venerdì 26 luglio 2013

I ♥ Telefilm: Hemlock Grove, Underemployed - Generazione in saldo

Hemlock Grove: una serie TV spuntata sul web da un giorno all'altro e subita discussissima, seguitissima e amatissima. Il trailer – rigorosamente vietato ai minori – proponeva sangue a litri, violenze inguardabili, scene di sesso esplicite e trasgressive, una fantasia malata e inquietante. Soprattutto, sbandierava a grandi lettere il nome del produttore esecutivo della serie, nonché regista di diversi dei 13 episodi che la compongono: l'Eli Roth di Hostel e Cabin Fever. Il re dello splatter e il creatore di horror talmente eccessivi da risultare divertenti, svalvolati, ottimi per una serata con popcorn a palate e amici un po' idioti. Pur essendo un tiepido estimatore di questo “simpatico” regista, ho subito notato che il suo telefilm era tutt'altro, fortunatamente. Strano, originale, onirico, ben scritto e intelligentemente diretto, ammaliante, vagamente vintage. La trama, se raccontata, potrebbe risultare piatta e banale: un ragazzo nuovo in una città piena di segreti, una famiglia onnipresente eppure sfuggente, licei, bulli, amici, omicidi consumati nel bosco e preceduti da ululati emessi sotto la luna piena. Effettivamente banale lo è per davvero, e le dinamiche familiari e i morbosi intrighi ricordano alla lontana quelli di una soap. A rendere oscuro e impenetrabile il tutto è una cappa di paranormale, che prevede cacciatori, licantropi, medium e sortilegi, maledizioni ed esperimenti di scienziati che giocano ad essere Dio. La serie è un carosello di stramberie; una di quelle in cui, spesso, ci sono episodi in cui comprendi poco o niente, ma che comunque ti ipnotizzano e ti spingono a vedere ancora e ancora. Mi è piaciuto, ma non so perché. E' uno di quei prodotti che, se spiegati, perdono tutto il loro fascino. Dà sprazzi di verità, è delirante, eppure dietro a quel velo di stranezza è molto più semplice di quanto sembri. Riesce a tenerti, però, curioso e vigile per tutti gli episodi. Monitorare i comportamenti dei personaggi è un'esigenza. Sono ambigui, incomprensibili, fuori dagli schemi, bellissimi. Uno dei protagonisti è Peter, un diverso: un nomade che vive in una roulotte, che ha barba e capelli lunghissimi e che si attira automaticamente le occhiatacce dei suoi coetanei al suo passaggio ciondolante nei corridoi. Le morti sono iniziate all'arrivo della sua famiglia in città, è uno zingaro e, per tutti, è il colpevole. Accanto a lui troviamo Roman, che, proprio come Peter, ha il fardello di una famiglia che è sulla bocca di tutti. Sua madre – una vedova bellissima e facoltosa – possiede mezza città e, apparentemente, l'antidoto dell'eterna giovinezza. Interpretata dalla sempre affascinante Famke Janssen, è la versione in chiave horror di Victoria Grayson: abiti eleganti, amanti che vanno e vengono, soldi e cattiveria a palate. A completare il quadro di famiglia, Shelley – una ragazza dolcissima, ma affetta da gravi e spaventose deformità – e l'adorabile Letha – che, vergine, ritiene di aspettare il figlio di un angelo apparsole in sogno. I protagonisti, giovani e quasi sconosciuti, possiedono un talento sorprendente. Particolarmente bravo Bill Skarsgård, che sicuramente apprezzeranno anche le spettatrici: inquieto, alto e pallido come Edward Cullen, ma con gli occhi grandi ed inquietantemente espressivi di un cartone di Tim Burton, è il fratello dell'Alexander Skarsgård di True Blood. Season finale macabro, cruento e dannatamente aperto per una delle più grandi scoperte televisive di questo 2013. 

Non mi capitava dalla prima stagione di Glee, forse. Vedere un telefilm e desiderare di essere parte del cast. Sentirmi a casa. Annullarmi completamente in quaranta minuti di finzione veri come la realtà, ma molto più belli. E poi è successo, con un telefilm che, ogni giovedì, in prima serata, dal 19 Luglio, va in onda su Mtv: Underemployed – Generazione in saldo. Scoperto all'improvviso, inaspettato, divertente, sinceramente bello, Undermeployed è un prodotto americano, ma piuttosto atipico per il mercato statunitense. Quando penso alle serie TV girate negli USA mi vengono in mente i vestiti griffati di Gossip Girl, i lussi di Revenge, l'ilarità forzata ma contagiosa di sit-com come New Girl e Cougar Town. Questa, invece, è una serie immersa anima e corpo nella realtà talora triste che tutti noi conosciamo: una realtà di sogni infranti, speranze troppo grandi, precari e lavori saltuari. Sarà proprio per questo che gli spettatori americani l'hanno accolto tiepidamente, facendo sì che la prima serie fosse anche l'ultima, e che io l'ho adorato dalla prima scena. Senza mai essere didascalico o ovvio, riflette con originalità e con il sorriso sulle labbra sulla triste situazione attuale e sulla crisi. Crisi a cui nemmeno gli Stati Uniti di Obama sono immuni, evidentemente. 
Ambientato tra le quattro mura di un appartamento per la maggior parte del tempo, proprio come una vecchia ed efficace sit-com, Underemployed risulta essere molto più ampio, sia per la durata, sia per l'importanza delle tematiche affrontate. Importante. I protagonisti, per fortuna lontani dal mondo di bellissimi e famosissimi a cui siamo abituati da diversi anni, sono cinque ragazzi che, finito il college, si trovano alle prese con la vita d'adulti. Vita alla quale l'università non li ha preparati. Sophia, da sempre brillante studentessa con il sogno della scrittura, si trova a sfornare ciambelline glassate in una sorta di pasticceria e si scopre innamorata, da un giorno all'altro, di un'altra donna. Miles, bello e con un cuore d'oro, vorrebbe volare a Milano e vedere il suo volto – e il suo sedere – nelle pubblicità di Calvin Klein, ma si deve accontentare di partner occasionali e di un lavoro come cameriere. Daphne, perdutamente innamorata del suo capo, lavora come stagista in un'agenzia pubblicitaria. Lou e Raviva – fidanzatissimi sin dal liceo – ancora immaturi e pieni di paura, diventano genitori di una tenerissima bambina, bisognosa di cure costanti e attenzioni... come il loro rapporto tutt'altro che idillico. In un cast perfetto, ma di attori semisconosciuti al grande pubblico, spiccano i volti già noti di Diego Boneta e Sarah Habel: i belli della serie. Lui, nato e cresciuto in Messico, l'avevamo già visto in Pretty Little Liars, 90210 e accanto a Tom Cruise nel musical Rock of Ages, in cui, nonostante con i suoi ventitrè anni fosse il più giovane ed inesperto del cast, aveva stupido con straordinarie doti canore. Lei – simpatica, spontanea, adorabile – ha recitato in Hostel 3, Whip It, The Butterfly Effect: Revelation. La vita prende a pugni i loro sogni di gloria, ma l'amicizia che li lega rimargina ogni livido e ogni difficoltà. Sono una stupenda famiglia, tutti insieme. Mi ricordano la vecchia squadra di Glee, i protagonisti cresciuti di Noi siamo infinito. Mi fanno compagnia, ridere e commuovere. Dodici episodi da vedere e rivedere.

16 commenti:

  1. "Hellmock Grave" è piaciuto tantissimo anche a me, infatti sono stata felicissima quando ho scoperto che verrà girata anche una stagione due! :D Ancora non so cosa pensare del finale: mi ha completamente spiazzata, a dire il vero! XD So solo che la mia previsione sulla reale identità del licantropo cattivo si è avverata, e che adoro Shelley! *__* In questi giorni invece mi sto gustando, finalmente, "Il trono di spade" e anche (ebbene sì, anche se non ha nulla di fantasy o sovrannaturale, perché per ora mi fa ridere un sacco! XD) "Orange is the new black"! :D

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    1. Ciao Sophie! Aspetto con ansia la nuova stagione di HG: la prima era finita proprio sul più bello. Shelley è fantastica *-*
      Orange is the new black l'ho notato, ma non mi aveva colpito. Se mi dici che è bello, lo guardo :) In programma per oggi pomeriggio, ho il primo episodio di Orphan Black: Elena di Dusty Books mi ha detto che è bellissimo!

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    2. Anch'io ho "Orphan Black" in programma, ha una trama che mi incuriosisce moltissimo!! :D E se lo consiglia Elena, vuol dire che c'è da fidarsi!! ^^ "Orange is the new black" a me piace abbastanza: le battute sono divertenti, in larga misura, e alcuni dei personaggi fantastici, assurdi ed esilaranti in una maniera eclatante... aspetto però di vedere come andrà avanti, prima di esprimere un parere definitivo, perché non vorrei che cominciasse a scadere nel giro di pochi episodi: fra qualche settimana, ti saprò dire! ;D

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    3. :) Orphan Black visto ieri! So già che lo adorerai :)

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    4. Mi sento presa in causa :P Sono contenta ti sia piaciuto Mik, Sophie lo devi vedere!
      Di "Orange is the new black" fin'ora ho guardato tutte le puntate ma non fa per me, lo sfrutterò in mancanza di qualcosa di meglio. Oltre a questo mi sono guardata anche "The fosters" che è prevedibile al 90% e pieno di cliché ma mi è piaciuto lo stesso ^^

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  2. Underemployed me lo voglio proprio vedere, peccato sia una sola stagione...
    L'altro non credo lo vedrò, l'horror non fa per me ^^

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    1. Ciao Fede! Underemployed lo adoro proprio: dodici episodi visti in poco più di due giorni :) Purtroppo sì, è una serie sola, in America non ha avuto il successo sperato, ma niente è lasciato in sospeso ed il finale è perfetto!

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  3. grande hemlock grove, fighissimo anche se non privo di difetti.

    underemployed non ho ancora avuto modo di vederlo...

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    1. Ciao Marco! Ho letto il tuo post su Hemlock Grove è concordiamo (per una volta, almeno! :P). Io non amo le serie comedy - non ne seguo nessuna, infatti - ma Underemployed mi è proprio piaciuto. Piacevolissimo!

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  4. Eli Roth l'ho trovato geniale nel primo Hostel, poi nel secondo mi era scaduto visto che ho odiato quel film come nn mai, cioè c'era troppo splatter gratuito e far morire Paxton dopo 3minuti di film quando nel precedente ne aveva passate di tutti i colori secondo me è stata proprio una stronzata...in ogni caso sono curiosa di vedere questo suo nuovo lavoro, ma in Italia è uscito o devo vederlo con i sottotitoli? P.s: ricordati di recuperare Arrow, nn te ne pentirai...

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    1. Purtroppo no, Dean, non è uscito :(

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  5. Due serie stupende, non mi ero accorta che ancora non avevi parlato di Hemlock Grove. E' una serie talmente orribile in certi punti che l'adoro, la trasformazione in licantropo è la cosa più figa e disgustosa che abbia mai visto...con gli occhi che rotolano fuori xD Una genialata e non vedo l'ora che esca la seconda stagione perché davvero ho capito si e no un decimo di quello che è successo.
    Per fortuna sei arrivato tu a dirmi di Underemployed, mi è piaciuto tantissimo e ieri sera mi sono guardata le puntate anche in televisione...è un peccato che sia così corta! Quella che mi piace meno è Raviva, sicuramente i miei preferiti sono Miles e Lou che insieme sono dei fenomeni. Nell'ultima puntata Lou che trattiene le lacrime e Miles che dice quelle due/tre parole in italiano ahahahahah stavo morendo dal ridere. Mi mancano già tutti :')

    Adesso ti assillo finché non guardi Orphan Black, mi va bene anche se poi dici che ti fa schifo :P

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    1. Ohi, Elena! Sì, la trasformazione in lupo è fantastica: altro che Jacob... pfff. Underemployed lo sto facendo guardare a tutti quelli che conosco. Dei personaggi, i miei preferiti sono sicuramente Miles e Daphne: che coppia! :P
      PS. Orphan Black visto. Pilot grandioso e una protagonista bella e brava. Stasera continuo...

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  6. Devo ancora finire di vedere Hemlock GGrove, ma dopo tre episodi già spero che l'abbiano rinnovato XD

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  7. Hemlock Grove me l'ha segnalato con molto entusiasmo una mia cara amica dato che conosce la mia passione per le storie con personaggi che appartengono al mondo soprannaturale...:).Ho visto solo la prima puntata e sono un pò perplessa,ma se lo consigli tu dovrò andare a ripescarlo,aggiungiamo alla lista infinita!^^

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