piuttosto bello (leggete qui, leggete), ma non so dirvi a cosa corrisponda il melodioso Waanzin di Dorn. Che suono dolce! Una poesia... Nel dubbio, a soreta, eh. La ragazza della porta accanto ha una nuova veste (grafica): nubi tempestose alle spalle, titolo giallognolo, capelli in faccia alla The Ring a mascherare un elegante: “Sto vento demmerda! Proprio oggi che m'ero fatta la piastra!”. Similissima quella di Underworld, solo più sobria: colori nitidi, font elegante quanto la modella cultrice della buona educazione, sfondo boscoso. Mi piace. Ultima, ma non ultima zia Ro: Il richiamo del cuculo (qui) che ricorda molto Every Contact leaves a trace. Non c'è paragone. La copertina con la firma della Salani, al centro, è un altro mondo: suggestiva, dettagliata. E poi ho già detto che il romanzo è della mia amata Rowling, o no? Non devo spiegazioni a questa Eleanor Dymott. Shhh. Volendo essere proprio puntigliosi, ma proprio parecchio, quest'ombra in nero non vi ricorda quella dell'ennesimo Dorn, qui?! Ditemi un po'. Buon weekend a tutti, M.

mercoledì 1 gennaio 2014

2013 Book Awards - Parte III: Il meglio e il peggio

Buona sera, amici miei, e – soprattutto – tantissimi, tantissimi auguri di buon anno! Tra immancabili buoni propositi (Imparare a suonare la chitarra, farsi venire l'accento british dei Bastille, scrivere un romanzo, prendere tutti 30 agli esami, diventare bello, muscoloso e popolare...) e pranzi disastrosi coi parenti, riesco a collegarmi un secondo per accogliere calorosamente i nuovi arrivati, abbracciare virtualmente le vecchie conoscenze di questa nostra grande famiglia e per lasciarvi, per iniziare come si deve l'anno, il meglio e il peggio del “lontano” 2013. Tanti titoli da consigliare, qualcuno che sarebbe stato meglio evitare, un mare di autori da scoprire. Ci sentiamo prestissimo. Alla prossima e buon inizio, M.
   Il meglio: GRANDI RITORNI
                                     YOUNG ADULT 
                                             THRILLER
            URBAN FANTASY & DISTOPICO
                            I MIGLIORI ESORDI

...e un po' del peggio!
Ma... ma... le cover fanno pendant?!

venerdì 15 novembre 2013

Recensione: Il richiamo del cuculo, di Robert Galbraith

Ciao a tutti, amici. Dopo quasi una settimana, una nuova recensione. E, questa volta, di non proprio un romanzo qualsiasi. Attendevo "Il richiamo del cuculo" da quest'estate: l'ho comprato, l'ho letto e l'ho amato fino alla fine. J.K Rowling non imbroglia, no: cambia nome, ma non rinuncia alla sua impressionante bravura nemmeno questa volta. Da leggere e da scoprire. Le mie cinque stelline non gliele nega nessuno anche se, per dovere di cronaca, penso che "Il seggio Vacante" mi abbia lasciato un segno più indelebile. Ma sapete come sono: io adoro le cose tragiche e, fortunatamente, questo romanzo mi ha lasciato una sensazione opposta; diversissima. Buona lettura e buon pomeriggio, M.
Quando si è giovani e belli si può essere molto crudeli.

Titolo: Il richiamo del cuculo
Autore: Robert Galbraith
Editore: Salani
Numero di pagine: 550
Prezzo: € 16,90
Data di pubblicazione: 4 Novembre 2013
Sinossi: Il primo caso per Cormoran Strike in questo romanzo di esordio di Robert Galbraith, pseudonimo di J.K. Rowling, autrice della serie di Harry Potter e de "Il seggio vacante". Londra. È notte fonda quando Lula Landry, leggendaria e capricciosa top model, precipita dal balcone del suo lussuoso attico a Mayfair sul marciapiede innevato. La polizia archivia il caso come suicidio, ma il fratello della modella non può crederci. Decide di affidarsi a un investigatore privato e un caso del destino lo conduce all'ufficio di Cormoran Strike. Veterano della guerra in Afghanistan, dove ha perso una gamba, Strike riesce a malapena a guadagnarsi da vivere come detective. Per lui, scaricato dalla fidanzata e senza più un tetto, questo nuovo caso significa sopravvivenza, qualche debito in meno, la mente occupata. Ci si butta a capofitto, ma indizio dopo indizio, la verità si svela a caro prezzo in tutta la sua terribile portata e lo trascina sempre più a fondo nel mondo scintillante e spietato della vittima, sempre più vicino al pericolo che l'ha schiacciata. Un page turner tra le cui pagine è facile perdersi, tenuti per mano da personaggi che si stagliano con nettezza. Ed è ancora più facile abbandonarsi al fascino ammaliante di Londra, che dal chiasso di Soho, al lusso di Mayfair, ai gremiti pub dell'East End, si rivela protagonista assoluta, ipnotica e ricca di seduzioni.
                                                    La recensione
Chiudo gli occhi e immagino. Inizio a vedere. Una stanza buia, piena di libri polverosi che toccano quasi il soffitto; un tavolino basso su cui una tazza di té bollente getta tutt'intorno sbuffi caldi che sanno di zucchero, arancia e cannella; due occhi mai stanchi che illuminano un foglio e le infinite traiettorie della penna. L'ispirazione è arrivata con il crepuscolo fuori. Non vediamo il viso dello scrittore, solo lo schienale di una poltrona color malva - sobria, elegante, comunissima. Una vestaglia di ciniglia contro l'aspro freddo londinese, il fantasma di una pipa che non c'è: perché, nei noir, il fumo ha il suo fascino; nel quotidiano – invece – uccide. Il fumo, come la fama. Messi ad asciugare accanto ai piedi leonini della poltrona, un paio di stivali zuppi d'acqua e fango, testimoni di una gita nel parco all'avventurosa ricerca di idee. Quella sera, la Città aveva il suono di un concerto rock. Cantava di modernità, traffico intenso e luci che non si spengono mai: lo stridere dei freni a tamburo faceva da batteria, i leggeri tonfi delle auto sui dossi artificiali da grancassa, il frusciare delle foglie secche da chitarra, la foschia che si alzava piano da immancabile ghiaccio secco. Lo scrittore, seduto su una panchina con un trench antracite, aveva aspettato al gelo, in solitudine, fino a quando il freddo pungente non si era deciso ad esplodere in una piccola tempesta di neve. E fino a quando, come le vetrine di un centro commerciale nel giorno di Natale, non si erano accese le luci del lussuoso condominio affacciato sul parco. Riflettori puntati sulle cucine, i salotti e le esistenze di attori inconsapevoli, alle prese con il copione più difficile e imprevedibile: quello che la gente saggia chiama vita. Sono come pesci tropicali in un immenso, gigantesco acquario suburbano e, a loro insaputa, una persona appunta da giorni, su un taccuino, i loro peculiari corteggiamenti, le loro liti e i loro riti, i loro drammi, le loro ordinarie storie d'amore e le loro inquietanti storie di violenza domestica. 
Lo scrittore non ruba nulla, no: lui prende semplicemente in prestito, come ha fatto con altre storie e con altri nomi, una vita fa. Si volta e – colpo di scena più grande di quello contenuto nel finale di Psyco o I soliti sospetti – quel lord inglese con la sua tazzina di porcellona e il suo cappotto pesante si rivela essere una lei.
J.K Rowling, la sola e unica: mamma di Harry Potter, di tre figli e di generazioni di lettori ormai cresciuti, ma sempre affezionati a lei, come se il tempo non fosse passato. La donna che riuscirebbe a rendere avvincente anche un elenco del telefono; la sola che farebbe di un incalzante e sicuro best-seller anche la lista della sua spesa e di ammorbidente, dentifricio, pane, acqua e verdure da acquistare gli ingredienti di un accattivante mistero grande quanto il mondo. Lei è zia J: la mia adorazione per lei è l'unica cosa, forse, a non essere un mistero per nessuno. Ho cercato il suo nuovo nome e il suo nuovo romanzo tra gli scaffali; l'ho accarezzato nel breve tragitto tra il reparto libri e le casse e, ancora, nel meno breve tragitto tra la stazione e il mio appartamento; mi ci sono fatto, insieme, anche una foto ricordo. L'ho venerato come un buon cristiano, probabilmente, farebbe con una copia della Sacra Bibbia, e con una copia della Sacra Bibbia autografata. Storia vera, giuro. Tanta adorazione non è stata buttata alle ortiche: l'avevo riposta, sin dall'inizio, in ottime mani. In mani di cui mi fido ciecamente. Perché, che si chiami Robert Galbraith o Giovanni Esposito, Nicolas Sarkozy o Jane Doe, lei è sempre lei. Classe allo stato puro. Dopo il meraviglioso Il seggio vacante, in Il richiamo del cuculo fonde insieme, con la sua maestria senza uguali, la magia del racconto e l'arte dell'indagine. Torna con un intrigante pseudonimo maschile e con un giallo con la lettera maiuscola: struttura dalle linee che più classiche non si può, stile impeccabile, intreccio sinuoso, personaggi credibili ed incredibili al tempo stesso. Pieno di autentica bellezza, limpida grazia e fumoso charme anche nella tragedia, anche nella morte. Non c'è sangue, non ci sono sudate corse a perdifiato o sparatorie da gangster, non ci sono figure che rinunciano facilmente al loro aplomb – nemmeno in caso di omicidio doloso. Lula Landry - ventitrè anni vissuti da bellissimo angelo dalla pelle coloro cappuccino - finisce i suoi giorni sulla terra perdendo la sua polvere fatata e schiandosi al suolo senza più le sue ali di seta pregiata a mantenerla a una spanna dal suolo, lontana da fan asfissianti, paparazzi inopportuni, parenti serpenti, viscidi opportunisti. Cade dal cielo e, leggera come una piuma, non fa rumore: un tappetto di neve attutisce il rumore, non l'impatto. Muore sul colpo, con addosso il suo vestito nuovo. I flash, per l'ultima volta, le illuminano il viso: Lula non sorride. Un magico filo di serendipità conduce il lettore alla scena successiva, ricordando a tutti che, anche se nascosta sotto falso nome, la Rowling è ovunque. Il richiamo del cuculo ha, infatti, un fascino tutto femminile; un ritmo che sembra una danza. A condurti è una lei che potrebbe portarti anche in capo al mondo, se solo volesse. Ci sono sfilze di particolari a cui noi uomini non faremmo mai caso, e tutti prendono magicamente vita sotto i nostri occhi. Ricchezza, salotti lussuosi, palazzi antichi, strade buie, gossip che uccidono. L'autrice porta al banco degli imputati un mondo intero, oscuro per quanto sfavillante, e mette alla berlina un sistema che sempre ispirerà repulsione e fascino. Come il lettore comune, anche la Rowling lo condanna, pur essendone visibilmente e irrimediabilmente affascinata: quasi fosse una gazza ladra che, senza pensarci, si fionda sul primo luccichio avvistato. Un gioiello, forse. O forse una tagliola in cui lasciare le penne. Lula – come Marilyn, Amy, Whitney – è il simbolo della desolante solitudine del vincente. Tutti che la vogliono, nessuno che le vuole bene per davvero. 
Riempie di una sottile tristezza - anche se non ha una voce sua, non più – e, grande personaggio “in assenza”, riportata in vita dalle voci, dai racconti e dai rumors più disparati, sembra condurre le indagini camminando, sui suoi invisibili tacchi alti, accanto agli straordinari protagonisti: per vedere se le lacrime macchiate di rimmel del suo sregolato e fragile fidanzato - un riuscito e originale incrocio tra Kurt Cobain e Johnny Depp - siano reali; per sentire ancora l'adorazione nelle parole di un fratello adottivo in cerca di giustizia e di un simpatico amico stilista; per cercare le sue radici perdute. 
Tutti sono colpevoli, tutti sono innocenti. Le tante, ma impercettibili sfumature tra innocenza e colpa sono difficili da cogliere, mai come in questo caso. Io potrei riassumere l'intera trama qui, in appena due parole. Onestamente, infatti, questo intreccio che si dipana per cinquecento pagine e oltre potrebbe essere mostrato senza troppo sforzo in appena quaranta minuti di un poliziesco alla TV. Eppure, sarebbe un errore mortale ritenere questo romanzo dal titolo sfuggente un giallo come tanti. Eppure, saltando le sontuose descrizioni e i miliardi di dialoghi a piè pari, vi perdereste tutto il resto. Un resto frastagliato, dinamico, palpitante, irriverente e mordace. Favoloso. L'esperienza più bella in assoluto è stata conoscere Cormoran Strike: la sgraziata, ingombrante, incredibile e impresentabile nemesi di La signora in giallo, Sherlock Holmes, Poirot. 
Non ha nemmeno i tratti orientali del Detective Conan, disegnato da un abile fumettista giapponese: lui, casomai, è un bozzetto di Picasso. Soprattutto, non ha pareti piene zeppe di foto di cadaveri sanguinanti, nel suo piccolo studio che profuma disgustosamente di deodorante al lime: ci sono un sacco a pelo, un bollitore, un set di tazzine spaiate, uno zaino che – dalla zip – vomita vecchie cravatte, camicie sporche, cicche di sigaretta. Ha la sua personalità; è la sua casa improvvisata. Con il suo brutto nome e il suo brutto aspetto, Strike è uno dei personaggi più belli e completi incontrati da alcuni mesi (o anni?) a questa parte. Ogni Sherlock ha il suo Watson, poi; ogni Batman ha il suo Robin. E lei si chiama così, Robin: adorabile, gentile, trasognata e piena di risorse, sembra la protagonista di un brillante chick-lit. La Andrea Sachs di Il diavolo veste Prada con un brillante all'anulare, coraggio da vendere e un lavoro precario come segretaria che la spaventa e la esalta in egual misura. Questa strana coppia regala costantemente sorrisi, dal momento del loro imbarazzante primo incontro fino al toccante e delicato congedo: complici, professionali, rispettosi. Quasi amici, quasi. Il richiamo del cuculo ha la scorrevolezza e la leggiadria del Joyland di Stephen King, lo svolgimento perfetto di un giallo in piena regola, personaggi che impari a chiamare per nome come fossero tuoi amici, o nemici, di sempre. E' grande e funzionale in tutto, senza mezze misure. La prova "inchiodante" è contenuta alla fine, come accade per ogni mistero che si rispetti: lo chiudi e sai che è un libro da leggere, consigliare, regalare. Te lo suggerisce il sorriso vagamente ebete che ti è spuntato in faccia nel frattempo. Mentre, alla stazione, vedi il treno partire – lo stesso treno che ti ha portato per sette volte a Hogwarts e, lo scorso anno, nell'inospitale e bella Pagford – e vorresti egoisticamente che questo ambiguo e imperdibile viaggio per Londra iniziasse da capo, senza nemmeno fare tappa per casa tua. Aspetto un altro treno, aspetto un altro caso: prometto. Aspetto di conoscere un altro volto ancora di un'autrice che sempre saprebbe reggere il confronto con i nomi più grandi: questa J.K Rowling, mai così vicina all'immensa Agatha Christie, è un'esperienza da non perdere. Garantito.
Il mio voto: ★★★★★
Il mio consiglio musicale: Lady Gaga - Paparazzi (Piano Version)