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lunedì 20 gennaio 2020

Recensione: Luna nera. Le città perdute, di Tiziana Triana

| Luna nera. Le città perdute, di Tiziana Triana. Sonzogno, € 19, pp. 527 |

Tra dicembre e gennaio, grazie agli amici di Instagram, sono stato coinvolto nel mio primo gruppo di lettura. Sulla chat Telegram inaugurata per l’occasione scrivevamo in più di cento. Ci siamo sentiti per circa un mese, dividendo la lettura in tappe e discutendone ogni lunedì. Abituato ai miei personali tempi e a leggere i romanzi d’un fiato, senza spezzettarli né alternarli, all’inizio mi sono calato in quest’esperienza con i piedi di piombo. Con troppe persone coinvolte, infatti, temevo ci sarebbero stati slittamenti, sovrapposizioni, divergenze grandi e piccole; un affollamento di voci di cui non venire mai a capo. Il romanzo in questione, a sorpresa, ci ha trovato stranamente concordi.

Non chiederti se sei una strega, chiediti chi sei.

Colpiti dalla piacevolezza delle prime cento pagine, abbiamo finito per perdere il filo in una seconda parte meno coinvolgente di quella introduttiva e in un finale in cui l’autrice fa il salto definitivo al fantasy. Le attese erano alte. Primo capitolo di una trilogia in fase di stesura e fonte d’ispirazione per la serie omonima, in uscita a fine gennaio su Netflix, Luna nera aveva l’aria di essere una rarità. Un connubio di storia e realismo magico sullo sfondo dell’Inquisizione per parlare, tra le righe,  della secolare forza delle donne – quelle che, caro Amadeus, non indietreggiano mai davanti a un uomo. Ma il risultato, al di sotto delle aspettative, è molto diverso. E dopo cinquecento pagine ammetto di non aver colto né la natura dell’operazione editoriale e televisiva, né di averne percepito l’urgenza. Presentato con una veste grafica sin troppo adulta, con in copertina i commenti lusinghieri di Michela Murgia e Loredana Lipperini – penne celebri del femminismo più impegnato –, l’esordio di Tiziana Triana è in realtà giovanile e fuori tempo massimo. Ho pensato a saghe per adolescenti in voga una decina di anni fa, a cui ho smesso di appassionarmi crescendo: al liceo, eppure, le divoravo avidamente.

Ho combattuto guerre in posti lontani, dove morire in battaglia significa cadere con onore. Ho preferito sempre la vita, anche quando non era dignitosa. Il mio essere donna, sotto quegli abiti maschili, mi ha permesso di guardare il mondo con occhi differenti. Per noi la vita vale sempre di più, semplicemente perché non abbiamo ancora iniziato a viverla.
La storia segue la maturazione di Ade: un’orfana di sedici anni che, nel cuore del Seicento, insieme al fratellino Valente viene accolta in una casa popolata da sole donne. Costrette ai margini e accusate dei crimini peggiori, le protagoniste leggono libri proibiti; studiano le proprietà delle erbe e il combattimento; rifuggono qualsivoglia contatto con gli abitanti di Serra. Parlano di una profezia, e sono convinte che la nuova arrivata avrà un ruolo chiave. Per tutto il tempo, in un’atmosfera ovattata e sospesa, ci domandiamo se siano davvero fattucchiere o ribelli. Immancabilmente l’amore ci metterà lo zampino: quello – proibito, ovvio – di Ade verso Pietro, figlio del capo dei Benandanti e dunque suo acerrimo rivale. Quale futuro possono avere una presunta strega e un inquisitore, benché quest’ultimo anteponga la razionalità scientifica alla fede cieca? 
Assodata la piacevolezza dello stile di Tiziana, diretto e scorrevole, tocca però rimproverarle una trama che interessa in maniera discontinua e una chiusa pasticciata: i capitoli di tanto in tanto sono semplici situazioni giustapposte, interrotti dalle digressioni sul passato del gruppo; i personaggi, maschili e femminili, risultano anonimi e intercambiabili; il gusto scenografico da serial americano – penso all’improbabile ballo in maschera in cui le streghe si imbucano vestite da animali della foresta: insomma, come non dare nell’occhio –, tradisce la bellezza delle atmosfere rurali. Ma il difetto maggiore è la presenza forzata di tematiche importanti, dall’omosessualità al femminicidio, gettate alla rinfusa in un calderone già di per sé ribollente: il libro di ricette di nonna Antalia non diceva nulla, vero, a proposito d’ingredienti e dosi consigliate? Con un piccolo spunto dilatato oltre il dovuto, il romanzo ha dentro troppo ma anche troppo poco. Con una curiosità mista a timore, allora, mi domando cosa potrebbero riservare i prossimi volumi. Vorrò assistere a un’altra eclissi? Mi tengo il beneficio del dubbio, e tanto dipenderà dalla riuscita della trasposizione. Per ora, purtroppo, niente di nuovo sotto il sole. Anche se in cielo scintilla, sinistra, una luna nera.
Il mio voto: ★★
Il mio consiglio musicale: Panic! At The Disco – Into The Unknown

lunedì 21 settembre 2015

Recensione: Florence Gordon, di Brian Morton

"E' semplicemente fantasticoEssere insultata da Florence Gordon durante il nostro primo incontro. Mi sembra di essere stata promossa in serie A."

Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 317
Prezzo: € 17,50
Sinossi: Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del "New York Times" la definisce "patrimonio nazionale", catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel filo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi "cari" si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d'amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all'insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L'anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di "versione di Barney" al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.
                                                    La recensione
In un mondo in cui gli antipatici sono i nuovi simpatici e gli introversi i nuovi estroversi, i misantropi convinti – allergici alle pubbliche manifestazioni d'affetto, chiusi a riccio, pessimisti e sfiduciati – vanno ormai di moda. L'altro giorno, in centro, ho visto un ragazzino con la faccia della felicità, le guance rosse e il sorriso tutto denti, con una T-Shirt con su scritto: I Hate Everyone. Io che, in certi giorni, nel dubbio, odio tutto e tutti davvero, usando la scusa della timidezza cronica che mi rende silenzioso quando la compagnia non è di mio gradimento e rispostacce come armi a doppio taglio quando nessuno mai se le aspetterebbe dal tipo con gli occhiali che non ha nulla da dire, per essere alternativo dovrò mica imparare a socializzare? Gli scorbutici di cui ho letto quest'anno nei romanzi – con il mondo contro per posizione presa, ma diretti verso una parziale redenzione finale – si convertivano alla gentilezza come Scrooge davanti al Fantasma del Natale passato. Perché, dopo disavventure e piccoli miracoli, con la saggezza della vecchiaia – e la paura della morte, e una lista di cose da fare prima di tirare la cuoia – scoprivano essenzialmente che c'era ancora del buono, che la vita è bella finché dura, che non è mai troppo tardi. C'è poi Florence Gordon, eroina eponima del primo romanzo di Brian Morton giunto in Italia, che sa dimostrarsi coerente, puntuale e divertentissima. Ha il nome di una delle città più suggestive al mondo e di una cantante che sembra una splendida sirena degli abissi. Ha professato con caparbia il femminismo e la libertà negli anni della rivoluzione sessuale e, verso gli ottanta, rimane una vecchietta arzilla e indipentente, dotata di silhouette snella, passo svelto e imprevedibili risorse. Arrivata al punto di una vita intensa e di una carriera gloriosa in cui può permettersi la stesura di un memoir ricco e un po' autoreferenziale, scopre grazie a una recensione entusiastica – non la mia, perché Florence si accontenterebbe solo del Times – di essere patrimonio dell'umanità. Mentre si prepara all'arrivo di un'insperata notorietà (non è mai troppo tardi), il corpo inizia a dare i primi segni di fragilità (ma la vita è bella finché dura) e le si stringe attorno quel che rimane di una famiglia che ha voluto tenere a distanza (c'è ancora del buono). Se il copione sembra classico, in realtà Florence Gordon sorprende: perché, come dicevo, nessuno diventa d'un tratto dolce come lo zucchero e perché, dall'alto del suo adorabile egocentrismo, la protagonista – che ha avuto un libro con il suo nome, ma in cui c'è posto anche per gli altri – lascia parlare e sparlare anche chi le è, suo malgrado, vicino. Nessuna metropoli è abbastanza grande, nessun telefono è abbastanza irraggiungibile, se i Gordon decidono di riunirsi. Chi sono i soggetti di questa foto di famiglia a cui la matriarca non può sottrarsi? 
Daniel, il figlio poliziotto che, per ribellismo, non ha voluto seguire le orme dei genitori; Janine, la nuora rispettosa e adorante che ha una cotta per il suo capo; Emily, la nipote brillante e sfacciata che, in famiglia, è l'unica che riesca a tenere testa a una nonna anaffettiva che la tratta come un factotum. Se fosse un film, sarebbe una commedia di Woody Allen. Elegante, verbosa, con un cast all stars. Già immagino la locandina, al cinema, con generazioni a confronto: i due attori di mezza età bollati, anni prima, come promettenti ma che non hanno mai fatto, poi, il fatidico botto; la giovane stella in ascesa, amatissima dagli adolescenti, che qui dimostrerebbe di possedere notevole temperamento; la grande diva senza età, infine, che monopolizza le attenzioni e colleziona candidature. Florence è una Meryl Streep con qualche anno in più sulle spalle: una carriera straordinaria, l'essere sempre all'altezza, la nascita di una vaga antipatia presso i più – io, ovviamente, costituisco felicemente una categoria a parte quando si parla per congetture, ovvio, della più grande attrice vivente e della più grande rompipalle di carta e inchiostro – perché è come il prezzemolo e nessuno regge mai il paragone. Se fosse un film, non apparterrebbe però al mio genere preferito. Anche se amo il cinema che s'ispira al grande teatro, pieno di dialoghi ritmati e battute a raffica. Ma di solito sono abituato a discorsi piccoli che diventano grandi. Questa volta, invece, discorsi grandi diventano piccoli. Si passa dai dialoghi sopra i massimi sistemi all'intimità e non il contrario. Il romanzo pesa e non pesa, dunque, e sfiora e non sfiora, anche per coprotagonisti a noi sconosciuti: New York e i suoi newyorkesi di fretta, fissi al telefono. Se senilità e famiglia sono temi in rilievo, la Grande Mela costituisce il sottotesto – e Florence sarebbe lieta della mia precisazione. La nostra distanza dalla cima dell'Empire State Building o dall'ombra fantasma delle Torri, l'estraneità dinanzi a taluni argomenti di discussione – starà facendo bene Obama, e quanto è aumentato il prezzo della sanità? - rende parzialmente inconoscibile quella realtà, vista non con gli occhi meravigliati del turista passeggero. Ed è come se qualcosa si perdesse nella traduzione – non dico in quella ineccepibile di Parolini e Curtoni, sia chiaro – e nel corso del viaggio. L'immagine conclusiva, da fitta al cuore, così amara e necessaria, ha un'intensità smorzata per la scelta consapevole e onesta del freddo rigore di Florence. Fino all'ultimo, lupo solitario. 
Una risposta sarcastica potrà dare mille soddisfazioni perciò, ma un cuore caldo penso assicuri più ricordi.
Il mio voto: ★★★
Il mio consiglio musicale: George Gershwin – Rhapsody in Blue (“Manhattan” Soundtrack)

venerdì 21 agosto 2015

Coming This Fall #11 - Parte Uno

                                       Ritorni d'autore
Titolo: Quello che non uccide – Millennium IV
Autore: David Legercrantz
Editore: Marsilio
Prezzo: € 22,00
Data di pubblicazione: 28 Agosto
Sinossi: Sarà l'evento editoriale dell'anno e l'attesa, da parte dei media come dei lettori, è già alle stelle. Tutto ciò che riguarda il nuovo thriller che prosegue la Millennium Trilogy è avvolto nella massima segretezza, e per il momento non è possibile svelare alcun particolare relativo alla trama del romanzo. «Ci sono Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander. E poi Erica Berger, l'ispettore Jan Bublanski e Sonja Modig. Troverete il poliziotto Hans Faste, lo zelante pubblico ministero Richard Ekström, il sempre leale Holger Palmgren, Plague della Repubblica degli hacker, e molti altri.»

Titolo: Va', metti una sentinella
Autore: Harper Lee
Editore: Feltrinelli
Prezzo: € 19,00
Data di pubblicazione: 19 Novembre
Sinossi: Il romanzo che ha generato il celeberrimo Il buio oltre la siepe, scritto da Harper Lee qualche anno prima dell'opera che l'ha resa famosa ma dove incontriamo per la prima volta alcuni degli stessi protagonisti, tra cui l'indomita Scout (Jean Louise Finch) e suo padre, l'avvocato Atticus Finch.



Titolo: Anna
Autore: Niccolò Ammaniti
Editore: Einaudi
Prezzo: € 19,00
Data di pubblicazione: 29 Settembre
Sinossi: In una Sicilia diventata un’immensa rovina, una tredicenne cocciuta e coraggiosa parte alla ricerca del fratellino rapito. Fra campi arsi e boschi misteriosi, ruderi di centri commerciali e città abbandonate, fra i grandi spazi deserti di un’isola riconquistata dalla natura e selvagge comunità di sopravvissuti, Anna ha come guida il quaderno che le ha lasciato la mamma con le istruzioni per farcela. E giorno dopo giorno scopre che le regole del passato non valgono piú, dovrà inventarne di nuove. Una luce che si accende nel buio e allarga il suo raggio per rivelare le incertezze, gli slanci del cuore e la potenza incontrollabile della vita. Perché, come scopre Anna, la «vita non ci appartiene, ci attraversa».

Titolo: Chi perde paga
Autore: Stephen King
Editore: Sperling & Kupfer
Prezzo: € 19,90
Data di pubblicazione: 22 Settembre
Sinossi: John Rothstein, scrittore osannato dalla critica e amato dal pubblico, è stato reso immortale dal suo personaggio Jimmy Gold. Morris Bellamy, il suo fan più accanito, gli è piombato a casa sua nel cuore della notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. Non sa ancora che oltre ai soldi, John Rothstein nascondeva un tesoro ben più prezioso: decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent'anni prima che possa recuperarli. A quel punto, però, dovrà fare i conti con Bill Hodges, il detective in pensione eroe melanconico di Mr. Mercedes, e i suoi inseparabili aiutanti.

Titolo: Gli ospiti paganti
Autore: Sarah Waters
Editore: Ponte alle grazie
Prezzo: € 18,60
Data di pubblicazione: 15 Ottobre
Sinossi: Nel 1922 Londra mostra ancora i segni della guerra. Una famiglia è stata sfaldata dal conflitto e madre e figlia si ritrovano sole, senza i loro uomini persi in battaglia. Sono perciò costrette ad affittare le stanze della loro casa e Gli ospiti paganti sono una coppia di sposi con cui condivideranno intimità, rumori, incontri e abitudini. Ma a sconvolgere la quotidianità saranno un amore inaspettato, un'aggressione e un omicidio...

Titolo: Le tre notti dell'abbondanza
Autore: Paola Cereda
Editore: Piemme
Prezzo: € 17,50
Data di pubblicazione: 25 Agosto
Sinossi: Fosco è un paese arroccato su uno scoglio a picco sul mare. Per arrivare alla spiaggia, bisogna avventurarsi lungo una scala di legno e pietra che nessuno si è mai preso la briga di aggiustare. Perché il mare è maledetto e gli abitanti non lo possono avvicinare. La Calabria di Fosco è una terra aspra dove il tempo scorre lento, dove tutti corrispondono ai propri ruoli e ai propri cognomi e, fin dalla nascita, hanno il loro posto nel mondo. Le regole, dettate dalla malavita locale, sono legge per coloro che lì nascono. Per tutti, ma non per Irene. Irene ha quindici anni e un quaderno arancione sul quale disegna il quotidiano, così come se lo immagina. La notte, sui tetti di Fosco, si incontra con Rocco, il figlio di uno sparato, in uno spazio di complicità e tenerezza che permette di fantasticare un altro mondo possibile. Durante l’annuale pellegrinaggio alla Madonna delicata, Irene e Rocco ascoltano una conversazione tra masculi che cambia per sempre il corso delle loro vite. Le successive tre notti dell’abbondanza segnano un prima e un poi senza ritorno. E se è vero che le donne di Fosco nutrono il sistema e spingono i figli a vendicare, c’è chi prova a cambiare, nella convinzione che la vita si accetta ma non si subisce. Irene farà la sua scelta. La vita, per lei, è una pennellata di colore su un muro bianco.

Titolo: Chaos – Il nemico
Autore: Patrick Ness
Editore: Mondadori
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: Dicembre (?)
Sinossi: Todd sta per compiere tredici anni, ed è l'unico ragazzo sopravvissuto a Prentisstown. Qui le donne sono scomparse e tutti i 146 abitanti della cittadina sono affetti dal "rumore". In questa realtà in cui tutti sono perennemente "connessi" alla mente degli altri sembra impossibile nascondere i propri segreti. Eppure c'è un grande segreto da scoprire. Todd, armato di un misterioso coltello ricevuto in dono, sa solo che deve correre e fuggire lontano: ma da chi? E perché? Quando incontra Viola, la fuga diventa la ricerca della libertà dall'universo opprimente di Prentisstown. Ma la salvezza è lontana. Per salvarsi Todd e Viola sono costretti a separarsi. E a fidarsi del loro più grande nemico, il sindaco Prentiss. Todd ne diviene collaboratore e sodale; Prentiss, l'unico che abbia notizie del destino di Viola, tiene in pugno le esistenze di entrambi. Ma dove è nascosta Viola? È ancora viva? Qualcosa o qualcuno deve essere sacrificato per sempre, in nome della libertà.

                                        Narrativa Straniera
Titolo: Piccoli esperimenti di felicità
Autore: Hendrik Groen
Editore: Longanesi
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 1 Ottobre
Sinossi: Hendrik è il tipo d’uomo che fa conti del genere ogni giorno. Anche perché nella sua casa di riposo c’è poco altro da fare. La vita trascorre placida, fin troppo. Ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco, ma ora si chiede se davvero ne sia sempre valsa la pena. E soprattutto se vale la pena di continuare così. E siccome nella vita bisogna avere dei progetti, o perlomeno fare degli esperimenti, Hendrik decide due cose. La prima: farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte. La seconda: concedersi un anno, prima di prenderla, e in quell’anno fondare un club. In quest’anno di vita succederanno tante cose, tante scoperte, tante perdite e molti piccoli esperimenti di felicità... E alla fine si vedrà chi l’avrà vinta: la pillola o una nuova primavera da attendere.

Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Editore: Sonzogno
Prezzo: € 17,50
Data di pubblicazione: 17 Settembre
Sinossi: Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan, ma non è certo una vecchia signora. È una femminista ebrea divorziata, una scrittrice scorbutica, un’attivista testarda e orgogliosa. Detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Anche la famiglia è per lei un fastidio più che una rete di affetti. Florence sta lavorando alla sua settima fatica, un libro di memorie, e desidera solo restarsene a casa tranquilla, quando un importante articolo del New York Times la definisce “patrimonio nazionale”. Di colpo viene catapultata sotto le luci della ribalta e la sua vita prende un’accelerazione definitiva, obbligando Florence a uscire da quel filo spinato che aveva costruito attorno a sé. La situazione precipita appena i suoi “cari”, dalla lontana Seattle, si trasferiscono a New York. Florence si sente sotto assedio e sarà costretta ad avere molti più contatti con il prossimo di quanti ne vorrebbe.

Titolo: Hugo & Rose
Autore: Bridget Foley
Editore: E/O
Prezzo: € 18,00
Data di pubblicazione: 10 Settembre
Sinossi: Rose è delusa dalla sua vita pur non avendone motivo – ha una bella famiglia e una deliziosa casa in un bel quartiere.  Ma per Rose questa vita ordinaria è messa in ombra dalla sua altra vita, quella che vive ogni notte nei suoi sogni. Da bambina, in seguito a un incidente, ha iniziato a sognare una meravigliosa isola ricca di avventure. Su quest’isola non è mai stata sola: c’è sempre Hugo, un ragazzo coraggioso che cresce assieme a lei negli anni fino a diventare il suo eroe. Ma quando con loro grande sorpresa i due si incontrano nel mondo reale dovranno scegliere cosa fare del loro rapporto: restare amici? Diventare qualcosa di più? Oppure continuare a vivere avventure solo nei sogni senza le incognite della realtà?

Titolo: So che sei qui
Autore: Clélie Avit
Editore: Mondadori
Prezzo: € 18,00
Data di pubblicazione: 15 Settembre
Sinossi: È in coma da venti settimane. Sente tutto, ma nessuna delle persone accanto a lei se ne accorge. Un giorno, per errore, entra nella sua stanza un ragazzo sconosciuto. Thibault non sa nulla della storia di Elsa, ma inizia a parlarle, conosce i suoi amici, qualcosa nella ragazza addormentata che profuma di gelsomino e gli sembra così dolce lo tiene legato magneticamente alla sua stanza. Giorno dopo giorno torna a farle visita. Ed Elsa? Sente tutto, ma non può rispondere. Non può chiedere a quel ragazzo gentile di prometterle che tornerà anche il giorno dopo, non può dirgli che sa riconoscere il suono della sua risata in corridoio e che ora quasi sente il calore del suo bacio sulla guancia. Thibault non sa che Elsa non si risveglierà più, perché a breve la staccheranno dalle macchine che la tengono in vita. L’hanno deciso i medici, la famiglia ha acconsentito. Tutti credono che sia impossibile che Elsa si risvegli, eppure ogni volta che Thibault entra nella stanza il suo cuore…

Titolo: Prometto di sbagliare
Autore: Pedro Chagas Freitas
Editore: Garzanti
Prezzo: € 16,40
Data di pubblicazione: 27 Agosto
Sinossi: Il locale è affollato e rumoroso. L’uomo è seduto vicino alla finestra e guarda il cielo grigio. Sono passati anni dall’ultima volta che l’ha vista, il giorno in cui l’ha lasciata. Da allora, lei si è rifatta una vita, e anche lui. Eppure solo ora si rende conto di non avere smesso di amarla neanche per un secondo. Per questo, quando lei cerca di fuggire da lui, troppo sconvolta dalle emozioni che la percuotono, l’uomo decide di fermarla. E nel loro abbraccio, in mezzo ai passanti, prometterle di tentare, agire, cadere, sbagliare di nuovo. Amarla. Davvero e per sempre. Questa sembrerebbe la fine, ma non è che l’inizio della loro storia. Perché ogni loro gesto, ogni lettera che si scrivono, ogni persona che incontrano, ha un universo da raccontare. E l’amore è il filo rosso che lega tutto.

lunedì 25 maggio 2015

Recensione: Piccola Dea, di Rufi Thorpe

La vita era venuta a cercarmi, e anche mentre parlavamo, anche mentre facevamo giochi di parole e ci scambiavamo battute nella nostra lingua umana, formando strati e strati di simboli, la vita stava dirigendo la diramata rete di vene nel mio ventre e forgiando dal nulla una creatura.

Titolo: Piccola Dea
Autrice: Rufi Thorpe
Editore: Sonzogno
Prezzo: € 16,50
Numero di pagine: 269
Sinossi: A dispetto dei luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore. È quello con l'amica del cuore. Lorie Ann e Mia, in riva all'oceano della California, sdraiate al sole a scambiarsi segreti, mentre provano a schiarirsi i capelli con il succo di limone, di questa amicizia ne sanno qualcosa. Diversissime tra loro, eppure unite come sorelle, crescono complici e spensierate: non passa giorno senza che l'una sappia nell'intimo cosa nasconde il cuore dell'altra. Siamo nei festosi anni Ottanta, e all'inizio di questa loro storia, che durerà per altri vent'anni, Lorie Ann e Mia si fanno una confidenza che scotta e che impone una decisione complicata: hanno sedici anni e sono rimaste incinte. Mentre Mia è la bulla, scostante, con una famiglia sgangherata, Lorie Ann è la perfezione, quella che tutti invidiano: per la sua bellezza solare, il carattere aperto e generoso, la vita serena avvolta da una famiglia unita. Se la biologia c'entrasse col destino, e la scelta coraggiosa di Lorie Ann di non abortire, all'opposto dell'amica, dovesse venire premiata, avrebbe dovuto essere lei quella baciata dalla fortuna e dal successo. Invece, anno dopo anno, Lorrie Ann scivola in tutt'altra esistenza, e a Mia, pienamente realizzata, non resta che documentare, e interrogarsi sulle ragioni per cui la sorte abbia riservato alla sua "divina" amica un percorso tanto accidentato.
                                           La recensione
Aiutavo mia mamma a piegare le lenzuola, una delle cose che più odio fare al mondo, e poi è naturale che mi chieda ma quando non ci sono io, a casa, da chi si farà mai aiutare?, e si parlava di chi stesse leggendo cosa. Avevo finito Piccola Dea, acclamato esordio di Rufi Thorpe, e non ero soddisfatto granché. Alla domanda com'era? avevo risposto una cosa che odio, quasi quanto la storia del bucato: così così. Appena qualche giorno prima, a metà lettura, avrei avuto un tono completamente diverso: non avrei potuto che parlare bene di quella scrittura matura, originale; dei sogni segreti di due protagoniste inquadrate tra gli anni che scorrono veloci; di un'opera prima che - per stile, contenuto, ironia sferzante  - non sembra tale. Un lenzuolo, poi eccone un altro, e io che parlavo e parlavo. Come quando un libro non mi piace, almeno non del tutto, e voglio capire perché. La mia ascoltatrice non mostrava segni di noia, e io giù di chiacchiere, ipotesi, metafore: le corde del balcone pesanti di felpe, camicie, pigiami perché ci preparavamo a chiudere tutto in uno scatolone per il cambio di stagione. E, come raccontavo, questo libro sembrava in linea con l'estate che arriverà. Luminoso, colorato, abbronzatissimo. A bordo piscina. La storia di Mia e Lorie Ann parte così, con i turisti e le creme solari, e prende le mosse da lontano, con gli iconici anni '80, i sedici anni, le scelte. Crescono come gemelle siamesi, le due, in quei quartieri pacchiani di gente arricchita che, con un tremolio di Wall Street, si impoverisce di nuovo, ma rimane sempre ancorata alla sua bella casa. Si completano: Lorie Ann bellissima, saggia, buona, figlia perfetta nella famiglia perfetta; Mia, la narratrice, arrivista e egocentrica, con la sua incasinatissima famiglia allargata e un cuoricino nero che la rende indifferente davanti alla prospettiva dell'innamoramento, ma non alle lusinghe dell'altre sesso. Ci rimane secca la prima volta: un lui impacciato coi profilattici, un amplesso di due secondi, la decisione alla leggera dell'aborto, perché 16 anni incinta non era ancora in onda e i bebé e le lettere morte, sua grande e inconsueta passione, non erano conciliabili. A Lorie Ann succede lo stesso qualche tempo dopo, ma lei al contrario crede di amare il suo lui impacciato coi profilattici, sceglie un matrimonio riparatore e non mette un freno brusco alla vita che le cresce dentro. Ma metterà un freno alla sua, di vita: un neonato problematico, affetto da gravi handicap, e la vedovanza all'improvviso - in una girandola di tragedie e malintesi - la costringeranno a dare una nuova priorità ai suoi sogni gloriosi. Rufi Thorpe, attraverso un tono cinico, civettuolo e pungente, senza dolcezze e senza retorica, ci parla di due amiche che ogni tanto si separano e ogni tanto si ritrovano. 
I telefoni squillano, anche dall'altra parte del mondo. Quando Mia si trova a lavorare nella fascinosa Istanbul e a custodire un test di gravidanza nel cassetto. Quando Lorie Ann, fragile e ingenua, con il destino infelice di chi è troppo buono, imboccherà la strada dell'eroina. Quando, in nome di un'amicizia non sempre disinteressata, ci si incontra a metà strada. Piccola Dea mi è piaciuto molto fino a quando era quello che la copertina prometteva: una spassosa adolescenza al sole. A un certo punto, ma non ricordo il momento esatto, ho iniziato a sviluppare una leggera intolleranza. Ci sono i romanzi che raccontano un'esistenza, questo finisce per diventare uno di quelli e la Thorpe mette per iscritto le contraddizioni di due vite vere e, purtroppo, i troppi lutti, il troppo disincanto, le troppe disdette diventano troppo. Per me, almeno, che sono un fan convinto del less is more. Da poco - un poco relativo, che coincide con la fine di tutti quei "prendi, piega e occhio alle grinze" - ho capito che, per una volta, il problema non è il romanzo, e non era nemmeno il suo essere pieno fino all'orlo di temi scottanti e avventure esotiche, bensì io. C'è che io sono maschio e Piccola Dea è un romanzo di donne, soprattutto per le donne. 
Attenzione, ché mi spiego meglio. C'è questa idea, un pregiudizio bello e buono, che i romanzi d'amore siano pensati per il solo pubblico femminile.
La Thorpe non fa parte di quel genere lì, non è cosa da ragazzine. E' cosa di mogli e di madri, neanche di figlie: lettrici mature, che sanno già un po' di tutto questo. Quello che le donne pensano e non dicono. Piccola Dea è un romanzo che richiede esperienza e doppio cromosoma X: vissuto, profondo, a modo suo anche criptico. Gli abissi del mondo femminile e dei suoi tabù scandagliati in maniera che esula qualsiasi logica scontata, moralistica e benpensante. Si parla di un aborto che a volte è giusto e basta, dell'accanimento terapeutico, di brave donne che sono messe al mondo per essere madri cattive. Di un istinto materno che non è vero sia innato, come invece dicono. Argomenti universali - nella coppia si è in due, tanto - ma sviscerati da chi detiene le chiavi di tutte le ragioni: i padri sentono di avere poca voce in capitolo, avendo fatto il minimo sforzo. E le motivazioni delle misteriose creature della Thorpe sono estreme, coraggiose, giuste. Ma io, che sono empatico e comprendo, talora ho avuto difficoltà ad accettarle: noi uomini siamo per le risoluzioni semplici, per i poi si vede. Lorie Ann e Mia invece mettono al vaglio tutto, sezionano l'amore e quello che viene dopo, pensano cose che non ho mai pensato. Inconciliabili, naturalmente diversi, ma ci si prova... E il fatto che me l'abbia suggerito una ragazza - la carissima Valentina dell'ufficio stampa, che ringrazio e saluto - mi fa sentire un privilegiato. Le donne leggono notoriamente di più e le donne, dunque, leggono il mio blog più degli uomini: a voi Piccola Dea proprio non posso sconsigliarlo, capito? Le tre stelle per un testo oggettivamente pregevole, piacevole da leggere, ma che alla fine dei conti non era cosa mia, a causa di una barriera invisibile che non percepisci ma c'è. Un passo di troppo e ci sbatti il naso contro.
Il mio voto: ★★
Il mio consiglio musicale: Cyndi Lauper – Girls Just Wanna Have Fun (George Ezra)

domenica 19 aprile 2015

Recensione: L'estate del bene e del male, di Miranda Beverly-Whittermore

 Se vuoi diventare una Winslow, dovrai cambiare ciò che significa essere un Winslow. Dovrai far cadere tutti loro.

Titolo: L'estate del bene e del male
Autrice: Miranda Beverly-Whittermore
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 412
Prezzo: € 18,50
Sinossi: Dopo aver vinto una borsa di studio per un college prestigioso dell'East Coast, l'intelligente ma ordinaria Mabel Dagmar si trova a essere compagna di stanza della ricca e capricciosa Genevra Winslow. Mabel viene subito stregata dal mondo aristocratico di Ev e, contro ogni previsione, tra le due ragazze nasce una forte amicizia. Così quando Ev invita Mabel a passare l'estate a Winloch, la centenaria proprietà di famiglia affacciata su un lago del Vermont dove il potente clan Winslow ama radunarsi, Mabel accetta senza pensarci due volte. Lì, tra bagni di mezzanotte, gite in barca, feste e fuochi d'artificio, Mabel si rende conto di avere trovato tutto ciò che ha sempre desiderato: l'amicizia, l'amore, il lusso e, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, la sensazione di far parte di qualcosa di bello e felice. Tuttavia, a mano a mano che l'estate avanza, Mabel avverte che sull'abbagliante perfezione dei Winslow si allungano ombre inquietanti che affondano le radici in un tempo lontano. Mentre indaga sui loro segreti, Mabel si ritrova a lottare con i demoni del suo stesso passato e scopre che a volte il Bene non è altro che una maschera. E che nell'eden di Winloch si nasconde un Male che forse solo lei è in grado di fermare. La ragazza dovrà scegliere: affrontare l'orrore che batte nel cuore del clan e farsi cacciare da quel paradiso, oppure lasciarsi sedurre dallo splendente futuro che le viene offerto.
                                                      La recensione
Amy Merrick
Ogni romanzo ha una storia. Una doppia storia. Quella che scrive l'autore e quella che gli fa vivere, poi, il suo lettore. Sono un padrone degenere e ai miei sfortunati libri, qualche volta, tocca aspettare il loro turno o, per meglio dire, i miei comodi. Da accumulatore compulsivo, voglio più cose di quante possa leggerne: storia risaputa. L'estate del bene e del male, mi sono detto, dovevo averlo; con quella copertina lì – un'evocativa e calzante illustrazione della brava Maria Cecilia Azzali – non poteva starsene in un angolo. Mi sono avvicinato alla storia della famiglia Winslow – una storia di bugie e apparenze – grazie alla sua stessa apparenza: anche l'occhio vuole la sua parte, ragionando per proverbi. E siccome la Sonzogno affida le sue copertine a grafici non solo esperti, ma che ti danno perfino l'impressione – e puoi giurarlo quasi, a fine lettura - di averlo assorbito prima di te, quel racconto, per poi rappresentarlo nel dettaglio su un solo foglio di carta, volevo proprio sapere perché l'illustratrice avesse disegnato i rovi di spine, le ragazze ficcanaso, gli alberi che bucano barbaramente le case, la luna piena in cielo quando è giorno. Correva il periodo della sessione invernale, e il resto è risaputo. Libri brevi, storie semplici, romanzetti, per stare dietro a blog e università. L'esordio di Miranda Berverly-Whittermore, più di quattrocento pagine e una mole non indifferente, ha la sfortunata fortuna di non fare parte della categoria. Ma meglio così; meglio per me. Con il caldo di questa primavera che finalmente si sta mostrando generosa, nei ritagli di tempo in poltrona o in balcone, visto che i prossimi esami sembrano con l'inganno lontani lontani, mi sono goduto un romanzo gotico in piena regola che però, coi castelli diventati cottage e le precettrici arrampicatrici sociali in erba, gli alberi genealogici che marciscono nel basso delle loro storie famigliari di abusi e figli bastardi, ha scenari vacanzieri e un clima da sogno che, pur con le notti illuminate dai fuochi d'artificio del quattro Luglio e lampi e tuoni severamente banditi dall'idillio, ben poco contribuiscono a rassicurare. Oscuro, anche alla luce del sole. Con le ombre che si allungano sui picnic come in un dipinto di De Chirico e nell'immaginazione diventano coltelli affilati. Misteriosissimo e sfuggente, benché non ci siano svolte lasciate al caso. L'estate del bene e del male lo avrei letto anche in tempo di studio, con la stessa fretta e curiosità di adesso, e sarebbe stato una autentica distazione; io che, al contrario, lo avevo momentaneamente accantonato pensando fosse troppo prolisso e impegnativo. E' un romanzo da gustare in vacanza, mentre l'ozio e il relax sottratti alla routine ti aiutano ad entrare, all'inizio, in quel mondo che non avrai mai. Non la classica lettura da ombrellone, intendiamoci, ma ottima per avere con sé – quando si è in ferie – un libro veloce e ineditamente ben scritto. Il mio “ineditamente” non è inserito a caso: ritmo e descrizioni particolareggiate come quelle della Whittermore raramente vanno d'accordo, ma leggendo in media cento, centocinquanta pagine al giorno mi sono accorto di essere in presenza di un esordio da tenere d'occhio; un'eccezione. 
Un'eleganza che non è dei nostri tempi, una scrittura consapevole, un intreccio simmetrico e sottilmente inquietante che inchioda alle pagine, dopo una prima metà da romanzo di formazione. Ha storie dentro storie, trame e sottotrame, capitoli concisi e funzionali che aiutano a metabolizzare i colpi di scena e la miriade di stranezze che si porta in valigia – e in testa - una narratrice precoce, omertosa e difficile da amare. Mabel Dagmar è la ragazza con i tacchi rossi che spia dalla finestra, in copertina: diciott'anni e una voce già matura, una famiglia con cui ha rari contatti, una migliore amica che la sfrutta e che lei sfrutta a sua volta, nella maniera dei ladri e delle sanguisughe. Origlia segreti, ruba dettagli impercettibili, ha il voyeurismo dell'ospite che, da un momento all'altro, ha paura sarà invitata a ritornare a casa sua: così fa il suo meglio e il suo peggio; spreme, sviscera, seziona e osserva. Spettatrice esterna di un mondo che disprezza e adora; guardiana di una famiglia perfetta di cui vorrebbe fare parte o che forse desidera rovesciare dall'interno, in un colpo di stato scandito dai colpi di scena. 
Suscita antipatia, a tratti, al pari dell'inarrivabile Genevra – la prima bisognosa di tutto, l'altra viziatissima; l'una sospettosa e scaltra, l'altra superficiale come chi è facoltosa, avvenente e non poteva chiedere di certo anche la brillantezza nel pacchetto – ma ha una malizia, nella voce, che intriga e un contraddittorio desiderio di successo che riconosci anche come tuo, dando giusto un'occhiata ai cassetti in cui hai riposto i sogni di gioventù e agli armadi in cui, invece, tieni gelosamente i tuoi cari scheletri. Siamo tanto diversi da lei quando, con un moralismo che nasconde solo la peggiore forma di invidia, al cinema o in televisione sbirchiamo di sottecchi le vite di chi fa spese folli, festeggia senza un perché, indossa abiti eleganti ai brunch, nasconte sotto il tappetto lo sporco di dipendenze viscide e pulsioni sessuali fuori controllo? Lo sguardo di questa intrusa, un angelo stonato in un Eden di bellezza e prosperità, è accattivante. Gli occhiali da sole calati sulla punta del naso, un grande classico sul petto che tanto non riuscirà a leggere alla fine dell'estate, un posto d'onore sulle sponde del lago mentre gli altri fanno un tuffo dove l'acqua è più nera. E le zie straparlano, e i padri di famiglia sono lussuriosi bugiardi, e i Van Gogh in soggiorno nascondono, sul retro, la storia di uno scandalo sepolto nel tempo. Alcune porte vengono chiuse a doppia mandata, altre vengono spalancate ad amori selvaggi e al brivido dell'omicidio. Tra comparse e parenti acquisiti, in quella patinata foto di famiglia non c'è nessuno – alla fine del romanzo – che non conosci. Tutti sorridenti, tutti biondi, tutti vestiti di bianco. In un luogo defilato, però, c'è una ragazza che coi suoi chili in più e i capelli scuri è fuori posto. Messa lì, in mezzo a bambini come putti e a matriarche senza rughe, sembra il ritaglio di un collage inserito a casaccio. L'estate del bene e del male, da giugno ad agosto, racconta la stagione della sua maturità. Chi sono gli splendidi Winslow, e chi è l'infiltrata invidiosa e pungente che, per tutto il tempo, te li racconta, restando nell'ombra? Le risposte in un romanzo che è un giallo ma non solo, che calcola quanti anni contano gli alberi di quel bosco privato e smaschera le preoccupanti incongruenze dei loro nodi di legno e DNA. Mi limito a parlarne vagamente, perché se raccontato in poche righe sembrerebbe un'infinita soap opera. Forse per certi versi lo è, ma a fare la differenza è la credibilità di un'autrice che nasce qui, eppure è già bravissima.
Attenta alla retorica di Lucifero. Ti sedurrà con il suo carisma”. Aveva sorriso e picchiettato con un dito sul mio libro. “Non ho ancora cominciato a leggerlo veramente.” “Be'” aveva replicato lei, “allora magari un giorno saprai ciò che intendo. E come l'oscurità infetta quelli che tra noi non possono resistere a una storia succosa”. I suoi occhi si erano illuminati, maliziosi. “Fa' attenzione. Tu sembri proprio quel tipo di ragazza.”
E io sono quel tipo esatto di ragazzo.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Lorde - Team 


Dancin’ around the lies we told
Dancin’ around big eyes as well...”

mercoledì 16 luglio 2014

Recensioni a basso costo: Il profumo del pane alla lavanda, di Sarah Addison Allen

Talvolta, quando si sta per tanto tempo con qualcuno, ci si mette in testa che le cose in passato andassero meglio, anche se così non è. I ricordi, pure quelli brutti, più invecchiano più diventano morbidi come pesche mature.

Titolo: Il profumo del pane alla lavanda
Autrice: Sarah Addison Allen
Numero di pagine: 283
Prezzo: € 9,90
Sinossi: Claire è una Waverley e conosce bene le magiche proprietà di frutti e fiori che crescono nel suo giardino. Dalla nonna, Claire ha ereditato la grande casa in cui vive sola e ricette preziose che possono cambiare il destino delle persone. I nasturzi inducono a mantenere i segreti, le bocche di leone spengono la passione e la lavanda... Tuttavia, la sua è una vita tranquilla. Almeno fino al giorno in cui la sorella Sidney, scappata di casa dieci anni prima, bussa inaspettatamente alla porta e fa vacillare il muro che Claire ha costruito attorno al proprio cuore.
                      La recensione
Mi dicevano tutti, e da tempo, di leggere questo romanzo. Tutti, e da tempo, l'avevano già fatto. Letto, recensito, apprezzato. Io l'ho regalato a mia madre per il compleanno, lo scorso febbraio, facendo un piccolo sondaggio privato tra amiche lettrici accuratamente selezionate e scelte. La risposta era stata la stessa. In coro, avevano suggerito Il profumo del pane alla lavanda. Perché era economico, lieve e anche scritto bene, cosa che non guasta. E' passato l'inverno, è passata la primavera: l'estate è stato il suo momento migliore. Non mi sento di aggiungere granché a quello che è stato detto. Se Sarah Addison Allen piace così, universalmente, il motivo c'è e l'ho scorto anch'io. In punta di piedi, leggera come una fata dei boschi, ti sussurra all'orecchio storie come quella delle sorelle Waverley. Rilassantissime. Una famiglia al femminile, la loro, che ha sempre avuto due segni particolari: l'irrequietezza e la magia nei polpastrelli. Il cognome è quello dei maghetti di Disney Channel, ma non hanno legami di parentela manifesti. Niente bacchette, niente antagonisti da rispedire altrove, niente scuole per giovani streghe. La loro, è una magia quotidiana, personalissima. La indossano come un vestito e, su di ognuna di loro, il tessuto appare diverso. Liscio, ruvido, attillato, floscio, di seta o di lana. Abitano in un paesello del Sud, che sembra parte di un romanzo Southern Gothic molto poco gotico, ma che compensa con fantasia, buonumore e ricette prelibate. 
Tutti additano tutti, tutti hanno sulle labbra il nome della famiglia Waverley. Una casa strana, un melo che si anima e scaccia gli sguardi dei forestieri a suon di bracciate (be', se solo avesse braccia), ingredienti giusti per le occasioni giuste. Una sola sorella Waverley in circolazione è già abbastanza da sopportare: Claire, i capelli lunghissimi, le forme di una procace Sofia Loren, la passione per capolavori di piatti, una sorella sparita da dieci anni. Quella sorella che ritorna, diametralmente opposta, con il sangue che è lo stesso ma il pensiero che è diverso. Sidney: più abile di Edward Mani di Forbice con i tagli di capelli, ha un nuovo look, ricordi di vecchi amori e di nuove cicatrici, una figlioletta al seguito, che ha la sfortuna di avere un mostro feroce come papà. Sono in fuga. Sidney è fuggita anche da casa sua, ma a volte ritornano, come si dice. Lei ritorna sui propri passi, dalla sorella che non ha mai smesso di essere, prima di tutto, sua migliore amica. Sullo sfondo di giardini rigogliosi, fiori ovunque e ricevimenti di lussuriose famiglie per bene, in una casa sensibilissima che scricchiola da mattina a sera e si lamenta cigolando tutta, altri personaggi e altri doni speciali. La piccola Bay, che sa qual è il posto giusto per ogni cosa; l'adorabile Evanelle, con la sua tuta acetata e le sue buste piena delle segrete necessità dei suoi compaesani; Tyler e Henry, uomini e senza poteri, che sanno comunque l'effetto che, sulle donne, possono avere sorrisi e un po' d'amore sincero. 
Il profumo del pane alla lavanda è un piccolo piacere da scoprire strada facendo. Un libricino di poche pretese, con dialoghi rari e la fantasia che galoppa incontrastata, ma che fa tanto bene. Poi lo posi e, il giorno seguente, magari, già non lo trovi entusiasmante come il giorno prima, ma sei stato in ottima compagnia. Ti hanno incantato quelle descrizioni cariche di dettagli; ti ha stregato l'attenzione per le luci, gli arredamenti, gli odori. Soprattutto, gli odori. Sarah Addison Allen parla con una penna dal tocco impalpabile e anche con il naso, che si arriccia come una palpebra di cartilagine e cerca, scova e trova nuovi punti di vista. Avete presente il ciclo di film che, nei mesi più caldi, Canale Cinque dà o dava in prima serata? Un'estate d'amore, si chiamava. I titoli erano sempre e soltanto gli stessi: Qui dove batte il cuore, Ricominciare a vivere, Per incanto o per delizia?, Amori & Incantesimi. Il romanzo – anche se sembrerà un'offesa, ma giuro solennemente che non lo è! – starebbe bene lì in mezzo. Come a casa. Le sorelle Nicole Kidman e Sandra Bullock sarebbero perfette confidenti, per scambiarsi ricette, libri di magia, figurine di amanti infelici, ad esempio. La particolarità di questo romanzo, per me, è che sta bene così. Puoi leggerlo quando vuoi. Non esistono momenti sbagliati o momenti giusti. Foglie secche, tazze calde, mani fredde d'autunno. Coperta e neve d'inverno. Terrazzino, aria frizzante e una pianta di gerani in primavera – e dai gerani dicono venga fuori un vino rosso che ricorda a chi lo beve i momenti felici: astenersi i malinconici. Sessioni d'esame e una scappata veloce al mare d'estate. Il profumo del pane alla lavanda è uno dei pochi libri per ogni stagione del calendario: maya, azteko, Pirelli. Uno qualsiasi. 
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Norah Jones – Sunrise


mercoledì 29 agosto 2012

Novità e Anteprime: Distopia portami via!

Ciao a tutti! Settembre è il mese più odiato da noi studenti, ma se le giornate che si accorciano e il caldo che si assopisce sembrano farci arrendere al ritorno a scuola (e per il sottoscritto sarà anno di maturità!), noi amanti dei libri possiamo riuscire a vedere il lato positivo delle medaglia sotto l'apparente disastro. Una carrellata di nuovi, attesissimi romanzi. Nel post di oggi, non ci allontaniamo troppo dal caos che il nuovo anno di liceo porterà. Si parla, infatti, del genere prediletto nell'ultimo periodo. Il caos che arriva a mettere sotto sopra le norme delle società civili, la paura di un tiranno che arriva a soffocare qualsiasi alito di libertà: la distopia. Parliamo di quattro romanzi per ogni palato e per ogni portafoglio. Avventurosi, rivoluzionari, drammatici, estremi, romantici. Storie ambientate in un futuro preoccupantemente vicino, portate da noi dalle case editrici che ci hanno fatto conoscere Matched, Dentro Jenna, La lunga marcia e Vampire Empire.
Quale di questi titoli non potrà mancare nella vostra collezione personale? Quale vi attira maggiormente?
                                                                       Fazi
Titolo: La colonia sommersa
Autrice: Kat Falls
Editore: Fazi “Lain”
Numero di pagine: 300
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 7 Settembre 2012
Sinossi: Un romanzo ambientato in un universo post-apocalittico in cui, a causa del riscaldamento globale, le acque hanno ricoperto gran parte della superficie terrestre. A seguito di questa catastrofe ecologica l’intero genere umano è posto di fronte alla scelta di disputarsi il poco spazio rimasto a disposizione, o spostarsi negli sconfinati abissi oceanici. In questo universo acquatico le abitazioni hanno la forma di gigantesche meduse attorno alle quali si estendono sterminate coltivazioni sottomarine; gli uomini, la cui pelle emana uno strano bagliore, si nutrono di piccoli pesci luminescenti, hanno riserve di ossigeno liquido per respirare sott’acqua e nuotano fasciati in avveniristiche tute idrorepellenti, spostandosi a bordo di rapide vetture. È qui, tra le profondità oceaniche, che Ty Towson è nato e cresciuto, ma quando incontrerà Gemma, una ragazza che viene dal mondo emerso in cerca di suo fratello scomparso in mare, la sua vita diventerà improvvisamente più complicata. Insieme, Ty e Gemma dovranno affrontare pericolose creature e avventurarsi in remote città lungo frontiere sommerse. Più scenderanno tra i fondali più scopriranno oscuri segreti che nemmeno il mare riuscirà a nascondere.
                                                                 GiuntiY
Titolo: Kyla 6982
Autrice: Karen Sandler
Editore: Giunti Y
Numero di pagine: 304
Prezzo: € 12,00
Data di pubblicazione: 12 Settembre 2012
Sinossi: Il pianeta Loka è stato colonizzato da un'élite di terrestri facoltosi e spregiudicati, gli unici superstiti di una Terra ormai inabitabile. Fra loro ci sono scienziati senza scrupoli che hanno creato una sub-razza di schiavi da sfruttare biecamente. Sono androidi senzienti costituiti da genoma umano e circuiti elettrici, e occupano il posto più infimo della società nel sistema di caste gerarchiche di Loka. Ma queste creature hanno un cuore, un'etica e una volontà. Sono quasi umani e, forse, troppo umani. Questa è la storia di una di loro, la quindicenne Kayla 6982 che, con l'aiuto dell'amica Mishalla, si lancia in una pericolosa avventura per scoprire le terribili verità che si nascondono dietro al mostruoso piano degli umani. Una trama sorprendente in cui si intrecciano umiliazioni, razzismo, coraggio e lealtà, ma in cui trova posto anche l'amore. Sul polveroso pianeta Loka, illuminato da due pallidi soli, sboccia la storia proibita fra un umano di alto rango, nipote di un vecchio scienziato illuminato, e la giovane Kayla.
                                                 Sperling&Kupfer
Titolo: Starters
Autrice: Lissa Price
Editore: Sperling & Kupfer
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 25 Settembre 2012
Sinossi: In un futuro non molto lontano, in un mondo devastato dalla guerra e dalla fame, una terribile pandemia ha decimato la popolazione adulta tra i 20 e i 60 anni, lasciando in vita solo i giovani e i vecchi. Ora, in una società senza speranza, i giovani combattono per un futuro che non esiste più e i vecchi sognano un passato che non tornerà mai. Per questo molti anziani affittano illegalmente il corpo di ragazzi disperati, pur di rivivere emozioni perse per sempre. Callie ha sedici anni e ha visto morire i suoi genitori. Senza una casa, senza un soldo e con un fratellino malato a cui badare, non ha altra scelta che mettere il proprio corpo in affitto. Si trova così intrappolata in un gioco più pericoloso di quanto avesse mai immaginato...
                                                              Sonzogno
Titolo: Il canto di Aria - Sotto il cielo che non c'è
Autrice: Veronica Rossi
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 18,00
Data di pubblicazione: Settembre - Ottobre 2012
Sinossi: La giovane Aria vive in un'enclave protetto, una biosfera rarefatta e ipertecnologica dove malattia e invecchiamento sembrano appartenere a un lontano passato: il mondo di Reverie. Ma quando viene ingiustamente cacciata da quella società di eletti, sprofonda nel peggiore degli incubi. Si ritrova sola e terrorizzata nelle Terre della Morte, popolate dai discendenti reietti dell'umanità, che dopo la Grande Catastrofe non hanno trovato posto a Reverie. Nessuno dei suoi simili si era mai avventurato in quelle terre, che la leggenda voleva dominate dalla violenza, dalla fame e dalle epidemie. Ma l'incontro con Perry, un giovane outsider ribelle, le farà capire che quello è il mondo reale: la vita che non ha mai vissuto, le sensazioni che le erano state negate nel luogo asettico in cui era cresciuta. La diffidenza reciproca si trasformerà a poco a poco in attrazione, la forza del loro amore potrà unire i destini di Reverie e delle Terre della Morte, fondendo l'ideale con il reale. Aria scoprirà così che quei due mondi forse non sono opposti, ma complementari.