Sarà
questo periodo, non lo so. O forse sì.
Cinque
anni fa, quando ho scritto il primo post, non dovevo sentirmi tanto
diversamente. Erano i primi giorni di gennaio: tempo di bei
propositi, di bilanci. E così, anno dopo anno, mi ritrovo da
tradizione in preda a una specie di ingiustificata malinconia.
Saranno le cose che finiscono. Sarà che ho l'albero di Natale da
disfare e proprio non mi va. Sarà che le feste, in cui la spensieratezza è
d'obbligo, da qualche tempo a questa parte non mi piacciono più.
Ogni sette gennaio, fatto sta, mi ritrovo a scrivere questi lunghi e
personalissimi post-confessione. Il resoconto di cosa succede da
un anno all'altro, anche se tra le righe parlano le
recensioni, le stagioni in cui posto spesso o raramente. L'ultimo post
per il compleanno del blog, 365 giorni fa, è così
doloroso che non ho il coraggio di aprirlo. Ma tutto passa: ci si fa
il callo. Anche ai post nerissimi, che ti raccontano i giorni
difficili. Quest'anno pensavo di saltarlo, il rituale del compleanno.
Avevo in mente uno stato Facebook e via. O di mettere in palio
qualche romanzo. Ma sarebbero accorsi soltanto sconosciuti in cerca
di un colpo di fortuna. Invece a me piacciono le persone che leggono
questi post inutili, senza niente in ballo, e che questa volta non
disturberò con storie tristi: croce sul cuore. Cosa faccio, allora?
Un quiz? Un post di curiosità? Un sondaggio? Mi è venuto in mente,
poi, il suggerimento che una volta mi ha dato una persona cara. Alla
fine della giornata, elencare un tot di cose
positive. Nel nostro caso, facciamo alla fine di un anno: legati ai riti che contemplano i punti della situazione e le fotoricordo. E se è
stato un anno lungo e difficile come quello appena passato, se
festeggiamo un lustro, elenchiamone cinque, di cose belle, per
fare pendant. Passerò a rileggermi, così, quando mi scordo che
nonostante tutta ce la faccio.
1.
Ho traslocato. In casa si accumulavano scatoloni già da un po'.
Siamo in tre; in due qualche volta. La casa nuova è più grande, più
calda, e ha queste larghe vetrate in cucina e in soggiorno che la
rendono perfetta d'inverno e una sauna d'estate, quando tocca
rifugiarsi dall'altro lato dell'appartamento per sfuggire al sole.
Abbiamo caricato due armadi, due specchi e una scrivania in una
normalissima e rigatissima 156. Abbiamo risparmiato
comprandoli all'Ikea e poi abbiamo compensato con le bestemmie, tra
bulloni contati e pezzi che stentavano a combaciare. Abbiamo imparato
a fare la piega alle tende. Adesso so usare l'asciugatrice e il
trapano elettrico. Saremmo stati più contenti in quattro, ma non
tutto può andare liscio e la nostalgia va e viene. Con le feste.
Quando provo a descriverla.
2.
Ho scoperto che la comune paura degli zitelli e delle zitelle di ogni
dove – morire soli con sette gatti – non ha senso. Io ne ho uno e, senza, non saprei come fare. Quali fotografie ci metto su Instagram,
senza il muso simpatico di Ciro? Chi mi sveglia alle tre del mattino
trascinando la ciotola vuota in corridoio e facendosi perdonare, dopo,
rubandomi la trapunta? Ciro, in realtà, c'è da due novembri. Questo
luglio, però, in esplorazione sui cornicioni della casa nuova –
che gli piace, molto più della precedente – è caduto dal secondo
piano. Ha riportato una microfrattura
al bacino e un taglio bruttissimo sotto la coda: il sangue non si
fermava più. La sfortuna non ci voleva dare scampo. Mio padre si disperava, mio fratello gridava – chi
aveva lasciato la finestra aperta? - e io, che a diciott'anni dicevo
di non volere neanche la patente, guidavo in direzione della
veterinaria più vicina. Ora è come nuovo, zampetta per casa senza
zoppicare, mi mangia i calzini e le ghirlande dell'abete sintetico.
Mi si siede in braccio solo se lo costringo. Ma certe volte mi guarda
dritto negli occhi e poi scappa via con quel ruggito (prrrù) tutto suo.
3.
Quando è successo quel che è successo, il mio pensiero è stato: e
ora come faccio, con l'università e il resto? C'è chi molla, preso
dallo sconforto, e chi affoga nello studio. Faccio parte della
seconda categoria. In un anno da pendolare ho fatto sei esami – tra questi, i mostri Letteratura italiana e Storia dell'arte contemporanea –
e in un mese, complice una relatrice che mi ha dato carta bianca, ho
scritto una tesi di ottanta pagine. Ho scelto una copertina blu, una
cravatta bordeaux, un completo preso con gli sconti a Piazza Italia e
il dodici dicembre mi sono laureato. A Capodanno eravamo
sparpagliati, ma la discussione ha riunito un'altra volta la mia
famiglia. Sembravamo stare, se non bene, meglio.
4.
A un certo punto ho finito di scrivere una cosa a cui stavo
lavorando da tempo, ma senza crederci davvero. C'era una scaletta da
seguire, ma le parole sfuggivano. Sono ritornate in primavera e,
prima del mio ventiduesimo compleanno, ho messo un punto fermo a
quello che è nato come un pegno verso il me adolescente. Da allora
la storia è stata tagliata, ampliata, riscritta in parte. Ho
lavorato di stucco e lima, complice l'aiuto di una meravigliosa amica
virtuale conosciuta proprio da queste parti. Qualche volta mi dico bravo, qualche altra condannerei il
malloppo al macero. Ma io ho paura di tutto. Quindi aspetto, ci penso
e, tra una cosa e un'altra, scrivo pagine più urgenti, più
mie, in cui ci sono i cinque punti di quest'oggi e il buco nero di ieri. Non so quando, non so se. So che, in caso, vi toccherà darmi
corda perché sì.
5.
Diamo i numeri. Il blog ha raggiunto mille lettori qui, duemila
sulla pagina Facebook, quattrocento su un neonato profilo Instagram.
Le visualizzazioni sono tante, non so neanche leggerle, e non c'è
neanche un post orfano di commenti. Sono stato candidato per il
secondo anno di fila ai Macchianera Italian Awards: dopo l'ultimo
posto dell'anno scorso, siamo avanzati dignitosamente fino al settimo.
Questo, benché la mia grafica faccia pena e resti sempre quella –
quando finisce la sessione invernale la cambio, se Photoshop collabora – e le
esigenze universitarie mi abbiano fatto recensire un'ottantina di
romanzi, sì, ma con una fretta che avete finto di ignorare. E io - per tutto, tutti - vi ringrazio.


























