martedì 2 maggio 2017

Recensione: Anna sta mentendo, di Federico Baccomo

Il linguaggio dei narratori è lo stesso dei bugiardi.

Titolo: Anna sta mentendo
Autore: Federico Baccomo
Editore: Giunti
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 17,00
Sinossi: Riccardo Merisio è tornato a sorridere. Un nuovo lavoro e una nuova ragazza hanno cancellato le ombre di un periodo difficile. Ma una sera, mentre sta chattando con Anna, la collega con cui ha da poco intrecciato una relazione, un insolito annuncio invade lo schermo del suo telefonino. Si tratta dell'invito a scaricare un'applicazione dal curioso nome di WhatsTrue. Anzi, più che un invito pare un obbligo, visto che ogni tentativo di impedirne il download si rivela inutile. Da questo momento iniziano ad accadere strane cose: sempre più spesso, i messaggi di Anna sono accompagnati da una scritta sinistra: "Anna sta mentendo...". Uno scherzo, una trovata pubblicitaria, o un sistema effettivamente in grado di svelare le bugie dell'interlocutore? Ogni giorno più turbato e diffidente, Riccardo finisce per cedere al fascino della misteriosa app che comincia a impossessarsi dei suoi pensieri e ad amplificare le sue paranoie, trascinandolo in un gioco psicologico di tensione crescente in cui cadono i confini tra verità e menzogna, tra realtà e fantasia. Federico Baccomo mette in scena il racconto sfrenato di un mondo inquietante e seducente in cui si riflettono le complessità della mente umana e dove ogni uomo è insieme impostore e ingannato.
                                         La recensione
Leggere, Dio mio, è l'attività più fuori moda che ci sia. Ci fanno pure le campagne di promozione. Come i panda, proteggi i lettori. Ci manca poco che li facciano accoppiare." 
Ha visualizzato ma non risponde. Risulta offline ma so che c'è. Doppia spunta blu: ha letto, eppure non si spiccia a digitare. I toni fraintesi per l'emoticon sbagliata al momento sbagliato, temporeggiare con la scusa dei giga finiti e del wi-fi che non prende. Bugie dalle gambe corte che decretano la fine di lunghe relazioni. Su questo sfondo di nevrosi nostrane, di gelosie e ossessioni postmoderne, si sa brillantemente collocare il primo romanzo che mi capita tra le mani di Federico Baccomo. L'autore milanese, noto anche al cinema per le trasposizioni di Studio Illegale e La gente che sta bene, ha una intuizione lunga un libro. Anna sta mentendo, acuto e originale, racconta la storia di Riccardo e della sua ultima relazione. Reduce da un periodo nerissimo, il protagonista può finalmente tirare un sospiro di sollievo. La ruota sta girando anche per lui. Ha un nuovo impiego e un nuovo amore. Sul luogo di lavoro ha conosciuto Anna: bella e discreta, poco amante delle smancerie in pubblico, affidabile. 
Lei è l'anima razionale del duo, lui è quello che centellina le parole per paura di svelarsi troppo o troppo poco. Questo, almeno, finché un aggiornamento di WhatsApp non lo porta a guardare la sua partner con occhi diversi. Una minacciosa icona rossa, infatti, ha sostituito quella verde. Adesso sullo sfondo della chat si scorgono simboli allegorici – da Ulisse alle figure dell'Antico testamento, tutti rimandano a ingannatori e ingannati – e un inquietante Pinocchio, come il Trollface della terza stagione di Black Mirror, spunta di tanto in tanto per prendersi gioco di Riccardo. L'immaginario WhatsTrue rivela in tempo reale le bugie dell'interlocutore. Quando Anna finisce di scrivere e inizia a mentire, il tarlo nella testa del protagonista prende a rosicchiare pensieri positivi, ricordi romantici, buoni propositi. Ha inizio, così, il circolo vizioso di un Otello dagli spunti orwelliani. Anna sta mentendo sorprende in positivo. Ha uno stile brioso e i ritmi del cinema, i presupposti del thriller psicologico e la leggerezza della commedia italiana. E se l'altro diventasse all'improvviso un libro aperto? Chi dice che la verità rende liberi – ricordate, sì, cosa capitava ai protagonisti dello splendido Perfetti sconosciuti
In Baccomo non soltanto il romanticismo viene messo al vaglio. Si parla di tradimenti di fidanzate storiche da cui si fa fatica a riprendersi, della lunga malattia di un padre e della solitudine della vedova superstite, di trentenni che simulano orgasmi e felicità. Si sorride delle preoccupazioni di Riccardo e un po' di se stessi, si pensa. Cosa farei io al posto suo: direi ai miei conoscenti che so tutto delle loro ronde serali e delle loro frequentazioni sospette, oppure aspetterei di vederli sbugiardarsi? Ci si illumina di immenso, poi, quando l'autore parla del magico ruolo che ha la narrativa all'interno dell'azienda in cui Riccardo – laureato in Scienze della formazione, prima impiegato in un asilo di città, poi sceneggiatore di videogiochi – ha trovato impiego. La Dedala è una compagnia futuristica come quella in cui Phoenix, in Her, scriveva lettere d'amore su misura: tecnologia e letteratura vanno a braccetto, le neuroscienze studiano gli effetti della lettura a voce alta su cavie debitamente selezionate. Perché immaginare, essenzialmente, è vivere. Pregi e difetti dell'era 2.0: siamo tutti connessi e tutti altrove. Le previsioni dei catastrofisti non si sono avverate però: il pericolo di un ritorno all'analfabetismo è ormai scongiurato, la lingua italiana esiste e persiste. Condividiamo, non comunichiamo. Non leggiamo ma scriviamo. Le parole degli altri – accorciate, condite, ritagliate – ci bombardano. Sapremmo setacciarle in cerca delle bugie? Soprattutto, se una app ci tentasse con la mela della conoscenza, ne vorremmo un morso?
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Thegiornalisti - Completamente


20 commenti:

  1. Questo libro mi ispirava​ molto ed ora ancora di più! Credo che ci farò un pensierino!

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    1. Con l'estate che si avvicina, Daniela, è perfetto. ;)

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  2. Comprato a Tempo di Libri e in lettura, spero, per questo mese!
    Ottima recensione

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  3. Fantastica la canzone scelta e anche la recensione :) convincente come sempre!
    Mi incuriosisce anche il libro in lettura.

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    1. Grazie, Sara!
      I Thegiornalisti sono stati una rivelazione.
      Di Zilahy parlo a breve: bellissimi omicidi, ma il resto... non so, non entusiasma.

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    2. :) Io li ascoltavo quando ancora non erano seguiti praticamente da nessuno, tutta colpa della categoria Indie/Alternative su Spotify!
      Corro a leggere la recensione di Zilahy.

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  4. Anche questo è lì, sulla mensola dei libri di prossima lettura. E anche questo richiederebbe un maggio moooolto più lungo o un metodo per smettere di dormire. Ma posso farcela, so che posso farcela!

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    1. Se ti so, e ti so, mi sa che non ti piacerà. Non so, ho questa sensazione. Spero di sbagliarmi - per il bene del tuo tempo e dell'autore, che è simpatico. :)

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  5. Mi incuriosisce tantissimo. Me lo faccio prestare dalla Bacci.
    Ciao da Lea
    P.S: Quattro stelle!

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    1. Approfittane, sì, soprattutto se hai bisogno di un po' di leggerezza (ma, parlandosi di relazioni e coppie scoppiate, non troppa). Volevo dare qualcosina di meno, ti confesso, ma vengo da una serie di lettura un po' così - senza infamia e senza lode - e questa, anche solo per l'idea che regge bene fino alla fine, mi ha preso piacevolmente in contropiede.

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  6. Di Baccomo mi è piaciuto tantissimo il breve Woody, e di questo ho letto qua e là il giusto per stuzzicarmi. Il problema, in settimane in cui riesco a malapena a leggere un paio di pagine in tre giorni, è trovare il tempo per mettere in lista pure questo.

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    1. Ah, lui è anche quello di Woody.
      Il libricino sul cane, ma non scritto da cani, di cui avevi parlato in uno dei tuoi lunedì. Ricollego, ovviamente, in ritardo!

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  7. La tematica molto attuale e i riferimenti e paragoni a Perfetti sconosciuti, Black Mirror e Her mi incuriosiscono assai, e mi fanno anche capire che questa storia potrebbe avere un notevole potenziale televisivo-cinematografico...
    A meno che, oltre ad Anna, anche Mr Ink non stia mentendo e il libro non sia così coinvolgente come sembra dalla recensione. :D

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    1. Ahahahah, cavolo, dovevi darmela prima quest'idea!

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  8. Resto colpita e affascinata dalla tua recensione.
    Ci faccio un pensierino :)

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  9. Questo libro mi incuriosiva ed è per questo che sono corsa a leggere la tua recensione. Sapevo che mi avresti dato la spinta giusta per prenderlo!

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  10. Ciao, il libro proprio non mi è piaciuto, l' ho trovato lento , ho anche saltato delle pagine, nessuna emozione .
    Forse ero troppo carica di aspettative

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