|Darkness, di Leonardo Patrignani. DeA, € 14,90, pp. 256 |
Odore
di crema solare, secchielli e palette sul bagnasciuga, i gonfiabili
in piazza. L’estate ispira nostalgia e leggerezza. Mette voglia di
tornare subito indietro nel tempo, a quando si era bambini, e allora
si fila in libreria in cerca di avventure a tema. A lungo, per me,
l’estate è stata Stephen King e le repliche dei film di Joe Dante
alla TV. Passeggiate sulle rotaie in cerca di cadaveri e misteri,
piccoli grandi spauracchi e amicizie in poltrona. Preannunciata dal
ritorno di Stranger Things, perfetto per dare manforte ai
ricordi del passato, alla bella stagione – purtroppo da me
tollerata ormai a fatica, fra zanzare e spossatezza – ho permesso
finora un’unica concessione alla malinconia: il nuovo romanzo di
Leonardo Patrignani, grande amico del blog ai tempi della trilogia di Multiversum. Nonostante la cupezza
dell’ambientazione – la fittizia cittadina lacustre di Little
Crow, vittima di un’inspiegabile invasione di tenebre –, le
atmosfere, per fortuna, son quelle giuste. Si torna alle
fragilità della prima adolescenza, quando si ha il mondo contro e
tanta voglia di scappare verso un altrove imprecisato. Si torna a
sbrogliare enigmi che strizzano l’occhio alle vacanze in quel di
Castle Rock. Haly, la protagonista, è da poco rimasta orfana. I genitori, scomparsi in circostanze poco chiare, le
hanno lasciato in eredità storie avventurose e insegnamenti
insospettabilmente preziosi. Ma come rapportarsi, intanto, al vuoto
della loro dipartita, alla rabbia davanti a quelle indagini di
polizia già bella che chiuse, all’esistenza troppo stretta
all’interno di una casa-famiglia senza privacy?
Rimasta sola al mondo, la tredicenne vestita a lutto pianifica la
fuga da un paese fantasma che le rinfaccia i giorni felici e, mentre
il tempo va inesorabilmente avanti, ne ha in serbo per lei soltanto
di tristi. Qualcuno – anzi, qualcosa – ha piani alternativi.
Il
buio non era ai confini della città. Era negli angoli più nascosti
delle case, nei ricordi sepolti perché troppo dolorosi, nel cuore e
negli occhi delle persone. Era ovunque.
A
frapporsi fra lei e la libertà è la comparsa di un denso banco di oscurità,
simile a una nebbia scura e impenetrabile. Ai concittadini più
anziani ricorda un po’ la famigerata catastrofe del ’51. Saltano
le comunicazioni telefoniche, la radio e i televisori non prendono,
gli orologi si fermano come in un sortilegio. Quanto possono
reggere i generatori di corrente? È in agguato una tempesta solare, o forse un tornado? Nell’aria, però, si nega qualsiasi odore di
pioggia. Ferma nell’incertezza, sospesa nei forse, Little Crow e i
suoi abitanti veleggiano verso l’angoscia: altrettanto, probabilmente, faranno i
giovani lettori. Ma dalla nebbia di Patrignani, a sorpresa, non
saltano fuori né i mostri di The Mist né le creature aliene
di Under The Dome. Si intravedono, piuttosto, il cappello
giallo di una viandante senza nome – ho pensato con un sorriso alla Signora Ceppo di Twin Peaks – e
ombre delle nostre paure inconsce. Owen, lo sbeffeggiato direttore
del giornalino scolastico in cerca di scoop, teme ad esempio
l’indifferenza dei genitori in affari e si domanda se si
accorgerebbero della sua assenza se, all’improvviso, sparisse nel nulla; il
goffo e paffuto Brian, nerd amante dei fumetti con una mamma malata
che gli dà troppo da pensare, fugge a gambe levate davanti ai
ragni – non fa eccezione, pensate, neanche Spider-Man. Di cosa ha
davvero paura, però, la loro guida, Haly? Dopo aver inforcato la bicicletta, con una torcia ben funzionante stretta in mano, i
tre ragazzi elaborano simpatiche liste per punti e classificano le
reazioni dei compaesani: uomini di fede, eterni indifferenti,
genitori allarmisti, eroi dell’ultimo momento. E, anche se
l’intimità spaventa perché rende tutti vulnerabili, scoprono
che fianco a fianco niente appare insormontabile.
In
pochi istanti comprese quali fossero i veri mostri lì fuori. I finti
sorrisi, le frasi di circostanza, le inutili promesse. La maschera
che la gente indossava ogni giorno, appena infilata la divisa di
lavoro e occupato il proprio posto nel mondo. Forse diventare grandi
significa accettare tutto questo.
Banco
di prova per autori affermatissimi – di recente, vi ricordo, si
sono avvicinate al genere anche le candidate al Premio Strega
Raffaella Romagnolo e Antonella Cilento –, la narrativa per ragazzi
offre agli autori un’ora d’aria fra un successo e l’altro e
nuovi lettori da conquistare. A dispetto del titolo, Darkness
è una funzionale macchina del tempo per tornare all’epoca in cui
si era affiatati e innocenti: poco più che bambini. Scritto in
maniera semplice e senza fronzoli, con capitoli da divorare e una
toccante morale di fondo, il romanzo ha senz’altro il difetto di
non allontanarsi mai dal target di partenza. Se non più
giovanissimi, per apprezzarlo è consigliabile lasciarsi
contagiare dal candore dei protagonisti. I Perdenti secondo Leonardo
hanno un’ottima memoria, prestano spesso ascolto agli insegnamenti
degli adulti, sfidano un Dissennatore da listino meteorologico che all'ultima pagina spererebbe di succhiare loro la gioia di vivere. Ci si affida
di comune accordo, allora, alla famiglia, all’amicizia, alla
persistenza della memoria. A una sottovalutata verità a proposito
dei proverbiali risvolti della medaglia. L’oscurità, infatti,
mette in risalto la luce – e le persone care. Non tutto il male
viene per nuocere; non tutto il buio.
Ciao
a tutti, amici? Allora, come state? Finalmente, sono libero: ieri,
ufficialmente, si è conclusa la sessione invernale e, per fortuna,
nel migliore dei modi possibili. La libertà, però, sarà breve: il
cinque si ricomincia con le lezioni. Intanto, leggo. Intanto, scrivo
qualche post. Oggi, sono qui a parlarvi dell'ultimo romanzo di una
trilogia che ho amato molto: una saga italianissima, firmata dal
nostro Leonardo Patrignani. Dopo le sorprese di Multiversum e
Memoria, questo Utopia non mi ha entusiasmato quanto pensassi.
Ricordate, il mese scorso, la recensione su Requiem, di
Lauren Oliver? Nelle linee generali, mi trovo in una situazione
altrettanto difficile, altrettanto simile. Ovviamente, in questa
occasione, giudicherò questo specifico volume, non l'intero
percorso, che è a dir poco notevole. Vi invito a leggere la mia
recensione, per capire cosa cerco di dirvi. Oltre a cenni vaghissimi
sui precedenti, non sono presenti spoiler. Ringraziando Leonardo e
l'ufficio stampa Mondadori, vi saluto tutti e vi auguro buona
lettura. Un abbraccio, M.
C'è
qualcosa, in me, che forse c'era anche all'inizio dei tempi e
ci sarà alla fine. E' una luce che splende dentro di me. Forse
è una luce che splende dentro ognuno di noi, ma non tutti sono in
grado di vederla.
Titolo:
Utopia – Multiversum
Autore:
Leonardo Patrignani
Editore:
Mondadori “Chrysalide”
Numero
di pagine: 390
Prezzo:
€ 17,00
Data
di pubblicazione: 25 Febbraio 2014
Sinossi:
Quella
in cui Alex, Jenny e Marco vivono da diciotto anni è una realtà
confortevole, una nuova vita lontana dal drammatico ricordo del 2014,
sepolto nelle loro anime. Ma il rifugio sicuro in cui sono cresciuti
è solo una delle infinite facce del dado, una delle molteplici
realtà del Multiverso. Altrove, i loro corpi sono invecchiati e il
mondo si trova sotto la nefasta guida di qualcuno che teme il loro
potere. Hanno attraversato le dimensioni parallele, hanno varcato i
confini del tempo scavando nel passato. Il senso del loro viaggio sta
per svelarsi. La loro memoria è l'ultima speranza rimasta.
La recensione
Sono
seduto a una scrivania che un tempo è appartenuta a qualcun altro,
ma davanti al portatile che è sempre stato mio. Ero al computer
anche allora, ero seduto anche allora: in questa recensione parlerò
di ciò che è rimasto uguale e di ciò che è cambiato. E' giusto
così. Era il 2012 e non era ancora primavera. Il mio blog aveva un
mese di vita appena e lettori che, quasi, si potevano contare sulle
dita della mano. Ero sbucato dal nulla, insieme al nuovo anno, con un
angolino virtuale in cui non credevo, fino in fondo, neppure io.
Avevo fatto amicizia, quindi, con tutti i nuovi arrivati, un po' come
si fa all'università. L'ambiente sembra inizialmente ostile,
estraneo, ma poi ti guardi intorno e riconosci nelle parole di un
altro, nello sguardo di un altro, le tue stesse paure, le tue stesse
incertezze, i tuoi stessi complessi d'inferiorità. Dubbi, dubbi
ovunque: quelli che ci accomunano e non ci rendono mai soli per
davvero, quelli che ci fanno stringere belle alleanze, quando abbiamo
bisogno, be', di dubitare tutti insieme - con compagni
d'avventura salpati per un viaggio talora salvifico, talora incerto.
Con compagni di dubbi. Tra questi aspiranti avventurieri, tra questi
naufraghi persi con la testa tra i libri e i pensieri nella rete,
autori esordienti, qualche volta. Autori pubblicati, autori in attesa
di pubblicazione, autori spaventati dalla parola autore:
poca spavalderia, grande fragilità.
E' stato allora che ho
conosciuto Leonardo Patrignani e ho scoperto il Multiverso: mia la
fortuna di pubblicare la prima intervista, mio il tempismo perfetto
di pubblicare per primo – e per ben due anni di seguito – le
recensioni dei suoi romanzi. Capirete che, sentimentalmente, sono
molto legato a questa trilogia. Ci ho tenuto e ci tengo ancora. Non
posso parlarne senza pensare a quel Michele che, in una dimensione
parallela, ha ancora diciassette anni o a quel Leonardo che, prima
che il dado mostrasse una nuova faccia, non confidava troppo nella
meritata fortuna che, di lì a poco, avrebbe avuto. Non posso
scriverne senza pensare all'oggi. Io ho finito il liceo (anche se
sembrava infinito), ho già due esami nel mio curriculum
universitario (anche se non ci speravo), sono andato leggermente
lontano da casa (anche se pensavo di non avere abbastanza coraggio).
Leonardo Patrignani, nel frattempo, si è sposato, è diventato due volte papà,
ha completato la sua trilogia e ha venduto i diritti di Multiversum
in non so quanti paesi:
parecchi, quello è certo. Sono certo anche di un'altra cosa: avete
imbrogliato, ammettetelo. Lo so, perché lo faccio sempre anch'io:
un'occhiata alle stelline assegnate alla fine, poi un'occhiata al
resto. L'ultima cosa che un recensore appunta, ma la prima a cui
l'occhio corre: è naturale, è una cosa da lettori. Proprio come non
prendere mai il primo romanzo della pila, in libreria; proprio come
controllare, prima di iniziare a leggerlo, la lunghezza dei capitoli,
la grandezza del font, il numero complessivo di pagine. Tre stelle:
voto sicuro; voto che amo e non amo. Ce ne sono di due tipi, per
l'esattezza: le tre stelle di quei libri che sono così,
carini e basta, e quelle che trasmettono una certa amarezza,
indicando il mancato raggiungimento – alla fine – di un obiettivo
che davamo come certo, assodato. La valutazione di Utopia,
nel bene e nel male, lo rende parte della seconda categoria di
romanzi. Nel bene, perché non è uno di quei romanzi piccini, che
definisci carini in
mancanza di altre parole. Nel male, perché mentre Multiversum
e Memoria hanno
saputo entusiasmarmi, quest'ultimo l'ha fatto di meno. Forse la
verità è questa: quando una storia ti piace, quando una storia la
aspetti, nella tua testa la immagini come puoi e vuoi, in attesa di
scorgerla sullo scaffale di una libreria o nella buca della posta. La
scrittura di Patrignani è cinematografica. Crea immagini, e le
immagini parlano. C'è ritmo, concitazione, e i capitoli sono
sequenze e sottosequenze. Il passato e i ricordi sono come vivide
visioni. Mi è mancato, perciò, qualche sano momento di stasi
narrativa. Una pausa per pensare. Una bolla – nel tempo – in cui
rifugiarsi per raccontarsi un po'. Stilisticamente c'è stato un
assestamento: ho letto più convinzione, più fiducia; passaggi che
univano l'acerba freschezza del primo romanzo ai toni più ispirati e
poetici del secondo. I ritmi sono vertiginosi, da action movie: una
sosta nell'intimità dei protagonisti non è quasi mai concessa. Gli
intrecci di voci rompono le dighe, il liquido della vita straripa e
annienta gli argini, lo tsunami non puoi contenerlo in un bicchiere
di vetro. Ripensi a com'era all'inizio e a com'è ora. Tutto è
cambiato, tutto è cresciuto, invecchiato; tutto si è complicato.
Questo, nello specifico, valeva principalemente per il bel Memoria:
cervellotico, machiavellico, ispirato da scienza e immaginazione a
momenti alterni. La storia appartiene talmente tanto a Leonardo che
in essa converge tutto ciò che gli piace, tutto ciò che conosce,
tutti ciò che lo affascina. E' diventata altro da quel che era,
perciò. Muore e rinasce. Vive mille storie, mille imprese, mille
vite. Mancano tutti i modi in cui ama o ha amato, secondo me: l'amore
di un padre, di un figlio, di un compagno di vita o di un migliore
amico li ho percepiti assai debolmente. Eppure Multiversum
aveva proposto, inizialmente,
una storia d'amore tra l'talia e l'Australia. Si basava su un
appuntamento e su una ragazza che non c'era. Non per il ritardo di
treni, tram, taxi: la vita era arrivata tardi, la morte presto.
Troppo. Jenny era al di là dello specchio. Viva, ma in un altro
altrove, in un altro mondo. Lei
e Alex erano i protagonisti, erano giovanissimi, si volevano bene
come si vuole bene chi pensa di avere tutto il tempo del mondo. Tra
Milano, Melbourne e Barcellona, il romanzo di Patrignani era
un'autentica novità... già un passo nel futuro. Era il 2012, eppure
parlava del 2014: sopravvissuti all'apocalisse Maya, i lettori erano
stati spettatori di una nuova catastrofe scoppiata nel cielo, sul
Duomo, la Sagrada Familia, Altona Beach. Jenny ed Alex erano
diventati i novelli Adamo ed Eva di un nuovo, distopico Eden, ma
anche personaggi secondari. Marco, invece, si era scoperto, da
semplice comparsa, protagonista assoluto. E in una dimensione
parallela potremmo esserlo anche noi; passare da nerd a re del ballo, o –
meglio – da nerd ad aspiranti salvatori del mondo.
Salvati dal
mare, salvati da Marco, Alex, Jenny e mucchi di cose preziose. Cose
antiche. Il mare ha custodito persone, oggetti, manufatti. Non la
musica. A Gea è toccato in sorte un futuro senza musica e un
avvenire senza speranza, in cui il Benessere è una gabbia, la
scienza è un'arma, i media un'arma di distrazione di massa. Utopia
parte da lontanissimo. Tutti
hanno fili grigi tra i capelli, rughe sul volto, piaghe nell'anima.
Vessati dai segni del tempo, loro che l'hanno esplorato, esaminato,
temuto. Loro che l'hanno perfino venduto. Camminano lungo un
labirinto di infinite direzioni, che fa tappa per le distopie
“minimal” di Lois Lowry, i faticosi viaggi e le omeriche
peregrinazioni di una parabola sacra, lo spionaggio. Contenitori di
storie, esperienze e ricordi da strappare via come organi vitali, i
personaggi esplorano anni che non puoi contare e che non potrai
vivere, nemmeno se l'immortalità ti avesse benedetto. All'inizio li
conti sulle dita. Un anno, due anni, tre anni... poi nemmeno due mani
bastano più. Le linea del tempo, come un tatuaggio nella memoria,
continua a snodarsi nella tua testa. Quella raccontata nella trilogia
è una storia lunghissima, sterminata, apparentemente senza
controllo. Una storia che, quando si scopre più concreta, quando
abbandona “l'iperuranio” per la terra e l'astratto per il
concreto, si fa anche più imperfetta. L'ho trovata composta da due
parti nette, questa volta. La prima è permeata da una lieve
confusione che avvince, intriga, ipnotizza.
Ha, infatti, quel
qualcosa di misterioso che ti spinge a farti tante domande, a
chiederne ancora e ancora. L'ho preferita di gran lunga, anche se,
pure io che con la fantascienza non ho molta familiarità, qualche
forzatura di troppo e qualche falla l'ho individuata. Nella
seconda parte, invece, le nebbie iniziano a diradarsi, il quadro ad
apparire chiaro. E' stato allora, quando la verità era lì, a un
passo da me, che ho capito cosa voleva dire Lessing.
L'attesa è piacere. Quel velo sottile e invalicabile è
affascinante. Quel fumo magico, soffiato generosamente negli occhi,
ti brucia e ti seduce. Oltre il fumo, non ho trovato quello che
aspettavo. Ci avevo pensato per un anno esatto, e scoprire che la
soluzione era molto più ovvia, semplice, immanente di quanto
pensassi è stato un grande e sonoro “ma”, dopo due libri che
avevo consigliato e lodato senza riserva. Mi aspettavo il meglio.
Qualcosa che fosse il meglio per il sottoscritto, almeno, che scrive
dall'alto – o dal basso - del suo personale punto di vista. Una
conclusione da fuochi d'artificio in cui, lontano da dimensioni
deformate, reiterate, dispersive come in una sala degli specchi,
tutto il molteplice avrebbe trovato l'unità sperata. Come in Cloud
Atlas, ad esempio. Tante vite,
tanti episodi, destinati a incrociarsi in un finale emozionante,
forte, indimenticabile. Il capitolo conclusivo debole non lo è
stato, effettivamente, ma non ho apprezzato molto il modo in cui ci
sono giunto. Alcune dimensioni non ne sfiorano altre, alcune vicende
si accontentano di rimanere a sé stanti. Ci sono piani e livelli che
non si toccano. Né delicatamente, con una carezza contro lo spazio e
il tempo, né con l'improvvisa irruenza di un terremoto che li porta
alla definitiva collisione.
di Roberto Oleotto
Ho capito poco del Multiversum, meno
ancora dei suoi personaggi. Tratti essenziali, una linfa vitale poco
potente. Dovrebbero essere tra le persone più interessanti del
cosmo, dopo tutto ciò che hanno vissuto sulla loro pelle, ma invece
sono statici. Hanno un cervello che lavora come una macchina
perfetta, ma il loro cuore è sordomuto. Non mi sono legato a loro e,
anche nelle situazioni più toccanti, non li ho sentiti vicini.
Distanti tra loro, lontani da me. Utopia,
nell'ultima parte, diventa un film d'azione e loro diventano i
personaggi di un film d'azione, debitamente messi in ombra quando a
essere richiesti sono la forza fisica, il coraggio, la tenacia.
Intervengono, allora, nuovi comprimari, dei quali ho trovato poco
astuta, personalmente, la scelta dei nomi e, in alcuni casi, il loro
stesso inserimento. Sono intagliati con poca cura, fungono talvolta
da evidenti espedienti narrativi, fanno sì – involontariamente -
che l'attenzione sui vecchi Jenny e Alex vada scemando ulteriormente.
I più deludenti, forse, sono gli antagonisti. Mi hanno ricordato i
villains di 007
– stesse smanie, stessi
moventi, stessi momenti. Tutti neri, tutti cattivi, tutti senza
sfumature, in una dimensione distopica che nemmeno l'essere ormai
adulto di Patrignani riesce a colorare con riferimenti all'attualità o con tonalità non contemplate già negli altri libri di un genere –
il distopico – che ormai, per me, è a digiuno di novità. Anche
Marco, insieme al suo nome originario, ha perso una certa dose di
carisma e genuinità, ma ad avere la peggio è la coppia già citata.
Dopo tre libri, dovresti sapere come sono fatti, perché si amano,
quanto si amano, cosa pensano l'uno dell'altra, con quali gesti
dimostrano il loro sentirsi anime gemelle. A dirci che tra di loro
c'è una storia d'amore è la diretta voce dell'autore, ma di quel
mancato appuntamento sul molo – due libri fa – resta solo il
romantico ricordo.
Che
il romanticismo non fosse tra gli obiettivi di Patrignani l'ho capito
dall'inizio, ma una storia tra essere umani e una storia pubblicata
dalla collana Chrysalide – che, oltretutto, ha un target
spiccatamente adolescenziale – dovrebbe avere una giusta componente
sentimentale. Se non altro, per far scattare il brivido davanti a
quell'ultima paginache segna la fine di un percorso bello, ma non
esente da alcune (im)previste instabilità. Mi piace pensare di aver
fatto un po' da baby sitter – passatemi la metafora – a questa
serie e Utopia
è sinceramente il più debole tra i figli d'inchiostro dell'autore.
Quello che avrebbe avuto, forse, bisogno di più tempo, cura,
attenzioni. Io non amo gli addii. Non amo quasi mai come mi dicono
addio, e non l'ho fatto nemmeno questa volta. Perchè ogni ritorno a
casa vuol dire sempre lasciarsi persone care alle spalle e perché –
a volte – manca quella carica emotiva che renda l'addio dei più
indimenticabili e sentiti. Quella di Patrignani era una storia
potenzialmente infinita, grazie a una teoria che – tra scienza,
superstizione e fede – affascinava e scavalcava muri di limiti e
mari di allettanti supposizioni. Ma doveva avere una fine, sì, e,
francamente, ho percepito una certa fretta. Come se il treno volesse
raggiungere la sua meta nel minor tempo possibile. Senza curarsi
della gente rimasta indietro, col biglietto già obliterato in mano,
o dei ritardatari che, invano, tentavano di richiamare l'attenzione
del capotreno, dall'esterno, e di fermare ciò che era ormai in
movimento continuo. Leonardo ha regalato tante vite ai suoi
personaggi, non il tempo. La storia è guidata dai fatti, non dalle
persone che la popolano. E' solo il Multiverso ad avere vita propria.Una
saga composta da tre libri, questa, in cui è possibile individuare,
per ampi tratti, una bellissima crescita di fondo. Nonostante tutto,
messi puntigliosamente in evidenza i problemi ora grandi e ora
piccoli dell'ultima tappa, non posso fare a meno di consigliarne la
lettura. Sia per quello che ha significato per me, sia per l'audacia
e l'assoluta originalità delle tematiche trattate. Era materiale
completamente nuovo, ma anche potenzialmente esplosivo. L'ultima
tappa del viaggio non mi ha pienamente
soddisfatto,
ma non significa che non ne sia valsa pienamente
la pena. Un libro è fatto di scelte e, questa volta, si ci affida
maggiormente alla memoria del cervello che a quella del cuore. La più
duratura, tra le due solo, solo il tempo saprà decretarla.
L'errore
comune a tante saghe è uno solo: sapere come hanno inizio, non
sapere come finiscono. Leonardo Patrignani, invece, è lucido,
metodico; segue il flusso e lo doma. Avrei preferito, tuttavia, se
qualche volta si fosse perso anche lui. L'avrei apprezzato anche di
più se, davanti a un tentennamento, si fosse affidato alle sue
creature e pensato: “Vediamo che mi dicono; vediamo dove mi
portano. Ascoltiamo e basta.” Persolungo
un crocevia di tempi, ere, esistenze, in un infinito
viaggiare che più si scopre
spericolato, più si rivela improvvisato, più si manifesta
meraviglioso.
Il
mio voto: ★★★
Il
mio consiglio musicale: Within Temptation – Utopia
Ciao a tutti, amici. Come state? Io sono stato meglio. Come saprete, lo scorso martedì – come vola il tempo - ho dato il primo esame, ma sto già preparando il secondo: filologia umanistica. Una noia, piena di tecnicismi, definizioni, rotture di scatole. Per staccare un po', voglio parlarvi di alcuni libri di prossima uscita, ammucchiati un po' alla rinfusa – e perdonatemi – per via di qualche post arretrato di troppo: è un periodo no. In arrivo a breve, i capitoli conclusivi delle saghe di Leonardo Patrignani e Veronica Roth: saranno miei, sì. Per la Chrysalide, inoltre, sulla scia di Biancaneve & Il cacciatore e Cappuccetto Rosso Sangue, il romanzo che ha ispirato la prossima trasposizione cinematografica di La bella e la bestia, il cui film – attesissimo dal sottoscritto – è in uscita alla fine del mese: so già cosa regalarmi per festeggiare la fine della sessione d'esami... Il biglietto del cinema, questa volta. Sempre parlando di film, vi ricordate il Matthew Quick che ha ispirato, col suo libro, il notissimo Il lato positivo? Torna, sempre per la Salani, con un romanzo originalissimo e struggente, che ricorda, per le tematiche, il capolavoro di Jody Picoult. Un nuovo urban fantasy per la Sperling, inoltre, e un tesissimo e misterioso young adult per la Piemme: la copertina che strizza l'occhio a Donnie Darko è una meraviglia! In uscita tra qualche mese, invece, per la Nord, un romanzo gridato ai quattro venti come un autentico must-read: posso perdermelo, forse?Ultimi ma non ultimi, due italiani: Vincenzo Di Mattia, con una commovente e romantica storia dal sapore autobiografico, e Daniela Sacerdoti – lanciatissima all'esterno, ma in arrivo solo quest'anno da noi, grazie alla Newton, con l'edizione italiana del suo Watch over me. Spero che, tra tante belle novità, ci sia qualcosa di vostro gradimento. Nel mio caso, ce ne sono fin troppe: che guaio! Scappo, di fretta come al solito. Sostenete questa mia ennesima crociata universitaria e abbiate pazienza: solo in attesa di pubblicazione, due post, con il ritorno delle rubrica I Love Telefilm e Mr Ciak.
Titolo:
La bella e la bestia
Autrice:
Vanessa Rubio-Barreau
Editore:
Mondadori “Chrysalide”
Numero
di pagine: 184
Prezzo:
€ 14,90
Data
di pubblicazione: 18 Febbraio 2014
Sinossi:
C'era
una volta, tanto tempo fa, un ricco mercante. Era
vedovo e aveva sei figli, tre maschi e tre femmine. Era un uomo buono
e generoso e voleva bene a tutti e sei, ma una sola era la sua
prediletta: Belle. Il ricco mercante possedeva tre grandi navi che
solcavano i mari del mondo, ma un brutto giorno una tempesta le
travolse e le fece affondare. L'uomo perse tutto e la famiglia fu
costretta a trasferirsi in campagna. Quando il padre tornò per la
prima volta in città, mentre le sue sorelle pretendevano abiti,
cappellini e belletti, Belle chiese soltanto una rosa. Fu così che,
per accontentarla, il mercante cadde nell'inganno della Bestia, il
mostruoso padrone di un castello stregato. Solo Belle può placare la
collera della Bestia, derubata della sua rosa più rara: svelando il
segreto nascosto nel passato del suo carceriere e sciogliendo
l'incantesimo che restituirà a entrambi la libertà e l'amore.
Titolo:
Utopia. Multiversum
Autore:
Leonardo Patrignani
Editore:
Mondadori “Chrysalide”
Numero
di pagine: 348
Prezzo:
€ 17,00
Data
di pubblicazione: 25 Febbraio 2014
Sinossi:
Quella
in cui Alex, Jenny e Marco vivono da diciotto anni è una realtà
confortante, un rifugio sicuro. Ma è solo una delle infinite facce
del dado, una delle molteplici realtà del Multiverso. Cos'è
successo davvero mentre cercavano di raggiungere una nave diretta a
Oriente, in fuga dalla società totalitaria di Gea? Quali sono le
conseguenze drammatiche del baratto a cui allude Anna? Dall'altra
parte, il mondo sta cadendo a pezzi sotto la nefasta guida di
qualcuno che ha le loro stesse facoltà. Dall'altra parte, ci sono un
vecchio di ottantotto anni che sta marcendo in un penitenziario e due
giovani che vivono rinchiusi come topi da laboratorio. Dall'altra
parte, la loro mente è rimasta l'unica e ultima speranza.
Titolo:
Perdonami, Leonard Peacock
Autore:
Matthew Quick
Editore:
Salani
Numero
di pagine: 288
Prezzo:
€ 14,90
Data
di pubblicazione: 20 Febbraio 2014
Sinossi:
Una storia per non smettere mai
di lottare. Perche la felicità si può conquistare.
Nel giorno del suo compleanno, Leonard Peacock ha deciso: vuole
uscire di casa con un'arma nascosta nello zaino, e usarla contro il
suo ex migliore amico. E forse, chissà, anche contro se stesso. Ma
prima, deve dire addio alle persone più importanti per lui: Walt, il
suo vicino di casa fissato con Humphrey Bogart; Baback, il compagno
di classe che suona splendidamente il violino; Lauren, la ragazza di
cui è innamorato; e Herr Silverman, che insegna Storia
dell'Olocausto. Parlando con loro, Leonard rivela poco a poco il suo
segreto, mentre il tempo che lo separa dal gesto fatale si
assottiglia sempre di più. Sospeso sul limite di una decisione
irrevocabile, Leonard alla fine saprà fare la scelta giusta.
Titolo:
Ho bisogno di te
Autrice:
Daniela Sacerdoti
Editore:
Newton & Compton
Numero
di pagine: 256
Prezzo:
€ 9,90
Data
di pubblicazione: 13 Febbraio 2014
Sinossi:
Eilidh,
trentacinque anni, ha il cuore infranto: ha perso il bambino che
aspettava e che aveva tanto desiderato, e in più ha scoperto che suo
marito ha una relazione con un’altra donna. Sconvolta, decide di
lasciare Southport e di trasferirsi per un po’ nella piccola
cittadina scozzese di Glen Avich, nelle Highlands, dove ha trascorso
l’infanzia. Nella gelida e magica Scozia Eilidh si sente finalmente
a casa. Qui ritrova i dolci ricordi del passato e l’affetto sincero
della gente del posto. E qui abita ancora il suo amico di un tempo,
Jamie, che ha alle spalle una storia altrettanto dolorosa. Eilidh e
Jamie provano una forte attrazione reciproca, ma hanno sofferto
troppo per riuscire ad abbandonarsi alle emozioni. Qualcuno però in
segreto veglia sulla loro felicità. E il destino non tarderà ad
aiutarli…
Titolo:
Quando, amore, non mi riconoscerai
Autore:
Vincenzo Di Mattia
Editore:
Piemme “Voci”
Numero
di pagine: 280
Prezzo:
€ 14,50
Data
di pubblicazione: 4 Marzo 2014
Sinossi:
Una
storia tenera e spietata, che colpisce e commuove e che racconta in
modo sublime la forza dell’amore.
Un
marito innamorato di fronte a una delle prove più terribili: la
malattia della moglie. Non una malattia qualsiasi, ma quella che
divora i ricordi, la dignità, la personalità: l’Alzheimer.
Vincenzo a fatica si rassegna a vedere la sua amata Silvana, docente
universitaria in pensione, smarrita come una bambina di fronte alle
cose più semplici. Mentre i ricordi di lei si affievoliscono
inesorabilmente, quelli di Vincenzo, e della loro figlia Francesca,
si intensificano e si amplificano, nel tentativo di tenere viva
l’immagine della donna che sorride felice da un vecchio video delle
vacanze.
Titolo:
L'estate del coniglio nero
Autore:
Kevin Brooks
Editore:
Piemme “Freeway”
Numero
di pagine: 434
Prezzo:
€ 15,00
Data
di pubblicazione: 18 Febbraio 2014
Sinossi:
È
un’estate torrida e Pete ha già passato diverse settimane senza
fare altro che ciondolare per casa… fino a quando squilla il
telefono e la sua vita cambia per sempre. È Nicole, gli chiede di
vedersi. Presto si separeranno, ognuno per la propria strada, e pensa
sarebbe carino incontrarsi per l’ultima volta con il gruppo
dei vecchi amici, solo loro quattro: Pete, Nicole, Eric e Pauly. Pete
le chiede di Raymond, anche lui è un vecchio amico, fa parte del
gruppo. Raymond è un tipo strano, che sembra vivere in un mondo
tutto suo, ma Pete gli è molto legato. Quando i cinque si ritrovano
al luna park, però, succedono cose strane. Raymond scompare
misteriosamente. E anche Stella Ross, una ragazza del loro liceo
diventata famosa, sparisce. Tutti pensano che i due eventi siano
collegati, ma Pete vuole dimostrare a tutti i costi che si sbagliano.
Titolo:
La cacciatrice di fate
Autrice:
Elizabeth May
Editore:
Sperling & Kupfer
Numero
di pagine: 320
Prezzo:
€ 16,90
Data
di pubblicazione: 18 Febbraio 2013
Sinossi:
Edimburgo,
1844. La giovane Lady Aileana, figlia del marchese di Douglas,
nasconde un segreto. Di giorno è una perfetta gentildonna, alle
prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti. Di notte è una
spietata cacciatrice di fate. Da quando sua madre è morta per mano
di una creatura soprannaturale, infatti, Aileana ha giurato vendetta
e ha iniziato a combattere le fate insieme con l'affascinante
folletto rinnegato Kiaran. Ed è proprio grazie a Kiaran che la
ragazza scopre lo straordinario destino che la attende: lei è
l'ultima cacciatrice, l'unica in grado di proteggere gli uomini la
notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte del solstizio
d'inverno.
Titolo:
Vita dopo vita
Autrice:
Kate Atkinson
Editore:
Nord
Numero
di pagine: 534
Prezzo:
€ 18,90
Data
di pubblicazione: Aprile 2014
Sinossi:
In
una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il
cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce
a salvarla. Quella stessa notte, a Londra nasce una bambina. Il
cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di
famiglia, giunto proprio all'ultimo istante, lo taglia e permette
alla piccola di respirare. Inizia così la vita straordinaria di
Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più
e più volte, mentre l'umanità si avvia inesorabilmente verso la
tragedia della guerra. Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di
cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e
quello del mondo intero?
Titolo:
Allegiant
Autrice:
Veronica Roth
Editore:
De Agostini
Numero
di pagine: 544
Prezzo:
€ 14,90
Data
di pubblicazione: 18 Marzo 2014
Sinossi:
Allegiant è il finale
mozzafiato della trilogia distopica che ha catturato milioni di
lettori in tutto il mondo. Un amore travolgente, un’avventura al di
fuori degli schemi. La
realtà che Tris ha sempre conosciuto ormai non esiste più,
cancellata nel modo più violento possibile dalla terrificante
scoperta che “il sistema per fazioni” era solo il frutto di un
esperimento. Circondata solo da orrore e tradimento, la ragazza non
si lascia sfuggire l’opportunità di esplorare il mondo esterno,
desiderosa di lasciarsi indietro i ricordi dolorosi e di cominciare
una nuova vita insieme a Tobias. Ma ciò che trova è ancora più
inquietante di quello che ha lasciato. Verità ancora più esplosive
marchieranno per sempre le persone che ama e ancora una volta Tris
dovrà affrontare la complessità della natura umana e scegliere tra
l’amore e il sacrificio.
Ciao
a tutti! Questa mattina, la recensione di un romanzo di recente
uscita. Forse, uno dei più attesi in questi primi mesi dell'anno.
Dopo Multiversum (la mia recensione qui), Leonardo Patrignani
e i suoi giovani protagonisti tornano per il secondo capitolo di una fortunata trilogia, inaugurata lo scorso anno e già tradotta in dieci lingue. Le mie impressioni?
Tutto nella recensione! Ringraziando la Mondadori e l'autore, vi auguro una buona lettura;)
In
quel bacio c'era il ciclo della natura che iniziava, si evolveva e
terminava, per poi rinascere ancora. C'era
l'amore. La loro fortezza inespugnabile. Il loro scrigno segreto.
Oltre la vita,oltre l'eterno.
Titolo:
Memoria. Multiversum
Autore:
Leonardo Patrignani
Editore:
Mondadori “Chrysalide”
Numero
di pagine: 331
Prezzo:
€ 17,00
Data
di pubblicazione: 19 Febbraio 2013
Sinossi:
Alex, Jenny e Marco hanno provato sulla loro pelle cosa vuol dire
perdersi nelle infinite strade del Multiverso. Ora, però, non sanno
come uscire da Memoria, una dimensione mentale, non meno chiusa di
una gabbia, nella quale vedono solo ciò che ricordano. Mentre i
secoli trascorrono dopo la fine della loro civiltà, una nuova Era
comincia sul pianeta Terra.
Ma in che modo si possono usare i ricordi
per fuggire da Memoria e scampare all'eterna condanna? Quali segreti
disseppelliti dal passato permetteranno loro di risvegliarsi nel
futuro?
La recensione
Ed
è finito. Così. Veloce come è iniziato. Troppo in fretta.
L'epilogo.
La fine. The end. I ringraziamenti conclusivi, e giù il sipario.
Il
capitolo centrale di una delle più fortunate trilogie
italiane, dopo qualche intensa ora di lettura, è riposto sullo
scaffale, accanto al suo bel predecessore. Com'è stato?Difficile
spiegarlo. Quasi impossibile stilare il racconto di un viaggio
intrapreso a cavallo di tutte le dimensioni possibili, ed eppure
custodito in una piccola bambola russa a forma di libro; riposto in
una libreria, compresso tra le righe di una prosa che sembra crescere
di opera in opera, destinato a ricondurmi alla familiarità della mia
casa solo ad avventura ultimata.Memoriaha inizio esattamente dove
Multiversum si era
concluso.
In
maniera violenta, nervosa, repentina, sono stato costretto a
ricordare. Di Alex, Jenny e Marco. E di una Barcellona spettrale
animata da ricordi collettivi. E di un orizzonte piatto come un
bianco vuoto cosmico. Sono stato catapultato lì dalla prima pagina.Io
e i protagonisti ci siamo rivolti sorrisi timidi, di circostanza; gli
stessi che ci si scambia con un amico che non si vede dal suono
dell'ultima campanella prima delle vacanze estive.Sono
stato subito messo al corrente degli attimi di vita che mi ero perso.
I primi diverbi, le prime divergente, le prime crepe sullo scudo di
tre sopravvissuti al fuoco, alla distruzione e al respiro smorzato
della Terra che muore. Attimi che durano un centinaio di pagine,
qualche giorno, o un paio di secoli. Magari cinque.Giriamo
pagina e, d'un tratto, le spire nebbiose della nebbia di quel limbo
senza tempo si staccano una ad una, cadendo a terra come pelle
vecchia insieme ai limiti fisici che rappresentano. E' una sorta di
gioco di prestigio, ma senza trucchi.In
una pagina siamo a Memoria, nell'altra i nostri piedi sono oltre la
soglia del futuro. Quello che nessuno della nostra generazione potrà
mai vedere, ma che per i tre amici è reale. Grattacieli che bucano
le nuvole, al di là di un banco di onde e di un letto scavato in
vetro infrangibile.Un
nuovo inizio, un nuovo cielo, ma sempre loro. Giovani, speciali,
all'improvviso lontani. Dalle partite di basket, da lunghe vasche da
percorrere a frenetiche bracciate, da siti da penetrare a colpi di
click. Lontani tra loro, sballottati negli abissi dello spazio e del
tempo, ma non dai lettori, che, dopo un anno di attesa, li
seguirebbero in capo al mondo... La
conoscenza di una nuova società distopica ha inizio.
I
suoi retroscena, i suoi torbidi doppi giochi, si leggono tra i
pensieri di Ben, un uomo dalla libertà negata che viaggia su un
sottomarino a ventimila leghe sotto i mari: passeggero, accorto
impiegato, prigioniero (in)consapevole di un'autorità che gli dà
denaro e aria da respirare, ma tenendolo sotto la minaccia di uno
schiaffo. Allontanarsi dalle rotte stabilite è proibito. Ribellarsi
è mortale.
Ma un segreto lo aspetta sul fondale, e con esso una
prima ragione per lottare. In maniera imprevedibile, oltre ogni
logica e certezza, la sua vita è legata embrionalmente a quella di
Marco, Jenny ed Alex. Nati in un'epoca remota di cui non restano che
cimeli nel mare immenso, ma che è ad appena un battito d'ala dalla
sua: un'altra faccia del dado lanciato dal destino. La prossima.
Multiversum
era lanovità. Tutti
l'avevano adorato per quello. Presentato come la storia di un amore
inafferrabile, aveva sorpreso critici ed editori con un intreccio
imprevisto e con una freschezza d'espressione considerata, in ogni
campo della narrativa per ragazzi, ormai sacrificata in nome del
sacrosanto cliché. Leonardo Patrignani aveva incantato tutti, aveva
guardato l'apocalisse negli occhi e, in un esordio audace e
coraggioso, aveva sposato la teoria della relatività e consacrato in
nome di essa il tenero affetto di due innamorati: cuori in una
tempesta elettromagnetica. Scrivere il capitolo secondo della
trilogia dev'essere stato un'impresa complessa su tutti i fronti.C'erano
un'infinità di nodi da sbrogliare, domande alle quali dare risposta,
aspettative (altissime) da mantenere, tempi di consegna da
rispettare, una verità (quasi sempre vera) con la quale
confrontarsi: un romanzo intermedio è una creatura dalle forme
sfuggenti; un passaggio – spesso troppo brusco - tra le sorprese
dell'incipit e i colpi di scena del capitolo finale. Nel mio piccolo,
posso dire che l'esito finale non è stato buono... di più!Il
nuovo romanzo è più universale, più spettacolare, più immediato.
Scritto notevolmente meglio ed architettato con una maestria di
internazionale e “nolaniana” influenza, ci mostra un Patrignani
professionalmente cresciuto in modo esponenziale nel corso di un
unico e proficuo inverno.
Quasi irriconoscibile in una prosa che,
oramai, non ha più nulla di acerbo e scolastico, rafforza il suo
valente intreccio con accostamenti forti e originali, figure
retoriche sparse generosamente come piccoli cammei e nuovi personaggi
che trovano una perfetta connotazione anche in un “cast” già
consolidato, amato, affiatato.Vero,
ci regala una decina di pagine in meno rispetto al primo, ma in esse
troviamo un personaggio che finalmente ha il ruolo a lui più
congeniale: quello di protagonista. Il solo ed unico Marco, che - su
una sedia a rotelle o sulle proprie gambe, orfano o parte di una
famiglia felice – è adorato dai lettori in qualsiasi piano spazio
temporale si trovi a vagare: un perfetto nerd, un eroe esemplare, il
custode delle vibrazioni impercettibili del multiverso.Volendo
spaccare il capello in quattro, l'unica nota stridente – accanto ad
un inizio un po' troppo dispersivo – l'ho trovata nella
caratterizzazione della Terra del futuro. E' resa con la giusta
vaghezza in modo da lasciare punti in sospeso per il sequel, ma,
seppur nelle linee generali, mi ha ricordato quella di due recenti romanzi
del genere sci-fi: La colonia sommersa (una
distopia subacquea) e Across the universe (una
cupa e claustrofobica Odissea nello spazio).
Ma sono io che, probabilmente, leggo troppo di tutto! La sensazione è
durata poco, spazzata via da una serie di inaspettati colpi di scena
che mi hanno lasciato a balbettare frasi senza senso: “Ma oh! Ma
cavolo! Ma wow!”; la bocca che formava una “O” e che, allo
stesso tempo, avrebbe voluto ridere e ridere davanti a una sorpresa
di tal genialità.Memoria
è un libro che non brilla e non vuole brillare della luce riflessa
del capostipite della saga. Vivo, scritto su misura dei lettori, sa
rinnovarsi dall'interno, cercare nuove mete, inseguire nuovi scopi,
mettersi alla prova con tentativi che – anche se non sempre
riusciti alla perfezione – mostrano la voglia dell'autore di non
accontentarsi del primo applauso strappato alla platea. Il primo, nel
finale, mi aveva lasciato forse più appagato; questo ha fatto sì
che percepissi un po' dell'incombenza e dell'ansia della fine di un
lungo viaggio. Il primo era un uragano, questo è il Big Bang.Ho
tante domande, un groppo alla gola che non mi spiego, una forte
curiosità da sfamare. Aspetterò. Il terzo capitolo – in una vita
o nell'altra – l'ho amato già. Non è preveggenza. E' Multiversum.
Il
mio voto: ★★★★ +
Il
mio consiglio musicale: Queen - Who Wants to Live Forever
Il
momento è giunto, miei cari. A breve, infatti, sarà passato un anno
da quando, lo scorso Febbraio, Leonardo Patrignani, un giovane autore
alle prese con il suo primo, ambizioso romanzo, ci presentòMultiversum. Il web impazzì
letteralmente. Interviste, recensioni su recensioni (qui trovate la
mia), diritti acquistati dalle case editrici di mezzo mondo. Perfino
coloro a cui non era particolarmente piaciuto, avevano mostrato una
particolare ammirazione verso l'inaspettato e sorprendente
rovesciamento finale. Una parola ripetuta in diversi capitoli –
Memoria – divenuta finalmente concretezza. Una parola che,
evocativa e affascinante, ha dato il titolo al secondo volume della
trilogia dello scrittore milanese, edita dalla collana che ci ha
fatto conoscere Muses,
La sedicesima luna,
Chi è Mara Dyer.
Curiosi
di sapere cosa ne sia stato di Jenny, Alex e Marco e di scoprire se
le previsioni su un volume ancora più entusiasmante del primo siano
corrette? E di conoscere, inoltre, tutti gli inesplorati e intricati
sentieri del Multiverso?
Risposte alle vostre domande il 19 Febbraio 2013, quando in libreria,
con una copertina spettacolare (ma quanto è bravo Roberto Oleotto?!) quanto quella del primo, potrete
trovare un nuovo pezzo dell'avventura più sensazionale che c'è.
Intanto, occhio alla trama e alle varie news, apparse in anteprima sul sempre
aggiornatissimoFantasy Magazine, dove, in esclusiva assoluta, è
possibile godersi l'intenso prologo (qui). Chi lo aspetta con me? ;)
Titolo:
Multiversum. Memoria
Autore:
Leonardo Patrignani
Editore:
Mondadori “Chrysalide”
Numero
di pagine: 260 circa
Prezzo:
€ 17,00
Data
di pubblicazione: 19 Febbraio 2013
Sinossi:
"Forza, usciamo da questa gabbia." La frase pronunciata da
Marco, con cui si conclude il primo romanzo, è il punto di partenza
del secondo capitolo della Multiversum Saga. Alex, Jenny e Marco si
trovano in Memoria, luogo esclusivamente mentale nel quale vedono
solo ciò che ricordano. Mentre i secoli trascorrono dopo la fine del
loro mondo, una nuova era è cominciata sul pianeta Terra. Sarà
Jenny a svegliarsi per prima, in una cabina a bordo di un
sottomarino, in una realtà di nuovo fisica. La voce di Alex suona
ancora nella sua testa ma lui non è con lei. Solo ritrovandolo potrà
cercare una via d'uscita da quell'ennesima trappola. Sempre se è
vero che nelle infinite biforcazioni del Multiverso esiste una strada
alternativa...
Leggere
la trama di questo romanzo, soffermarmi sui colori caldi e avvolgenti
della copertina, fantasticare ad occhi aperti sull'esistenza di mondi
paralleli al nostro e sulla fragilità dell'amore impossibile tra i
due giovani protagonisti, ha suscitato – sin dalla prima volta in
cui lessi l'originale sinossi di Multiversum - brividi intensi e
forti emozioni nel mio cuore di lettore.
In
tanti anni, non mi è veramente mai capitato di essere a tal punto
suggestionato dalla trama di un romanzo da passare interi pomeriggi e
ore di lezioni a fantasticare ad occhi aperti sul suo sviluppo e
sulle caratteristiche dei suoi personaggi!
Già
un mese prima di riceverlo in anteprima dal gentile ufficio stampa
della Mondadori, il fluire impazzito di aspettative e sensazioni
aveva scritto nella mia testa le pagine di una storia che non
conoscevo, ma che, per qualche misterioso motivo, sentivo vicina al
mio essere e al mio cuore pulsante.
Quasi
come se, in una realtà parallela, avessi carpito anch'io i misteri
del Multiverso e fatto mia l'originale avventura a cui , da qualche
mese a quella parte, la trascinante fantasia di Leonardo Patrignani
avrebbe dato voce e concretezza.
L'ho
cominciato a leggere con la sensazione che, tra quelle pagine, avrei
trovato nero su bianco le ipotesi che, nelle settimane precedenti,
avevano riacceso i colori della mia immaginazione da troppo tempo
sopita. L'ho cominciato a leggere come se mi fosse stato recapitato
per errore e come se, averlo tra le mani con così ampio anticipo,
fosse il regalo più bello per il sopraggiungere imminente dei miei
diciotto anni e la generosa ricompensa per averlo atteso con così
tanta trepidazione.
L'inizio
un po' frettoloso del libro, accompagnato da capitoli troppo brevi e
da una scrittura troppo semplice e lineare, mi aveva riempito le
orecchie e il petto di un suono sordo e tristemente familiare. Il
suono assordante e amaro di aspettative che si infrangono.
Non
che il libro fosse banale o noioso, ma, dopo lunghi giorni di attesa
con la sola compagnia della mia fantasia galoppante, avevo
l'impressioni di non riconoscervi tra le righe il sentimento e la
passione che mi ero augurato.
Scorreva
tutto troppo velocemente, come un fiume in piena che – spedito –
corre senza ostacoli e intralci verso un epilogo già prestabilito.
Non riuscivo a sviluppare empatia con i personaggi, non trovavo il
benché minimo appiglio a cui agganciarmi. Le mie dita scorrevano
instancabili tra le pagine; i miei occhi divoravano i capitoli e il
mio cuore rimaneva arido dinanzi al nascere del dolce sentimento tra
Alex e Jenny. Volevo labirinti di poesia in cui rimanere intrappolato, vibranti aforismi su cui soffermarmi, una scrittura più incisiva
e una forma di fantasia più dilagante in cui svanire. Volevo
fortemente che quel “Buon viaggio...” appuntato dall'autore
sulla copertina assieme al suo autografo fosse una promessa per il
futuro. Volevo perdermi nella voce dei protagonisti. Volevo
spiccare un balzo e perdermi tra le righe di un'avventura al
cardiopalma. Volevo che il mio viaggio nel mondo di Multiversum
cominciasse.
Non
so quando e come sia accaduto esattamente, ma, se sono qui a
scrivere questa ampia premessa, sappiate che la risposta è sì:
anch'io ho trovato la mia Chiave; la mia Cintura di Orione; il mio
personale portale d'accesso; la mia finestra spalancata su quello
che è il ricco mondo interiore di Leonardo Patrignani.
Con
il procedere della narrazione, i capitoli si fanno più fitti; il
tono si eleva. I sentimenti diventano più intensi e la voglia di
rimanere stupidi davanti al colpo di scena finale più forte. La
realtà, come in un caleidoscopio, si frammenta in schegge aguzze e
irregolari; nuove tonalità la colorano e il calore dell'amore si
scontra con nubi grige di tempesta e con la violenza di un destino
ineluttabile che, spietato, squarcia il cielo e getta ombre di morte
su strade un tempo familiari.
La
scrittura diventa più compatta e ispirata, lasciando finalmente
emergere l'entusiasmo di una fantasia senza freni. Mentre il destino
dei protagonisti viene stravolto e disarmanti riferimenti
all'attualità si mescolano a un futuro distopico e visionario nello
stile di Orwell, Multiversum raggiunge l'obbiettivo verso il quale
avevo nutrito le mie più rosee aspettative. Diventa un videogioco
dal ritmo frenetico, un survival horror dai toni apocalittici, un
dramma intimista e convincente, un'epopea romantica divisa tra la
tenerezza di un bacio, il calore di un abbraccio e l'ansia
angosciante di una condanna che - silenziosa e fatale – cade dal
cielo stellato.
Patrignani
sorprende, shocca, solleva il malinconico velo dei ricordi e tocca
il cuore, riuscendo a dare ad una storia già bella di suo il sapore
epico di una moderna Odissea.
Se
Omero avesse letto Marsden e King, giocato a Silent Hill e conosciuto
le meraviglie della moderna tecnologia, il poema che tutti noi
conosciamo avrebbe oggi il ritmo trascinante e sostenuto di questa
invidiabile opera prima.
Il
mio voto: ★★★★
Il
consiglio musicale : 30 Seconds to Mars – Kings & Queens
Fra
un mese esatto – il 27
Marzo 2012 –
la Mondadori rilascerà un avvincente urban fantasy tutto italiano !
Si tratta di Multiversum,
un romanzo che mescola brillantemente – in un mix unico e
sorprendente - azione, amore e fantasia. Curioso di saperne di più,
ho intervistato l'autore, che ringrazio per la sua cordialità e per
le sue risposte ampie e sincere. Vi lascio con la scheda del romanzo
e con l'intervista a Leonardo
Patrignani:
non perdetela!
Alex
vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo
sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che
permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza
preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi
attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa
di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo
stabilito. Ma Jenny non c'è. I due ragazzi non riescono a trovarsi
perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive
Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex,
Jenny è morta all'età di sei anni. Il Multiverso minaccia di
implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi,
attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro
amore può cambiare un destino che si è già avverato.
A
TU PER TU CON LEONARDO
1)
Ciao Leonardo! Grazie mille per avere accettato il mio invito.
Leggendo la tua biografia, ho visto che, nonostante la tua giovane
età, hai grande esperienza in molti ambiti. Presentati tu stesso ai
lettori.
Ciao
Michele! Ti ringrazio per l’ospitalità. Mi chiamo Leonardo
Patrignani e la mia vita è sempre stata un vero e proprio
Multiverso. A 18 anni ho fondato una band heavy metal e nel giro di
due anni ho firmato il mio primo contratto discografico. Ci
chiamavamo Beholder, ero autore e cantante del gruppo. Abbiamo
pubblicato 3 dischi e suonato su palchi prestigiosi, poi nel 2004 è
arrivato lo split. Successivamente ho studiato recitazione per
perfezionare quella che era un’altra mia grande passione: il
doppiaggio. Sono diventato speaker e doppiatore, e ho avuto la
fortuna di prestare la voce per programmi, spot ma soprattutto
videgiochi celebri come Call of Duty e Assassin’s Creed. Da anni
inoltre conduco e commento gli eventi offline di FIFA, il videogioco
di EA Sports, grazie alla collaborazione con il brand Videogames
Party che gli amanti delle fiere di comics&games sicuramente
conosceranno (non manchiamo un appuntamento!). In tutto questo
panorama di attività, non ho mai smesso di scrivere. Da quella
storiella sugli exogini (qualcuno se li ricorda?) che mia mamma mi
convinse a buttar giù quando avevo solo 6 anni e che conservo
tutt’ora in un raccoglitore di preziosi ricordi.
2)
Se, fra qualche anno, gli insegnanti chiedessero alla tua bambina il
lavoro del suo papà, cosa risponderebbe? Musicista, doppiatore,
voce e volto dei tornei di EA Sports o scrittore? Qual è, fra
questi ruoli, apparentemente tanto diversi, quello che più ti
rappresenta ?
Non
c’è un lavoro che mi rappresenta di più. Non c’è una
professione, c’è un approccio generale che si riassume in una sola
parola: creare. La mia testa è bombardata di continuo da idee e
spunti, e se non potessi tradurli su un foglio bianco o su un
pentagramma credo che rischierei di implodere.
3)
Cosa significa, per te, scrivere?La
scrittura è l’incantevole condanna a dar voce a tutti i sogni e le
fantasie, la sublime maledizione che ti fa vedere continuamente
scenari, personaggi, che ti fa sentire voci… e che ti spinge a
mettere insieme le tessere del mosaico, senza che tu abbia
un’alternativa. E’ quella melodia straordinaria che ti viene in
mente quando stai guidando, e che ti fa correre a casa a trasformarla
in una canzone.
4)
Sul finire degli anni novanta, hai pubblicato il tuo primo romanzo.
Labirinto – questo è il titolo - è descritto, sul tuo sito, come
un thriller di chiara matrice kinghiana. Quanto ti hanno influenzato
i romanzi del “maestro” nella stesura dei tuoi libri ?
Definirei Labirinto non
un esordio (fu una piccola stampa fatta più che altro per gli amici
e non finì mai nei negozi) ma un primo esperimento di narrazione
completa, o perlomeno il primo riuscito. Ero ancora uno studente
universitario quando l’ho scritto. Sono sempre stato un amante di
King, la mia adolescenza è stata segnata dai dischi dei Queen e dai
romanzi del Maestro. Mi ha dunque contagiato, e come potrebbe essere
altrimenti? Labirinto risentiva molto di alcune
atmosfere cupe e claustrofobiche di matrice kighiana, dunque
l’approccio era quello di un thriller psicologico a tutti gli
effetti. Ma il mio vero esordio professionale nel mondo editoriale è
senza dubbio Multiversum. Diciamo che Labirinto era
un promettente “provino”.
5)
Multiversum, il tuo nuovo romanzo, è presentato dai maggiori siti
come una storia d'amore travolgente e dai toni surreali. Un
avvincente urban fantasy a cavallo tra due città lontane e fra due
realtà parallele. Com'è nata l'idea che sta alla base del libro?
Nel
2008 ho perso mio papà, nel giro di due settimane. Considerato che
ho sempre vissuto con lui (i miei genitori si sono separati quando
avevo sette anni e io ero affidato a mio padre), mi si è sgretolato
un intero mondo. Il mondo delle mie sicurezze, il mondo dei pilastri
su cui si basava la mia intera vita. Multiversum è
nato da questa domanda: esiste una realtà parallela in cui le cose
sono andate diversamente? In cui lui c’è ancora? Il resto sono
stati spunti narrativi, nati non appena ho buttato giù le prime idee
su fogli sparsi che sono stati spesso accartocciati e “tirati a
canestro” nella mia stanza. Devo confessare che non avevo idea che
venisse fuori un romanzo urban fantasy, visto che ero più
orientato verso il thriller, da sempre. Evidentemente si è scritto
da solo, i personaggi hanno deciso per conto loro e mi hanno guidato
in un mondo nuovo.
6)
I protagonisti del romanzo sono due sedicenni: Alex e Jenny.
Approfittando della tua disponibilità , ti rivolgo una domanda che
mi sorge spontanea ogni qualvolta leggo le trame degli urban fantasy
più recenti. Come mai la scelta di far ruotare attorno al mondo
adolescenziale questo preciso genere letterario?
Ci
credi se ti rispondo che non è stata affatto una scelta premeditata?
Non conoscevo neanche più di tanto il genere in cui mi stavo
avventurando, e solo in seguito ho notato che la maggior parte di
questi romanzi hanno protagonisti adolescenti. Nel mio caso dunque,
posso risponderti semplicemente che considero quell’età un momento
magico di transizione tra l’infanzia e l’età adulta, in cui ci
si emoziona ancora senza la disillusione di un trentenne, e si
percorre il sentiero della vita con la sicurezza di un adulto e la
fragilità di chi ha ancora molti punti di domanda sparsi nell’animo.
7)
Non risulta più difficile descrivere l'umore altalenante di un
adolescente, anziché il carattere monolitico di un adulto?
Ti
dirò, conosco tanti ragazzi che già a sedici anni dimostrano un
carattere ben delineato e un umore “stabile”, e una valanga di
adulti lunatici! Peraltro non mi sono avventurato in una storia di
depressione o di disagio giovanile, ma in un viaggio stimolante che
sradica Alex e Jenny dalla loro situazione apparentemente normale,
per portarli altrove. Inoltre penso che un adulto-adulto (di quelli
che non tendono all’infinito, come dico io), trovandosi
nella situazione di partenza di Multiversum, con tutta
probabilità avrebbe pensato: “ho bisogno di un valido
psicanalista”.
8)
Di urban fantasy, negli ultimi tempi , ne sono stati pubblicati
diversi. Qual è la caratteristica peculiare che, per te,
potrebbe rendere Multiversum una piacevole novità ?
A
osservare con attenzione gli scaffali delle librerie nella “zona”
di cui stiamo parlando, risponderei che Alex e Jenny non hanno niente
a che fare con elfi, draghi, vampiri e streghe! Credo che i lettori
abbiano il desiderio di entrare in un mondo nuovo, di farsi delle
domande sulla percezione della realtà in cui vivono, sulla
possibilità che esistano altre versioni della nostra vita… mi
piace pensare che la storia di Alex e Jenny possa essere la storia di
qualsiasi ragazzo o ragazza di questo pianeta. E se la teoria del
Multiverso è vera come credo fermamente (luminari della scienza
sembrano avvalorare questa tesi), la storia che sto narrando potrebbe
sconfinare dal fantastico e sfociare nel reale!
9)
Consigliaci la colonna sonora ideale per il tuo romanzo!
Grazie
della domanda, hai agganciato il mio alter ego musicista! Credo che
un romanzo come Multiversum, trasposto al cinema, avrebbe
bisogno di un compositore che sappia seguire le sensazioni e le
suggestioni tipiche di un sogno, dando un’enfasi particolare al
viaggio sia fisico che mentale di Alex e Jenny. Chi meglio di Hans
Zimmer dunque? Ha dimostrato di saper raccontare con la sua vena
compositiva sia l’avventura (Pirati dei Caraibi) che il
sogno (Inception).
10)
Se Multiversum diventasse un film, a quale regista ne affideresti la
regia e quali attori potrebbero dare il volto ai tuoi personaggi?
Riprendo
dalla precedente risposta e ti dico: Christopher Nolan. Una sua
recente intervista mi ha fatto capire che la sua visione della realtà
è molto simile alla mia. La maniera in cui ha raccontato una
situazione apparentemente complessa come quella del sogno-nel-sogno
di Inception rappresenta esattamente l’approccio
che vorrei da un regista alle prese con la sceneggiatura
di Multiversum. Sugli attori, beh… Jenny mi piacerebbe
che venisse interpretata da Abigail Breslin (l’ho adorata in Little
miss Sunshine e ora ha esattamente l’età della mia
protagonista ed è un’attrice straordinaria), mentre per Alex farei
volentieri un provino a Josh Hutcherson, protagonista di Un
ponte per Terabithia. Solo che dovrebbe farsi biondo col
taglio di Leonardo di Caprio ai tempi di Titanic!
11)
Raccontaci com'è cominciata la collaborazione con la Mondadori.
Cosa hai provato sapendo che il tuo secondo romanzo sarebbe stato
pubblicato da una casa editrice tanto celebre?
Un’emozione
pari a quella che ho provato quando ho ricevuto la proposta di
contratto per il mio primo disco da Enrico Paoli di Dragonheart
Records, nel 1999. In quel momento capisci che tutti i tuoi sforzi
sono stati premiati, e per uno come me che lavora con un approccio
sempre serio e metodico è una grande soddisfazione. Sono arrivato a
Mondadori dopo aver ricevuto un’altra proposta editoriale (non
citerò la casa editrice per correttezza), e dopo aver chiesto
all’agente letterario Piergiorgio Nicolazzini se potevo affidarmi a
lui per la gestione dei contratti e dei rapporti lavorativi. Sono
sempre stato abituato a gestire le situazioni con molta
professionalità e ritengo la figura dell’agente preziosissima. In
questo caso poi, la grande sensibilità di Piergiorgio nei confronti
delle tematiche fantasy/fantascientifiche (è un vero e proprio
luminare!) e il suo apprezzamento nei confronti della mia opera sono
state preziose alleate di Multiversum. E’ stato lui a
gestire dunque la trattativa, e quando Francesco Gungui (che poi è
diventato il mio editor) ha ricevuto il manoscritto in redazione a
Segrate e ha contattato l’agente per discutere l’offerta da parte
di Mondadori, Piergiorgio mi ha avvisato con una naturalezza
straordinaria e ha cambiato la mia vita professionale di scrittore.
12)
Alcune delle cose che maggiormente mi colpiscono di un romanzo sono
la copertina e la “tag-line” che segue il titolo. Nel caso di
Multiversum, mi sembra inutile spendere parole sul meraviglioso
lavoro dell'illustratore Roberto Oletto, a cui vanno i miei più vivi
complimenti. Vorrei, però, dar voce ancora una volta alla mia
curiosità di lettore. La scelta della copertina e la veste grafica
ricade anche sull'autore o è esclusivamente lo staff dei grafici a
prendere tale decisione?
E’
un lavoro di squadra. L’art director di Mondadori è colui che
gestisce l’intero processo, ma è una persona aperta a consigli e
ascolta spunti provenienti sia da me che dall’editor (Gungui).
Quando ha scovato l’illustrazione di Roberto Oleotto (complimenti
in coro a lui, davvero una sorpresa!), ha chiesto il mio parere e
quello dell’editor. Non potevamo che essere entusiasti per la
scelta. Da lì alla cover finale, si è trattato giusto di adattare
l’immagine e modificare alcuni piccoli elementi per renderli più
vicini all’idea di fondo del romanzo. Ma era un lavoro che sembrava
fatto apposta per Multiversum! Come se, in una realtà
parallela, Roberto fosse un mio intimo amico!
13)
Un consiglio a tutti i sognatori che, un giorno, sperano di veder
pubblicato il loro lavoro?
Come
ho sempre detto anche in ambito musicale, il consiglio è il
seguente: lavorare con grandissima serietà. Lavorare tanto. Mettersi
continuamente in discussione e trattare con grande rispetto la
“professione”. Conosco decine di persone che hanno un’idea per
un brano musicale, la buttano giù con un arrangiamento scolastico,
prevedibile, la registrano (male) e la mandano ai discografici. E’
la maniera migliore per dar vita quello che io definisco “il lancio
del disco”. Ma non il lancio nel mercato. Il lancio dalla finestra.
La maniera migliore per bruciarsi. Mi diceva il mio discografico,
Enrico Paoli: “quando mi arriva un demo registrato male, dura venti
secondi nel mio stereo, poi vola nel cestino”. Questo ci fa capire
che la registrazione, l’arrangiamento, le prove, e allo stesso modo
dunque l’editing, la rilettura, la revisione continua della propria
opera, sono passaggi fondamentali per arrivare a un prodotto che
possa interessare una grande casa editrice. Non basta una bella idea
(che rimane comunque la base vitale da cui partire). Consiglio anche
di far leggere da amici “spietati” il vostro lavoro e di
raccogliere ogni singolo parere, dando un’importanza estrema a
quello che è il giudizio di chi poi dovrà tirar fuori diversi
bigliettoni per portarsi a casa il vostro romanzo: il pubblico.
Selezionate per bene il vostro focus group, però. Non c’è peggior
nemico di una recensione positiva fatta solo per farvi contenti!
14)
Quali sono i tuoi prossimi progetti lavorativi ?
Al
momento, dato che Multiversum è stato pensato come
trilogia, sono impegnato nella stesura del secondo capitolo della
saga. Per il resto continuo a doppiare, e gli amanti dei videogiochi
potranno incontrarmi alle prossime fiere di comics&games. Infine,
e lo dico con orgoglio, sono alle prese con il lavoro più bello che
un uomo possa fare: crescere la propria figlia.
15)
Leonardo, è stato un grande piacere averti avuto con noi. Ti auguro
il successo che meriti e spero di leggere al più presto il tuo
romanzo: lo attendo con ansia. In bocca al lupo per tutto!
Crepi
il lupo, grazie a te per questa intervista, un saluto ai tuoi lettori
e buon viaggio a tutti nelle infinite realtà parallele della nostra
esistenza!