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giovedì 7 febbraio 2019

Blog Tour "Bianco Letale", di Robert Galbraith: ricapitolando i casi di Cormoran Strike


Amici, è ufficiale. Cormoran e Robin sono finalmente tornati. È passato ormai un po' da quando, durante il primo anno all'università, avevo divorato nella mia stanzetta da matricola la loro indagine introduttiva, scoprendo una Rowling divertita e perfettamente credibile nelle vesti di novella Agatha Christie: serviva forse uno pseudonimo maschile a farcene dimenticare la connaturata classe? Se tra me e la serie televisiva prodotta dalla BBC purtroppo non è scattata la scintilla e gli altri esperimenti della mamma di Harry Potter non piacciano affatto – Animali fantastici, dico a te, che con il tuo secondo capitolo ci hai regalato uno dei peggiori film dello scorso anno –, comunque resta una certezza: questa volta si intitola Bianco letale, sfiora le ottocento pagine per rendere meno doloroso l'inevitabile arrivederci e ha il pregio di fugare la nostra curiosità, si spera, attraverso un altro caso al cardiopalma. Facendo il conto alla rovescia per gustarmelo – in questo periodo preme la scrittura della tesi, e a malincuore risulta sconsigliato dedicarsi a letture tanto corpose lavorando a pieno regime: il romanzo, però, è già pronto sul mio comodino e vi ricordo il Review Party l'11–, nella mia tappa del blog tour a tema ricapitolo insieme a voi i casi precedenti. Pronti, via!

Titolo: Bianco Letale
Editore: Robert Galbraith
Numero di pagine: Salani
Prezzo: € 24,00
Numero di pagine: 784
Data di pubblicazione: 4 febbraio 2019
Sinossi: Quando il giovane Billy, in preda a una grande agitazione, irrompe nella sua agenzia investigativa per denunciare un crimine a cui crede di aver assistito da piccolo, Cormoran Strike rimane profondamente turbato. Anche se Billy ha problemi mentali e fatica a ricordare i particolari concreti, in lui e nel suo racconto c’è qualcosa di sincero. Ma prima che Strike possa interrogarlo più a fondo, Billy si spaventa e fugge via. Cercando di scoprire la verità sulla storia di Billy, Strike e Robin Ellacott – una volta sua assistente, ora sua socia – seguono una pista tortuosa, che si dipana dai sobborghi di Londra alle stanze più recondite e segrete del Parlamento, fino a una suggestiva ma inquietante tenuta di campagna. E se l’indagine si fa sempre più labirintica, la vita di Strike è tutt’altro che semplice: la sua rinnovata fama di investigatore privato gli impedisce di agire nell’ombra come un tempo e il suo rapporto con Robin è più teso che mai. Lei è senza dubbio indispensabile nel lavoro dell’agenzia, ma la loro relazione personale è piena di sottintesi e non detti…

Il richiamo del cuculo: l'angelo che non volava.
Ha avuto inizio tutto da qui. Cormoran cercava una segretaria che ne sopportasse gli odori, il disordine, i modi burberi; Robin si spingeva in un vicolo di Londra in cerca di un incarico che la distraesse da una relazione perfetta solo all'apparenza. Per la loro fortunatissima collaborazione, e per il nostro istantaneo colpo di fulmine, galeotto era stato un cadavere: quello della top model Lula Landry, detta “Cuckoo”, precipitata dal terzo piano del suo invidiabile appartamento con vista. Suicidio oppure omicidio? Se sei giovane, bella e hai il mondo dell'alta moda che ti rema contro, meglio accantonare l'idea della depressione e mettersi alla ricerca del colpevole. Sarà insospettabile.

Il baco da seta: l'editoria uccide.
Dalle passerelle alle case editrici, meno sfavillanti ma altrettanto letali, il passo è breve. Tanto era classico e teatrale l'intrigo del romanzo introduttivo, tanto scandalizza per violenza e causticità questo secondo tassello. La Rowling si sporca le mani, e a macchiarle è sangue copioso. Questa volta la vittima è Owen Quine, scrittore controverso in attesa di pubblicare Bombyx Mori: titolo quanto mai programmatico se l'ultimo manoscritto era una bomba a orologeria pronta a denunciare il peggio dell'editoria britannica. L'uomo è stato eviscerato, cosparso di acido, condannato alla medesima fine del protagonista del suo inedito. Tutti lo odiavano, tutti lo temevano. Investigare sarà meno facile, soprattutto se salterà fuori senza avvisare una ex di Cormoran a scombinare le carte in tavola: proprio quando tra lui e Robin, non più semplice segretaria bensì suo braccio destro, iniziava a esserci finalmente del tenero.

La via del male: le bugie hanno le gambe... mozze.
Robin, eterna fidanzata di Matthew, è pronta a fare il grande passo. Seduta nel solito ufficio, attende forse un mazzo di rose, forse le macchine fotografiche usa e getta da distribuire agli invitati al matrimonio. Il corriere, figura chiave nel cuore dei blogger di ogni dove, malauguratamente la sorprende con una consegna ben diversa: una gamba mozzata. Il mandante, vecchia conoscenza di Cormoran, mira a far crollare il detective privato. Se la stampa parla già del ritorno di Jack Lo Squartatore, la serie con la firma del fittizio Galbraith va facendosi sempre più pulp e irresistibile: la rosa dei loschi sospettati, a questo giro, somiglia alla formazione dei cattivissimi membri della Suicide Squad.

Calendario
3 Febbraio - Aspettando Cormoran - (Desperate Bookswife - Baba) 
4 Febbraio - Dove eravamo rimasti? (L'ennesimo Book Blog
5 Febbraio - Chi sono Cormoran e Robin? (La Tana di una Booklover)
6 Febbraio - Serie Noir. Perché leggere Roberth Galbraith (Un libro per amico
7 Febbraio - Ricapitolando i casi Di Cormoran Strike (Diario di una dipendenza)
8 Febbraio - E la Serie? Dal libro agli schermi della BBC (La tana di una booklover)
9 Febbraio - Londra e l'ambientazione per un giallo (Desperate Bookswife - Nadia)

lunedì 11 settembre 2017

Zapping: Strike, Mr. Mercedes, The Mist, Blood Drive

Cormoran Strike, l'investigatore privato dei romanzi di Robert Galbraith – alias, J.K. Rowling –, arriva in tivù. Stessa Londra uggiosa, stessa penna fiume, stesse trame un po' gialle e un po' rosa. Sulla BBC, non cambiare: stessa spiaggia, stesso mare. Sette episodi da cinquanta minuti ognuno, troppi, per farci stare tutte e cinquecento le pagine del Richiamo del cuculo. Una famosa modella assassinata, e da lì la nascita della collaborazione tra Cormoran – burbero, zoppo, eroe di guerra e figlio illegittimo di una vecchia stella del rock – e Robin, segretaria a un passo dalle nozze. Tom Burke è un filino troppo belloccio, ma va bene così; Holliday Granger, vispa e leziosa, è perfetta e perfettina. Nel pilot della serie Strike, fedelissimo, riconosci a colpo d'occhio i personaggi e le situazioni. Come la miniserie del Seggio Vacante, passata non a torto in sordina, si ha però la sensazione che manchi il guizzo, il desiderio di sperimentare. Gli episodi, intanto, si accumulano. Io conosco il colpevole, conosco il movente, conosco il legame tenero ma indefinibile tra lui e lei. Proseguire, ma quando? Rivederlo, ma a mente fresca? Il piacere di seguire le indagini resta immutato, parliamoci chiaro, ma sul piccolo schermo non se ne sentiva forse il bisogno. Dell'ennesimo giallo inglese, dico, con modi signorili e ironia a sprazzi, che ora la mancanza di uno sguardo personale, ora ricordi troppo vividi, lasciano apprezzare soltanto a metà. (Nì.)


Il detective in pensione che ricordavo: appesantito, malinconico, cupo. Il sociopatico spietato e incestuoso che ricordavo: di giorno impiegato in un negozio di elettrodomestici o alla guida di un candido furgoncino dei gelati, di notte genio del male. Ricordavo le immagini di violenza dell'incipit, con tanto di zoom crudele su una mamma e la sua bambina, in fila alla fiera del lavoro – alto il livello di splatter e alta, come suggerisce l'avviso in apertura, la tentazione di fare associazioni con la strage di Nizza. Dopo il pessimo The Mist e il flop La torre nera, in attesa del ritorno di It sotto Halloween, Stephen King ammazza il tempo con la serie ispirata alla trilogia di Mr. Mercedes. Hard boiled in dieci episodi, Mr. Mercedes – sceneggiato dallo stesso David E. Kelley di Big Little Lies – ha il sangue, l'ossessione, l'umorismo. Si intravedono Jerome, valente aiutante barra giardiniere, e il personaggio di una inedita vicina di casa, che tenta un Brandan Gleeson che più perfetto non si può con le vispe proposte di un Tutto può succedere. Si subodora un adattamento finalmente a fuoco, un King non mutilato nel passaggio in TV. E, da fan, ci si commuove quasi al sol pensiero. (Sì.)

Una cittadina immaginaria della provincia americana. Gli adolescenti e gli adulti, i drammi privati dei padri e dei figli. Una prof licenziata, un'adolescente stuprata dall'atleta popolare alla fine di un festino alcolico, l'immancabile migliore amico gay, un soldato e una donna armata fino ai denti. Qualcosa cala dall'alto e li imprigiona sotto lo stesso tetto. No, non è la cupola di Under The Dome, ma ci andiamo vicino. The Mist, tratto da un racconto di un centinaio di pagine dello stesso King, passa al piccolo schermo dopo un film bellissimo - la rilettura, una delle migliori che siano mai state fatte del Re, ha un finale di una crudeltà clamorosa. Prevedibilmente, amaramente, la serie è più vicina a quella malaugurata cupola venuta dallo spazio che al film, a metà strada tra Carpenter e Romero. Gli effetti speciali sono risibili. Gli intrecci annoiano. Il cast, se non fosse per la presenza della Conroy così cara a Murphy e Lynch, sarebbe dei peggio assortiti. Partiamo male. E la situazione potrebbe peggiorare pefino. La nebbia si è appena depositata. Faccio in tempo a salvarmi? (No.)

Gli anni Novanta, ma in chiave distopica. Gli Stati Uniti sono terra bruciata e i sopravvissuti, sporchi, brutti e cattivi, sono pedine in una gara automobilista clandestina. Ovunque è l'anarchia. Il prezzo della benzina è alle stelle. Le macchine sono alimentate da sangue umano. Nel pilot del tamarissimo Blood Drive, ultima creazione di Syfy che ricalca lo stile rétro di A prova di morte e Planet Terror, i radiatori hanno i denti e il sesso ad alta velocità, in combutta con l'adrenalina, disinnesca gli ordigni. Abbondano lo splatter, i nudi maschili e femminili, la polvere. Uno sbirro (il mitico Alan Richson di Blue Mountain State) è costretto a guidare, con una sensuale e spietata compagna di viaggio per non morire. Certo, è trucido (meglio ancora il secondo episodio, con un piccolo rest stop gestito da uno chef cannibale) ma ha anche dei difetti. Divertirà su lungo tratto? Sarà tutto un correre e ammazzare, o questa distopia offrirà anche qualche spunto intelligente? Sarò ancora divertito all'ultimo episodio, d'autunno, a motori spenti? (Sì.)