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giovedì 8 dicembre 2016

Mr. Ciak: Captain Fantastic, Miss Peregrine, Sully, Elle

Un cervo bruca nel fitto degli alberi, preda di un giovane cacciatore che gli si avventa addosso armato di coltello. A detta del padre di lui, tutto orgoglioso, è così che si diventa uomini. La famiglia del ragazzo ci appare infangata, primitiva, sanguinaria: fuori dal mondo, fuori dal tempo, in realtà vive nei boschi di una America contemporanea. La città è a un tiro di schioppo, ma loro – sette in tutto - preferiscono procacciarsi il cibo a mani nude; dormire sotto le stelle; prendere esempio da un capo tribù che è un genitore provetto. Ben, patriarca che ha preferito la vita selvaggia ai vincoli del consumismo, si prende cura dei figli – adolescenti in fiore i cui nomi, unici al mondo, sono prova di un ennesimo atto d'egoismo e d'amore – senza la sua compagna: bipolare, di educazione borghese, la donna era il peggior nemico di se stessa. L'ha fatta finita in un ospedale psichiatrico, e Ben non ne ha fatto un mistero. Si sono messi in marcia per le sue esequie. Vestiti a festa, sono pronti a celebrarne il ricordo abbandonando la campagna a bordo di un camper. Il fuori avrà per loro, bizzarri e non al passo, parole gentili? C'è un lirismo francescano o semplice pazzia nella schiettezza di un vedovo per cui tutto – il sesso, la violenza, la fatica – è natura? Captain Fantastic e i suoi ragazzi sono felici così. Certo, non sono i libri letti all'ombra dei falò a rendere tale un'educazione. Certo, ogni tanto avvertono la mancanza di una casa e di una figura femminile, ma sempre famiglia è. Hanno loro stessi, il bosco, e tanto basta. Ritratto di una gioiosa pace dei sensi, la commedia indie di Matt Ross promette e dà le lacrime e le risate che spettano al Sundance e alle famiglie “infelici a modo loro”. Gli si invidiano la prontezza di spirito, le facce pulite, la gioia di vivere; alle commemorazioni si intonano i Guns N' Roses e si rispettano le donne così tanto da chiedere loro la mano al primo appuntamento. Di uno straordinario e arzillo Viggo Mortensen addito dalla poltrona gli errori – risoluto, si è mai posto domande a proposito dei desideri altrui? - e dalla poltrona guardo mio padre, che è solo e coraggioso uguale, e dico che ci sono scelte dettate dal sangue. Si fuggiva dalla cella di Room per scoprirsi più prigionieri all'esterno. In Captain Fantastic, invece, si fa breve ritorno al conformismo, agli orizzonti industriali, e mancano il completo da funerale e il pudore. Ma il dolore non porta cravate strette e l'affetto non costruisce campane di vetro. Questi Gallagher naturisti si mettono in discussione, scoprono la bellezza delle mezze misure, non si trasformano in ciò che odiavano – pallidi conservatori, musica triste. Dicono addio e cambiano aria. Coi toni di Little Miss Sunshine, illuminanti e presissimi, comprendono che all'addiaccio o sotto un tetto, ovunque si trovino, è la famiglia che fa casa. (8)

Nutrivo scarse aspettative per la trasposizione cinematografica di Miss Peregrine – il da me desideratissimo Riggs, infatti, non mi aveva colpito  – ed esagerate, al contrario, per il ritorno di un Burton a corto di ispirazione ormai da un po'. Tra fotografie inquietanti, toni cupissimi e Hogwarts impenetrabili, il romanzo era pronto. Nei risvolti di copertina, in tempi non sospetti, si sprecavano già i paragoni con il creatore di Edward mani di forbice. Non poteva dirigerlo nessuno se non lui. In libreria si era rivelato un titolo dal fascino straordinario ma con poca sostanza. L'occhio, però, aveva avuto la sua parte. Miss Peregrine si avvaleva di un lato visivo splendido di per sé: Burton ci avrebbe aggiunto i dettagli creepy, i merletti, l'accento regale di Eva Green. Perché il dinoccolato Asa Butterfield avverte i pericoli che minacciano un'isola del Galles sospesa nel tempo? Le doti dei giovani allievi, guidati da una Mary Poppins in nero, basteranno a respingere gli attacchi delle creature di un pessimo L. Jackson? Dal romanzo, la nuda impalcatura. Burton, di suo, mette gli arredamenti e il carattere che mancava tra le pagine, ma la storia – a tratti confusa – mantiene le sue fragili fondamenta. Il regista la ritocca, ad esempio nel finale parzialmente risolutivo, e la migliora. La spettacolarità di talune trovate – la nave sommersa, il treno degli orrori, gli occhi cavati – incanta lì per lì; ma benché simbolo degli emarginati, dei fuori posto tanto cari al Burton prima maniera, ai “bambini speciali” continua a mancare qualcosa. Miss Peregrine non è il grande ritorno sperato, né una cocente delusione: una diplomatica via di mezzo, piuttosto; un intrattenimento gradevolissimo che non lascia il segno. Stesso limite di un romanzo introduttivo che, a distanza di pochi mesi, già non ricordo più nel dettaglio. Come tra le pagine, anche qui si ha l'impressione che la vicenda decolli tardi e poco. Che quello di Jacob e dei suoi amici strampalati sia un volo che non porti molto lontano. La magia, presente all'appello, non ti segue oltre l'orario di lezione. (6,5)

Nel gennaio di sette anni fa, un aereo tentava un ammaraggio sul fiume Hudson. Nessuna vittima a bordo, un solo uomo da celebrare: Chesley Sullenberg, pilota a un passo dal pensionamento, esempio di freddezza e straordinaria prontezza di riflessi. Accanto agli scontati plausi, anche controversie impreviste: stando a molti, l'arzillo comandante avrebbe avuto una valida alternativa. Tutti i requisiti per far ritorno all'aeroporto di LaGuardia senza drammi. Sully, dettagliata ricostruzione dello spettacolare atterraggio e delle imprevedibili conseguenze che ebbe, è un ritratto parziale di un eroe dei giorni nostri. Un uomo schivo, onesto, pieno di dignità, finito nell'occhio del ciclone: salvarsi – salvare le centinaia di anime a bordo – non è stato infatti che l'inizio della sua personale crociata. Indagano, sperando che ammetta dipendenze e scheletri nell'armadio come Denzel Washington in Flight. Fanno domande e studi, convinti che a farlo agire così non siano stati solo l'istinto di conservazione e la paura. Un Tom Hanks dal baffo candido interpreta il ruolo con la naturalezza e gli occhi gentili che conosciamo. Dirige Eastwood, cantore di storie vere e patriota ostinato: meno indigesto che nel bellicoso American Sniper, confeziona con Sully un dramma che comunque risulta troppo freddo, troppo cronachistico. Resoconto castigato e di parte – non ci sono mai dubbi sull'operato di Sullenberg –, resta asciuttissimo nonostante l'Hudson in piena e la minaccia vaga della commozione. Ho stimato profondamente l'uomo, ho odiato il tentativo di cercare il cavillo tecnico dietro il miracolo, ma tutto – aereo, emozioni – resta in superficie. Come nel caso del reduce di guerra che sentiva gli spari, nel sicuro della propria casa. Come nel caso di questo pilota di cui mi avrebbe suggerito altrettano, forse, un qualsiasi servizio giornalistico. La critica e le sale americane applaudono. Io ci ho visto una ricostruzione attenta e una storia che ispira. Basteranno sì: ma, ancora una volta, non impressionano. (6)

Michèle, produttrice di videogiochi, ha sessant'anni meravigliosamente portati, un figlio che le ha rivelato che presto diventerà nonna e una ristretta cerchia di conoscenti. Nella scena d'apertura, un uomo in passamontagna s'intrufola nella sua villetta che dà su un perfetto quartiere borghese: la violenta brutalmente sul pavimento. Lei si alza e, senza colpo ferire, continua la sua giornata come se nulla fosse: a cena, confesserà distrattamene lo stupro subito. Elle, a metà tra la commedia nera e il noir, stranisce dall'inizio alla fine. Non si evolve diventano una classica storia di vendetta. Non indaga la psicologia ferita di una donna che si rifiuta di denunciare l'aggressione alla polizia, di dirlo a voce alta. Diretto da un arzillo e inaspettato Paul Verhoeven – settantottenne olandese dalla carriera ondivaga che, tra un Basic Instict e un Atto di forza, dieci anni fa, aveva inserito il riuscitissimo Black Book –, la pellicola ironizza su traumi, nevrosi e ipocrisie. Tutt'altro che seria e rigorosa, ha un umorismo sottile e un eros oscuro. Cosa passa in testa a una distaccata e sensuale Isabelle Huppert, interprete coraggiosa e abituata ai ruoli scabrosi? Leggera, ambigua, elegantissima, dà un'anima malata e un corpo statuario a una protagonista sfuggente e maliziosa: il padre in carcere, per scontare delitti indicibili; la madre, fragile e un po' patetica, avvinghiata a un gigolò; il figlio, cieco davanti al palese tradimento della compagna; gli amanti occasionali, la migliore amica ingannata, il vicino di casa spiato e bramato. Manca un equilibrio, a tratti. E manca un punto, una riflessione, a queste due ore che ti irretiscono mantendo sveglia la curiosità. Non si capiscono le reazioni di causa-effetto né i moventi. Lo si sbirgia a occhi socchiusi, tra riso e pietà: un male esserne divertiti, in fondo? Elle è ambiguo, irrisolto, ma affascinante: accontenta tutti coloro che per natura sono un po' voyeur, intrigati dalle devianze altrui, e quelli che apprezzano un cinema francese che non taglia fuori le attrici più agée e mostra il sesso più strano, le tentatazioni più indicibili, senza inciampare nell'orlo della volgarità. (7)

giovedì 25 agosto 2016

Coming This Fall [2016] - Parte II

Buongiorno, amici lettori. Come state? Spero bene, all'indomani di una tragedia che ci fa tremare tutti (dalle mie parti, letteralmente: i letti hanno ballato nel cuore della notte e, al mattino, i telegiornati ci hanno messi faccia a faccia con le drammatiche conseguenze del sisma, a poche regione di distanza). Ci si distrae, per quanto possibile, parlando di quello che ci tira su. I libri: in particolare, quelli di prossima uscita. Nella seconda carrellata, romanzi per ragazzi – e ci sono young adult e saghe storiche, trasposizioni cinematografiche imminenti e nuovi talenti – e scampoli della narrativa straniera che mi è saltata all'occhio sul web. Felice, in particolar modo, per quel Fangirl di cui vi ho tradotto la trama alla bell'e meglio. Una data d'uscita non c'è, ma la Piemme, dopo Per una volta nella vita, curerà per la terza volta la traduzione di un'autrice irresistibile che, di nome, fa “arcobaleno”. Harry Potter e la maledizione dell'erede, invece, puzza di bruciato sin da qui; o no? La parola a voi. Un abbraccio. M. 

                                                         Narrativa per ragazzi
Titolo: Harry Potter e la maledizione dell'erede
Autore: J.K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
Editore: Salani
Numero di pagine: 352
Prezzo: € 19,80
Data di pubblicazione: 24 settembre
Sinossi: È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e; padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati.
Basato su una nuova storia originale scritta da J.K. Rowling, Jack Thorne e John Tiffany, Harry Potter and the Cursed Child, una nuova opera teatrale di Jack Thorne, è la prima storia ufficiale di Harry Potter rappresentata a teatro.

Titolo: Nerve
Autore: Jeanne Ryan
Editore: Newton Compton
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 9,90
Data di pubblicazione: 29 settembre
Sinossi: Quando Vee viene selezionata come concorrente per il gioco in diretta online Nerve, scopre che il gioco la conosce. Gli organizzatori l’hanno attratta e convinta a partecipare con premi allettanti e con la promessa di fare coppia con il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento Nerve si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Grand Prize. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?

Titolo: Antiche voci da Salem
Autore: Adriana Mather
Editore: Giunti
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 16,00
Data di pubblicazione: 31 Agosto
Sinossi: Salem, ai giorni nostri: Samantha Mather si trasferisce nell'antica casa avita per stare vicina al padre, inspiegabilmente in coma, ma la città non è disposta ad accoglierla a braccia aperte. Oltre tre secoli prima Cotton Mather è stato protagonista del processo alle streghe, firmando il trattato usato a fondamento delle condanne, e i rancori che hanno spaccato la comunità sono ancora terribilmente vivi. Samantha si trova isolata, avvolta dall'ostilità gelida degli Eredi, discendenti dalle presunte streghe. Passato e presente si intrecciano in un groviglio pericoloso. Neppure Jaxon, figlio della migliore amica del padre e segretamente attratto da Samantha, è immune al rancore e le cose si complicano ancor più quando lei entra in contatto con l'affascinante Elijah, uno spirito tragicamente coinvolto nelle antiche vicende storiche. Samantha scopre un modello ricorrente nei secoli, in base al quale le famiglie dei perseguitati e dei persecutori pagano periodicamente un terribile tributo di morti. C'è solo una speranza per evitare che la storia si ripeta: svelare i segreti del passato fra odi antichi e passioni, e rinunciare a qualcosa di sé per aprirsi a un sentimento nuovo.

Titolo: Fangirl
Autore: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Numero di pagine: 480
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: ottobre
Sinossi (tradotta da me): Cath è una fan di Simon Snow. Okay: tutti sono fan di Simon Snow. Ma per Cath essere una fan è tutta la sua vita. Lei e la sua gemella, Wren, sono rimaste folgorate dalla serie di Simon Snow quando erano solo delle bambine: a modo suo, le ha aiutate a superare l'abbandono della madre. La sorella di Cath si è ormai allontanata dal fandom e, con l'università, le comunica di non voler dividere la stanza con lei. Cath è sola: fuori posto. Ha una compagna di stanza scontrosa, un bel ragazzo che le ronza sempre attorno, un prof di scrittura creativa che guarda alle fanfiction come a una piaga dell'era moderna, un compagno di classe bellissimo e amante delle parole. E lei non riesce a smettere di pensare al padre, fragile e gentile, che non è rimasto mai davvero solo prima d'ora. La domanda è: Cath può farcela senza Wren che le tiene la mano? E' pronta a vivere la propria vita? Scrivere le proprie storie? E vuole,  soprattutto, se ciò significa scordarsi di Simon Snow?

Titolo: La biblioteca delle anime
Autore: Ransom Riggs
Editore: Rizzoli
Numero di pagine: 280
Prezzo: € 18,00
Data di pubblicazione: ottobre 
Sinossi (tradotta da me): Un adolescente dai poteri straordinari. Un'armata di mostri. Un'epica battaglia per il futuro della “peculiarità”. L'avventura che è iniziata con La casa per bambini speciali di Miss Peregrine e che è proseguita, poi, in Hollow City, giunge alla sua elettrizzante conclusione. Jacob, 16 anni, scopre di possedere un'abilità tutta nuova, e presto inizia a viaggiare attraverso la storia per salvare i suoi compagni speciali da immani pericoli. Ad accompagnarlo, questa volta, Emma Bloom, la ragazza che sprigiona fiamme dai polpastrelli, e Addison MacHenry, un cane da tartufo che fiuta bambini perduti. 


Titolo: Quello che non sai di me
Autore: Meg Wolitzer
Editore: Il Castoro – Hot Spot
Numero di pagine: 276
Prezzo: € 15,50
Data di pubblicazione: 29 settembre
Sinossi: Hai mai sperato di poter tornare indietro nel tempo, all’esatto istante prima che tutto cambiasse per sempre?Attraverso un’avvincente esplorazione della psiche umana, Meg Wolitzer racconta che cosa significa perdere qualcuno, o qualcosa, che ami. E poi perderlo un’altra volta.

                                                            Romanzi d'importazione
Titolo: Le solite sospette
Autore: John Niven
Editore: Einaudi – Stile Libero
Numero di pagine: 350
Prezzo: € 18,50
Data di pubblicazione: 23 agosto
Sinossi: Quando Susan - a causa dei vizi nascosti del marito - si ritrova vedova e con la casa pignorata, insieme ad alcune amiche decide di compiere una rapina. Contro ogni probabilità, il colpo va a buon fine, e alle «cattive ragazze» non resta che raggiungere la Costa Azzurra, riciclare il denaro e sparire. Nulla che possa spaventarle, dopo tutto hanno piú di un motivo per riuscire nella loro impresa: andare in crociera e fuggire il brodino dell'ospizio.

Titolo: Quando eravamo immortali
Autore: Charlotte Roth
Editore: Sperling & Kupfer
Numero di pagine: 432
Prezzo: € 18,90
Data di pubblicazione: 30 agosto
Sinossi: «Non puoi perderti la notte più folle della tua vita»: è con queste parole che Alexandra si lascia trascinare fuori di casa dall'amica del cuore. Fosse stato per lei, se ne sarebbe rimasta tra quelle quattro mura anguste, insieme alla nonna che l'ha cresciuta, Momi, in mezzo alle poche cianfrusaglie che non bastano a svelare un lontano passato di cui la nonna è molto gelosa. Invece, in quella notte che sta per cambiare la Storia, Alex si ritrova catapultata nel cuore della vita, quella vita di cui, nei suoi ventitré anni, ha sempre avuto paura, senza sapersi spiegare il perché. Travolta dal mare di folla che si sta riversando da Berlino Est alla parte opposta della città, fino ad allora inaccessibile, Alex viene letteralmente spinta tra le braccia di un ragazzo dell'Ovest: Oliver. Con lui, scoprirà non solo un mondo dai confini più vasti, colorato da cibi sconosciuti, profumi stranieri, nomi dal suono irresistibile, ma scoprirà soprattutto per la prima volta l'amore, quello capace di infrangere ogni paura...

Titolo: Dispetti di famiglia
Autore: Jill Sooley
Editore: Giunti
Numero di pagine: 384
Prezzo: € 12,90
Data di pubblicazione: 7 settembre
Sinossi: Un marito che se la dà a gambe e una figlia da crescere da sola: a quarant'anni Marie non si aspetta certo altre sorprese dalla vita, e la piccola Floss è tutto quello che le rimane. Almeno fino al giorno in cui, su un autobus, non cade letteralmente tra le braccia di Ray, un giovane vedovo dai folti capelli neri, e Lolly, una ragazzina ribelle di undici anni che ha appena perso la mamma. Ed ecco che in un batter d'occhio la famiglia si allarga, perché Marie e Ray, travolti dalla passione, convolano a seconde nozze e tutti si ritrovano a vivere amorevolmente – o quasi – sotto lo stesso tetto. Un autentico manicomio, e saranno le voci di Marie, Floss e Lolly a raccontarlo, ognuna dal suo particolarissimo punto di vista. Marie sempre più impegnata nel suo doppio ruolo di madre-matrigna, Floss ai ferri corti con il patrigno, e Lolly che non riesce proprio a mandar giù il secondo matrimonio di papà. Tra dispetti, malintesi e riconciliazioni, in una miscela a dir poco esplosiva, chi sarà a trionfare alla fine: l’amore o i legami di sangue?

Titolo: L'uomo che inseguiva i desideri
Autore: Patrick Phaedra
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 16,90
Data di pubblicazione: 1 settembre
Sinossi: Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Questo è l’unico modo per superare il dolore per la perdita dell’amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c’è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L’uomo inizialmente è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi inizia a guardare con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l’inizio della ricerca e delle sorprese. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli. E gli ricorda che l’amore è sorprendersi ogni giorno, per tutta la vita e anche oltre.

Titolo: Ricettario amoroso di una pasticciera in fuga
Autore: Louise Miller
Editore: Sonzogno
Numero di pagine: 352
Sinossi: A Boston, Livvy è una rinomata pasticciera (e pasticciona) che lavora per il club più esclusivo della città. Ma i successi professionali non sempre si accompagnano con una vita privata all'altezza, tanto più che la donna ha una storia sentimentale col proprietario (sposato) del locale. Durante la festa di celebrazione dei 150 anni del club, infatti, le cose precipitano e Livvy decide di abbandonare tutto e scappare in un paesino del Vermont. Per una cittadina come lei, la vita di provincia non è proprio un toccasana. Eppure, tra amicizie sorprendenti, gare per la miglior torta di Natale e serate col banjo, e grazie a un insolito visitatore, Livvy scoprirà che le soluzioni arrivano quando meno te le aspetti.


Titolo: Un figlio
Autore: Aljenadro Palomas
Editore: Neri Pozza
Numero di pagine: 288
Prezzo: € 17,00
Data di pubblicazione: 22 settembre
Sinossi: Guille non ha niente in comune con i suoi compagni di quarta elementare. Sarà perché non si è ancora ambientato nella nuova scuola, dice suo padre, Manuel Antúnez, quando la maestra Sonia lo convoca d’urgenza in aula docenti. Sonia, però, scuote la testa. Quella mattina, prima dell’intervallo, ha chiesto agli alunni che cosa avrebbero voluto fare da grandi. Guille ha risposto... Mary Poppins.
Nessuno dei due adulti ha, però, intuito il vero motivo della risposta di Guille. Avere i poteri magici di Mary Poppins significa per il bambino risolvere d’incanto tutti i suoi problemi. Gli basterebbe, infatti, cantare Supercalifragilistichespiralidoso e sua madre tornerebbe a casa, suo padre smetterebbe di passare le sere a piangere e la sua amica Nazia non sarebbe costretta ad andare in Pakistan a sposare un signore anziano che neppure conosce. Guille è stufo che tutto il mondo continui a ripetergli che è soltanto un bambino e che i bambini non possono capire certe cose. Lui, invece, le capisce benissimo.

Titolo: Lo stradivari perduto
Autore: John Meade Falkner
Editore: Neri Pozza
Numero di pagine: 160
Prezzo: € 14,50
Data di pubblicazione: settembre
Sinossi: Nel 1842, John Maltravers frequenta l’Università di Oxford, iscritto a uno dei più antichi college inglesi, il Magdalen Hall. Nelle ore libere dagli studi coltiva la sua grande passione: la musica. Valente violinista, si esercita spesso nel suo appartamento, accompagnato al pianoforte da William Gaskell, studente al New College ed eccellente pianista. In una notte insolitamente calda, quando Gaskell ha appena lasciato il Magdalen Hall, sfogliando gli spartiti lasciati sul tavolo dall’amico, John è attratto da una copia manoscritta di alcune suite, redatta a Napoli nel 1744. Seguendo uno di quei misteriosi impulsi che sfuggono al controllo della ragione, posa lo spartito sul leggio, toglie il violino dalla custodia e comincia a suonare. Alle battute iniziali di un’aria piena di brio, sente dietro di sé un cigolio proveniente da una vecchia poltrona di vimini.
Qualche tempo dopo, alle prime luci dell’alba di una notte insonne, attaccando di nuovo quell’aria, John riavverte quel rumore sinistro. Volge lo sguardo e, nella luce argentea del mattino, scorge, seduta sulla poltrona di vimini, la sagoma di un uomo…

sabato 16 luglio 2016

Recensioni a basso costo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, di Ransom Riggs

Mi ero appena rassegnato a un'esistenza noiosa quando iniziarono a succedere cose straordinarie. La prima fu traumatica. E come tutto ciò che ti cambia per sempre, spaccò la mia vita in due metà: il Prima e il Dopo

Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Autore: Ransom Riggs
Editore: Rizzoli – Bur
Numero di pagine: 382
Prezzo: € 10,00
Sinossi: Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?
                                             La recensione
Piantonamenti, inseguimenti senza dare nell’occhio, la spia dal buco della serratura e, infine, le piazzate sotto casa. Descrivervi come, dopo anni e anni di ordini cancellati e tentativi vani, abbia fatto a reperire una copia della prima edizione di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine suonerebbe tanto come il diario di uno stalker seriale. Nel carrello non ci voleva stare, quell’edizione con copertina rigida presto finita nei Remainders, e quante illusioni, quanti scongiuri, quando Libraccio, puntualmente, mi cancellava acquisto e buoni propositi all’ultimo minuto. Verso marzo, poi, e ormai non ci credevo neanche più, ci sono riuscito: Libreria Universitaria, qualche giorno di attesa, ed eccolo lì, pagato sei euro anziché diciannove, solido, bellissimo e mio. Nel frattempo, in rete, iniziavano a circolare i primi trailer della trasposizione di Tim Burton e, dopo gli ultimi flop collezionati dallo stesso regista che, con Big Fish, ha diretto quello che è forse il mio film preferito,  le invenzioni curiose e la fantasia contagiosa di Ransom Riggs sembravano il portale ideale per ritornare alla magia perduta. Io sono io, però, e ci sono voluti quattro mesi affinché, all’indomani del tallonamento, Miss Peregrine passasse dalla libreria al comò; l’ispirazione, un po’ di tempo libero in più e cieli che conciliano – odiando l’estate, aspettavo i temporali di queste mattine. Primo volume di una trilogia fantasy che pare giungerà a conclusione entro l’anno, l’esordio di Ransom Riggs si è rivelato degno del mio spietato, assiduo corteggiamento? O è valsa a poco la smania di possesso che me l’ha fatto letteralmente ricercare per mari e per monti?  Da grandi aspettative derivano grandi responsabilità, sì, eppure io ne sapevo pochissimo dei suoi mondi incantati e dei terrificanti piccoli eroi ricordati dal titolo: l’ho aspettato – e come, se l’ho aspettato – ma a scatola chiusa. In ritardo avrei scoperto del rapporto stretto tra Jacob e suo nonno, un anziano polacco scampato al Nazismo, e delle favole a tinte fosche che raccontava a suo nipote prima di addormentarsi. Favole di cui quel nonno, miracolo in incognito, si diceva essere il vero protagonista. Un misterioso meccanismo della psiche per rielaborare gli orrori dell’Olocausto, o resoconti di una vita parallela? Metafora o verità? Il vecchio conserva una straordinaria lucidità, l’accento originario, lettere di un’amante lontana non immaginereste mai quanto e una chiave che apre un arsenale: non abbastanza per farsi prendere sul serio da un nipote magico come lui, e non abbastanza per proteggersi dai Vacui. Quando il nonno viene rinvenuto nei boschi, assassinato, Jacob si accorge che incubi e prodigi sono all’ordine del giorno per persone come loro due: speciali. Scortato dal padre, ornitologo in erba, il sedicenne viaggia nella tempesta, fino a una sperduta isoletta britannica: nella punta più estrema, sorge l’orfanotrofio in cui il nonno è stato allevato prima della guerra. 
O quel che ne resta. Un rudere distrutto dai bombardamenti, di cui rimangono sinistre fotografie color seppia e un passaggio segreto. Si accede alla Casa per bambini speciali di Miss Peregrine viaggiando nel tempo, esplorando un anello in cui si è prigionieri di uno stesso giorno destinato a ripetersi in loop e affidandosi anima e corpo alle cure della direttrice, Peregrine, che si trasforma in un falco pellegrino all’occorrenza e protegge i suoi straordinari orfani in una bolla di sapone. Jacob arriva lì per innamorarsi di Emma, dalle cui mani scaturiscono sfere di fuoco, e stringere amicizie con gli altri: bambine forzute, aspiranti dottor Frankenstein, fanciulle fluttuanti, ragazzi invisibili... Lui, che apparentemente non ha nulla che non vada, normalissimo, ha il potere di smascherare i mostri – vogliono rapire la tutrice e sterminarne i discepoli, mossi da un piano da ostacolare – e il compito gravoso di proteggere i suoi pari. La scelta è perdersi o restare. Ransom Riggs, valente narratore e rigattiere a tempo perso, confeziona una deliziosa favola moderna, che nei momenti buoni – soprattutto nella prima metà, dunque – sortisce sul lettore l’effetto di una nostalgica macchina del tempo. 
Fa piacere ritrovarsi bambini d’un tratto, all’epoca in cui si leggevano i primi King sotto le coperte, e il merito va a una una scrittura fresca e fascinosa e, soprattutto, a inserti fotografici che sono un prezioso elemento aggiuntivo. L’autore scopre fotomontaggi di un’epoca passata in un baule e, tutt’intorno, cuce una fiaba che da quei negativi prende i volti inquietanti e da lì, in seguito, s'inventa storie dentro storie. Il risultato è dei più suggestivi, nonostante la memorabilità non sia purtroppo di casa. E la colpa è di uno svolgimento potenzialmente ripetitivo, che non sono certo si sia lasciato dietro forti nodi da sciogliere, briciole di pane, o figure che facciano a gara per conquistarci: la stessa Miss Peregrine, ad esempio - che da attempata nonna Papera al cinema mi diventa la splendida Eva Green: altro che lifting -, fa da guida ai suoi pupilli senza rivelare troppo di sé. Il potenziale di La casa per bambini speciali di Miss Peregrine starà tutto qui, come ho iniziato a sospettare verso la conclusione? Burton, che sin dal trailer sembra avere imboccato una strada molto diversa, approfitterà del materiale di partenza per fare addirittura meglio, così com’era stato per il pare non imperdibile romanzo di Daniel Wallace? Nonostante mi tenga compagnia più di qualche dubbio, quello di Riggs è però il romanzo da sfoggiare in libreria. E io, che eppure mi sono convertito piano alle gioie della biblioteca comunale e, di tanto in tanto, leggo anche qualche ebook, mi sarei sentito a metà senza un volume in cui l’inventiva del narratore, l’impaginazione curatissima e le logore fotografie al suo interno giocano gomito a gomito per rievocare giardini segreti, pseudo ucronie e giovani avventurieri che, in viaggio nel tempo, arrossiscono per le moine della bambina speciale che, una vita prima o appena ieri, si scambiava baci e promesse con un nonno che ha scelto la normalità e un tempo che scorre come deve.
Il mio voto: ★★★½
Il mio consiglio musicale: Birdy – Wild Horses