mercoledì 16 maggio 2018

Recensione in anteprima: Lonely Betty, di Joseph Incardona

| Lonely Betty, di Joseph Incardona. NN Editore, € 12, pp. 110 |

Il Santo Natale dovrebbe sempre portare la neve. La neve dovrebbe sempre portare il mistero. Il mistero dovrebbe sempre la verità. Si parte in questo preciso ordine: una tormenta che sotto le feste fa scendere le temperature sotto zero, il crimine irrisolto di una triplice sparizione attraverso il punto di vista di una testimone eccezionale, il desiderio quasi incidentale di dare giustizia alle piccole e innocenti vittime che furono. Chi ha ucciso i fratelli Harrys? Dopo la frenesia delle indagini iniziali, la domanda a proposito del loro destino ha perso d'urgenza, di importanza, finché un giorno come un altro non ha semplicemente smesso di riecheggiare. Nella centrale della polizia; tra le strade battute della Contea di Durham, Maine. Qualcosa cambia in occasione del centesimo compleanno di Betty Holmes, chiusa in una casa di riposa – e in un meditabondo silenzio di tomba – da decenni e decenni. All'improvviso apre bocca e, con un colpo di teatro da grande attrice, chiede un colloquio con il tenente John Markham.

Mentre Sally si allontanava, Betty fissò con intensità la terra coperta di neve, come se sapesse con esattezza cosa c'era seppellito lì. E dove.

A modo loro, sono entrambi i pilastri della comunità: lei maestra di innumerevoli generazioni di scolari, licenziata per negligenza in seguito alla scomparsa in sincrono degli ultimi arrivati in classe; lui vecchio cowboy ormai in pensione, che non ha abbastanza pazienza per giocare a carte con l'unico nipote o per stare a sentire storie dell'orrore. 
Quello di Joseph Incardona, scrittore di mamma ginevrina e padre italiano, sembrerebbe un incastro dei più classici e consolidati: il passato che torna, e miete un'ultima vittima. A ben vedere, però, non tutto torna in un romanzo che preferisce non prendersi mai troppo sul serio: dalla psichedelica copertina lynchiana alle ambientazioni statunitensi, da qualche nome che ricorre con fare sospetto (Dolores, Carrie, un bambino inquietante chiamato Stephen) ai capitoli a singhiozzo. Meglio degnare di una seconda occhiata i personaggi, allora, che le righe le travalicano e tra le righe, a volte, si accorgono di vivere. Perché questo sbirro incartapecorito ha una figlia stripper e un linguaggio ingiurioso, per di più nel giorno della nascita di Gesù-Cristo-Nostro-Signore; la candida centenaria confinata nella camera 17 risulta razzista, bisbetica, alle prese con una brutta indigestione da purè di patate e ronzii parlanti oltre le palpebre abbassate; la vice sindaco Sarah Marcupanni manderà parzialmente all'aria i festeggiamenti per Betty – un coro di bambini sotto shock, una torta da prendere e buttare, un solenne bouquet scambiato con una corona funebre –, troppo presa a immaginare i baci umidissimi della secondina Savannah.

Quello, anche, era la vita, sfiorare il dolore e tirare diritto, senza voltarsi.

Lonely Betty ha una scrittura infarcita di informazioni e parolacce come se piovessero, politiche bisex e infermiere maggiorate, Stephen King per vicino di casa e forse dramatis persona. E' una folle fantasia erotica e metaletteraria. Un omaggio e una parodia insieme (degno della sequenza dell'Overlook Hotel nel bel mezzo del rumoroso Ready Player One) di uno scrittore, di un genere, che a pennellate leggere sa realizzare spassosi bozzetti di vita vissuta e di mystery. Sudditi del Re, all'appello: questa volta siete chiamati in causa e, vi avviso, riderete di voi e di Incardona sentendovi perfettamente a casa. Come tutti i giochi innocenti che prestano fede ai proverbi delle nonne, questo – sorprendente e dissacrante com'è – ha la saggezza di durare poco. Peccato, a conti fatti, costi un po' troppo.

Lei non ha mai sentito dire che la realtà talora supera la finzione?

I temi corretti dalla maestra Betty riportano in alto la data, anno scolastico 1958-1959, e le coordinate di una scena del crimine tinta di bianco Natale. Le lezioni di scrittura creativa suggeriscono, per imparare a scrivere, di partire da ciò che conosci bene. La realtà supera la finzione, qui, e la imita.
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Bobby Vinton - Mr. Lonely

18 commenti:

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    1. La tentazione del romanzo è essa stessa l'acquisto. Era così, vero?

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  2. A me invece non tenta più di tanto...vedremo!

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    1. Oggettivamente, è un gioco che divertirà solo gli appassionati.

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  3. In pratica più una novelletta che un romanzo, vista la brevità.
    A quel prezzo è un no, però se esce in paperback potrei pensarci.

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    1. La NN non mi risulta faccia paperback - penso a Benedizione, che ormai ha più di qualche anno - ma mai dire mai, e dovrebbero esserci gli ebook.
      Tu sì che ti divertiresti. ;)

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  4. Se il libro "chiama a raccolta" tutti noi fan di King, come potrei mai evitare di rispondere all'appello? *____*
    La brevità del tutto non mi disturba, anzi (ultimamente mi è capitato di leggere romanzi brevi infinitamente più efficaci e coinvolgenti di certe interminabili epopee...), anche se spero sia disponibile in ebook, che ultimamente ho un po' di grattacapi con i cartacei! ;D

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    1. Verissimo: anch'io, come forse ti dicevo, tra questo, Notte inquieta e Anonimo veneziano sto leggendo piccoli grandi romanzi. ;)

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  5. Devo dire che mi ispira proprio - fosse anche solo per i nomi "famosi" in cui si inciampa.

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  6. Come una falena attirata dalla luce io reagisco alla vista del nome del Re. Segnato!

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    1. Qui non ci si brucia: assicurato!

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  7. Finalmente riesco a venire a lasciare un commento, come ti dicevo su Instagram, ero proprio curiosa di leggere il tuo pensiero. Non avevo dubbi che saresti riuscito ad incuriosire a parlare bene di questo libricino, io ho buttato giù oggi una recensione, e non credo sia venuto fuori un gran lavoro, ma sono ancora un po' perplessa riguardo al libro, anche se lo stile di Incardona mi è piaciuto da matti e sicuramente recupererò anche "La metà del diavolo". Tu lo avevi letto?

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    1. Ma ciao, Sia! Passerò sicuramente a leggere il tuo post. In quanto alla Metà del diavolo: purtroppo no, ai tempi mi era sfuggito completamente!

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  8. Sarà anche politically uncorrect, però una storia che ha a che fare con il Natale bisogna leggerla a Natale. La stagionalità delle visioni e delle letture per me è Sacra. :)

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    1. Ahahah, ricordo la tua ossessione per le visioni a tema!

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  9. Non lo credevo possibile, invece mi intriga parecchio :)

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    1. Sono contento (poi la NN, diciamolo, intriga sempre). ;)

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