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martedì 22 luglio 2014

Recensione: Danzando sui vetri rotti, di Ka Hancock

Lucy, ogni matrimonio è una danza; a volte complicata, a volte deliziosa. Ma con Mickey ci saranno momenti in cui la vostra danza sarà sui vetri rotti. Sarà dolorosa. O fuggirete da questo dolore o vi terrete ancora più stretti, e danzerete.

Titolo: Danzando sui vetri rotti
Autrice: Ka Hancock
Editore: Leggereditore
Numero di pagine: 448
Prezzo: € 14,90
Sinossi: Lucy Houston e Mickey Chandler non sembrano destinati a una vita felice: lui è affetto da disturbo bipolare e la famiglia di lei ha accumulato una lunga serie di casi di cancro. Nonostante siano entrambi segnati da un destino che non lascia ben sperare, quando le loro strade si incontrano, la notte del ventunesimo compleanno di Lucy, è subito amore. Cauti a ogni passo, Lucy e Mickey sono determinati a portare avanti la loro relazione, consapevoli di non essere in grado di donare un futuro felice a un possibile figlio. Lui le promette onestà. Lei gli promette pazienza. Entrambi si promettono di rinunciare a essere genitori. Nonostante la decisione dolorosa e difficile di non avere bambini, tutto cambia improvvisamente il giorno del loro undicesimo anniversario di matrimonio, dopo un controllo di routine di Lucy. Ha inizio così una storia unica, in cui nessuna regola conta più e la parola amore assume nuove declinazioni e profonde sfumature.
                                           La recensione
L'altro giorno, mi sono seduto in soggiorno e, con tutta la calma di questo mondo, ho guardato quello che c'era davanti a me. Non la televisione, non il panorama urbano che si snodava fuori dalla finestra. Ma quello che c'era al centro esatto delle due cose, addossata alla parete rosa antico della stanza: la libreria. La mia disordinatissima, affollata, pericolante libreria. Lo faccio spesso, quando non so cosa leggere. Mi siedo, lancio occhiate alla pila dei libri ancora intonsi, aspetto. Di decidere il romanzo da leggere e di capire com'è che mi sento quel giorno. L'altro giorno, malinconico al mio solito, volevo qualcosa di triste. Qualcosa che mi toccasse in profondità, finalmente, dopo diverse letture carine, ma molto molto soft. Datemi una storia difficile e so che mi piacerà. Quella in questione se ne stava da qualche anno nella famosa pila di libri mai aperti. Danzando sui vetri rotti. Un volume in brossura bello spesso, una copertina pulita, quel titolo che era già tutto un programma. Un passo a due sulle schegge. I ballerini, scalzi e feriti, sanguinanti ma mai vinti, sono Lucy e Mickey. Sono sposati da undici anni e da undici anni sfidano la sorte, in cerca di momenti di felicità in una vita costellata da tragedie. Hanno messo la loro firma su un patto scritto. Hanno giurato davanti a un prete e davanti a un terapista: si supporteranno, si sopporteranno, si terranno a galla insieme, non avranno figli a cui trasmettere i loro geni malati. Si sono scelti. Difettosi e malandati come sono, ma si sono scelti. Perché gli amori fragili sono i migliori e i due, fragilissimi, volevano far meglio. Lucy ha visto la morte – una signora dal viso indefinibile e dai tratti gentili – scegliere generazione dopo generazione un membro della sua famiglia: il suo papà, prima di andare via, le aveva spiegato che non c'era nulla da temere. Aveva confidato alla più forte delle sue figlie che la morte è pace. E' vivere, invece, che è difficile. Pace che Mickey non conosce: un giovane imprenditore, romantico e sincero, ma con una doppia anima nascosta. La volubilità impressionante con cui il bipolarismo l'ha maledetto lo rende soggetto a esplosioni e a fragorose implosioni. Potrebbe scoppiare e far crollare quello che ha intorno. Potrebbe scoppiare e autodistruggersi, come un ordigno ad orologeria. Lucy accetta quello da cui gli altri scappano e la loro vita coniugale avrà la perfezione delle cose imperfette. Bellissima e bruttissima, ma da vivere. Finché un giorno due ospiti si fanno strada nel corpo di lei. Inattesi e invadenti. Una malattia che non perdona e un bambino che deve nascere. L'esordio di Ka Hancock, pur lontano anni luce dall'eccellenza, coi suoi tanti difetti, a me è piaciuto. Almeno umanamente parlando. Parlandone, struggente non è l'aggettivo adatto. Basta un toccante, il classico emozionante. Nella tristezza complessiva del romanzo è raro ci siano connotazioni negative e gli eventuali (leggi: ovvi) brividi affiorano soprattuto per la bellezza purissima di alcune cose. Fanno paura le macchie nere che, minacciose, sono spuntate come nubi cancerogene nei polmoni e nei seni. Quei macchinari che svelano il progresso della malattia e il fallimento della scienza moderna. Più forte della paura, i risultati di ecografie altre, diverse: quelli con la foto stranissima del profilo di un piccolo alieno d'uomo che scalcia e fa capriole nella pancia della sua futura mamma. Ma Danzando sui vetri rotti non è solo una storia d'amore. Si mostra, infatti, anche una saga familiare riuscita e sfaccettata con gioie e drammi annessi, tematiche delicate, un uso particolarissimo del doppio punto di vista. 
Ci narrano la storia della loro vita Lucy, attraverso una prosa lineare e piena zeppa di ricordi, e Mickey, che parla per mezzo delle pagine di un diario di bordo mirato a tenere a bada la sua malattia e i capricci del suo cervello. Dalla scrittura, dalle loro voci piuttosto diverse, emerge un'integrità morale che il male non scalfisce. Pensieri lucidissimi, nonostante lo sfiorire brutto dei corpi e della gioia. Vagamente – ma proprio molto vagamente – ho pensato alla Moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo, che fino ad oggi è il mio romanzo preferito in assoluto. Ho pensato a Claire che aspettava Henry, a Lucy che aspettava Mic. La pazienza delle donne, la fragilità di uomini in balia di forze maggiori, una miracolosa maternità. Anche Mickey viaggia, ma sulle montagne russe. Senza le cinture di sicurezza allacciate. Sballottato, stanco, sconvolto. Euforico e terrorizzato. I suoi pensieri come annotazioni e lettere d'amore sgrammaticate, la malattia mentale che spesso è usata come una scusa per giustificare l'immaturità umana e la paura di prendere in braccio una neonata coi tuoi stessi geni.
Il romanzo, cinematografico, ha i personaggi dei film americani. Belli, gentili, infelici: pregio e difetto insieme, questo. Oltre ai protagonisti, decisamente ben delineati, affiatati e commoventi, risultano ottimi anche alcuni dei comprimari, descritti con una coerenza non da poco. Cito le sorelle di Lucy, ad esempio, che insieme alla protagonista sono ricordate eternamente bambine in una fiaba che il padre, un omone grande e grosso, prima di spegnersi aveva lasciato loro in eredità, per i frequenti momenti di tempesta: Priscilla e Lily. La prima, sardonica e impeccabile, ha il cinismo degli avvocati; una lingua biforcuta, l'idea del romanticismo sotto la suola delle scarpe, l'empatia che apparentemente è cosa ignota. L'altra, mamma negata, affettuosa e dolcissima, colpisce nel momento in cui reagisce con rabbia e gelosia all'annuncio della maternità miracolosa della sorella prediletta: non è giusto, quel bambino avrebbe dovuto averlo lei, sanissima. A chi darà il suo amore e le sue cure adesso? Non è tutto oro quel che luccica. I personaggi conoscono i ripensamenti e le epifanie, ma non i rimpianti. Riempiono la vita dei protagonisti e permettono loro, come aiutanti magici, la realizzazione dei momenti più belli da sfogliare in un album di foto ricordo. Un matrimonio sotto l'arcobaleno e la pioggia. Un primo incontro con un Mickey cabarettista e un bacio dato così, quasi per scherzo. Sono tutti buoni, troppo. Irrealistici nel loro assoluto candore. Rispettano le regole del buon vicinato, vanno d'amore e d'accordo coi parenti, organizzano calorose feste di bentornato, portano fiori e peluche al cimitero. Anche l'autrice, nella prima parte, sbaglia di grosso, con un abuso ingenuo di certi aggettivi qualificativi e un uso generoso di melassa. Idem nell'epilogo: pagine superflue e piene di bontà per mettere a posto casa, quasi, e andar via. Ma la pillola, che sicuramente non manca, va giù meglio con un po' di dolce a diluire la pena. Hollywood, apri gli occhi. Hai un successo assicurato già pronto! E già piuttosto bello così, sinceramente. L'esordio della Hancock danza sui vetri rotti, certo, ma con la leggiadria di un giovane fachiro. Ogni tanto, le schegge incidono la pelle. La tua sfilata sui cocci è ardua: tu non conosci i trucchi e senti che un gigante ti stia acquattato alle calcagna, pesantissimo. Altre volte, voli sul dolore fisico e non ci fai caso. Mica lo senti... Mi veniva, perciò, da dire grazie, ogni tanto. Per quello che ho letto e per quello che ho. Grato, e pienamente, per una storia simile – privata, familiare, intima – che qualche buon viandante mi ha permesso di conoscere.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Ellie Goulding – How long will I love you?

venerdì 13 giugno 2014

Recensione: Hopeless. Le coincidenze dell'amore, di Colleen Hoover

Buongiorno, amici! Rieccomi, oggi, con la recensione di un altro romanzo finito in settimana. Era sul mio scaffale da un po', ma la trama identica ad altre e alcune recensioni negative mi avevano fatto passare la voglia. Grazie a Miki (qui) e Silvia (qui) mi sono deciso. A loro è piaciuto, ed è piaciuto anche a me. E non solo perché ero stressato, penso, e avevo bisogno di qualcosa di soft. Hopeless – ribatezzato da noi Le coincidenze dell'amore: perché?! - è sicuramente il miglior new adult che mi sia capitato di leggere. Sapete che il genere non è tra i più complessi, quindi non aspettatevi dalla Hoover una complessità tirata fuori dal cilindro. Lei scrive bene, delinea le fattezze di due bei protagonisti, scuote con una parte finale decisa e forte. Mi è bastato. Pienamente soddisfatto. Per questa settimana penso sia tutto. Ho altri due libri da leggere da cima a fondo e, mercoledì, ho l'ennesimo esame. Dài, alla prossima. Buona lettura e buon weekend, M.

E restiamo così, in perfetto silenzio, per quella che sembra un'eternità non abbastanza eterna. 

Titolo: Hopeless – Le coincidenze dell'amore
Autrice: Collen Hoover
Editore: Leggereditore
Numero di pagine: 378
Prezzo: € 12,00
Sinossi: Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C'è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all'amore e alla fiducia che provano l'uno per l'altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto.
                                                 La recensione
I libri che non leggo immediatamente hanno una storia tutta loro. Perché sì, ci sono quei romanzi che subito entrano nella mia libreria, ma poi restano lì, a prendere polvere, mentre io aspetto chissà cosa. Un segno, una punta d'ispirazione, una parola buona. Questo il destino di Le coincidenze dell'amore. Arrivato per posta questo inverno, è stato liberato dal suo plico, sfogliato di sfuggita, imprigionato tra due volumi, come al centro di un sandwich di piume di carta. Il suo dorso azzurro, semplicissimo, non mi chiamava. C'erano state recensioni piene d'entusiasmo, all'inizio; poi erano arrivate quelle negative. La stessa cosa era successa l'estate precedente, con Tutto ciò che sappiamo dell'amore, altro romanzo di Colleen Hoover. C'era chi ne parlava benissimo, chi ne parlava malissimo. Visto che non era nemmeno il mio genere, perché leggerlo e stroncarlo così, gratuitamente? Tanto, non aveva fatto impazzire, spesso, nemmeno chi di new adult vivrebbe. Figuriamoci quali speranze avevo io, che il new adult lo leggo, ma quando ho bisogno di rilassarmi; che il new adult lo leggo, eppure continua ad avere sfumature che mi sfuggono. Non ne afferravo il senso. Afferravo. All'imperfetto...? La Glines ci aveva sommersi, infatti, di volgarità; la McGuire aveva firmato una storia alquanto innocua, ma riciclata fino allo sfinimento e allo stremo delle forze; la McGarry – a modo, educata come poche – sapeva abilmente intrattenere con protagonisti che, non andando mai oltre i limitivi, piacevano proprio per la loro purezza incontaminata. Questi ho letto. Alcuni imbarazzanti, altri carini ma senza grinta. Abbonati a quelle tre stelle che tanto odio e che, ultimamente, mi trovo a distribuire più di quanto voglia. Ho ripescato Le coincidenze dell'amore dal mucchio, in cerca di qualcosa di leggero. Infradito ai piedi, la scrivania piena dei libri della mia cara sessione estiva, un gelato dopo cena, una storia rilassante sul bordo del letto. La stessa routine, gli stessi gesti, la stessa pace in formato tascabile. A me basta poco. Con me, funziona. I personaggi della Hoover, con le loro storie appassionanti, mi hanno fatto compagnia nei miei frenetici giorni di ripasso, in vista del primo esame di giugno. La sera prima leggevo di loro ed ero meno preoccupato del solito. Ho spento la luce. Sono andato a dormire che sorridevo ancora, per qualche battuta particolarmente riuscita; per la spigliatezza del tutto. L'esame, il lunedì successivo, è andato bene. Buon segno. A me Hopeless è piaciuto, in effetti. Chiamiamolo così, con il titolo originale. “Hope”, parola bellissima, spezzata da un suffisso che indica un'assenza. Una mancanza brutta. E' un titolo che ha senso, che trova un significativo e toccante perché come in quel film pieno di tatuaggi e sofferenze che si chiama Alabama Monroe. Nell'ultima sequenza, la macchina da presa inquadrava quelle due parole: una scritta d'inchiostro sul petto che aveva un messaggio che faceva salire i brividi a fior di pelle. Nel romanzo, l'inchiostro macchia il braccio del protagonista come un memento incancellabile, invece. Non lo sappiamo ancora, ma gli ricorda quello che ha perduto e le persone che ha deluso. Quella della Hoover è la delicata e forte storia del ragazzo senza speranza e della ragazza senza cuore: Holder e Sky. Due ragazzi atipici, due protagonisti intensi, che hanno troppi particolari, troppi dettagli, per risultare piatti. La storia sembrerebbe la stessa. Ma è la stessa. A lungo, non mi ha attirato proprio per quello. La ragazza che non sa lasciarsi andare, il bad boy che le insegna ad amare e ad essere amata. Il punto è uno. E' necessario che a raccontarti la storia sia lei, Sky. 
A modo suo. Ha sarcasmo, autoironia, una lingua tagliente. E' una ragazza diversissima da quella che immaginavo. Una contraddizione che accetti e comprendi: lei è così. Bacia tutti, ma non fa l'amore con nessuno. Ha tutta una schiera di ragazzi che, pur vantandosi del contrario, non le hanno mai infilato una mano sotto la T-Shirt e non l'hanno mai portata a letto, nelle loro stanze piene di poster di giocatori di pallone e calzini sporchi. Ha la fama di “quella facile”. Le ragazze della sua scuola le danno della poco di buono, le lasciano commenti volgari sui post-it, la bersagliano con nomignoli osceni. Anziché mostrarsi patetica, lei è orgogliosa della sua diversità. E ride. Della loro mancanza di fantasia, della loro sintassi da prima elementare, delle idiozie da oche giulive che sparano a mensa. Non importano le voci di corridoio. Dei baci ama il senso di annullamento totale e le cucchiaiate di gelato al cioccolato che vengono dopo, quando la sua amica Six fa capolino della finestra della sua stanzetta, come in una puntata di Dawson's Creek. Si scambiano confidenze, sghignazzano, si prendono per i fondelli perchè Sky, probabilmente, non sa neanche cosa sia, Dawson's Creek. Lei vive fuori dal mondo. Non ha la televisione, il computer, il cellulare. Vive in pieno 2012, ha quasi diciotto anni, una mamma vegana nonchè nemica giurata della tecnologia. Sa di essere stata adottata, ma non ne fa un dramma. Al posto di dare feste, “quando i gatti non ci sono”, lei inforna biscotti in quantità industriale. Sono due le tipologie di star femminili nel mondo del new adult: le ragazze sveglie e quelle che dormono; quelle provocanti e seducenti e quelle noiose che si scoprono bellissime nel corso di un'estate. Stupisce il vedere Sky al di fuori di queste categorie standard. Lei non è né l'una, né l'altra cosa. Lei è l'una e l'altra cosa insieme. E' difettosa e speciale. Fatta a modo suo. Durante il primo giorno di scuola, perde la sua migliore amica – che vola dall'altra parte del mondo - e incontra il suo nuovo migliore amico, che è mormone, ma inizia a fare quello che gli pare "la mattina in cui si sveglia gay". 
Trova Dean Holder, e qualcuno con cui correre. Il solito ragazzo da romanzo sentimentale: bello, allergico alle magliette, con una fama losca. La differenza sta nel fatto che si divertono come matti loro. Come bambini piccoli. Si punzecchiano, si piacciono e si tentano, si impongono di non darsi nemmeno un bacio se l'amore non verrà. La ragazza senza cuore inizia a sentire. Sente le farfalle nello stomaco sfarfallare, come fossero i sintomi di un temibile virus intestinale. Sviene letteralmente ai piedi di lui, cade sul sedere e si fa portare sulla soglia di casa in braccio, come una sposa imbranata. Si danno baci in tutte le posizioni possibili, giocano al gioco delle prime volte. Quella protagonista – che odia i regali e le persone che piangono, conta le stelle a voce alta e fa brutti sogni – ama e ricorda. La prima parte la divori e ridi di gusto. Ha una leggerezza che ti rende leggero. Un caratterino niente male, una malizia per nulla volgare. Ma Holder a due facce, Sky ha due storie, Hopeless ha due volti. La prima metà ha i colori della speranza e della positività che porta: un giallo sole carico, l'effervescenza di un bagno al mare. La seconda scuce i fili che tengono chiuse le ferite, dischiude le porte del passato. Abbassa maniglie che non vorresti si abbassassero. Assenza, mancanza. Il dramma irrompe e non dà fastidio. I toni brillanti delle prime centocinquanta pagine si fanno malinconici e tristi, ma senza forzature. Il mio essere cinico odia cose simili: sono allergico al melò. Eppure l'intreccio cambia, le rivelazioni e gli strilli aumentano e io non penso a una chiassosa "tragedia napoletana". Elementi così diversi stanno sorprendentemente bene. Nella stessa storia, sullo stesso braccio. I temi diventano scomodi e qualche brivido – di negazione, di disgusto, di passione – ti scuote. L'umanità è perversa, la perdita della verginità è un cancellino magico per spazzare via l'odio, una doccia insieme è un modo per piangere e confondere la lacrime con l'acqua, guardarsi nudi negli occhi nudi, lavarsi via il sangue dai capelli. Alcune frasi sono retoriche. Belle, ma da romanzo. Irrealistiche. Ti concentri sul fatto che siano belle e la sincerità di alcune scelte elimina l'insincerità di altre, generalmente. Nel suo genere imperfetto, Le coincidenze dell'amore è un romanzo imperfetto, pienissimo e carico. Convincente e coinvolgente. Studiato, ma la cosa per me non è un difetto. Assolutamente. I capitoli sono costruiti secondo un piano, la storia sa dove partire e sa dove finire. E l'autrice stessa è una che sa: come colpire, come dire le solite cose in modo insolito. Il segreto è l'emozione. Lei emoziona, nel suo piccolo, in tutti i sensi possibili. Sorridi e leggi di Sky che riceve in regalo un e-reader e lo scambia per una strana tv, o di lei che – al mercatino delle pulci – mette le mani su due saliere a forma di intestino tenue e crasso. Ridi e leggi ancora di lei, alle prese - questa volta - con gli Sms e con quella strana cosa che sono le abbreviazioni (“Lol? Cosa diavolo vorrebbe dire? Litighiamo o limoniamo?”). Ti intenerisci e la vedi con Holder guardare le stelle, stesa a terra, e con i mignoli intrecciati stretti. Tra amore e possesso, affetto e desiderio, i protagonisti sono due adolescenti che tentano di capire chi sono e che cosa provano l'uno per l'altra. Si vivono, prima di amarsi. Io li ho vissuti.
Il mio voto: ★★★★
Il mio consiglio musicale: Maroon 5 – She Will Be Loved


martedì 29 aprile 2014

Qui pro cover #5

I troppo fighi per... (parte I)
Tutti ce l'hanno. Ma sì. Uno di quegli amici, su Facebook, che, puntualmente, giorno dopo giorno, ci delizia con le foto dei suoi primi piani. Foto tutte uguali, di cui cambia un dettaglio. Ciuffo, non ciuffo. Occhiale sì, occhiale no. Camicia aperta, camicia chiusa. Sguardo da cerbiatto accecato dai fari di un tir, sguardo più o meno sexy. Che facciamo in questi casi, quando ci troviamo a diffidare da coloro che, come immagine di copertina, hanno il loro egocentrico e onnipresente faccione? Li blocchiamo, eliminamo le loro notifiche dalla home, auguriamo loro di farsi al più presto una vita, consigliamo di andare a cogliere dolci margheritine in un campo alla fine del nostro universo. Da oggi, nuova soluzione. C'è Qui pro cover che ve la propone! Suggerite ai diretti interessati di essere facce da cover, invece che facce da c... ulo. L'appuntamento di oggi con la rubrica dedicata alle cover gemelle - e nata per farsi due risate, senza nessun intento polemico - è dedicata proprio a loro: quelli troppo fighi. Per accontentarsi di una sola copertina, di un solo titolo, di una sola saga. Libri diversi, ma che in copertina hanno gli stessi modelli, ma di spalle, di profilo, con il viso in ombra e il viso illuminato, o robe simili. Conosco le tipologie di cover più odiata al mondo: quelle, cioé, con i tipi che danno le spalle alla macchina fotografica, sullo sfondo di scenari dark: cimiteri, chiese, cieli neri. Le copertine di oggi hanno coraggio, e non voltano le spalle al nemico – il sottoscritto, ossia. Belli, avvinghiati e sorridenti (?), oggi “quelli troppo fighi” sono divisi in tre gruppi. Si baciano sotto la bioccia i modelli di Il confine dell'eternità e Crashing into you: hanno preso sempre più confidenza con il loro fotografo e, in fine, la bronchite, dopo tutta quell'acqua nei vestiti. Si abbracciano e si accarezzano quelli di Easy, Devoured e The Fallen Stars: riconosciamo lui, con il naso un po' a becco, la chierica alla Jared Padalecki, i tatuaggi. Ultimo, ma non ultimo, il ragazzo in primo piano su Albion, che – nei Seguaci di Ipnos – deve però condividere copertina e attenzioni con una bella fanciulla. Gli restano, però, gli occhi verdissimi e l'espressione scocciata – se avete letto Albion (Ciao, B!), sapete che quello è Marco Cinquadraghi sputato. Da prendere a sberle, e da leggere. Che mi dite, questa volta? Un'altra carrellata di “quelli troppo fighi” arriverà a breve. Sono ovunque, incontentabili, fotogenici e vanitosi. Staniamoli tutti!

martedì 25 settembre 2012

Amori perduti e ritrovati, cuori di vetro, ricordi per sempre. In autunno, l'amore e le sue declinazioni.


Chi è in vena di romanticismo? Diciamo la verità, ad ottobre, ci sarà spazio per i brividi e l'isteria di Halloween, ma, per il momento, le foglie che si tingono di arancio e il cielo che prima del previsto sfuma dall'azzurro al rosa del tramonto ci rendono piacevolmente vulnerabili, in vena di tenerezze e delle frecciatine del dispettoso Cupido. Se anche voi la pensate come me, sappiate che non siamo affatto incompresi. I più grandi editori, infatti, sono d'accordo con noi. Questi ultimi giorni del mese e i primi giorni di quello successivo faranno del sentimento il loro marchio. Ballate di amori perduti e ritrovati, sentimenti che sfociano nell'ossessione più perversa, sorrisi e pianto, leggerezza e approfondimento. Che cos'è l'amore? In libreria, le mille sfumature di un camaleontico sentimento che ha un solo nome e tante maschere. Dall'amore immortale di Il canto delle parole perdute (di cui, grazie alla gentilissima Corbaccio, potrete presto leggere la mia recensione!) e di Ogni istante di me e di te, ai cuori di creta di Ballando sui vetri rotti (Restate sintonizzati per la recensione!), all'erotismo che ricalca il successo del chiacchierato 50 Sfumature, fino ad arrivare al sentimento dolce, commovente e fugace dell'ultima, attesissima fatica di John Green (Sapete già che lo adoro: Colpa delle stelle sarà mio!!). E voi? Siete già stati colpiti dai dardi dell'eros? Sappiate di non poter scappare. 

Titolo: Colpa delle stelle
Autore: John Green
Editore: Rizzoli
Numero di pagine: 320
Prezzo: € 16,00
Data di pubblicazione: 10 Ottobre 2012
Sinossi: Se il cancro che ti hanno diagnosticato a dodici anni, a sedici sembra in regressione è un miracolo. Ciò che la giovane Hazel ha imparato a proprie spese, però, è che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto ai coetanei, con una vita in frantumi i cui pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure, che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione per stare insieme è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

Titolo: Il canto delle parole perdute
Autore: Andrés Pascual
Editore: Corbaccio
Numero di pagine: € 16,40
Prezzo: 391
Sinossi: Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell'appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell'inferno. Tokyo, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell'energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall'idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale che sorprende. Un libro sulla forza dell'amore capace di superare ogni cosa. Una storia di speranza e determinazione, di abbandono e di coraggio, un romanzo sull'importanza di non dimenticare le tragedie del passato per affrontare le sfide del presente e scrivere il nostro futuro.

Titolo: Ogni istante di me e di te
Autore: Alex Capus
Editore: Garzanti
Numero di pagine: 249
Prezzo: € 16,40
Sinossi: Normandia, 1918. Léon e Louise amano pedalare controvento verso l'oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il loro nido. Lì, di fronte alla vastità dell'orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l'intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: "Ora e per sempre". Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno una bomba li divide. Léon crede che lei sia morta e così Louise di lui. Eppure l'eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra, Léon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Léon la vede, nell'angolo del vetro libero vicino alla porta. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l'immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d'aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un istante in cui si rincontreranno.

Titolo: Danzando sui vetri rotti
Autore: Ka Hancock
Editore: Leggereditore
Numero di pagine: 416
Prezzo: € 14,00
Data di pubblicazione: 4 Ottobre 2012
Sinossi: Lucia Houston e Mickey Chandler non sembrano destinati a una vita felice: lui è affetto da disturbo bipolare e la famiglia di lei ha accumulato una lunga serie di casi di cancro. Nonostante siano entrambi segnati da un destino che non lascia ben sperare, quando le loro strade si incontrano, la notte del ventunesimo compleanno di Lucia, è subito amore.Cauti a ogni passo, Lucia e Mickey sono determinati a portare avanti la loro relazione, consapevoli di non essere in grado di donare un futuro felice a un possibile figlio. Lui le promette onestà. Lei gli promette pazienza. Entrambi si promettono di rinunciare a essere genitori. Nonostante la decisione dolorosa e difficile di non avere bambini, tutto cambia improvvisamente il giorno del loro undicesimo anniversario di matrimonio, dopo un controllo di routine di Lucia. Ha inizio così una storia unica, in cui nessuna regola conta più e la parola amore assume nuove declinazioni e profonde sfumature.

Titolo: Giocando col fuoco
Autore: Sadie Matthews
Editore: Nord
Numero di pagine: 352
Prezzo: € 14,90
Data di pubblicazione: 11 Ottobre 2012
Sinossi: Elizabeth vuole solo scappare: dalla cittadina in cui è nata e cresciuta; dalle persone che la circondano; da chi le ha giurato fedeltà eterna e poi le ha spezzato il cuore. Così accetta di slancio l’invito della zia che le offre di trasferirsi per qualche tempo nel suo lussuoso appartamento di Londra. E di slancio finisce tra le braccia di Dominic, il ricco e affascinante vicino di casa, con cui passa una notte di travolgente passione. Ma Dominic deve alimentare un fuoco ben diverso da quello dell’amore: nel suo animo, divampa un’ossessione per il controllo, per le pratiche sessuali estreme, per gli impulsi più inconfessabili. E forse Elizabeth è troppo innocente per affidarsi a quell’uomo così tormentato… Sarà capace di superare ogni inibizione pur di restare con lui? Sarà disposta a infrangere il tabù del piacere unito al dolore? Sarà in grado di dar sfogo a quella parte di sé di cui non sospettava nemmeno l’esistenza? Giocando col fuoco ci si può bruciare. Oppure si può diventare un’unica, ardente fiamma di passione…

mercoledì 8 febbraio 2012

Recensioni a basso costo # 4 : Muori per me , di Karen Rose

Ai tempi della crisi anche leggere è diventato un lusso ? Le vostre tasche piangono a causa del prezzo alto dei romanzi “post” legge Levi ? Per voi recensioni di libri originali e pregevoli a un prezzo stracciato; remainders, tascabili, libri scontati .. poco importa ! L'importante è il risparmio: i vostri portafogli tireranno un respiro di sollievo; la vostra immaginazione, con titoli appassionanti e vari, troverà il modo di continuare a nutrire mente e anima. Letture di qualità per prezzi accessibili.

Il 2° romanzo della serie
Titolo: Muori per me
Autrice: Karen Rose
Case Editrice : Leggere Editore
Numero di pagine : 570
Prezzo: € 4,90
Sinossi: Un assassino implacabile, un videogioco nel quale le vittime sono reali... Un campo innevato ai margini di Philadelphia. Sedici fosse, alcune di esse sono ancora vuote, altre ospitano cadaveri disposti con una cura meticolosa. Le vittime sono state brutalmente torturate e le tecniche di cui si serve il serial killer provengono da uno dei periodi più oscuri dell'umanità, quello dell'Inquisizione. È per questo che il detective Vito Ciccotelli decide di rivolgersi a Sophie Johannsen, un'archeologa specializzata in storia medievale. Nonostante gli anni di esperienza i due si ritrovano ad affrontare la lama affilata del terrore: l'assassino non ha ancora finito la sua opera e chi cercherà di fermarlo rischia di diventare l'ultima pedina del suo gioco di morte. Vito teme che il prossimo grido di orrore possa essere quello di Sophie, proprio ora che l'ha trovata, ora che la passione è tornata a bussare alla sua porta. In questo thriller, Karen Rose esplora le sfumature più oscure della mente umana, unendo il terrore allo stato puro e la sensualità più intensa.

Ho acquistato questo romanzo nel mese di Dicembre, approfittando del prezzo vantaggioso e del consistente numero di pagine. Non conoscevo l'autrice e, nutrendo infondati pregiudizi verso le pubblicazioni della Leggere Editore, mi aspettavo di leggere una banale storia d'amore e sesso mascherata da thriller. Fino a una settimana fa, “Muori per me” era a prendere polvere su un ripiano della mia libreria, poi, ispirato anche dal cattivo tempo, ho deciso di leggerlo, anteponendolo a letture che consideravo più interessanti.
Come avrete capito da questa breve premessa, ancora una volta mi sono sbagliato! Sono un grande appassionato di thriller e quindi so essere fastidiosamente esigente quando ne leggo uno: trovare piccole imperfezioni e incongruenze nel corso della lettura mi provoca una certa soddisfazione. Sì, sono malefico!
Il romanzo della Rose funziona, però, su tutti i fronti. E' un ottimo poliziesco, un frenetico romanzo d'azione e un romance vibrante e ben scritto. L' autrice, infatti, stupisce per la sua competenza e la sua grande conoscenza, qualità che la portano a descrivere - con una sorprendente maestria - le turbe psichiche di un efferato omicida,  la passione travolgente fra Vito e Sophie, le brucianti fitte del rimpianto e il calore di una famiglia amorevole e ospitale.
“Muori per me” è in primis un libro di grande umanità: c'è morte, violenza, mistero, ma la sensibilità dell'autrice emerge ad ogni pagina. Dettagli che in altri casi avrei trovato a dir poco patetici, risultano emozionanti e realistici. Non sto parlando soltanto della love story fra i due prestanti protagonisti: anche le comparse più trascurabili sono in grado di arricchire con elementi del loro vissuto un romanzo già inizialmente molto intrigante. Ok, inizialmente la descrizione fisica dei personaggi sembrava avvalorare i miei sospetti iniziali, alimentati soprattutto dal “Karen Rose esplora le sfumature più oscure della mente umana, unendo il terrore allo stato puro e la sensualità più intensa” presente sulla quarta di copertina. Erano tutti belli, talentuosi, alti, muscolosi e dannati: già, personaggi di un brutto Harmony radunati in un unico libro.
Alla fine, però, a scacciare via la mia ilarità iniziale è stata la loro superba caratterizzazione psicologica, la loro sensibilità e il loro sentito attaccamento alla famiglia. Nel momento in cui ho scoperto le origini italiane del protagonista, ho immaginato di trovarmi a leggere presto la fiera delle banalità; il riflesso di un' Italia ridicolizzata dai soliti cliché della pizza, del mandolino e dei panni appesi ad asciugare in bella vista. Brava Karen! Lei ha preso le distanze dai soliti luoghi comuni, riuscendo a trasmettere, però, la gentilezza e il calore tipico delle nostre famiglie. A casa Ciccotelli si ride, si mangia, si socializza, si accolgono ospiti con il cuore… e il frigo... aperto .
Non c'è solo sesso tra i protagonisti, anzi: escludendo un'unica scena presente nella prima parte del libro, il resto è il ritratto di un amore sano e romantico che di “torbido” ha ben poco.
Bello, perché ambientare un romanzo in tempo reale senza annoiare minimamente il lettore non è cosa facile.
Bello, perché è fittamente costruito e l'identità del killer viene svelata soltanto negli ultimi capitoli.
Bello, perché riesce ad atterrire ed emozionare.
Bello, perché congeda il lettore con un bel lieto fine dal sapore dolce-amaro.
Complimenti all'autrice! 
Il mio voto : ★★★★